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Lazio, Isaksen-Maldini-Zac: Sarri ha scelto il tridente

Numeri offensivi da migliorare e per farlo Sarri ha scelto gli interpreti.

Isaksen a destra, Zaccagni a sinistra, Maldini falso nove: i titolari, sottolinea il Corriere dello Sport, nella testa di Sarri sono chiari. Contro l’Atalanta i primi segnali di affiatamento. Il tecnico adesso cerca la continuità di rendimento con l’aiuto aggiuntivo degli ingressi dalla panchina, esattamente come successo con Dia mercoledì sera. L’attacco è stato il tallone d’Achille della Lazio in questa stagione, sono risultate insufficienti le marcature e le azioni da gol create. Troppi problemi fisici, troppe alternanze. Le gerarchie sono state mutevoli per il rendimento non all’altezza e non hanno contribuito all’alchimia offensiva.

Ora, conclude il quotidiano, si può lavorare con costanza sul tridente scelto fin dall’arrivo di Maldini, ma avuto a disposizione soltanto due volte: a Cagliari e tre giorni fa. Quando Maldini si è aggregato, si è infortunato Zaccagni (lesione muscolare all’addome). Quando il capitano è rientrato, si è fermato l’ex Atalanta per un’infiammazione al rotuleo. E Isaksen, ritrovato il posto sulla fascia nei confronti di Cancellieri, è rimasto a riposo a Torino nella trasferta che ha preceduto la semifinale d’andata di Coppa Italia. Sarri – dovessero esserci indicazioni positive dalle sedute del weekend a Formello – dovrebbe rischierarli insieme contro il Sassuolo per cominciare ad affinare la sintonia tra gli interpreti. L’obiettivo è presentarsi al top per la gara di ritorno con l’Atalanta in programma ad aprile.

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Lazio, Dele-Bashiru si è guadagnato la riconferma per le prossime partite

La semifinale contro l’Atalanta ha ridato spazio e visibilità al centrocampista nigeriano.

Se fino a qualche settimana fa Dele-Bashiru aveva perso il posto, scalzato pure da Belahyane che sembrava totalmente fuori dal progetto e che a gennaio era con la valigia in mano, la semifinale contro l’Atalanta ha ridato spazio e visibilità al centrocampista nigeriano. Una prestazione maiuscola, il migliore in campo. L’uomo ovunque: non solo il gol col cucchiaio (e chi lo avrebbe immaginato in grado di piazzare un colpo così delicato e con quella freddezza), ma pure muscoli e tanta quantità in mezzo al campo. Nel match in questione, riporta Il Messaggero, la percentuale di passaggi riusciti s’è fermata al 95%, il migliore della Lazio almeno in quelli che hanno iniziato la partita. Nel ruolo di interno destro, poi, rende sicuramente meglio di Basic fermo ai box dalla sfida alla Juventus e si è guadagnato la riconferma per le prossime partite. Di certo lasciarlo fuori adesso per il Comandante diventa complicato.

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Lazio, ripresa dopo un giorno di riposo: rientro Basic, Gila…

Un giorno di stop ora testa al Sassuolo: Sarri ritrova la squadra nel pomeriggio.

La Lazio si ritroverà nel pomeriggio a Formello: seduta prevista alle 15, poi domani alle 16 verrà svolta la rifinitura. Ci sono due allenamenti per preparare il monday night con il Sassuolo. Sarri, evidenzia il Corriere dello Sport, ha recuperato quasi tutti i pezzi dall’infermeria, ora attende Basic in gruppo. Rientrato il croato, rimarrebbero fuori soltanto Rovella (operato per la frattura della clavicola destra) e Gigot, che martedì eettuerà dei test atletici all’Isokinetic per valutare le proprie condizioni dopo la lunga fase riabilitativa.

A settembre il centrale era stato operato alla caviglia, non ha ancora esordito in stagione, dai responsi della prossima settimana verranno ipotizzati i tempi di un suo ritorno in gruppo, finalmente. Oggi intanto, conclude il quotidiano, scatteranno le prove tattiche anti-Grosso. Sarri deve decidere se confermare Gila o non rischiarlo dopo gli sforzi di Coppa. Lo spagnolo aveva saltato Cagliari e Torino per un’infiammazione del tendine rotuleo del ginocchio sinistro (in caso di riposo Provstgaard in pole su Patric).

