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Lazio, trequarti da rifare: si pensa di nuovo a Cambiaghi

[…] Molte scelte di mercato dipendono però da Kamada, che ancora non ha deciso se rimanere o no. La Lazio già a gennaio seguiva Cesare Casadei, mezzala del Chelsea di 21 anni. A causa degli addii di Felipe Anderson e Pedro, più quello probabile di Luis Alberto, serviranno due-tre trequartisti. Si pensa dunque di nuovo a Cambiaghi dell’Atalanta, in prestito all’Empoli. Ha 23 anni e non sarà facile strapparlo a Percassi. Occhio anche a Dia e Tchaouna della Salernitana e a Barak, che aveva già avuto Tudor a Verona. Passo indietro per Rocco Vata. Lo riporta il Corriere dello Sport

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Lazio, priorità trequarti sul mercato: seguito Baturina della Dinamo. E per l’attacco riecco Retegui…

La Lazio valuta gli acquisti in vista della prossima stagione. Oltre a Barak, che Tudor riabbraccerebbe volentieri dopo averlo avuto a Verona, per Repubblica, i biancocelesti seguirebbero anche Martin Baturina della Dinamo Zagabria per rinforzare la trequarti, che perderà Pedro, Felipe Anderson, Kamada e probabilmente Luis Alberto. Anche in attacco i biancocelesti dovranno muoversi.

Il sogno, in caso di addio di uno tra Castellanos e Immobile, è Mateo Retegui, che il Genoa potrebbe cedere anche in prestito oneroso con obbligo di riscatto.

A centrocampo il nome caldo è quello di Sissoko dello Strasburgo, in scadenza di contratto, con cui la Lazio ha già avuto contatti positivi ma deve fare in fretta per battere la concorrenza.

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Lazio, i soldi di Felipe a Zac (oggi la firma): non è un caso ma un calcolo. Fabiani: “Tempo vacche grasse è finito”

Chiodo schiaccia chiodo, cuore e testa al futuro. Per un simbolo che va, ne resta un altro. Lunedì Felipe saluta e il Palmeiras annuncia il nuovo matrimonio a giugno, nella notte Zaccagni resta e trova l’accordo totale per il rinnovo sino al 2029 a quasi 3 milioni a stagione più 500 di bonus. La firma arriverà oggi stesso con Mattia e l’agente Giuffredi a Formello. Stavolta col massimo tempismo, a livello strategico e comunicativo, per placare il malcontento di una piazza in fermento. Le cifre accettate dall’ex Hellas sono le stesse proposte, e poi rifiutate, da Anderson. Non può essere solo un caso, come il fatto che non tutti in società abbiano storto il naso per l’addio del brasiliano, nell’ottica di una politica di ringiovanimento. Lotito voleva trattenerlo perché lo considera un figlio, ma un quinquennale per un 31enne rischiava di ricalcare il solco di certi errori già commessi in passato. Zaccagni ha invece ancora 28 primavere e, riacquistato potere sul cartellino (in scadenza nel 2025), chiunque dovrà trattarlo alle esose condizioni della Lazio. La Juventus e Giuntoli hanno già bussato, ma Mattia (che non ci sarà il 23 aprile nella semifinale di ritorno di Coppa Italia) sta bene con la moglie Chiara e il figlio Thiago (in arrivo la secondogenita) a Roma e, per questo, non vedeva l’ora di firmare il prolungamento tanto atteso.

