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‘SVB’ – Stramaccioni: “Lazio da Champions? Aspettiamo gli scontri diretti. Bene Baroni, Dia-Castellanos bella coppia e sui nuovi acquisti…” – (AUDIO)

L’ex allenatore di Inter e Udinese, attuale commentatore DAZN, Andrea Stramaccioni, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’ per commentare il momento della Lazio, esaltando Dia e Tavares, parlando dell’ipotesi Champions.

“Conoscete la mia fede calcistica ma a casa sono circondato. Mia moglie è della Lazio, mio cognato è in Nord. Quando mi fidanzai chiesi a Manzini la maglia di Ledesma, che poi  ho allenato al Panathinaikos. Quando lavoro non penso alla squadra in sé, ovviamente, poi magari mi capita di parlarne in casa. E non capisco chi nasconde la sua simpatia”.

“Se mi aspettavo questo campionato? Tutto nasce dall’Inter che lo scorso anno aveva fatto il vuoto intorno, aveva dominato con i punti e le prestazioni. In questo avvio ha avuto una marcia in meno ma ora si sta riprendendo; domani con la Juventus sarà un bel test. A questo aggiungo il fatto che quest’anno ci sono squadre più competitive”.

“Il Napoli è una compagine rigenerata, con Conte e Lukaku più i tre i cambi rispetto alla rosa che ha vinto lo scudetto: Buongiorno per Kim, McTominay per Zielinski e Lukaku per Osimhen.  La Juventus non mi colpisce per incisività; la sensazione è che la Lazio in 10 contro i bianconeri meritasse il pari. Il Milan ha alti e bassi, Fonseca lavora in una situazione non facile. Altre squadre sono un po’ indietro, vedi l’Atalanta che poi fa bene anche in Europa. La Lazio a me piace, stimo tantissimo Baroni, l’ho sempre detto”. 

“Dove finiremo col Var? Sono sempre molto positivo. Ragiono da chi sta in panchina, da chi è in campo. Il colpo di Douglas Luiz su Patric mi ha fatto arrabbiare perché ha caricato, è un gesto che dimostra che gli si è chiusa la vena (sorride, ndr). In quel caso neanche era una ripicca, perché non mi sembrava fosse accaduto qualcosa tra i due durante la sfida. Io mi rendo conto che ci sono delle regole che fanno sì che gli arbitri facciano fatica a mantenere le stesse valutazioni”.

“La prima impressione del Var è che il contatto è stato ‘fortuito’: capisco che si deve decidere in poco tempo e si deve valutare un episodio che potrebbe essere decisivo, ma non è stato fortuito e poi situazione così la deve decidere l’arbitro, come accaduto in Milan-Udinese. Serve una linea coerente. Chiaro che le regole sono complicate, vedi per esempio quella sul fallo di mano. Di passi avanti se ne sono fatti tanti, ora giocare senza Var sarebbe impossibile”.

“Ambizioni Lazio? Il centro di questo cambiamento è l’allenatore, che ha portato un’energia positiva. Vedo un entusiasmo che non vedevo da tempo nella Lazio. A dimostrarlo anche l’abbraccio contro il Twente a Dia, quando ha rimediato l’espulsione del portiere avversario. Queste cose hanno un valore enorme, sono il termometro di un’atmosfera”.

“La Lazio è piacevole da vedere, diverte. Ha un gioco veloce ed offensivo. Gioca con uno schema nuovo ma rispolverato. Dele-Bashiru è un talento; non lo vedo ancora titolare, in Turchia si era perso, ma ha potenzialità. Fa uno strappo all’85’ in Europa League che si porta via tre calciatori del Twente. Questo dimostra che Baroni valorizza tutto”.

Stramaccioni: “Che colpi Dia e Tavares!”

“L’asse Dia-Castellanos mi piace molto. E, per quanto riguarda i nuovi, Dia e Tavares sono due giocatori forti; poi un esterno sinistro così mancava da tempo a Roma. Non capisco perché non sia ancora arrivata la chiamata del Portogallo, ma penso arriverà. Gigot è un giocatore solido. È stato il capitano del Marsiglia. Immagino non rientrasse nei piani della nuova gestione. Può dare sicuramente il suo contribuito”.

