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ARBITRI

Designazioni, Roma-Lazio a Maresca: i precedenti

La designazione arbitrale della 37ª giornata di Serie A Enilive ha assegnato la direzione della gara Roma-Lazio al signor Fabio Maresca della sezione di Napoli.

Il direttore di gara sarà coadiuvato dagli assistenti Peretti e Perrotti: Fabbri sarà il IV ufficiale mentre Di Bello e Abisso sono stati indicati nei ruoli di VAR e AVAR.

Sarà il 26° incrocio tra Maresca e i biancocelesti, i più arbitrati in carriera, con 12 vittorie, 4 pareggi e 9 sconfitte, mentre sono 19 i precedenti con i giallorossi: 8 vittorie, 5 pari e 7 k.o. lo score. Sarà il primo derby diretto in carriera per il fischietto partenopeo.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “La Lazio ormai è da questa posizione in classifica e così resterà” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Derby alle 12 di domenica? Vittoria del potere e dei soldi; è anche la vittoria di chi sbaglia ma può, perché nessuno lo punisce. Tutto questo caos è stato creato dalla Lega. Nessuno si è scusato, c’è arroganza e i soldi contano più di tutto.

L’ufficio stampa della Lazio è sempre tempestivo quando si tratta di tifosi o Sarri, ma perché non è intervenuto ora per difenderli? Ieri la Roma ha fatto un comunicato: loro difendono i tifosi, la Lazio invece va contro i suoi tifosi.

Il futuro di Sarri? Inzaghi prende e va via, come Sarri, Tudor, Baroni e ancora Sarri. Tutti si sono dimessi: significa che qui non si può lavorare bene. Poi un allenatore si troverà, ma lo sostanza rimane la stessa: la programmazione di questa società è sotto lo zero.

Cosa ha lasciato la finale di mercoledì? Ha fatto capire che è l’inizio della fine di un ciclo. Non è un punto dal quale poter ripartire. Nella squadra scesa in campo titolare c’è un elemento che giocherebbe nell’Inter? Luis Alberto, Milinkovic, Immobile o Leiva qualche anno fa, potevano giocarci. Ora recuperare le posizioni è difficile. I soldi non ci sono, le idee evidentemente vanno cambiate. La Lazio ormai è questa, da questa posizione, e questa resterà”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE …’ – Cardone: “Con Sarri le percentuali di divorzio altissime. Derby? La Lazio aveva il diritto di giocare lunedì” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Derby? Sono sconcertato. La Lega ha priorità sulla sicurezza, questa è la cosa che abbiamo capito ed anche la cosa più sconcertante. La Lazio poi aveva il diritto di giocare il lunedì, visto che ha disputato la finale di Coppa Italia mercoledì. Alla fine la Lega calcio ha commesso l’errore e l’ha pure avuta vinta.

Non andare in Europa per il secondo anno consecutivo porta ad un ulteriore impoverimento. Intanto solo mille biglietti sono stati venduti in Nord per il derby, a dimostrazione del malcontento ambientale in casa biancoceleste.

Il futuro di Sarri? Giuntoli andrà all’Atalanta e come primo obiettivo vuole portare a Bergamo Sarri che stima tantissimo; il tecnico ha ancora un contratto, c’è da capire cosa succederà con la Lazio ma le percentuali di divorzio sono altissime. Poi c’è da capire cosa accadrà a Napoli, perché anche lì c’è una situazione particolare. De Laurentiis, se dovesse rinunciare a Conte, penserebbe a Sarri. Credo che il futuro del tecnico sia lontano dalla Lazio.

Fabiani? Dopo due settimi posti e questa stagione, tutti sono in discussione quindi lo è anche lui. Alla fine decide tutto Lotito e deciderà anche sul futuro del ds. Situazione analoga per l’allenatore, che negli ultimi anni non ha scelto il presidente ma che d’ora in poi sceglierà lui”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, valutazioni in corso per il derby: Gila, Patric e Zac acciaccati. Provstgaard dal 1′

Dubbi in ogni reparto per Sarri: le ultime.

