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DICHIARAZIONI

Zaccagni: “La lazialità ti entra dentro e mi ha portato a rimanere qui. Champions? Come diceva Eriksson…”

Presente a Formello anche capitan Zaccagni ha così parlato dello scudetto del 2000:

“La lazialità ti entra dentro, la città ti porta a respirare questa cosa. Mi è piaciuto molto ascoltare gli aneddoti del secondo scudetto. Anche i magazzinieri ci raccontano storie che hanno vissuto e noi le ascoltiamo con piacere.

Io l’anno scorso ho fatto una scelta importante per la mia carriera, la lazialità mi ha portato a rimanere qua e a sposare questo progetto”.

Poi in ‘zona mista’, al termine della conferenza stampa

Scudetto? Sarebbe qualcosa di magico, ai sogni ci si deve sempre credere e soprattutto porsi degli obiettivi e come diceva Eriksson, bisogna crederci sempre. Adesso è un calcio un po’ diverso, vanno messe delle basi solide per costruire una squadra per competere allo scudetto e io sono convinto che le basi si stanno mettendo e penso che la Lazio può iniziare a pensare di vincere qualcosa”. 

“Champions? È ancora tutto aperto, la lotta Europa e quella salvezza possono essere aperte a qualsiasi risultato e forse mai come negli ultimi anni, così tanto. Stiamo sul pezzo, mancano due partite e giocheremo al massimo”. 

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GIUDICE SPORTIVO

Giudice sportivo: Zac e Pellegrini saltano l’Inter, stagione finita per Kalulu

Due giornate di squalifica per Pierre Kalulu. È questa la decisione del Giudice Sportivo del campionato di Serie A, dopo l’espulsione del difensore francese “per avere, al 15° del secondo tempo, con il pallone non a distanza di giuoco, colpito con una manata alla nuca un calciatore avversario”. Il campionato del centrale della Juventus finirà così con la gara con la Lazio e il colpo proibito ai danni di Castellanos.

Sono invece quattordici i calciatori squalificati per una giornata: oltre al turno di stop, ammenda di € 1.500,00 per Mattia Zaccagni “per proteste nei confronti degli Ufficiali di gara; sanzione aggravata perché capitano della squadra; già diffidato”. Una giornata di squalifica anche per Lautaro Valenti (Parma), Arthur Atta (Udinese), Lucas Beltran (Fiorentina), Pedro Pereira (Monza), Ondrej Duda (Hellas Verona), Berat Djimsiti (Atalanta), Michael Folorunsho (Fiorentina), Lorenzo Lucca (Udinese), Leonardo Pavoletti (Cagliari), Luca Pellegrini (Lazio), Nicolò Savona (Juventus), Tomas Suslov (Hellas Verona) e Khephren Thuram (Juventus).

Squalificati per una giornata Fabio Trentin, collaboratore dell’Hellas Verona, e Federico Peluso (Fiorentina).

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FORMELLO

La Lazio tra passato e presente: Cragnotti-Lotito, ecco l’abbraccio a Formello (FT)

FORMELLO Sergio Cragnotti e Claudio Lotito, l’abbraccio all’interno del centro sportivo di Formello immortalato e divulgato dal club biancoceleste sui social. E’ andato in scena l’incontro, è ancora in corso, ha avviato le celebrazioni per i 25 anni dal secondo scudetto.

Per la prima volta il presidente di oggi ha accolto l’ex presidente a Formello. Oggi Sergio Cragnotti, per la prima volta dopo 22 anni, è tornato nella casa che lui stesso aveva acquisito e inaugurato nel 1997, quando la squadra biancoceleste mollò il campo di Tor di Quinto per trovare casa in via di Santa Cornelia, limitrofa alla Cassia Veientana. Oggi quasi certamente si commuoverà nel vedere un centro sportivo diventato ancor di più gioiello della Lazio e ristrutturato quasi completamente dall’attuale patron. Un passato glorioso di grandezza e successi si stringe al presente. Ecco l’immagine pubblicata dalla società con tanto di ‘Welcome back’

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AvantiLazio

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Pedro il vice di lusso per sostituire capitan Zaccagni

Out per squalifica Mattia Zaccagni, il tecnico laziale a San Siro potrebbe partire con Pedro.

Contro la Juventus sia Zaccagni che Pellegrini hanno rimediato, da diffidati, il giallo che gli costerà la trasferta di Milano contro l’Inter. Dopo aver concesso due giorni di riposo, il tecnico oggi ritroverà la squadra a Formello e comincerà a pensare al prossimo impegno di campionato.

