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Lazio, Maldini interrompe il digiuno degli attaccanti in campionato: il dato

Agli attaccanti il gol mancava da diverso tempo: ci ha pensato Maldini.

Primo gol in biancoceleste per Daniel Maldini, arrivato dopo cinque gare di campionato e due di Coppa Italia in cui aveva servito due assisti: uno a Pedro a Torino in campionato, l’altro a Dele-Bashiru in Coppa Italia con l’Atalanta. Il gol realizzato ieri ha un valore importante non solo per l’attaccante, ma per l’intero attacco della Lazio.

Come evidenzia Il Messaggero, la rete del vantaggio iniziale segnata contro il Sassuolo spazza via un tabù che aveva frenato l’attacco biancoceleste in questo 2026: si tratta infatti del primo gol del nuovo anno di una punta della Lazio in campionato, dopo quella di Dia in coppa contro l’Atalanta. L’ultimo gol in Serie A di un attaccante risaliva invece alla rete di Noslin valsa il successo di misura a Parma il 13 dicembre 2025.

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Lazio, Basic verso il rientro con il Milan? Le condizioni del centrocampista

Il croato verso la convocazione: le ultime sulle sue condizioni.

Un’assenza pesante, resa ancora più pesante dallo stop di ieri di Cataldi: Toma Basic è fermo ormai da un mese, era uscito all’intervallo della gara contro la Juventus per un problema all’adduttore da cui ancora non è guarito completamente. Sente ancora dolore, riporta il Corriere dello Sport, e ha saltato anche l’ultima partita con il Sassuolo. Sarri lo attende per la gara contro il Milan, in programma domenica all’Olimpico.

Il croato (inserito anche nella lista dei pre-convocati della sua Nazionale) dovrebbe, si legge, rientrare proprio contro i rossoneri. La speranza è che riesca a tornare ad allenarsi in gruppo, così da strappare la convocazione e mettersi a disposizione del tecnico.

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Lazio, Taylor costruisce il gioco ma non solo: è il più pericoloso al tiro. Tutti i numeri dell’olandese

Subito titolare, non a caso: i numeri del centrocampista biancoceleste.

Arrivato dall’Ajax a gennaio, Kenneth Taylor è diventato rapidamente una pedina centrale nello scacchiere di Sarri. Il suo impatto è stato immediato, in poche settimane è riuscito a ritagliarsi un ruolo da titolare stabile, dimostrando personalità e adattamento rapido ai meccanismi della Serie A. Dal suo arrivo alla Lazio, riporta il Corriere dello Sport, soltanto Marusic è stato impiegato per più minuti tra i giocatori di movimento. Il montenegrino è arrivato a quota 807, mentre Taylor segue a 694. Un dato che certifica quanto Sarri si fidi di lui e quanto il centrocampista olandese sia diventato indispensabile nel giro di poche partite.


La sua presenza si sente soprattutto nella costruzione: è il giocatore, si legge, che ha effettuato più passaggi nella metà campo avversaria da quando è arrivato: 203 tentativi, di cui 174 riusciti. Un volume di gioco importante, che lo rende uno dei principali riferimenti nella gestione del possesso e nello sviluppo delle azioni offensive. Ma il contributo dell’ex Ajax non si limita alla fase di costruzione. È anche uno dei giocatori più attivi negli ultimi metri. Dal suo arrivo è il biancoceleste con più tiri nello specchio, quattro, ed è tra quelli che hanno concluso di più verso la porta avversaria: dieci tentativi, gli stessi di Isaksen. Nel medesimo lasso di tempo il danese lo supera nei dribbling tentati: 22 contro i 13 dell’olandese. Un altro segnale della sua capacità di rompere gli equilibri e di portare palla in zone pericolose. La sua capacità di creare occasioni per i compagni è altrettanto significativa. Taylor infatti, conclude il quotidiano, è il giocatore della Lazio che ha mandato più volte al tiro i compagni in Serie A nel periodo considerato: 7 passaggi chiave che testimoniano la sua visione di gioco. Il centrocampista olandese ha portato anche intensità nella fase difensiva. Con 14 contrasti effettuati è il giocatore della Lazio che ne ha completati di più dal suo arrivo.