INCASTRO

C’era una promessa fatta da Lotito a Zaccagni al suo matrimonio. Con Felipe out e Mattia in, si concretizza un altro gioco a incastro. Un po’ come era successo, a luglio scorso, con Milinkovic e Luis Alberto: lo stipendio risparmiato col serbo destinato allo spagnolo. Un errore forse allora per la Lazio, ancora irritata (chiederà i danni in caso di braccio di ferro) per l’uscita a gamba tesa del Mago, che ha chiesto pubblicamente la risoluzione del contratto, favorendo le speculazioni di eventuali pretendenti (in Qatar o altrove) al suo cartellino, su cui rimane anche il 20% da riconoscere al Liverpool. Poi però resta valido un altro discorso: Lotito taglierebbe volentieri la sua busta paga monstre (da oltre 4 milioni sino al 2027) per abbassare ulteriormente il monte ingaggi che, nel rapporto con i ricavi, dovrà scendere dal 90% dell’attuale stagione all’80%, secondo i nuovi paletti Uefa e Figc del prossimo anno. D’ora in avanti, quindi, adeguamenti solo per i giovani (arriverà quello di Casale in stile Patric) o per chi guadagna poco (vedi Provedel) e se lo è meritato: «Come avete visto anche con Zaccagni, stiamo rispettando ogni impegno – assicura il ds Fabiani, intercettato ieri all’uscita di Formello – e non andiamo dietro a chiacchiere destituite di qualsivoglia fondamento né a gossip a pagamento. Nessuno dei calciatori mi ha chiesto ufficialmente di andare via, è cambiato il registro e il bene della società è al centro del progetto. Forse questo non piace all’esterno e qualcuno si sta agitando. Il tempo delle vacche grasse è finito». Il Messaggero

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Lazio, Immobile recupera per la panchina: a Genova altra occasione per Castellanos

Il Corriere dello Sport questa mattina fa il punto sulle condizioni di Ciro Immobile, fermo per un problema al ginocchio rimediato nel derby contro la Roma. L’attaccante della Lazio è sulla via del recupero e avrebbe concordato con Igor Tudor di rendersi disponibile per la panchina in vista della gara di venerdì pomeriggio sul campo del Genoa. Dal primo minuto toccherà ancora una volta a Castellanos. Decisione definitiva nelle prossime 48 ore.

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Lazio, Guendouzi ai box: il chiarimento con Tudor ancora non c’è stato

Caso Guendouzi ancora non superato, ne parla questa mattina il Corriere dello Sport. Il francese, out per un edema da affaticamento al polpaccio sinistro, alla vigilia del match con pa Salernitana si è reso protagonista anche di un diverbio con Tudor, a seguito della scelta tecnica dell’allenatore di inserirlo tra i non titolari. Guendouzi non si è allenato neanche ieri con il gruppo, tanto da svolgere terapie in un orario diverso rispetto all’allenamento. Per questo, non dovrebbe esserci stato un confronto con il tecnico croato. Nel frattempo, è il diesse Fabiani che sta cercando di mediare per riportare la tranquillità in un momento così delicato per la rosa. Il centrocampista dovrebbe rientrare in gruppo tra oggi e domani, ma i tempi sono abbastanza stretti per immaginarlo in campo tra tre giorni contro il Genoa.
 

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Lazio, c’è chi dice ‘resto’. Romagnoli, l’ag.: “Con Lotito situazione già chiarita, voci di separazione non esistono”

Diserzioni, addii. E’ sempre più angosciosa questa stagione della Lazio. Agli shock di Luis e Felipe non si aggiungerà Alessio Romagnoli, le voci che lo vogliono in partenza hanno spinto il suo manager, Enzo Raiola, a intervenire. Romagnoli ha scelto la Lazio due anni fa a fronte di una rinuncia economica, è stata una scelta d’amore. Scelta confermata. L’arrivo di Tudor, il cambio di modulo e modo di difendere, non lo spingeranno lontano. 

Raiola, assicura che Romagnoli resterà alla Lazio o anche lui pensa all’addio?
«Le voci di imminente separazione o di rottura con la Lazio e la sua proprietà non esistono come anche quelle che vogliono Alessio scontento per il cambio di allenatore. Escludo scenari del genere. Romagnoli era ed è un giocatore della Lazio, due anni fa ha scelto di firmare con la società biancoceleste e fin quando rimarrà tale rispetterà il suo lavoro da professionista».

