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Lazio, capitolo cessioni: Bournemouth su Mandas. Tavares-Besiktas? Dia e Isaksen in bilico

Entrate ma anche uscite: le ultime in casa Lazio.

La priorità è un’altra mezzala ma potrebbero anche esserci ulteriori cessioni. Come riporta il Corriere dello Sport, Cancellieri era in ballo per il Brentford, il club però si è tirato indietro; intanto la Lazio aspetterebbe offerte per Dia e Isaksen. Il primo potrebbe avere mercato in Premier, tornerà dopo la finale di Coppa d’Africa in programma domani. E’ da riscattare dalla Salernitana per
11,3 milioni a giugno, la Lazio vorrebbe venderlo a 18. Isaksen è valutato 20 milioni. Se arrivassero soldi dagli attaccanti si punterebbe ad un colpo.

Mandas, si legge, spinge per partire, la Lazio frena. Il portiere greco si sente chiuso, la società vuole la cessione a titolo definitivo. Possono arrivare offerte in prestito oneroso più opzione di riscatto. Lo cercano Wolverhampton e Bournemouth. Serdar Adali, presidente del Besiktas, 24 ore fa dava per chiuso l’arrivo di Tavares: «L’operazione resta ben avviata e non dà segnali di rottura, anche se il club ha già pronto un piano alternativo». Tavares ha detto no ieri. Preferisce l’Al-Itthiad. I turchi offrivano alla Lazio due milioni di
prestito più 8 di riscatto.

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Lazio, ultima chiamata per Noslin. Ratkov si mette in mostra, Dia a breve rientrerà dalla Coppa d’Africa

L’attaccante è ancora in vantaggio, ma intanto il serbo sta facendo bene in allenamento.

Lunedì all’Olimpico arriverà il Como di Fabregas, squadra in vantaggio al momento sulla zona Europa. La Lazio quindi è chiamata a fare bene per tentare la rincorsa ai piani alti della classifica e Sarri studia le mosse migliori per battere i lariani. Come evidenzia Il Messaggero, potrebbe essere l’ultima chiamata per le competizioni europee, così come potrebbe essere l’ultima chiamata per Noslin, se vuole tenersi stretta quella maglia da titolare, ritrovata dopo l’addio di Castellanos.

La prossima settimana, si legge, rientrerà Dia dalla Coppa d’Africa per rimettere in discussione le gerarchie dell’attacco. Sarri non vede l’ora di riabbracciarlo, ma un gran timbro di Ratkov, ieri in allenamento, gli ha fatto strabuzzare almeno un occhio. Tj ripartirà comunque dal 1′, ma ora deve ritrovare il gol. La Lazio ne ha bisogno per cancellare una serie di record negativi, messi uno dietro l’altro: in 17 gare su 21 non sono arrivati timbri degli attaccanti, mai così male nell’era Lotito. Dal 13 dicembre sono solamente quattro i punti regalati da chi di ruolo dovrebbe segnare (appunto Noslin a Parma e Pedro con la Fiorentina, ma dal dischetto). Cancellieri è il primo della squadra per aspettative di gol (2,67 per appena 3 esultanze): per questo è preferito da Sarri a Isaksen, eppure è il 41esimo in campionato. A Verona il successo è arrivato solo grazie a un rasoterra sporco di Lazzari, svirgolato da Nelsson. Mancava capitan Zaccagni, miglior marcatore del 2025 con 8 reti, ma a secco comunque dall’11 novembre scorso (2-0 col Cagliari all’Olimpico).

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Lazio, vicina la firma di Basic sul rinnovo: le cifre dell’accordo

Il croato è ormai tra i protagonisti della Lazio e a breve dovrebbe firmare il suo rinnovo contrattuale.

Dopo il rinnovo di Marusic, in casa Lazio si lavora su quello di Basic. Come riporta il Corriere dello Sport, le due trattative stavano andando di pari passo. Una si è conclusa, l’altra è entrata in stand-by. Basic aspetta la chiamata della società per chiudere e non sta valutando nessun’altra offerta, essendo in scadenza può accordarsi con altri club. Ha detto sì all’invito di Sarri a restare, la stima è reciproca. Ha accettato, si legge, l’offerta di 1,8 milioni presentata dalla società. Il Decreto crescita può essere confermato consentendo alla Lazio di risparmiare sul lordo. Sarri considera Basic tra i 7-8 giocatori su cui costruire. Uno l’ha perso: Guendouzi. Si augura di non perderne altri.