Non solo: è anche quello che ha ingaggiato il maggior numero di duelli, ben 70. Un dato che racconta la sua aggressività e la sua disponibilità al sacrificio. Insomma, Taylor unisce qualità tecnica e quantità, la sua capacità di accompagnare l’azione offensiva senza perdere equilibrio lo ha reso un elemento fondamentale in entrambe le fasi.

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Lazio, si scalda Zaccagni: il Sassuolo è la sua vittima preferita

Il capitano si prepara a trascinare i suoi in vista dell’impegno casalingo contro i neroverdi.

Centoventisei giorni senza segnare in campionato. Ritardo ingiustificato all’appuntamento con il gol, quello di Zaccagni, al netto degli infortuni e di un paio di giornate di squalifica. Capitano in astinenza, vuole interromperla oggi, più di quattro mesi dopo l’ultimo timbro. Resta ancora il 2-0 siglato al Cagliari all’Olimpico nei minuti di recupero, addirittura il 3 novembre. Il Sassuolo davanti per chiudere il periodo all’asciutto: l’occasione, riporta il Corriere dello Sport, è ghiotta, di fronte c’è la squadra contro cui ha segnato il maggior numero di reti in carriera (5, di cui 3 con la Lazio e 2 con la maglia del Verona). Potevano essere già 6, non fosse stato per il miracolo di Muric nella gara d’andata: Zac aveva schiacciato il colpo di testa quasi a porta vuota, il portiere neroverde si era esaltato con una delle più belle parate dell’attuale Serie A.


Zaccagni, conclude il quotidiano, completerà a sinistra il tridente-riferimento di Sarri. Maldini ancora falso nove, Isaksen in pole per il posto sulla fascia destra. A disposizione tutte le altre opzioni offensive: Cancellieri, Ratkov, Dia, Noslin e Pedro, mercoledì recuperato dalla distorsione alla caviglia rimediata a Bologna in Coppa Italia. Sarri, fatta eccezione per il portiere (Motta all’esordio per l’infortunato Provedel), dovrebbe confermare per intero la formazione schierata contro l’Atalanta.

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Lazio, da Maldini a Dia, da Noslin a Ratkov: mezza squadra si gioca anche il futuro

Un finale di stagione per capire anche le mosse estive di casa Lazio.

Tra i nuovi arrivati, ci sono molti giocatori che dovranno guadagnarsi ancora la riconferma dimostrando di essere all’altezza delle ambizioni biancocelesti. Il problema, sottolinea Il Messaggero, è capire chi deciderà: Sarri, che nonostante un contratto di altri due anni non è certo di restare in un ambiente di lavoro dove non sembra essere stimato, oppure un altro candidato alla panchina da scegliere in caso di divorzio? Insomma, un doppio sprint da qui a fine maggio: della Lazio in campionato e in Coppa Italia e dei giocatori che desiderano andare avanti senza cambiare aria. Desiderio, per esempio, che hanno già espresso al club Romagnoli, per il quale forse è stato un colpo di fortuna non andare in Qatar, dove le attività sportive sono state sospese per la Guerra nel Golfo, e Gila, a scadenza nel 2027 e pronto ad accettare la corte del ds milanista Tare, che lo aveva già portato a Formello scovandolo nella seconda squadra del Real Madrid.


Tra gli acquisti di gennaio, il solo Taylor, si legge, prelevato dall’Ajax, ha già la certezza di partecipare all’Anno Uno, così definito da Sarri nell’ultima conferenza stampa ufficiale. Non si hanno notizie e giudizi su Przyborek, il giovane polacco a cui Mau non ha concesso un solo minuto in maglia biancoceleste ma considerato dal club un talento puro, mentre ci sono già grandi dubbi su Ratkov, il centravanti con cui il presidente Lotito e il ds Fabiani hanno sostituito Castellanos, ceduto al West Ham. Due partite da titolare per il giovane serbo, ex Salisburgo, e pochi indicazioni sulle sue reali qualità. Di sicuro è un centravanti di “peso” e non un piccolo giocoliere alla Raspadori, come desiderava l’allenatore della Lazio: pagato 13 milioni di euro, potrebbe anche essere riciclato sul mercato nel caso di permanenza di Sarri.

