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CALCIOMERCATO

Lazio senza Europa, salta l’obbligo di riscatto di Daniel Maldini

La sconfitta in finale di Coppa Italia della Lazio lascia fuori i biancocelesti dall’Europa per il secondo anno di fila. Situazione che porta delle conseguenze anche in tema di mercato e di impegni presi per la prossima estate.

Nel caso di Daniel Maldini, infatti, nell’accordo stipulato con l’Atalanta c’era il riscatto automatico dal prestito in caso di qualificazione in una competizione europea. Resta tuttavia ancora in piedi il diritto di riscatto a 14 milioni di euro. Non è da escludere, tuttavia, che i due club trovino un accordoanche al termine della stagione. 24 anni, Maldini con la Lazio ha raccolto 12 presenze, segnando 2 reti.

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SERIE A

Roma-Lazio, probabili formazioni

Roma-Lazio, match valido per la 37ª giornata di Serie A 2025/26, si giocherà allo stadio Olimpico di Roma, lunedì 18 maggio ore 20.45. La Roma ha vinto tre delle ultime quattro partite (1N) contro la Lazio, considerando tutte le competizioni: tanti successi quanti ne aveva ottenuti nelle precedenti 13 sfide (4N, 6P). Inoltre, in questo parziale, i giallorossi hanno subito soltanto un gol (nell’1-1 del 13 aprile 2025) tenendo la porta inviolata nelle altre tre occasioni.

Probabili formazioni

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Celik, Cristante, Pisilli, Wesley; Soulè, Dybala; Malen. All. Gasperini

Squalificati: Nessuno

Indisponibili: Ferguson, El Shaarawy

LAZIO (4-3-3): Furlanetto; Marusic, Gila, Provstgaard, Tavares; Basic, Rovella, Taylor; Isaksen, Dia, Noslin. All. Sarri

Squalificati: Romagnoli

Indisponibili: Provedel, Zaccagni

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APPROFONDIMENTI

Lazio, non solo la coppa: in una notte persa (ancora) l’Europa e soldi per ripartire. E Sarri ora…

Quello che poteva essere un viaggio in paradiso si è trasformato in una discesa all’inferno. La Lazio cade contro l’Inter nella finale di Coppa Italia e vede sgretolarsi in una sola notte tutto ciò che avrebbe potuto rappresentare una ripartenza. 

Poteva essere il punto da cui ripartire: un trofeo, il ritorno in Europa League, nuovi introiti economici e la possibilità di dare continuità al progetto tecnico di Sarri dopo una stagione complicata. Invece, resta soltanto la delusione. Niente coppa, qualificazione in Europa League sfumata e secondo anno consecutivo senza competizioni europee, mai accaduto durante la gestione del presidente Lotito. Un fallimento pesante soprattutto a livello economico. 

La vittoria avrebbe garantito ossigeno alle casse biancocelesti, invece la società deve accontentarsi dei 4,6 milioni destinati alla finalista sconfitta, più i 2,5 milioni del botteghino e quelli legati alla prossima Supercoppa Italiana, ancora contro l’Inter. Troppo poco rispetto a ciò che si sarebbe potuto ottenere con gli introiti derivanti da una qualificazione europea e dalla vittoria della coppa Italia, per una cifra fino a 50 milioni di euro. 

Oltre a questo, la Lazio potrebbe addirittura chiudere il campionato fuori dalle prime otto, iniziando la prossima stagione ad agosto con i turni preliminari della coppa nazionale. Una situazione che alimenta sempre di più la sensazione di un ridimensionamento all’orizzonte. 

L’ unica parentesi dolce della serata è stata Pedro. A fine partita, nonostante la delusione per la sconfitta, il campione spagnolo si è presentato sotto la Curva Nord per salutare i tifosi. Visibilmente emozionato, avrebbe voluto lasciare un ricordo diverso al popolo biancoceleste. E adesso il futuro appare nebuloso, soprattutto per la posizione di Sarri. 

Una vittoria avrebbe potuto rappresentare il collante per ricucire i rapporti tra il tecnico e la società, la sconfitta rischia di segnare la rottura definitiva. Le voci che lo accostano ad Atalanta e Napoli circolano e, sebbene Sarri abbia promesso di parlare prima con la Lazio, ad oggi è difficile immaginare una prosecuzione del rapporto. Sarri chiede calciatori funzionali alla sua idea di calcio. 

