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Lazio, Zaccagni mette nel mirino l’Inter e un record personale

Il capitano, in gol lunedì contro il Cagliari, non vuole fermarsi

Con Sarri aveva fatto la sua miglior stagione in A, ora Zaccagni vuole ripetersi e migliorare i suoi numeri. L’anno scorso, ricorda il Corriere della Sera, ha giocato per mesi nonostante un problema alla zona inguinale, in campo cerca sempre di spronare i compagni e ora sta anche segnando con più continuità rispetto al passato.

Dopo dieci gare è a quota 3 gol. Nessuno, nella rosa della Lazio, ha fatto meglio. Da quando gioca in serie A, si legge, non è mai riuscito ad arrivare al termine della decima giornata con più reti all’attivo (era a 3 anche nel 2022-23, quando finì il torneo a quota 10, suo record personale).

Domenica sera con l’Inter, conclude il quotidiano, Zac è
chiamato al salto di qualità. Lui, esattamente come la squadra. In carriera ha segnato a Napoli, Roma, Atalanta, Milan e Juve. Ma mai contro i nerazzurri. A San Siro, contro uno degli avversari più forti del torneo, il capitano deve confermarsi una guida.

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Lazio, tifosi verso il sold out anche a San Siro: il dato

L’apporto dei sostenitori laziali non manca mai: in massa anche a Milano.

Dopo la trasferta chiusa all’ultimo a Pisa, i tifosi laziali si preparano a partire alla volta di Milano. Il club nerazzurro, riporta il Corriere dello Sport, ha messo a disposizione 4.361 posti, è la capienza del terzo Anello Blu: 10 euro il costo del biglietto. Ci sarà tempo fino alle 19 di sabato per l’acquisto. Al momento ne sono stati venduti quasi 3.800, è rimasta una scorta di circa 600 tagliandi.

Il dato provvisorio è destinato ad aumentare fino alla vigilia, la quota è già arrivata vicino alle 4mila presenze, nei tre giorni rimasti dovrebbe essere raggiunto il sold out del Settore Ospiti riservato.

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Lazio, Sarri non tocca il centrocampo: da necessità a stabilità

Guendouzi, Cataldi e Basic il trio che Sarri riproporrà anche a San Siro.

L’emergenza ha portato il tecnico biancoceleste a fare di necessità virtù e poi lo stesso Sarri ha trovato la formazione che dà più certezze al momento. Come evidenzia il Corriere dello Sport, Sarri adesso non sta toccando più il centrocampo. Prima della trasferta di Genova ha reinserito in lista Basic, arrivato con il Cagliari alla sesta partita consecutiva, poi – da quando è tornato Guendouzi dal doppio turno di squalifica – ha smesso di modificare il terzetto in mediana. Merito delle prestazioni e dei conseguenti risultati. Nemmeno una sconfitta dal derby, cioè dallo switch avvenuto con Dele-Bashiru. Per vedere il 4-3-3, con Guendouzi e il croato ai lati di Cataldi, è stato necessario aspettare altre due gare, quelle contro Genoa e Torino, affrontate con un modulo diverso (4-2-3-1) per colpa delle numerose assenze nel reparto.


Si andrà avanti così anche a San Siro, si legge. Sarri affronterà l’Inter con gli stessi tre centrocampisti apprezzati contro Atalanta, Juventus, Pisa e Cagliari. Stanno dando un prezioso contributo senza rifiatare. L’intesa sta crescendo, la chimica a questo punto può solo migliorare. Nessuno, allenatore in primis, a inizio stagione poteva pensare a un terzetto titolare simile. Prima è stato una necessità, poi è diventato un pregio della Lazio.


Cataldi e Guendouzi, conclude il quotidiano, finora hanno sommato lo stesso minutaggio stagionale (700 e 710), sono quinto e quarto nella classifica complessiva biancoceleste (dietro a Provedel, Gila e Marusic). Il regista ne ha giocate 7 su 10 dall’inizio, è rimasto in panchina soltanto contro il Verona. Basic si è messo in scia dopo i numerosi forfait del derby, si è rivelato un “titolare” anche osservando la graduatoria dei più utilizzati: adesso è undicesimo (413 minuti come Cancellieri) a un passo da Castellanos (430’).

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Lazio, Dia titolare anche contro l’Inter: San Siro diventa un bivio

L’attaccante ancora dal 1′ ma dopo la sosta tornerà Castellanos.

Dia fatica. Cerca di giocare per la squadra, prova a seguire Sarri ma spesso le sue prestazioni non incidono. Come riporta il Corriere dello Sport, per l’attaccante sette partite di fila da titolare. Tre in duo con Taty, le ultime quattro da primo centravanti. Tiri totali: 3. Uno nel derby, uno col Genoa, uno con la Juve, zero contro Pisa e Cagliari. Quando ti prende una crisi così rimani senza niente. Senza gol e senza occasioni.

