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STATISTICHE

I numeri premiano la Lazio di Baroni: gli exploit in Europa League

La sconfitta ai rigori con il Bodo Glimt in Europa League ancora fa male. La ferita sanguina e qualche mugugno, tra i tanti, si solleva anche su Marco Baroni. Al tecnico della Lazio soprattutto viene imputata la scelta dei giocatori che hanno calciato dagli 11 metri. Nel mirino anche la mancata partecipazione di Vecino e Romagnoli.

I numeri però restano importanti. Come riporta Il Corriere della Sera, la stagione firmata da Baroni resta di livello importante. La media punti della Lazio in Europa rimane assolutamente significativa, come le stesse prestazioni.

I biancocelesti si sono sì fermati ai quarti, ma per la prima volta se la sono giocata ai rigori. Contro il Bodo Glimt ben 33 tiri verso la porta, addirittura 3,91 di expected goals. La Lazio esce dalla competizione avendo subìto due sconfitte, i norvegesi arrivano in semifinale nonostante 5 ko. Inoltre, Zaccagni&Co con 8 successi in Europa League hanno eguagliato il primato appartenente a Eriksson (1999-2000) e Petkovic (2012-13).

Anche la media punti di Baroni, resta di livello assoluto: 2,16. La media stagionale complessiva è pari a 1,84: solo Eriksson con 1,94 gli è davanti fra gli allenatori con almeno 12 panchine. Baroni ha vinto 25 partite in questo 2024-2025. Sarri nel 2021-2022 ne vinse 21, in Europa inoltre non ha mai superato gli ottavi con la Lazio.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Avanzini: “Genoa-Lazio? Vieira non ha mai battuto una big. I dubbi del tecnico francese” – (AUDIO)

Il giornalista di Genoanews1893, Franco Avanzini, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei, nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’, per anticipare i temi di Genoa-Lazio, in programma il 21 aprile alle 18.

“Ieri per il Genoa seduta tecnico-tattica, si lavora a Pasqua e una rifinitura lunedì. Gli obiettivi del Grifone sono i 40 punti e scavallare anche il Torino. Resta un calendario difficilissimo, chiudendo con Napoli e Bologna. L’altro scopo è battere una big, cosa ancora non avvenuta”.

“Contro la Lazio stadio quasi sold out. Viera? Giovedì è stato presentato il ritiro, il ceo del club ha affermato di credere che Vieira resti, forte anche di un contratto fino al 2026. Il francese sta facendo un grandissimo lavoro, trovando la squadra al penultimo posto. Dal suo arrivo il Genoa in classifica sarebbe nono”.

“Il Genoa fa giocare male le avversarie, questo il suo marchio. Anche quando perde, ad esempio con Juventus e Inter, lo fa per 1-0. Con Vieira ben 9 clean sheet, un numero importante per una squadra di medio livello. In casa con Vieira ha sempre vinto, tolto il pareggio con l’Empoli. Inoltre al Ferraris, con Viera presi solo due gol”.

“Il principale dubbio sulla formazione riguarda Vitinha. Potrebbe giocare al posto di Pinamonti. In tal caso da trequartista giocherebbe Thorsby. Questa la probabile formazione (3-4-2-1): Leali; Sabelli, De Winter, Vasquez; Zanoli, Masini, Frendrup, Aaron Martin; Miretti, Vitinha; Pinamonti”.

 

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Fabiani su Baroni: “Non sono certo dei rigori a farci cambiare allenatore. Pensiamo a…”


