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SERIE A

Udinese-Lazio, probabili formazioni

Udinese-Lazio (domenica 21 maggio alle ore 20.45 in diretta su Dazn) è una gara valevole per la 36esima e terzultima giornata di campionato in Serie A.  Oltre allo squalificato Becao, Sottil non può contare sugli infortunati Deulofeu, Ebosse, Ehizibue, Pafundi e Success. Dall’altra parte Cataldi è l’unico indisponibile per Sarri. 

PROBABILI FORMAZIONI 

UDINESE (3-5-1-1): Silvestri; Perez, Bijol, Masina; Ebosele, Lovric, Walace, Samardzic, Udogie; Pereyra; Nestorovski. 

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Casale, Romagnoli, Hysaj; Milinkovic-Savic, Marcos Antonio, Luis Alberto; Felipe Anderson, Immobile, Zaccagni. 

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Calori: “Per tre competizioni serve abitudine, organico e Sarri. Primavera? Il talento c’è…” (AUDIO)

Alessandro Calori, ex calciatore del Perugia che decise – con il suo gol alla Juventus – il campionato 1999/2000 in collegamento a Radiosei

Mister, ci racconti la sua esperienza nella Primavera biancoceleste

“Ho fatto un percorso da allenatore, quella alla Lazio è stata la prima in un settore giovanile. In genere si fa il percorso inverso, ma è stata una bella esperienza. Ci sono molti ragazzi di talento, sono contento che la squadra sia tornata in primavera 1. Abbiamo fatto un percorso di crescita, creato una base per poter tentare di fare il grande salto fra i professionisti. Bertini, Ruggeri Crespi… sono ragazzi che devono misurarsi con realtà importanti. Non è facile proiettarsi subito nella realtà della Lazio, ma iniziare dalle serie minori può dare loro la possibilità di migliorarsi”.

Sarri, un modello?

“Ha fatto un percorso da allenatore chiaro. E’ partito dal basso, è un insegnante di calcio a tutti gli effetti. Ha una metodologia sua, utilizza i giocatori quando li ritiene pronti. Certamente chiama spesso i giovani in prima squadra, per allenarsi con i grandi e acquisire conoscenze. Non bisogna illudere i ragazzi, ma farli crescere con pazienza. Poi certo, al netto dei passaggi obbligati, il merito viene sempre ricompensato”.

Il rendimento della Lazio

“La Lazio sta facendo un campionato da primi posti. Attraverso il gioco arrivano i risultati, questo il credo di Sarri. A tre dalla fine ha buone probabilità di raggiungere l’obiettivo. Per giocare tre competizioni al meglio serve abitudine e soprattutto un organico di 22 giocatori. Ci sono anche altre componenti e dei momenti favorevoli. A volte per costruire un ciclo importante c’è bisogno di anni di lavoro. Aggiungere pezzi importanti ogni estate e migliorare la rosa, questo è il margine di miglioramento. C’è bisogno di Immobile al meglio, la conferma della crescita di giocatori come Luis Alberto e Milinkovic e penso anche a Zaccagni. Felipe ha trovato continuità. Per vincere si devono incastrare tanti fattori, pensate al Napoli questa stagione. Le pressioni? Sarri vuole alzare l’asticella per poter fare uno step in più. Ci stanno provocazioni e stimoli per non accontentarsi di ciò che si ha, ma puntare in alto”.

Dario Cadeddu

19/05/2023

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Un pareggio a Udine? Teoricamente sarebbe buono, ma poi c’è il ‘braccino’…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

Pareggio a Udine? “Loro sono una buona squadra, è chiaro che ci saranno delle difficoltà, ma la buona notizia riguarda il rientro di Vecino che chiaramente non potrà essere al massimo nel corso dei novanta minuti. Le difficoltà sono lì a centrocampo, la mediana di Sottil ha qualità, forza e fisicità, fanno molta densità. La Lazio deve cercare di tenere botta in quella zona, se lo fa per il resto non c’è storia. Bisogna tornare ad avere quella tenuta difensiva che ultimamente la squadra ha perso. Dei friulani mi piace molto Samardžić, non a caso c’è già il Napoli su di lui.

