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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri-Tare dagli scontri al mercato: ora il tecnico si affida ai suoi acquisti e ripensa a Ilic

Soprattutto negli ultimi tempi i rapporti tra i due non sono stati idilliaci, ma ora Sarri si affida agli acquisti di Tare.

Lazio-Milan è anche un ritorno al passato per Igli tare, ora ds dei rossoneri. Tanti anni a Formello per lui, che ha lavorato anche con Sarri. Tra i due i rapporti negli ultimi tempi non erano proprio idilliaci ma ad oggi il tecnico ha preferito i suoi acquisti a quelli più recenti. Come evidenzia Il Messaggero, al suo ritorno alla Lazio, Sarri si è dovuto affidare soprattutto ai “vecchi” acquisti di Tare, bocciando invece gli ultimi arrivi Tavares, Belahyane, Dele-Bashiru e Noslin. Eran volati stracci a Formello, si legge, prima dell’addio di Igli, per mancati rinforzi e visioni differenti, ma oggi Gila e Romagnoli sono insostituibili, Basic è il migliore dei mediani e Sarri non vedeva l’ora di riabbracciare un maturato Cancellieri.

Inoltre, conclude il quotidiano, la Lazio lavora sempre allo scambio Noslin-Ilic, il serbo che Sarri aveva già chiesto nel 2022 a Tare (che gli portò invece da Verona solo Cancellieri) e per cui nacque un altro litigio. Adesso la distanza con Fabiani è sulla cessione di Dele Bashiru e, soprattutto, sullo sbarco del 34enne Insigne, che ha però un accordo di massima con Lotito.

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ARBITRI

Lazio-arbitri, il comunicato del club sulle dichiarazioni di Sarri dopo Inter-Lazio

Il club biancoceleste ha diramato un comunicato dopo il commento post gara di mister Sarri a proposito dell’arbitraggio di San Siro:

“La S.S. Lazio, in riferimento alle dichiarazioni rese dal tecnico Maurizio Sarri al termine della gara di campionato, precisa che – come lo stesso allenatore ha successivamente chiarito – il lavoro dell’arbitro non ha in alcun modo influenzato l’andamento della partita né il risultato finale.

Le considerazioni espresse a caldo vanno lette nel contesto immediatamente successivo alla gara, dopo momenti di comprensibile tensione sportiva.

In un periodo di grande cambio generazionale all’interno della classe arbitrale, è fondamentale che questo processo venga accompagnato e sostenuto con equilibrio, valorizzando la formazione e la crescita dei giovani arbitri.

Nella mattinata di oggi, il confronto organizzato da FIGC e Lega Serie A rappresenterà l’occasione più opportuna per esaminare con serenità quanto stiamo vivendo, in un momento di confronto e riflessione che coinvolge tutto il movimento calcistico, con l’obiettivo comune di far crescere ulteriormente il livello del nostro calcio e di tutte le sue componenti”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, le frizioni con Tudor e la stagione a Firenze: Cataldi si prepara a sfidare l’ex tecnico

Dopo un anno con la Fiorentina ora Danilo ha di nuovo il suo posto.

Il mancato riscatto da parte della Fiorentina, il blocco del mercato ed il ritorno di Sarri, hanno portato Danilo Cataldi a riprendersi un posto da protagonista nella Lazio. Complice anche lo stop di Rovella, il centrocampista in queste settimane è tra gli inamovibili di Sarri.

Pur avendo iniziato a giocare di meno con l’esplosione di Nicolò
(salvo nei big match), il 12 marzo 2024 Danilo, riporta Il Messaggero, era stato uno dei primi a catapultarsi a casa del Comandante per provare a farne rientrare le dimissioni dalla Lazio. Tentativo vano, ma oggi ripagato. Cataldi è di nuovo al centro del progetto, l’ancora di salvataggio sino a quando non si saprà se Rovella riuscirà a superare la pubalgia senza ricorrere all’intervento.

Adesso, conclude il quotidiano, arriva la Juve e il ritrovato vice capitano assapora già la vendetta a fuoco lento. Ad aprile 2024 Tudor aveva relegato costantemente Cataldi fra la panchina e uno scarno minutaggio, facendogli oltretutto perdere 200mila euro di bonus. Non è mai sbocciato il feeling col successore di Sarri, ma mai Danilo avrebbe immaginato di diventare poi in ritiro il capo dei ribelli o forse il capro espiatorio dell’abbandono del tecnico croato, né di finire un anno in esilio a Firenze dopo essere stato messo dalla società sul mercato. Quest’estate Sarri si è imposto per trattenerlo, dopo il mancato riscatto viola, perché aveva già riserve su Belahyane come vertice basso.

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Lazio, Sarri festeggia 300 panchine in A: i numeri del tecnico

Strano il gioco del destino tra il tecnico laziale e quello del Toro nel giorno in cui Sarri festeggia 300 panchine in A.

Un traguardo importante che spera di festeggiare con una vittoria casalinga contro il Torino, per rifiatare dopo un avvio di stagione deludente: Sarri oggi raggiunge le 300 panchine in Serie A.

