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Lazio, incontro Fabiani-Riso: in ballo Brescianini e Maldini (ma Sarri aspetta Insigne). Terzino e punta dipendono da…

La Lazio prova a muoversi sul mercato: le ultime.

In attesa del verdetto della nuova Commissione, Fabiani lavora in vista di gennaio. La scorsa settimana, riporta Il Messaggero, il ds ha ricevuto Beppe Riso. L’agente di Cataldi e Rovella è tornato nel centro sportivo con diversi temi sul tavolo. Un aggiornamento sui giocatori della propria scuderia, alcune questioni personali, ma anche qualche scambio di informazioni su chi potrebbe tornare utile a Sarri, principalmente Brescianini. Reduce da appena 207 minuti, l’ex Frosinone è fuori dai piani di Palladino e sta valutando altre destinazioni per trovare spazio. Tra i nomi della lista di Mau, dove spiccano Loftus-Cheek, Samardzic e Ilic (considerato regista), per caratteristiche sarebbe quello meno adatto visto che serve una mezzala di qualità, ma Fabiani lo segue da tempo e non ha esitato a sondare il terreno con l’agente, che guarda caso è lo stesso di Daniel Maldini, pupillo del ds.

Da quando è stato proposto nell’estate del 2024, si legge, l’ex Milan è rimasto sempre sotto osservazione. Ora con Palladino sta trovando più minuti, ma non è un segreto che Fabiani, vista l’età, lo preferirebbe a Insigne, il prescelto di Mau. Il classe ‘91 aspetta solo il via libera per ricongiungersi con l’amato Comandante. Con Lotito l’accordo è stato trovato da tempo, ma c’è da attendere per la fumata bianca perché le priorità sui rinforzi restano a centrocampo e in difesa.

Sempre sull’out mancino infatti si fa sempre più certa la necessità di cedere Nuno Tavares, nemmeno subentrato contro la Cremonese. Il portoghese ormai è ai margini nelle gerarchie di Sarri, che ha provato a includerlo nei suoi schemi salvo poi rinunciarci. D’altronde senza il blocco del mercato estivo l’ex Arsenal sarebbe stato in cima alla lista dei partenti proprio per le caratteristiche opposte a quello che chiede Mau ai terzini. Il problema però, conclude il quotidiano, è che col passare dei mesi la sua valutazione continua a scendere. In Europa gli ammiratori scarseggiano, per questo da tempo il suo entourage si è attivato in Arabia Saudita, dove il connazionale Coinceição lo accoglierebbe a braccia aperte all’Al-Ittihad. La Lazio chiede almeno 15 milioni di euro (il 35% spetterà all’Arsenal) che poi verrebbero riversati sul sostituto, con Martín del Genoa e Netz del Borussia Mönchengladbach i nomi che piacciono di più. A destra oltre a Gaaei dell’Ajax è spuntato Calabria del Panathinaikos, ma se ne riparlerà a giugno dopo le scadenze di Marusic e Hysaj. Il club greco tra l’altro sarebbe l’unico disposto a mettere subito 10 milioni sul piatto per Mandas, molto più attratto però dal Torino di Baroni, mentre la Lazio preferirebbe uno scambio con Leali del Genoa. Più complicata invece la pista Juve, che tra l’altro ha proposto Miretti senza grande riuscita.

Mau a dire il vero gradirebbe anche una punta differente da Castellanos. Il prescelto Raspadori è molto vicino alla Roma, ma tutto ruoterebbe attorno a una cessione del Taty ad almeno 25 milioni. Chissà se tornerà a farsi avanti il West Ham dopo l’imminente cessione di Füllkrug. Fuori dall’Europa l’argentino invece continua a fare muro.

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Lazio, conti appena oltre la soglia consentita: sarà subito mercato sbloccato?

«In attesa dell’ufficialità, prevista in giornata, dalla riunione della Commissione di controllo sul mercato trapela che la Lazio intravede lo sblocco definitivo delle trattative. Il club biancoceleste infatti sarebbe appena oltre la soglia dell’80% del costo del lavoro allargato (0,2-0,3%)». Così recita l’edizione odierna de “Il Messaggero” nell’articolo dal titolo “Sarà sì al mercato, la Lazio si sblocca”.

