Un Ciro Immobile visibilmente amareggiato quello che al termine del derby si è presentato ai microfoni di Dazn per commentare la sconfitta contro la Roma: “E’ una stagione negativa anche dal punto di vista personale, e ci si è messo anche l’infortunio di oggi ma sappiamo che le cose negative non arrivano mai una alla volta, bisogna stringere i denti. Non riusciamo a esprimere al meglio la fase offensiva e siamo poco pericolosi ma è successo anche a Torino contro la Juve. Cambiare in corsa e l’addio di Sarri ci ha scombussolato, non siamo riusciti a capovolgere la situazione dal punto di vista emotivo e poi portiamo queste sensazioni in campo”.
“Io sono sempre abituato a pensare positivo ma una stagione così abbatte anche quelli come me, tra infortuni gol sbagliati e prestazioni deludenti è stata ed è davvero una stagione devastante dal punto di vista mentale. Bisogna anche essere lucidi mettere a fuoco come sto fisicamente, cosa posso ancora dare con questa maglia. Tutte queste voci che sento nei miei confronti ci stanno perché è ovvio che vengono fuori, bisogna essere molto equilibrati in questo sport e avere sempre la massima fiducia, ho ancora due anni di contrato, abbiamo appena cambiato allenatore, non è facile neanche per lui entrare in corsa. Abbiamo un mese e mezzo per finire bene e poi ripartire. Ultimo derby? Io ho sempre detto che fino a quando potrò dare qualcosa per la Lazio rimarrò vista la mia storia qui che non si cancella. Non è facile come lo era in passato ma lo faremo diventare di nuovo facile non appena le cose andranno meglio”.
Igor Tudor al termine del match perso con la Roma ai microfoni di DAZN
Igor Tudor, allenatore della Lazio, analizza ai microfoni di DAZN la sconfitta di misura nel derby con la Roma: “Ci è mancata un po’ di lucidità davanti, probabilmente questa Roma era troppo per noi visto che era la terza gara in sette giorni però bene. Gli facciamo i complimenti e ci mettiamo a lavorare”.
I cambi all’intervallo? “Ciro e Romagnoli avevano avuto dei problemini mentre Isaksen è stata una scelta tecnica”.
Cosa è mancato finora? “Conoscere meglio la squadra, i singoli. Non li puoi conoscere bene dopo un paio di allenamenti, ma questo calcio va interpretato meglio anche a livello fisico. Per reggere un calcio intenso devi fare un mesetto di lavoro. Sono ottimista, perché il nostro calcio è totalmente diverso rispetto ai tre anni precedenti, ci vorrà un po’ di tempo ma guardiamo avanti con positività”.
Poca incisività davanti? “In avanti è evidente che facciamo fatica, c’è da vedere perché i tre davanti devono fare la differenza vera però oggi era difficile perché contro la Roma è difficile fare pressing, visto che sono bravi a evitarlo. Se non vai forte è difficile rubargliela, non era facile oggi essere compatti, si doveva spaccare un po’ la linea ma abbiamo sofferto soprattutto la loro fisicità sulle seconde palle, avevamo più gamba di noi”.
Quali sono i vostri obiettivi? “Gli obiettivi sono sempre gli stessi, crescere e migliorare davanti mantenendo equilibrio e compattezza. Non vedo l’ora di tornare a lavorare lunedì per preparare la prossima gara”
Ai microfoni di Lazio Style Channel, il tecnico biancoceleste Igor Tudor ha analizzato la sconfitta nel derby contro la Roma. Queste le sue parole in merito: “Ci dispiace, il derby è sempre il derby. I ragazzi sono dispiaciuti, ma ora voltiamo pagina e ci mettiamo a lavorare. È stata la terza gara in sette giorni, ci manca ancora un po’ di perciolosità in avanti. Infortuni? Lo sapevamo, però non ci sono da trovare alibi. Da lunedì inizieremo a lavorare forte e a migliorare. Ai tifosi dico che già venerdì contro la Salernitana faremo una grande gara al massimo. La nostra type=’text/javascript’ idea era di essere aggressivi rimanendo compatti.
