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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Agostinelli: “Lazio in salute, ma l’Udinese ha confermato il difetto della stagione. Su Noslin-Maldini per la finale…” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Anche la gara con l’Udinese rappresenta una sintesi di una Lazio in salute. Per la squadra di Sarri è stata una gara buona, utile per testare giocatori, positiva anche per il ritorno al gol di Maldini, oltre che per apprezzare un Pedro del quale continuerei a non fare a meno.

Quando la Lazio gioca con squadre che si chiudono va in difficoltà. Emerge il difetto di qualità dei singoli in avanti, per questo Sarri ha capito che non potendo comandare il gioco la strada migliore è quella del giocare di rimessa. L’Inter, invece, è completa. Ti fa male sia quando ti chiudi che quando ti scopri.

Lungo ballottaggio Maldini-Noslin per la finale di Coppa Italia? E’ da ragionare, dipende al tipo di avversario, dagli spazi che ti danno. Ultimamente Noslin ha dimostrato di saper gestire la palla anche con il difensore alle spalle, ma una finale va studiata anche per le mosse che puoi fare in corso d’opera. Ad oggi, preferirei Noslin dall’inizio”.

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ARBITRI

Designazioni, Cremonese-Lazio a Chiffi: i precedenti

La designazione arbitrale della 35ª giornata di Serie A Enilive ha assegnato la direzione della gara Cremonese-Lazio al signor Daniele Chiffi della sezione di Padova.

Il direttore di gara sarà coadiuvato dagli assistenti Dei Giudici e C. Rossi: Marchetti sarà il IV ufficiale mentre Camplone e Mazzoleni sono stati indicati nei ruoli di VAR e AVAR.

Sarà il 15° incrocio tra Chiffi e i biancocelesti, con 9 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte, mentre sono 7 i precedenti con la Cremonese: un successo, 3 pari e altrettanti k.o. il bilancio.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE …’ – Cardone: “Lazio-tifosi, allarme clamoroso da Sarri. Il suo futuro dipende dalle garazie tecniche e dalla corte delle altre…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“L’allarme lanciato da Sarri dopo Lazio-Udinese è stato clamoroso, ripeteva della situazione deprimente, allarmante, con i giocatori che risentono dell’assenza del pubblico e Lotito che non fa un passo verso i tifosi. Appello accorato e sincero del mister.

Non credo comunque che questa situazione inciderà sul futuro di Sarri, credo che il tecnico voglia altre garanzie. Dipende molto anche dalle panchine di altre squadre; la possibilità di tenere Sarri dipenderà pure da Napoli, Atalanta, Fiorentina e Bologna. Se arrivasse un’offerta concreta, Sarri andrebbe via. Il grido di allarme ora di Sarri è per la sua squadra, per il gruppo: è il comandante che protegge le truppa.

Chiaro che questa situazione inciderà anche sul mercato. La protesta nasce dal fatto che la gente vuole una proprietà in grado di garantire soldi per fare il salto di qualità”.

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TIFOSI

Boom Lazio-Inter, anche la tribuna Tevere è esaurita: i dettagli

Ore di attesa, davanti al monitor, per assicurarsi un biglietto. Così tanti tifosi della Lazio hanno trascorso la giornata di ieri per acquistare il proprio tagliando per la finale di Coppa Italia. Sul sito del circuito di vendita on line – l’unico autorizzato – si sono registrate fino a 6 ore di attesa dal momento dell’apertura della vendita. alcune testimonianze parlano di oltre 26mila persone segnalate in coda in alcuni momenti dal sistema on line. Una febbre da stadio, per l’ultimo atto di una competizione che potrebbe regalare un trofeo totalmente insperato tra i sostenitori biancocelesti, viste le premesse di inizio anno e l’andamento del resto della stagione. Eppure eccoli lì, a ricaricare compulsivamente la pagina web per essere sicuri di non perdere il posto in fila.

