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SERIE A

Bologna-Lazio, probabili formazioni

Le probabili formazioni di Bologna-Lazio, match valido per la 30^ giornata di Serie A, in pogramma allo stadio Renato Dall’Ara alle ore 15,00 di domenica 22 Marzo.

Bologna (4-3-3): Ravaglia; Zortea, Vitik, Lucumì, Miranda; Sohm, Freuler, Moro; Orsolini, Castro, Cambiaghi; All. Italiano.

Lazio(4-3-3): Motta; Marusic, Gila, Romagnoli, Tavares; Dele-Bashiru, Patric, Taylor; Isaksen, Maldini, Pedro; All. Sarri.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Fabiani chiede “pazienza”: “Anno zero, in totale ricostruzione. Illustreremo il programma ai tifosi. Su Sarri…”

Le parole del direttore sportivo biancoceleste Angelo Fabiani, durante i Media Days organizzati con i club, su Dazn (intervista realizzata prima di Lazio-Milan).

“Se questo è l’anno più difficile da quando sono alla Lazio? No, tutti gli anni sono difficili. Questo forse è stato l’anno più complicato, perché coincide con una ristrutturazione dell’intero organico. Come è stato detto da Sarri e dalla società, è l’anno zero. Come si sa, quando è in corso una ricostruzione ci possono essere degli  imprevisti. Però devo dire che al di là di tutto, molti punti che abbiamo perso per strada, li abbiamo persi immeritatamente. Ci sono stati tanti episodi negativi e soprattutto Sarri si è trovato solennemente a scendere in campo anche senza 6-7-8 titolari, come ad esempio successe a Genova. Questo ovviamente non accade solo alla Lazio, a onor del vero, basti vedere quello che è successo al Napoli, fino a 12-13. Purtroppo sono quelle annate un po’ segnate, ma l’importante è comunque credere in ciò che si fa, credere nel progetto. Seguire il progetto e camminare dentro quel solco tracciato per una ricostruzione e se vogliamo anche per ringiovanire una rosa tirando dentro dei giovani di prospettiva.

Come vive il mister tutti questi infortuni? Molti sono infortuni traumatici, molti sono dovuti ad affaticamenti. Purtroppo non capita solo alla Lazio, bisognerebbe porsi un po’ il problema e il tema di queste partite divise tra venerdì, sabato e domenica, poi ci sono le altre competizioni, lo stress del giocatore, come vive un giocatore la partita, ovvero sotto stress. Quindi stress più stress può portare a determinati infortuni. Non la si vive bene ovviamente questa situazione, però l’allenatore e i ragazzi, anche i non titolari, quando sono stati chiamati all’opera hanno fatto un qualcosa di straordinario”.

Mercato di gennaio – “Penso che la Lazio sia stata la società che più ha movimentato sia in uscita che in entrata. In uscita vorrei spendere due parole: noi non abbiamo messo alla porta nessuno, non abbiamo messo sul mercato nessuno ma quando ti trovi di fronte a delle reiterate richieste, da parte del calciatore, da parte dei procuratori che vogliono andare via perché ci sono altre squadre che gli allungano i contratti, gli danno il triplo dei guadagni che hanno, che comunque non se la sentono… con molta tranquillità e onestà bisogna accontentarli perché ritengo che all’interno di un gruppo e di uno spogliatoio ci debbano essere dei calciatori motivati.

Se cambierei qualcosa tornando indietro? La classifica, ovviamente (ride, ndr.). E alcune partite che ci hanno visto immeritatamente perdere, in cui meritavamo qualcosa di diverso. Mi sarebbe piaciuto vedere all’opera gli effettivi: ci sono state delle partite in cui abbiamo dovuto rinunciare per infortuni o quant’altro finanche a otto calciatori. E mettere su una squadra senza otto titolari l’amaro in bocca un po’ lo lascia. Ma devo dire anche che chi è andato in campo si è dato da fare e hanno fatto bene”.