In una crisi così ci è finito Dia e gli effetti si vedono in campo, si leggono nei numeri. Sarri è andato in soccorso: «Ci ho parlato. Gli ho detto che quello che vedo in allenamento mi spinge a pensare che il gol arriverà. Viene criticato, ma sta facendo un lavoro difensivo straordinario, anche se ha le qualità per rendersi più pericoloso in avanti». Mau lo ha rincuorato in allenamento, lo ha difeso nella conferenza post-Cagliari: «Come si aiuta un centravanti in difficoltà? Nel modo in cui sto parlando di lui».


In dieci partite si sono contati 5 tiri, 4 nello specchio. Tra gli attaccanti che hanno giocato più di 5 partite da titolari solo Gudmundsson della Viola ha tirato meno (4 conclusioni). Dia da leone, conclude il quotidiano, è convinto che prima o poi si sbloccherà. Lo confermerà contro l’Inter, anche per mancanza di alternativa. Per il senegalese sarà un bivio San Siro perché Taty tornerà dopo la sosta, pronto per Lazio-Lecce.

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Lazio, pochi tiri ma efficaci: il dato dell’attacco biancoceleste

La squadra di Sarri è quattordicesima per tiri.

La Lazio è spietata, riporta Il Messaggero: ogni 11,7 tentativi, centra il bersaglio. E pensare come spesso prevalgano i rimpianti per le reti sbagliate, e altrettante vittorie sfumate, in queste prime dieci giornate di campionato. C’è un dato che testimonia l’esatto contrario. È vero che l’attacco è stitico e talvolta il grilletto s’inceppa, ma quando spara non lascia scampo quasi a nessuno. I biancocelesti sono quattordicesimi per tiri (153) in Serie A, ma sono anche al terzo posto (dietro Inter e Cremonese) nel rapporto con i gol realizzati (13) ovvero l’8,5%. La concretezza sta rimpiazzando lo spettacolo, in assenza di impulsi di qualità dal mercato bloccato.

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‘SVB – Maffei: “Annata sciagurata dal punto di vista della gestione, non c’è luce in fondo al tunnel. Sarri e squadra…” (AUDIO)

FABRIZIO MAFFEI in collegamento a ‘NMM’

“Una Lazio in emergenza continua, non solo per le note vicende di mercato ma anche per i risultati. Mi sembra una squadra che abbia imparato a soffrire, ha stravolto i tatticismi, ora gioca un calcio molto più facile: si difende e trova spazi. Questa è una squadra che si sa adattare ai momenti di gioco e che cerca di portare a casa il meglio possibile.

Col Cagliari non è stata una bella partita ma non credo ci siano più squadre che abbiano partite facili. Vediamo l’Inter, ieri costretta ad una condotta di gara difficile dall’avversario; quindi contro di noi non sarò una sfida facile. Vorrei sottolineare poi i pochi gol subiti, questo è un dato confortante.

La Lazio vive solo della passione dei tifosi, quasi 4mila persone saranno a San Siro per esempio: questo è un grande segnale. Ho letto dei nomi in uscita ma mi chiedo, ma ‘chi ce casca”, Dele-Bashiru o Noslin che quotazioni possono avere? Se a gennaio uno esce ed uno entra, parlando di valore economico, dovresti farne uscire tre per prenderne uno.

In questa annata sciagurata dal punto di vista della gestione, partendo dalla svista, dobbiamo tirare fuori il meglio di quello che abbiamo.

La consolazione adesso, la nostra forza, è che in infermeria ci sono giocatori non utili, ma indispensabili per noi. Questo in chiave ottimistica può essere visto come una sorta di mercato. Ci sono giocatori come Rovella che in questa Lazio giocano sempre, se non sono infortunati.

Se dovesse dipendere esclusivamente da Lotito, non credo ci siano spiragli per la vendita. Forse solo a livello famigliare ci può essere la convinzione che potrebbe fare un passo indietro, cioè solo la famiglia potrebbe convincerlo che è tempo di fare un passo indietro, se dipendesse da lui non credo lascerebbe.

Preoccupato dal ridimensionamento e dalla poco competitività? Il ridimensionamento preoccupa tutti, in qualunque settore della vita. Poi si dovrebbe sempre ripartire dopo i momenti di difficoltà, oggi però non possiamo dire che c’è la luce intorno al tunnel. Tecnico e squadra sono chiamati a fare un’impresa.

Domenica ce la giocheremo con grande attenzione, con un centrocampo più compatto. Contro una squadra di alto livello le motivazioni non mancano. Questa è una delle gare in cui puoi giocare a mente aperta perché non hai nulla da perdere; non voglio perdere imbarcate e voglio vedere che i giocatori diano tutto, lasciando il campo con la maglia sudata. Non sono queste le sfide che non si devono fallire, noi non dobbiamo ripetere quello fatto in casa del Sassuolo o pareggiare all’Olimpico con il Torino. Ho comunque la speranza di poter vedere una partita saggia e intelligente da parte dei biancocelesti”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Lazio, contro l’Inter il pressing è la parola d’ordine. Lotito? Non capisco come…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Devi andare a Milano e fare una partita seria, ‘educata’, cercando di mettere in campo al meglio le armi per costringere l’Inter a soffrire il tuo ritmo, l’attacco alla profondità. Çalhanoglu? Occorre ubicarsi nella sua zona per cercare lì un passaggio chiave e verticalizzare per le punte, gli esterni saranno determinanti. Poi loro sono anche bravi a difendere in area ma meno a difendere correndo dietro.

