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RASSEGNA STAMPA

Lazio, tra assenze e recuperi: col Pisa c’è Patric, Furlanetto verso il bis

Almeno un regista è recuperato per questa sera.

Ce la fa Patric, dopo il forfait nel derby stringerà i denti e giocherà da vertice basso contro il Pisa. Basic, riporta il Corriere dello Sport, rimane in preallarme, ma il suo ritorno permetterà al croato di occupare la solita casella da mezzala. Sarri chiuderà esattamente come ha iniziato (e proseguito) il campionato: in emergenza a causa dell’assenze. Infortuni e squalifiche, sono out almeno sette giocatori. Patric sarebbe stato l’ottavo, invece ha risposto presente durante la rifinitura di ieri pomeriggio.

Lo spagnolo, si legge, forzerà stasera nonostante non ci sia nulla di concreto in palio. Cambio praticamente scontato nella ripresa, con Belahyane e soprattutto Przyborek pronti all’utilizzo in corso (con lo slittamento di Basic in regia).


Rovella è squalificato per l’espulsione rimediata domenica. Come lui sono stati fermati per un turno dal giudice sportivo Tavares e Taylor. Senza l’ex Ajax, troverà spazio dall’inizio Dele-Bashiru. Cataldi, alle prese con la pubalgia, è l’altro out a centrocampo. Le valutazioni riguardano anche gli altri acciaccati della rosa: possibile riposo per Gila, in affanno contro Inter e Roma per colpa del ginocchio infiammato e della caviglia. Con Romagnoli, tornato dalla giornata di stop nel derby, dovrebbe fare coppia Provstgaard. Marusic e Pellegrini i due terzini favoriti.

In porta, conclude il quotidiano, confermato Furlanetto, con il Pisa bisserà la presenza tra i pali. Provedel ha terminato la stagione da un pezzo (operazione chirurgica alla spalla a marzo), Motta si è fermato per un problema muscolare: il guaio non è così serio, è stata scongiurata la lesione, ma vale lo stesso discorso fatto per Cataldi. I novanta minuti che mancano hanno poco significato. I dubbi maggiori di formazione sono in attacco. Quello tra Cancellieri e Isaksen è un ballottaggio infinito e che non ha portato a prestazioni convincenti: staffetta programmata come in tutte le partite affrontate. Nella serata dei saluti Pedro potrebbe prendere il posto di Zaccagni (lieve distrazione muscolare). Al centro, a quel punto, toccherebbe a Noslin, con Dia e Maldini alternative in panchina.

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Lazio, Sarri ha incontrato Fabiani. Ora il casting-allenatore: Conceiçao si può liberare

Un’altra estate con un tecnico che saluta ed un altro che approderà sulla panchina della Lazio.

Da due anni che Lotito gioca al toto-allenatore e si ritrova nello stesso cul de sac. Il passaggio da aspettare per tirare fuori la Lazio da una nuova impasse è l’incontro Sarri-Lotito. Chissà che non sia avvenuto ieri a Formello, la cena per la squadra era fissata dopo la riunione serale. Sarri e Lotito si incroceranno sicuramente stasera all’Olimpico, potrebbero darsi appuntamento, riporta il Corriere dello Sport, a domani o lunedì per il round finale. Mau è pronto a sposare l’Atalanta, prima deve lasciarsi con la Lazio. Balla il contratto fino al 2028. In questi casi scattano i tiremmolla su pendenze, commissioni e stipendi mancanti. La Lazio, in regola con le scadenze, entro il 16 giugno dovrà versare aprile e maggio. Lotito, quando Sarri si dimise, gli riconobbe tutti gli stipendi fino al giugno 2024. Come si lasceranno stavolta è da vedere. Che Lotito sperasse in una soluzione unilaterale, cioè che fosse Sarri a sfilarsi è noto.


Sarri, si legge, ha già avuto un incontro con Fabiani giovedì. Un primo confronto su tutto. Sarebbe stato centrato sui rapporti di forza che lo hanno destabilizzato e che non gli permettono di guardare avanti con fiducia. Tenere la porta semiaperta fa parte del gioco delle parti, soprattutto con un contratto in essere. Bisogna attendere la chiusura del matrimonio-bis per entrare nel vivo della successione. Ci sono stati contatti formali e informali con allenatori e procuratori.

Non si è fatta una scelta, conclude il quotidiano. Si è pensato a Thiago Motta, punta all’estero. Italiano aspetta il Napoli, aveva atteso l’evoluzione delle mosse della Lazio prima di andare a Bologna. Restano Palladino e Pisacane. Il primo lascerà il posto a Sarri e sogna di occupare il suo alla Lazio, sarebbe staffetta. La suggestione Almeyda è sfumata, ha scelto il Messico, ha firmato col Monterrey. Arrivano notizie interessanti da Gedda, sede dell’Al Ittihad. Il club starebbe pensando di lasciare libero Conceiçao,
di ripartire con un altro allenatore. Ha una clausola d’uscita, potrebbe essere annullata. Un segnale da leggere attentamente.