Europa attraverso la Coppa Italia – “In una fase di ricostruzione totale, radicale, che sta avvenendo alla Lazio che sta avvenendo da quando io ho assunto la direzione tecnica, pensare di vincere lo scudetto, di centrare immediatamente l’obiettivo Europa, vincere trofei, sarebbe pura utopia. Quando si ricostruisce, quando si programma, quando si ha una visione a medio e breve termine, bisogna prevedere che ci possano essere anche queste conseguenze, di non centrare determinati obiettivi. Ma io sono straordinariamente convinto che la Lazio, proprio per il programma e per quello che si è imposta, cioè un nuovo ciclo, non tarderà a diventare una squadra che nel campionato di Serie A potrà competere per le prime cinque posizioni. Questo lo dobbiamo a noi, ai tifosi, all’ambiente. Chiedo soltanto un po’ di pazienza, la pazienza che disse Sarri quando assunse il ruolo di allenatore. Disse: ‘Per lavorare con i giovani devo avere pazienza, devo costruire e loro devono assimilare il mio sistema di gioco’. Però ha detto anche: ‘Come porterò pazienza io, chiedo a un po’ tutto l’ambiente di portare pazienza’”.

Le gare senza tifosi – “La risposta è scontata: non viviamo bene la situazione, questo è fuori discussione. Non bene per tanti motivi. Uno su tutti? Se mi metto un attimo nei panni dei calciatori, giocare senza il proprio tifo… fare un gol e andare sotto la propria curva, gioire, questo un po’ gli manca, oggettivamente. Quell’adrenalina che ti trasmette il pubblico, quando stai in campo, che fa ballare il terreno di gioco, è ben diverso dal non averlo. Per cui mi auguro che a stretto giro di posta si possa risolvere anche questa problematica. Stiamo, nel prossimo futuro, organizzando una tavola rotonda con tutte le componenti che fanno parte del mondo del calcio: media, tifosi, istituzioni… proprio per illustrare loro qual è questo nuovo programma, qual è questo nuovo percorso. Perché alcune volte la gente non capisce. Allora è giunto il momento, con dati oggettivi alla mano, informare tifosi, informare la gente di quello che oggi la Lazio sta facendo. Questo lo dobbiamo a noi, lo dobbiamo a loro. Torno a ripetere: giocare senza pubblico non è una bella cosa. Non si dà una buona immagine. Ovviamente non ce l’ho con i tifosi, rispetto il parere di tutti quanti, tifosi e giornalisti. Io ho un solo dovere e compito: è quello di preoccuparmi di programmare e far sì che nel più breve tempo possibile si possa avere una squadra competitiva nel massimo campionato. Sono le sfide più difficili? In trent’anni di calcio mi sono sempre imbattuto nelle ricostruzioni, io non ho mai gestito una squadra importante che l’anno prima aveva vinto uno scudetto. Mi sarebbe piaciuto tantissimo lavorare con Milinkovic, con Ciro Immobile che faceva 35 gol, perché no anche con Luis Alberto e Felipe Anderson. Però probabilmente mi sarei impoltronito, mi mettevo dietro la scrivania ‘tanto che problema c’è?, tanto poi ci sono loro che risolvono le questioni’. Va detto che quando questi ragazzi arrivarono alla Lazio, fecero fatica anche a inserirsi. Per esempio mi ricordo Milinkovic: è vero che stavo a un’altra società, ma ho sempre seguito le sorti della Lazio, i primi anni ha fatto un po’ di fatica. Poi è diventato il calciatore straordinario che tutti quanti conosciamo. Lo stesso Ciro Immobile, ha un po’ girovagato, anche all’estero, poi è arrivato alla Lazio, un po’ di difficoltà le ha avute, poi ha iniziato a fare 30/35 gol. Quando Sarri dice di avere pazienza, io ce l’ho la pazienza, ma mettiamocela un po’ tutti. Probabilmente vuole anche dire: ‘Diamo la possibilità a questi ragazzi di ambientarsi, di costruire un gruppo organico, uno spogliatoio importante per toglierci qualche soddisfazione’. Purtroppo l’erba voglio non la troviamo da nessuna parte, bisogna credere nel lavoro che si fa. Io ci credo tantissimo e mi auguro che insieme a me ci possano credere tutti quelli che hanno a cuore le sorti della Lazio”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Maldini chance per il riscatto: serve più efficacia

L’attaccante vuole continuare a mettersi in mostra: la Lazio riflette sul suo riscatto.