Prima dell’addio di Sarri c’era stata tensione con Lotito.
«Una piccola parentesi, si discuteva del ritiro, il giocatore ha già chiarito il fatto. Era stato soltanto un confronto tra presidente e calciatore, era finita lì. Nessuna ribellione da parte di Alessio. E’ tranquillo, sereno, non è cambiato niente nelle ultime settimane. Ha sposato un progetto e continua a farne parte. Quando ci sono cambi di guida tecnica possono crearsi alcune difficoltà, ma lui è a disposizione per fare il meglio per la Lazio. Tra l’altro adesso è in fase di recupero da un infortunio»

Out per un edema ad un polpaccio.
«Per fine settimana recupererà, presto sarà a disposizione. E non è vero che tira brutta aria nei suoi confronti o che sta pensando ad altro. Ripeto, è tranquillo e continuerà a fare quello che ha sempre fatto».

Lei gestisce anche Patric e Pellegrini.
«Patric è un combattente, si è messo subito a disposizione di Tudor. Con Sarri il rapporto era type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idilliaco, anche lui continuerà il suo percorso nella Lazio, ci mette l’anima. Pellegrini è stato un po’ sfortunato, tra infortuni e squalifiche, recupererà a breve e si metterà disposizione. E’ un giocatore in prestito, il riscatto è legato a delle condizioni. Vedremo».

Raiola, lei gestisce anche Pinamonti, si vociferò di lui per la Lazio in estate. Ha segnato 10 gol nell’anno peggiore del Sassuolo, quale sarà il suo futuro?
«Ora vuole salvare il Sassuolo, a fine anno si vedrà. Sono contento di ciò che Andrea ha dimostrato in questa situazione. Ci mette sempre il cuore. Decideremo con il Sassuolo».

Un nome per il futuro: Samed Bazdar, in rampa con il Partizan Belgrado, seconda punta di 20 anni, 5 gol nelle ultime 9 partite. Dove andrà in estate?
«E’ un giovane promettente, sta trovando continuità e gol in prima squadra. Molti club italiani ed esteri lo stanno seguendo». Corriere dello Sport

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I simboli lasciano, sperando di trattenere Zac: le prime “idee” per una Lazio nuova, in attacco il grosso del mercato

(…) La telenovela Felipe, un guazzabuglio di rumors, è finita. Il balletto delle cifre (sul rinnovo) e delle ombre di mercato andava avanti dall’estate. Felipe e la sorella-agente non hanno mai firmato perché erano rimasti fermi ad una presunta promessa fatta da Lotito: il riconoscimento di un ingaggio da 3,5 milioni netti, cifra che il brasiliano percepiva al West Ham. Dopo riflessioni e suggerimenti, da parte del presidente c’era stata una riformulazione dell’offerta al ribasso. A 3-3,5 milioni si sarebbe arrivati solo con alcuni bonus, non tutti facili. Il contratto sarebbe stato di cinque anni e comprendeva un ruolo futuro in società. Ma non tutti nel club erano convinti del rinnovo. Felipe ieri ha compiuto 31 anni, ha fatto una scelta di vita, anche economica se è vero, come è vero, che il Palmeiras riconosce ingaggi da 3 milioni (li guadagnano l’attaccante Dudu e il tecnico Abel Ferreira). Pipe ha vissuto mesi con il cuore in gola. Può piacere o non piacere, spesso allenatori e compagni sono rimasti appesi alle sue lune storte, ma è pur sempre un giocatore capace di garantire 142 partite di fila. Cinque gol e 7 assist, sono i numeri di questa stagione. Due-tre ruoli ha coperto con Tudor: trequartista di destra e sinistra, cursore a tutta fascia. Igor sperava nel rinnovo.

