Categorie
RASSEGNA STAMPA

Caos derby, Roma-Lazio potrebbe essere spostata per “colpa” di Sinner e Alcaraz

Il derby è finito in un intricato labirinto di incastri, divieti e scenari al limite della sostenibilità. Il nodo è evidente: domenica 17 maggio, stesso giorno della stracittadina, è in programma anche la finale degli Internazionali di Tennis al Foro Italico. Tradotto: oltre centoventimila persone concentrate nella stessa area. Lo scorso anno si era riusciti a evitare il cortocircuito: tennis alle 17, calcio alle 21. Stavolta no. Il derby non può essere giocato di sera per ragioni di ordine pubblico e il rischio di sovrapposizione diventa concreto, quasi inevitabile.

Derby e Internazionali d’Italia a Roma: un rebus totale

Da qui nasce il vero problema, che è molto più di una semplice scelta d’orario. Nella settimana che porterà alla sfida, quindi dopo il 36° turno di A, la Lega insieme al Viminale scioglierà il nodo. Le opzioni attualmente sul tavolo: o le 12.30 di domenica 17 maggio, o lunedì alle 18. Ma attenzione, nelle ultime due giornate scatta la contemporaneità per tutte le squadre coinvolte negli obiettivi, dallo scudetto alla corsa europea fino alla salvezza. E la Roma, con ogni probabilità, sarà ancora in gioco.Dalla volata scudetto alla lotta Champions: il confronto tra classifica e calendario di Roma, Como, Juve, Milan, Napoli e Inter 

Difficile pensare a un lunedì con più partite, così come appare complicato accettare più gare alle 12.30, magari sotto il primo caldo estivo. Il risultato? Un rebus totale. Corriere dello Sport

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO’ – Fiorentina-Lazio, Caprai: “Motta incolpevole e sufficiente. De Gea facilitato da Zaccagni e Cancelleri” (AUDIO)

RICCARDO CAPRAI (Goalkeeper mania official) in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Fiorentina-Lazio. Sul gol di Gosens Motta non ha colpe. Tra l’altro c’è andato davvero molto vicino con un passo spinta molto forte. A Firenze è stato poco chiamato in causa, a parte un paio di uscite interessanti. La Fiorentina ha avuto solo un paio di occasioni, prestazione sufficiente. Tornando sulla rete viola c’era poco da fare, l’avesse presa sarebbe stata una grande parata.

C’è grande fiducia all’interno dello staff di Sarri. E’ un ragazzo che si fa , tra l’altro, scivolare molto le cose.

Sull’occasione di Zaccagni è stato bravo De Gea, ma l’attaccante della Lazio avrebbe dovuto fare di più. Già nella postura prima del tiro era chiara l’intenzione di andare a giro sul secondo palo. Anche sulla seconda occasione, Cancellieri avrebbe dovuto fare di più. Bravo lo spagnolo, ma gli attaccanti esterni della Lazio potevano fare meglio nelle conclusioni”.

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Mellone: “Lazio, frattura epocale nella storia del calcio. Servono risposte su tifoseria, ambizioni e tecnico” (AUDIO)

ANGELO MELLONE (Dir. Day Time Rai) in collegamento a ‘NMM’

“Se ieri la Lazio avesse vinto a Firenze sarebbe cambiato poco, il problema è il fuori dal campo. Una nebbia fitta di scarsità di messaggi, di lamentele di un allenatore, di dubbi di una tifoseria. Sono curioso di capire come si uscirà da questo empasse. E non è una cosa facilissima, credo che sia un momento di difficoltà della società Lazio. Vorrei capire e sapere qual è lo stato d’animo che regna a Formello. Comunicazione vuol dire mettere in comune, confrontarsi, dialogare, rispondere a delle domande precise. Davvero noi pensiamo che con l’arrivo dell’estate, come una specie di periodo di assoluzione, tutte le tensioni, la rabbia e le incomprensioni possano venir meno come se nulla fosse? Qui parliamo di una frattura che nella storia del calcio italiano ha un valore epocale. Mi vengono in meno poche analogie, qui si tratta di una magnitudo. Qui la scelta è volontaria, così come a me ieri non mi è costato non guardare la panchina.

