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APPROFONDIMENTI

Immobile commosso per l’addio al piccolo Alessio: “Eri un leone”

La scomparsa del piccolo Alessio commuove Ciro Immobile, che su Instagram ha ricordato il bambino che, alcune settimane fa, aveva incontrato per qualche ora di allegria insieme: “Hai lottato come un leone, mi mancherai, ciao campione, fai buon viaggio“, le parole dell’attaccante della Lazio e della nazionale azzurra, che era andato a trovare il bimbo nella sua abitazione, con la complicità di una zia. Alessio, originario di Sezze Scalo, lottava da quando era nato con un terribile male. In queste ore è arrivata la notizia che il piccolo è morto, a soli 6 anni. “Un dolore straziante, un piccolo angelo è salito al cielo troppo troppo presto. La città di Sezze si stringe intorno alla famiglia. Domani sarà proclamato lutto cittadino ha annunciato il Sindaco di Sezze, Lidano Lucidi. Corrieredellosport.it

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RADIOSEI

‘NMM’ – Andrea Perrozzi in studio tra Lazio, musica e spettacolo (VIDEO)

Special Guest a ‘NMM’ – ANDREA PERROZZI (cantautore, musicista ed attore) negli studi di Radiosei!

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Oddi: “Critiche a Immobile vergognose, forse qualcuno non vedeva l’ora…” (AUDIO)

Giancarlo Oddi a ‘NMM’

“Quando Mancini ha detto che avremmo vinto il Mondiale, non mi è piaciuto. Anche se l’ha detto anche per motivare il gruppo. Altra cosa: dare la colpa a Donnarumma e Immobile per la mancata qualificazione, è da gufi, la trovo incomprensibile. Forse qualcuno non vedeva l’ora di scrivere certe cose, è vergognoso. Mancini conosce molto bene il calcio, anche più di me, sa benissimo che nel calcio di oggi può succedere di tutto. La Nazionale italiana ieri ha giocato una partita a senso unico contro un avversario più debole. Il gol può venire da tutti, non solo da Immobile. La Macedonia si è difesa tutta la partita e al primo tiro l’ha vinta, ma perché – allora – non parlare dell’errore di Berardi? Ha sbagliato un gol già fatto, in fin dei conti. Perdere col Portogallo sarebbe stato sopportabile, ma contro la Macedonia è incomprensibile”.

RADU

“Sono contento che possa chiudere la sua carriera alla Lazio. Si è sempre dimostrato un professionista al 100% e fa bene la Lazio a dargli questa opportunità. Ancora può dare qualcosa, anche se fosse solo lo spirito e la professionalità ai compagni più giovani. Ha saputo stare al suo posto, mandando giù qualche boccone amaro senza piangersi addosso”.

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FORMELLO

FORMELLO – Radu ancora a riposo, Cataldi gestito

Settimana interlocutoria per Sarri. A Formello – queste mattina – il tecnico ha avuto a disposizione Lazzari, Patric, Leiva, Luis Alberto, Basic, André Anderson, Akpa Akpro, Pedro, Felipe Anderson, Moro, Reina e Adamonis. Ancora out Radu, alle prese con una fascite plantare e Cataldi, che invece sta gestendo il recupero dall’infortunio. Ovviamente non ci sono ancora indicazioni chiare in vista della sfida al Sassuolo della prossima settimana, questa mattina la squadra ha svolto la parte atletica agli ordini di Fonte e una partitella a porte ridotte.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, l’attacco funziona ma la mira va sistemata: il dato

L’attacco della Lazio funziona, ma potrebbe essere davvero letale. Giorni di lettura dati in casa biancoceleste. Il reparto è il secondo della Serie A (58 gol), solo l’Inter ne ha fatti 62. Ma c’è una cosa che va sicuramente migliorata: la mira. I ragazzi di Sarri hanno concluso tra i pali avversari soltanto 140 volte nelle prime 30 giornate, un dato che comunque fa riflettere sulla bontà delle occasioni create viste le reti siglate finora: media impressionante di 1 gol ogni 2,41 tentativi verso la porta. Sette avversarie fanno meglio dei biancocelesti. L’Inter, primo attacco del campionato, conta ben 191 conclusioni nello specchio. Al secondo posto c’è il Sassuolo con 160 e poi la Roma con 154. Un aspetto che Sarri conta di sistemare per lo sprint finale fatto di otto partite utili per centrare l’Europa. Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Piscedda: “Disastro Italia, il dito va puntato sui settori giovanili e la colpa è dei presidenti!”

MASSIMO PISCEDDA in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Sono molto dispiaciuto per l’eliminazione mondiale. Dispiace da italiano, queste cose possono accadere. Questo è il bello ed il brutto del calcio, ieri una nazionale mediocre ha fatto il colpaccio. C’è stata molta sfortuna nel match di ieri, poi possiamo fare tutte le considerazioni del caso sulle scelte di Mancini, ma ora prevalere il dispiacere. Il dito va puntato sui settori giovanili. La colpa è dei presidenti, sono loro che lo riducono in quella maniera. Pensando a casa nostra, bastata riflettere sullo stato della Primavera della Lazio. Cosa c’entra la federazione? Cosa c’entra Mancini? E’ normale che i nostri settori giovanili non riescono a produrre giocatori migliori rispetto a Emerson o Joao Pedro. E chi è che deve investire nei settori giovanili? Il problema è a monte, parte da dieci anni fa.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone (La Repubblica): “Italia, un apocalisse tecnica. Urgono riforme della Federazione per i settori giovanili”

GIULIO CARDONE in collegamento a QUELLI CHE…’!

