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Stadio Flaminio alla Lazio: la lettera di Lotito per avviare la Conferenza Servizi in Campidoglio

Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ieri mattina si è recato in Campidoglio per depositare il progetto di pre-fattibilità per riqualificare lo Stadio Flaminio. Come previsto dall’iter, il senatore di FI ha messo agli atti una lettera necessaria per incardinare la Conferenza Servizi preliminare presso il Campidoglio.

Come riportato dal Messaggero, la missiva è lunga quattro pagine è contiene novità importanti soprattutto in termini di mobilità, come l’istituzione di una ZTL ad hoc nel quadrante dell’opera di Nervi. Una limitazione al traffico che partirebbe tre ore prima degli eventi.

Sempre per facilitare l’accesso all’opera di Nervi, previsto anche il completamento del ponte di Bailey. Parliamo di un’opera che si è fermata dopo la realizzazione di tre pilastri monchi ancora chiaramente visibili sul Tevere in zona Tor di Quinto.   

Scendendo nel dettaglio. si ipotizzano tre anni di lavori, con possibile inaugurazione per il 2028; 392 milioni di euro (più Iva) i costi. Investimento cresciuto rispetto alla stima di 250 milioni prospettata nel primo incontro in Campidoglio del 9 luglio scorso.

Flaminio: una società ad hoc per sostenere l’investimento

Nella lettera di Lotito si legge: «La società sportiva Lazio presenta, eventualmente mediante la costituzione di una “società veicolo”, in conformità a quanto previsto dalla normativa, la presente proposta di riqualificazione e ammodernamento dello stadio Flaminio ai sensi della “legge Stadi”».

Secondo Via del Tritone è quindi possibile la creazione di una società apposita, spin-off indiretto della Lazio, costituita per non far pesare il costo del nuovo Flaminio sul bilancio di Via di Santa Cornelia.  

Altro punto toccato nella missiva è lo standard qualitativo destinato al Flaminio made in S.S. lazio. «La proposta sarà finalizzata alla realizzazione di un intervento di ristrutturazione e ammodernamento dello stadio che consenta in particolare di adeguare lo stadio e le relative aree esterne (per queste ultime prevedendo adeguati finanziamenti pubblici) agli “standard Uefa” previsti per gli stadi di “categoria 4” con l’obiettivo di rendere l’impianto idoneo ad ospitare le fasi importanti sino al livello internazionale compresa la fase finale del campionato europeo di calcio “Euro 2032”». Al momento, In Italia, gli stadi “categoria 4” sono solo tre: l’Olimpico di Roma, San Siro e l’Allianz Stadium di Torino.

Gianluca La Penna

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Lazio, ora un mese di fuoco con le big. E a centrocampo è davvero dura per Baroni…

E ora per la Lazio si fa complicata. Non solo per il calendario che nel giro di un mese porrà davanti alla squadra di Baroni due volte il Napoli, l’Inter e l’Atalanta, non solo per il momento difficile da un punto di vista psicologico, dopo il pareggio contro il Ludogorets e la sconfitta contro il Parma, ma anche per l’assenza di calciatori a disposizione del tecnico. In sede di mercato spesso – soprattutto dopo la partenza di Danilo Cataldi – si è parlato nell’ambiente laziale della mancanza di uomini in quel reparto, con Castrovilli una scommessa senza paracadute. Oggi il problema torna quanto mai attuale. Baroni lo aveva nascosto sotto al tappeto, schierando Dia titolare sulla trequarti, un’intuizione che ha ripagato e che dà ancora più valore al lavoro svolto dal mister, ma che questa volta rischia di non bastare.

CONTRO IL NAPOLI SENZA CENTROCAMPO – La Lazio affronterà il Napoli in Coppa Italia con tre centrocampisti contati, come avvenuto già nella sfida del Tardini. Rovella, Guendouzi e Dele-Bashiru saranno le uniche armi a disposizione di Baroni, alla quale si potrebbe aggiungere Di Tommaso dalla Primavera, oltre ai fuori lista – impiegabili in coppa – Akpa Akpro, Basic e Andre Anderson. Il modulo obbligato è il 4-2-3-1, magari lasciando fuori Guendouzi e schierando Dele-Bashiru, o viceversa in base alle loro condizioni e, soprattutto, in vista del campionato quando l’8 dicembre sarà la Lazio a volare a Napoli in condizioni ancora più drastiche. Vecino resterà fuori altri dieci giorni, almeno, Castrovilli dovrebbe tornare a disposizione per l’Ajax, come riporta Il Corriere dello Sport, dopo l’operazione al menisco, Dia ha una caviglia molto gonfia che rischia di tenerlo fuori anche contro i partenopei e, come se non bastasse, Rovella era in diffida e l’ammonizione di ieri ha fatto scattare la squalifica in vista di domenica. 