Come si recupera in modo non superficiale con il 95% della tifoseria? Qual è l’orizzonte di ambizione di questa squadra? Qual è il futuro dell’allenatore? Mettiamo in fila questi punti concatenati tra di loro in attesa di risposte e soluzioni”.

Categorie
POLITICA SPORTIVA

Lotito: “Il Parlamento ha abdicato, non intacca l’autonomia dello Sport. FIGC pseudo-istituzione”

Claudio Lotito, presidente della Lazio ma in questo caso nella sua veste di senatore di Forza Italia, è intervenuto nel corso dell’audizione del ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, davanti alla 7ª commissione (Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport). Il numero uno biancoceleste, in verità, aveva capito che si trattasse delle risposte di Abodi a un’interrogazione depositata, appuntamento che deve ancora arrivare: “Io sono da ventidue anni nel calcio, mi spiace constatare che il Parlamento ha abdicato ai propri ruoli, con la scusa dell’autonomia dello sport. Nessuno la intacca. Le leggi si scrivono, poi ci sono le norme
interne della Federcalcio, per carità. Oggi seguiamo regole previste in un calcio romantico, dove c’era il patron-coglion che metteva i soldon e andava tutto bene. Oggi gli interessi sono diversi, la visibilità è mondiale e le ricadute sul piano dell’immagine o identitario sono completamente diversi.

La cura passa attraverso le riforme, e le leggi le fa il Parlamento. Nel momento in cui deleghi a una pseudo istituzione come la Federcalcio, che non si capisce se è pubblica o privata si determina una situazione abnorme. Insieme a Tavecchio facemmo riforme vere: imponemmo il limite del 3% di provvigione ai procuratori. Ora siamo al 10% per l’agente e 10% per l’intermediazione, cioè il 20%: dove si è mai visto che uno va dall’avvocato e glielo paga la controparte?

Con Infantino abbiamo fatto una lunga chiacchierata. La prima norma la deve fare il Parlamento: i dilettanti valgono il 34%, e i soldi vengono dalla Serie A. Il 20% sono i calciatori, il 10% gli allenatori: se si compattano decidono i dipendenti. Oggi la maggioranza è precostituita: chiunque si candidi deve scendere a compromessi. Serve un bel commissario, di altissimo profilo internazionale, con una commissione sportiva che supporti il lavoro da fare. È possibile, lo prevedono le leggi: in meno di un anno sistemiamo tutto, i temi sono sempre gli stessi. Se c’è la volontà ci sono anche gli strumenti per farlo”

Categorie
ARBITRI

Fiorentina-Lazio, Open Var ed il dialogo con Fabbri: “E’ rigore, è un calcio su Noslin”. Ma l’arbitro non ne vuole sapere..

Durante l’ultimo episodio della trasmissione Open VAR, in onda su DAZN, riguardo l’episodio dubbio di Fiorentina – Lazio che non ha portato al (chiaro ed evidente) calcio di rigore per la squadra biancoceleste (addirittura è stato ammonito Noslin per simulazione), è stato reso noto il dialogo avuto tra l’arbitro di quell’incontro, Fabbri, e la sala Var guidata in quella partita da Paterna e Aurelliano.

L’audio tra Fabbri e VAR sul fallo di Mandragora su Noslin in Fiorentina-Lazio:

SALA VAR: “Guarda se lo pesta. Ha fatto simulazione”.

FABBRI: “Alzati! [a Noslin]. Non è step on foot, si scontrano solamente. È ammonizione forza, vai”.

SV: “È rigore questo. Gli dà un calcio sul piede”.

