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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Crollo Lazio? Baroni nel ritorno meglio di Palladino e Gasp e solo tre punti in meno di Conte…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La Lazio nelle prossime due settimane si gioca molto, siamo arrivati al dunque. Calcolando un calendario così fitto, le scelte di Baroni saranno naturali e dipenderanno dalle disponibilità e dalla gestione fisica di alcuni giocatori. Ci saranno delle alternanza fisiologiche, un mini-turnover forzato anche da alcune squalifiche e dal rientro di giocatori come Castellanos e Tavares che non potranno giocarle tutte. Poi ci sono ruoli come quelli di Isaksen e Zaccagni che non prevedono alternative affidabili. La società deve capire che in questo momento al tecnico non si può chiedere di puntare forte su giocatori come Tchaouna e Noslin. Forse si fa finta di non capirlo perché poi si possono attribuire responsabilità al tecnico come sempre è accaduto anche nel passato.

Si parla tanto di una Lazio crollata e finita, ma sono considerazioni che vanno rapportate al potenziale tecnico, il mercato ed il valore delle competitor. La classifica del girone di ritorno dice che le squadra che hanno fatto peggio sono Fiorentina ed Atalanta. Squadre allenate da due tecnici esaltati. Poi ci sono Milan e Lazio, oltre che il grande Napoli. Conte ha fatto 20 punti, tre più della Lazio. Il tifoso può anche essere arrabbiato, ma la squadra di Baroni non ha fatto così tanto peggio di molte delle migliori. Certo, forse è andata troppo forte nell’andata ed in casa sta facendo male, ma bisogna interpretare i numeri anche in virtù della differenza di mercato a gennaio tra la Lazio e le altre”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, involuzione Dia. L’ultima rete quasi due mesi fa: i numeri del senegalese

Aveva stupito, regalato ottime prestazioni, siglato gol e trovato un’intesa speciale con Castellanos, poi il vuoto. Da qualche partita Dia non sta convincendo e senza Taty fatica a prendersi l’attacco della Lazio sulle spalle.

Il senegalese non riesce più a segnare e non contribuisce nemmeno con gli assist. Nel 2025, evidenzia il Corriere della Sera, l’attaccante della Lazio non ha mai riposato, giocando, dall’inizio o a gara in corso, 17 partite su 17 e i numeri sono preoccupanti: nell’anno solare ha segnato appena 3 gol, tanti quanti Marusic e Romagnoli che, oltre a essere difensori, hanno anche giocato meno gare del senegalese.

Lo stesso Castellanos, che da gennaio ha saltato 8 incontri, ha segnato quanto Dia. L’ultima rete il senegalese l’ha realizzata da subentrante al Napoli quasi due mesi fa (era il 15 febbraio).

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, rischio scelta. L’orientamento della squadra è quello di dare priorità all’Europa, ma…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Solo l’ennesimo richiamo ad un unione d’intenti può aiutare la Lazio a ritrovare i presupposti migliori. Anche i rientri di Castellanos e Tavares possono aiutare. Il tempo non è molto, ma c’è ancora margine per tornare a divertirsi.

Inutile ragionare sulla possibilità di fare una scelta tra campionato e coppa. Qui il rischio è quello di non qualificarsi alla prossima Europa. Se molli o fai una scelta precisa, privilegiando l’Europa League, rischi di restare fuori da tutto. Poi prendiamo atto che, per esempio, un giocatore come Marusic ha dichiarato dopo il pareggio con il Torino che la priorità è la competizione europea. Ce lo dicono loro, questo evidentemente è l’orientamento del gruppo. Dare la priorità a qualcosa non significa mollare l’altra. C’è anche il derby di mezzo, tra l’altro.

Ieri ho parlato di Vecino come rientro sicuro a Bergamo dopo aver scontato la squalifica. Giustamente, poi, dobbiamo ragionare anche sull’esigenza di averlo al meglio a Bodo dove non ci sarà Guendouzi. Ecco, questi ragionamenti saranno fatti credo.