Come riporta il Corriere dello Sport, in primis Baroni deve pensare ai sostituti di Zaccagni e Pellegrini: il capitano, fiaccato da stanchezza, problemi fisici e botte ricevute per tutto l’anno, può essere rimpiazzato da Pedro, vice di lusso. L’alternativa sarebbe Noslin, sempre più versione meteora. Va cambiata tutta la catena di sinistra vista l’assenza di Pellegrini. Baroni riavrà Hysaj, che la squalifica l’ha scontata. Può sempre adattare Marusic rilanciando Lazzari a destra, protagonista nel finale con i bianconeri. In questo caso Hysaj si terrebbe pronto in corsa. Ci sarebbe Tavares, per ora in spirito, anche contro la Juve è rimasto fuori nonostante gli allenamenti dei giorni precedenti. 

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “A Milano con Pedro al posto di Zaccagni. E su Tavares…” – (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Tavares non credo sia in condizione di giocare Inter-Lazio, soprattutto per una partita che devi e che puoi vincere. Coraggio, voglia, motivazione: tutto questo servirà a Milano.

Io penso che al posto di Zaccagni ci sarà Pedro; lì davanti saranno Isaksen, Dia e Pedro dietro a Castellanos. I terzini? Potrà tornare Hysaj, oppure Marusic trasloca a sinistra con Lazzari a destra.

Contro l’Inter la carica, più che il risultato dell’andata, penso la dia la vittoria dell’Atalanta. Una squadra almeno si è staccata nella corsa-Champions”.

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GIUDICE SPORTIVO

Lazio, Zaccagni e Pellegrini salteranno l’Inter per squalifica

Lazio-Juve 1-1, Zaccagni e Pellegrini salteranno l’Inter per squalifica. Il capitano e il terzino sinistro hanno rimediato il cartellino giallo ed essendo diffidati, mancheranno l’ultima trasferta della stagione. La Lazio andrà a San Siro per giocare contro l’Inter senza di loro, la prossima settimana, in una gara che potrebbe essere determinante per la corsa europea. Rientrerà invece Hysaj: il terzino albanese smaltisce oggi la squalifica rimediata ad Empoli e sarà regolarmente a disposizione di Baroni, anche per evitare una nuova emergenza terzini. In alto a sinistra invece, ballottaggi aperti per sostituire capitan Zaccagni.

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RASSEGNA STAMPA

‘Mezza squadra’ Jugovic: “Zaccagni avrebbe giocato anche nella mia Lazio. Sulla corsa Champions occhio anche a…”

Vladimir Jugovic, grande ex di Juventus e Lazio (vinte rispettivamente una Champions nel 1996 e una Coppa Italia nel 1998), ha anticipato i temi della sfida odierna all’Olimpico sulle pagine della Gazzetta dello Sport, esaltando Mattia Zaccagni.

«L’Olimpico è uno stadio che avrò sempre nel cuore, come la Juventus e la Lazio. In quei tre anni ho toccato l’apice della carriera. Se ripenso alla Lazio mi vengono in mente i quattro derby vinti e il soprannome che mi avevano dato a Roma: “Mezza squadra”, nel senso che valevo mezza squadra».

“Nella Lazio di Baroni c’è qualcuno che vale “mezza squadra”? Il mio preferito è Zaccagni: tecnica, e dribbling, l’essenza del calcio. Sarebbe stato bene anche nella mia Lazio”.

«Stasera la Juventus si gioca di più della Lazio: se i bianconeri non vanno in Champions, la stagione sarà fallimentare. A inizio anno, invece, c’erano altre aspettative sui biancocelesti. Ma io farei attenzione alla Roma e a Ranieri. Un pareggio non basta né alla Lazio né alla Juve».

«Uomo partita? Punto sulla qualità di Zaccagni e sul turbo di Thuram, davvero un gran bel centrocampista. Chi dei due si imporrà di più, trascinerà i compagni al successo».

«Se dovessi scommettere una pizza sulla corsa Champions punterei sulla Juventus perché quando si alza la pressione la mentalità e il dna del club fanno la differenza. Non dovesse arrivare quarta la Juventus, spero la spunti la Lazio».

“Confermare Tudor o puntare sul Conte bis? Tudor ha dato la scossa e speriamo raggiunga l’obiettivo Champions. Antonio, però, è un top mondiale e conosce come nessun altro la Juve e come si vince».