Siamo in lutto sportivo, è la delusione più cocente in termini di nazionale. Il primo pensiero è stato per i bambini, per quelli che continueranno a non vedere la nazionale al Mondiale. Chiaro che apre una serie di discorsi infiniti che riguardano tutto il sistema calcio italiano che deve fare una riflessione clamorosa sui metodi, sugli uomini, su aspetti economici e sui settori giovanili. La Federazione come mette dei paletti a favore della sostenibilità economica del sistema, nello stesso modo doveva muoversi in grande anticipo sul problema dei pochi ragazzi italiani che trovano spazio nei settori giovanili. L’Italia ha dato vita ad un apocalisse tecnico nel momento in cui non superiamo il girone di qualificazione con squadre normali”.

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APPROFONDIMENTI

Immobile, momento nero: ora la Lazio per ritrovare il sorriso

Immobile azzurro non riesce a splendere. Ormai è un dato di fatto. Anche contro la Macedonia non è riuscito a lasciare il segno. I tifosi di tutta Italia puntano il dito contro il giocatore della Lazio, bomber leggenda in biancoceleste, mai decisivo in Nazionale. Ci ha provato nella notte incubo di Palermo, ma niente da fare. Finisce sul banco degli imputati insieme a Insigne, Jorginho e gli altri uomini d’esperienza che avrebbero dovuto caricarsi la squadra sulle spalle e portarla in Qatar.

Il momento no di Immobile

Per Ciro altro flop dopo l’eliminazione del 2017.  A novembre non aveva dubbi: “Il ricordo dell’eliminazione contro la Svezia non mi condiziona. Io l’ho cancellato dalla mia mente, è una pagina brutta della mia carriera”. Quella pagina è tornata e si è fotocopiata. Dopo il disastro targato Ventura l’attaccante della Lazio diventò capocannoniere in Serie A (insieme a Icardi) e riuscì a trascinare la squadra al quinto posto (Champions sfiorata per un soffio). Adesso dovrà trovare le energie mentali per tornare al top da Sarri che lo aspetta per il rush finale: Sassuolo, Genoa, Torino, Milan, Spezia, Sampdoria, Juve e Verona. Sono 21 i gol in 25 partite in Serie A. Il suo tesoro è sempre lì. Ci sono otto partite per non buttare al vento una stagione che rischia di diventare maledetta. Corrieredellosport.it

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ESCLUSIVE

‘Last Dance’ per Radu: il ‘Boss’ rinnova con la Lazio

Stefan Radu e la Lazio ancora insieme. Come raccolto dalla nostra redazione, il ‘boss’ ha trovato l’accordo con il club biancoceleste per rinnovare il suo vincolo contrattuale per un’altra stagione. Non c’è l’ufficialità e non arriverà neanche a breve. Il suo contratto verrà depositato in Lega a fine stagione, l’intesa con la Lazio è totale, il contratto è fatto. Radu corona il sogno di terminare la sua carriera a Roma, con la maglia biancoceleste.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Lenzini e Wilson per sempre nella Capitale, Onorato (Ass. Sport): “Rendiamo onore a chi ha portato uno Scudetto a Roma” (AUDIO)

Alessandro Onorato, assessore al Turismo, Grandi Eventi e Sport del Comune di Roma, in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

E’ giusto che questa città ricordi e tramandi alle generazioni future le gesta, i protagonisti che l’hanno fatta grande a livello sportivo. Esempi di passione, come Umberto Lenzini che si è immolato per inseguire un sogno, per regalarlo alla sua comunità. Bisogna fermarci e riscoprire l’appartenenza, i colori e l’affetto per una maglia. Per questo ci è sembrato giusto ricordare una figura familiare che guidava una ‘banda di matti’, e che è riuscito a cambiare gli equilibri e strappare uno Scudetto alle grandi squadre del nord. Abbiamo fatto una memoria di giunta e approvato questo atto. Coinvolgeremo la famiglia a tutti voi (della radio, ndr) per portare a termine la questione. Rendiamo onore ad un presidente che ha portarlo lo Scudetto a Roma. Nello stesso atto abbiamo dato seguito all’idea di intitolare un’area verde al Capitano Wilson, anche se deve passare – per iter – qualche anno dalla scomparsa. Viceversa è assurdo che ne sia passato così tanto per arrivare ad intitolare una strada ad Umberto Lenzini. La volontà dell’amministrazione è di trovare la giusta collocazione insieme al popolo laziale. Organizzeremo un incontro in Campidoglio con i familiari e i ‘suoi’ giocatori”.