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Lazio, vietato mollare: quanti gol nel finale di gara

La Lazio non si arrende: ecco i numeri del finale di gara dei biancocelesti.

Salvi sporadici passi falsi, tenacia e feroce ostinazione a non capitolare hanno prevalso sulla forza dei plurimi (potenziali) alibi, trovando plateali conferme nei numeri. Dodici dei 33 gol stagionali della Lazio (più di un terzo) sono arrivati, riporta Il Messaggero, dal 79’ in poi (a marzo 2025 erano 16), portando in dote 11 punti dai finali, come nell’era Baroni. Senza, i biancocelesti sarebbero al 15° posto, in piena zona rossa.

Dal 2-1 di Pedro all’Empoli ai recenti rigori di Cataldi con Torino e Genoa, dal sigillo di Marusic a Lecce al 2-1 del montenegrino al Sassuolo, dal 2-2 di Dia al Napoli fino all’autogol di Nelsson propiziato a Verona da Lazzari: un anno dopo, la Lazio è ancora restia alla resa prima del triplice fischio, e spesso ringrazia i senatori.

Ad aggiungersi, conclude il quotidiano, sono i gol in extremis di coppa di Zaccagni (al Milan) e Dia (all’Atalanta). I 6 punti ottenuti dalle altrettante reti siglate nel recupero (come la Juve) sono secondi nel continente solo alle 7 di Liverpool, Brentford, Celta Vigo e Colonia e alle 8 di Arsenal e Lilla.

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STATISTICHE

Una Lazio che non molla: solo la Juve fa più gol dopo il 90’

La Lazio quest’anno ha dimostrato di crederci fino all’ultimo, letteralmente. Ben sei delle retirealizzate dai biancocelesti sono arrivate nei minuti di recupero, come quella di Adam Marusic che ha steso i neroverdi in Lazio-Sassuolo. Solo la Juventus tiene testa ai capitolini in questa speciale classifica, in Serie A.

I gol trovati dalla Lazio oltre il 90′, come ricorda il Corriere dello Sport, sono ben sei nelle 28 giornate di campionato giocate fin qui. Molti sono stati decisivi per il risultato finale della partita nella quale sono stati messi a verbale. Il 4 ottobre un rigore di Cataldi valse il 3-3 contro il Torino. Nel mese di novembre le marcature di Zaccagni e Noslin consolidarono risultati già acquisiti, senza rivelarsi decisive. 

A gennaio, nella partita del giorno 7, Pedro ha trovato il pareggio con la Fiorentina al 95′ mentre qualche settimana dopo, in data 30 gennaio, ancora Cataldi siglò il match winner nel 3-2 rifilato al Genoa. Poi c’è stata Lazio Sassuolo, nel monday night del 9 marzo, e Marusic ha segnato al 92′ per ridare ai suoi quei 3 punti che cominciavano a mancare da troppo tempo. In totale, i gol realizzati nei minuti di recupero hanno portato 8 punti alla causa dell’Aquila.

Il recupero, dunque, è una vera e propria Zona Lazio, nella quale gli avversari farebbero bene a mantenere alta l’attenzione, poiché i biancocelesti non mollano mai, fino al triplice fischio.

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‘SVB’ – Lazio-Sassuolo, Rambaudi: “Vittoria cercata, voluta e meritata. Migliore? Marusic per il gol, ma anche…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Partita in cui la Lazio all’inizio ha fatto molto bene. Nel complesso è difficile da commentare viste le problematiche che ci sono. L’atteggiamento e la voglia sono stati quelli giusti, poi si sono un po’ spenti e secondo me l’infortunio di Cataldi ha influito molto a livello mentale; è l’ennesimo, per non parlare di quello di Provedel in questo momento.

Si sono un po’ sciolti, spenti, dopo il pareggio. Dopo un buon inizio sono stati un po’ blandi ma la vittoria la Lazio l’ha cercata e voluta. Cambi fatti al momento giusto, che hanno dato quello che dovevano. Vittoria meritata e importantissima perché ti dà morale. Poi ci dobbiamo abituare al fatto che questa squadra si può accendere e spegnere in ogni momento.