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Lazio, Pedro come Klose per l’ultima in biancoceleste: sarà lui il capitano contro il Pisa

Oggi l’ultima del campione spagnolo con la maglia della Lazio

Si chiude ufficialmente stasera il capitolo biancoceleste di Pedro. Il campione spagnolo ha salutato compagni e staff in settimana con una festa, oggi contro il Pisa vestirà per l’ultima volta la maglia della Lazio. Stando a quanto riporta il Corriere dello Sport, probabilmente indosserà la fascia al braccia: dovrebbe essere lui il capitano contro i toscani, proprio come accadde ad un altro mito come Klose, nel giorno del suo addio all’Olimpico contro la Fiorentina.

Una serata speciale almeno per omaggiare la leggenda, considerando invece che dal punto di vista del risultato poco inciderà la sfida sulla stagione.

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Lazio, mercato libero o a saldo zero? Ecco quando arriverà la decisione

C’è da attendere per capire quale sarà il futuro mercato dei biancocelesti.

Raffaele Palladino, Thiago Motta, Fabio Pisacane, Sergio Conceiçao e Gennaro Gattuso. Cinque nomi per un posto. Al momento non si scappa da questi e un mister X non sembra esistere. Il primo sembra quello maggiormente quotato, ad oggi. Poi tutto può cambiare da un momento all’altro. Chiunque firmerà, però, dovrà fare i conti con la decisione se il mercato sarà libero o a “saldo zero”: non si conoscerà, riporta Il Messaggero, molto presto la verità, perché così come tutti gli altri club di Serie A la Lazio ha presentato solo la prima parte delle carte lo scorso 16 maggio.

Il nuovo iter, si legge, prevede diverse tappe intermedie di deposito dei documenti contabili e adempimenti delle mensilità di maggio. La Commissione rilascerà un parere alla Figc entro il 30 giugno. Altre settimane di passione, come se non bastasse tutto quello che è successo.

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Lazio, la notte degli addii tra smarrimento e decadenza. E con un Olimpico deserto

Per triste che sia da sottolineare, i biancocelesti, in questa stagione, hanno trasmesso un forte senso di decadenza e smarrimento; Maurizio Sarri, a quanto si coglie, ha già pronte le valigie e sarà addio al termine di Lazio-Pisa, ultimo match stagionale: non per colpa dello spogliatoio, non per l’ambiente, ma a causa di tensioni e dinamiche societarie che gli impediscono di continuare, e hanno incendiato gli animi dei tifosi, che saranno appena 3000, all’Olimpico, in una serata di molti addii.

A Maurizio Sarri va riconosciuto il merito di aver tenuto insieme i pezzi in una stagione che poteva finire in tracollo. Ora che il sipario si sta chiudendo, il tecnico si prepara a salutare, davanti a un Olimpico che, però, conterà soltanto 3000 laziali. Assieme a lui, se ne andrà anche Pedro, simbolo di esperienza e attaccamento, e forse Gila, Romagnoli e persino capitan Zaccagni. Tra gli altri dati come possibili partenti troviamoanche Provedel, seguito da Inter e Bologna. https://18c37dc95a4ff64761835dec777d23cc.safeframe.googlesyndication.com/safeframe/1-0-45/html/container.html

Si chiude una stagione che possiamo definire fallimentare, non rilanciata come si sperava dal mercato di gennaio. Né Maldini né tantomeno Ratkov sono riusciti a dare nuova vita a un attacco tra i meno prolifici degli ultimi anni. 

A detta del Corriere dello Sport, la società vuole ripartire da Kenneth Taylor, acquisto indubbiamente azzeccato, ma il rischio è quello che, attorno a lui, vi sarà una Lazio sempre più povera di certezze e di prospettive. A cominciare dal’Olimpico, un tempo punto di forza, che ora rischia di ritrovarsi senza gran parte degli abbonati.

Siamo giunti alla notte dei bilanci e dei saluti e abbiamo chiari gli obiettivi per il prossimo futuro: ritrovareunità tra squadra, tifosi e societàMa oggi, quella distanza, sembra più ampia che mai. Il timore è che alla Lazio resti soltanto il ricordo di un passato migliore per portare luce su un presente amaro e un futuro buio.