La vendita dei biglietti da parte della Lazio è stata divisa in tre fasi. Fino a domenica 3 maggio i possessori di abbonamento avranno modo di esercitare una prelazione per assicurarsi il posto. Siccome lo stadio verrà diviso a metà, con la Curva Nord ai laziali e la Sud agli interisti, più metà delle tribune equamente suddivise, non c’è la possibilità di assicurarsi il medesimo posto che si ha per il campionato. I tifosi biancocelesti abbonati nei settori che saranno invece dedicati agli interisti per la finale, hanno però comunque la possibilità di prendere un altro posto nel lato nord dell’Olimpico. Nelle prime 24 ore di apertura delle prelazioni la Curva Nord è andata subito esaurita, e i distinti nord est e nord ovest – se il trend verrà confermato anche oggi – seguiranno a breve, essendo rimasti, a ieri sera, poco più di un migliaio di posti in entrambi. Il dato eclatante è però quello che riguarda la tribuna Tevere, che ha esaurito gli ultimi posti disponibili proprio questa mattina. Rimangono perciò solo qualche centinaio di posti ancora disponibili in tribuna Monte Mario. Considerando che la divisione dello stadio mette a disposizione poco più di 30mila posti ad entrambe le tifoserie e che gli abbonati della Lazio sono oltre 29mila, il rischio che alla fase di vendita libera non ci sia più nulla a disposizione è molto alto.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, spettro pubalgia per Cataldi. Rovella accelera, Zac-Gila ok

La Lazio ha archiviato il pareggio con l’Udinese torna al lavoro a Formello per preparare la prossima trasferta di campionato contro la Cremonese. La notizia principale riguarda Danilo Cataldi, fermato dalla pubalgia e ora in dubbio per la gara di lunedì.

Per Sarri non è un problema marginale. Cataldi resta un riferimento nella gestione dei tempi e degli equilibri della squadra. La sua assenza obbligherebbe il tecnico a studiare nuove soluzioni in mezzo al campo, in una fase della stagione in cui la Lazio deve distribuire energie e arrivare nelle migliori condizioni alla finale di Coppa Italia contro l’Inter.

Le notizie più incoraggianti arrivano dagli altri fronti dell’infermeria. Mattia Zaccagni ha smaltito il problema alla caviglia accusato contro l’Atalanta ed è tornato ad allenarsi con il gruppo. Un recupero importante per Sarri, che ritrova uno dei giocatori più incisivi sulla corsia offensiva.

In gruppo anche Gila, reduce da un problema muscolare accusato a Bergamo. Il suo rientro permette al tecnico di respirare in difesa, reparto che nelle ultime settimane era stato gestito con grande attenzione tra acciacchi, rotazioni e necessità di non forzare i tempi.

Rovella verso il rientro

Resta ancora da monitorare la situazione di Nicolò Rovella. Il centrocampista non dovrebbe essere rischiato contro la Cremonese, ma il suo ritorno potrebbe arrivare lunedì prossimo. La sindrome influenzale che lo aveva fermato sembra ormai superata, anche se lo staff preferisce procedere con prudenza.

Per Sarri il rientro di Rovella sarebbe fondamentale. La Lazio ha bisogno di ritrovare ordine, intensità e continuità in mezzo al campo, soprattutto in vista di un finale di stagione che presenta appuntamenti pesanti.

La trasferta di Cremona diventa così un passaggio delicato. Non solo per la classifica, ma anche per la gestione fisica della rosa. La finale di Coppa Italia contro l’Inter è ormai vicina e Sarri dovrà evitare rischi inutili, senza però abbassare il livello della squadra in campionato.

La Lazio arriva a questa settimana con segnali contrastanti: Zaccagni e Gila sono recuperati, Rovella vede il traguardo del rientro, mentre Cataldi resta il nodo principale. La pubalgia sarà valutata giorno dopo giorno, perché nel momento decisivo della stagione ogni dettaglio può pesare. Il Tempo.