Patric? Inizialmente il cambio l’ho letto come una bocciatura per Belahyane, ma capisco quello che dice Sarri sul ritmo. L’ha messo per chiudere le linee di passaggio e giocare semplice, ha fatto il suo.

La Lazio ha mostrato carattere e voglia di uscire da questa situazione. Bene Cancellieri, ma anche Isaksen nonostante il gol sbagliato.

Migliore e peggiore? Migliore direi Marusic per il gol, ma soprattutto perché si è trovato lì in quel momento, quindi per il messaggio propositivo che ha dato. Non mi è dispiaciuto neanche Dele-Bashiru, anche per il movimento senza palla. Il peggiore non me la sento di dirlo perchè in questo momento la difficoltà è enorme e tutti si stanno applicando, nonostante la stadio vuoto e la società. Nota per Motta, molto timoroso all’inizio, però poi bella parata che deve dargli fiducia”.

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Lazio, Isaksen cerca il gol in Coppa Italia: l’Atalanta è nel suo destino

Danese mai in gol in Coppa Italia: stasera cerca la prima gioia nella competizione.

Isaksen uno di quelli risparmiati a Torino e protagonisti oggi. Sarri l’ha fatto rifiatare in campionato per trovarlo pronto in Coppa Italia: Gustav non ha scuse, deve rispondere con una prestazione di livello in quella che è diventata la partita più importante della stagione (in attesa del ritorno a Bergamo). Come riporta il Corriere dello Sport, si riprenderà la maglia lasciata a Cancellieri nell’ultima giornata. Ci sono pochi dubbi sulla scelta per la fascia destra: il danese è in uno stato di forma migliore rispetto al compagno, a cui ha ritolto il posto da fine gennaio in poi.

Isaksen era stato scelto anche a San Valentino nell’antipasto di Serie A contro l’Atalanta. L’approccio era stato sprint, aveva costretto all’ammonizione immediata Ahanor, spingendo Palladino a togliere subito dal campo il giovane difensore per evitare il rischio di un secondo giallo. Era nell’aria. Isaksen è chiamato a una prova di spessore, magari ritrovando la via del gol o dell’assist. Nessuno può sfuggire alle responsabilità per il match odierno. È fermo, conclude il quotidiano, a 3 reti con un solo passaggio vincente in stagione (23 presenze), quello regalato a Taylor contro il Genoa. Numeri troppo bassi, non è riuscito a incidere con continuità e per questo è finito in bilico pure sul mercato. I prossimi mesi potrebbero essere decisivi per il suo futuro.

L’esterno finora non ha mai segnato in Coppa Italia (7 presenze), contro i bergamaschi ha realizzato un gol nei 7 precedenti, il primo era stato nel 2020 in Champions League quando era ancora un calciatore del Midtjylland. Il ricordo più bello appartiene al 6 aprile 2025, alla gara di ritorno dello scorso campionato: entrò all’intervallo e regalò la vittoria alla squadra di Baroni su assist in percussione di Dele-Bashiru. Ci sono le condizioni per potersi ripetere nella partita che può valere una stagione intera.

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Lazio, manca il vero 9 dai tempi di Klose e Immobile: biancocelesti a secco di gol in 13 partite su 26

Mal di gol in casa Lazio: i numeri dei biancocelesti.

Sarri ha provato tutti da 9, non ha trovato gol. Maldini ha sorpassato subito Ratkov, nessuno dei due acquisti è stato la mossa-scossa. A Dia e Noslin sono rimaste le briciole. L’olandese è l’unico che da 9 o da ala combina qualcosa. Fatto sta, sottolinea il Corriere dello Sport, che nessun centravanti, vero o falso, tra Maldini e Ratkov, ha tirato in porta a Cagliari. Gli unici tiri nello specchio sono stati di Provstgaard, Taylor e Cataldi.