Crollano o lasciano alcuni dei simboli della Lazio. Ciro è combattuto da mesi, Luis Alberto vuole andare via, Felipe se ne va. E’ il frutto di una stagione che porterà ai cambiamenti progettati dalla società. E’ crudele la passerella che sarà percorsa da chi ha deciso di partire o da chi è spinto a farlo. Lotito e Fabiani pensano a una Lazio nuova, di personaggi e copioni nuovi. Ma il finale, come in tutte le rivoluzioni, è imprevedibile. Dipenderà dal mercato. Senza Felipe, forse Luis, quasi sicuramente Pedro, sperando quantomeno nella conferma di Zaccagniserviranno 3-4 rinforzi in attacco. Acquisti di pari forza e grandezza. Il diesse Fabiani si è lanciato su Rocco Vata, trequartista-ala del Celtic, 19 anni da compiere dopodomani. E’ solo un baby da aggiungere alla rosa, sempre che accetti. «Contano le type=’text/javascript’ idee», è lo slogan usato da Fabiani. Non fa pensare ad acquisti di grido, magari è strategia. La Salernitana, ex creatura di Lotito e di Fabiani stesso, mette in vetrina Loum Tchaouna, ala e punta classe 2003, e Boulaye Dia, centravanti di 27 anni. Quest’ultimo in piena battaglia legale con Iervolino. È spuntato il nome di Mauro Perkovic, terzino sinistro e difensore centrale classe 2003 della Dinamo Zagabria. Lotito, adesso, è obbligato a stupire un popolo costantemente sotto shock, in cerca di nuovi eroi. Corriere dello Sport

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Lazio-Anderson, il primo addio è pesante ma senza tradimento: domenica l’ultimo tentativo di Lotito

Era sbarcato nella Capitale nel 2013 da bambino, è tornato da ragazzo, Anderson saluta la Lazio da vero uomo. Beffa la Juve e firma con il Palmeiras per non tradire 8 anni (complessivi) di storia col suo unico amore italiano: «Per rispetto alla Lazio e a tutto il suo popolo che mi ha sempre sostenuto, vi comunico che non ho trovato l’accordo per il rinnovo con la società e quindi seguirò un’altra strada la prossima stagione. Ho sempre dimostrato con i fatti la mia professionalità e il mio impegno nei confronti della Lazio, quindi vi assicuro che continuerò a dedicarmi fino all’ultimo giorno del mio contratto per onorare questa maglia. Grazie di tutto». Ogni compleanno è un nuovo inizio. Felipe ieri ha festeggiato 31 anni, ha espresso il suo desiderio dopo la scadenza del 30 giugno con un comunicato notturno. Dopo cinque incontri segreti, domenica Lotito ha fatto un ultimo tentativo per il rinnovo, spingendosi fino a 3 milioni (coi bonus) con il quinquennale (partendo dal 2023, 4 anni più opzione per il 2028). Il presidente lo ha sempre considerato un figlio: «Non lo avrei mai venduto», ci rivelò nel 2021 al suo ritorno. Da allora 142 partite di seguito. Felipe indispensabile per Sarri, ma anche per Tudor. Venerdì marcatore multiplo (la doppietta gli mancava dal 2015) contro la Salernitana fra i fischi dell’Olimpico e un coro juventino. Il motivo? Da mesi la sorella-agente Juliana aveva un accordo a 4 milioni con la Vecchia Signora per trascinarlo sotto la Mole a parametro zero. In realtà aveva trattato anche con altre big in Spagna e Bundesliga, ma poi ha lasciato l’ultima parola al fratellino. Per un atleta di Cristo i soldi non sono tutto (vedi l’Arabia respinta lo scorso luglio), a ottobre era passato sotto traccia questo suo pensiero: «Ho visto tanti giocatori che andavano in Europa tornare in Brasile per vestire la maglia della squadra che avevano lasciato, con voglia, con determinazione, con il sogno di giocare ancora. Grazie a quello che abbiamo imparato, possiamo aiutare tanti club in patria e non escludo il ritorno».