“I giocatori che spostano solo quelli citati. Altro profilo forte è quello di Castellanos; lo sostengo da sempre ma era difficile alternarsi un una situazione complicata come quella dello scorso anno e con Immobile. Con Dia forma una delle coppie più interessanti della Serie A”.

“Lazio da Champions? Alla squadra direi di stare ‘calma’. C’è un progetto frizzante. Ogni tanto nel calcio avere un check point dal presidente per il tifoso è importante, cosa che ha fatto molto bene Lotito nell’intervista a Dazn. Ora la Lazio sta costruendo un nuovo ciclo, con un allenatore di campo, non un gestore di grande campioni. Io credo che ora la Lazio sia dietro alle milanesi, Juve Napoli ci metto anche l’Atalanta, però è una squadra che può crescere. Aspetto gli scontri diretti. In questo momento la Lazio ha partite, se vogliamo, abbordabili e servono per arrivare agli scontri diretti e fare il meglio”.

“Ala destra punto debole? Per me chi ricopre quel ruolo deve fare un lavoro di raccordo, considerando che hai Dia, Castellanos e Zaccagni. Pulisic nel Milan fa questo lavoro in maniera straordinaria. Lasciamo lavorare i ragazzi che ci sono. Isaksen e Noslin sono giovani. Questa bella Lazio che fa divertire deve avere anche equilibrio: diamo fiducia a questa ragazzi”.

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‘SVB’ – De Marchi: “Lazio superiore al Twente ma occhio al talento di Steijn” – (AUDIO)

L’ex giocatore di Bologna e Juventus, ora agente Fifa, Marco De Marchi, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’ per anticipare i temi di Twente-Lazio.

“Le partite europee sono sempre piacevoli, dal sapore particolare. Il campo del Twente è molto caldo, pressione importante ma la Lazio ha giocatori di grande personalità. Il Twente si è consolidata negli ultimi anni, quasi a competere con il PSV che veleggia verso l’ennesima Eredivisie”.

“Squadra organizzata, individualità con tanto possesso palla. Mi aspetto gara bella e combattuta. Squadra con molta mobilità, intesa come intercambiabilità nei ruoli e dinamismo che distingue le squadre olandesi. Non abbassano mai la testa neanche nei momenti in cui si subisce”.

“La Lazio ha tutte le possibilità per portare a casa un risultato positivo. Loro hanno un centrocampista offensivo con numeri pazzeschi anche se non ruba l’occhio. Parlo di Stejn, uno dei trequartisti che attualmente si muove da sottopunta dietro Lammers. L’anno scorso fece 17 gol in campionato, ora è già vicino a quota 10”.

“Baroni come allenatore è cresciuto molto, sta facendo molto bene. Talenti da proporre? Stejin di cui ho la delega per l’Italia, ha caratteristiche importanti di inserimento e reti. Ma non voglio aggiungere altro, aspettiamo la gara di stasera”.     

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‘QUELLI CHE…’ – ‘LeastSquares’: “Lazio, record di utili, ora ecco come Lotito può rendere la crescita meno episodica. Su main-sponsor e stadio…” (AUDIO)

Intervista all’esperto economista ‘LeastSquares’ (su X) ai microfoni di Radiosei

La Lazio da qualche settimana ha pubblicato il suo ultimo bilancio. A quale periodo si riferisce? Quali sono secondo te gli aspetti più significativi che emergono?