Pareggio a Udine?

Se diciamo che mancano tre punti per la Champions, considerando la probabile penalizzazione della Juventus, è chiaro che potrebbe bastare anche un pareggio ad Udine. Ma è un discorso teorico, c’è sempre il Milan che vincendo contro la Samp andrebbe a crearti pressione per il match successivo con la Cremonese. La Lazio deve davvero ragionare gara dopo gara, nulla è scontato. Noi facciamo tante tabelle, ma dobbiamo capire che domenica sera la Lazio scenderà in campo con la squadra di Pioli ad un punto. Si, certo, bastano tre punti per la Champions, ma poi c’è il campo, c’è la psicologia, la pressione da gestire. La Lazio ha chiaramente il ‘braccino’, è inutile che continuiamo a dire che basta poco e che c’è superiorità sulla carta nei confronti delle avversarie. L’aspetto psicologico è fondamentale. Penalizzazione Juventus? Credo che minimo avrà nove punti di penalizzazione. Non mi addentrerei troppo sulla questione della pena afflittiva, su quella non ho certezze”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Piscedda: “Lazio sei al bivio. Vai ad Udine con la consapevolezza della gara decisiva…” (AUDIO)

MASSIMO PISCEDDA in collegamento a ‘QUELLI CHE…’! “Gara decisiva”

“La gara con l’Udinese non sarà ovviamente facile. La Lazio deve entrare in campo con la mentalità della gara decisiva in chiave Champions. La squadra di Sottil è una buona squadra, ma con il giusto approccio mentale si può fare. In quel caso non vedo grandi difficoltà, onestamente. Mi fido molto del rientro di Vecino, anche se non sarà al cento per cento ha l’esperienza per gestirsi in corso d’opera. Dell’Udinese mi piace molto il loro modo di difendere che gli permette anche di essere poi insidiosa in avanti. Partono con una difesa a cinque, ma in fase di non possesso c’è uno scivolamento che gli permette di restare con quattro difensori. Questo gli consente, poi, una volta recuperato il pallone di trovare i riferimenti per essere pericolosi in contropiede. La Lazio deve essere brava ad essere veloce nel verticalizzare, il rischio di un giro palla lento è quello di dare tempo e modo alla squadra avversaria di ricomporsi in fase difensiva.

Se facciamo un calcolo sui punti, bisogna anche considerare che poi la Cremonese verrà all’Olimpico probabilmente già retrocessa. Se la Lazio non crede di battere queste squadre, malgrado la pressione, è inutile che ne parliamo. Non voglio pensare a quanti punti toglieranno alla Juventus, ma solo a vincere e chiudere il discorso. La Lazio è al bivio, troppe consolazioni ai calciatori non servono. Un po’ di timore serve, dipende da loro. Intanto si pensi a vincere questa gara decisiva”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, aspettando la Champions: il casting per la punta

Casting attacco, aspettando la Champions… Sarri frigge per parlare di mercato, Lotito rinvia ogni discorso a traguardo tagliato perché un conto è andarci e un conto è non andarci, è una scusa per prendere tempo. In mezzo a tutto sta il dilemma Tare: rinnova o non rinnova, resta o non resta? In tanti si sentono padroni del mercato della Lazio, ma è ancora un mercato di idee, di supposizioni più che di proiezioni. Lotito, questo sì, sa che deve investire le risorse maggiori della Champions per sostituire Milinkovic e regalare a Sarri un vice Ciro. Per il nuovo Sergej stanzierà 20 milioni, per l’attaccante 15-20 milioni. La Champions porterà una cinquantina di milioni, è una cifra che può lievitare con la cessione di Milinkovic, oscilla tra i 40 milioni chiesti da Lotito e i 20-30 che rischia di offrire il mercato.