Sarri, si legge, al dato sui clean sheet (12 su 26 partite) vede opporre il dato sui non-gol: in 13 partite su 26 la Lazio è rimasta a secco. «Facciamo poco davanti», è un disco rotto. Il mercato non ha prodotto la svolta, anzi ha fatto registrare numeri al ribasso. Da agosto a dicembre la Lazio aveva una media di 11,4 tiri e di 1,1 gol. Da gennaio a oggi la media tiri è scesa a 10,9, la media gol a 0,9. Sarri sperava di non accorgersi troppo della partenza di Castellanos e invece sì.

Dopo Klose e Ciro, per citare solo due degli ultrabomber più recenti, l’attacco della Lazio è diventato un frullatore di centravanti, veri o falsi. Per il futuro, conclude il quotidiano, serviranno scelte profonde. Maldini è in prestito con diritto di riscatto a 14 milioni, scatta con l’Europa League. Ratkov è stato pagato 13 milioni. Dia sarà riscattato a giugno per 11. Noslin pesa per circa 16 milioni. La società ha scommesso sul serbo, ma con Sarri non gioca.

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La Lazio gioca ma non segna, il limite è sempre lo stesso: nodo centravanti

La Lazio di Maurizio Sarri non è una squadra passiva. Il collettivo crea, arriva spesso al tiro, ma poi si ferma sempre nella stessa zona: quella della conclusione. È qui che si sta inceppando la macchina biancoceleste. Al di là delle difficoltà ambientali e delle emergenze affrontate lungo il percorso, che sono state numerose, il vero nodo resta lo stesso da inizio stagione: la fatica cronica nel trasformare le occasioni in gol

Il Corriere dello Sport riporta un’analisi interessante sull’anoressia da gol dei biancocelesti. I gol segnati in campionato, dalla squadra,sono 26. Soltanto 5 di questi, però, arrivano dai centravanti. Due li ha segnati Valentin Castellanos, oggi al West Ham, uno Boulaye Dia e due Tijjani Noslin. Nessun altro attaccante di ruolo è riuscito a incidere. 

L’ultimo gol di una punta risale al 13 dicembre, alla trasferta di Parma. Lo segnò Noslin. Da lì in poi, in attacco, si sono alternati Dia; lo stesso olandese; Daniel Maldini riadattato e il giovane Ratkov, arrivato a gennaio. Al variare degli interpreti, però, il risultato non è cambiato: poche conclusioni e zero reti. Il dato più preoccupante è proprio quello della percentuale realizzativa: la Lazio è 12ª in Serie A, con il 9,25%, frutto di 26 gol su 281 tiri complessivi; 97 dei quali nello specchio. La squadra tira tanto, ma concretizza poco. I centravanti faticano proprio a rendersi pericolosi. In diverse partite hanno chiuso con una o addirittura nessuna conclusione.

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Lazio, risveglio Isaksen: il gol dopo due mesi, nuovo sorpasso su Cancellieri

Il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna si sofferma sulla prestazione di Gustav Isaksen in Juventus-Lazio. Il danese ha ritrovato il gol e appare in crescita di giornata in giornata.

Come evidenziato dal quotidiano, l’appuntamento col gol per Gustav Isaksen mancava dallo scorso 7 dicembre quando firmò la rete del momentaneo vantaggio contro il Bologna all’Olimpico nella quattordicesima giornata. Non solo. Isaksen non segnava in trasferta dallo scorso 6 aprile contro l’Atalanta.

In stagione questo è il suo terzo centro in generale ed il primo lontano da Roma. Dalla gara col Genoa in poi le sue prestazioni sono in netto miglioramento e per questo ora per Sarri diventa difficile rinunciare al danese. Fin qui Isaksen si era alternato con Cancellieri ma ora potrebbe prendere il sopravvento e diventare titolare a tutti gli effetti.

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Lazio, continuano i problemi in attacco: senza gol in 11 gare su 22. Noslin potrebbe andare da Baroni

Se la difesa dà buone risposte, davanti si deve migliorare sicuramente: i numeri.

Il problema con il gol persiste. Da quando è andato via Ciro Immobile, sottolinea Il Messaggero, la società non ne ha trovato uno in grado di trovare la porta avversaria con regolarità. Quello che in poche parole ti permette di portare a casa punti anche immeritati ma pesantissimi con un pallone sporco che passa lì per caso dentro i sedici metri.