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CALCIOMERCATO

Lazio, da Milano sicuri: “Accordo Gila-Milan, ora lo scoglio Lotito…”

Come riportato dalla Gazzetta Dello Sport, un primo accordo da parte della dirigenza del Milan con Mario Gila (in scadenza di contratto con la Lazio nel giugno del 2027) è già stato trovato: un contratto di 4 anni sui 3 milioni più bonus. L’ostacolo di Igli Tare è proprio il presidente Claudio Lotito, il quale non scenderà sotto i 30 milioni, data anche la percentuale del Real Madrid del 50% sulla rivendita.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, non si molla mai: contro l’Udinese l’ennesimo colpo in extremis. I numeri dei biancocelesti

Quello di Maldini è stato il settimo timbro siglato nel recupero.

Oltre il novantesimo, oltre ogni speranza, oltre i propri limiti. Una squadra che non si arrende al destino delle partite, di una stagione in cui sembrava spacciata prima ancora di iniziarla. Contro l’Udinese l’ennesimo colpo in extremis. Stavolta firmato da Maldini, tornato al gol dopo un mese e mezzo d’astinenza. Spirito e orgoglio, dimostrati per l’ennesima volta in questo campionato. Quello di Maldini, sottolinea il Corriere dello Sport, è stato il settimo timbro siglato nel recupero. Tra i difetti della rosa, insomma, sicuramente non c’è quello di crollare al tappeto senza prima provare a rialzarsi fino all’ultimo secondo. La foga, appena realizzato il 3-3, ha spinto i calciatori biancocelesti a riportare subito il pallone a centrocampo.
Nessuno si stava accontentando del punto riconquistato. La Lazio incassa, a volte si addormenta, poi si rimette comunque in carreggiata con la determinazione necessaria.


I numeri parlano chiaro: 7 gol, si legge, nei minuti di recupero, tutti in campionato, tutti all’Olimpico. La lista parte con il rigore trasformato da Cataldi contro il Torino, addirittura al 113′. Il 3-3, anche in quel caso, venne trovato con la forza della disperazione. Il bis, quello di Zaccagni al Cagliari (91′): come per Noslin, protagonista nel finale con il Lecce (95′), la soddisfazione è stata per il 2-0 che ha chiuso in anticipo i confronti in questione. Il quarto e il quinto sono altri due tiri dal dischetto: Pedro al 95′ con la Fiorentina (il 2-2), poi ancora Cataldi (al 100′) per piegare il Genoa (3-2 definitivo, tocco con il braccio di Ostigard sul colpo di testa di Ratkov). All’appello – oltre alla deviazione di Maldini con l’Udinese (95′) – manca l’incornata di Marusic contro il Sassuolo (2-1 al 92′).


Sempre in partita, punisce le avversarie nel quarto d’ora conclusivo di gioco. Dei 42 gol totali segnati dalla Lazio, ben 17 sono arrivati dal 75′ in poi: significa il 40% delle marcature complessive in stagione. Nello specifico 14 in Serie A e 3 in Coppa Italia, competizione in cui la squadra di Sarri ha segnato solamente nel secondo tempo. Zaccagni al minuto 80 negli ottavi con il Milan, Dia all’87’ nella semifinale d’andata con l’Atalanta, Romagnoli all’84’ per sbloccare il ritorno di Bergamo. L’elenco, conclude il quotidiano, viene completato da Dia in Lazio-Verona (82’), Noslin nelle due sfide con il Parma (82’ al Tardini, 77’ all’Olimpico), Taylor a Bologna (82’) e infine dalle due autoreti di Solet a Udine (80’) e di Nelsson a Verona (79’). Si può accusare la Lazio di sbagliare, non di non saper reagire.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, non solo scelta ma soprattutto necessità: ancora rotazioni per Sarri da qui alla fine

Il tecnico ha allargato il ventaglio delle opzioni.