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Lazio, anche Rayan si allontana: accelerazione del Bournemouth di Tiago Pinto

Il classe 2006, del Vasco da Gama, è considerato uno dei talenti più interessanti del calcio sudamericano.

Tra i profili osservati dalla Lazio c’è Rayan, attaccante duttile che può essere impiegato da esterno offensivo, da prima o da seconda punta. La concorrenza per lui è tanta e la Lazio non è affatto in vantaggio sulle concorrenti. Come riporta Il Messaggero infatti, i brasiliani hanno rifiutato ufficialmente un’offerta dello Zenit ma la pressione «è quotidiana». La Lazio vorrebbe alimentare il sogno ma nella serata di ieri c’è stata l’accelerazione del Bournemouth di Tiago Pinto, ex Roma: manca la stretta di mano a 35 milioni, ma la distanza tra domanda e offerta si è assottigliata sensibilmente. Oltretutto il 19enne vuole gli inglesi, che sono in netto vantaggio su Borussia Dortmund, Bayern Monaco, Crystal Palace e Porto. Fabiani sapeva che l’affare era tutto in salita, ma c’aveva giurato d’essere persino disposto a volare in Brasile se avesse ricevuto un’apertura alla sua offerta di 20 milioni più il 50% sulla futura rivendita. Troppo bassa per una simile concorrenza. Dal Brasile evidenziano come esisterebbe addirittura una clausola rescissoria di 80 milioni.

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Lazio, a centrocampo Sarri chiede certezze. Fabiani studia Mendoza e aspetta le cessioni

Il mercato della Lazio entra in una fase di assestamento. Saltata l’operazione Toth, la dirigenza biancoceleste è costretta a rivedere le priorità a centrocampo. Il tecnico Maurizio Sarri attende rinforzi, ma il club continua a muoversi con cautela, valutando profili già monitorati nei mesi scorsi.

Tra questi c’è Rodrigo Mendoza, centrocampista classe 2005 dell’Elche. Il giocatore piace per duttilità e margini di crescita, ma la trattativa non è semplice. La clausola rescissoria da 20 milioni rappresenta un ostacolo concreto e costringe la Lazio a ragionare su eventuali formule alternative, legate anche alle uscite.

Ogni operazione in entrata resta vincolata al mercato in uscita. Sarrichiede certezze e giocatori pronti, mentre la società preferisce non forzare investimenti pesanti. La situazione di Basic resta da definire, così come le rotazioni interne che coinvolgono Vecino e Cataldi. La Repubblica

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Lazio, toglietemi tutto ma non Romagnoli e Gila… sino a giugno: il diktat di Sarri

Toglietemi tutto, ma non Romagnoli e Gila sino a giugno. Nella pubblicità si parlava dell’orologio, Maurizio Sarri invece non vede una Lazio senza i due difensori. Ha fatto fatica, il Comandante, a oliare i meccanismi difensivi della sua creatura – i numeri parlano chiaro, ci torneremo dopo – e quindi non ha nessuna intenzione di (farsi) rompere il giocattolo. Almeno fino a giugno non vuole sentire parlare di addii, soprattutto quello di Alessio: le voci di un interesse dell’Al-Sadd di Roberto Mancini sono vere ma più che altro sono stati i rappresentanti del giocatore a muoversi per iniziare a capire se ci sono i margini di un’operazione, visto che da parte della società ancora non sarebbero arrivate chiamate per sedersi a discutere il rinnovo di un contratto in scadenza nel 2027. E poi ci sarebbero anche da mantenere le promesse fatte nel passato: il numero 13 non le ha dimenticate e vuole che l’impegno messo fino ad oggi abbia un riconoscimento economico.