SCELTE OBBLIGATE – Al Maradona la Lazio si presenterà con due centrocampisti a disposizione: Guendouzi e Dele-Bashiru, con il nigeriano che andrà riadattato nel ruolo di mediano a centrocampo e uno tra Pedro – il favorito -, Zaccagni e Noslin chiamato a sacrificarsi sulla trequarti e giocare quindi fuori posizione per ovviare alle assenze di giocatori adattabili in quel reparto di campo. Una situazione complicatissima che costringerà Baroni a preparare ancor più nel dettaglio due impegni sulla carta complicatissimi e che diventano proibitivi con una rosa ridotta all’osso. Tornano a galla, così, le perplessità estive: i dubbi intorno a delle scelte in sede di mercato, che oggi lasciano dei buchi in una squadra che a gennaio ha necessità urgente di essere rinforzata, anche numericamente, dall’arrivo di un centrocampista. La Lazio ha iniziato la stagione con 5 centrocampisti per 6 ruoli, oggi lo paga. Tuttomercatoweb.com

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Roma Nuoto e Flaminio: il 9 dicembre data per chiudere la partita. Intanto l’Auditorium “frena” Lotito: ecco perché

La Lazio, in una settimana intensa, continua a pensare alla riqualificazione dello stadio Flaminio, condividendo il destino con la Roma Nuoto.

Come ribadito dal presidente Claudio Lotito, il progetto di pre-fattibilità per il restyling del catino di Nervi sarà presentato in Campidoglio entro il 15 dicembre. Passo questo indispensabile per poi incardinare la Conferenza  Servizi preliminare ad opera degli uffici preposti, in attesa della risposta alla Roma Nuoto.

In attesa che il senatore di FI sveli le sue carte, Roma Nuoto ha la data entra la quale provare a convincere la Conferenza Servizi della bontà de proprio progetto preliminare. Come riporta Il Messaggero, in tema Flaminio entro il 9 Dicembre i proponenti della Roma Nuoto presenteranno le carte, rivedute e corrette sulla base delle prescrizioni della Conferenza Servizi.

A quel punto, gli uffici capitolini si prenderanno qualche giorno per chiudere la Conferenza Servizi. Al momento, la sensazione è che l’esito possa essere un sì con prescrizione. Valutazione che in ogni caso, giova ricordarlo, non impedirebbe al presidente della Lazio di presentare il proprio progetto di pre-fattibilità.

In tal senso, a seconda del giorno nel quale il tanto agognato deposito di questo materiale, capiremo se si aprirà una nuova Conferenza Servizi o si agirà nella stessa utilizzata per la Roma Nuoto. Misteri dell’Urbanistica nel XI secolo.  

Musica per Roma interviene sulla questione Flaminio

Tornando alla Lazio, il bilancio 2023 di Musica per Roma, in riferimento all’ipotesi Lazio-Flaminio, ha segnalato le enormi difficoltà derivanti dalla contemporaneità di eventi nel teatro di nervi, presso l’Auditorium di Roma, il Museo Maxxi di Via Guido Reni e del Palazzetto dello Sport di viale Tiziano. Difficoltà che con la Roma Nuoto non si presenterebbero considerato che l’afflusso di persone sarebbe uguale o comunque sostenibile rispetto a quello attuale.      

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Lazio, anche Gigot e Dele: che potenza dalla panchina! In Europa…

Uno dei segreti dello straordinario inizio di stagione della Lazio di Marco Baroni siede affianco al tecnico biancoceleste. La chiave è l’impatto straordinario che riescono ad avere tutti i giocatori della rosa, sia chi inizia dal primo sia chi subentra a gara in corso. Anzi, se possibile chi entra dalla panchina incide ancor più dei titolari. “Non ho titolari e riserve, vengo da campionati dove ho avuto bisogno di tutti. Voglio coinvolgere tutti” dice Baroni e ci sta riuscendo straordinariamente. La Lazio ha già trovato nove gol dalla panchina in queste prime 13 giornate, nessuno ha fatto meglio dei biancocelesti e il distacco da chi insegue è netto (Parma, Atalanta e Verona sono ferme a quota cinque). In Serie A poco più del 17% dei gol deriva dai panchinari, la Lazio supera abbondantemente il 30%. Un dato sorprendente che però spiega lo straordinario lavoro di Baroni, capace di coinvolgere tutta la rosa.

