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APPROFONDIMENTI

Lazio, un presente triste ed un futuro preoccupante: Sarri attende i programmi e ipotizza una “via d’uscita”

Per descrivere il presente e il futuro della Lazio è sufficiente riprendere quanto successo ieri al Franchi di Firenze, La stretta attualità parla della decima sconfitta in questa stagione, della decima trasferta su 16 chiusa senza segnare e di un nono posto in classifica piuttosto sciapo. C’è poi il futuro, e per quello basta riprendere le parole in conferenza stampa di Maurizio Sarri: “Sentiamo la società cosa ha in mente, se ha un programma. Faremo delle valutazioni: se loro sono contenti si troverà una soluzione, se non sono contenti si cercherà una via di uscita“.

Sono tre gli aspetti principali, a cominciare dalla domanda sui programmi. Sarri, a un mese dalla fine della stagione, non sa se la società abbia un programma per il futuro e in caso quale sia. Poi il
passaggio della palla nella metà campo societaria, ovvero le valutazioni sulla soddisfazione della società per il rendimento stagionale. Sarà la società a decidere se andare avanti o meno. Infine, e questa forse è la grande novità, l’apertura verso una “via di uscita” nel caso in cui la società non fosse contenta.

La domanda che tutti i tifosi della Lazio si stanno ponendo è relativa al futuro, cosa aspettarsi al termine della stagione? Prima c’è da giocare una partita fondamentale tra otto giorni a Bergamo
per inseguire una finale di Coppa Italia che, nelle condizioni attuali, avrebbe il sapore del miracolo sportivo. Poi si dovrà inevitabilmente capire come andare avanti e se andare avanti con questi protagonisti. Da Sarri a Fabiani, non c’è certezza del futuro di nessuna componente sportiva all’interno di Formello. Per il direttore sportivo avanza l’ipotesi di un ritorno a Salerno, per il tecnico bisognerà fare delle valutazioni da qui a fine stagione. Ci sono i margini per un’altra rivoluzione in panchina dopo le dimissioni in serie di Sarri, Tudor e Baroni nel giro di un anno e qualche mese? Si può rinunciare a Sarri in un momento così delicato sia dentro che fuori dal campo? Tutte risposte che dovranno necessariamente arrivare nel giro di qualche settimana, per cercare di accendere una luce in un futuro che si sta facendo sempre più grigio. Tuttomercatoweb.com

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio senza qualità, obiettivi e entusiasmo. Siamo alla resa dei conti. Sarri? Le parole di Paratici…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Siamo arrivati alla resa dei conti. Dopo tante chiacchiere, il castello sta venendo già. La Lazio ha perso con una Fiorentina che lotta per non retrocedere, che aveva 9 assenti. Sulla base di questo, come potrà la Lazio battere Napoli o Atalanta che hanno un altro potenziale e la squadra al completo?

Squadra senza tecnica, qualità, obiettivi, ambizioni, entusiasmo e le parole di Sarri fanno che sta aspettando una telefonata da Firenze. La stagione è stata devastante e non ne può più neanche lui. Parole al miele prima della gara di Paratici a Sarri, poi dopo la gara parole al miele di Sarri per Paratici e l’ambiente, in più i tifosi hanno dimostrato apprezzamenti al tecnico: se tre ‘indizi’ fanno una prova…

Trattare e analizzare il momento Lazio purtroppo è facile: è sempre l’opposto di ciò che dice il presidente. Se andrà via Sarri, la colpa si farà ricadere su di lui, magari per non aver impiegato Ratkov e Przyborek, ma ormai i tifosi della Lazio a queste cose non ci credono più.

Taylor è un buon giocatore ma spicca anche per la mediocrità generale, non avrebbe giocato con Milinkovic, Leiva e Luis Alberto. Le riserve di ieri sono diventate i titolari inamovibili di oggi. Questa è una Lazio che compete con l’Udinese”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE …’ – Lazio, Cardone: “La testa è già alla Coppa. Mancano i ruoli non sostituiti a gennaio. Gila? Titolare a Napoli” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Lo dicevo da giorni: la Lazio è con la testa alla Coppa Italia. Squadra fragile ma ci sono comunque indicazioni importanti in vista di Bergamo. Davanti gruppo spuntato, inoffensivo, innocuo. Poi il solito torto arbitrale che ci condiziona, anche se ci preoccupa poco in questo momento; chiaramente non perdere avrebbe dato morale. Come ha detto Sarri, è il classico rigorino che però adesso si dà.