Formazione anti-Atalanta? Complicata, direi Provedel Lazzari o Hysaj Gila Romagnoli Tavares in difesa; a metà campo Rovella con Vecino, anche se io sceglierei di aggiungere Belahyane ai primi due; per l’attacco gestirei bene Pedro che sembra l’ideale poi per la gara sul sintetico di Bodo. Lo spagnolo a Bergamo potrebbe fare nuovamente il trequartista. Penso che anche Zaccagni continuerà ad essere gestito in corso d’opera. Isaksen idem in allenamento, è molto affaticato ed un tendine d’achille infiammato. Non è detto giochi dall’inizio con l’Atalanta”.

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Lazio, il piano per ripartire: i motivi del rilancio dai recuperi a Zac

La Lazio vuole rialzare la testa e chiudere bene la stagione dopo il periodo di flessione. Ci sono i quarti di Europa League da giocare e un campionato che vede la lotta al quarto posto agguerritissima e allo stesso tempo apertissima.

La ripresa pos Lazio-Torino tsi è consumata in un clima sereno e motivato, riporta il Corriere dello Sport. Davanti ci sono le curve decisive: domenica a Bergamo con l’Atalanta (non vince in casa da dicembre), poi la trasferta di Bodø in Norvegia, il derby con la Roma e il ritorno dei quarti di Europa League.

Come sottolinea il quotidiano, febbraio e marzo sono stati due mesi pesantissimi per la Lazio dal punto di vista dell’infermeria e delle assenze. Ora Vecino, Hysaj e Pellegrini sono rientrati. Castellanos e Tavares preparano il ritorno.

Altro aspetto sul quale mettere il focus è quello legato a capitan Zaccagni: in questo rusch finale occorre anche la sua miglior versione. Zac nelle ultime settimane ha avvertito, si legge, un fastidio al pube nato prima della partita di Bologna e gestito durante la convocazione della Nazionale. Adesso la sua condizione è destinata a crescere, lavorerà l’intera settimana, può soltanto migliorare e riprendere il passo. Lui che, in termini di gol e di assist, ma anche e soprattutto per la creatività al servizio della Lazio, è una pedina determinante.

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Derby e Europa League, procede spedita la vendita dei biglietti: il dato

La stagione della Lazio entra nel vivo: in pochi giorni i biancocelesti avranno gare ravvicinate ed importantissime. I tifosi lo sanno bene e stanno rispondendo al tour de force comprando i tagliando per le prossime sfide. Dopo le trasferte a Bergamo ed in Norvegia, all’Olimpico altre due impegni delicati: il derby ed il ritorno dei quarti di finale di Europa League contro il Bodo-Glimt.

Come riporta Il Tempo sono oltre 50mila i tifosi laziali e romanisti che si sono già assicurati un posto per la stracittadina del 13 aprile (27.000, da aggiungere ai 25.000 abbonati biancocelesti , togliendo dal conteggio gli aquilotti e chi ha la sottoscrizione in Curva Maestrelli e Distinti Sud non valida per il derby).

Nel frattempo procede spedita anche la vendita dei biglietti di Europa League per il ritorno dei quarti di finale contro i norvegesi (17 aprile): è stata superata quota 30mila.

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Lazio, i tifosi si schierano accanto alla squadra

I primi fischi sono stati una novità, ma la Nord cantava anche Lucio Battisti e nel passato recente della Lazio ci sono state contestazioni peggiori. Certo la lenta frenata prodotta dai pareggi in serie all’Olimpico e soprattutto la rimonta della Roma hanno prodotto una delusione comprensibile, ma la tifoseria della Lazio non ha mai tradito nei momenti decisivi e di sicuro non succederà nelle prossime settimane: quasi un migliaio di tifosi hanno già acquistato il biglietto per Bergamo e poi arriverà il derby con la Roma. Anche questo gruppo merita di essere accompagnato. Non è mai mancato l’impegno dei giocatori, in un periodo di stress altissimo e dopo 42 partite stagionali, tra campionato e coppe, un calo di forma è fisiologico, inevitabile. L’invito alla compattezza, formulato da Baroni lunedì sera nell’ampio giro di interviste, è stato recepito dai tifosi biancocelesti. La società non aprirà i cancelli di Formello per motivi meramente scaramantici (non portò bene prima del derby d’andata) e perché il gruppo ha bisogno di raccogliere energie mentali e fisiche senza smarrire il focus della partita, ma c’è consapevolezza e l’idea di una reazione da consumare domenica a Bergamo e negli impegni successivi. Il popolo della Lazio, ancora una volta, si schiererà accanto ai suoi giocatori. Può diventare ancora una stagione memorabile, nessuno lo dimentichi. Corriere dello Sport