I numeri di questa stagione, si legge, timbrano come meglio non potrebbero questo fatto: undici gare su ventidue – quindi il 50% – senza segnare; prima Castellanos, poi Noslin, a seguire Dia e infine Ratkov (quello con meno colpe) che come bottino hanno cinque reti. Anche gli esterni non aiutano: Zaccagni e Cancellieri hanno esultato solamente tre volte (rimangono i migliori marcatori stagionali) e Isaksen due. Ora basta, eccezion fatta per Ratkov e il capitano, sono tutti sul mercato. In particolare, può uscire Noslin e raggiungere l’estimatore Baroni a Torino.

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Lazio, Taylor e Ratkov promossi con riserva. Resta comunque il problema dei gol

Sarri li ha schierati subito ma serve tempo per valutarli.

Un solo allenamento per Taylor, due per Ratkov: Sarri a Verona ha schierato titolare il primo e ha fatto subentrare a Noslin il secondo. «Tanta roba il fatto che si siano subito messi a disposizione» il
commento del tecnico. Il Comandante, riporta Il Messaggero, ha rimandato ogni giudizio nel dettaglio alle prossime settimane, dopo che avrà davvero avuto il modo di conoscerli. La prima impressione è stata positiva, soprattutto per il centrocampista olandese che si è calato immediatamente nel mondo biancoceleste. Prova da sufficienza piena e con caratteristiche diverse da quelle di Guendouzi: ma uno con la sua qualità difficilmente rimarrà fuori. Ha corso tanto (11 chilometri) e prima di mollare ha fatto vedere cose buone in prospettiva. Intanto gioca quasi sempre a due tocchi (scuola Ajax) e lo fa guardando in avanti, cosa che Sarri gradisce: personalità, per andare ad attaccare senza far girare troppo il pallone in orizzontale e permettere alle avversarie di posizionarsi. Il gol nasce appunto così, da un recupero in mezzo al campo, da una palla data con i tempi giusti e da un inserimento inaspettato. Delizioso.

Nove palloni toccati dei quali sette giusti: nei numeri, si legge, la prova di Ratkov (40’ in campo) si riassume così. Un attaccante da modellare con caratteristiche che per il momento «non si avvicinano neanche» alle richieste di Mau. Ma ormai è a Formello.

Ad ogni modo, conclude il quotidiano, se dietro non si concede nulla (come l’Arsenal 10 clean-sheet in stagione) il problema grosso di questa Lazio è davanti. Una serie di record negativi messi uno dietro l’altro: in 17 gare su 21 non sono arrivati gol degli attaccanti, mai così male nell’era Lotito; solamente 3 i punti regalati da chi di ruolo dovrebbe segnare (Noslin a Parma e Pedro con la Fiorentina); Cancellieri è il primo della squadra per xG (2,67 per 3 esultanze) ed è il 41esimo in campionato. Ha davanti gente che lotta per non retrocedere. Insomma, i nuovi devono portare linfa perché Taylor nelle gambe le reti ce le ha (2 in 15 presenze quest’anno, 15 in 52 nel 24-25) mentre Ratkov li deve trovare.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Isaksen: “Bene i nuovi, io spero di tornare al gol. Obiettivo? L’Europa” (AUDIO)

Gustav Isaksen a Lazio Style channel ha commentato il successo in trasferta contro il Verona:

“Partita importantissima per noi che arrivavamo da un momento difficile. Adesso non vediamo l’ora di giocare in casa contro il Como.

I nuovi? Hanno grandi potenzialità. Non è facile arrivare qui e giocare subito quindi ho molto rispetto per loro ma sono sicuro che ci daranno una grande mano, hanno qualità e sono bravi ragazzi.

Ho avuto grandi occasioni in queste ultime partite, spero di tornare al gol. Come mi sento? Sto bene, mi sento bene, vorrei giocare sempre ogni fine settimana per migliorare ancora. In questo momento voglio aiutare la squadra sempre di più.

Obiettivi? L’Europa, la Lazio è un club che deve stare in Europa”.