“Parliamo del bilancio chiuso al 30 giugno 2024. Non parliamo di quello che è accaduto nella stagione corrente, ma della precedente, quella della Champions League. Questo è il bilancio dei record senza dubbio, perché sono stati messi a segno quasi 200 milioni di euro di ricavi, c’è il record di utili, il più alto dell’era Lotito con 38,5 milioni di euro, che eguaglia il dato del 2018. Sono risultati molto positivi che contribuiscono a dare una bella risistemata al bilancio della Lazio, dopo cinque anni in cui era stato sempre chiuso in rosso. In particolare se analizziamo gli ultimi cinque esercizi del gruppo Lazio, notiamo che il rosso accumulato si attesta esattamente a 100 milioni di euro. Serviva un bilancio in utile, una bella notizia per la Lazio e suoi tifosi”.

Quali sono le strade per rendere questa crescita meno episodica e legata ai risultati del campo?

“Premetto che come tifosi dovremmo essere contenti se la Lazio incrementa i ricavi, perché solo così si possono incrementare i costi, che significa maggior valore della rosa e maggior competitività. Il risultato di quest’anno riflette componenti erratiche come la partecipazione in Champions e le elevate plusvalenze, fattori che non si ripetono ogni anno e su cui non si può sempre contare. Per incrementare in maniera stabile i ricavi della Lazio sicuramente un canale è quello delle plusvalenze, da realizzare però in maniera stabile, senza aspettare l’episodio, ma costruendo un canale di scouting per avere una componente di ricavo stabile. C’è sicuramente la strada degli sponsorizzazione, della pubblicità e del merchandising, che anche ha buoni margini di crescita e poi anche lo stadio contribuirebbe ad ampliare i ricavi del club”.

Come è spiegabile la mancanza del main sponsor sulla maglia della prima squadra?

C’è una spiegazione razionale di questa mancanza, che lega i ricavi ottenuti dallo sponsor al valore del marchio. In particolare c’è una corrispondenza biunivoca, ovvero se io fisso un valore del marchio, allora posso ricavare un aumentare delle sponsorizzazioni che è coerente con questo valore, viceversa se io fisso un valore della sponsorizzazione indirettamente posso risalire al valore del marchio. Se io società ricevo un’offerta per una sponsorizzazione che ritengo bassa, posso rifiutarla e indirettamente rifiuto anche il valore che il mercato attribuisce al mio marchio, ritenendo che sia più alto.

La Lazio rifiuta offerte che non ritiene congrue con il suo reale valore, ma da qualche parte bisognerà pur iniziare.

“È un ragionamento valido se nel momento in cui si continua a non avere uno sponsor, si investe affinchè arrivi un’offerta congrua. Per fare ciò occorre investire nella comunicazione e nel marchio. Secondo me su questi aspetti la Lazio è carente. Penso alla Ryder Cup di Guidonia in cui non c’era lo stand della Lazio, ma anche alle visualizzazioni social dei canali di altre società. Un’azienda cerca visibilità, quindi se tu come società hai una bassa visibilità, è difficile che poi arrivi una sponsorizzazione congrua”.

Quanto e in che modo uno stadio di proprietà come il Flaminio potrebbe incidere sul futuro e sul destino economico di una società come la Lazio?

Secondo me parecchio. Sicuramente il Flaminio comporta effetti di natura patrimoniale, avere uno stadio vorrebbe dire patrimonializzare la società aumentandone il valore. Porterebbe anche ad un aumento dei ricavi e delle presenze allo stadio, con conseguente aumento dei prezzi, come si registra nei dati di strutture costruite recentemente. La vera sfida della Lazio è quella di incrementare i ricavi anche in maniera slegata dagli eventi di calcio, quindi cercare di utilizzarlo tutti i giorni della settimana, anche d’estate. Penso ad esempio al museo, ai centri commerciali e all’utilizzo per i concerti. Un altro aspetto fondamentale che non viene mai menzionato quando si parla di stadio di proprietà, riguarda i vantaggi non economici. C’è tutta un’ampia letteratura a disposizione che mostra in maniera rigorosa come il tifo abbia dei risultati favorevoli per le prestazioni, quindi togliendo la pista di atletica e avvicinando il pubblico, otterremmo anche un vantaggio dal punto di vista dei risultati sportivi”.