Daniel Maldini ha lasciato il segno con la Lazio nel modo più rapido possibile, segnando il suo primo e finora unico gol dopo appena un minuto e 23 secondi di partita contro Sassuolo, nella sua settima presenza in biancoceleste. Una rete, evidenzia il Corriere dello Sport, che non è passata inosservata: non solo per il peso specifico, ma anche per il dato statistico, è stato il gol casalingo più veloce della Lazio in Serie A dai tempi di Felipe Anderson contro l’Empoli, l’8 gennaio 2023 (un minuto e 18 secondi).


Un gol arrivato con lucidità, sfruttando al meglio una progressione di Isaksen. Ma che resta una marcatura isolata, ancora ben lontana dalla continuità che deve avere un attaccante. Maldini è arrivato a gennaio dall’Atalanta con la voglia di rilanciarsi e di ritagliarsi uno spazio importante, ma il suo percorso a Roma è ancora in fase di costruzione, anche perché Sarri ha deciso di avviare un processo per trasformarlo in centravanti. Daniel ha mostrato qualità tecniche evidenti, capacità di muoversi tra le linee e una certa facilità nel creare superiorità, ma manca ancora quel passo in più sotto porta. E allora Bologna può tornare a essere il teatro ideale. Non è un avversario qualsiasi per lui: proprio contro i rossoblù, quando vestiva la maglia del Monza, aveva firmato un altro gol rapido, il più veloce in Serie A nella storia del club brianzolo, dopo 3 minuti e 40 secondi.


La Lazio, conclude il quotidiano, cerca risposte, e Maldini cerca il bis. Un secondo gol che potrebbe cambiare la percezione del suo impatto e riaprire anche i discorsi legati al futuro. Già, perché la società biancoceleste è ancora in fase di valutazione sul possibile riscatto. L’operazione con l’Atalanta è stata definita con un prestito oneroso da 1 milione più 500mila euro di bonus, più un diritto di riscatto fissato a 14 milioni, che può diventare obbligo in caso di qualificazione alle coppe europee. Una cifra importante, che impone riflessioni attente e legate inevitabilmente al rendimento del giocatore.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, a Bologna con Pedro il campione senza tempo. Lo spagnolo punta diversi record

Qualità infinita a disposizione della Lazio: lo spagnolo si prende la squadra sulle spalle in questo finale di stagione.

Che sia titolare o mano, Pedro continua a fare la differenza. A Bologna, sottolinea il Corriere dello Sport, sarà lui a sostituire Zaccagni a sinistra. Leader silenzioso, riferimento tecnico e umano, lo spagnolo si prepara agli ultimi mesi in biancoceleste con la stessa intensità di sempre. Senza risparmiarsi, senza tirarsi indietro. Domani a Bologna potrebbe toccare proprio a lui partire dal primo
minuto: Pedrito, dopo gli ingressi a gara in corso contro Sassuolo e Milan, è in vantaggio su Noslin e Cancellieri per una maglia da titolare. Una scelta che avrebbe anche un valore simbolico, in quella che sarebbe la presenza numero 200 con l’aquila sul petto.

Sullo sfondo poi resta la Coppa Italia, occasione concreta per portare a casa un trofeo che Pedro (uno dei giocatori più vincenti della storia del calcio), in Italia, non ha ancora vinto. Sarebbe il congedo perfetto, il finale più romantico per un campione abituato a sollevare coppe in tutto il mondo. .

Intanto, si legge, i numeri raccontano un’altra storia significativa. Con altre otto partite da qui alla fine, la maglia della Lazio diventerà la seconda più indossata nella carriera di Pedro, superando quella del Chelsea (207) e restando alle spalle soltanto del Barcellona (321). Un dato che certifica quanto il legame con Roma, intesa come città, sia stato profondo.