La Lazio torna a perdere un derby dopo due anni. Decide Gianluca Mancini, allo scadere del primo tempo, sfruttando una dormita di Romagnoli. Tredicesima sconfitta stagionale per i biancocelesti, che partono bene, con un primo tempo aggressivo, ma conferma la totale sterilità offensiva. Il gol del difensore è una mazzata, certo, ma ancora una volta termina il match con un solo tiro in porta (innocuo, oltretutto). Più cinica e cattiva la Roma, che – trovato il gol – non corre rischi anche a costo di rinunciare ad azzannare la partita. Stagione finita, quella della Lazio. Ora le ultime 7 per cercare di creare le basi per il nuovo corso di Igor Tudor. Il tecnico oggi ha provato a cambiare la Lazio all’intervallo, con un triplo cambio che non produce effetti. In tre partite su tre, la Lazio gioca un tempo e nel secondo crolla, al netto del gol di Marusic. Tre partite, ed è solo quello del montenegrino il gol segnato.
Roma-Lazio, trentunesima giornata di Serie A, derby della capitale. Due allenatori subentrati e a caccia dell’Europa. I biancocelesti di Igor Tudor – alla sua seconda panchina in campionato – e con la terza formazione diversa considerando anche il match di Coppa Italia contro la Juventus. Confermato Guendouzi con Vecino in mediana, mentre Kamada toglie il posto a Luis Alberto. Felipe largo a sinistra, Isaksen a duettare col giapponese dietro a Ciro Immobile. Patric parte dalla panchina, c’è Casale.
PRIMO TEMPO
7′ prima occasione per la Lazio, con Isaksen che imbecca Immobile. Destro masticato, sull’esterno della porta. 18’ di Vecino il secondo tentativo, deviato in corner. È una gara aperta, due squadre che si assumono rischi e i ribaltamenti di fronte non mancano. 20’ giallo per Vecino. Al 41’ Mancini si libera di Romagnoli e colpisce di testa indisturbato, portando in vantaggio i giallorossi.
SECONDO TEMPO
La ripresa si apre con il triplo cambio di Tudor: Patric, Castellanos e Pedro per Romagnoli, Immobile e Isaksen. La solfa non cambia: la Lazio fatica terribilmente a tirare in porta. Anche oggi, il dato è magro: una sola conclusione a rete al termine della partita. Tudor prova nel finale a scatenare qualcosa anche a costo di generare un pizzico di confusione, ma il finale non lo premia. La Roma torna a vincere un derby dopo due anni.
Igor Tudor ai microfoni di DAZN prima del fischio d’inizio: “Abbiamo lavorato su tutto quello che era possibile in questo poco tempo. Sui concetti e sulla testa. Una gara bella da giocare come tutte, da una parte e dall’altra no. Spero esca una bella gara senza polemiche. Kamada? Gioca, ha doti giuste ed è forte. Dove gioca vedremo. Immobile? Non è nessuno al posto di nessuno, gioca Ciro dall’inizio e basta. Sono cinque cambi e saranno tutti importanti oggi”
Roma-Lazio, trentunesima di Serie A, derby della capitale. Primo confronto fra De Rossi e Tudor, i due subentrati sulle rispettive panchine. Per il tecnico croato l’assenza di Mattia Zaccagni ha scatenato un rebus e i ballottaggi in mezzo al campo non mancano. Dietro, davanti a Mandas, ci saranno Patric, Romagnoli e Gila (cui sarà affidato Dybala, verosimilmente). Nella linea a 4 di centrocampo Marusic partirà a destra, con Guendouzi e Vecino favoriti per formare il tandem. Felipe Anderson largo a sinistra, anche se ‘a tutta fascia’ è un termine che cozza clamorosamente con l’interpretazione tattica della partita, che spesso vede la Lazio difendere a 4. I tre davanti, sono il busillis finale. Immobile ha superato Castellanos, dietro, Kamada ha grandi possibilità di strappare una maglia da titolare. A rimetterci dovrebbe essere Luis Alberto, perchè l’altra maglia dovrebbe parlare danese.