Lazio, chi sono i nomi per l’attacco
Casting italiano. La rosa dei nomi per il vice Immobile s’è ristretta a tre candidature, ma ne possono spuntare sempre delle altre. La prima è datata gennaio, porta a Mateo Retegui, l’uomo nuovo dell’Italia di Mancini. L’Inter è in pole da tempo, non ha ancora chiuso. Di Retegui a Formello s’era iniziato a parlare prima della convocazione in azzurro, ha fatto schizzare il prezzo. Oggi per Retegui servono almeno 15 milioni, quando era ancora sconosciuto ai più valeva meno della metà. Il Tigre ha in pugno il riscatto, punta a venderlo nella prossima finestra di mercato. Sarri non impazzisce per lui, ma non l’ha neppure bocciato. E’ una soluzione presa in considerazione, può decollare a precise condizioni: l’Inter deve sfilarsi, Sarri deve dare l’assenso finale e bisogna sciogliere il dubbio sulla convivenza con Immobile, sarebbero compagni nella Lazio e concorrenti in Nazionale. Sarri spinge per soluzioni italiane, a Retegui si aggiunge Andrea Pinamonti, 23 anni, riscattato dal Sassuolo per venti milioni, non è più di proprietà dell’Inter. Non ha vissuto una stagione felicissima in neroverde (29 presenze in A, 22 da titolare, 5 gol). Era esploso a Empoli nel 2021-22 segnando 13 gol in 36 presenze. E si sa che i giocatori che spiccano il volo dal Castellani attirano l’interesse di Mau. Pinamonti è gestito dal team Raiola, scuderia che cura gli interessi di Romagnoli e Pellegrini, il canale è aperto. Per prenderlo servono almeno 20 milioni, è la cifra che il Sassuolo ha speso di recente.

Casting all’estero per l’attacco della Lazio
Ci sono anche piste estere. L’ultima è spuntata dall’Olanda, porta a Rotterdam, a Santiago Gimenez, centravanti messicano di 22 anni, ha sfidato la Lazio in Europa League (tre gol in due partite tra andata e ritorno). Uno dei nomi che potrebbe fare Sarri è Rafa Silva del Benfica, lo segue da tempo. E’ in scadenza nel 2024, i portoghesi chiedono comunque 20 milioni. Il mercato offre Mariano Diaz, si svincola dal Real Madrid. Ha un ingaggio da oltre 5 milioni, vuole giocare in Italia, sa che deve dimezzarsi lo stipendio. E’ gestito dagli stessi manager di Luis Alberto. Nelle idee di Sarri in attacco serve anche un esterno. Felipe Anderson e Zaccagni sono intoccabili, spera nel rinnovo di Pedro. Ha già salutato Luka Romero, ha lasciato Formello per rispondere alla convocazione dell’Argentina under 20 e si svincolerà a luglio. E Cancellieri andrà ceduto in prestito per crescere. Il sogno di Sarri resta Berardi del Sassuolo, per lui potrebbe essere intavolata un’operazione con Cancellieri contropartita. La richiesta per Berardi mesi fa era di 40 milioni, si potrebbe ottenere uno sconto di dieci milioni, ne andrebbero versati almeno 25 cash. Venti milioni per il nuovo Milinkovic, 15-20 per il nuovo Ciro e un’altra ventina per un’ala. Le richieste di Sarri e i conti vanno regolati. Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Lotito si muove per un nuovo DS: tentativo per Giuntoli, alternative Foggia e Accardi