LAZIO-ANDERSON ADDIO

Quattro società hanno bussato, il Palmeiras si è spinto oltre, lo ha convinto e, dopo aver inviato ieri pomeriggio una pec (nel rispetto dell’art. 18.3 Fifa) col contratto preliminare firmato, prima della mezzanotte lo ha annunciato: «Bem-vindo». Il cuore, non il denaro, ha comandato Anderson lontano dalla Lazio. La moglie Lohanne voleva tornare con la piccola Helena in Brasile, sarà a San Paolo. Ieri tanti tifosi biancocelesti gli hanno fatto gli auguri e lo hanno supplicato invano: «Firma e rimani con noi», «Rinnova questo contratto, ma dove vuoi andare?» e «Pipe non ci lasciare», i commenti più gettonati fra social e radio. Anche Tudor lo aveva pressato, dopo l’abbraccio di venerdì scorso e il successivo elogio: «Lui è super adatto al mio calcio, è un giocatore che ha grande qualità e non ho bisogno di dirlo». È una perdita grave perché Felipe può far tutto. Terzino, trequartista, da“falso nueve” è tornato a risolvere, come un anno fa, il problema del gol.

LAZIO-ANDERSON, I PROSSIMI IMPEGNI

Lazio-Anderson, ora? Un’opzione che potremmo rivedere addirittura contro il Genoa venerdì pomeriggio e contro la Juve, martedì, nella semifinale di ritorno. Per il brasiliano non sarebbe stato il massimo affrontare quell’impegno decisivo con le ombre di un suo futuro a Torino. Anderson ha promesso a Lotito e Tudor che cercherà di trascinare la Lazio in Europa (ora lo è al settimo posto) prima di dire addio. I numeri, al netto di una stagione difficile per l’intera rosa, confermano quanto sarà complicato farne a meno: venerdì il brasiliano è salito a 5 gol complessivi (così come Vecino), insieme all’uruguaiano è il secondo marcatore della squadra alle spalle di Immobile (10, ma con 5 rigori nel computo). Già questo è un Felipe o triste ricordo. Scartato dalla Lazio il baby Rocco Vata come sostituto. Smentite sul terzino croato Mauro Petkovic, difensore del Radnički, segnalato da Tudor. Sarà un rebus il prossimo mercato, oltre l’addio Lazio-Anderson. Il Messaggero

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Lazio, Luis Alberto: confronto con Tudor per il finale di stagione. Poi trovare una squadra che compri il cartellino

Ieri la squadra ha riposato e Luis Alberto, dopo le dichiarazioni nel post partita di venerdì sera, è andato a rilassarsi con gli amici al Marco Simone Golf. Come riporta il Corriere dello Sport, però, oggi si tornerà a Formello ed è atteso un confronto con Tudor, che dovrà decidere se lasciarlo in panchina contro il Genoa oppure no. Il Mago sabato ha parlato con Fabiani, anche se c’era poco da dire o punire (pare non ci saranno multe). A parte modi e tempi sbagliati, ora l’unica soluzione per risolvere la vicenda è trovare una squadra che paghi il suo cartellino. Lotito non fa sconti, figuriamoci regali. Luis aveva annunciato di aver già chiesto la rescissione, ma in realtà era un’intenzione. Si può concordare la cessione perché non ci sono i presupposti per svincolarsi unilateralmente. Al contrario dei suoi manager,   Luis nei giorni scorsi avrebbe ipotizzato ad alcuni compagni di squadra la possibilità di andare a giocare in un club di Doha a fronte di un ingaggio milionario, da 6 o più milioni. Insomma, tutte le strade sono aperte anche perché il contratto di Luis Alberto, fresco di rinnovo, scadrà nel 2028. 

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Il 12 maggio all’Olimpico un grande ritorno…

Come riportato dal Messaggero, il 12 maggio per le celebrazioni dei 50 anni dal primo scudetto della Lazio, potrebbe essere presente all’Olimpico un vero type=’text/javascript’ idolo dei tifosi laziali. Svena Goran Eriksson infatti potrebbe essere presente allo stadio per salutare il suo pubblico e ricordare anche il secondo scudetto biancoceleste.

Alessio Buzzanca