La Lazio è l’unica squadra a cui è capitato che in tre volte in cui l’arbitro è stato richiamato al Var, questo non ha cambiato idea.

FIGC? Lotito è favorevole al commissariamento, lui è convinto che un presidente federale, che sia Malagò o Abete, non avrebbe il potere per attuare una vera e propria riforma mentre il commissario avrebbe poteri straordinari. Questa è la sua posizione.

A questa Lazio mancano esattamente i ruoli che non hanno sostituito a gennaio: una mezzala destra e un attaccante. A gennaio la Lazio è stata costretta a vendere per il bilancio e ora la situazione questa, altrimenti a mio avviso saresti andato a Bergamo con qualche speranza in più.

Sarri-Fiorentina? I tifosi viola vogliono lui in panchina, la società dovrebbe avere altre idee. Però è anche vero che dopo un anno disastroso, Paratici che è intelligente e sa agire, potrebbe prenderla in considerazione l’idea Sarri, considerate le pressioni dell’ambiente. Al momento comunque non c’è niente, comunque Sarri non si dimetterà senza avere un’altra squadra.

A Napoli Gila tornerà dal primo e anche Zaccagni sarà titolare, a maggior ragione dopo ciò che abbiamo visto ieri”.

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POLITICA SPORTIVA

Isolato ed in minoranza, oggi Lotito vuole il commissario: quando comandava lui: “Antidemocratico”

“Ci vuole il commissario, solo così potremmo fare le riforme che servono davvero”. Così Claudio Lotito, presidente della Lazio, ha motivato il suo mancato appoggio a Giovanni Malagò, da ieri
candidato della Serie A come presidente federale. Il numero uno biancoceleste, rimasto l’unico dopo che in serata il Verona ha chiamato Malagò, ha sostenuto che non si tratta di una opposizione ad personam, ma di una contrarietà al metodo e alle regole in vigore. Resta il dubbio
di quanto sia (legittimamente) sincero al riguardo.

Su Tavecchio: “Commissario antidemocratico”. Oggi Lotito è, seppur influente, di fatto ai margini della politica calcistica italiana. È uno dei due – l’altro è Adriano Galliani – esponenti del calcio a sedere in Parlamento, ma dalla rielezione di Gravina alla vittoria di Simonelli, di fatto, è sempre rimasto in minoranza, a volte (come sulla questione e sulla cruciale transazione con IMG) proprio da solo. Nel 2014 la situazione era molto diversa, l’oggi senatore di FI era il deus ex machina del calcio italiano. E, quando decideva lui, del commissario pensava peste e corna. Erano i giorni della corsa elettorale tra i compianto Carlo Tavecchio – sponsorizzato da Lotito e oggetto, per usare le sue parole, di un “killeraggio mediatico”, dopo l’uscita su Opti Pobà – e Demetrio Albertini. Il commissario, come in ogni elezione federale che si rispetti, era uno spettro dopo la delusione per i Mondiali brasiliani, e Lotito ne parlava così: “Le società che lui (Albertini, ndr) pensava lo sostenessero preferiscono chiedere un commissario: un atto estremamente antidemocratico e che creerebbe solo problemi alla federazione”. Com’è cambiato il mondo.

È cambiato, a proposito, anche su uno dei cavalli di battaglia di Lotito, che ieri ha sostenuto di non appoggiare Malagò perché tutto il processo, a oggi, si basa su una legge vecchia di 45 anni. È la legge n. 91 del 1981, che ha disciplinato per quattro decenni il professionismo sportivo (che peraltro era una normativa più che altro giuslavoristica). Come ha fatto notare Ivan Zazzaroni sulle pagine del Corriere dello Sport, peccato che sia stata abrogata – anche se va riconosciuto a Lotito che, in gran parte, l’impianto è rimasto analogo, con l’aggiunta di alcune tutele – dalla riforma dello Sport (varata dal governo di centrodestra, con Lotito in Senato) approvata nel 2021 (Dlgs 36/2021)
e operativa dal 2023. Tuttomercatoweb.com

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INFERMERIA RASSEGNA STAMPA

Lazio, Marusic verso il forfait in Coppa Italia. Ottimismo Maldini

Gli aggiornamenti dall’infermeria biancoceleste.