Una notizia importante per la Lazio che, se fosse confermata la decisione della Commissione di controllo sul mercato, permetterebbe alla società non solo di operare liberamente sul mercato, ma anche di rinnovare i contratti al rialzo di calciatori già presenti in rosa.

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Lazio, il Flamengo prova a convincere il Taty: sul tavolo 25 milioni

Il Flamengo, come riporta il Corriere dello Sport, vede in Castellanos il profilo ideale per rinforzare il proprio reparto offensivo.  L’idea è chiara: offrirgli un ruolo centrale, una maglia pesante e soprattutto una vetrina costante in vista del prossimo Mondiale, leva che in Brasile sono certi possa pesare nella scelta del calciatore. Il Taty però non sarebbe convinto di un ritorno immediato dall’altra parte dell’oceano.

Dopo aver conquistato spazio in Serie A, la sua priorità resta l’Europa. L’offerta da quasi 25 milioni è una cifra che impone riflessioni profonde. Castellanos è considerato un elemento importante, ma sacrificabile, nel caso in cui arrivasse un centravanti più funzionale al progetto. L’incontro previsto (non confermato dalla Lazio) servirà a chiarire le posizioni.

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Lazio, Guendouzi non è più incedibile: il club valuterà le offerte

Ancora nessuna offerta per il centrocampista laziale, ma non è più intoccabile.

Sarà out sabato a Udine per via del giallo rimediato contro la Cremonese da diffidato: Guendouzi aggrava ulteriormente la situazione a centrocampo dei biancocelesti, privi ancora di Rovella per infortunio e di Basic che sta scontato le due giornate dopo il rosso del Tardini.

Per Guendouzi, riporta Il Messaggero, la Lazio ascolterà le offerte. Qualora dovessero arrivare. In Premier League Matteo è monitorato dal Sunderland (servono tra i 20 e i 25 milioni) che però a Formello non ha ancora bussato. Dovesse rimanere nella Capitale tra poco più di un mese, sarà comunque al centro del progetto con l’obiettivo di fare meglio. Con la certezza di poter fare meglio. Il contratto fino al 2028 impone un suo impiego, nonostante tutto.

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Lazio, il giorno del verdetto è arrivato: mercato a saldo zero o libero?

Il giorno del verdetto per la Lazio è arrivato. Nella giornata di oggi, martedì 23 dicembre, la Commissione Atelli comunicherà alla Figc l’esame dei conti del calcio italiano. La Lazoo è in attesa di sapere il suo futuro: mercato a saldo zero o totalmente aperto?

Per la Lazio è arrivato il giorno del verdetto. La Commissione Atelli invierà il resoconto dettagliato alla Figc, che poi determinerà sul futuro del club biancoceleste. Come sottolinea il Corriere dello Sport, le strade sono soltanto due: mercato a saldo zero o mercato aperto in toto. Il club biancoceleste viene dal blocco estivo, altri club di Serie A sono in allerta per gennaio. Non ci sono certezze, nel caso della Lazio Lotito si è dichiarato fiducioso.

Sarebbe sorprendente se per la seconda volta non rientrasse nel valore-soglia dell’unico parametro richiesto a partire da luglio. Il rapporto tra costo del lavoro allargato (CLA) e ricavi deve essere pari o inferiore all’80% per accedere liberamente al mercato. Il 31 marzo 2025 la Lazio aveva chiuso con lo 0,81. Il dato dovrebbe essere sceso al 30 settembre. Nel caso in cui fosse superiore, Lotito avrebbe possibilità di nuovi tesseramenti attraverso un saldo positivo generato da cessioni o risoluzioni. Un acquisto per ogni uscita con le stesse cifre.

Due aspetti da chiarire. La Lazio sta monitorando il mercato (i segnali di fumo evocati da Sarri) in attesa del via libera della Commissione. Due o tre acquisti in preventivo, giovani e/o italiani. Lotito lo ha promesso, non venderà big a gennaio, per quanto è inutile aspettarsi fuochi di artificio o spese ingenti (non le hai mai fatte). Continuerà nel solito solco delle idee e del risparmio, valutando offerte rilevanti. Allo stesso modo sono escluse catastrofi o blocchi totali a luglio che si verificherebbero con recidiva e dati in progressiva discesa a fine marzo.