F: “Salta come un matto (Noslin, ndr.). Lo toccano, ma non è mai fallo perché non è step on foot. Basta! Lo tocca, poi salta come un matto e basta! (spiega ai giocatori, ndr.)”.

SV: “Michael (Fabbri, ndr.) un attimo che ti controllo l’APP perché te lo faccio rivedere”.

F: “Era uno step on foot?”.

SV: “Sì, praticamente sì. Te lo faccio rivedere. Ti consiglio un OFR per un possibile calcio di rigore”.

F: “Dimmi subito, ma è uno step on foot o si scontrano?”.

SV: “È un calcio sulla tibia-piede. Questo è il punto di contatto, ti faccio vedere anche la dinamica. La camera stretta… Anche da più vicino”.

F: “È un contatto con la pianta del piede. Oltretutto cerca di evitare la gamba”.

SV: “È un calcio questo”.

F: “[Fabbri si gira verso giocatori e panchine] Ferma un attimo, non far veder niente. Uscite fuori ragazzi, dai. Ora vai. [Torna al monitor] Il punto di contatto ce l’ho, ma fammelo vedere in dinamica anche da altre telecamere. Perché se mi fai vedere un fermo immagine… Voglio capire l’intensità del calcio”.

SV: “Dimmi tu. Ecco un’altra telecamera. Stringi un po’…”.

F: “È con la pianta del piede, oltretutto la tira anche praticamente indietro la gamba”.

SV: “No, la tira avanti, non all’indietro”.

F: “Non c’è forza, non c’è dinamicità, per me non c’è calcio di rigore”.

SV: “C’è anche questa [telecamera]”.

F: “Sì vabbè, ma è un contatto”.

SV: “È un calcio, eh”.

F: “Fammi vedere questa [telecamera] a velocità normale. No vabbè, per me non è calcio di rigore”.

SV: “Questo è un calcio. Diglielo che è un calcio almeno. Fallo scegliere (parlano Paterna e Aureliano, ndr.)”.

F: “Non è calcio di rigore, non c’è dinamicità, non c’è forza”.

SV: “Ha ammonito per simulazione, eh”.

F: “[Ai giocatori] Non può essere”.

Categorie
APPROFONDIMENTI

Lazio, un presente triste ed un futuro preoccupante: Sarri attende i programmi e ipotizza una “via d’uscita”

Per descrivere il presente e il futuro della Lazio è sufficiente riprendere quanto successo ieri al Franchi di Firenze, La stretta attualità parla della decima sconfitta in questa stagione, della decima trasferta su 16 chiusa senza segnare e di un nono posto in classifica piuttosto sciapo. C’è poi il futuro, e per quello basta riprendere le parole in conferenza stampa di Maurizio Sarri: “Sentiamo la società cosa ha in mente, se ha un programma. Faremo delle valutazioni: se loro sono contenti si troverà una soluzione, se non sono contenti si cercherà una via di uscita“.

Sono tre gli aspetti principali, a cominciare dalla domanda sui programmi. Sarri, a un mese dalla fine della stagione, non sa se la società abbia un programma per il futuro e in caso quale sia. Poi il
passaggio della palla nella metà campo societaria, ovvero le valutazioni sulla soddisfazione della società per il rendimento stagionale. Sarà la società a decidere se andare avanti o meno. Infine, e questa forse è la grande novità, l’apertura verso una “via di uscita” nel caso in cui la società non fosse contenta.

