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Lazio, Rovella rischia di rientrare direttamente in estate

Annata da dimenticare per il centrocampista laziale, che potrebbe aver terminato anzitempo la stagione.

Il centrocampista biancoceleste è di nuovo ai box, ennesimo stop in una stagione per lui da dimenticare. Prima la pubalgia, i dubbi se operarsi o meno, poi l’intervento. Il rientro, i fastidi. Il rilancio, lo stop che lo terrà fuori circa tre mesi causa frattura della clavicola. L’operazione, sottolinea il Corriere dello Sport, risale al 23 febbraio. Il ritorno agli allenamenti in gruppo per Rovella è previsto intorno al secondo mese, poi servirà un ulteriore periodo prima di poter tornare a giocare e affrontare i contrasti in partita.

Il rientro per il finale di stagione, si legge, sembra escluso. Per 25 giorni, a partire dall’operazione del 23 febbraio, indicativamente fino al 19 marzo, deve portare un tutore. Successivamente inizierà il percorso riabilitativo con lo staff fisioterapico biancoceleste. Non ha chance di tornare per il finale di stagione.

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Lazio, prove anti-Milan: rebus Basic, ancora Patric mediano

Sarri ieri ha ritrovato la squadra: oggi scattano le valutazioni in vista del match di domenica contro i rossoneri.

Sarri ha ritrovato ieri la rosa, da oggi comincerà a testare le candidature anti-Milan. La preparazione si è complicata prima di iniziare per colpa dell’infermeria. Il tecnico, riporta il Corriere dello Sport, se Basic non rientrerà, punterà nuovamente su Patric davanti alla difesa. «Rispetto a Belahyane riesce a muovere più velocemente il pallone», ha spiegato in conferenza. L’ex Verona, a prescindere, parte di nuovo in svantaggio dopo essere rimasto in panchina per l’intera gara con il Sassuolo.

Una mano la darebbe l’opzione Basic, ieri non ancora in squadra, ha lavorato da solo. Oggi, si legge, dovrebbe farlo in parte in gruppo: il croato dovrebbe farcela, ma il condizionale è d’obbligo dopo i tentativi falliti per le precedenti partite. Non preoccupa particolarmente Romagnoli, uscito all’intervallo con il Sassuolo per un risentimento al polpaccio. A distanza di giorni ha pagato dazio per il duro colpo subìto contro l’Atalanta. L’ematoma non si era completamente riassorbito. Per questo motivo, accusato il fastidio, non è stato forzato nel secondo tempo.

Da oggi (è prevista una doppia seduta) alla rifinitura di sabato pomeriggio, conclude il quotidiano, il centrale dovrà dare ulteriori rassicurazioni per il suo utilizzo con il Milan. La cautela non è mai troppa, ma almeno nel suo caso è arrivato un sospiro di sollievo.

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Lazio, per Maldini sfida al passato per prendersi il futuro in biancoceleste

La partita contro il Milan non sarà mai una gara qualunque per Daniel Maldini. Il cognome porta con sé una storia enorme, il passato rossonero aggiunge significati e la maglia della Lazio gli ha restituito spazio, fiducia e centralità. Per questo la prossima sfida ha un valore speciale: da una parte il desiderio di colpire il suo vecchio ambiente, dall’altra la necessità di dimostrare di poter essere un investimento vero per il futuro biancoceleste.

Il primo gol con la Lazio ha rappresentato un segnale importante, ma adesso serve continuità. Non basta più essere una suggestione tecnica o un talento da aspettare: il momento chiede sostanza, presenza, numeri e personalità. Contro il Milan, Maldini potrà misurarsi con il suo passato e allo stesso tempo lanciare un messaggio molto chiaro alla società.

La sensazione è che il finale di stagione possa incidere in modo concreto sulle valutazioni del club. Maldini ha qualità, visione e colpi, ma il salto definitivo passa attraverso gare pesanti, quelle in cui il talento deve trasformarsi in peso specifico. Ecco perché la sfida ai rossoneri può diventare uno snodo decisivo.

La Lazio cerca risposte in zona offensiva e Sarri ha bisogno di certezze per costruire il domani. In questo scenario, Maldini può diventare molto più di una scommessa: può essere un progetto tecnico da consolidare.