Il Comandante ha fatto intendere che su (quasi) tutti si potrebbe intavolare un discorso, ma se uno dei due centrali partisse nei prossimi giorni allora potrebbe anche venire meno alla parola data ai tifosi: «Io rimango qui». Il popolo laziale è dalla parte del condottiero e sicuramente, qualora dovesse verificarsi questo cataclisma (rimane comunque una cosa difficile, un po’ di tranquillità) non biasimerebbero Mau. Il veto è valido fino al sesto mese dell’anno, poi ognuno è libero di prendere la propria strada: ma il diktat è quello di chiudere il campionato con una coppia di centrali affiatata, affidabile, e che ha trovato le misure quasi a tutti. Un discorso, semmai, si sarebbe potuto aprire se Patric fosse nelle condizioni di scendere in campo con continuità, ma lo spagnolo è di nuovo fermo ai box, rotto. A Sarri piace anche Provstgaard, ma il 22enne danese potrebbe essere pronto definitivamente l’anno prossimo: per ora deve continuare a imparare.

Non lo scopriamo di certo noi che la forza di questa Lazio (gli attaccanti non segnano praticamente mai) è dietro. Un fatto certificato dai numeri: in 20 turni sono state incassate solamente 16 reti così com’era successo nella stagione 22-23, quella poi conclusa al secondo posto in classifica. Negli ultimi 40 anni solamente una volta (90-91 con Zoff e Calleri) si era subito di meno: 14, ma poi il campionato finì con un undicesimo posto. Oltre i dieci clean-sheet (stessi dell’Arsenal che domina in Premier League), in 15 primi tempi (su 20) i biancocelesti sono andati nello spogliatoio con la porta inviolata: in Europa, oltre ai Gunners, è lo stesso numero del Real Madrid. Sono cinque i gol incassati nella prima parte di gara e solamente il Borussia Dortmund (3) ha fatto meglio. Un dato statistico che accomuna la Lazio al Como questo, prossimo avversario all’Olimpico. Il Messaggero

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Lazio, Marcos Antonio definitivamente al San Paolo? Ecco quanto può incassare il club

Dopo i vari prestiti il brasiliano potrebbe dire addio.

La Lazio si prepara a salutare definitivamente Marcos Antonio e potrebbe farlo già domani. Come riporta il Corriere dello Sport, il centrocampista, ormai da due stagioni in prestito in Brasile al San Paolo, è infatti a un passo dall’essere riscattato una volta per tutte dal club paulista, che subito dopo lo venderebbe al Flamengo a titolo definitivo. Il club rossonero è da tempo sulle tracce dell’ex “volante” dello Shakhtar Donetsk, ma non aveva ancora presentato offerte ufficiali perché il giocatore è formalmente di proprietà della Lazio.

Questo ostacolo non sarà più tale al primo punto conquistato dal San Paolo nel 2026, che – nonostante le difficoltà economiche dei brasiliani – farà scattare in automatico l’obbligo di riscatto e il pagamento di 4,2 milioni di euro (da versare in quattro rate) alla società di Lotito. La prima occasione per far sì che questo avvenga è già domani (nella notte tra oggi e domani), visto che il calendario brasiliano propone la sfida tra San Paolo e Sao Bernardo, dopo che nel primo match del nuovo anno i paulisti sono usciti sconfitti (3-0) in casa del Mirassol.

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Lazio, tutto da rifare per la mezzala: saltate le prime scelte, ora si prende tempo

La Lazio continua la ricerca di una mezzala per completare il centrocampo. Dopo i no di Toth e Timber, il club biancoceleste valuta il mercato con prudenza: l’unico nome rimasto in piedi è quello di Mendozadell’Elche, mentre la strategia resta attendista in attesa di occasioni a costo contenuto.

La priorità è chiara, il nome molto meno. Come racconta il Corriere dello Sport, la Lazio è ancora alla ricerca di una mezzala da inserire nella rosa, ma senza forzare i tempi. I tentativi per Toth e Timber non hanno portato a un’intesa e hanno spinto la dirigenza a rivedere le proprie mosse.

Al momento l’unica strada percorribile porta in Spagna. Rodrigo Mendoza, classe 2005 dell’Elche resta il profilo monitorato con maggiore attenzione. Il club biancoceleste, però, non intende affondare senza prima ricevere segnali concreti sul fronte economico: si valutano formule sostenibili, prestiti o operazioni a basso rischio.