Diverso invece, conclude il quotidiano, è il caso di Daniel Maldini, finalmente un assist con l’Atalanta in Coppa Italia ma ancora nessun gol. Il tecnico sta insistendo nel proporlo come centravanti di manovra ma i risultati ancora non si vedono. Il giocatore è arrivato da Bergamo in prestito e può essere riscattato a una cifra che si aggira intorno ai 14 milioni: cosa farà Lotito di fronte a numeri che oggi non confortano chi considera Maldini un attaccante fenomenale? Decisione allo sprint, anche per lui, in attesa di vedere questo finale di stagione. Più o meno come accadrà con altri due attaccanti: si tratta di Noslin e di Dia, il cui riscatto obbligatorio costerà a giugno quasi 13 milioni di euro da versare al vecchio club di Lotito, la Salernitana. Il presidente ha confidato di avere offerte da 18 milioni: se fosse vero, plusvalenza sicura. L’ex Verona, invece, potrebbe essere confermato per la sua grande capacità di entrare a partita in corso, sia da esterno che da centravanti. Molto, per tutti loro, dipenderà anche da che tipo di mercato potrà fare la Lazio: libero o a saldo zero? Decisiva la prossima trimestrale.

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Lazio, esordio Motta. Domani operazione per Provedel

Spazio al secondo, Ivan domani subirà l’intervento alla spalla.

Esordio per il giovane Motta, difenderà lui i pali della Lazio da qui a fine stagione. Generazione Z, classe 2005, non si rispecchia, evidenzia il Corriere dello Sport, nei falsi miti, in quelli veri, tutti laziali. Motta ha 21 anni e quando gli chiedono chi sogna di conoscere risponde «direi Dino Zoff ». I ringraziamenti li rivolge a Nesta: «Il primo a credere in me nella Reggiana, se sono alla Lazio è anche merito suo». Emergente, ma con una faccia di bronzo. Motta è un ragazzino imperturbabile, si è visto subito nella conferenza di presentazione. L’hanno notato anche a Formello in allenamento; è freddo, un gran lavoratore. Non può essere collaudato, è il rischio da correre. Sarri e i suoi sperano che sia pronto, l’apprendistato è durato solo un mese. Ha fisicità, è alto 1 e 94, questo lo aiuta sui raid aerei e nella copertura dello specchio. Dal primo giorno ha iniziato ad allenarsi sul gioco coi piedi, prerogativa di Sarri. Ha scelto il numero 40, non c’è un motivo preciso. Aveva pensato all’1, poi ha evitato: «Abbastanza pesante per un portiere e non mi sento ancora pronto».

Nel frattempo, si legge, Provedel sarà operato domani. Oggi il ricovero presso il Concordia Hospital, domani mattina l’operazione chirurgica. Stagione finita per Ivan Provedel, che tra 24 ore si sottoporrà all’intervento di stabilizzazione artroscopica della spalla destra. La risonanza magnetica, svolta venerdì presso la clinica Villa Mafalda, ha evidenziato una lesione del legamento gleno-omerale associata a interessamento del cercine glenoideo. Il portiere ha stretto i denti dalla trasferta contro la Juventus (8 febbraio), ha giocato grazie agli antidolorifici, il persistere della problematica ha spinto lo staff medico biancoceleste a esami strumentali di approfondimento: hanno chiarito l’esigenza dell’operazione immediata.

Sarà, conclude il quotidiano, effettuata dal dott. Giovanni Di Giacomo, chirurgo ortopedico, responsabile del reparto di Ortopedia e Traumatologia presso il Concordia Hospital di Roma, è specializzato in chirurgia della spalla. Poche settimane fa ha operato Rovella per la frattura scomposta della clavicola destra rimediata a Cagliari. Provedel sarà dimesso mercoledì, rimarrà ai box per quattro-cinque mesi.