La finale di Coppa Italia persa contro l’Inter ha lasciato scorie profonde, emotive e fisiche, ma la Lazio è già chiamata a voltare pagina. All’orizzonte c’è il derby, la sfida che a Roma non è mai una partita come le altre. Sarri lo sa. Sa che dovrà lavorare soprattutto sulla testa di una squadra provata. Prima ancora delle motivazioni, però, c’è da fare i conti con le condizioni fisiche generali. La Lazio, riporta il Corriere dello Sport, esce dalla sfida con l’Inter con diversi acciaccati e poche certezze. La prima riguarda l’assenza pesante di Romagnoli, squalificato dopo il rosso rimediato in campionato proprio contro i nerazzurri. Un vuoto importante al centro della difesa, che verrà colmato da Provstgaard. Il danese rappresenta
una delle poche sicurezze in questo momento.

Al suo fianco, si legge, dovrebbe esserci Gila, ma anche lo spagnolo non è al meglio: è uscito dalla finale con fastidi al tendine rotuleo, un problema che lo accompagna da settimane e che impone cautela. Le alternative non offrono molte garanzie sul piano fisico. Patric, altro possibile interprete del ruolo, ha accusato un indurimento al polpaccio e difficilmente verrà rischiato dall’inizio. Una situazione che restringe ulteriormente le rotazioni e costringe Sarri a trovare soluzioni di equilibrio anche negli altri reparti.

A centrocampo, ad esempio, la condizione di Cataldi resta un punto interrogativo. È difficile immaginarlo in campo per novanta minuti, molto più probabile l’ipotesi di vedere Rovella titolare, chiamato a dare ritmo e ordine dopo il lungo periodo di inattività. Anche davanti, conclude il quotidiano, non mancano le preoccupazioni. Zaccagni è uscito zoppicante dalla finale, con un problema al ginocchio sinistro e il ghiaccio applicato in panchina. Le sue condizioni saranno monitorate nelle prossime ore, ma la sua presenza resta in dubbio. È un quadro complicato, quello con cui Sarri si avvicina al derby. Una squadra stanca, acciaccata, chiamata però a trovare dentro di sé le energie per reagire. Perché il derby, anche senza classifica e senza curva, resta una questione di orgoglio.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Lotito-Sarri al bivio: scenari, richieste, club alla finestra e le prime ipotesi per la successione

(…) L’incontro servirà per dirsele tutte in faccia, per affrontare i casi esplosi quest’anno, per mettere in chiaro gli sgarbi reciproci che si sono scambiati, per decidere cosa fare. Sul proseguimento del matrimonio-bis in pochi scommettono anche solo un euro. Le differenze di vedute si sono notate pure mercoledì. Sarri dopo la finale ha sentenziato sul gruppo attuale: «Ha qualità mentali. Per essere competitivi manca qualità tecnica». Ha guardato in faccia la realtà, sarà il secondo anno senza Europa: «In questo momento non possiamo fare voli pindarici, la nostra situazione è palese. Bisogna ripartire facendo una stagione di alto livello in campionato». Il diesse Fabiani aveva parlato nel pregara: «Il futuro? Nel calcio la differenza non la fanno i soldi, ci vogliono lungimiranza e coraggio, vanno scovati i giovani talenti, soprattutto in Italia, guardate Motta. Confido molto nella politica “step by step”». Qualità e giovani, due linee coniugabili nel tempo, sempre che società e allenatore siano allineati sul mercato. A gennaio non è successo. Sono meno coniugabili con la competitività evocata da Sarri, presuppone giocatori pronti.