La domanda che tutti i tifosi della Lazio si stanno ponendo è relativa al futuro, cosa aspettarsi al termine della stagione? Prima c’è da giocare una partita fondamentale tra otto giorni a Bergamo
per inseguire una finale di Coppa Italia che, nelle condizioni attuali, avrebbe il sapore del miracolo sportivo. Poi si dovrà inevitabilmente capire come andare avanti e se andare avanti con questi protagonisti. Da Sarri a Fabiani, non c’è certezza del futuro di nessuna componente sportiva all’interno di Formello. Per il direttore sportivo avanza l’ipotesi di un ritorno a Salerno, per il tecnico bisognerà fare delle valutazioni da qui a fine stagione. Ci sono i margini per un’altra rivoluzione in panchina dopo le dimissioni in serie di Sarri, Tudor e Baroni nel giro di un anno e qualche mese? Si può rinunciare a Sarri in un momento così delicato sia dentro che fuori dal campo? Tutte risposte che dovranno necessariamente arrivare nel giro di qualche settimana, per cercare di accendere una luce in un futuro che si sta facendo sempre più grigio. Tuttomercatoweb.com

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio senza qualità, obiettivi e entusiasmo. Siamo alla resa dei conti. Sarri? Le parole di Paratici…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Siamo arrivati alla resa dei conti. Dopo tante chiacchiere, il castello sta venendo già. La Lazio ha perso con una Fiorentina che lotta per non retrocedere, che aveva 9 assenti. Sulla base di questo, come potrà la Lazio battere Napoli o Atalanta che hanno un altro potenziale e la squadra al completo?

Squadra senza tecnica, qualità, obiettivi, ambizioni, entusiasmo e le parole di Sarri fanno che sta aspettando una telefonata da Firenze. La stagione è stata devastante e non ne può più neanche lui. Parole al miele prima della gara di Paratici a Sarri, poi dopo la gara parole al miele di Sarri per Paratici e l’ambiente, in più i tifosi hanno dimostrato apprezzamenti al tecnico: se tre ‘indizi’ fanno una prova…

Trattare e analizzare il momento Lazio purtroppo è facile: è sempre l’opposto di ciò che dice il presidente. Se andrà via Sarri, la colpa si farà ricadere su di lui, magari per non aver impiegato Ratkov e Przyborek, ma ormai i tifosi della Lazio a queste cose non ci credono più.

Taylor è un buon giocatore ma spicca anche per la mediocrità generale, non avrebbe giocato con Milinkovic, Leiva e Luis Alberto. Le riserve di ieri sono diventate i titolari inamovibili di oggi. Questa è una Lazio che compete con l’Udinese”.

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE …’ – Lazio, Cardone: “La testa è già alla Coppa. Mancano i ruoli non sostituiti a gennaio. Gila? Titolare a Napoli” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Lo dicevo da giorni: la Lazio è con la testa alla Coppa Italia. Squadra fragile ma ci sono comunque indicazioni importanti in vista di Bergamo. Davanti gruppo spuntato, inoffensivo, innocuo. Poi il solito torto arbitrale che ci condiziona, anche se ci preoccupa poco in questo momento; chiaramente non perdere avrebbe dato morale. Come ha detto Sarri, è il classico rigorino che però adesso si dà.

La Lazio è l’unica squadra a cui è capitato che in tre volte in cui l’arbitro è stato richiamato al Var, questo non ha cambiato idea.

FIGC? Lotito è favorevole al commissariamento, lui è convinto che un presidente federale, che sia Malagò o Abete, non avrebbe il potere per attuare una vera e propria riforma mentre il commissario avrebbe poteri straordinari. Questa è la sua posizione.

A questa Lazio mancano esattamente i ruoli che non hanno sostituito a gennaio: una mezzala destra e un attaccante. A gennaio la Lazio è stata costretta a vendere per il bilancio e ora la situazione questa, altrimenti a mio avviso saresti andato a Bergamo con qualche speranza in più.

Sarri-Fiorentina? I tifosi viola vogliono lui in panchina, la società dovrebbe avere altre idee. Però è anche vero che dopo un anno disastroso, Paratici che è intelligente e sa agire, potrebbe prenderla in considerazione l’idea Sarri, considerate le pressioni dell’ambiente. Al momento comunque non c’è niente, comunque Sarri non si dimetterà senza avere un’altra squadra.

A Napoli Gila tornerà dal primo e anche Zaccagni sarà titolare, a maggior ragione dopo ciò che abbiamo visto ieri”.