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Lazio, la meno fallosa e la più punita con i cartellini: i numeri parlano chiaro

La Lazio resta la formazione meno fallosa di A (283) dopo il Milan, ma (con 51 gialli e 7 rossi).

Se Baroni chiuse il 2024/25 al 15° posto per falli commessi ma con lo scettro del club più sanzionato (86 gialli e 7 rossi, un cartellino ogni 5 infrazioni), Sarri rimane in scia e può recriminare. Tutto iniziò, riporta Il Messaggero, il 9 novembre col mancato giallo all’interista Lautaro per un intervento ruvido su Zaccagni che per Mau «avrebbe innervosito persino Padre Pio». Da lì la proposta di noleggio di arbitri stranieri e il richiamo della società a placare le acque. Il tecnico avrebbe rotto il silenzio a dicembre a Parma davanti ai rossi «frettolosi e privi di buon senso» a Zaccagni e Basic, poi a febbraio da Bologna: «Ferguson andava espulso, ma ci è successo di peggio».

In effetti, si legge, tra emergenza infortuni, cessioni illustri e torti eclatanti (ben 12 per il dossier social del club), si annoverano anche provvedimenti disciplinari discutibili. «Solo una squadra fa meno falli di noi, eppure siamo i più espulsi. Sarà sfortuna», pungeva a fine 2025. Tre mesi dopo, la stoccata è ancora valida: la Lazio resta la formazione meno fallosa di A (283) dopo il Milan, ma (con 51 gialli e 7 rossi) anche la più colpita dal Giudice Sportivo e la più espulsa d’Europa dopo l’Oviedo (8), assieme a Chelsea e Rayo. I biancocelesti ricevono in media un cartellino ogni 5 irregolarità, mentre per finire sul taccuino dell’arbitro alla Juve ne servono 11, al Napoli 10, alla Roma 8.

L’oggetto più comune delle lamentele, conclude il quotidiano, è la gestione incongrua delle ammonizioni, spesso foriere di assenze pesanti. In una stagione in cui Provstgaard è l’unica pedina di movimento sempre a disposizione, Mau conta già 10 calciatori squalificati, per 16 turni complessivi. A collezionare più gialli (6) sono i titolari della corsia mancina Pellegrini (perlopiù per interventi scomposti) e Zaccagni, incline a falli di frustrazione in ripiegamento. Rimostranze a parte, per paradosso è l’eccesso di fair play a penalizzare la Lazio lontano da Roma: in trasferta Sarri ha la squadra più corretta d’Europa. Un dato che testimonia scarsa malizia nei momenti di sofferenza. Appena 5 calci di punizione concessi al Torino, 4 alla Juve, 6 a Lecce e 7 a Verona, 8 a Parma e 5 a Bergamo.

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Lazio, Sarri e tifosi: scontro sempre aperto con Lotito. E la squadra…

La Lazio vive una fase delicata tra tensioni interne e contestazione della tifoseria. Il rapporto tra Maurizio Sarri e Claudio Lotito resta al centro del dibattito, mentre sugli spalti dell’Olimpico continua la protesta organizzata dai gruppi della Curva Nord. Il tecnico biancoceleste ha ribadito la sua posizione con fermezza: le decisioni tecniche spettano all’allenatore. Un messaggio chiaro che arriva in un momento complicato della stagione, segnato da risultati altalenanti e da un clima sempre più caldo attorno alla squadra.

Il rapporto tra l’allenatore e il presidente resta uno dei temi principali in casa LazioSarri continua a difendere il proprio lavoro e la gestione del gruppo, rivendicando autonomia nelle scelte tecniche e nella gestione della squadra.

Lotito, dal canto suo, segue con attenzione la situazione e continua a mantenere un ruolo centrale nelle dinamiche del club. Il confronto tra i due è costante e riguarda soprattutto il futuro del progetto tecnico e le prospettive della squadra. Nonostante le tensioni, l’obiettivo resta quello di chiudere la stagione nel miglior modo possibile e mantenere la Lazio competitiva nelle posizioni di vertice.