Considerando la consistenza patrimoniale del gruppo Lotito, rispetto ad altri club italiani, ritieni di poter elogiare o criticare i risultati ottenuti?

“Dipende. Se noi consideriamo i limiti della Lazio, secondo me ha ottenuto ottimi risultati. Basti pensare che il costo rosa della Lazio è molto più vicino a quello del Torino e la metà di quello della Roma, sicuramente per quello che è stato speso si è ottenuto molto di più. Questa è una delle note di merito della società. L’aspetto meno positivo è quello della capacità di spesa: secondo me la Lazio ha fatto molto poco per allentare i vincoli che ha, come se fossimo vittime di una sorta di legge deterministica per cui la Lazio debba avere il sesto fatturato della Serie A nei secoli dei secoli. Sento spesso dai tifosi questa accettazione passiva, che è sbagliata, perché il fatturato e limiti di spesa della Lazio non sono esogeni, non vengono cioè dall’esterno. Si deve investire per incrementare il fatturato, qui secondo me la società è mancante e bisogna fare molto di più”

Quanto potrebbe valere una società come la Lazio sul mercato?

“È una domanda difficile perché risulta difficile stimare il valore di una società di calcio. Lo scorso maggio KPMG (una rete di società indipendenti, di fornitura di servizi professionali alle imprese, specializzato nella revisione e organizzazione contabile, nella consulenza manageriale e nei servizi fiscali, legali e amministrativi, ndr) ha pubblicato le stime del valore dei club, con dati disponibili a gennaio. Per la Lazio il valore stimato è intorno ai 450 milioni di euro. C’è da dire però che esistono una serie di motivazioni per le quali Lotito potrebbe attribuire alla Lazio una valore nettamente superiore, sono considerazioni di carattere prospettico, come ad esempio la crescita della Serie A, molto indietro rispetto a campionati come la Premier League o la Bundesliga. Anche lo stadio incrementerebbe il valore, poi ci sono effetti di visibilità che Lotito sicuramente trae dal club, le sinergie con le aziende del gruppo Lotito, le famose parti correlate e infine c’è “l’effetto dotazione”, che ci porta ad attribuire alle cose in nostro possesso un valore molto maggiore di quello che effettivamente hanno”.

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‘QUELLI CHE…’ – Fascetti: “Baroni imprevedibile, si merita la Lazio” (AUDIO)

EURGENIO FASCETTI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La Lazio mi sta piacendo, le cose stanno andando bene, mi sembra brillante e positiva. Baroni va lasciato lavorare, cambia spesso, è imprevedibile, mi piace. Mi ricorda il mio Varese, eravamo pericolosi, non sapevano come prenderci. Baroni ha scelto la via lunga per avere questa opportunità, sono felice perché se lo merita”.

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‘9 GENNAIO’ – Stendardo: “Lazio oltre l’ingiustizia. Baroni e la squadra stanno costruendo un bel futuro. Tavares strepitoso” (AUDIO)

GUGLIELMO STENDARDO in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

L’Uefa Pro è il corso che ho acquisito e che abilita ad allenare in Italia ed in Europa ai massimi livelli. Per me è un punto di partenza perché getta la base per evolversi ed approfittare di occasioni utili per dimostrare il mio valore. Il calcio è stato sempre al centro degli studi giuridici che ho fatto, oggi la figura del tecnico è cambiata, è un manager con competenze specifiche e flessibili che riguardano anche la psicologia del gruppo che va gestito.

E’ abbastanza palese l’errore del Var in Lazio-Juventus. Non è stato visto il gesto antisportivo di Douglas Luiz che andava espulso. La partita lì è cambiata. Nonostante l’ingiustizia ho visto una squadra ben messe in campo che non ha concesso molto alla squadra di Motta. La Lazio deve subito ripartire, perché vedo una squadra gagliarda, che lotta, gioca e sta costruendo un bel futuro.