Categorie
POLITICA SPORTIVA

Isolato ed in minoranza, oggi Lotito vuole il commissario: quando comandava lui: “Antidemocratico”

“Ci vuole il commissario, solo così potremmo fare le riforme che servono davvero”. Così Claudio Lotito, presidente della Lazio, ha motivato il suo mancato appoggio a Giovanni Malagò, da ieri
candidato della Serie A come presidente federale. Il numero uno biancoceleste, rimasto l’unico dopo che in serata il Verona ha chiamato Malagò, ha sostenuto che non si tratta di una opposizione ad personam, ma di una contrarietà al metodo e alle regole in vigore. Resta il dubbio
di quanto sia (legittimamente) sincero al riguardo.

Su Tavecchio: “Commissario antidemocratico”. Oggi Lotito è, seppur influente, di fatto ai margini della politica calcistica italiana. È uno dei due – l’altro è Adriano Galliani – esponenti del calcio a sedere in Parlamento, ma dalla rielezione di Gravina alla vittoria di Simonelli, di fatto, è sempre rimasto in minoranza, a volte (come sulla questione e sulla cruciale transazione con IMG) proprio da solo. Nel 2014 la situazione era molto diversa, l’oggi senatore di FI era il deus ex machina del calcio italiano. E, quando decideva lui, del commissario pensava peste e corna. Erano i giorni della corsa elettorale tra i compianto Carlo Tavecchio – sponsorizzato da Lotito e oggetto, per usare le sue parole, di un “killeraggio mediatico”, dopo l’uscita su Opti Pobà – e Demetrio Albertini. Il commissario, come in ogni elezione federale che si rispetti, era uno spettro dopo la delusione per i Mondiali brasiliani, e Lotito ne parlava così: “Le società che lui (Albertini, ndr) pensava lo sostenessero preferiscono chiedere un commissario: un atto estremamente antidemocratico e che creerebbe solo problemi alla federazione”. Com’è cambiato il mondo.

È cambiato, a proposito, anche su uno dei cavalli di battaglia di Lotito, che ieri ha sostenuto di non appoggiare Malagò perché tutto il processo, a oggi, si basa su una legge vecchia di 45 anni. È la legge n. 91 del 1981, che ha disciplinato per quattro decenni il professionismo sportivo (che peraltro era una normativa più che altro giuslavoristica). Come ha fatto notare Ivan Zazzaroni sulle pagine del Corriere dello Sport, peccato che sia stata abrogata – anche se va riconosciuto a Lotito che, in gran parte, l’impianto è rimasto analogo, con l’aggiunta di alcune tutele – dalla riforma dello Sport (varata dal governo di centrodestra, con Lotito in Senato) approvata nel 2021 (Dlgs 36/2021)
e operativa dal 2023. Tuttomercatoweb.com

Categorie
INFERMERIA RASSEGNA STAMPA

Lazio, Marusic verso il forfait in Coppa Italia. Ottimismo Maldini

Gli aggiornamenti dall’infermeria biancoceleste.

L’emergenza non dà tregua in casa Lazio. Sarri continua a perdere pezzi e sono ben 42 gli stop stagionali complessivi dei biancocelesti. Le ultime assenze sono quelle di Marusic e Maldini, che non hanno quindi preso parte alla trasferta di ieri.

Stando a quanto riporta Il Corriere dello Sport il terzino ha accusato una lesione muscolare e rimarrà ai box per circa due-tre settimane. Sarà quindi molto difficile vederlo a Bergamo in Coppa Italia mercoledì prossimo.

Non dovrebbero invece preoccupare le condizioni dell’ex Atalanta, che ha riportato un’infiammazione al tendine rotuleo del ginocchio destro. Un problema che si è già presentato nel corso della stagione e che non ha ancora risolto del tutto. Ad ogni modo non dovrebbe essere a rischio per la sfida di Coppa Italia contro la sua ex squadra.