Eppur si muove, Lotito si sta muovendo. Per lo meno finalmente inizia davvero a guardarsi intorno e ad alzare il telefono. E partita ieri la caccia a un eventuale nuovo DS per la Lazio. Guarda caso, subito dopo il confronto fra il pa-tron e Sarri, martedi a pranzo a Formello, Ufficialmente Maurizio non ha mai posto un aut aut fra lui e Tare, ma ha fatto più volte intendere al presidente che il rapporto col diesse è ormai compromesso e deteriorato in modo definitivo. Al di la delle divergenze caratteriali, il tecnico è convinto che leli non capisca proprio il suo calcio e quindi non riesca a sostenerlo e ad assecondarlo sul mercato, Lo ave va già intuito l’anno scorso, per questo aveva suggerito invano a Lotito il nome di Giuntoli per far decollare il suo progetto. Forse ora, strabiliato dall’epopea sotto il Vesuvio (com un monte ingaggi ridotto come quello della Lazio), il presidente ci sta ripensando, sia pure in ritardo: ieri si è fatto dare i numeri di Cristiano e del suo brac cio destro Pompilio. In realtà entrambi sono già d’accordo con la Juve, ma De Laurentiis non ha intenzione di liberarli. Giuntoli gli ha detto di non avere più motivazioni per restare il azzurro, ma Aurelio non ha intenzione di lasciarlo andare dall’acerrimo nemico bianconero. Chissà se invece per la Lazio farebbe uno sgarro. È difficile, al momento, sarebbe un colpo di teatro, Lotito non ha mai preso un ds più legato all’allenatore che a lui stesso. Fra i candidati rimbomba l’emergente Aronica dell’Empoli da diverso tempo. Il ritorno da dirigente dell’ex Foggia sarebbe invece un’operazione alla Tare, magari con Fabiani DG a supervisionarlo. Fabiani lavora nell’ombra, ha feeling con Sarri, ha vinto ovunque ed è uomo di fiducia assoluto del pa-tron. Di certo i movimenti di Lotito spingono Tare sempre più verso l’uscio e la scadenza di giugno. Tare ora accetterebbe anche un contratto in ritardo o al ribasso rispetto agli 1,2 milioni percepiti (a Napoli Giuntoli ne guadagna uno) pur di restare alla Lazio. Lotito ora sembra dirigersi sempre più verso Sarri. Non a caso, ha già fissato ufficiosamente con il suo staff il ritiro di Auronzo dall’11 al 28 luglio.Il Messaggero

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Sarri il trasformista: Lazzari, Luis, Felipe, ecco tutte le metamorfosi…

La Lazio del comandante si riconosce dal calcio innovativo. E’ ormai evidente che Maurizio Sarri ha portato a Formello una ventata di cambiamento. Ma i vantaggi di avere un allenatore come Mau non si fermano qui. Con lui in panchina emerge in questi due anni il grande lavoro di trasformazione ed evoluzione operato su alcuni elementi della rosa. Ruoli che cambiano, qualità che emergono. Come riporta Il Corriere dello Sport, in alcuni la maturazione e la capacità di diventare versatili è evidente, a partire da Luis Alberto, diventato un regista d’emergenza della difesa a 4, Lazzari terzino e Patric un buonissimo centrale del reparto arretrato. Mentre Cataldi è cresciuto enormemente agli ordini del Comandante, altri si sono rivelati jolly preziosi in situazioni di emergenza, uno su tutti Felipe Anderson, un falso 9 reinventato, un vice Immobile che mette le toppe in modo esemplare quando bomber Ciro non c’è. Poi Zaccagni, specializzato ormai come esterno d’attacco, è la macchina da gol che la Lazio sperava. Dunque Sarri è la marcia in più, è il potenziale valore aggiunto nel club, in grado di trasformare in oro ciò che tocca.

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‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Penalizzazione Juve deve essere afflittiva. Situazione complicata per nuova classifica…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI (RAISPORT) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“La decisione legata alla Juventus e della possibile penalizzazione si sta complicando. La squadra di Allegri sta vincendo molto, la pena deve essere afflittiva e se ora andiamo a vedere la classifica i famosi nove punti di penalizzazione che in molti ipotizzano non estrometterebbero i bianconeri dalla corsa Champions. Se la Juventus vincesse tutte e tre le ultime partite, per essere chiari, con quella penalità chiuderebbero comunque la stagione con più punti di Roma e Milan. Discorso diverso è quello che riguarda la Lazio che è comunque padrona del proprio destino dal punto di vista della matematica.

Pena deve essere afflittiva

La Juventus dopo la decisione di lunedì 22 maggio da parte della Corte Federale d’Appello potrà comunque ricorrere al Coni, ma certamente non può pensare di cavarsela con meno di quei nove punti. Il problema, ripeto, è che la pena dovrà essere afflittiva e questa classifica complica le cose. Poi, certo, c’è sempre la posizione della UEFA che potrebbe estromettere il club dalla coppe europee. Lunedì sera ne sapremo di più anche in virtù dei risultati di tutte le squadre coinvolte nella lotta Champions. La Lazio deve solo pensare a fare i cinque punti utili per essere almeno quarta. Se non dovesse riuscirci con Udinese, Cremone ed Empoli sarebbe grave”.