Nel frattempo sugli spalti dell’Olimpico la situazione resta tesa. I gruppi organizzati della Curva Nord hanno deciso di portare avanti la loro protesta, annunciando l’assenza allo stadio e rinunciando anche al tradizionale ritrovo a Ponte Milvio.

La contestazione nasce da un clima di malcontento che si trascina da tempo e che riguarda diversi aspetti della gestione societaria. Le ultime settimane non hanno portato segnali di distensione e la posizione della tifoseria resta ferma.

In questo contesto la squadra è chiamata a rimanere concentrata sul campo. Le prossime partite saranno decisive per il finale di stagione e per gli obiettivi europei.

La Lazio prova quindi a isolarsi dal rumore esterno e a ritrovare compattezza. Il finale di campionato dirà se il gruppo riuscirà a trasformare le difficoltà in una spinta per reagire. Il Corriere dello Sport.

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Lazio, Dia interrompe il digiuno durato 185 giorni e 28 gare

Finalmente l’attaccante è tornato al gol, che sia la rete che chiude la crisi.

Rompe il digiuno più lungo in carriera e cerca il rilancio, evidenzia Il Messaggero. A 185 giorni e 28 gare dall’unico sigillo di un’annata nera (il 4-0 al Verona del 31 agosto), Dia torna a pungere. L’illusorio 2-1 all’Atalanta è una liberazione. «Non segnavo da una vita, era importante sbloccarmi». Terzo cannoniere di Baroni (12 gol), in crisi con Sarri. «Mi dispiace non vederlo ai suoi livelli, l’ho sempre apprezzato e pensavo potesse darci molto», confida Mau. Questione di testa, come ammesso dall’esultanza del numero 19, che non si è più ripreso dall’errore – sliding doors – a tu per tu con Svilar nel derby settembrino: 9 gare di fila dal 1′ e una sola occasione, il gol annullato col Lecce.

Dopo una coppa d’Africa ai margini (37’) col Senegal campione, è partito titolare, si legge, una volta su otto, superato da Maldini e Ratkov. Glaciale su rigore a Bologna, Sarri lo incoronava «unico tiratore ad aver chiesto di calciare». Si è sbloccato contro la squadra che nel gennaio 2023 gli infliggeva il ko più cocente (8-2): da lì in poi, in 24 uscite col classe ’99 a segno, Salernitana e Lazio (9 successi, 4 pari) non hanno mai perso. Un gol ogni tre partite coi grandi, Boulaye ha la media realizzativa più alta della rosa. E ora può riprendersi il posto.

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Lazio, il piano di Sarri per il finale di stagione: motivazioni e gestione

Un campionato da onorare ed una Coppa Italia da giocarsi: la Lazio si prepara al finale di stagione.

Nella lista dei forfait, lunghissima fin dalla scorsa estate, è rimasto solamente Rovella oltre al lungodegente Gigot, mai preso realmente in considerazione dal tecnico. Si può scegliere, si può ruotare. Si possono ricevere, sottolinea il Corriere dello Sport, risposte di spessore da parte di quei giocatori che finora hanno deluso. Dia, finalmente, contro l’Atalanta ha dato la prima risposta di livello della sua stagione. Che succeda lo stesso per gli altri dal rendimento spento fino a questo momento. In campionato non c’è una classifica da scalare, gli unici spiragli europei passano per la Coppa Italia, attraverso la Serie A si devono comunque tenere alte le motivazioni per non perdere l’attitudine e la concentrazione ritrovate nella sfi da di mercoledì sera. Tutta un’altra prestazione rispetto alla trasferta di Torino.

La squadra, si legge, ha effettuato ieri mattina la seduta di scarico a Formello, per oggi è stata concessa una giornata di riposo, domani (ore 15.30) e domenica (ore 16) i due allenamenti per preparare il monday night con il Sassuolo. Il posticipo permette un programma blando. Nel weekend, con tutta calma, Sarri potrà calcolare le fatiche accumulate negli ultimi impegni, se ci sarà o meno il bisogno di risparmiare qualche pedina per non rischiare problemi fisici. Vanno scongiurati in questa fase senza pressioni di risultati o rincorse. Le mosse per lunedì inizieranno a delinearsi tra 24 ore quando scatteranno le prove tattiche.

