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COPPA ITALIA

All’Olimpico sarà Lazio-Inter, finale formalmente in casa per i biancocelesti

Nessuno stravolgimento, con la qualificazione della Lazio la finale di Coppa Italia si giocherà sicuramente allo Stadio Olimpico come da “linea di principio” stabilita dal consiglio di Lega. Non si renderà necessaria alcuna deroga per giocare la partita altrove. Inoltre, la Lazio giocherà “in casa” anche da sorteggio: a livello formale sarà infatti Lazio-Inter, con lo stadio che resta equamente diviso lato biglietti.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Solo vincere la Coppa Italia cambierebbe la stagione. Tifosi? Scelta coerente” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Se la Lazio vince la finale, va in Europa, incassa 30 milioni, e alza un trofeo. Ma ad oggi l’Inter parte favorita, una partita non cambia il volto della stagione, come ha detto Sarri. Solo la vittoria della Coppa cambierebbe il volto della stagione.

Tifosi? La contestazione non è contro la squadra per i risultati che non ci sono, ma contro il presidente Lotito. Nel frattempo cosa ha fatto lui per risolvere la situazione? Nulla, quindi se non cambia nulla la contestazione deve andare avanti anche al derby. C’è coerenza. E tanti sono ammirati dalla coerenza dei tifosi della Lazio. Vanno rispettate le scelte di tutti, di chi va e di chi non va all’Olimpico, ma dopo 20 anni che il tifoso non chiede e nel frattempo paga, è giusto che venga ascoltato”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE …’ – Lazio, Cardone: “Lotito sbaglia tutto con i tifosi, ma la squadra merita che la sua gente vada allo stadio” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Quella di Motta è una storia favolosa, da Lazio.

Io ricordo un Lazio-Inter incredibile del 2009 a Pechino, era la Supercoppa. Quando mi chiedete del divario netto, penso a quello, a l’Inter del triplete; la Lazio fece un’impresa incredibile, con sacrificio e grazie alle parate di Muslera. Poi anche le finali con la Juve mettevano la Lazio davanti a tridenti fortissimi.

L’obiettivo della Lazio, da qui alla finale, è quello di potare tutti. Ma come diceva Sarri, la differenza è tra portarli e averli in condizione, quindi si lavorerà per averli tutti al meglio.

Questa squadra merita affetto e rispetto. La situazione con i tifosi la paga la squadra. L’astio per Lotito ha nettamente superato l’amore e la passione per la Lazio. Non avallo i comportamenti di Lotito, sbaglia tutto nei modi di porsi con la tifoseria, ma va trovata un’altra soluzione. Per me non andare allo stadio non è una soluzione. Prendo atto e rispetto, ma non condivido. La premessa è che tutto nasce da come si pone il presidente, è chiaro; la frase sulla storia della Lazio è la peggiore ma la squadra merita che la sua gente vada allo stadio. Servirebbero contestazioni che non vadano ad incidere sulla squadra”.

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RASSEGNA STAMPA

Supercoppa, non più final four: ipotesi in finale secca, i dettagli

Lazio-Inter di campionato il 9 maggio, in finale di Coppa il 13 maggio, in finale di Supercoppa la prossima stagione.


Si va verso il ritorno al format della finale secca, non più della final four. Dunque sfida a due, salvo sorprese. Nel caso di conferma della formula a quattro squadre i posti spetterebbero all’Inter (prossima alla vittoria dello scudetto), alla Lazio (comunque finalista di Coppa Italia contro i nerazzurri) e poi alla seconda e alla terza qualificata in campionato. La terza entrerebbe in gioco come mai è accaduto. Del tema Supercoppa, evidenzia il Corriere dello Sport, si discuterà in una delle prossime riunioni del Consiglio di Lega: format, data e sede.