La linea è quella della pazienza. A Formello si preferisce aspettare eventuali occasioni di fine mercato, consapevoli che i prezzi potrebbero scendere negli ultimi giorni. L’obiettivo è evitare investimenti pesanti per un profilo non considerato prioritario, soprattutto dopo gli sforzi già programmati per altri reparti.

La mezzala resta l’unico vero tassello mancante, ma non c’è fretta di chiudere. La Lazio osserva, riflette e prende tempo, con Mendoza come opzione sullo sfondo e la speranza che il mercato possa offrire soluzioni più vantaggiose.

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Lazio, età media alta e rinnovi la valutare: da Basic a Romagnoli, tutte le situazioni da chiarire

Capitolo rinnovi, le ultime in casa biancoceleste.

Diverse questioni da chiarire in casa Lazio, oltre al mercato c’è da pensare ai rinnovi. Come sottolinea Il Messaggero, Basic aspetta di apporre la firma sul rinnovo (a 1.9 milioni all’anno) fino al 2030, quando andrà per i 34. Quanto all’età media dei calciatori impiegati nei primi quindici campionati europei, la Lazio (28,4) è la più anziana tra le 254 squadre del continente dopo i greci del Paok (29,2), l’Eyupspor penultimo in Turchia (28,8) e il Rayo Vallecano decimo in Spagna (28,7). Tra le rose più attempate Mau è finora il più ricco di Over-30 (ben dieci) e il più povero di Under-23 (i soli comprimari Provstgaard e Belahyane). Lunedì sfiderà il progetto agli antipodi.

In scadenza a giugno, Pedro, Hysaj e Vecino sono all’ultimo giro di giostra. Oltre ai casi spinosi di Gila e Romagnoli, tra diciassette mesi lascerà a 34 anni Patric, in biancoceleste dal 2015 e con sole due presenze da titolare nel 2025. Col veterano Marusic destinato ai saluti a 37 primavere (ha firmato sino al 2028 con opzione 2029), sulle altre pedine in scadenza nel 2027 il club farà valutazioni scrupolose: Cancellieri dipende dal mercato, il futuro dei terzini Lazzari e Pellegrini è in bilico, mentre si andrà verso il prolungamento per un Cataldi sempre più centrale, già 21° di sempre per apparizioni con l’aquila sul petto (264). Intanto, a portare freschezza nell’immediato saranno i nuovi innesti Ratkov (22) e Taylor (23).

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Lazio, Basic in gruppo tra oggi e domani. E Taylor viaggia verso la conferma

Out al Bentegodi, Sarri valuta le condizioni del croato in vista dell’impegno di lunedì.

Subito titolare e ora cerca di prendersi il posto. Taylor ha esordito con la Lazio domenica al Bentegodi, dopo aver effettuato solo la rifinitura con il resto del gruppo. Un debutto forzato dall’emergenza, evidenzia il Corriere dello Sport, vissuto senza il tempo necessario per respirare l’ambiente, capire i compagni, assimilare i meccanismi. Eppure, dentro quella partita così anomala, l’olandese è comunque riuscito a lanciare dei segnali interessanti, degli spunti su cui poter lavorare per convincere l’allenatore a dargli di nuovo fiducia nel prossimo match con il Como all’Olimpico.

I numeri, si legge, raccontano un impatto tutt’altro che banale per il centrocampista arrivato dall’Ajax. Taylor, all’esordio assoluto in A, è stato il secondo per chilometri percorsi (11.478, meglio ha fatto solo Matías Vecino) e per passaggi riusciti nell’ultimo terzo di campo (13, il primatista è stato Adam Marusic), ma anche il primo per percentuale di precisione nei passaggi complessiva (96%) e per passaggi chiave (2). Dati che spiegano perché Sarri, pur ammettendo qualche calo con il passare dei minuti, abbia parlato di una prova incoraggiante.

Ora arriva il Como all’Olimpico, con una settimana in più di lavoro nelle gambe e nella testa. Taylor ha potuto finalmente allenarsi con continuità, capire meglio i tempi del gioco laziale, le richieste del tecnico, le connessioni con i compagni di reparto. Complice anche lo stop di Basic, che tornerà in gruppo tra oggi e domani, l’ultimo arrivato scalda i motori in vista del match di lunedì.