Se non arrivano garanzie tecniche ed economiche, l’addio sembra sempre più probabile. E questo spaventa i tifosi biancocelesti, che sui social continuano a chiedere al Comandante di restare: «Ti prego mister rimani, sei il nostro salvatore», scrive qualcuno. «Ripartiamo insieme», rilancia un altro. Perché una Lazio senza Sarri, in un momento in cui il ridimensionamento si fa largo, rischia di far aumentare ancora di più la distanza tra ambiente e società. Forse irrimediabilmente. Repubblica.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Continua la fine di questa Lazio. Lotito sta distruggendo 126 anni di storia” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Da due anni si è capito che la Lazio è una società troppo grande per un imprenditore che ha una forza economica così piccola come Lotito. La Lazio ha perso 80 milioni, si prova a stare a galla. L’inevitabile ridimensionamento economico, porta a quello tecnico. Il problema è che il presidente continua ad ostentare con arroganza certe voce. Ha detto che con la Coppa Italia si sarebbero ricreduti coloro che pensano in maniera negativa, ma la Lazio è nona. Fabiani nel pre partita ha detto che nel calcio non contano i soldi, chiediamolo a Real Madrid e Barcellona se è vero.

Ci sarà un fuggi fuggi di giocatori che hanno mercato e nessuno verrà in questo ambiente tossico, perché hanno capito che qui è impossibile lavorare. Sarri saluterà e si venderanno dei pezzi come a gennaio. Ormai i tifosi non ci credono più alle chiacchiere. Ripeto: alcuni calciatori scapperrano e altri rifiuteranno di venire.

Continua la fine di questa Lazio. Lotito sta distruggendo 126 anni di storia.

La partita era già scritta. La Lazio è entrata in campo sapendo del valore dell’avversario. Si è messa tutta chiusa dietro, sperando che non segnasse l’Inter e che riuscisse a colpire in contropiede. Vogliamo parlare di Marusic, che sono 7-8 anni che deve essere sostituito? Fa sempre gli stessi errori. Vogliamo parlare di Patric? Un centrale adattato in regia. Basic non era titolare neanche a Salerno, Isaksen lo considero un ‘pulcino bagnato'”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE …’ – Cardone: “La Lazio ha agevolato il compito all’Inter. Diversi giocatori non in condizione” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Serviva la massima attenzione, la Lazio si è fatta praticamente da sola i gol. Serviva la partita perfetta, ma così è diventata imperfetta e agli avversari hai agevolato il compito. Dopo il primo gol in pochi credevano nella rimonta. Ti sei consegnato all’avversario e questo ti dà la misura del divario che c’è con l’Inter.

Il rimpianto è per come la Lazio è arrivata alla gara, con calciatori che non erano in condizione. Patric regista perché i titolari non stavano al meglio e praticamente in mezzo al campo, nel ruolo più importante del 4-3-3, avevi in finale un calciatore non di ruolo

Ci sono personaggi del mondo Lazio, in particolare Floridi che si muove come un vero e proprio dirigente, che si adoperano per far incassare soldi al club. I vari incontri recenti sono stati fatti per coinvolgere imprenditori a far aumentare i ricavi della Lazio. Per ora sono solo intenzioni. Ci riusciranno? Porterà tutto questo a qualcosa di concreto? Io sono scettico”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, riprende la protesta. Olimpico (sponda biancoceleste) deserto per il derby: i tagliandi staccati

Dalla meravigliosa atmosfera da tutto esaurito di ieri al nuovo vuoto in programma.

Un silenzio che sarà ancora più rumoroso del solito, perché arriverà nella partita storicamente più sentita. Al derby contro la Roma non ci saranno i gruppi organizzati della Lazio, lasciando un buco desolante all’interno dell’Olimpico. A ieri, riporta il Corriere dello Sport, erano appena 700 i biglietti venduti (sponda biancoceleste) per la stracittadina, che sarà l’emblema della contestazione dei tifosi nei confronti del presidente Lotito.

Una protesta che va avanti in varie forme da mesi e che è stata interrotta solo momentaneamente nella finale di Coppa Italia contro l’Inter per via di una promessa fatta a Sarri e alla squadra. Ora, però, riprenderà ancora più forte di prima nella partita contro i giallorossi.

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APPROFONDIMENTI

Fallimento Lazio, dopo 34 anni senza Europa per due anni di fila: Lotito tocca il suo punto più basso

La Lazio perde l’ultimo treno per l’Europa e per il secondo anno consecutivo giocherà solo campionato e Coppa Italia: un fallimento che non si registrava da tantissimi anni.

Fa male la sconfitta in finale di Coppa Italia, non solo per la mancata conquista del trofeo, ma soprattutto perché la Lazio sarà costretta a guardare gli altri giocare in Europa per il secondo anno consecutivo. Non era mai accaduto nei ventidue anni della gestione Lotito.