Il futuro non si decide in novanta minuti, ma certe partite spostano giudizi, equilibri e prospettive. Maldini lo sa bene: contro il Milan c’è la chance di mettere un’altra firma pesante sulla sua crescita. E, soprattutto, di avvicinarsi davvero alla Lazio che verrà. Il Corriere dello Sport.

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“Festa d’addio” contro il Milan. E per ‘Lazio 2032’ il club medita soluzioni per il dialogo

Una festa d’addio. Poi chissà quando ci rivedremo, salvo ulteriori ripensamenti o sviluppi da qui a fine maggio. Dopo tre giornate di sciopero e addirittura il boicottaggio dell’andata della semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta, i gruppi del tifo organizzato della Lazio annunciano che torneranno sugli spalti dell’Olimpico domenica sera per il big match contro il Milan e poi riprenderanno la protesta contro Lotito: «Solo un uomo avido dal cuore arido non può capire la storia e i sentimenti che animano questo popolo e, per questo motivo, non possiamo far altro che lasciarlo solo, ma prima di congedarci abbiamo deciso di dedicarci un ultimo atto di amore per questa stagione sportiva, ed invitiamo tutti i nostri fratelli laziali a entrare e riempire tutto l’Olimpico. Regaliamoci l’ultimo spettacolo coreografico, facciamo sentire il nostro calore alla squadra ed al mister, continuiamo a far sentire il nostro dissenso e poi, per le sole partite casalinghe, non entreremo più fino a fine campionato».

L’ultima parte del comunicato, diramato ieri a mezzogiorno, lascia un enorme spiraglio anche sull’ingresso al prossimo derby del 17 maggio. La Roma sarà infatti la padrona di casa e quella rimane l’unica “esterna” nel territorio consentita ai tifosi biancocelesti, dopo lo stop alle trasferte stabilito dal Viminale a fine gennaio.

Annunciata subito una maestosa coreografia in Curva Nord per celebrare il ritorno allo stadio. La decisione del tifo organizzato arriva all’indomani della vittoria della Lazio contro il Sassuolo, dove Sarri si è lanciato in uno sfogo accorato: «A giugno sono rimasto per il popolo biancoceleste e, senza averlo sugli spalti, non so più neanche perché. L’Olimpico vuoto è avvilente e deprimente. È una situazione pesante, che si può gestire nel breve periodo, ma non nel lungo. Non possiamo andare avanti così. Io non sono un dirigente o il presidente, ma la società deve intervenire e fare qualcosa per risolvere problematiche che vengono da lontano».

Ci sono stati dei contatti, il club medita ancora d’invitare una rappresentanza di sostenitori in occasione della presentazione del programma quinquennale “Lazio 2032″, per cui manca ancora una data ufficiale (chiesta ospitalità in Campidoglio). Al vaglio altre soluzioni per provare a riaprire un dialogo.

La scelta del tifo organizzato non è casuale, nemmeno alla luce del gemellaggio con gli ultras dell’Inter, invischiati con i cugini rossoneri nella corsa scudetto. Un’altra – quanto difficile – vittoria della Lazio chiuderebbe ogni discorso lì in alto. Prima di lunedì sera, il successo mancava ai biancocelesti ormai dal 30 gennaio col Genoa, la prima delle quattro sfide con lo stadio vuoto. Un mese e mezzo dopo, c’è la chiusura di un cerchio. Sia un nuovo inizio, un battesimo, altro che festa d’addio. Il Messaggero

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Lazio, esordio a 21 anni e 55 giorni per Motta: battuto il record di Muslera

Debutto con la Lazio e in A lunedì sera per Edoardo Motta.

Esordio con vittoria per Motta. Il portiere biancoceleste, alla sua prima presenza con la Lazio e in assoluto in Serie A, festeggia il debutto con tre punti. Edoardo, evidenzia il Corriere dello Sport, ha vissuto lunedì sera una delle notti più importanti della sua carriera, diventando il portiere più giovane della storia della Lazio a partire titolare in una partita di campionato. A 21 anni e 55 giorni, contro il Sassuolo, ha superato il primato che apparteneva a Fernando Muslera, schierato dal primo minuto il 15 settembre 2007 contro l’Empoli quando aveva 21 anni e 91 giorni.