[…] Complici gli infortuni di Zaccagni e Lazzari, Tudor vuole nascondere il suo piano. Felipe rimane a tutta fascia a centrocampo con Marusic, il fisico di Guendouzi e Vecino in mezzo. Anche Casale (nonostante gli ultimi errori) rimane nel terzetto con Romagnoli e Gila, come nel secondo tempo di Torino. Stavolta non sarà un 3-4-2-1 all’arrembaggio: «Dobbiamo essere intelligenti, ma non rinunciare a chi siamo. Farò scelte basate su tutto. I dettagli me li tengo». Il croato cerca di nasconderli in ogni modo: alla vigilia oscura la tv, chiede alla società di proteggerlo e guida la rifinitura nel campo (il Fersini) più lontano. Nella conferenza dà però un indizio su un possibile escluso di lusso e sul suo sostituto: «Luis Alberto vuole palla sui piedi, ma a Torino è stato schierato sulla trequarti alle spalle di Ciro. Kamada è un giocatore completo». E infatti c’è il giapponese, stavolta più avanzato, con Isaksen dietro Immobile (favorito su Castellanos) per provare a risolvere il problema del gol: «Mi interessano entrambe le fasi, ma serve tempo e le statistiche contano sino a un certo punto. Il mio obiettivo è impiantare la mia mentalità vincente nella Lazio, attraverso le partite e ogni allenamento. La qualità sta nella testa, non solo nell’aspetto tecnico». […] Il Messaggero
Il tecnico della Lazio, Igor Tudor, presenta in conferenza stampa il derby con la Roma in programma domani allo stadio Olimpico:
“Serve una Lazio giusta, buona. Bisogna vedere tutto quello che abbiamo, testa, cuore e gambe. Bisogna usare la testa e fare il meglio possibile.
Di Derby ne ho giocati anche fuori dall’Italia, mi sono sempre piaciuti. Sono gare diverse, ma è vero che è una partita come un’altra perché va interpretata e preparata comunque al meglio. Le sensazioni ci sono, ti deve dare qualcosa in più senza farti perdere la testa. Deve essere piacevole, giusto antagonismo e rispetto di avversario.
Queste tre partite in 7 giorni con solo due allenamenti in mezzo, anche se non è un vero lavoro. C’è da preparare la gara al meglio, ho visto tante cose positive, molte di più rispetto a quelle negative. Siamo sulla strada giusta e la interpretiamo bene. C’è voglia di fare e i giocatori sono convinti di fare, c’è da crescere e migliorare.
De Rossi? Ho visto le gare, la Roma è molto interessante e diversa da prima. Ha le type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee giuste, c’è qualità nel loro gioco. Ha fatto un buon lavoro, devo ammetterlo. Sarà molto difficile, una gara con due squadra con caratteristiche diverse ma anche simili. Entrambe vogliono avere il pallone e questa è una cosa bella. Spero che la gente si diverta. Conosco Daniele, mi è sempre piaciuto anche da giocatore. Ha dei valori giusti.
Derby di Sarri? Ognuno ha il suo modo di fare. Non dirò in che modo affronteremo la gara domani. E’ chiaramente una partita particolare e ci sono dei momenti in cui valutare e pensare bene. Essere intelligenti e furbi, ma non rinunciare a quello che siamo.
Non si può iniziare a fare un calcio e dopo 5 giornate farne un altro. Bisogna dare continuità, numeri e schemi contano poco. Roma la vivo poco, devo ancora trovare casa. Sono isolato qui, ma capisco l’importanza della gara per la città e voglio viverla nella maniera giusta. Sono le partite che non vedi l’ora inizino.