“Abbiamo fatto un percorso positivo, c’è rammarico, ma non è certo una partita persa ai rigori a farci cambiare allenatore. Ora andiamo avanti, non molliamo nulla e pensiamo a centrare l’obiettivo”. Così il direttore sportivo della Lazio, Angelo Fabiani, a ‘Il Messaggero’ sul futuro del tecnico Marco Baroni dopo la cocente eliminazione dall’Europa League per mano del Bodo. La gestione dei rigori nel mirino, ma anche un match di ritorno condizionato da un’andata flop. Poi l’emozionante rimonta dell’Olimpico preparata, costruita e voluta, ma cancellata dagli undici metri. Ora sempre l’Europa come obiettivo, ma quella che passa da una bagarre in campionato in cui tutto è ancora possibile, a patto che la Lazio dimostri di sapersi rialzare subito. Ogni discorso è rimandato a fine stagione, si ripetono i soliti nomi di Miroslav Klose e Alberto Gilardino, mentre lo stesso quotidiano riporta come il preferito nel caso sarebbe Vincenzo Italiano.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “La delusione deve trasformarsi in rabbia. E su Tchaouna al posto di Isaksen…” – (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“L’eliminazione, per come è arrivata, è una mazzata ma devi voltare pagina.

Questa squadra, per quelle che sono le sue qualità individuali, ha fatto grandi cose, più di quello che ci aspettavamo. Ora deve essere bravo Baroni, come sempre, a motivare; alcuni giocatori non devono cadere nella tristezza.

Servirà una Lazio più rabbiosa di prima col Genoa, vincere sarebbe una medicina importante, in grado di dare energie all’ambiente e alla squadra. La delusione va trasformata in rabbia.

Tchaouna al posto di Isaksen che è squalificato lunedì? Il tecnico deve capire se utilizzare certi giocatori che hanno problematiche di rendimento e psicologiche. Forse giocare fuori casa lo farebbe giocare libero di testa”.

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Crespo: “Che ricordi la mia Lazio piena di campioni. Da tecnico ora voglio l’Europa. Alla squadra di Baroni dico…” (AUDIO)

HERNAN CRESPO in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Da giocatore mi sono tanto divertito, ho fatto quello che mi appassionava dando il meglio di me. Sicuramente non mi sono mai risparmiato, ho sempre rispettato professione e tifosi. Come tecnico sono molto della scuola Ancelotti. Per stile e gestione del gruppo mi rivedo molto in lui. Cerco di avere un’atmosfera di lavoro tranquilla e serena, consapevoli delle grandi pressioni e delle responsabilità. La mia personalità non è cambiata, voglio essere competitivo rispettando le regole. Il calcio è dinamico ed in costante aggiornamento, ma ci sono dei punti fermi che non cambiano. E’ fondamentale dare un’identità di gioco, una riconoscibilità che ti renda protagonista. Si gioca per vincere, ma dare una filosofia è fondamentale anche per migliorare il singolo giocatore. Se questo accade tutti sono felici, club e tifosi compresi. Poi ci sono cose che non puoi controllare, come il risultato anche se sarai giudicato in relazione a questo. Il fulcro di tutto è il giocatore, l’idea è quella di aggiungere valore. Sono tanti i tecnici che ho avuto da calciatore che mi hanno lasciato qualcosa. Da Eriksson a Mancini, passando per Mourinho.

Nel Deportivo Defensa y Justicia ho avuto la grande soddisfazione di vincere, come se il Cagliari vincesse l’Europa League. In Asia abbiamo fatto il triplete domestico con una semifinale di Champions League. Sono arrivati successi continentali anche in Brasile con il San Paolo e con l‘Al-Ail. Sono orgoglioso di poter dire che con Lippi e Scolari, siamo gli unici tecnici ad aver vinto in tre continenti diversi.

La mia intenzione è approdare in Europa di poter fare qualcosa di bello e di dare continuità alle vittorie. Ho vissuto per venti anni in Italia e sono molto aperto anche ad un’esperienza in un calcio che conosco bene. La cosa fondamentale è sposare un progetto importante e convincente.