Venti calciatori utilizzati nelle ultime due partite, praticamente l’intera rosa. Le rotazioni, con la finale di Coppa Italia in vista, non sono più una scelta ma una necessità. Come evidenzia il Corriere dello Sport, quattro giocatori totalmente risparmiati contro l’Udinese (Marusic, Gila, Cataldi e Zaccagni), utilizzati pochi giorni prima – dall’inizio o in corsa – nella semifinale di ritorno con l’Atalanta. Quattro cambi nella formazione di partenza tra una gara e l’altra (dentro Lazzari, Provstgaard, Pellegrini e Dia), più Maldini – nemmeno entrato a Bergamo – per arrivare alle 20 pedine diverse impiegate dal Comandante a partire da mercoledì scorso. Diventano 21 comprendendo anche la trasferta di Napoli, in cui era stato sganciato nella ripresa Hysaj.

Nel momento più delicato della stagione, insomma, il tecnico ha allargato il ventaglio delle opzioni non considerando solamente Gigot, Belahyane, Przyborek e Ratkov tra i calciatori di movimento (tra quelli a disposizione). A breve, si legge, ritoccherà pure a Rovella, tornato tra i convocati dopo l’operazione alla clavicola destra (frattura scomposta rimediata a Cagliari). Fino a qualche settimana fa sembrava già finita la sua stagione. Le valutazioni per il posto in regia sono soltanto una parte dei ragionamenti profondi da portare avanti fino alla finale. Ci sono 180 minuti di Serie A prima della sfida con l’Inter del 13 maggio, preceduta proprio dall’antipasto di campionato con i nerazzurri.

La Cremonese e poi il primo round contro Chivu, decisamente meno importante rispetto all’ultimo atto della Coppa Italia. Due settimane per presentarsi al top, senza perdere pezzi per strada. Sarri non molla il campionato, eppure la testa non può che essere già al match di Coppa: può regalare alla Lazio un trofeo e contemporaneamente la qualificazione alle prossime coppe europee. Il massimo in un’annata complicatissima fin dal principio. Sarri, conclude il quotidiano, ha incassato tre gol dall’Udinese, per una volta il suo clean-sheet è stato quello di far rifiatare il reparto arretrato spremuto dagli acciacchi: tre titolari su quattro fuori, soltanto Romagnoli rimasto a comandare la linea.

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DICHIARAZIONI

Motta: “Felice che Buffon e Zoff mi seguano. Dopo Bergamo Sarri non mi ha detto niente, Lotito invece…”

L’intervista del portiere della Lazio a TuttoSport:

 «Vivo tutto serenamente. Sapevo bene che fosse una partita importante quella di Bergamo, un vero e proprio spartiacque per la nostra stagione, ma dentro di me ero estremamente tranquillo. Alla vigilia ho dormito benissimo. Anzi , anche nel pomeriggio ero riuscito a rilassarmi per qualche ora. Il mio problema è tentare di dormire dopo una partita. L’adrenalina è sempre troppo forte».

Cosa ti rimane di quella notte? «Penso agli errori che ho fatto. A quello che ci poteva costare la finale, il gol che poi è stato annullato, ma sarebbe stato decisivo per l’eliminazione».

Ma come? Pari 4 rigori e pensi agli errori? «E’ più forte di me, io sono così, lavoro sempre per migliorarmi».

Gigi Buffon ti ha inviato un messaggio dove dice che la parata più difficile l’hai fatta su Scamacca, prima che si arrivasse ai rigori: concordi? «Ho una stima immensa per Buffon, lo vedevo giocare da bambino, quando mi allenavo a Vinovo, e cercavo di carpirgli qualche segreto. Sono felice che fenomeni come Gigi o leggende viventi come Dino Zoff mi seguano e analizzino le mie parate. È una responsabilità enorme, ma anche motivo di orgoglio».

Sarri cosa ti ha detto? «Nulla. Ho fatto solo il mio lavoro in fondo».

Beh, a me ha detto che non devo esaltarti troppo, perché devi stare con i piedi per terra. «Ha fatto bene. Concordo. Ma credo di non correre questo rischio».

E il Presidente invece? «Mi ha abbracciato e mi ha detto una frase molto importante: sono felice, non per le tue prodezze, ma per la persona che sei».