Baroni è stato sottovalutato. La Lazio è il punto più alto della sua carriera, ma l’anno scorso ha fatto un capolavoro a Verona. E’ arrivato nello scetticismo più totale. Si è adattato alle caratteristiche dei giocatori, ha trovato l’abito giusto alla squadra nelle scelte e nella comunicazione semplice e chiara. E’ una persona che piace con competenze importanti. La squadra sta rispondendo alle sue sollecitazioni, lottando e divertendosi.

Serve un miglioramento in fase difensiva, ma crea tante palle gol, attacca gli spazi con più uomini. Tavares, poi, è un giocatore strepitoso. Ha volte porta tanto palla, ma perché si fida molto della sua energia e fisicità. Non conta il modulo, è la predisposizione al sacrificio che ho visto dopo l’espulsione di Romagnoli con la Juventus che fa la differenza. La partita a livello difensivo è stata quasi perfetta, anche grazie al lavoro degli attaccanti.

Rovella ha delle grosse qualità in fase di possesso, ma soprattutto ha una grande corsa in fase di non possesso. Con Guendouzi forma una coppia a centrocampo di grande quantità e qualità”.

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‘NMM’ – Marcolin: “Compatta e cattiva, la Lazio sa anche reinventarsi. Douglas Luiz-Patric? Ecco come la penso…” (AUDIO)

DARIO MARCOLIN in collegamento a ‘NMM’

Nel ’92 il mio primo ritiro con la Lazio, l’ho fatto con Zoff.

La partita della Lazio è iniziata benissimo, in maniera offensiva con la Juventus che faceva fatica ad uscire. Sembrava di essere all’Olimpico, la squadra di Baroni ha giocato allo stesso modo. Poi i biancocelesti si sono dovuti reinventare. Si è notato lo spirito di squadra.

Castellanos si è visto poco ma ha corso come un matto, pur non prendendo troppo palla; ha chiuso le vie centrali della Juve.

Il gol nel finale è sempre un rammarico. L’episodio di Douglas Luiz va richiamato dal Var. La mia idea è come quella di Rocchi: non mi avrebbe sorpreso se lo avessero espulso.

Negli ultimi minuti la Lazio ha sofferto perché la Juve stava dando il tutto per tutto, ricordiamo però che è stata per oltre un’ora in 10.

Tavares nel finale fatica sempre, fa più metri degli altri. Rovella corre tantissimo ma nei 15 metri, lui sui 50.

La Juve non ha messo centravanti, ma tanti uomini davanti: era l’unico modo per scardinare la Lazio. Centralmente la Lazio è stata solida, loro hanno provato a sfondare sugli esterni.

Isaksen? Quando c’è stato il cambio con Patric le opzioni erano due: sacrificare lui o Dia; lì si poteva togliere Isaksen e mettere Dia a destra, credo che Baroni ha scelto di tenere il danese perché è più ordinato dietro. Ha avuto una logica il cambio. Poi è chiaro che la partita è diventata fisica e lui lo perdi un po’ in questi casi.

La Lazio ha cattiveria, compattezza e ha aggiunto la componente difensiva perché fino ad ora l’avevamo vista sempre offensiva.

L’ultimo espulso in avvio di partita è stato Favalli e poi abbiamo vinto un derby. Da qui è nata la diceria che si gioca meglio in 10 (ride ndr). Quando c’è l’espulso all’inizio mi viene sempre in mente quella gara.

Quando un tecnico gioca all’attacco nessuno potrà mai dire niente, tutti sono contenti: la bravura di Baroni è stata questa, creare una Lazio offensiva e tutti lo hanno seguito. La Lazio nei primi 20′ di Torino ha dato un bel segnale.

Se a centrocampo serve un calciatore alla Marcolin? Per me serve un uomo di interdizione, Castrovilli può essere offensivo, Vecino è offensivo. Serve l’Anguissa di turno, che ha anche fisicità. Alla lunga gli impegni che hai si sentono. Forse Guendouzi è un regista e non se ne era accorto nessuno, lo conoscevamo come il calciatore che si buttava dentro. Queste sono qualità che ha aggiunto alla sua carriera. Ci vuole un sostituto. Rovella soffrirà meno il calendario fitto“.