Approdare alla Lazio è stato tornare in una metropoli. Mi ha ricordato quanto vissuto nel River. Era una grande Lazio e campione d’Italia in carica. Abbiamo pagato un po’ la mancanza di fame dopo quel successo. Poi è stato più complicato, era iniziato un momento di decadenza, è stato quasi il tramonto dell’era Cragnotti. Ricordo il 4-0 contro la Juventus, la vittoria in Supercoppa Italia 4-3 contro l’Inter. Momenti bellissimi, anche solo le partitelle che facevamo in allenamento. Era complicato segnare anche lì, affrontare Mihajlovic, Nesta, Stam, Couto. Era più difficile segnare in partitella che in partita (ride, ndr). Questo rende l’idea di cosa fosse quella Lazio ed il calcio italiano. Giocare con Nedved, Veron, Simeone, Nesta, era una Lazio grandiosa. Nei derby affrontavamo Emerson, Samuel, Candela, Batistuta. Era tanta roba quel calcio italiano delle sette sorelle.

Contraccolpo Europeo per la Lazio di Baroni? Vincere non è mai semplice. E’ importante essere riusciti ad arrivare ai quarti di finale di Europa League, ma non è mai sufficiente. Il pensiero è che il Bodo fosse alla portata, ma la Lazio ha dato il massimo ed è uscita ai rigori. Il dolore che ne è derivato deve essere la base per ripartire e continuare a costruire. Se esci con l’amaro in bocca vuol dire che potevi fare parte delle prima quattro. Non è poco, è una buona base per costruire il futuro”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Gregucci: “Castellanos non doveva calciare. La Lazio ha dato tutto, ma quel gol concesso…” (AUDIO)

Angelo Gregucci in collegamento a ‘NMM’

“Sperando di avere altre opportunità a stretto giro, ma la gara di ieri ci deve insegnare qualcosa. Quel gol del Bodo in pieno supplementare lo abbiamo preso troppe volte. E’ un peccato, perché per 100 minuti siamo stati a posto. Il 2025 è tutto racchiuso in questa partita, anche con l’infortunio di Tavares (l’ennesimo). Ora dobbiamo rituffarci nel campionato ed essere maturi, nulla è ancora deciso. Da ex calciatore, io il quinto rigore ad uno che era in quella difficoltà, non lo facevo battere (Castellanos, ndr)“.

“Quella palla (gol del Bodo) la Lazio la legge sempre alla stessa maniera. Globalmente, la gara che dovevi fare l’hai fatta. C’erano anche dei segnali, tipo il gol divorato dal Bodo prima del raddoppio di Noslin. Ora trovare la testa e gambe fresche per onorare la stagione, questo finale di campionato. Secondo me i baschi arriveranno fino in fondo, il nostro rimpianto è non aver avuto l’opportunità di provarci in semifinale”.

“Nei supplementari siamo andati avanti, ma eravamo sotto in termini di energie. Tchaouna? Grandi doti fisiche, ma scelte spesso sbagliate. Che strada deve fare adesso? Credo debba andare in prestito per migliorare. E’ complicato valutarlo, ma chi ci lavora tutti i giorni deve dare la sua lettura. Parliamo comunque di un giocatore giovane (2003, ndr) che ha dei margini di miglioramento”.

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SOCIETA'

Lazio-Bodo, il comunicato della società: “Non è la fine, ma un punto di partenza”

La Lazio esce dall’Europa League per mano del Bodo. Nel day after è la società stessa a diramare un comunicato per ringraziare i tifosi presenti e non solo: “La partita di ieri ha lasciato un segno profondo. Il risultato non ha premiato la nostra prestazione, ma ciò che è emerso sul campo e sugli spalti va oltre ogni risultato. I nostri giocatori hanno lottato con coraggio, determinazione e cuore, affrontando ogni sfida con spirito indomito. Hanno dimostrato di essere una squadra unita, pronta a dare tutto per questi colori. Allo Stadio Olimpico oltre 55.000 cuori biancocelesti hanno creato un’atmosfera straordinaria, con una scenografia che rimarrà nella storia. La passione e il sostegno dei nostri tifosi sono stati il motore che ha spinto la squadra a superare ogni ostacolo”. 