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Lazio, “Se avessero i miei attributi…”: la reazione dello spogliatoio all’accusa di Lotito…

L’ennesimo autogol di una stagione complicatissima. Lazio-Pisa sarà l’ultima uscita, ma i biancocelesti sono già abbondantemente proiettati al futuro. Il momento nero del club tiene costantemente banco. A far infuriare l’ambiente, negli ultimi giorni, sono state le parole di Lotito alla buvette di Montecitorio. Non solo, però, l’attacco ai tifosi e le parole su Sarri e Tommaso Paradiso“Se i giocatori avessero gli attributi che c’ho io sarebbe già finita la partita, non c’è storia per nessuno. Il problema è che quando vanno in campo si cacano sotto…”,la sfuriata di Lotito . E, secondo quanto riportato da La Repubblicail gruppo squadra non ha apprezzato le parole del presidente biancoceleste.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Panchina Lazio, Agostinelli: “Pisacane duttile e di carattere, Palladino più pronto ed offensivo” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Visti i suoi precedenti come calciatore, viene da pensare che un tecnico come Pisacane dia alla squadra molto dal punto di vista caratteriale. Un po’ alla Gattuso, con una buona organizzazione di gioco. Ha fatto bene in Primavera, poi il Cagliari ha avuto coraggio e ragione nel lanciarlo in prima squadra. Il suo gioco è di posizione, ma anche di aggressività. E’ un tencico duttile che si è rifatto anche alle caratteristiche degli avversari. E questo è un pregio.

Palladino ha dimostrato a Monza di praticare un gioco offensivo. Portava molti giocatori nella metà campo avversario. A Bergamo ha fatto bene, ma vista la rosa mi sarei aspettato potesse fare di più. Ha migliorato l’Atalanta rispetto a Juric, mentre rispetto a Gasperini ha fatto un calcio meno di marcatura a tutto campo. Probabilmente l’Atalanta si aspettava da lui e dalla squadra un salto di qualità più rilevante, soprattuto in un certo tipo di gare contro gare importanti. Sul suo conto, tra l’altro, non mi sembra ci sia l’interessamento di club di rilievo.

Tra i due, il tecnico più portato ad offendere è Palladino. Tra l’altro ha già ha avuto modo di allenare giocatori importanti, può essere considerato più pronto per la Lazio.

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SERIE A

Lazio-Pisa, probabili formazioni

Lazio-Pisa, match valido per la 38ª giornata di Serie A 2025/26, si giocherà allo stadio Olimpico di Roma, sabato 23 maggio ore 20.45. Dopo aver perso la prima sfida contro il Pisa in Serie A (0-1 l’8 gennaio 1984), la Lazio è rimasta imbattuta nelle successive sei gare contro i toscani nel massimo campionato (2V, 4N), mantenendo la porta inviolata nelle quattro più recenti: è già la striscia aperta più lunga di clean sheet consecutivi per i biancocelesti contro una singola avversaria nel torneo.

Probabili formazioni

LAZIO (4-3-3): Furlanetto; Marusic, Provstgaard, Romagnoli, Pellegrini; Basic, Patric, Dele-Bashiru; Isaksen, Noslin, Pedro. All. Sarri

Squalificati: Rovella, Tavares, TaylorIndisponibili: Motta, Patric, Provedel, Zaccagni

PISA (3-5-2): Semper; Calabresi, Albiol, Canestrelli; Leris, Hojholt, Aebischer, Akinsanmiro, Angori; Moreo, Stojikovic. All. Hijlemark

Squalificati: Caracciolo

Indisponibili: Denoon, Tramoni

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DICHIARAZIONI

L’ultima di Pedro: “Mi rivedrete all’Olimpico per festeggiare il ritorno di una grande Lazio. Primo passo ritrovare l’unione con i tifosi. Su Sarri…”

Il campione spagnolo è il protagonista dell’ultimo match program stagionale.

“Sono stati giorni tristi ed emozionanti allo stesso tempo. Si chiude la mia storia con la Lazio, mi sto godendo ogni ultimo istante con i miei compagni di squadra, con i tifosi e la città. Mi mancheranno tutti, sono contento del percorso fatto con questa maglia. L’ultima stagione è stata sicuramente dura ma voglio finire bene, magari segnando, per regalarmi un ultimo ricordo positivo”.

Il feeling con la Lazio è stato subito forte – “Perché questa squadra ha dei valori che condivido, come umiltà, armonia e solidarietà. La passione dei tifosi è stata forte fin dal primo giorno, li ho sempre sentiti al nostro fianco. Mi sono subito sentito a casa, è la loro vicinanza che fa grande la Lazio”.

Stagione senza i tifosi – “Quanto è stata dura? Tantissimo. Spero che contro il Pisa decidano di entrare ma rispetto la decisione. Giocare senza la loro spinta è stato difficile. Fare bene in campionato con lo stadio vuoto è impossibile. Abbiamo passato momenti duri, non è stato semplice assistere alla situazione che si è creata tra tifosi, squadra e società. Mi è dispiaciuto non aver regalato al nostro popolo la Coppa Italia: se la sarebbero meritata e sarebbe stata la conclusione perfetta. Sono però certo che questa situazione tornerà presto alla normalità se tutti remeranno nella stessa direzione per riportare la Lazio in alto. Dove merita di stare”.