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‘SVB’ – Frezza: “I miei figli sono cresciuti con Adamo Dionisi. La Lazio? La fede del ‘Marchese’ era indiscussa” – (AUDIO)

L’attore Mirko Frezza è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’ per commentare il momento della Lazio, ricordando anche il collega Adamo Dionisi, scomparso ieri a 59 anni.

“La prima volta l’ho visto al mare quando avevo 20 anni. Era un fratello maggiore ma a volte anche minore visto che aveva scatti non male. La violenza sulla moglie? Non era sposato, qualcuno ha scritto di violenza ma lui è stato assolto e ha sempre rispettato le donne”.

“Adamo a differenza da me già prima del carcere aveva sempre studiato, lo chiamavano ‘Il Marchese’. Aveva una preparazione culturale, era un grande scrittore. Cose molto personali, le prime poesie le ha scritte a 9 anni. Riusciva a descrivere anche giornate terribile facendole diventare belle”.

“Tutti discutevamo con Adamo, ma lui è cresciuto con i miei figli. Tutto è nato da un’ischemia al cervello, poi in ospedale hanno visto che la situazione era gravissima. Era poliglotta, con due giorni in Spagna imparavo lo spagnolo. Io sono un po’ pigro, lui insisteva affinché io studiassi le lingue straniere ritenendole importanti per un attore”.

“La sua fede laziale era indiscussa. Lui ha avuto altri compagni di viaggio in questa avventura. L’ha sempre sostenuto, ha amato veramente lo sport e quando la Curva non rispecchiava certi valori ha deciso di lasciare”.

“Gli errori nel passato? Ne parlavamo spesso, ci siamo sentiti di far parte di qualcosa di cui non andiamo orgogliosi ma che adesso ci aiuta a parlare con i ragazzi per non ripetere certi errori. Adamo era “la ricerca del perché”, con i ragazzi che avrebbero potuto fare gli stessi sbagli non puntava il dito ma cercava il confronto per aiutarli a crescere”.    

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Corbo: “Juve incerottata e con la pressione del risultato. Lazio? Attenzione a Tavares e Zaccagni”

Il corrispondente della Juventus per calciomercato.com, Cristiano Corbo, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei per presentare il match odierno della Lazio in casa dei bianconeri.

“Credo alla tranquillità di Motta anche se la Juve arriva incerottata alla gara di stasera e pure arrabbiata per il pari col Cagliari. A questo si aggiunge la pressione del risultato per i bianconeri. La Juventus ora ha un trittico di partite importanti, vincere oggi darebbe tranquillità. Resta evidente come i bianconeri non arrivano al meglio alla sfida con la Lazio”.

“Cabal terzino sinistro? Credo che Motta si fidi molto di lui. A destra ci sarà Cambiaso alto per aiutare i compagni con Tavares; credo l’abbia studiata così il tecnico. Condivido i dubbi su Cabal, ma la sensazione è che lasci in panchina anche valide soluzioni per alternare”.

“Weah e Fagioli magari verranno utilizzati a gara in corso. Rouhi può essere un sostituto sulla sinistra per Cabal. Parliamo di un terzino mancino che però può giocare da entrambe le parti. Danilo è in fondo alle gerarchie”.

“Motta? Critiche eccessive su Allegri, Thiago è stato accompagnato da una narrativa buona, positiva, che serviva alla Continassa. Credo che il nuovo tecnico sia all’inizio di un percorso, la Juve è dove si aspettava di essere, anzi, forse non si aspettavano questi progressi dal punto di vista del gioco”.

“Ora queste tre gare daranno la misura di quello che potrà fare la Juve in stagione: pure se arrivassero 4-7 punti contro Lazio, Stoccarda e Inter sarebbero tutti contenti”.

Tavares è molto temuto per quello che ha fatto vedere in questo avvio di stagione, Zaccagni è il calciatore che può fare più male. Aggiungo anche l’importanza di Taty. Tanti giocatori della Lazio sono importanti, anche se la Juventus ha la miglior difesa d’Europa c’è da stare molto attenti pure agli esterni”.