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Lazio, un mese in campo con il dolore: stagione finita per Provedel, tocca a Motta

Pessime notizie per la Lazio e per Maurizio Sarri: la stagione di Ivan Provedel è finita in anticipo. Come riportato dal Corriere dello Sport, il portiere biancoceleste dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico alla spalla destra martedì prossimo, con tempi di recupero stimati in 4-5 mesi.

La vicenda ha dell’incredibile: l’infortunio risale addirittura alla sfida contro la Juventus dello scorso 8 febbraio. Da allora, Provedel ha giocato sul dolore, stringendo i denti grazie agli antidolorifici e saltando le sedute di allenamento settimanali pur di difendere i pali della Lazio.

Il bollettino medico parla chiaro: il portiere biancoceleste ha portato una lesione del legamento gleno-omerale associata a interessamento del cercine glenoideo. Si tratta di un danno serio che compromette la stabilità dell’articolazione, rendendo impossibile per un portiere continuare l’attività agonistica senza un’operazione di stabilizzazione artroscopica.

Con Provedel fuori causa fino all’estate, le chiavi della porta laziale passano nelle mani del giovane Edoardo Motta.

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Dal pienone al vuoto, 12 anni dopo Lazio-Sassuolo è sempre contestazione

Lunedì sera, data di Lazio-Sassuolo di Serie A, si avvicina a grandi passi. La sfida sarà un appuntamento chiave per cercare di mettere assieme punti dorati in classifica ma rappresenta anche un interessante ricorso storico per la protesta dei tifosi biancocelesti che sta caratterizzando questo periodo della stagione. 12 anni fa, infatti, proprio in occasione di una sfida agli emiliani, andò in scena la prima protesta di rilievo contro Claudio Lotito

Sono passati dodici anni da un Lazio Sassuolo datato 23 febbraio 2014 nel quale andò in scena uno dei primi atti di ribellione contro la società biancoceleste, se non il primo in assoluto di cui si abbia vivida memoria.

Tra corsi e ricorsi storici, ci ricorda il Corriere dello Sport, il clima è oggi più teso che mai e lunedì sera andrà in scena un altro Lazio Sassuolo dal forte significato emotivo per i tifosi. I gruppi organizzati, e i molti che hanno aderito alla loro azione, diserteranno nuovamente lo stadio. Questa volta, non si presenteranno neanche a Ponte Milvio. 

Il 2014 è lontano, almeno sul calendario. Erano altri tempi. Gli slogan Lotito ladro di sogni”, “Libera la Lazio” e“Lotito vattene” sono ancora attuali ma sul campo è cambiato molto. 12 anni fa era la Lazio di Reja, che subentrò all’esonerato Petkovic. Contro il Sassuolo, i biancocelesti schieravano Berisha, Konko, Biava, Dias, Radu, Alvaro Gonzalez, Ledesma, Mauri, Candreva, Klose e Lulic. Maurizio Sarri non aveva ancora neppure esordito in Serie A. Tanto è cambiato, si è scritto, ma qualcosa no:  l’avversione del mondo biancoceleste per Lotito.

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Lazio, Ruberto torna nel mirino dei biancocelesti: i dettagli

Uno sguardo al futuro: la Lazio torna a pensare all’attaccante del River Plate.

Maldini resta un’incognita legata all’eventuale riscatto (14 milioni) concordato con l’Atalanta, da Ratkov si aspettano segnali più concreti, mentre il destino di Dia e Noslin, riporta il Corriere dello Sport, dovrebbe essere lontano da Roma a partire dall’estate. Un quadro d’incertezza ancora in grande evoluzione nel reparto offensivo, che spinge la Lazio a continuare a sondare il mercato. In tal senso, dall’Argentina sono sicuri che il club biancoceleste non abbia mai smesso di seguire Agustín Ruberto, attaccante classe 2005 del River Plate. Il nome era già circolato a gennaio, quando da Roma sarebbe stato effettuato un primo sondaggio (insieme al Porto). L’interesse però era stato congelato a causa dei tempi di recupero per il grave infortunio al legamento crociato che aveva costretto il giocatore a un lungo stop. Ora lo scenario potrebbe cambiare. Ruberto sarebbe tornato in buone condizioni fisiche dopo mesi di recupero e sarebbe nuovamente disponibile.