A chi hai pensato nel momento che hai realizzato che avevi portato la Lazio in finale? «A mio padre Giacomo e a mia madre Sabrina. Mio padre fa il meccanico e con mamma hanno fatto tanti sacrifici per sostenere il mio sogno. Poterli ripagare è la più grande soddisfazione».

Quando da piccolo giocavi con i tuoi compagni di scuola perché finivi in porta? Perché eri scarso con i piedi? «No. Ho scelto io di fare il portiere. A casa mia non avevamo un giardino e si giocava spesso sulla ghiaia. Anche se mi facevo spesso male, tuffandomi, non mi importava nulla: volevo fare il portiere e basta, fin da subito».

Chi è stato il primo a credere in te? «Il preparatore dei portieri dell’Alessandria Under 17. Me lo disse convinto».

Mai vissuti attimi di difficoltà? «Si. Non tutto è così facile. Ma sentire mio padre e mia madre sempre vicini mi ha aiutato molto. Poi se si è equilibrati, i momenti difficili si superano».

Un giornalista chiese ad uno dei più grandi intellettuali della storia del Novecento, Jorge Luis Borges, se da bambino avrebbe voluto diventare “celebre” o “essere amato”. Lui rispose, senza esitare: «Essere amato, perché la celebrità appartiene alla sfera delle illusioni della vita». Tu cosa risponderesti alla stessa domanda? «Che aveva ragione Borges. Il successo nasconde molte insidie ed io non pensavo che avrei mai vissuto un momento come questo, ma penso di sapere come gestirlo».

Federico Fellini, invece, disse che quando andò per la prima volta al circo fu come l’Annunciazione: «I clown mi hanno chiamato ad una vocazione a cui non potevo dire di no». Anche tu hai avuto il tuo clown che ti ha chiamato alla vocazione di portiere? «Si: Petr Čech, il portiere del Chelsea. Lo trovavo iconico per via del caschetto di protezione che portava in testa. Mi affascinava il suo modo di essere. Certamente, in Italia, lo è stato Gigi Buffon».

Credi in Dio? «No. Credo solo nel mio lavoro. La mia fede è tutta lì».

Passiamo dal sacro al profano: che rapporto hai con le ragazze? (sorride) «Al momento non sono fidanzato perché adesso vivo per il lavoro e se mai dovesse essere non sarebbe certamente un’influencer, ma una ragazza delle nostre parti».

Ma almeno ti sei mai innamorato? «Si, alle elementari. Si chiamava Martina, ma non l’ho più vista».

Torniamo al calcio: primi tre portieri italiani di oggi? «Donnarumma, Carnesecchi, Vicario».

Di sempre? «Buffon, Zoff, Zenga».

Attaccanti italiani di oggi? «Kean, Immobile, Scamacca». 

Il più forte giocatore che hai visto in Italia? «Yildiz: fa tremare, è un talento puro». 

Messi o Ronaldo? «Messi perché fa prevalere il talento sul lavoro: non è costruito come Ronaldo».

Se ti dico Maradona? «Diego è inarrivabile».

Buffon ti ha detto che devi continuare a sognare. Oggi qual è il tuo sogno? «Continuare a lavorare con la stessa intensità che sto mettendo in campo».

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Lazio, Oddi: “Buone prove contro le grandi, con l’Udinese la gara si è accesa solo nel finale” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘SVB’

“Con l’Udinese la gara si è accesa nel finale e ci sono stati anche bei gol, su tutti quello di Pedro ma chiaramente pure quello di Pellegrini merita di essere citato.

Non è stata una bella partita, ripeto, ha entusiasmato sono nel finale. La squadra comunque la vedo bene quando gioca con squadre importanti, basta pensare alle ultime sfide con Napoli e Milan. Sulla base di questo, mi aspetto che in finale la Lazio possa fare una prova simile. Con la prestazione buona, il risultato può arrivare.

Cataldi? La pubalgia è tremenda. Se riesci a giocare, quando ti fermi alla fine non riesci neanche a camminare bene. Ora però i tempi sono cambiati, in queste due settimane magari Cataldi starà a riposo per poi provare ad esserci contro l’Inter”.