L’obiettivo, conclude il quotidiano, è eguagliare le reti con il Chelsea. Con le 3 reti segnate a Fiorentina, Genoa e Juve, Pedro è il secondo miglior marcatore della Lazio in A dietro solo a Isaksen (4). Se da qui al termine riuscisse a collezionare altre 6 marcature, arriverebbe a 43 complessive da laziale, eguagliando quelle realizzate con la maglia del Chelsea (sono 99 invece i gol con la divisa del Barça). Per superare il record con i blues dovrebbe arrivare in doppia cifra, cosa che nella Capitale gli è riuscita già due volte: nel suo primo anno sulla sponda biancoceleste (9 in A e una in Europa League) e nella scorsa stagione (la sua migliore in Italia, con 14 centri considerando i 10 in campionato e i 4 in coppa)

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, oggi la rifinitura: Provstgaard resta in preallarme. Patric in regia, Pedro in pole a sinistra

Il tecnico in queste ore scioglierà gli ultimi dubbi di formazione: la situazione.

Domani la gara in casa del Bologna: fischio d’inizio in programma alle 15. Questa mattina la rifinitura in casa-Lazio. Sarri partirà per la trasferta senza gli infortunati Zaccagni, Cataldi e Basic, oltre a Rovella e Provedel (hanno già chiuso la loro stagione).

Come riporta il Corriere dello Sport, Romagnoli è recuperato, è tornato in gruppo da tre giorni: riflessioni sul suo utilizzo. Probabile titolarità in coppia con Gila, Provstgaard rimane in preallarme ma sembra destinato alla panchina. Patric confermato in regia, ai suoi lati Dele-Bashiru e Taylor. Davanti Pedro in pole a sinistra su Noslin, al centro Maldini falso nove, a destra scontato Isaksen. Terzini Marusic e Tavares, il portoghese ormai si è ripreso il posto. Motta tra i pali, per lui la terza di fila da numero uno.

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SERIE A

Anticipi e posticipi, il calendario dalla 32^ alla 34^ giornata

Sono ufficiali le date e gli orari delle partite della Serie A valide per la 32ª, 33ª e 34ª giornata. I tre turni si giocheranno ad aprile e sembrano sulla carta decisivi sia per definire sia la parte alta della classifica che la corsa salvezza. 

La 32ª giornata di Serie A 

Roma-Pisa venerdì 10 aprile ore 20:45

Cagliari-Cremonese sabato 11 aprile ore 15

Torino-Verona sabato 11 aprile ore 15

Milan-Udinese sabato 11 aprile ore 18

Atalanta-Juventus sabato 11 aprile ore 20:45

Genoa-Sassuolo domenica 12 aprile ore 12:30

Parma-Napoli domenica 12 aprile ore 15

Bologna-Lecce domenica 12 aprile ore 18

Como-Inter domenica 12 aprile ore 20:45

Fiorentina-Lazio lunedì 13 aprile ore 20:45

33ª giornata  

Sassuolo-Como venerdì 17 aprile ore 18:30

Inter-Cagliari venerdì 17 aprile ore 20:45

Udinese-Parma sabato 18 aprile ore 15

Napoli-Lazio sabato 18 aprile ore 18

Roma-Atalanta sabato 18 aprile ore 20:45

Cremonese-Torino domenica 19 aprile ore 12:30

Verona-Milan domenica 19 aprile ore 15

Pisa-Genoa domenica 19 aprile ore 18

Juventus-Bologna domenica 19 aprile ore 20:45

Lecce-Fiorentina lunedì 20 aprile ore 20:45

34ª gironata  

Napoli-Cremonese venerdì 24 aprile ore 20:45

Parma-Pisa sabato 25 aprile ore 15

Bologna-Roma sabato 25 aprile ore 18

Verona-Lecce sabato 25 aprile ore 20:45

Fiorentina-Sassuolo domenica 26 aprile ore 12:30

Genoa-Como domenica 26 aprile ore 15

Torino-Inter domenica 26 aprile ore 18

Milan-Juventus domenica 26 aprile ore 20:45

Cagliari-Atalanta lunedì 27 aprile ore 18:30

Lazio-Udinese lunedì 27 aprile ore 20:45

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STATISTICHE

Lazio, missione continuità per Isaksen: mai due gol di fila in biancoceleste. Ma con i felsinei…

Verso Bologna-Lazio, dati Opta:

Dopo la rete contro il Milan, Gustav Isaksen potrebbe segnare in due presenze di fila per la prima volta in Serie A con la maglia della Lazio. Il classe 2001, oltre ad aver eguagliato la sua miglior stagione a livello realizzativo in Serie A (quatto reti, come nel 2024/25), ha preso parte a tre gol contro il Bologna nel torneo, record per lui contro una singola avversaria nella competizione (2G+1A).

