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STATISTICHE

Lazio, è Zaccagni dipendenza: i dati degli ultimi due anni confermano…

Lazio Zaccagni dipente. Lo consiglia la qualità del capitano biancoceleste, lo conferma la scelta di Sarri di schierarlo a Bergamo solo dopo due allenamenti in gruppo post-lesione muscolare, lo sottolineano i dati Opta:

“Nelle ultime due stagioni (dal 2024/25), la Lazio ha vinto tutte le 10 partite in cui Mattia Zaccagni ha segnato in Serie A; più in generale, i biancocelesti sono rimasti imbattuti in tutti gli ultimi 21 match di campionato in cui il classe ’95 ha trovato il gol (18V, 3N), l’ultima sconfitta con lui marcatore risale al 30 ottobre 2022 (vs Salernitana

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Dia vuole prendersi la rivincita: zero assist e solo un gol fino ad ora

L’attaccante senegalese vuole sfruttare l’assenza di Castellanos per prendersi la titolarità.

L’emergenza in casa Lazio si è spostata in attacco con Castellanos fuori per ancora diverse settimane e Dia reduce dai soliti problemi alla caviglia ma che si è allenato negli ultimi giorni per essere presente a Bergamo. Il senegalese vuole provare a convincere Sarri e strappare la titolarità, approfittando anche dell’assenza di Taty.

Come sottolinea il Corriere della Sera, ha una gran voglia di rivincita, dei gol che si è mangiato. Sono fantasmi che lo tormentano, gli tornano in mente cattivi come i rimorsi e i brutti ricordi. Cerca il tempo perduto, Dia. Quello vissuto in panchina, quello sprecato davanti alla porta. Scivolato a riserva di Castellanos, ora può rilanciarsi da titolare. Sarri lo tiene in caldo per Bergamo, ha due opzioni: una con Dia e Pedro nel 4-4- 1-1, una con Pedro falso nueve. Quest’ultima ipotesi prevede Dia in panchina, è stata provata ad inizio settimana perché il senegalese era acciaccato, era rimasto a riposo a causa di una distorsione subita alla solita caviglia dolorante. Sarri ne ha approfittato per fare esperimenti.


Dia, conclude il quotidiano, ha un supplemento di motivazioni: il
ruolo di vice, i gol mangiati, un lungo digiuno di assist e gol. Dal colpo al Verona in casa non ha più segnato e quest’anno non ha mai servito assist. Nel 2025 ha fatto peggio solo tra febbraio e aprile, sette partite senza assist e gol.

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Lazio, Romagnoli il leader della difesa: ora Sarri attende anche i suoi gol. A Bergamo può sfatare un tabù

Punto fermo della Lazio, ora il tecnico spera anche nelle sue reti.

Fondamentale per la Lazio, Romagnoli dà garanzie nel suo ruolo ma solitamente garantisce anche marcature importanti; è il centrale dominante della linea a quattro di Sarri, sottolinea il Corriere dello Sport, colui che tiene insieme il reparto e lo guida nei momenti in cui la squadra rischia di sfilacciarsi. Sono queste le qualità che dovrà mostrare a Bergamo, , un appuntamento reso ancora più interessante dal duello con Krstovic.

C’è anche, conclude il quotidiano, un dettaglio statistico che aggiunge un pizzico di motivazione in più: tra le tredici squadre affrontate almeno quindici volte in carriera da Romagnoli, l’Atalanta è una delle cinque a cui non ha mai segnato (insieme a Juventus, Torino, Lazio e Sampdoria). Un piccolo tabù personale che dura da anni e che, chissà, potrebbe anche essere sfatato. In questa stagione (iniziata in salita, con le due prime partite saltate per squalifica), il centrale biancoceleste non è ancora riuscito ad andare a segno. La scorsa stagione, però, è stata la più importante della sua carriera dal punto di vista della prolificità, con 5 reti complessive tra campionato (2) ed Europa League (3). In un momento in cui la Lazio è in grossa emergenza in attacco, la sua fisicità e la sua abilità nel gioco aereo potrebbero fare la differenza sui calci piazzati.