Lazio, numeri simili anche in Europa League

Non solo il confronto in Italia, ma anche in Europa nessuno riesce a tenere il passo dei biancocelesti. In scia alla banda Baroni c’è solo il Paris Saint Germaincon otto gol realizzati dai calciatori subentrati, anche se la percentuale è decisamente più bassa rispetto a quella della Lazio. I gol dalla panchina del Paris sono il 22% delle realizzazioni totali degli uomini di Luis Enrique in Ligue 1. Se consideriamo anche l’Europa League, la Lazio ha già trovato due gol in quattro partite dalla panchina, per un totale stagionale di undici reti dai subentrati. Un dato straordinario che Baroni vuole mantenere per tutta la stagione, cercando di dare spazio a tutta la sua rosa. Come succederà giovedì in Europa contro il Ludogorets, dove con ogni probabilità ci sarà un turnover pressoché totale per gestire al meglio le forze in vista di un mese di dicembre di fuoco per la Lazio tra Serie A, Coppa Italia ed Europa League. Tuttomercatoweb.com

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Stadio Flaminio e Roma Nuoto: ecco la data per la risposta del Campidoglio

Stadio Flaminio, Roma Nuoto e S.S.Lazio. Una lunga storia che a breve potrebbe far registrare una svolta importante. L’impianto di Nervi è infatti al centro di forti interessi per dare al catino capitolino una nuova veste. La prossima settimana darà una svolta essenziale al percorso amministrativo per la nuova vita dell’impianto ai piedi della Collina dei Parioli.

Il Messaggero infatti rivela la data della risposta della Conferenza servizi Preliminari del Campidoglio al progetto bis della Roma Nuoto. «Ai fini della valutazione congiunta delle prescrizioni impartite nei pareri, si convoca Roma Nuoto mercoledì 27 novembre ore 11», si legge infatti nella nota del  ‘Dipartimento Sport di Roma Capitale’.

Mercoledì prossimo quindi avranno luogo le valutazioni dei pareri fimati dai 16 soggetti chiamati in causa dall’amministrazione capitolina. Questi gli uffici preposti: la Soprintendenza di Stato e la Sovraintendenza capitolina, i Dipartimenti comunali Mobilità, Lavori pubblici, Ambiente, Urbanistica e Attività Produttive; gli uffici della Regione Lazio; quelli dell’Autorità di Bacino del Tevere. E poi, Atac, Areti e Fibercoop.

Il progetto della Roma Nuoto

A prima vista quello della Roma Nuoto appare un progetto meno invasivo rispetto a quello paventato dalla Lazio di Claudio Lotito. Il consorzio di imprenditori romani di fatto non dovrebbe rivoluzionare lo stato attuale dello stadio. Sono infatti previsti 14 negozi di vicinato, 7 all’interno di ogni curva, un esercizio commerciale supermercato (2.500 mq). In termini sportivi sarebbero realizzati  4 campi da padel, una pista del ghiaccio e una nuova piscina olimpionica. Inoltre, sotto gli spalti ipotizzato il restyling della Piscina Nervi, della palestra per la boxe, oltre a dare vita ad un centro per la medicina sportiva al posto della palestra di atletica. Previste anche le riqualificazioni delle palestre di scherma e di danza. Infine, il terreno di gioco, oltre al rugby, in tema calcio lo stadio verrebbe riservato alla nazionale maggiore femminile e all’Under21.

Come noto, Claudio Lotito aveva parlato di una finestra 20 novembre-5 dicembre per depositare in Campidoglio lo studio di pre-fattibilità. Ora c’è il bivio 27 novembre, vedremo se il presidente della Lazio sceglierà ancora di temporeggiare o entro mercoledì calerà gli assi in suo possesso.