Luis Alberto? Giocava nella zona gol a Torino. Giocava dietro a Ciro, ogni tanto si abbassava per questioni tattiche. Lui vuole toccare tanti palloni, ma gioca dietro a Immobile.
Per l’Europa è una partita importante. Sono innamorato dei miei giocatori, sono unici e per me sono sempre i più forti. Non mi va di fare polemica. Ultima chance? Non mi piacciono esagerazioni, provo sempre a sdrammatizzare. Il mondo non è bianco o nero, per per è grigio.
Pochi gol? La Juventus non è una squadretta (ride, ndr) lavoro per migliorare la squadra, non mi accontento mai. E’ presto per dare giudizi per qualsiasi cosa. A me piace come i giocatori stanno interpretando questa via, poi vedremo. Con la pausa Nazionali è complicato, alcuni giocatori hanno giocato con pochi allenamenti e comunque l’approccio è stato buono.
Arbitro? Io spero che non ci saranno problemi dopo. Ormai non è più un arbitro, sono almeno due e spero facciano un buon laovoro.
Messaggio a tifosi, quello di positività e supporto. Quello che hanno sempre fatto. Noi in campo dobbiamo dargli motivi per essere felici.
Scelte? So quali saranno. In questa gara devi fare le scelte basate su tutto, vedremo oggi la rifinitura e studieremo altre soluzioni.
Migliorare nel leggere i momenti? Le statistiche mi interessano fino a un certo punto. L’allenatore deve dare una mentalità alla squadra, è cosa tattica e mentale. Si lavora per questo ogni giorno. La qualità di un giocatore è anche nella testa, nell’essere un vincente. Ci vuole tempo.
Kamada? Ho parlato tanti di lui. Dopo la gara con la Juventus aveva dato tutto. Mi piace, molto duttile in tutto quello che fa. Ha un buon livello in tante cose, giocatore completo.
Non so che partita sarà, è difficile da dire. Rovella e Pellegrini ieri si sono allenati e li ho visti molto bene e molto carichi. Domani sicuramente li porto in panchina.
Emozioni della squadra? Delle mie parleremo dopo la gara, la squadra era in focus sulla partita.
Alberto Abbate a Radiosei: “De Rossi, in conferenza stampa, aveva lanciato una velata provocazione secondo me. Mi auguro che le parole di Tudor fungano da strategia, ma tempo non abbia capito così il derby. Non ha capito di cosa si tratta, lo capirà. Mi auguro altresì che questo modo di fare possa smorzare la tensione e quindi, essere un valore aggiunto. Caratterialmente non si è fatto coinvolgere, lo capisco, è qui da troppo poco. Ripeto, spero che il suo atteggiamento sia un arma in favore della Lazio. Mi ricordo la prima conferenza di Sarri sul derby, quando fece l’esempio di Sangiovannese-Montevarchi. Siamo passati da quello ad un Sarri che riteneva il derby una partita più importante delle altre. Lui era arrivato a viverlo veramente malissimo questo appuntamento”.
“Parliamo prima della rifinitura, ma Patric dovrebbe partire titolare. A centrocampo non ci sono grandissimi dubbi, dico Marusic, Guendouzi, Cataldi e Felipe Anderson. Kamada me lo immagino in campo, prenderà lui la maglia di Zaccagni, ovviamente con mansioni diverse. Luis Alberto è un dubbio, attenzione a Pedro. Non mi convince l’idea di vedere Luis Alberto e Kamada insieme dietro la punta. In avanti penso più Castellanos che Immobile, ma attendiamo la rifinitura. Provedel dovrebbe tornare contro il Verona, ma potrebbero anche allungarsi i tempi visto che c’è l’interessamento dell’osso. Vedremo”.