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Conceiçao si racconta: “Ho avuto contatti con la Lazio, ma non solo. Lo scudetto è il ricordo più bello. E su Inzaghi…”

L’ex biancoceleste, ora tecnico dell’Al-Ittihad, ha parlato a La Gazzetta dello Sport:

“Con la Lazio ho avuto contatti, ma non solo. E anche prima di firmare per l’Al-Itthiad ho avuto offerte. Qui il campionato è competitivo, le ambizioni alte, ci si allena nel pomeriggio e non la mattina. Bisogna adattarsi alle dinamiche culturali. Ma questa è una sfida, e io amo sfide così.

La soddisfazione più grande in Italia? Da calciatore, lo scudetto del 2000 con la Lazio, il più incredibile di sempre. Io, Sinisa e Stankovic ascoltavamo la radio nello spogliatoio. Era un gruppo di personalità, pieno di piccole risse ogni giorno, ma Eriksson sapeva gestirci. Ricordo anche la Supercoppa Europea del 1999, con lo United: Ferguson disse che il suo più grande rimpianto fu quella sconfitta”. 

Arabia Saudita – “Con Inzaghi stavolta ci siamo salutati. Ci siamo sfidati a ottobre e ha vinto lui. Ero appena arrivato. Dopo Porto-Inter, dove i suoi ebbero un bel po’ di fortuna, non lo salutai perché in fondo sono così, durante le partite vado in trance, ma è un grande allenatore. Abbiamo vinto lo scudetto nel 2000. Il rapporto è buono”. 

Anche lì, lei fu subito decisivo. Con le ginocchia sbucciate.

“Avevo fatto un voto alla Madonna di Fatima, feci gli ultimi 500 metri in ginocchio e poi mi presentai in ritiro. Era il 1998, segnai alla Juventus all’ultimo minuto e vincemmo la Supercoppa. La fede è una parte fondamentale della mia vita. Sono un cattolico praticante, qui non posso ma a Milano andavo in chiesa ogni giorno. Qualche mese fa il Papa mi ha invitato al Giubileo per raccontare il mio percorso e le mie difficoltà”. 

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Lazio, segnali di fumo sul mercato: Sarri non si accontenta, Samardzic il preferito per il centrocampo

Segnali di fumo, il mercato incombe e Sarri aspetta al varco Lotito e Fabiani. Il Comandante non ha voglia di accontentarsi, ritiene sia necessario intervenire per rinforzare la squadra, altrimenti tanto vale non muoversi. Ha delle priorità per il mercato, non vuole acquistare tanto per farlo. L’unico colpo possibile al momento con le cessioni estive di TchaounaFares e Casale è Insigne ma, prima di riabbracciare Lorenzo, Sarri vuole garanzie a centrocampo e al centro dell’attacco.

Serve una mezzala, Sarri non si smuove. Il tecnico biancoceleste si era mosso in prima persona per Loftus-Cheek, ma il Milan blocca la cessione del centrocampista inglese. La talent room monitora nomi futuribili come Watson e Berti, ma Sarri non si accontenta, vuole gente pronta e che conosca il campionato. Come riporta Il Messaggero, Sarri accoglierebbe di corsa Samardzic, non più al centro dei piani dell’Atalanta. Lo preferirebbe a Brescianini, su cui il ds Fabiani si sta muovendo sottotraccia. Nel frattempo, Ilic spera ancora di poter sbarcare a Roma, ma il Comandante ormai lo vede più nel ruolo da regista. Infine, è stato proposto anche Miretti, centrocampista della Juventus. Certamente non proprio il profilo che Sarricerca per far fare un salto di qualità alla sua Lazio.

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Lazio, feste a Formello: il piano di lavoro dei biancocelesti

Natale a Formello per la Lazio, visto che sabato si tornerà in campo.

Archiviata la gara di sabato contro la Cremonese giocata all’Olimpico, la Lazio già pensa a quella di sabato prossimo in casa dell’Udinese. Sarri, riporta il Corriere dello Sport, ritroverà la squadra oggi alle 15, ha previsto allenamenti anche a Natale: domani doppia, 24 di pomeriggio, 25 di mattina, il 26 la rifinitura.