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Lazio e sponsor: quali i più amati dai tifosi? Dallo storico “Cirio” del secondo scudetto fino ad oggi

Sin dalla loro introduzione risalente alla stagione 1981-1982 in risposta allo scandalo del calcioscommesse che macchiò il calcio italiano negli Anni ‘80, gli sponsor di maglia hanno rappresentato un’importante fonte di introiti per le società di calcio. I nomi e i loghi delle aziende che nel corso degli anni hanno legato il proprio nome alle squadre, non hanno soltanto contribuito economicamente al sostegno delle stesse, ma sono diventati un tratto distintivo, rendendo riconoscibili e iconiche le divise delle squadre di calcio, facendole entrare a pieno titolo nell’immaginario collettivo dei tifosi. Il discorso si applica perfettamente alla Lazio, di cui ripercorreremo gli sponsor dal primo all’ultimo.

I primi sponsor della Lazio tra Anni ’80 e inizio Anni ‘90

Il primo marchio a comparire sulle maglie biancocelesti nella stagione 1981/82 fu Tonini, azienda torinese che produceva grissini. Nelle due stagioni successive, invece, lo sponsor di maglia fu Sèleco, marchio italiano di elettronica di consumo, e fu una partnership particolarmente fortunata, poiché al termine della stagione 1982/83 la Lazio tornò in Serie A. Per il biennio 1984/86, lo sponsor fu Castor, un altro marchio di elettrodomestici. Dalla stagione 1986/87 fino al 1990/91 lo sponsor di un’altra maglia iconica (quella con l’aquila stilizzata, legata alla scampata retrocessione in C grazie agli spareggi) fu Cassa Risparmio Roma, istituto di credito poi trasformatosi in Banco Santo Spirito (sponsor della Lazio nella stagione 1991/92) e infine in Banca di Roma (sulle maglie degli Aquilotti dal 1992/93 al 1995/96).

Il periodo d’oro con Cirio, Del Monte e Siemens

Dal 1996-97 al 1999-2000, anno in cui vinse il suo secondo storico Scudetto, sulle maglie della Lazio campeggiò lo sponsor Cirio, consorzio italiano fondato specializzato nelle conserve alimentari. A questo sponsor in particolare, con cui i biancocelesti vinsero la Coppa Italia e giunsero in finale di Coppa Uefa nel 1997-98 sono legati alcuni dei ricordi più belli dei tifosi laziali. All’epoca, infatti, la Lazio era nel pieno della sua era d’oro vissuta con Sergio Cragnotti il quale divenne proprietario del club nel 1992, rimanendo al timone fino al sopraggiungere dei problemi finanziari dei primi Anni 2000.

Nella stagione 1998-99 la Lazio vinse la Coppa delle Coppe e la Supercoppa Europea e lo sponsor sulle sue maglie per quelle competizioni, così come per la Champions League della stagione 1999-2000, era Del Monte, marchio di conserve alimentari statunitense di cui Cragnotti era a capo. Dalla stagione 2000/01 alla stagione 2002/03, lo sponsor a cui è legato la vittoria della Supercoppa Italiana 2000-2001 fu invece Siemens Mobile, divisione della multinazionale tedesca Siemens AG, specializzata nella produzione di telefoni cellulari.

L’era Lotito, gli sponsor a singhiozzo

Dalla stagione 2004-2005, con l’avvento della nuova proprietà targata Claudio Lotito, la Lazio ha visto avvicendarsi sulle proprie maglie numerosi sponsor. Dopo Parmacotto, che campeggiava già dalla stagione precedente, insieme a Indesit per Coppa Italia e Champions, sulle maglie laziali per due stagioni, dal 2005/06 al 2006/07 c’è stata INA Assitalia. Quello della compagnia assicurativa, fu per lungo tempo l’ultimo sponsor di maglia “fisso” della Lazio.

In seguito, infatti, ha avuto inizio un periodo fatto di sponsor saltuari come Edileuropa (per alcune gare della stagione 2007-08 e 2009-10), Groupama (derby 11 aprile 2009), So.Spe (parte del campionato 2007-08), Pes 2009 (una partita 2008-2009), Paideia (comparso a più riprese dalla stagione 2009/10 fino alla stagione 2023/24), Regione Lazio (Supercoppa Italiana 2009), di nuovo Sèleco (alcune gare 2016/17 e stagione 2017/18) e VisitLazio.com (Supercoppa Italiana 2019).

Marathon Bet

Nel campionato 2018-2019, la Lazio è stata sponsorizzata da Marathon Bet, un’importante società di giochi e scommesse, che ha sostenuto il club di Lotito solo per una parte della stagione, a causa dell’introduzione del decreto dignità che ha posto fine alla partnership. Negli ultimi tempi però sembra che la politica italiana voglia modificare la suddetta normativa e far ritornare questo tipo di sponsorizzazioni. Se tale evenienza si concretizzerà, nel prossimo futuro non è difficile pensare che i principali operatori o più in generale i siti considerati anche secondo CasinoItaliani.it, importante realtà nel campo della comparazione casinò, come i migliori nell’ambito del gioco online possano tornare a sponsorizzare le squadre di calcio e, probabilmente, la Lazio sarà una delle società più appetibili proprio per l’importanza del suo brand nel mercato italiano.