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Lazio, Zaccagni: “Rimpianto Bodo, ‘no’ alla Juve ed ora ci giochiamo la Champions. Su Baroni troppo casino”

Mattia Zaccagni si è raccontato in una lunga intervista al Corriere dello Sport in vista del big match di campionato con la Juventus. “È sempre bello far ricredere le persone e ribaltare i giudizi. Se gli addetti ai lavori dicono che resterai fuori dalle prime sei o sette, è un motivo in più per correre forte. Lo pensavo anche in estate. In ritiro avevo visto il mister e una squadra che volevano mettersi in gioco. Esistevano tutti i presupposti per un buonissimo campionato. Il cammino europeo credo sia stato straordinario, anche se restano i rimpianti per come è finito. L’Europa? La corsa è apertissima e può finire in tutti i modi, ma rimarrà lo stesso un cammino bellissimo. Tante squadre in lotta per l’Europa League e la Champions come quest’anno non si erano mai viste. Puoi arrivare quarto o restare fuori. Io sarei soddisfatto se chiudessimo in Champions”.

L’eliminazione ai supplementari col Bodo Glimt 

 “Il gol lo potevi prendere prima, magari non sul 3-0, ma credo sia stata fatta una partita perfetta e non si può dire niente. Se c’è qualcosa che abbiamo sbagliato è la partita di andata. Non mi va giù la sconfitta in Norvegia, giocando su un campo particolare”.

L’obiettivo Champions League

“Lo meritiamo perché siamo stati sempre sul pezzo, siamo andati avanti anche nei momenti di difficoltà, non ci siamo mai abbattuti dopo sconfitte pesanti. Penso che la Lazio sia pronta per giocarsi le sue chances”. 

Zaccagni su Tudor

“Beh, Tudor qui ha fatto poche partite, quando è arrivato ha dato la scossa e ci ha permesso di arrivare in Europa League. Lui ha questo modo di vedere il calcio, tutto in avanti, tutto a uomo. Ci può stare, lo propongono tante squadre, ma ci sono dei momenti in cui non puoi farlo, è logico”. 

La sfida con la Juventus

“Noi la stiamo preparando nel modo giusto. Sappiamo che da questa partita dipende tanto, ci giochiamo tutto. Me l’aspetto difficile. Partiamo da un presupposto: la Juve, come individualità, ha un livello di qualità alta. Verranno a giocare una partita tosta, fisica, saranno duri da battere, ma noi siamo carichi e pronti”.

Il tentativo dei bianconeri 

“Sì, ma volevo il rinnovo, perché qui mi sono sentito subito in una famiglia, mi hanno accolto bene e volevo essere parte di qualcosa che sentivo anche mio. Sono veramente contento della scelta fatta e adesso voglio togliermi tutte le soddisfazioni possibili con questa maglia”.

Zaccagni su Baroni

“Mi sembra che a volte si faccia un po’ troppo casino. Mi è capitato di leggere e di ascoltare tante cose. Usciamo con il Bodø e Baroni va via a fine anno, ora è pronto il rinnovo: l’equilibrio a Roma non c’è. Penso che il mister abbia fatto un lavoro straordinario con tanti giovani in squadra. Il cammino è stato fantastico. Nella prima parte della stagione giocava una squadra in Europa League e un’altra in campionato. Secondo me il mister merita tanto”.

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Lazio, l’Europa passa da Empoli: Zac in panchina davanti a Spalletti?

 lunch match di quest’oggi metterà nel menù un Empoli-Lazio dai mille significati: gli azzurri andranno a caccia di punti fondamentali nelle corsa alla salvezza visto il pari del Venezia (che ha riportato la squadra di D’Aversa al penultimo posto) e il ko del Lecce; la Lazio però se vorrà continuare a credere nel sogno quarto posto dovrà provare ad uscire dal Castellani con tre punti, visti anche gli scontri diretti tra Roma e Fiorentina (alle 18:00) e Bologna-Juventus (alle 20:45).

Sugli spalti, scrive il Corriere dello Sport-Stadio, dovrebbe essere inoltre confermata la presenza del commissario tecnico della nazionale italiana Luciano Spalletti, che cercherà di vedere più da vicino i vari Zaccagni, Rovella, oltre che magari qualche sorpresa come Esposito o Fazzini. Cercherà, appunto, perché come riferito dal quotidiano, Baroni potrebbe decidere di applicare qualche rotazione e far rifiatare alcuni stakanovisti della rosa. 

Il primo potrebbe essere proprio Mattia Zaccagni, titolare inamovibile da sette gare di fila. Viene da un periodo super intenso e alla fine di marzo aveva superato un inizio di pubalgia, fermandosi appena pochi giorni durante la prima settimana di ritiro con la Nazionale. Da allora non si è più fermato e le ha giocate tutte. Non era al top con il Parma e si è visto. Anche Rovella non era al massimo a Parma ma contro l’Empoli dovrebbe comunque esserci. Per entrambi poi pesa lo stato della diffida: con un altro cartellino giallo, infatti, scatterà la squalifica, e tra una settimana c’è la sfida contro la Juventus.