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Lazio, Agostinelli: “Bologna superiore, ma i supplementari si faranno sentire. Ecco dove Tavares si sta completando…” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Complessivamente il Bologna ha una rosa superiore a quella della Lazio, ma la variabile stanchezza dopo i supplementari giocati ieri contro la Roma può essere un fattore. Non sarà facile, ma sono fiducioso che la squadra di Sarri riesca a dare continuità di risultati. Per fare risultato devi segnare. Al Dall’Ara se vuoi uscirne indenne deve prenderti anche dei rischi. La squadra di Italiano, ultimamente, in fase difensiva non sta facendo bene. L’assenza di Zaccagni ha un peso, anche se ultimamente non stava al top della condizione. Un elemento che potrà fare bene è Tavares. Se confermarà la sua crescita è uno di quelli che può far male alla fase difensiva felsinea. Il portoghese sta imparando a gestirsi, ora arriva in buone condizioni a fine gara perchè attacca con qualità al momento giusto”.

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NAZIONALI

Lazionali, salgono a sette i convocati: ci sono anche Ratkov e Motta

Attesa per la lista dell’Albania, con Hysaj recordman di presenze e capitano della Nazionale che dovrebbe aggiungersi alla schiera di giocatori che lasceranno Roma durante la pausa del campionato.

Resteranno a Roma, come già anticipato, diversi big della rosa, fra cui Cataldi (recupererà per Parma), Gila, Tavares e Taylor, che saranno a Formello per preparare con calma la gara con i ducali.

Per quanto riguarda Motta, il portiere biancoceleste si giocherà il posto con Daffara e Palmisani per difendere i pali dell’Italia Under 21, attesa dalle sfide contro Macedonia del Nord e Svezia valide per la qualificazione agli Europei di categoria.

Per quanto riguarda Petar Ratkov, il classe 2003 ex Salisburgo è stato convocato dalla Serbia per le sfide amichevoli che la selezione dei balcani giocherà contro Spagna (a Villarreal) e Arabia Saudita.

Dopodiché torneranno entrambi a Formello per lavorare con Sarri. Motta riprenderà posto tra i pali visto l’infortunio di Provedel, Ratkov si giocherà, partendo dietro nelle gerarchie, il posto con Maldini e Dia.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Patania: “Italiano è stato virtualmente della Lazio. Vi racconto il retroscena… Ora Lotito farebbe bene a tenersi Sarri”

FABRIZIO PATANIA (CdS) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Vincenzo Italiano è stato virtualmente il tecnico della Lazio prima della scelta di Sarri e dopo l’addio di Inzaghi. C’era un accordo con l’ex diesse Tare. Poi c’è stata la possibilità di arrivare ad un tecnico dallo standing superiore dopo l’arrivo di Mourinho a Roma. La Lazio decise di rispondere in quel modo. Tra l’altro Italiano era presente con i suoi agenti nello stesso ristorante in cui Tudor e Fabiani si incontrarono prima delle dimissioni del croato. Quel giorno mi soffermai con lui e mi chiese informazioni sulla situazione della Lazio. Mi chiese anche se Luis Alberto sarebbe rimasto, parlammo anche di Provedel che ha allenato allo Spezia. Il giorno successivo incontrò la dirigenza del Bologna con il quale trovò l’accordo per il post-Fiorentina. Lui già all’epoca era molto ambizioso, ma l’ipotesi Lazio già allora la guardava con attenzione e disponibilità. Tra Lazio e Bologna avrebbe scelto la Lazio, ne sono molto convinto. Oggi, pensare che possa venire a Roma la vedo difficile. Lotito, ora, dovrebbe tenersi stretto Sarri per diversi motivi”.

Ascolta l’intervento integrale: