Questa estate, ad Auronzo di Cadore, Tudor avrà in gruppo anche Matteo Cancellieri. Il suo obiettivo ora è dimostrare il suo valore, di essere cresciuto dopo l’anno ad Empoli.
I toscani non lo riscatteranno, non aggiungeranno altri 9 milioni a quanto già speso (un milione) per il prestito oneroso la scorsa estate. Così l’attaccante tornerà alla base. Con l’allenatore croato, Cancellieri, ha già avuto modo di lavorare a Verona, nella stagione 2021/22, la prima della sua carriera in Serie A. Un campionato iniziato con in panchina Eusebio Di Francesco, con il quale il giocatore era partito titolare in una delle 3 gare, che hanno portato all’esonero del tecnico, con conseguente arrivo di Tudor al suo posto. A partire da quel momento, per l’attaccante non c’è più stato spazio dall’inizio in Serie A, collezionando complessivamente 96 minuti ulteriori.
la Lazio ha investito su di lui 7 milioni più 1,5 di bonus. Il primo anno nella Capitale, però, non è andato benissimo, con Sarri che lo ha impiegato complessivamente 602 minuti, spalmati su 30 presenze stagionali. Per questo è stato deciso di darlo in prestito all’inizio della stagione appena conclusa, con la società toscana che ha scelto di dargli fiducia. Una scelta ripagata da buone prestazioni e un finale in crescendo, coronato da due ciliegine, il gol e l’assist contro la Roma, quella che è valsa la permanenza in Serie A.
Vedremo se con le sue caratteristiche e con una maturità diversa rispetto a quell’anno insieme a Verona, possa l’attaccante spingere l’allenatore croato a inserirlo nel suo progetto tecnico alla Lazio.
“La festa di ieri all’Olimpico per la Lazio del ’74 è stata davvero bellissima, i complimenti vanno agli artefici di questa giornata. Parliamo di una Lazio di giganti che resterà nel cuore anche dei figli e dei nipoti. Il coinvolgimento dell’epoca era incredibile e la festa di ieri ha rappresentato anche quei tifosi e quei giocatori che non ci sono più.
La vittoria con l’Empoli, poi, è stata un thriller. C’è andata bene anche grazie alle notevoli parate di Mandas. Poi, però, c’è stata la reazione contro una squadra che si sta giocando la vita. Nella seconda parte della gara il vantaggio è stato gestito abbastanza bene. L’Empoli stava meglio dal punto di vista, fisico, il merito è anche della squadra di Nicola. Dal punto di vista difensivo, la Lazio era un po’ con la testa tra le nuvole. C’è stato qualche errore di impostazione grave, penso a quella di Kamada che poi è stato tra i migliori in campo.
Giordano su Luis Alberto
La cosa che mi è più piaciuta è l’esclusione di Luis Alberto dalla partita. Deve essere un segnale per il presente e per il futuro. Chi farà parte della prossima Lazio deve capire che si dimostra di meritare il posto durante la settimana in allenamento. Questo è stato un bel segnale che deve essere recepito. Una volta ti posso perdonare, la seconda anche, poi però non si fanno sconti a nessuno. Anche perché nella Lazio non ci sono giocatori insostituibili, chi vuole la maglia da titolare deve meritarsela, deve correre. Non ci sono soltanto scelte tecniche e tattiche, ma anche quelle comportamentali. Se dimostri di essere con la testa lontano dal gruppo deve pagare. Anche con delle cessioni. Potranno essere anche importanti, ma noi dobbiamo fidarci del tecnico”, ha chiosato Giordano su Luis Alberto.
“La posizione di Zaccagni? Il ruolo del trequartista è il più complicato. Devi giocare spalle alla porta con un marcatore. Lui è abituato a giocare sulla linea laterale, vedeva più il campo. Ora serve adattamento, le qualità ce l’ha, ma serve tempo per abituarsi”.
GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!
“La certezza matematica in questo momento per la Lazio riguarda l’accesso alla Conference League, per l’Europa League basta avere la meglio su una Fiorentina che ha anche la testa sulla finale europea (servirebbero 4 punti nel caso in cui la Viola le vincesse tutte, ndr). E’ un finale di campionato con situazioni incredibili, basta vedere quanto accaduto ieri a Verona per mano del Torino che ora spera nella Conference. Rispetto alle speranze Champions, è evidente che la Lazio per scavalcare la Roma al sesto posto deve fare sei punti e sperare che l’Atalanta vinca l’Europa League non arrivando quarta, ma quinta. Molto complicato, ma intanto la trasferta di Milano è importante. L’incrocio è Inter-Lazio e Roma-Genoa, la squadra di Gilardino sta bene e vediamo cosa potrà accadere. Il calendario è incredibile, l’Atalanta è dentro a tutto ma giocherà il recupero con la Fiorentina a fine stagione, quando potrebbe già aver raggiunto l’obiettivo.
La vittoria di ieri sull’Empoli è stata sofferta, la sensazione che la squadra di Tudor abbia problemi di organizzazione di gioco nella fase di non possesso. La Lazio deve pensare di fare il proprio e mettere apposto alcune situazioni. Quando il migliore in campo è Mandas c’è una chiara indicazione. Quando il risultato è positivo è il momento in cui bisogna essere più critici per lavorare sui difetti. Da Monza qualcosa non funziona più, ieri non ho visto miglioramenti. Troppi spazi concessi all’Empoli che ha il problema enorme di buttarla dentro. Nonostante l’impegno, se ieri la Lazio avesse affrontato una squadra con maggiori potenzialità offensive, probabilmente ieri le cose sarebbero andate in modo diverso. Sedici punti in sette partite, sono uno score indiscutibile, il lavoro di Tudor va evidenziato a prescindere dai difetti”.
Ancora Vecino, sempre Vecino, per la sesta volta in questo campionato. Al termine del match è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel: “Una squadra difficile, complicata che si sta giocando la salvezza, faceva un caldo pazzesco ed era un po’ che non giocavamo in queste condizioni, l’importante è fare tre punti e non aver preso gol, anche se abbiamo sofferto un po’. Sicuramente l’ultima mezz’ora una partita così, si spacca la partita, ci sono più spazi, cerco di farmi trovare sempre pronto, a volte ci vengono facili le opportunità per segnare altre volte no, ma l’importante ora è vincere le partite. Il campo non mente mai, se siamo in questa posizione siamo quel che abbiamo dimostrato, potevamo far meglio prima, adesso siamo vicini, ma l’Atalanta deve recuperare una partita. Quando commetti errori è normale resti indietro”.
Matias Vecino è intervenuto anche ai microfoni di Dazn nel post partita di Lazio – Empoli: “Oggi era una bella festa per i nostri tifosi, gli volevamo regalare una vittoria. L’Empoli è una squadra tosta, siamo contenti di aver vinto anche soffrendo. Segnare gol che portano punti è importante, cerco di mettermi sempre a disposizione e di dare il mio contributo. Sono contento di aver segnato così tanto. Tudor ha una grande forza emotiva, mi ha caricato. lo ero concentrato soprattutto sulle palle inattive. L’Inter? Sarà bello tornare a San Siro, hanno fatto un camponato straordinario e hanno meritato di vincere lo Scudetto. Noi però dobbiamo fare la nostra partita per provare a entrare in Champions League, anche se sappiamo che sarà difficile. I ragazzi del ’74 erano molto emozionati ed è stato emozionante anche per noi. Si sono meritati tutti questi applausi”.
La Lazio vince 2-0 contro l’Empoli e continua nella sua striscia positiva di risultati. Tre punti fondamentali per i biancocelesti, che si portano momentaneamente a un solo punto da Atalanta e Roma, impegnate questa sera nello scontro diretto di Bergamo. Decisive, nella vittoria della squadra di Tudor, le reti di Patric e Vecino. Al termine del match, Christos Mandas è intervenuto ai microfoni del canale ufficiale della società.”Oggi era importante vincere per noi, sono molto felice per il successo e per la porta inviolata. La parata più difficile credo sia stata quella del primo tempo, ma ogni intervento è stato importante per la vittoria della squadra. Per me conta molto il lavoro quotidiano, oltre che avere un ambiente familiare all’interno dello spogliatoio”.
Antivigilia Lazio-Empoli, Igor Tudor in conferenza stampa presso il centro sportivo di Formello:
Che segnali ha ricevuto dalla squadra questa settimana? “Abbiamo lavorato bene, vogliamo finire la stagione con queste tre gare e farlo bene. Vogliamo chiudere questo percorso fatto in questi due mesi, la squadra ha lavorato bene, era seria e concentrata, consapevole dell’importanza della gara”.
Si celebrano i 50 anni dello scudetto del ’74, questa squadra può avere quello spirito? “C’è sempre ispirazione del passato, specialmente con squadre vincenti. Ci sono due scudetti nel passato, bisogna comunque sempre valorizzare quando c’è un successo nel ’74 ed è giusto ricordare”.
Hai un’opinione chiara su cosa fare in estate sul mercato? “Sono concentrato su cosa bisogna fare in queste ultime partite, poi ci sarà tempo per pensare al mercato. Non abbiamo fatto analisi su chi è adatto o chi non lo è, qua c’è solo focus sulle gare rimaste”.
Hai le type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee chiare su cosa fare in estate sul mercato? “Sono concentrato su cosa bisogna fare in queste ultime partite, poi ci sarà tempo per pensare al mercato. Non abbiamo fatto analisi su chi è adatto o chi non lo è, qua c’è solo focus sulle gare rimaste”.
È tornato sul pareggio di Monza con la squadra? “Abbiamo fatto un’analisi giusta come sempre, non è successo niente di più e niente di meno. Abbiamo lavorato su cosa non mi è piaciuto, nell’arco di queste gare che sono tante ci sta farne una più sottotono, d’altra parte avevamo tre punti e mancavano 2-3 minuti alla fine. Credo che siamo sulla strada giusta, c’è solo da finire bene a cominciare da domenica che è una partita importante”.
Si riparte da Immobile dopo il gol di Monza? “Quello lo dico prima ai giocatori, domani c’è la rifinitura e vedremo chi scegliere”.
C’è stato un confronto con Luis Alberto e Zaccagni? Le piacciono reazioni del genere ai cambi? “Non c’è niente, io guardo come voi tutti i giorni la televisione e ci sono sempre partite, il calcio lo vediamo tutti e c’è sempre qualcuno che reagisce male al cambio, bisogna stare dentro il limite del comportamento giusto, ma niente di esagerato”.
Cosa non le è piaciuto della sfida con il Monza? “Monza è il passato, non voglio parlare di Monza perché adesso dobbiamo pensare all’Empoli. Abbiamo lavorato sul lavoro con il blocco basso, sulla costruzione del gioco, su come marcare nei cross dentro l’area e l’attacco dello spazio. Su questo abbiamo lavorato in vista di domenica”.
La Lazio sta perdendo terreno con le squadre che fanno bene in Europa come Atalanta, Roma e Fiorentina? “Sono concentrato nella mia vita da allenatore e da uomo sempre sul presente, non faccio paragoni con le altre e fare programmazioni non mi appartiene, non penso che porti a niente. Devi crescere giorno per giorno, è una sfida con te stesso come calciatore e come uomo. Se si migliora allora si raggiunge l’obiettivo, se sei bravo nel tuo lavoro si va avanti, poi si vede dove ti porta quel lavoro. Meno guardi gli altri nella vita e meglio è, si vive meglio e puoi concentrarti più su te stesso”.
Sta riflettendo sui tanti punti persi da situazione di vantaggio? “Da quando sono arrivato io la Lazio era prima in classifica con Inter e Atalanta. L’Inter ha vinto lo scudetto e l’Atalanta è in finale di Europa League. Firmerei per avere questo rendimento per i prossimi dieci anni”.
Come si gestiscono Mandas e Provedel? “Vanno dette due cose, Mandas ha fatto molto bene ed è un giovane di prospettiva, è un ragazzo che ci ha dato in queste gare però Provedel è il nostro numero uno. Sta tornando da un infortunio importante, è in netta crescita. Per questa partita non è ancora pronto, però è a buon punto”.
Come stanno gli infortunati da Gila a Casale e Patric? “Oggi si sono allenati, Gila vediamo se può tornare domenica o comunque ci sarà sicuramente contro l’Inter”.