Come ricorda il Corriere dello Sport, Sarri celebrerà questo passaggio della sua carriera davanti ad un tecnico che negli ultimi tempi è stato molto “presente” nella sua vita professionale: avanti e indietro nel tempo, dentro un romanzo in cui ci si ritrova e ci si perde. Se Sarri non si fosse dimesso nel marzo 2024, seguito da Tudor, Baroni non avrebbe allenato la Lazio. Se Baroni e la Lazio non si fossero separati a giugno, Sarri non avrebbe riallenato la Lazio. Sembra un gioco di teatro, fatto di entrate ed uscite di scena e
ogni nuovo ingresso prepara ad un’altra uscita.


Delle 300 panchine in A parlerà dopo la partita di oggi, evidenzia il quotidiano; un numero iscritto nel marmo della memoria.
Sarà la 110ª panchina in A con la Lazio, la 143ª in totale, a 148
eguaglierà il record di presenze con il Napoli. Duecentonovantanove panchine, 167 vittorie, 67 pareggi, 65 sconfitte nel massimo campionato. Punti totali: 568, media punti generale 1.9.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Tavares in Nazionale, Sarri voleva preservarlo: i timori del tecnico

Chiamato in extremis dal ct del Portogallo, Nuno ha lasciato Formello: il rientro è previsto per mercoledì.

Il Portogallo convoca Nuno Tavares per sostituire l’infortunato Dalot e Sarri intanto da gli scongiuri di rito. Come evidenzia il Corriere dello Sport, L’anno scorso, dalla convocazione di novembre in nazionale, il terzino è tornato ko e da lì è inizia la sua parabola discendente. Mau, si legge, pregustava di allenarlo per tutta la sosta, di preservarlo il più possibile in vista di Sassuolo e derby.

Lo ritroverà la prossima settimana, sperando che il minutaggio sia limitato e che torni integro. Il ct Martinez lo tiene nel giro dei convocati, lo aveva chiamato anche a giugno, salvo tagliarlo alla vigilia della Nations League per scelta tecnica.

Il Portogallo, conclude il quotidiano, giocherà domani contro l’Armenia in trasferta e martedì contro l’Ungheria, sempre fuori. Tavares tornerà mercoledì e da giovedì sarà a disposizione di Sarri.

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SETTORE GIOVANILE

UFFICIALE – Promozione per Punzi: è il nuovo tecnico della Primavera della Lazio

“La S.S. Lazio comunica che Francesco Punzi è stato nominato nuovo allenatore della squadra Primavera per la stagione sportiva 2025/2026.

Dopo l’esperienza alla guida dell’Under 18 biancoceleste, con cui ha ottenuto risultati significativi sotto il profilo della crescita individuale e collettiva, Punzi rappresenta una scelta all’insegna della continuità, della valorizzazione del lavoro svolto nel settore giovanile e della fiducia nelle competenze interne alla struttura tecnica del Club.

Il suo percorso si è distinto per l’attenzione allo sviluppo dei giovani, la capacità di leadership e la profonda conoscenza dell’ambiente biancoceleste: caratteristiche in linea con la visione della Società, impegnata a costruire un settore giovanile solido, integrato e sempre più orientato al futuro.

A mister Punzi e al suo staff, la S.S. Lazio rivolge i migliori auguri di buon lavoro, con l’obiettivo condiviso di consolidare il ruolo della Primavera come tappa fondamentale nel percorso di crescita dei futuri calciatori biancocelesti”. Sslazio.it

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, l’involuzione dei calciatori arrivati la scorsa estate costa cara: ecco cosa chiede il club al nuovo tecnico

La Lazio deve ripartire dalle certezza ma al momento a Formello ce ne sono poche. Diverse valutazioni infatti si stanno facendo sul tecnico, ma anche su alcuni calciatori, big compresi.

Il prossimo allenatore della Lazio, riporta il Corriere dello Sport, avrà il compito di rivitalizzare e valorizzare un intero mercato. Tutti gli ultimi arrivati, eccezion fatta per Gigot, hanno più o meno seguito la stessa curva decrescente a livello di aspettative e di rendimento.

Se a fine 2024 tutti i calciatori arrivati in estate sembravano in rampa di lancio e pronti a garantire potenziali plusvalenze future, oggi la situazione è completamente diversa.

In avvio di stagione, sottolinea il quotidiano, Dia aveva dimostrato di sapersi integrare alla perfezione con Castellanos agendo da seconda punta/trequartista (6 gol e 2 passaggi vincenti), Tavares sfornava assist come se non ci fosse un domani (8 nelle prime 8 partite giocate in Serie A), Dele-Bashiru faceva emozionare l’Olimpico in Europa League e in campionato e anche Noslin e Tchaouna, seppur in modo minore, avevano comunque fornito segnali positivi.