Più sono sembrate definitive le dichiarazioni del club sul futuro dell’allenatore («per la società non ci sono problemi») più suonavano provvisorie. Sarri aspetta l’incontro con Lotito, ha già detto che prima parlerà con la Lazio. Il punto principale delle sue richieste sarà uno: pretende garanzie di mercato. Lotito a febbraio era stato chiaro: «Il mercato lo fa la società». E’ il solito cortocircuito passato-futuro. A Lotito, come nella migliore delle tradizioni, farebbe comodo che Sarri si sfilasse da solo in caso di offerta ufficiale del Napoli, dell’Atalanta o di qualciasi altro club. Non dovrebbe esonerarlo né discutere di buonuscita. Balla sempre un contratto fino al 2028 da 2,5 milioni più bonus (sale a 3,5 con la Champions). Il presidente ne è uscito “pulito” quando Mau si è dimesso nel 2024, poi Tudor a seguire. E con Baroni c’è stata una rescissione consensuale. Sono sempre tempi vorticosi e confusi certi finali di stagione. I pensieri di Lotito sono volatili, prima della Coppa valutava la rivoluzione. Una vittoria forse l’avrebbe spinto ad essere conservatore. Perdere Sarri, il più amato dai laziali, lo esporrebbe ancora di più alla contestazione. E chi lo sostituirebbe? Oggi solo ipotesi. Palladino piace da tempo. Almeyda e Conceiçao sarebbero le suggestioni laziali, uno scenario che Lotito in passato non ha mai appoggiato. Possono spuntare altri nomi. Sarri o non Sarri, l’Olimpico non può restare vuoto. Servono una mossa-scossa e un mercato vero.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, tra rinnovi e saluti: nodi Romagnoli e Gila, valutazioni su Provedel e Nuno. Dubbio Zac

Giocatori che dal prossimo 30 giugno saranno liberi, ma pure le questioni riguardanti i big.

Senza Europa niente obbligo di riscatto. Daniel Maldini tornerà all’Atalanta. I 14 milioni verranno investiti su un attaccante con caratteristiche diverse. Sarà rivoluzione alla fine dell’anno. Hysaj e Pedro hanno già salutato (mercoledì la festa d’addio in un locale a Pigneto) mentre Basic, riporta Il Messaggero, aspetta di capire se quell’accordo che era stato trovato a gennaio è ancora valido. Pure in questo caso la sensazione è che il croato possa trovarsi a zero una sistemazione.

Ma, si legge, non ci sono solamente i giocatori che dal prossimo 30 giugno saranno liberi, esistono pure le questioni riguardanti i big come Gila e Romagnoli: spingeranno per l’addio. Alessio lo aveva fatto qualche mese fa, non riuscendo poi a sistemare gli ultimi dettagli; Mario, invece, è nel mirino di Milan e Inter e potrebbe avere anche delle offerte dall’estero.

Da tenere in considerazione, conclude il quotidiano, la posizione di Mattia Zaccagni: il capitano non sarebbe felice della piega che sta prendendo la Lazio e nonostante il suo accordo sia valido fino al 2029 non si può dare per certa la permanenza. Valutazioni verranno fatte su Provedel (scadenza 2027, Motta potrebbe essere promosso titolare) e anche su Nuno Tavares, per il quale potrebbero tornare a suonare sirene arabe o turche. Tutti in bilico. C’era da aspettarselo.

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‘SVB’ – Derby, Rambaudi: “Dopo la finale poco coraggio ed autostima, ma senso di rivalsa. Senza Nord…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Quello che è accaduto per il derby è abbastanza ridicolo, non capisco. Non esiste. Ok il tennis, ma Roma ha gestito il Giubileo e tanti altri grandi eventi. Si sta andando contro logica. Poi il derby di sera fa respirare un’aria diversa, per me è più bello.

Dopo la Coppa Italia, è difficile immaginare la preparazione mentale al derby; è complicato preparalo con coraggio ed autostima, però potrebbe esserci voglia di rivalsa, per provare a pendersi una gratificazione. Non credo che sarà difficile nell’approccio, ma durante la gara potresti andare in difficoltà se la gara dovesse mettersi in un determinato fuori. Mi auguro che l’appetito venga mangiando e quindi che si cresca di fiducia col passare dei minuti.