Una responsabilità pesante, arrivata all’improvviso ma, conclude il quotidiano, affrontata con personalità. L’ex Reggiana ha alternato qualche inevitabile momento di incertezza a interventi di grande efficacia, cui una parata decisiva su Doig che ha scongiurato il possibile 2-1 dei neroverdi. Un esordio complessivamente positivo.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, le ultime di Gila: con il Milan sfida al proprio futuro?

Il Milan si sta giocando lo scudetto con i cugini nerazzurri, che sembrano avere il torneo in pugno, anche dopo la recente sconfitta nella stracittadina. Allegri, naturalmente, ci proverà fino alla fine ma, dati i 7 punti di svantaggio, il Diavolo guarda con più attenzione alla prossima stagione che a queste. Il Milan vuole infatti essere più competitivo che mai per giocare la Champions e puntare alla vittoria della Serie A. Per potersela giocare su due fronti tanto complicati, occorrerà fare mercatoe un nome che piace molto è quello di Gila, difensore della Lazio.

Il Diavolo, come evidenzia il Corriere dello Sport, sta intavolando ora le trattative che lo impegneranno quest’estate, com’è consuetudine. In primavera, infatti, si pongono le basi per la rosa del futuro. Al Milan servono diversi innesti se vuole competere su due fronti, ma uno sembra già definito: Gila è il difensore che piace di più e con il quale si è parlato anche a gennaio, senza però procedere, dal momento che a giugno il suo prezzo scenderà. Il centrale è in scadenza nell’estate 2027 e Igli Tare punta a rilevarlo per una cifra intorno ai 15 milioni. Il credito non sarà interamente per la Lazio, poiché il Real Madrid, squadra precedente dello spagnolo, ha diritto a una percentuale sulla futura rivendita.

Allegri ha bisogno di altri due o tre rinforzi in centrocampo e in attacco ma l’arrivo di Gila significherebbe inserire un’ancora difensiva, atletica e affidabile. Lo spagnolo si sente sottovalutato alla Lazio, poiché la squadra non gli ha mai offerto un aumento di stipendio, nonostante lui sia migliorato molto dal momento del suo arrivo a Roma.

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INFERMERIA RASSEGNA STAMPA

Lazio, Romagnoli e Cataldi a rischio stiramento: attesa esami

Atri due titolari ai box per Sarri: le ultime sulle condizioni del difensore e del centrocampista.

Altra tegola in casa Lazio, in una stagione in cui l’infermeria non è mai stata completamente vuota. Romagnoli e Cataldi, entrambi out anzitempo lunedì contro il Sassuolo, stando a quanto riporta il Corriere dello Sport, sono a rischio stiramento. L’emergenza che aveva dato tregua per una settimana, soltanto una settimana, è tornata a bussare pesantemente in casa biancoceleste.

Provedel si è arreso prima del weekend (stagione finita), ora si fanno i conti con i polpacci di Romagnoli e Cataldi. I leader di difesa e centrocampo colpiti nella stessa partita. Entrambi, si legge, effettueranno oggi gli esami strumentali che stabiliranno l’entità delle rispettive problematiche. Contro il Sassuolo Danilo
ha chiesto il cambio al 38′, la speranza è che si sia fermato in tempo, che venga scongiurata una lesione al polpaccio sinistro. Lo terrebbe ai box per almeno una ventina di giorni. Una risposta chiara arriverà soltanto con i controlli odierni. Preoccupano più le sue condizioni rispetto a quelle di Romagnoli, rimasto negli spogliatoi all’intervallo sempre per un risentimento al polpaccio. Nel suo caso, però, si è trattato di un riacutizzarsi del fastidio accusato contro l’Atalanta.

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Lazio, difensori bomber: ora Marusic è 5° in questa speciale classifica

Il gol che ha portato la Lazio alla vittoria col Sassuolo rappresenta un traguardo per il terzino biancoceleste.


Mentre continua la sua scalata nelle presenze complessive con la maglia della Lazio (è sesto a quota 345), con la rete decisiva realizzata nei minuti di recupero contro il Sassuolo, Marusic, riporta il Corriere dello Sport, ha scritto un’altra pagina nella storia del club romano. Il montenegrino è infatti diventato il quinto difensore a segnare almeno 15 reti in Serie A con la maglia biancoceleste, aggiungendosi all’elenco formato da Massimo Oddo, Leandro Remondini, Paolo Negro e Sinisa Mihajlovic.