Basic, conclude il quotidiano, è atteso a breve in gruppo, si era fermato contro la Juventus per un guaio agli adduttori, ha rinviato già due volte il ritorno tra i convocati. A quel punto rimarrebbe fuori soltanto Rovella, bloccato dall’operazione per la frattura della clavicola destra rimediata a Cagliari. I tempi di rientro non sono brevi (circa due mesi), potrebbe aver chiuso in anticipo la stagione.

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Lazio, Zazzaroni: “Lotito si ama ma non piace più. C’è una storia da salvare ed un contegno da tenere”

Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, analizza sul quotidiano l’ennesima capitolo della saga ‘telefonate Lotito-tifoso’: “So perfettamente che Lotito se ne fotte bellamente degli altri, non li considera, ci passa sopra. E non solo perché è troppo concentrato su sé stesso, ma perché si ama. Si piace come nessuno. Ama il suono della propria voce, la sua logorrea da Satta Flores scoliano, il suo umorismo di grana grossa, la sua dialettica monca in cui uno, lui, ha sempre ragione e gli altri, tutti gli altri, hanno sempre torto. Nella sua bulimia di spiegare il mondo a modo suo, pensa ancora di essere nel 2004.

Continua a specchiarsi e, anche se gli inciampi hanno lasciato qualche segno, si sente ancora saldamente al comando e naturalmente si piace moltissimo. È un’illusione ottica perché, come dimostra il desolante colpo d’occhio dell’Olimpico, Lotito non piace più agli altri. A tutti gli altri. E si ha la sensazione che la linea rossa, nel campo della cosa più importante tra le meno importanti, sia stata superata da un pezzo. C’è però una storia, anche aziendale, da salvare. E un contegno da tenere. Un’apparenza che diventa sostanza”.

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Lazio, tentativo Basic in vista del Sassuolo: le ultime sulle sue condizioni

Il croato prova a tornare a disposizione: la situazione.

L’ultimo test non è andato bene, alla fine Toma Basic
non è rientrato fra i convocati per la gara di ieri contro l’Atalanta all’Olimpico. Il croato, riporta il Corriere dello Sport, ci ha provato, ha cercato di rispondere presente alla richiesta di Maurizio Sarri di stringere i denti. Pur mettendo come sempre tutto sé stesso per esaudire il desiderio dell’allenatore, stavolta il croato non ce l’ha fatta a recuperare in tempo: sarebbe stato troppo alto il rischio di mettersi in campo pur continuando a sentire dei fastidi ai tendini dell’adduttore. Così Basic, conclude il quotidiano, non ha potuto far altro che proseguire il suo protocollo riabilitativo per rimettersi a disposizione nella gara successiva, quella di campionato contro il Sassuolo in programma lunedì prossimo, sempre all’Olimpico, alle 20,45.

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Lazio, risveglio Dele: non solo il gran gol, ora la maglia è sua

Dele-Bashiru è stato il migliore in campo della gara tra Lazio e Atalanta segnando un gran gol, in continuità con la prestazione offerta sempre in Coppa Italia contro il Bologna. 

A sottolineare la grande prova offerta da Dele-Bashiru contro l’Atalanta questa mattina è Il Corriere dello Sport. Dele-Bashiru ieri sera ha segnato il suo primo gol stagionale in una stagione caratterizzata da infortuni e Coppa d’Africa. L’addio di Guendouzi a gennaio e l’infortunio di Basic poi, hanno dato il via ad una staffetta tra lui e Belahyane e dopo la grande prova di ieri potrebbe aver scalzato nelle gerarchie l’ex Verona. Adesso servirà dare continuità con il via libera di Sarri: “Dele-Bashiru può mettere in difficoltà chiunque, quando riesce a lanciarsi in avanti può toccare i 36 km/h. Taylor ha caratteristiche diverse, è un palleggiatore”