L’emergenza non dà tregua in casa Lazio. Sarri continua a perdere pezzi e sono ben 42 gli stop stagionali complessivi dei biancocelesti. Le ultime assenze sono quelle di Marusic e Maldini, che non hanno quindi preso parte alla trasferta di ieri.

Stando a quanto riporta Il Corriere dello Sport il terzino ha accusato una lesione muscolare e rimarrà ai box per circa due-tre settimane. Sarà quindi molto difficile vederlo a Bergamo in Coppa Italia mercoledì prossimo.

Non dovrebbero invece preoccupare le condizioni dell’ex Atalanta, che ha riportato un’infiammazione al tendine rotuleo del ginocchio destro. Un problema che si è già presentato nel corso della stagione e che non ha ancora risolto del tutto. Ad ogni modo non dovrebbe essere a rischio per la sfida di Coppa Italia contro la sua ex squadra.

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STATISTICHE

Lazio, 44 punti dopo trentadue giornate: mai così male dal 2010

La Lazio perde a Firenze e certifica una stagione che, classifica alla mano, è tutt’altro che esaltante. Dopo 32 giornate di campionato i punti raccolti sono 44, frutto di dieci sconfitte, undici vittoria e altrettanti pareggi. Per ritrovare una Lazio a meno di 45 punti dopo 32 giornate bisogna tornare indietro alla stagione 2009-2010, quando i punti raccolti a questo punto della stagione furono solamente 34. Le speranze dei capitolini ora sono incentrate alla sfida di ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta, gara che potrebbe cambiare l’aspetto della stagione.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Lazio, Rambaudi: “Fiorentina gol fortuito, ma serve attenzione. Bene Patric, Cancellieri…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Il primo tempo la Lazio mi è piaciuta, per atteggiamento e qualità nello sviluppo di gioco. Con Patric si sono viste belle giocate in cui la squadra si ritrova, ma poi devi trovare il gol. Bene De Gea su Zaccagni, Cancellieri doveva fare gol; queste sono situazioni che possono capitare, magari pure con l’Atalanta, quindi ti devi allenare. Avevamo detto che queste gare sarebbero state un allenamento e questo stiamo vedendo.

L’importante ora è recuperare qualche calciatore. Sul loro gol occasionale hai pagato i centimetri che non ha Lazzari ma comunque non era messo bene. I particolari fanno la differenza, bisogna guardare anche le cose stupide, basilari: la postura del corpo è importante, per esempio. Ora chiaramente non è da colpevolizzare solo Lazzari, ma in generale serve maggiore attenzione.

Devi pensare al momento, alla Coppa Italia. Il futuro poi si vedrà. E c’è tanto da vedere. Se cambi interpreti ma non cambi pensiero, come in Nazionale, il risultato rimarrà lo stesso. A fine stagione io partirei resettando tutto per provare a fare qualcosa di bello.

Sogliano? Qui non è un discorso di nomi. Le direttive sono quelle, non c’è carta bianca. La strategia è: compro a 5, vendo a 30. Non si guarda l’aspetto tecnico o meritocratico, ma solo economico. Io invece credo che si debba ragionare sul come ripartire, guardando tutto, a 360°, creando una società forte, competente, che lavori anche sul settore giovanile”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio: “Un corpo svuotato e violato. Con o senza Sarri, così non è più accettabile”

Alberto Polverosi, nel suo editoriale apparso sulle colonne del Corriere dello Sport, ha analizzato la sconfitta della Lazio contro la Fiorentina, ponendo l’accento sulle differenti motivazioni delle due squadre e sulla sfida in Coppa Italia che attende i capitolini.

Si pone l’accento sulle motivazioni, sulla necessità di vincere a tutti i costi della Fiorentina, sull’occasione ghiottissima di allungare su Cremonese e Lecce e mettere un piede e mezzo ancora nella prossima Serie A. Quella del Franchi è stata una sconfitta annunciata, con la Lazio rivolta con testa e cuore già alla semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta.