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STATISTICHE

Lazio verso Bergamo: svolta Cancellieri e Provedel vs Carnesecchi: l’attaccante ha già eguagliato lo score della scorsa stagione. E con la Dea…

Verso Atalanta-Lazio, dati Opta:

  • L’esterno d’attacco della Lazio Matteo Cancellieri ha già segnato tre gol in questo campionato in sole cinque presenze, gli stessi messi a referto con il Parma 24/25 in 27 presenze e a una sola rete di distanza dal suo record in un singolo torneo di Serie A (quattro gol segnati con l’Empoli 23/24 in 36 presenze). Uno dei suoi 11 gol totali nella massima competizione italiana è arrivato proprio contro l’Atalanta, il 23 novembre 2024 al Tardini di Parma.
  • Ivan Provedel (11.1 xGoT; sette reti incassate, autogol esclusi) e Marco Carnesecchi (7.8 xGoT; quattro gol subiti, escluse autoreti) sono i due portieri che hanno evitato di subire il maggior numero di reti rispetto alla qualità dei tiri in porta fronteggiati in questa Serie A: rispettivamente 4.1 e 3.8 – nei maggiori cinque campionati europei in corso, solo Hervé Koffi ha fatto meglio (5.4).
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RASSEGNA STAMPA

Lazio, scarseggiano i gol ma anche i tiri in porta: i numeri

Dopo le prime quattro giornate di campionato la squadra biancoceleste è al quart’ultimo posto per numero di tiri in porta.

Poche reti per la Lazio in questo avvio di stagione: solo 4 e tutte in un’unica partita, quella all’Olimpico col Verona; per il resto solo ko senza segnare (a Como, in casa del Sassuolo e nel derby).

Come riporta La Gazzetta dello Sport, la Lazio segna poco perché tira poco. E a confermarlo sono pure i numeri. Dopo le prime quattro giornate di campionato la squadra biancoceleste è al quart’ultimo posto per numero di tiri in porta. Ne ha totalizzati 12, come la Cremonese. Peggio hanno fatto soltanto Fiorentina (9), Lecce e Bologna (10). Il capolista Napoli (primo anche in questa classifica) ha tirato in porta 25 volte nelle prime quattro gare.

La Lazio, si legge, è quart’ultima in A pure nel rapporto tra reti fatte ed expected goals. Il saldo è negativo per i biancocelesti (meno 2,2). Peggio hanno fatto soltanto Verona, Torino e Parma. In pratica la Lazio tira poco e segna meno rispetto a quanto crea.

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Castroman: “Il mio gol al derby una magia. Ritorno alla Lazio? Magari un giorno. E su Stam, Sinisa e Couto…” (AUDIO)

MARTIN LUCAS CASTROMAN in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Tutti noi che abbiamo giocato in questa bellissima società ci auguriamo il meglio; con il rientro di Sarri speriamo che la squadra cominci piano piano a risalire, ce lo auguriamo per i tifosi e l’ambiente tutto.

Al primo derby non capivo molto il significato di questa partita, ero arrivato da poco. Giocarlo, far gol pareggiare al 95′ quando la Roma stava per vincere lo scudetto e fare il giro in campo è stato una magia. Dopo quella partita ho capito veramente cosa fosse il derby. La settimana prima i tifosi sfidano i romanisti, anche poi sugli spalti. Si sente proprio per strada, è un po’ come Boca-River qui in Argentina; una cosa simile, speciale.

Un ritorno da svincolato alla Lazio? (Ride, ndr). Ormai ho 45 anni, magari più avanti come allenatore o comunque a lavorare per questa società: mi piacere tantissimo. Da 12 anni sto lavorando con i bambini in una scuola calcio costruita nel mio paese, voglio aiutarli a prescindere da quale futuro sceglieranno.

La mia Lazio? Non posso scegliere, era fortissima. C’erano dei ragazzi giovani che poi sono diventati campioni, vedi Nesta. Oppure ‘adulti’ come Peruzzi, che era fortissimo. Gli argentini tutti: Veron, Crespo, il Chiolo, Lopez. E ancora Nedved, Stankovic, Mihajlovic che ricordo sempre. Dopo è arrivato Stam. Erano tutti forti, non riesco a dirne uno soltanto. Ci sono stati tanti veri campioni, persone squisite.

Il più cattivo tra Stam, Mihajlovic e Couto? Nando (ride, ndr), era abbastanza ‘cattivo’. Stam sembrava, aveva la faccia cattiva ma era un ‘dolce di latte, come diciamo in Argentina. Anche Nando era simpaticissimo, il primo scherzo me lo fece lui in ritiro. In campo volevano vincere sempre e fuori sono persone meravigliose”.

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Lazio, Guendouzi ora ha più libertà: Sarri per i gol punta anche sul centrocampo

Con Sarri aveva collezionato 3 reti, lo scorso anno solo una: il francese vuole migliorare le marcature.

Un centrocampo da sistemare e da far funzionare alla perfezione: Sarri studia i suoi, con la certezza che Guendouzi e Rovella saranno protagonisti ancora. Entrambi infatti domenica contro il Verona hanno fatto bene, dimostrando di essere pronti nuovamente alle richieste del tecnico toscano.