Ezio Maria Simonelli, presidente della Lega di Serie A, nei mesi scorsi aveva preannunciato il ritorno alla vecchia formula: «Non abbiamo più il vincolo della doppia semifinale. Il prossimo anno a Riad si disputerà la Coppa d’Asia e i sauditi, pur avendo ancora un’edizione prevista dal contratto, hanno già comunicato l’intenzione di rinunciare. Saremo quindi liberi di scegliere sia il luogo sia il formato. La mia idea è di tornare alla formula tradizionale: finale unica tra la vincitrice del campionato e la vincitrice della Coppa Italia. Se si opterà per la finale secca, la data potrebbe anche collocarsi a inizio stagione. Ma sono decisioni che competono al Consiglio di Lega».

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FORMELLO RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri premia la squadra e concede un giorno in più di riposo: il piano del fine settimana

Domani la ripresa a Formello, domenica la rifinitura.

Finale di Coppa Italia raggiunta battendo l’Atalanta ai rigori, tanto dispendio fisico e mentale per i biancocelesti. Un traguardo desiderato e centrato, che ha portato il tecnico a “premiare” la squadra. Come riporta il Corriere dello Sport, Sarri, totalmente soddisfatto, ha aggiunto un giorno di riposo rispetto al programma iniziale: la rosa non si è allenata ieri e vivrà oggi altre 24 ore di relax.

Si ritroverà a Formello, si legge, direttamente domani alle 15.30. Domenica alle 16.30 la rifinitura anti-Udinese, da affrontare nel monday night della 34esima giornata. Poi in campionato restano da affrontare Cremonese, Inter, Roma e Pisa. Nel frattempo la data cerchiata in rosso sul calendario è quella del 13 maggio, quando all’Olimpico ci sarà la finale di Coppa Italia da giocare contro i nerazzurri di Chivu.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, apprensione Gila: a breve i controlli e i tempi di recupero

A Bergamo lo spagnolo è uscito zoppicando vistosamente.

Si accendono di nuovo i riflettori sulle condizioni di Gila, uscito per infortunio nella semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta. L’episodio chiave è arrivato al 73’, in uno dei momenti più intensi della partita: intervento deciso in anticipo su Krstovic, poi l’impatto, duro, con il difensore spagnolo che ha accusato un movimento innaturale della caviglia sinistra. Subito soccorso dallo staff medico, Gila ha provato a stringere i denti come sempre. È rientrato in campo per qualche minuto, ma la sensazione è stata chiara fin da subito: qualcosa non andava. Poco dopo, infatti, è arrivata la richiesta del cambio, inevitabile per evitare rischi maggiori.

Stando a quanto riporta il Corriere dello Sport, c’è bisogno di attendere riscontri più precisi dal punto di vista clinico: tra oggi e domani Gila sarà sottoposto a controlli specifici per valutare l’entità del problema. La Lazio vuole evitare forzature e gestire al meglio la sua situazione: troppo importante poter contare sul centrale spagnolo in questo finale di stagione. Il giocatore è uscito zoppicando vistosamente e a fine gara Sarri non si è sbilanciato: «Ha preso un colpo sul tendine non so come stia».

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RASSEGNA STAMPA

Coppa e Supercoppa, doppio incasso a Formello: quanto guadagna la Lazio

La Lazio si è assicurata due finali: oltre a quella di Coppa Italia, infatti, con il regolamento della Supercoppa Italiana che verosimilmente tornerà alle origini con la gara secca, anche quella di Supercoppa. Due finali che vogliono dire guadagni, ricavi, incassi: ecco quanto entrerà nelle casse del club biancoceleste.

Come riporta la Gazzetta dello Sport nella sua edizione odierna, la Lazio dalle due finali di Coppa Italia e Supercoppa Italiana incasserà circa una decina di milioni di euro. La finalista di Coppa Italia ha un premio di circa 4 milioni di euro, mentre alla vincitrice ne vanno circa 7. Più l’incasso da dividere a metà. Per quanto riguarda la Supercoppa, invece, c’è sempre l’incasso da dividere e poi i diritti tv. Se la si dovesse giocare all’estero, ma al momento è privilegiata l’ipotesi Milano, gli introiti sarebbero ancora di più.