Un campionato anonimo quello dei biancocelesti, che ha ondeggiato sempre tra l’ottavo e il decimo posto. Metà classifica, appunto, mediocrità più totale. Polverosi, infatti, afferma che “la frenata dei laziali non cambia la loro stagione e non influisce nemmeno nel rapporto fra Lotito e la tifoseria per un semplice motivo: quel rapporto non c’è più“. Una sentenza dura, forte, ma che mette in luce una realtà concreta.

Ora ci sarà la Coppa Italia, ed è un appuntamento da non fallire, ma la Lazio appare sempre più come un corpo svuotato e violato, privo di qualsiasi sussulto e slancio in avanti. Servirà tempo, pazienza, voglia di ricostruire. Non si sa se ci sarà ancora Sarri, viste anche le sue dichiarazioni, ma ciò che è certo è che questa Lazio non è (più) accettabile. Serve una svolta, serve un cambio di passo, serve una rivoluzione a 360 gradi.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, il ritorno a sorpresa di Zac unica nota lieta: rodaggio iniziato verso la Coppa

Mattia Zaccagni è tornato titolare, per i primi 45 minuti, nella sfida del Franchi contro la Fiorentina, in una sorta di rodaggio in vista della semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta.

Quarantacinque minuti di rodaggio, questa è la verità sostanziale. Come scrive il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, il capitano biancoceleste ha ritrovato minutaggio e ritmo partita nella sfida del Franchi, con obiettivo primario rappresentato però dalla sfida della New Balance Arena contro l’Atalanta. Sarri ha scelto di schierarlo per non sprecare un’eventuale sostituzione nella ripresa. 

E’ stata sua la prima occasione della gara. E’ entrato in area e ci ha provato a giro, De Gea però si è superato mettendoci il guantone. Sconfitta a parte, che sicuramente pesa, è stata però una buona notizia il rientro di capitan Zaccagni. Un passo in avanti importante, per ritrovarsi e riacquisire ritmo gara e condizione. La data fissata sul calendario è quella del 22 aprile, la sfida che vale la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta.

Ora l’esterno spera di essersi messo alle spalle qualsivoglia problema fisico, qualsiasi intoppo di natura atletica. C’è una finale da raggiungere, con la fascia da capitano sul braccio. C’è un potenziale trofeo da poter alzare, c’è ancora un campionato da onorare. Servirà il miglior Zaccagni.

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ARBITRI

Moviola Fiorentina-Lazio: Fabbri disastro, errori e supponenza. Che caos su Noslin!

Il giudizio del Corriere dello Sport sulla prestazione dell’arbitro Fabbri in Fiorentina-Lazio:

Non sappiamo se sia peggio l’errore sul contatto (leggero, così chiariamo subito) Mandragora-Noslin o il suo atteggiamento di (solita) supponenza all’OFR. Solo per questo, fossimo nel designatore, lo lasceremo a casa per un po’. Non sarà così, purtroppo. Sbaglia tanto Fabbri, sbagliano molto a Lissone (Paterna e Aureliano, princi- pale responsabile del rigore del Como domenica sera, doveva essere sostituito).

Noslin toccato in area: che caos

In area della Fiorentina, Noslin sposta il pallone prima dell’intervento di Mandragora. Non c’è un pestone pieno, ma un tocco sul piede destro. Fabbri – come la maggior parte degli arbitri che devono trovare sicurezze per puntellare le loro decisioni – ammonisce Noslin per simulazione. Ecco, questa è una certezza, un errore grave. Non è mai, mai simulazione. A Lissone sono addirittura convinti sia rigore, tanto certi che lo richiamano all’OFR: durante la quale è Fabbri-show, si arrabbia, gesticola, si gira, si rigira, discute con il VAR. Fosse rimasto lucido, avrebbe tolto il giallo, quale simulazione? E il rigore? Sicuramente il contatto è leggero; sicuramente il contatto c’è.

No rigore per la Fiorentina

Cancellieri entra in anticipo su Ndour, non c’è rigore.

Regolare il gol di Gosens

Ok la rete di Gosens: in gioco sul cross (c’e Provstgaard ma pure Romagnoli) e non fa fallo, saltando nettamente prima, su Lazzari.

VAR: Paterna 4,5