Il centrocampista francese non è un goleador (nella stagione più prolifica è arrivato a 5 gol in 43 partite), ma con Sarri ha sicuramente più libertà di quante ne avesse un anno fa con Baroni. Ed è questo, sottolinea il Corriere della Sera, il più grande paradosso della Lazio 2025-26. Se la squadra, infatti, rispetto alla scorsa stagione è più bloccata, ed è più attenta alla fase difensiva, Guendouzi è l’unico che è molto più libero. Con Baroni era infatti lui a dover garantire l’equilibrio tattico. Con Sarri è invece chiamato a inserirsi di più.

D’altronde, da quando è arrivato in A con l’Empoli, si legge, il Comandante ha sempre avuto un ottimo contributo dai centrocampisti che aveva in squadra: Saponara segnò 7 gol, nel 2015-16, a Napoli, Hamsik ne fece 6, Allan 3. Un anno dopo Hamsik arrivò addirittura a quota 12, con il suo compagno di reparto Zielinski che ne realizzò altri 5. Simile la storia con la Lazio: nel 2021-22 Milinkovic in campionato segnò 11 volte, Luis Alberto 5. Giocatori come Hamsik, Milinkovic e Saponara hanno vissuto con Sarri il miglior campionato della carriera.

Proprio questo l’obiettivo per Guendouzi. Il centrocampo deve garantire più gol e il francese ne può trarre beneficio anche in ottica nazionale (è stato escluso dalle ultime convocazioni). Contro il Como l’unico tiro in porta della partita è stato suo, conclude il quotidiano, col Verona ha sbloccato il risultato. Ha già pareggiato le reti di tutta la scorsa stagione (quando, Coppe comprese, giocò 48 volte), nel 2023-24, sempre con Sarri, aveva chiuso a quota 3.

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Lazio, Dia non si arrende: messaggio a Sarri

L’attaccante della Lazio ha timbrato nell’elenco dei marcatori domenica sera contro il Verona. L’ex Salernitana ha risposto presente entrando a gara in corsa. Come sottolineato dal Corriere dello Sport, questa mattina in edicola, Dia sta cercando di ritagliarsi il suo spazio da titolare: con Baroni il senegalese era imprescindibile mentre con Sarri parte dalla panchina. Dia non si arrende e il gol messo a segno domenica sera all’Olimpico è un segnale importante nei confronti del tecnico toscano che attualmente lo vede come risorsa a partita in corso e non dal primo minuto nell’undici titolare.

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Lazio, riscatto Guendouzi: corsa, personalità e gol per riprendersi la Francia

Matteo Guendouzi ha scelto il modo migliore per lanciare un messaggio forte e chiaro: un gol pesante, una prestazione solida e la sensazione di essere tornato centrale nel progetto Lazio. Dopo un avvio di stagione altalenante, il centrocampista francese ha brillato nel match contro il Verona.

Un lampo decisivo, il primo in campionato, arrivato nel momento in cui serviva maggiormente. La Lazio, che punta al rilancio, si affida sempre più all’intensità e alla qualità in mezzo al campo di Guendouzi. E se Sarri non ha mai avuto dubbi su di lui, anche la Francia torna a osservarlo con attenzione. Guendouzi vuole riconquistare la maglia dei Bleus, scrive La Gazzetta dello Sport. Le sue recenti prestazioni in Serie A potrebbero spingere Deschamps a rivedere le sue scelte, soprattutto in vista dei prossimi impegni internazionali. Fondamentale in tutto questo è stato il lavoro di Maurizio Sarri. Il tecnico toscano ha creduto in lui anche nei momenti difficili, lo ha sostenuto e rilanciato. Il feeling tra i due è forte, e Guendouzi risponde sul campo. In assenza di Luis Alberto, è lui che sta prendendo in mano il centrocampo biancoceleste, mostrando personalità e concretezza.

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DICHIARAZIONI

Lazio, la notte del Taty: “Nessuno ci considera, ma siamo forti. Assist con rabona? Anche in allenamento” (AUDIO)

Al termine della partita il Taty Castellanos ha parlato ai microfoni di Dazn dopo la vittoria della Lazio contro il Verona che lo ha visto protagonista con rete e assist.

“Sono molto felice per la prestazione. Abbiamo lavorato tanto in settimana. Dobbiamo continuare così e non fermarci adesso. Assist? Lo faccio anche in allenamento (ride, ndr) sono felice non solo per me ma anche per i miei compagni? Assist più bello del campionato? Non lo so è ancora presto. Classifica? Stimolo tanto anche perché nessuno ci considera ma noi siamo forti e dobbiamo puntare all’Europa il prossimo anno”.