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La Lazio non è una resa: da Formello segnali di compattezza

La Lazio si ricompatta. Ha rallentato, non si è arresa, pronta a reagire e rilanciarsi, anche se il pareggio di Gineitis ha provocato delusione, qualche fischio dell’Olimpico e ha cristallizzato il settimo posto in classifica, con l’avvenuto aggancio della Roma. Sarebbero bastati 2 punti in più con il Toro e altri 2 con l’Udinese per restare in quota quarto posto. Un mese fa questa stessa Lazio vinceva a San Siro con il Milan. È ancora tutto aperto, nessuno in estate ci avrebbe scommesso. La ripresa a Formello si è consumata in un clima sereno e motivato. Davanti ci sono le curve decisive: domenica a Bergamo con l’Atalanta (non vince in casa da dicembre), poi la trasferta di Bodø in Norvegia, il derby con la Roma e il ritorno dei quarti di Europa League. Lo sa benissimo la società, Baroni non ha responsabilità, per fronteggiare due competizioni al top servirebbero due squadre come possiede l’Inter. Guardate Atalanta e Fiorentina, non hanno avuto un cammino differente rispetto alla Lazio negli ultimi due mesi. Questo non significa non provarci e non continuare a correre, se possibile recuperando giocatori, perché la grande forza autunnale era stato il turnover e troppe sono state le assenze tra febbraio e marzo. Vecino, Hysaj e Pellegrini recuperati alla causa. Mancherà Patric, occhio ai centrali, ma stanno tornando Tavares e Castellanos. Belahyane e Noslin ieri hanno saltato l’allenamento solo per cautela. Anche Zaccagni si avvia verso il top e il popolo laziale non farà mancare il proprio appoggio. Può essere ancora un finale di stagione divertente per la Lazio. 

La rimonta della Roma e la frenata nel girone di ritorno hanno creato un effetto negativo intorno alla Lazio, ma la scorsa estate nessuno avrebbe immaginato di correre a lungo per il quarto posto e di sognare la finale di Bilbao in Europa League. Ecco perché Baroni ha invitato il gruppo ad abbandonare qualsiasi pensiero negativo. Quel gol di Gineitis non ci voleva, la Lazio stava ripartendo dopo la sosta, ma la flessione di risultati non è figlia di alcun condizionamento e nella partita contro il Torino si sono visti dei progressi. È stato un pareggio diverso rispetto ai precedenti con Udinese e Plzen prima dell’ultima sosta di campionato. Dopo nove mesi di stagione, nessuno a Formello ha intenzione di mollare. La Lazio, nelle prossime quattro partite, si gioca tutto o molto, perché il campionato finirà soltanto a maggio e ci sono ancora 24 punti a disposizione. Atalanta e Roma sono uno snodo decisivo quanto la doppia sfida con il Bodo che potrebbe portare la Lazio alle semifinali di Europa League, mai affrontate nella ventennale gestione di Lotito. Solo questo motivo dovrebbe indurre tutti, fuori e dentro Formello, a sorridere guardando con spirito diverso le prossime settimane. È un godimento assoluto per il gruppo essere arrivati sino a qui, deve essere uno stimolo e un divertimento finire la stagione nel modo in cui era cominciata. Corriere dello Sport

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‘SVB’ – Rambaudi: “A Bergamo con la formazione migliore. Tavares l’arma in più, Dia deve riposare. E su Isaksen diffidato…” – (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“La mia probabile formazione per Bergamo? Andrei con i giocatori migliori a disposizione: Marusic, Gila, Romagnoli e Tavares dietro; in mezzo al campo, vista anche la squalifica di Guendouzi, direi Rovella e Vecino; davanti Isaksen, Pedro, Zaccagni alle spalle Dia.