“Quello che abbiamo vissuto ieri non è la fine di qualcosa. È un punto di partenza. Davanti a noi ci sono sei partite cruciali, sei battaglie da affrontare con lo stesso spirito indomito e la stessa energia. Abbiamo dimostrato di essere una squadra unica, e questo carattere deve guidarci verso nuovi traguardi. Forza Lazio, sempre. Insieme, più forti che mai”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Agostinelli: “Eliminazione determinata dalla gara d’andata. Rigori? Mi aspettavo…” (AUDIO)

Andrea Agostinelli in collegamento a ‘NMM’

L’uscita è figlia della gara di andata, senza dubbi. Poi questo è il calcio, quando si decide tutto ai calci di rigore significa che ogni giudizio cambia drasticamente in base ad un dettaglio, un minimo errore. Quando si parla di rigori, ci sono sempre quelli bravi e quelli meno bravi. E’ un gesto tecnico a tutti gli effetti. L’esperienza dei giocatori più esperti si doveva vedere lì, in quel momento. Mi dispiace dirlo, ma era quello il momento, senza ombra di dubbio”.

“C’è una cosa che non sopporto: scimmiottare alcune rincorse. Oltre a questo, solo Baroni sa come stava Castellanos, che è un discorso diverso. Il problema però è sempre quello, perché sono rimasti dietro i giocatori più esperti? Ci sono giocatori che anche in passato hanno tirato rigori pesanti, che ieri non si sono visti. E’ vero, non c’era lo specialista, ma lì conta anche l’esperienza. Torno però alle rincorse. Nei momenti determinanti occorre essere lucidi, mi sembra un voler scimmiottare qualche grande campione, ecco”.

Non ho mai visto andare sul dischetto un giocatore claudicante. Tchaouna? Ripeto, l’esperienza fa la differenza nei momenti chiave. Non me la prendo con lui, forse si dovevano fare scelte diverse nell’ordine dei rigoristi ieri sera. Al netto di tutto, il vero problema deriva dalla gara d’andata. E’ lì che la Lazio si è giocata la qualificazione”.

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CHAMPIONS LEAGUE

Ranking Uefa, ora è ufficiale: l’Italia perde la quinta squadra in Champions League

Dopo l’eliminazione della Lazio in Europa League, l’Italia non ha più possibilità di avere cinque squadre nella prossima edizione della Champions League (la Spagna ha la certezza aritmetica di arrivare almeno seconda dietro all’Inghilterra nel ranking Uefa).

La classifica del ranking Uefa vede al primo posto l’Inghilterra (certa già di avere 5 squadre nella prossima Champions).

La classifica delle prime tre posizioni aggiornata dopo l’ultimo turno di coppe europee:

1. (posto extra in Champions) Inghilterra – 26.821 punti (4 squadre ancora in corsa su 7).

2. (posto extra in Champions) Spagna – 23.250 punti (3 squadre ancora in corsa su 7).

3. Italia – 21.187 punti (2 squadre ancora in corsa su 8).

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SERIE A

Lazio, testa al campionato per non buttare via tutto: rischio contraccolpo e calendario da non sottovalutare

Salutata l’Europa League, alla Lazio non resta che concentrarsi sul campionato. Mancano 6 gare e l’obiettivo è quello di raggiungere un posto nelle competizioni europee.

Al momento la classifica vede la Lazio al 6° con 56 punti; a precederla Inter (71), Napoli (68), Atalanta (61), Juventus (59) e Bologna (57). Settimo posto per la Roma (54), a seguire Fiorentina (53) e Milan (51).

Le gare restanti non sono proibitive, ma sicuramente neanche semplici: lunedì la Lazio andrà in casa del Genoa, poi a Roma arriverà il Parma, a seguire c’è la trasferta di Empoli. Big match con la Juventus nella Capitale, poi si andrà a Milano dall’Inter e si chiuderà tra le mura amiche dell’Olimpico contro il Lecce.

Eccezion fatta per il Genoa, la Lazio incontrerà le prime della classe e tre squadre che fino all’ultimo proveranno a salvarsi, quindi sicuramente cariche di motivazioni.

In più c’è da evitare il possibile contraccolpo post esclusione ai rigori dall’Europa League. Intanto a Genova la Lazio arriverà senza Isaksen che è squalificato e senza Tavares, che si è fermato nuovamente ieri sera.