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RASSEGNA STAMPA

Entusiasmo Lazio, la firma di Sarri: carattere, organizzazione e la forza di resistere al peggio

La Lazio torna da Bergamo con entusiasmo, immagini da ricordare e una finale di Coppa Italia conquistata dopo una notte che ha esaltato tutto l’ambiente biancoceleste. Il protagonista assoluto è stato Motta, capace di parare quattro rigori e di entrare di colpo nella storia recente del club, ma attorno all’impresa si è acceso anche il clima di festa per Maurizio Sarri e per un gruppo che, nonostante le difficoltà, è riuscito a centrare un traguardo importante.

All’aeroporto di Fiumicino, nella notte successiva alla qualificazione, i tifosi hanno accolto la squadra con cori e applausi. Un abbraccio collettivo rivolto ai giocatori, al giovane portiere e allo stesso Sarri, simbolo di una stagione complicata ma ancora viva. La semifinale vinta ha restituito energia a un ambiente che negli ultimi mesi aveva dovuto convivere con infortuni, tensioni e critiche.

La qualificazione assume un peso ancora maggiore se letta dentro il contesto della stagione laziale. Sarri ha più volte definito questa annata tra le più difficili della sua carriera, segnata da assenze pesanti, da una rosa spesso ridotta all’emergenza e da un percorso tutt’altro che lineare. Anche a Bergamo non sono mancati i problemi, a partire dallo stop di Gila, che ha aggiunto un’altra preoccupazione al quadro complessivo.

In questo scenario la Lazio ha trovato però la forza per resistere e per arrivare fino in fondo. La squadra si è aggrappata al carattere, all’organizzazione e alla lucidità nei momenti decisivi, trovando in Motta il volto simbolo di una serata destinata a restare impressa. La Republica

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “La gara con l’Udinese torna ad essere un allenamento, la testa deve essere quella giusta” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“La gara con l’Udinese continua ad essere un allenamento, stavolta in vista della finale. La testa deve essere quelle giusta. La leggerezza che ti porta il fatto non avere troppo da chiedere al campionato, ti deve aiutare ad arrivare bene contro l’Inter, una squadra più forte con cui devi essere bravo.

La decisione dei tifosi? Condivido per l’importanza delle gare, anche se il discorso qui va oltre. La finale ha un’importanza assoluta, il derby quest’anno ha il valore della stracittadina ma conta meno.

Questa squadra secondo me aveva dei valori tecnici, poi non è stata rinforzata e ha perso pezzi importanti. Qualche aiuto è arrivato. Il punto è sempre lo stesso: si vorrà ripartire da qui per fare un passo in avanti? Ci deve essere un progetto, un’idea condivisa di migliorare”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Motta eroe umile: “Devo migliorare e crescere. Voglio diventare come Cech”

Si è preso la scena a Bergamo, ma resta con i piedi per terra. Edoardo Motta ai microfoni Rai ha parlato del momento che sta vivendo, degli inizi e delle sue ambizioni:

“Da piccolo mi piaceva fare il portiere e buttarmi sulla ghiaia. Mio padre mi dava del matto, ma io dolore non lo sentivo.

Dopo la gara mi sono lasciato un po’ andare alle mie emozioni, cosa che cerco di non far mai vedere. Rimanere solido secondo me definisce di più la persona che si è rispetto a essere molto emotivo o troppo emotivo.

Io voglio diventare come Cech, voglio provarci. E loro, sia mio padre che mia madre, mi hanno dato la forza e hanno fatto tanti sacrifici per far sì che oggi io sia qui. Non devo mai smettere di imparare, migliorare e crescere. E questo è l’obiettivo, per cercare di arrivare più in alto possibile, senza rimpianti o rammarichi, godendomi la vita senza togliermi nulla”.