Bisogna tornare indietro alle stagioni 1990/1991 e 1991/1992 per vedere una Lazio fuori dalle competizioni europee. Nei successivi 34 anni, i biancocelesti erano sempre riusciti almeno ad alternare un’annata in Europa e una no. Poi arrivò Sergio Cragnotti e tutto cambiò, i capitolini toccarono vette mai più raggiunte con Lotito, vincendo anche due competizioni continentali.

C’è da fare una precisazione però. Nel 2005/2006, la Lazio partecipò all’Intertoto, anticamera della Coppa Uefa, fermandosi alle semifinali contro il Marsiglia. Nella stagione successiva non giocò in nessuna competizione europea.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, commozione Pedro sotto la Nord. Il saluto: “Grazie campione”

I tifosi omaggiano il fuoriclasse spagnolo, prima di riprendere con la contestazione verso Lotito.

Aveva sognato un altro tipo di lacrime sotto la Nord al termine della gara. Avrebbe voluto salutare tutti con un trofeo, il primo della sua avventura italiana, magari con il personale nono gol in una finale (dopo i 7 con il Barcellona e uno con il Chelsea). Pedro non ci è riuscito ma, evidenzia il Corriere dello Sport, ha messo tutto sé stesso in quel quarto d’ora finale che gli è stato concesso, è entrato con l’atteggiamento di chi avrebbe voluto spaccare il mondo, caricato ancora di più dai fischi della metà dell’Olimpico interista che non gli ha perdonato la doppietta dell’anno scorso con la quale ha regalato lo Scudetto al Napoli. Il suo spirito combattivo (da un suo intervento duro su Dimarco è nato l’unico momento a nervi tesi della gara), però, non è stato sufficiente per rimettere in piedi una partita ormai abbondantemente compromessa.

Così, al triplice fischio, dopo un chiarimento immediato con il terzino dell’Inter, è andato sotto la Nord che lo aspettava per donargli l’ultimo abbraccio, visto che da adesso ripartirà lo sciopero del tifo all’Olimpico come forma di contestazione verso il presidente Lotito. Lui si è preso volentieri questo ennesimo attestato di stima da un popolo che lo ha amato sin dal primo giorno in cui ha attraversato il Tevere per sposare la causa biancoceleste. Ha guardato lo striscione esposto – “Grazie campione” – e non è riuscito a trattenere le lacrime, salutando e ringraziando di rimando tutti per quanto ricevuto in questa parte conclusiva della sua vita calcistica.

Da ieri quella della Lazio è diventata la seconda maglia più indossata nella sua carriera (207 presenze, staccato il Chelsea a 206) dopo quella del Barcellona (321). La toglierà di dosso al termine di questa stagione, dopo aver giocato contro Roma e Pisa. Saluterà senza aver alzato trofei, ma con un posto speciale nel suo cuore per sempre.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Zaccagni: “Atteggiamento sbagliato. Stagione negativa, il derby per finire bene”

Mattia Zaccagni ai microfoni di Lazio Style Channel:

“La delusione è tantissima, veramente. Ci aspettavamo che questa fosse un po’ la serata della svolta però non abbiamo neanche approcciato bene la gara e in queste sfide non ce lo possiamo permettere. Dovevamo avere personalità, aggressività sotto il punto di vista dell’atteggiamento dovevamo essere superiori all’Inter e quando questo non avviene contro queste squadre è normale che poi si creano i presupposti per una gara del genere.

Le lacrime sono dovute un po’ a tutto perché le finali ci sta perderle però c’è un po’ di tutto, c’è il rammarico di questa stagione anche a livello personale, mi dispiace non aver dato gioie ai tifosi. Mi dispiace soprattutto dal punto di vista personale che di squadra. Gli infortuni sono stati tanti. Questo momento non ci deve buttare giù c’è un derby da giocare e dobbiamo farlo per il nostro popolo.

Pedrito ad essere un campione nel calcio è una persona eccezionale, impossibile non amarlo. Ci dispiace perché volevamo dare pure a lui l’ultima gioia, anche se ha vinto tutto.

Le difficoltà durante l’arco della partita è normale subirle. Ci sta stare sotto 1-0 ma bisogna rimanere in partita, magari dovevamo evitare qualche disattenzione ma gli errori ci stanno è l’atteggiamento che deve essere diverso da parte nostra.

Derby? Gara che arriva dopo una sconfitta in finale quindi dobbiamo farlo per noi stessi, per rialzare la testa. La stagione è stata negativa ma dobbiamo finire bene”.