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DICHIARAZIONI

Zaccagni, Lazio a vita: “Non intendo muovermi da qui. Baroni ci trasmette serenità, la Nord amore” Poi sul derby e l’Italia…

Lunga intervista a Mattia Zaccagni. Il capitano della Lazio è stato protagonista della puntata romana di Champions of Made in Italy. Si parte dalle origini: “A Verona ho vissuto otto anni magnifici e intensi, poi c’è stato il cambiamento con Roma che è la Capitale. Adesso il mio cuore è qui, dove ho costruito qualcosa di importante, dove ho costruito la mia famiglia. Roma è Roma, tutti sanno cos’è. Io sono di Bellaria, un comune in provincia di Rimini, a cui sono molto legato. Lì ho il mio stabilimento balneare, la mia famiglia e i miei ricordi da bambino. Se non avessi fatto il calciatore avrei fatto il lavoro dei miei genitori, ovvero gestire l’albergo di famiglia. Lo sbalzo tra Bellaria e Roma è notevole, ma in mezzo c’è stata Verona che è una piccola Roma”. 

“Come ogni bambino ho spesso guardato il cielo e le stelle, ho sognato di volare il più in alto possibile, così ho iniziato a inseguire un pallone. Un calciatore, la Citta Eterna, lo spazio. Tre cose che a Roma possono essere gli ingredienti di una città globale. Roma non è solo calcio e storica antica, tutti conoscono la cultura, ma non tutti sanno che è un importante polo per l’industria aerospaziale italiana. Son passato da essere un ragazzino a diventare un uomo, in campo e fuori. Ho giocato in Serie B, ho vinto il campionato e mi son fatto le ossa in tutti i sensi. Il gol all’Europeo non lo scorderò mai, una gioia immensa, un qualcosa di unico. Mi son passate tante immagini in testa, è indescrivibile, non saremmo passati se non avessi segnati. Un momento irripetibile, magico, speciale. Sapere che hai dato gioia all’Italia intera è qualcosa che ti porti dentro per sempre. C’è un video bellissimo di mia moglie che, la mattina dopo che ho fatto gol, lo fa vedere a mio figlio che è contento nel vedermi esultare. Un video che mi porterò dentro e lo legherò questo ricordo. Quando segni in partite importanti la differenza la fa quello che ti circonda. Quindi uno stadio caloroso, il fine partite festeggi di più di una partita normale, sono emozioni che quando le provi hai una botta di adrenalina inspiegabile“. 

Inevitabile un passaggio sul derby: “Qui il calcio è molto sentito, come nel resto d’Italia, ma con un qualcosa in più. Sembra come se quello che fa un calciatore in una partita cambi l’umore di una città. Basti pensare che un mese prima mi iniziano a fermare per il derby. Quando arrivi al centro sportivo ti accorgi se ci sarà un derby a breve. c’è una tensione, un’aria diversa, abbastanza pesante. La partita è molto sentita e quindi la sentiamo anche noi. Mi piace stare in mezzo alla gente, perché alla fine siamo ragazzi come altri. Anzi, vorrei fare molte più cose di quelle che possiamo, però è sempre un piacere stare tra la gente”.

Radici e attualità: “Il calcio per me, se lo devo definire con una sola parola è: passione, perché racchiude tante cose. Ho iniziato a giocare a 3/4 anni e non ho mai smesso, dopo tanti sacrifici sono arrivato dove voglio essere. Giocare per la massima serie del tuo Paese è un sogno di tanti bambini, ed era anche il mio. Oggi sento di avere un grande privilegio. Qui hanno giocato tanti campioni. Con la fascia al braccio prendo l’eredità di Ciro, mio grande amico, un pezzo grosso di questo campionato. La prima volta che ho vestito l’azzurro in allenamento ho sentito un senso di leggerezza. Si sente la storia, ma ti fa sentire forte, anche se porta tante responsabilità. Vincere all’Olimpico è bello, è coinvolgente, la Curva Nord e i tifosi trasmettono forza e voglia di indossare questa maglia. Mi sono affezionato alla Lazio, come alla città. L’arrivo di Baroni è stato un impatto piacevole, non ha mai sbagliato a preparare una partita, ci ha sempre dato calma e serenità, Giocare per la Lazio è diverso, speciale, ti porta a essere tifoso di questa storia e questa maglia. E io da qui non intendo muovermi. Sono Mattia Zaccagni e vivo a Roma, chiamatemi ‘Zac'”.