Il ventenne argentino, si legge, ha già collezionato 21 presenze con la prima squadra dei Millionarios, segnando due gol. Numeri ancora limitati, ma che non raccontano completamente il suo potenziale. L’attaccante ha attirato l’attenzione degli osservatori soprattutto grazie alle prestazioni con le giovanili del River e con la nazionale Under 17 dell’Argentina, dove ha realizzato 25 reti in 32 presenze. Un rendimento che lo ha inserito da tempo tra i prospetti più interessanti del calcio sudamericano.

Ad ogni modo, conclude il quotidiano, il River si è tutelato con una clausola rescissoria molto più alta: 30 milioni, che salgono a 35 negli ultimi giorni di mercato. La Lazio osserva, per ora nessuna offerta formale. Ma in un reparto offensivo così pieno d’incertezze, il profilo resta monitorato.

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Lazio, ora una nuova sfida per Tavares: la continuità

Il portoghese è una sorta di nuovo innesto per Sarri: adesso ha ritrovato spazio e non vuole fermarsi.

Meno arrembante magari, però più disciplinato e centrato. Non solo spinta offensiva, ma giocatore completo, attento, dentro la partita dall’inizio alla fine. La sfida contro l’Atalanta in Coppa Italia, riporta il Corriere dello Sport, è stata probabilmente la fotografia più chiara della sua rinascita. Sarri lo ha spiegato al termine della gara: «Tavares è cambiato negli ultimi due mesi a livello difensivo e si è visto sul campo. Ha fatto una partita serie a attenta, con inserimenti offensivi con logica. Il merito è suo, deve essere bravo a non perdersi nuovamente».


Se la qualità atletica e la capacità di spingere non sono mai state in discussione, quello che negli ultimi tempi è cambiato è soprattutto l’atteggiamento. Più concentrazione, più disciplina, maggiore attenzione nella fase difensiva. Un salto di maturità che Mau aspettava da tempo. Contro l’Atalanta la sua prestazione è stata totale. Non solo il cross da cui è nato il gol del momentaneo 2-1 di Dia, ma una partita dominata anche nei numeri. Tavares, si legge, ha chiuso la gara con il maggior numero di recuperi tra i giocatori della Lazio: otto. Un dato, conclude il quotidiano, che testimonia la sua crescita nella fase di non possesso, spesso il punto critico del suo gioco. La sua presenza è stata costante anche nella costruzione. È stato il giocatore che ha toccato più palloni in assoluto: 122, con un margine enorme rispetto al secondo, Gila, fermo a 82. Lo stesso discorso vale per i passaggi completati: 91, ancora davanti allo spagnolo (68), con una percentuale di precisione del 92%. Numeri da regista aggiunto, per un esterno difensivo che ha interpretato la partita con personalità. La sua influenza si è vista soprattutto nella metà campo offensiva. È stato il primo della Lazio per numero di cross tentati (7) e anche per passaggi riusciti nell’ultimo terzo di campo (26). Dati che raccontano quanto la manovra biancoceleste sia passata dalle sue accelerazioni e dalla sua capacità di creare superiorità. A tutto questo si aggiunge la dimensione atletica, storicamente croce e delizia del lusitano. Tavares ha percorso complessivamente 10,920 chilometri (solo Cataldi e Dele-Bashiru hanno fatto meglio), ma il dato più impressionante riguarda la velocità: media di corsa di 19,580 km/h e sprint massimo di 28,038 km/h, la più alta tra tutti i giocatori della Lazio schierati dall’inizio.