L’importante è rimanere sempre in partita, anche se prendi gol perché poi se sei ordinato, hai gamba, hai idee, un’occasione ti può capitare.La sensazione è che se prendi gol poi questa squadra non ha la consapevolezza di poter rifarlo, questo è da migliorare.

Pressing parola d’ordine. Non possono preparare la partita con un’unica soluzione. Io con l’Inter cercherei a sprazzi di farli calciare lungo, di non farli costruire da dietro.

Mercato di gennaio? Prenderei due terzini, priorità a quello mancino; Miranda mi piace. Prenderei Sohm e poi una punta centrale, meglio anche un esterno, mi piace Cambiaghi.

I rapporti tifosi-Lotito sono logori ormai. C’è da capire quando fare un passo indietro, è come una relazione tra moglie e marito. Io non comprendo come il presidente riesca ad andare oltre a quello che accade”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Mattei: “Lista cessioni Sarri? Acquisti non lungimiranti che ora hanno poco mercato” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La Lazio dovrà continuare come nelle ultime settimane: bene dietro e ripartenze. Stasera per l’Inter sarà una sorta di allenamento, si presenterà abbastanza tonica domenica. Per me è la squadra più forte del campionato però secondo me non ha giocatori che saltano l’avversario e infatti trova difficoltà con chi si difende bene e non lascia spazi, non a caso ci provano spesso col tiro da fuori. Con la squadra schierata l’Inter potrebbe trovare difficoltà. E lo abbiamo visto anche contro il Verona. Ovvio che se trovassero il gol all’inizio lo scenario cambierebbe.

In questo momento la Lazio rischia il secondo blocco del mercato. Noslin, Dele-Bashiru, Belahyane e Tavares, sono acquisti fatti dal ds un anno fa quindi nell’individuare i rinforzi non siamo stati molto lungimiranti. Ad ogni modo, pur stando sul mercato, riceverebbero offerte? Io contino a dire che non credo alle favole. I trombettieri suonano solo dopo una vittoria, nelle sconfitte scompaiono”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Cardone: “Pedro un gigante ma sta facendo fatica. Oggi controlli per Romagnoli, Cancellieri torna a dicembre” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Mi aspettavo di vedere Noslin centravanti almeno al sessantesimo del secondo tempo. Pedro sta facendo molta fatica perché è entrato nell’ordine di idee per cui per lui è l’ultimo anno e fa fatica sotto tutti i punti di vista. L’anno scorso all’inizio fece uguale e anche nei comportamenti e nell’intensità degli allenamenti si portava avanti questa idea. Baroni ha fatto qualcosa di particolare con Pedro, dandogli fiducia dicendo che sperava di vedere Pedro per altre 2 o 3 stagioni e quello gli ha fatto scattare qualcosa. Anche il modulo ad oggi influisce. Ci sono una serie di fattori e ad oggi è difficile, è come se si fosse un po’ spento. Pensavamo che utilizzandolo da trequartista potessimo vederlo da titolare. In qualsiasi posizione gioca dobbiamo usarlo part-time. L’anno scorso ha fatto 14 gol, un anno incredibile, è stato capocannoniere con Castellanos. Quel lavoro psicologico di Baroni su Pedro mi ha colpito molto, ti fa capire quanto è cambiato ad oggi il lavoro dell’allenatore. Sarri ha un ottimo rapporto con Pedro, quando aveva bisogno di una scossa a Pisa, ha messo subito lui. L’autocritica che ha fatto Pedro dopo la partita ti fa capire che gigante sia, ovvero che non è riuscito a fare al 100% quello che gli ha chiesto il mister.

Per la partita di domenica invece stiamo aspettando la risonanza di Romagnoli. Cancellieri torna a dicembre”.

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Lazio, Noslin e la doppia chance Mondiale: il motivo

L’attaccante laziale ha una doppia chance per giocare i Mondiali.

Poco minutaggio con la Lazio, ma comunque preso in considerazione dalla Nazionale. Come spiega il Corriere dello Sport infatti, Noslin ha comunque l’opportunità di partecipare alla
rassegna iridata della prossima estate in Canada, Stati Uniti e Messico.

La prima ipotesi, si legge, comporterebbe un exploit sensazionale con la Lazio (o in un’altra squadra in caso di cessione a gennaio) e la chiamata dell’Olanda (attualmente in testa al Gruppo G e con buone possibilità di accedere direttamente alla Coppa del Mondo nella prossima sosta). Uno scenario al momento utopistico, motivo per il
quale salgono le quotazioni del piano B, quello che porta direttamente in Suriname.

Come riportato dai media olandesi l’attaccante della Lazio è uno dei tanti giocatori “orange” con doppio passaporto che sono sotto la lente d’ingrandimento della federcalcio surinamese, vicina alla prima storica qualificazione ai Mondiali. Si tratterebbe di un incentivo più unico che raro, che la nazionale sudamericana vuole sfruttare.