In questo club vede l’ambizione di migliorarsi? “Rispondo veloce, l’ambizione ci deve essere sempre, altrimenti come si fa in questo mestiere? Come ho detto prima, dobbiamo pensare a crescere singolarmente senza fissarsi degli obiettivi. Avere un obiettivo così senza crescere non serve a nulla”.
Bruno Giordano a Radiosei: “Credo che l’Atalanta farà male al Leverkusen in finale. La Dea è un esempio, una bellissima favola, un lustro per il calcio italiano. Tudor sul confronto con i giocatori? Ci può stare una partita in cui saltano i nervi, ma a lungo andare certi comportamenti vanno presi di petto. Vero che fanno parte del calcio, ma nella Lazio questi episodi si ripetono spesso”.
“Su domenica, fra le insidie c’è un po’ il clima di festa, che spero non coinvolga troppo la squadra e la fame dell’Empoli. Per loro è la partita della vita, il caldo può essere un fattore visto l’orario, ma la Lazio deve scendere in campo con la testa giusta. Mi aspetto alcune difficoltà, loro hanno incentivi forti. Nicola ha toccato subito le corde giuste. E’ una squadra viva, sicuramente migliore rispetto alla gestione precedente. Sono difficili da domani e hanno buoni interpreti. Immobile ha ritrovato lo slancio, Zaccagni vorrà dimostrare sul campo di aver superato l’episodio di Monza e il talento di Luis Alberto. La Lazio si è sempre aggrappata a loro, certamente dovrai fare una partita all’attacco”.
“Tchaouna? E’ bravo, bel mancino e struttura fisica. Seconda punta che svaria, giovane. All’interno di una squadra ci può stare. Dia invece non riempie i 16 metri ma arriva da dietro. Non lo vedo come trequartista nel nuovo sistema. Andrei a prendere Pinamonti come terza punta, anche per caratteristiche. Dia lo vedo simile a Castellanos per movimenti in campo, le caratteristiche sono quelle. Prenderei più il riferimento che riempie l’area di rigore”.
Lo stadio Olimpico si prepara a fare festa. Prima della sfida contro l’Empoli, comunque importante per la corsa all’Europa, i tifosi della Lazio ricorderanno il primo Scudetto vinto nel 1974. Sono passati 50 anni e nessuno vuole mancare. Motivo per cui i biglietti stanno andando a ruba. I dati parlano chiaro. L’ultimo aggiornamento parlava di 20 mila tagliandi già staccati. Che si sommano ai più di 31 mila abbonati per un totale di oltre 51 mila persone già sicure del posto. A disposizione, negli ultimi due giorni di vendita libera, rimangono comunque più di 10 mila seggiolini. A riportarlo è il Corriere dello Sport.
GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!
“Da quello che ho capito contro l’Empoli gioca di nuovo Mandas, mentre Provedel dovrebbe rientrare a San Siro contro l’Inter. E’ una situazione particolare, non se sia giusto definirlo caso, non credo che ci siano condizionamenti di mercato. Per il resto, vediamo come si regolerà Tudor sulle altre scelte. C’è anche la possibilità che torni Lazzari con l’arretramento di Marusic in difesa. le condizioni di Patric e Casale non sono delle migliori. Sarebbe un’occasione importante per Lazzari. So che Tudor lo stima, ma deve recuperare terreno.Zaccagni? Tudor gli ha chiesto un sacrificio in queste ultime tre gare da giocare da esterno, poi nella prossima stagione dovrebbe tornare a fare il trequartista.
La Lazio deve fare quattro punti per avere la meglio sul Napoli in chiave Europa League, c’è ovviamente il vantaggio dello scontro diretto. Poi c’è la Fiorentina che ha ancora a disposizione quattro gare. Vediamo come si comporterà la squadra di Italiano contro il Monza, contro la quale è previsto ampio turnover.
Non è una questione di credere o non credere alle offerte che Lotito ha rifiutato per Milinkovic, la realtà è che c’è stata sul mercato una strategia molto conservativa della Lazio negli scorsi anni. Hanno pensato di continuare a tenersi i pezzi migliori, rinnovando contratti invece di fare quello che per esempio ha fatto il Napoli, valorizzare e cedere bene per poi reinvestire”.