Gli altri sponsor della Lazio fino a oggi

Spesso la Lazio è stata al centro del dibattito da parte dei suoi tifosi e degli addetti ai lavori per la questione sponsor. Da quando ha avuto sponsorizzazioni “a intermittenza”, poiché Claudio Lotito ha spesso sostenuto di non potersi legare a un marchio qualunque visto l’alto valore del brand Lazio, preferendo offrire di volta in volta lo spazio sulle divise della squadra alle diverse aziende che si avvicinano al club, è capitato molto di frequente che la Lazio scendesse in campo senza sponsor, a volte per intere stagioni.Questa circostanza ha dimostrato di essere molto apprezzata dai puristi, i quali sono fermamente convinti che la bellezza di una maglia da calcio risalti in particolar modo senza scritte o loghi che non siano quelli della squadra o dello sponsor tecnico. Dall’altra parte, però, c’è chi giustamente fa notare come senza sponsor vengano a mancare importanti introiti che potrebbero essere investiti sia nel miglioramento della rosa, che delle strutture del club. Ad ogni modo, quella che era diventata una consuetudine, si è interrotta nelle stagioni 2021/22 e 2022/23 con l’approdo sulle divise laziali di Binance, società che gestisce una piattaforma di scambio di criptovalute. L’accordo che era stato sottoscritto a ottobre del 2021 con due anni di contratto con opzione sino al 2024, poi non è più andato avanti (anche per problemi legati all’operatività di Binance in Italia, poi risolti. E così, da allora, il reparto marketing della Lazio è ancora alla ricerca di un nuovo main jersey sponsor. In tal senso la qualificazione alla prossima Champions League potrebbe rappresentare un’importante vetrina, capace di attrarre nuovi brand e nuove allettanti offerte per il club biancoceleste.

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Lazio, la quiete prima della tempesta. Calendario serratissimo per chiudere il 2024: arrivano le big

La quiete prima della tempesta. Due settimane di sosta precedono un tour de force per la Lazio di Marco Baroni. Un segmento di stagione fino al nuovo anno, che partirà domenica 23 novembre (Lazio-Bologna, 20.45). Seguirà la sfida europea contro il Ludogorets (28.11, Olimpico, ore 18.45), quindi terzo appuntamento settimanale, contro il Parma (Tardini, 1.12 ore 15.00). Non c’è sosta: tocca alla Coppa Italia: Lazio-Napoli, 5.12 ore 21.00 e bis (al Maradona, in Serie A) domenica 8, alle 20.45. Settimana durissima per la Lazio: il 12.12 c’è la trasferta di Amsterdam contro l’Ajax (ore 21.00) e poi direttamente il monday night contro l’Inter, all’Olimpico (16.12, ore 20.45). Le ultime due gare del 2024 saranno contro il Lecce (21.12, 20.45) e l’Atalanta (28.12, 20.45). 9 gare in poco più di 30 giorni prima del nuovo anno e delle nuove sfide, anche loro, ravvicinate.

23.11 Lazio-Bologna

28.11 Lazio-Ludogorets (UEL)

1.12 Parma-Lazio

5.12 Lazio-Napoli (Coppa Italia)

8.12 Napoli-Lazio

12.12 Ajax-Lazio (UEL)

16.12 Lazio-Inter

21.12 Lecce-Lazio

28.12 Lazio-Atalanta

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Lazio, classifiche a confronto, il dato dopo 12 partite: Baroni vola

La Lazio, classifiche alla mano, è la squadra più cresciuta rispetto alla scorsa stagione. Dopo 12 giornate, la squadra di Baroni ha ben 8 punti in più rispetto alla stagione 2023/24. 25 i punti raccolti finora, mentre erano 17 la scorsa stagione. Baroni ha letteralmente rivoluzionato la Lazio anche in campo europeo: i biancocelesti viaggiano a punteggio pieno nella classifica unica, con 12 punti raccolti dopo 4 partite.