Tra l’altro, conclude il quotidiano, prima della sda di lunedì con il Sassuolo decisa dal suo colpo di testa al 91’47”, l’ultimo difensore capace di realizzare un altro gol da 3 punti nell’extratime di una gara di Serie A era stato ancora una volta lui, che il 30 marzo 2024 aveva chiuso il match contro la Juventus al 92’49”.

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Lazio, ribellarsi con orgoglio al fuoco amico: squadra e Sarri ancora senza resa

Si chiama orgoglio, si chiama rabbia, si chiama voglia di ribellarsi al fuoco amico. Questa è stata la Lazio ieri sera, tornata a vincere con pieno merito dopo più di un mese. Era spenta a Torino due domeniche fa, in ripresa mercoledì in Coppa Italia e ieri si è riaccesa come ai bei tempi in una partita che ha giocato meglio del Sassuolo, attaccando con energia, con determinazione, fino a prendersi i tre punti negli ultimi secondi di recupero. Eppure va tutto alla rovescia dalle parti di Formello. Ci manca solo che si fermi per infortunio anche il magazziniere, poi chiuderà l’infermeria per “tutto esaurito”, l’esatto contrario del suo stadio. Ceduti Castellanos e Guendouzi a gennaio, fuori Basic, Rovella, Gigot e ultimo Provedel, dopo una trentina di minuti si è fatto male anche Cataldi, così Sarri ha messo dentro Patric davanti alla difesa. E siccome la coppia di difensori era ancora quella titolare, all’intervallo via anche Romagnoli. La Lazio (intesa come società) sta rotolando sempre più giù, dentro una stagione che non aveva mai vissuto nella sua storia, con le tribune vuote, con la rottura fra Lotito e i tifosi e fra Lotito e l’allenatore, con una squadra fatta a pezzi da infortuni e cessioni. Tutto quello che sta succedendo è il risultato di un malessere che la sta portando verso la fine più ingloriosa. In campo, almeno ieri, la Lazio (intesa come squadra) ha dato una dimostrazione di vitalità e ha fatto intravedere cosa poteva essere questa stagione senza il caos che è stato creato. (…) L’orgoglio l’ha tenuta a galla e nel secondo tempo l’ha trascinata di nuovo nella metà campo degli emiliani. Di questo può essere fiero il Comandante, la squadra è dalla sua parte, non ci sta a mollare, ha ancora un po’ di energia, è soprattutto arrabbiata e non ha nessuna intenzione di piegarsi davanti a chi spara alle sue spalle. In quel secondo tempo ci ha provato più e meglio del Sassuolo, meritando il due a uno. La Lazio non ha firmato la sua resa. A Sarri resta un’ultima (o penultima…) vera partita in questa stagione, il ritorno della semifinale di Coppa Italia a Bergamo, dopo il 2-2 dell’Olimpico. Può darsi che la Lazio di ieri sera non sia sufficiente a conquistare la finale, ma di sicuro basta per mettere l’Atalanta in difficoltà e anche di più se nel prossimo mese riuscirà a recuperare qualche giocatore. Corriere dello Sport

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Lazio, Olimpico mai così vuoto: il dato tra biglietti venduti e regalati

Prosegue la contestazione e il numero dei presenti ieri ha toccato il punto più basso.

Pochi, pochissimi i presenti ieri all’Olimpico in occasione di Lazio-Sassuolo. Prosegue la contestazione e il numero dei tifosi allo stadio parla chiaro: c’erano, riporta il Corriere dello Sport, poco più di 5mila persone (5.667 per la precisione, di cui 2mila tra inviti e biglietti-omaggio) allo stadio per la gara contro i neroverdi. Solo 2.100 erano i biglietti venduti, che si sono aggiunti ai pochi abbonati che hanno deciso di entrare all’Olimpico. 

Gli spalti, si legge, non sono mai stati così deserti: c’era ancora meno gente rispetto alle altre gare in casa (Genoa e Atalanta due volte) giocate con la protesta in atto. La stragrande maggioranza dei tifosi ha ascoltato e accolto l’invito del tifo organizzato: ora si attende la decisione sulla prossima partita, in programma domenica sera contro il Milan.