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Lazio, colpo di mercato da 20 milioni: pronto l’erede di Milinkovic-Savic

Gedson Fernandes. Loftus-Cheek. Piotr Zielinski. Tutti sogni tra i 20 e i 30 milioni. Lotito, con la Champions, prepara un colpo da almeno 20 milioni per sostituire Milinkovic. E’ il prezzo che dovrà pagare per centrare un vero rinforzo a centrocampo, sempre che bastino. Sarri considera Loftus-Cheek del Chelsea e Zielinski del Napoli i centrocampisti ideali per rinforzare la Lazio. Dalla Turchia è rimbalzata la candidatura del portoghese del Besiktas, già associato ai biancocelesti a fine marzo. Il direttore sportivo dei turchi, Ceyhun Kazanci, è stato chiaro: «Siamo soddisfatti del rendimento di Gedson, per lui non c’è ancora un’offerta ufficiale, tuttavia se ne arrivasse una da almeno 20 milioni potremmo prendere in considerazione l’idea di lasciarlo partire».  

Lazio, i costi di Gedson Fernandes e Loftus-Cheek

Servono 20 milioni per Gedson Fernandes perché il Besiktas deve riconoscere il 50 per cento della futura vendita al Benfica, ex società del centrocampista. Sarri vuole una mezzala box to box, punta su profili italiani per il prossimo mercato, ma in alcuni ruoli dovrà riferirsi al mercato estero. A meno che non convinca Lotito a lanciare l’assalto a Frattesi del Sassuolo, la cui valutazione supera i 30 milioni. Fernandes è la novità degli ultimi tempi, le candidature di Loftus-Cheek e Zielinski sono di vecchia data. Sarri aveva pensato alla mezzala del Chelsea già nell’estate 2021, oggi è in scadenza nel 2024 e la valutazione non può superare i 20 milioni. Zielinski e Sarri sono rimasti legati, si sono salutati dopo Napoli-Lazio, è stato il polacco a far visita allo spogliatoio dei biancocelesti. Anche lui è in scadenza nel 2024. Sembrava vicino alla partenza nei mesi scorsi, molti scenari sono cambiati. Senza rinnovo, sempre che decida di lasciare il Napoli scudettato, può diventare una grande occasione di mercato. Lotito non deve solo stanziare i soldi per acquistare il nuovo Milinkovic, deve anche prevedere un ingaggio da 3 milioni di euro o poco più. A centrocampo il tecnico chiede due mezzali. Un nuovo Sergej e un giovane su cui puntare. Il prescelto è Fazzini dell’Empoli, 20 anni, uno dei nuovi gioielli di Corsi. Sarri non smette mai di guardare la vetrina del suo vecchio club. Corriere dello Sport

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Luis-Sarri, è magia: ora lo spagnolo tratta il rinnovo

Secondo quanto riportato dal Messaggero, adesso il rapporto tra Luis Alberto e Sarri è talmente idilliaco che il tecnico ha chiesto allo spagnolo di rimanere un altro anno alla Lazio. Il contratto di Luis Alberto scade nel 2025, ma da anni ormai sembrava certo il suo ritorno in patria. Inoltre il suo futuro è in qualche modo legato a quello di Milinkovic: fra due/tre settimane ci sarà un incontro con Lotito per un altro rinnovo e lo spagnolo, in caso di partenza del serbo, vorrebbe ereditare il suo stipendio (oltre 3.5 milioni di euro). Luis Alberto ha dimostrato in questa seconda parte di campionato di essere il trascinatore della Lazio, l’uomo in più per la Champions. In questo momento è diffidato, come Milinkovic, e dovrà stare attento a non prendere un cartellino giallo per non saltare una delle ultime due partite per lo sprint finale.