Forse a Noslin, per il modo di giocare dell’Atalanta e le sue caratteristiche, se si allena bene e corre, gli darei una chance senza compiti tattici spalle alla porta; gli direi di correre senza fermarsi. Tavares potrebbe essere l’arma in più, nessuno lo seguirebbe.

Dele-Bashiru, se sta bene, dietro a Dia o Noslin potrebbe essere una soluzione, vista la gara dell’andata. Forse invece Dia ha bisogno di un po’ di riposo.

Isaksen diffidato? Se sta bene gioca, anche perché è diffidato da mesi quindi la speranza è che riesca a gestire la situazione.

I tanti gol presi? Credo ci sia un po’ di tutto in questa situazione, ma l’anomalia sono i 6 e 5 gol presi con Inter e Bologna. Tolti questi, non hai subito più delle altre”.

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Lazio, scalata Gigot: il francese non è più solo una riserva

Arrivati nella fase cruciale della stagione aumentano le responsabilità, questo  Marco Baroni lo sa e starebbe pensando di dare piena fiducia al centrale di difesa classe ’93 Samuel Gigot in previsione degli impegni delle prossime settimane. 

Dopo l’infortunio rimediato da Patric e l’operazione alla caviglia che lo terrà ai box sino al termine della stagione, è arrivato il momento di Samuel Gigot. Con la fitta lista di impegni che affronterà la squadra biancoceleste in questo aprile, Baroni ha necessità di trovare le giuste rotazioni nel reparto difensivo: ha ritrovato da poco sui laterali Hysaj e Pellegrini, con Nuno Tavares ancora non al meglio, ma al centro potrà disporre nelle prossime partite solamente di Alessio Romagnoli, Mario Gila e, appunto, Samuel Gigot. Al rientro dalla sosta, chiamato a rispondere in campo alla fiducia dell’allenatore, Gigot ha risposto bene disputando una partita attenta in marcatura e aggressiva negli anticipi contro il Torino, dove è senza colpe in occasione della rete subita con il tocco di Marusic sul cross di Biraghi che non gli permette di intervenire. 

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‘9 GENNAIO’ – Santi: “Lazio, problemi strutturali ci sono ma non è una colpa di Baroni. Ora…” (AUDIO)

ALBERTO SANTI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“La Lazio di lunedì contro il Torino credo che sia stata giudicata con troppa cattiveria. Quando le cose vanno male, tendenzialmente poi vanno peggio visto che le occasioni concesse ai granata sono state davvero poche. La squadra di Baroni deve prendersi il bicchiere mezzo pieno, che diventa mezzo vuoto in virtù dei risultati delle ultime settimane. Le forze mentali e fisiche sono diverse rispetto a quelle di inizio stagione, ma con il calendario che adesso dovrà affrontare le energie deve trovarle per forza.

Secondo me, più che di limiti, dobbiamo parlare di quanto pesa l’assenza di Castellanos. Ormai sono quasi tre mesi di assenza che vanno valutati. Per Baroni non è un alibi, ma per me si. Proviamo a togliere Lautaro all’Inter o Kean alla Fiorentina. In generale, è una squadra comunque corta nella rosa. Qualche difetto strutturale c’è, ma non so quale possa essere la colpa di Baroni. Che l’organico non fosse profondo si sapeva anche ad inizio stagione, ma quanti tifosi della Lazio avrebbero messo la firma per arrivare a questo punto della stagione con questa situazione?

Ora la Lazio deve cercare di arrivare in fondo senza avere rimpianti. Deve dare il massimo cercando di non avere poi la sensazione di non aver dato il massimo. Poi c’è l’Europa League che è un valore aggiunto. Intanto la Lazio si giocherà con il Bodo l’accesso alle semifinali, le altre la guarderanno dalla tv”.