La stagione più bella – “Lo scorso anno è stato bello, così come la prima stagione di Sarri, dove il livello di gioco della squadra era alto. Con Baroni ho segnato molto, andavamo sempre allattacco e mi sono divertito tanto. Peccato per Europa League perché avremmo potuto raggiungere la semifinale. Gol più pesante? Difficile sceglierne uno solo, quello nel derby, contro il Celtic e il Porto sono stati davvero speciali. La festa sotto la Curva non la dimenticherò mai, rimarrà per sempre nel mio cuore”.

Un ex del passato con cui giocare – “Dico Klose. Miro è stato un attaccante fortissimo, qui alla Lazio ancora oggi parlano tutti del suo atteggiamento e della sua straordinaria professionalità. Una leggenda. Poi ovviamente ce ne sono stati anche altri, penso a Veron che qualche settimana fa ci è venuto a trovare a Formello”.

Il calciatore dell’attuale rosa che speri possa rimanere qui il più al lungo possibile – “Lo auguro a molti. A Rovella, Zaccagni, Taylor, che è un calciatore interessante, poi ai senatori e agli altri capitani in campo come Patric, Marusic e Cataldi”.

Ti vedremo allo stadio? – “Assolutamente si. Al 100%, spero di poter festeggiare presto una bella vittoria dal vivo insieme ai nostri tifosi”.

Sei mai stato vicino a convincere qualche tuo ex compagno a venire alla Lazio? – “Ci ho sempre provato. Anche con Messi (ride, ndr) ma ovviamente non era facile. Poi Jordi Alba e De Gea quando erano svincolati. Anche Bartra, ricordo che ne parlai con Sarri. Stesso discorso per David Luiz. Mi sarebbe piaciuto fargli conoscere la passione dei nostri tifosi”.

Sarri nella tua testa è secondo soltanto a Guardiola? – “Sì. Guardiola ovviamente è stato importante, mi ha dato fiducia quando ero giovane, permettendomi di giocare in una squadra piena di campioni come il Barcellona. Sarri lo avevo avuto già al Chelsea, abbiamo vissuto tanti anni insieme, è stato un bel percorso. Cito anche Baroni, una persona umile che dava tutto per il bene della squadra, e Tudor, preparato e con tanto carattere. Ognuno di loro mi ha insegnato qualcosa per continuare a crescere e migliorare”.

Lasci una Lazio diversa da come l’hai trovata: cosa auguri al club per rinascere? – “La prima cosa è ritrovare l’unione tra squadra, tifosi e Società, andare tutti verso un’unica direzione. Questo permetterà alla Lazio di tornare grande: chi verrà qui dovrà lavorare forte per il bene del club. Ora è difficile ma sono sicuro che la Lazio tra qualche anno tornerà a vincere trofei e a lottare per l’Europa e lo scudetto”.

Tornerai un giorno? Ovviamente in un’altra veste – “Difficile dirlo ma spero di sì, nella vita non si sa mai. Mi piacerebbe tornare per aiutare la squadra, rimarrò sempre vicino alla mia Lazio”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Mattei: “Termini di Lotito gravi. Sarà un’estate di cessioni, scommesse e di giocatori che non vorranno restare” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

L’argomento prossimo allenatore da zero a dieci mi interessa -5, perché non è mai stato un problema. Qui il problema è uno solo da 22 anni. C’è stato detto, pochi giorni fa, che tra 3-4 anni la Lazio varrà oltre tre miliardi. Faccio presente che l’Arsenal ne vale tre e qualcosa, il Paris quattro. Quindi, il messaggio che si fa passare è che la Lazio varrà quanto le finaliste di Champions League.

Voglio proprio vedere se domani sera, nel corso di Lazio-Pisa, le televisioni avranno il coraggio e la volontà di spiegare ai propri telespettatori la reale situazione che c’è nella Lazio. Oppure se si soffermeranno esclusivamente su aspetti tecnico-tattici che non hanno più nessun interesse. Un conto è dire o scrivere alcune cose, un altro è intraprendere una battaglia mediatica e pubblica. I termini utilizzati dal presidente della Lazio due giorni fa sono gravi.

Parere della commissione sul prossimo mercato solo a fine giugno? Una cosa è certa, sarà un’estate ancora più calda, con tanti nomi fatti. Ma la cosa più importante è capire chi vorrà restare, quale contratto potrà essere rinnovato. Prima ci saranno le cessioni e successivamente l’arrivo di scommesse, di ragazzi di 20 anni scoperto in Polonia. Poi qualcuno si sorprende se la Lazio si piazza al nono posto. Senza considerare la reazione di alcuni giocatori, sotto contratto fino al 2027, alle parole di Lotito sul loro conto”.