Il calendario della Lazio ora si presenta fitto di appuntamenti: dopo la gara in casa dell’Udinese infatti, i biancocelesti ospiteranno il Napoli nel lunch match di domenica 4 gennaio e poi ci sarà l’infrasettimanale, sempre nella Capitale, contro la Fiorentina (mercoledì 7 gennaio).

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Lazio, ricorso Basic: mercoledì il responso, filtra scarso ottimismo

Il croato ha rimediato due giornate di squalifica e difficilmente la pena verrà ridotta.

Il rosso del Tardini gli è costato due giornate: Toma Basic, ad oggi, salterà anche la gara di Udine dopo aver saltato quella casalinga di sabato. L’emergenza in casa Lazio continua, soprattutto a centrocampo con Rovella infortunato e Dele-Bashiru in Coppa d’Africa.

La Lazio, riporta Il Messaggero, ha inoltrato il ricorso per ottenere un turno di sconto per il croato, ma solo alla vigilia di Natale (il 24 dicembre) conoscerà il verdetto della Corte sportiva d’Appello. Il referto di Marchetti (arbitro di Parma) ha portato a due giornate di stop (più diecimila euro di multa) da parte del Giudice Sportivo. La sanzione è stata comminata per “condotta gravemente antisportiva”, ravvisata dal quarto uomo, a cui il club contesta la visuale (Basic copre Estevez nell’episodio) portando anche precedenti a supporto.

Il reclamo biancoceleste, conclude il quotidiano, ha poche chance di successo, questo va detto, ma Sarri spera almeno in questo regalo sotto l’albero. Altrimenti bisognerà reinventare di nuovo la Lazio. Era già successo a fine settembre, dopo i ko di Rovella e Dele, più le espulsioni di Guendouzi e Belahyane nel derby perso. A Marassi il Comandante reintegrò Basic e si inventò un 4-4-2 (o 4-2-3-1). Stavolta i centrocampisti a disposizione sarebbero tre, ma Mau potrebbe utilizzarne due dall’inizio (Cataldi e Vecino, più di Belahyane) e ripetere l’esperimento.

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Lazio, solida ma anche fragile: i due volti dei biancocelesti

Lo 0-0 dell’Olimpico contro la Cremonese riassume questo avvio di stagione della Lazio.

Squadra solida dietro, che fa fatica davanti: questa è la Lazio del momento. Come evidenzia il Corriere dello Sport, parliamo di una squadra solidissima dietro, quasi impermeabile, ma fragile e inconcludente quando si tratta di trasformare il possesso in gol. Due facce della stessa medaglia, che convivono e si condizionano a vicenda, alimentando una classifica fatta di rimpianti e occasioni mancate.

La difesa è il punto fermo. I numeri, si legge, certificano un’eccellenza a livello europeo: nessuno nei cinque maggiori campionati ha collezionato più clean sheet della Lazio, 9 come il Lione. Sabato all’Olimpico, Ivan Provedel ha messo a referto l’ultimo, in 16 presenze, diventando il simbolo di un reparto che funziona, protegge l’area e riduce al minimo i rischi. Il problema è proprio lì davanti. L’attacco continua a faticare, a spegnersi nei momenti decisivi, a non trovare continuità. Non è un’impressione, ma una tendenza ormai strutturale: la squadra di Sarri non ha segnato in 8 delle prime 16 gare di campionato, un dato che si è verificato per la quarta volta nella storia del club (era già successo nel 1988-89, nel 1984-85 e nel 1959-60).

Il dato sul rendimento casalingo nel 2025, conclude il quotidiano, racconta un’altra faccia della crisi off ensiva. La Lazio, nell’anno solare in corso, ha ottenuto solo 5 vittorie all’Olimpico (con 10 pareggi e 3 sconfitte): meno di 6 successi in casa in Serie A era successo soltanto una volta nell’era dei 3 punti, nel 2009. Troppi pareggi, spesso maturati in gare dominate ma non chiuse. La squadra di Sarri resta una squadra difficile da battere, però troppo spesso è anche una che fatica a vincere. Difesa di ferro, attacco impalpabile.