Il derby rimane sempre il derby, è chiaro, poi c’è una situazione come questa e diventa complicato pensarci come al solito. Vi assicuro però che quando entri in campo ti rendi conto che resta sempre la solita partita. Tra l’altro senza Nord sei in un’arena, contro tutto e tutti”.

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Lazio, altra resa dei conti: Sarri sempre più lontano, dopo il derby incontro verità

Dopo la sconfitta in finale, Maurizio Sarri appare sempre più lontano. Per il tecnico si tratta della quinta finale persa su sei disputate in carriera, un bilancio pesante in un ambiente già teso. Dall’Olimpico, Sarri ha lanciato segnali chiari. Squalificato e lontano dal campo durante la premiazione, ha espresso dubbi sul proprio futuro:

«Il mio futuro è in discussione da entrambe le parti. Questa squadra è migliorata mentalmente, ma manca qualità tecnica per competere con le prime sei».

Le parole confermano la distanza crescente con la società. I rapporti con Claudio Lotito sono peggiorati tra dichiarazioni pubbliche, divergenze di mercato e strategie discordanti. Dopo il derby, è atteso un faccia a faccia decisivo tra presidente e allenatore per discutere il progetto tecnico, le richieste di Sarri e la possibile separazione anticipata.

Nonostante le attenuanti legate agli infortuni, la società si aspettava di più dal ritorno di Sarri. Anche le tensioni nello staff medico e una gestione tecnica non convincente hanno contribuito al clima di insoddisfazione. Il progetto sembra giunto a un bivio.

Se Sarri dovesse andare via, Lotito potrebbe puntare su un tecnico giovane e propenso a valorizzare i talenti. Tra i nomi caldi: Raffaele Palladino, Fabio Pisacane e Fabio Grosso. Resta tra le opzioni anche Gennaro Gattuso, apprezzato per carattere e determinazione.

Possibili cambiamenti anche nell’area dirigenziale: il direttore sportivo Angelo Fabiani non è certo della conferma. Il nome di Sean Sogliano circola insistentemente per avviare un nuovo ciclo focalizzato sui giovani.

Si rincorrono le indiscrezioni sul prossimo club di Sarri: Napoli, Milan e Atalanta monitorano la situazione. Nonostante tutto, le priorità del tecnico restano la Lazio e il contratto che lo lega al club per altre due stagioni. Ma senza garanzie tecniche e di progetto, la sua permanenza sembra ogni giorno più difficile. Il Messaggero

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SERIE A

Vince la Lega, accordo con la Prefettura: derby alle 12,00 di domenica 17

Prefettura e Lega Serie A hanno raggiunto l’accordo sulla data del derby della Capitale. Il calcio d’inizio è fissato per domenica 17 maggio alle ore 12:00, orario che risponde anche a criteri di ordine pubblico, riducendo i rischi legati agli assembramenti nelle fasce serali.Resta invariato il programma degli Internazionali BNL d’Italia al Foro Italico: il torneo di tennis proseguirà regolarmente, senza alcuna modifica al calendario. Le autorità garantiranno una gestione coordinata della sicurezza nelle aree interessate.Di conseguenza, anche le partite di Napoli, Milan, Juventus e Como si svolgeranno allo stesso orario.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Agostinelli: “Lazio senza coraggio, per l’Inter quasi un allenamento” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Sono deluso, le partite si possono perdere ma con un atteggiamento diverso. Senza paura, non concedendosi così. La Lazio ha regalato il primo tempo all’Inter, senza aggredire il loro possesso di palla. Anche io avrei dato campo alla squadra di Chivu, ma quando serve devo saltargli addosso. E’ sembrato un allenamento, è mancato coraggio. Forse lo 0-3 del campionato ha fatto male in termini di autostima. Non è solo una questione di caratura tecnica, è stato un problema di testa. Non puoi pensare di tenere in eterno lo 0-0 e tra l’altro il ritmo dell’avversario era anche lento. A questo non ci sto, anche se non credo ci sia una connessione con il piano gara pensato da Sarri. Anzi, penso anche che l’assenza del tecnico in panchina possa aver influito in tal senso”.