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RASSEGNA STAMPA

Derby in attesa del Tar: Roma-Lazio nel caos e per pochi. Anche la Sud minaccia di non entrare…

Dopo l’attacco, frontale e a muso duro, è cominciata la trattativa. Sicuramente tardiva, di certo pensata per essere riparatoria. “Giochiamo alle 12? Posticipiamo di mezz’ora la finale del tennis?“, le domanda che ieri mattina dalla Lega Serie A hanno posto alla stessa Prefettura capitolina che, due giorni fa, era stata accusata di essersi posta “in aperta e non comprensibile contraddizione con la sua stessa affermazione di non disputare la stracittadina di notte” e di “disinteressarsi dei problemi generati ai tifosi, ai club, ai calciatori, alle televisioni nazionali e internazionali“, parlando di “precedente pericoloso per l’organizzazione di eventi nel Paese“.  

Il ricorso al Tar

Via Rosellini da giorni minacciava un ricorso al Tar del Lazio contro la decisione di far slittare il derby di Roma dalla domenica all’ora di pranzo (12.30) alla serata di lunedì (20.45) a causa della pressione sul Foro Italico e dei rischi connessi all’ordine pubblico vista la concomitanza dell’atto conclusivo degli Internazionali. Ricorso presentato in serata dopo l’ennesimo “no” del prefetto di Roma, Lamberto Giannini. Nessun passo in avanti, neppure dopo l’entrata a gamba tesa sulla vicenda del presidente del Senato, La Russa. “La proposta della Lega non è percorribile“, hanno fatto sapere fonti vicine al Viminale. E così i gruppi organizzati della Curva Sud romanista hanno fatto sapere che non entreranno allo stadio: “A tutto c’è un limite, non faremo i burattini. Se si dovesse giocare di lunedì rimarremo fuori“, hanno scritto in un comunicato. Considerato che anche i laziali non entreranno a causa della protesta contro Lotito, si rischia una stracittadina per pochi intimi. Roma

Se fosse stato accettato di anticipare il derby di mezz’ora e di posticipare di un’altra mezz’ora l’inizio della finale maschile del tennis (dalle 17 alle 17.30), come suggerito dalla Serie A, Giannini avrebbe smentito la sua stessa decisione di martedì. Così ha tenuto il punto e il ricorso della Lega è stato inoltrato mentre all’Olimpico si stava giocando Lazio-Inter. L’abbuffata Champions di lunedì sera non piace alla Serie A, che in virtù dell’obbligo di contemporaneità legato alla corsa Champions dovrà portare allo stesso orario (lunedì alle 20.45) anche Pisa-Napoli, Como-Parma, Genoa-Milan e Juve-Fiorentina. “Dando una disponibilità noi di mezz’ora, e mi auguro che la stessa la possa dare anche la Federtennis e Sport e Salute, diamo un’ora in più per far defluire le persone. Questo è un lasso di tempo più che adeguato“, aveva detto, al termine dell’assemblea di Lega, il presidente Simonelli. Ma né la federazione né tantomeno la società in house del Mef avrebbero potuto cambiare un orario fissato dalla Atp, anche alla luce degli slot televisivi già assegnati in tutto il mondo. Ecco perché la palla, in qualsiasi caso, è rimasta nelle mani della prefettura. Che l’ha sgonfiata. “Se non dovesse arrivare una risposta positiva, dovremmo comunque presentare il ricorso al Tar“, aveva ribadito Simonelli. Detto, fatto. Tramite una procedura d’urgenza, la sentenza dovrebbe arrivare entro 48 ore, quindi tra oggi e venerdì. Appare comunque complicato immaginare un ribaltamento della prospettiva in aula: le prerogative dell’ordine pubblico sono prioritarie

Le tv avrebbero preferito lo slot domenicale a quello del lunedì per le trasmettere le sfide più attese del 37° turno; il giorno feriale, tra l’altro, rischia di condizionare pure le presenze negli stadi. In ambienti istituzionali c’è chi fa notare come per il prefetto sarebbe stato più comodo fissare la partita di lunedì pomeriggio e che, andando in notturna e accettando qualche rischio (l’ultima volta senza la luce del giorno il derby è finito con feriti e tafferugli), si è voluto creare il minor danno possibile al calcio. Va da sé che il tema dell’ordine pubblico di due eventi concomitanti resta una “peculiarità” italiana e che dal 6 giugno, data dei calendari di A, nessuno si è preoccupato di prevenire il problema per tempo. Corriere dello Sport