In generale, si legge, da agosto a dicembre 2024, il contributo degli acquisti parlava complessivamente di 17 gol e 14 assist. Da gennaio a maggio, invece, il rendimento della Lazio ha subito una pesante involuzione e, di conseguenza, anche quello dei 5 acquisti estivi. Tutti e 5 messi insieme hanno collezionato 6 reti e 3 passaggi vincenti.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – D. Rossi: “Lazio-Baroni, ecco quale potrebbe essere il motivo della separazione. Sarri o un emergente…” (AUDIO)

Delio Rossi in collegamento a ‘NMM’

“Io credevo che Baroni e la Lazio potessero continuare insieme. Non ho capito se va via lui o se è la società lo sostituisce. E poi bisogna capire il motivo. Ad ogni modo, la mia valutazione è che si parte sempre dal progetto iniziale, cioè dalle regole d’ingaggio: nel momento in cui firmo sento cosa dice la società; una volta definite le regole di ingaggio tutti devono remare nella stessa direzione per raggiungere gli obiettivi preposti. Ora la mia sensazione è che non si sono rispettate le regole di ingaggio oppure si è figli dell’estemporaneità, se prima di Lazio-Lecce si parlava della conferma del tecnico e al triplice fischio no.

La società ha tutti i giorni sotto gli occhi il lavoro dell’allenatore, quindi le valutazioni si fanno costantemente non per il punto che non è arrivato domenica. Se si fosse arrivati in Champions, si sarebbe tenuto un tecnico di cui non si è convinti? E poteva succedere anche di arrivare in Champions, fino all’ultima giornata.

La mia sensazione è che l’unico vero uomo di cacio è il direttore sportivo e se vado a vedere bene potrebbe avere delle rimostranze nei confronti del tecnico perché ha valorizzato la rosa dello scorso anno, bocciando in pratica il mercato. Detto questo, se la situazione è così, difficile anche che vada in tv a dire che è soddisfatto del lavoro di Baroni a pochi minuti da Lazio-Lecce.

Non bisogna valutare con l’emotività, il lavoro del tecnico va valutato a 360° gradi. L’epilogo è stato brutto ma da un fatto negativo ne può venire fuori uno positivo. Il rapporto qualità prezzo non valeva la candela, secondo me la Conference non avrebbe portato benefici.

Sarri, dal punto di vista tecnico, sarebbe la persona giusta, soprattutto perché avrà l’intera settimana per lavorare, incide, conosce ambiente e presidente. Tuttavia, visti i problemi del passato, difficilmente potrebbe accettare una proposta se non rinforzano questa rosa. Per Thiago Motta stesso discorso. Farioli magari è un allenatore giovane che accetterebbe le idee attuali della Lazio, oppure Gattuso, persona serie e combattente”.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, chi resta e chi parte? La scelta del tecnico decisiva

Sono ore caotiche in casa Lazio: il fatto di non partecipare alle prossime competizioni europee apre diversi scenari.

Nei prossimi giorni mister Baroni incontrerà la società: sul piatto le decisioni relative al futuro del tecnico. La sensazione è che le strade possano separarsi, lo stesso allenatore domenica nella conferenza post Lazio-Lecce non sembrava convinto della sua permanenza.

Ci saranno diverse valutazioni da fare, sia la società che Baroni vogliono garanzie. Tra domani e giovedì il colloquio che chiarirà tutto e da qual momento si procederà con tutte le altre decisioni del caso.

Tanti interrogativi ci sono anche sui calciatori: chi esterà, chi invece ha la valigia pronta? Sicuramente molto dipenderà da chi ci sarà in panchina. Sarà fondamentale capire se il progetto avviato la scorsa estate andrà avanti oppure si interromperà, se arriverà un tecnico che dovrà far crescere i giovani o si punterà a degli obiettivi concreti.

Intanto l’unico quasi certo del rinnovo è Pedro. Diverse le situazioni di Romagnoli, Vecino e Marusic che restano in bilico. Il centrocampista è in scadenza, mentre per il difensore e il terzino restano in bilico i rinnovi. Focus quindi sul mercato in uscita anche per capire quelle che saranno le finanze del club, dopo la mancata qualificazione alle prossime competizioni europee.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Baroni scelta di Fabiani che Lotito sta condividendo. Conceiçao una grande occasione…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Di Tudor si è detto molto, siamo concentrati sul successore. La Lazio sta cercando il nuovo tecnico e si è orientata in maniera molto decisa su Marco Baroni. E’ una scelta di Angelo Fabiani che Lotito sta condividendo, diciamo che si sta convincendo. Secondo il direttore sportivo ha le caratteristiche giuste per la Lazio. Da cronista dico che alla fine sarà il tecnico dell’Hellas a sedere sulla panchina biancoceleste, da opinionista dico che il club sta sprecando una grande occasione. Sergio Conceiçao è l’opportunità, l’ideale del momento, ha tutto, empatia con l’ambiente, concretezza essendo un ‘risultatista’ e riconoscibilità internazionale.

Mi dicono che c’è abbastanza fretta nel definire la questione allenatore, ma onestamente non capisco quale sia il motivo di accelerare i tempi. La Lazio al massimo dal tecnico si fa dire le caratteristiche dei profili che possono interessare, ma i nomi ed i cognomi li sceglie il club. Fabiani la scelta l’ha fatta, è convintissimo di Baroni, ora vedremo la decisione definitiva di Lotito“.

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