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‘9 GENNAIO’ – Jacobelli: “Lazio e Baroni appassionanti, con la Juventus opportunità e controprova”

XAVIER JACOBELLI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

La Lazio è più sorprendente della Juventus. La squadra di Baroni si impone all’attenzione generale perché era complicato immaginare una partenza del genere. Il gioco è particolarmente brillante, i risultati sono importanti, sembra in stato di grazia, sta premiando il lavoro del proprio allenatore. Credo che il test con la Juventus possa rappresentare una reale controprova. Va rimarcato il lavoro di Baroni, sta sfruttando l’opportunità che gli è stata concessa nel miglior modo possibile. Questa è una squadra appassionante, nessuno può non applaudire questa Lazio.

Il tecnico biancoceleste non va considerata una sorpresa, nella sua carriera ha sempre fatto cose splendide. Sono stati passaggi di una carriera finalizzati a questa opportunità. Mi piacciono la sua sobrietà, ma anche le sue capacità tecnico-tattiche. La dimensione laziale è diversa dalle precedenti esperienze, ma va sottolineata anche la chiave offensivistica che ha dato alla squadra con le sue scelte. L’intuizione di aggiungere Dia è notevole, è una di quegli esempi che raccontano molto delle novità importanti introdotte.

Motta ha già ottenuto risultati significativi, sia in campione che in Europa. La partita con la Lazio capita a proposito per misurare la capacità della squadra di reagire alle diverse ed importanti defezioni che l’allenatore deve gestire. Motta ha coraggio, il confronto con la Lazio si annuncia molto interessante. Non credo che i biancocelesti vogliano snaturare la propria natura offensiva, anzi, credo abbia consapevolezza dell’occasione che ha. Sarà una sfida ad alta quota, soprattutto perché è evidente quanto da questa partita scaturirà un’indicazione molto chiara sulle potenzialità di entrambe”.

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‘NMM’ – Rossi: “La Juve soffre il ‘catenaccio’, ma la Lazio non deve snaturarsi. A gennaio prenderei…” (AUDIO)

Mister Delio Rossi in esclusiva ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘NMM’

Juventus-Lazio

“Allo Stadium si parte sempre sfavoriti, ma fino ad ora la forza della Lazio è stata anche la leggerezza e la serenità nell’affrontare il campionato. E’ ancora presto per definire la reale posta di questa partita, siamo appena all’ottava giornata. La Juve ha una difesa forte, al netto dell’infortunio di Bremer. Soprattutto, è andata in difficoltà contro le squadre che si sono chiuse, mentre con quelle che l’hanno affrontata a viso aperto ha dilagato. Stanno cercando ancora un’identità ben precisa, il gioco è ancora farraginoso. Io non credo che Baroni cambierà la mentalità della sua squadra per affrontare la Juventus. Non credo che metterà in piedi il classico fortino. La sua Lazio ha caratteristiche precise, bisogna fare la prestazione con l’identità che l’ha contraddistinta fino ad ora. Sarebbe controproducente Diciamo che le caratteristiche della Lazio si ‘incastrano’ bene con quelle della Juventus”.

Baroni e mercato di gennaio

“E’ uno dei pochi che si è veramente meritato un’occasione simile. La società è stata brava. Sono stati presi giocatori non eccellenti, ma più o meno dello stesso valore. Prima c’era uno scalino più grande – di valori – fra tanti giocatori della Lazio. Ora vedo una rosa omogenea. Gennaio? Io cercherei un Lucas Leiva giovane. Mediano che sappia dettare i ritmi alla squadra, magari da crescere nel tempo. In seconda battuta, un difensore centrale che sappia giocare a campo aperto, che accetti l’uno contro uno. L’importante è non sedersi, non dire ‘le cose vanno bene, restiamo così’. Al contrario, la ricerca di miglioramenti per la rosa va fatta proprio quando le cose vanno bene”.