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Lazio, i segreti di Baroni: rotazione e cambi, ben 7 gol dai subentrati

Saper sfruttare tutti gli elementi a propria disposizione. Tra le tante caratteristiche di questo inizio di stagione in casa Lazio forse la prerogativa principale di Marco Baroni è la capacità di coinvolgere tutti i calciatori a sua disposizione. “Sono contento perché i tre gol sono arrivati da Noslin che non giocava da tanto e da due subentrati. Questo fa piacere perché chi entra va dentro nel momento più importante della partita, il fatto che questo gruppo sia tutto acceso è importante”. Questo il Baroni pensiero dopo i tre gol al Genoa, che rappresentano ancora una volta la forza di questa Lazio. Non c’è un singolo riferimento, un leader intorno al quale costruire la fase offensiva come per tanti anni è successo con Immobile, con risultati straordinari. Baroni ha creato una cooperativa del gol, capace anche di risolvere uno dei problemi cronici della Lazio.

Si è sempre detto che la Lazio di Inzaghi prima e Sarri poi con l’undici titolare poteva giocarsela con tutti in Serie A. Il problema sorgeva con i cambi, la mancanza di alternative di qualità capaci di far rifiatare i big e di competere su più competizioni. La Lazio di Baroni ha completamente smentito questo teorema, facendo tantissime rotazioni è prima in Europa League e dei 26 gol stagionali ben sette sono arrivati da subentrati. Tre nelle ultime due partite, con Isaksen a segno in Olanda e e le due reti realizzate da Pedro prima e Vecino poi con il Genoa. A queste vanno aggiunti i gol di Isaksen a Udine, Noslin a Torino, Zaccagni col Nizza in Europa League e Pedro contro l’Empoli all’Olimpico. Tuttomercatoweb.com

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Paparelli, 28 ottobre e un dolore mai svanito

E rieccoci qui, al 28 ottobre. Una data che per sempre, per tutti i tifosi laziali, riporterà con la mente a quanto accaduto nel 1979. Quel giorno doveva essere uno come tanti altri in cui si giocava il derby della Capitale, Roma contro Lazio, per una rivalità che avrebbe incendiato il cuore della città in 90 minuti di emozioni forti. Ma quella partita resterà nella storia per un tragico fatto di cronaca, perché prima ancora che il fischio d’inizio risuonasse nell’Olimpico, accadde qualcosa che nessuno avrebbe mai potuto dimenticare. Vincenzo Paparelli, tifoso laziale, pagò con la vita un assurdo atto di violenza.

Paparelli, un simbolo

Quella giornata segna una ferita aperta, un trauma che ancora oggi, a distanza di 45 anni, rimane una pagina terribile della storia del calcio. Vincenzo Paparelli era un uomo comune, un lavoratore, un padre di famiglia. Viveva la sua passione per la Lazio con il cuore e l’anima. E in quella domenica di fine ottobre, in un’epoca in cui le rivalità calcistiche, anche se già accese, non avevano ancora raggiunto i livelli di violenza che purtroppo oggi conosciamo, si trovava seduto in Curva Nord, insieme a migliaia di altri tifosi, in attesa che la partita iniziasse. Un istante, uno soltanto, e cambiò tutto. Un razzo sparato dalla Curva Sud lo colpì mortalmente. Non c’era motivo, non c’era logica. Solo un atto di cieca incoscienza, un gesto che gli strappò via la vita. Da quel giorno, tra quei gradoni dell’Olimpico, resta un vuoto incolmabile. Paparelli divenne immediatamente il simbolo del tifoso innocente, di quella parte del calcio che vive di passione e amore per la squadra, e che non avrebbe mai dovuto trovarsi al centro di una violenza insensata.

Paparelli nei cuori dei tifosi

La sua morte segnò un punto di svolta, un momento di consapevolezza per tutto il calcio italiano, sebbene ancora oggi ci sia qualche idiota che “celebra” la ricorrenza con abominevoli scritte sui muri di Roma. A distanza di 45 anni, Vincenzo Paparelli è ancora lì, nei cuori di chi vive la Lazio con la stessa passione che lui nutriva. Il suo nome è scolpito nella memoria collettiva del calcio italiano, un ricordo doloroso ma necessario. La sua storia è un inno alla pace e al rispetto. È un simbolo eterno di cosa significa essere tifosi nel senso più puro. La sua tragedia è una ferita che mai si rimarginerà, ma il suo rico do vive nelle voci della Curva Nord. Ogni derby. Ogni partita. Ogni 28 ottobre. Corriere dello Sport