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PROGETTO STADIO

Flaminio, Roma Nuoto out: non riconosciuto pubblico interesse

Una svolta importante nella corsa al Flaminio. È infatti di pochi minuti fa la notizia che la giunta comunale non ha riconosciuto l’interesse pubblico al progetto della Roma Nuoto. La società aveva fatto ricorso al Tar del Lazio per l’ok del comune, dopo aver ricevuto il parere favorevole della conferenza dei servizi lo scorso dicembre. Sul sito di Roma Capitale di leggono le motivazione di questa scelta: 

«La proposta non restituisce alla città la funzione primaria per la quale la struttura è stata progettata, quella di Stadio; non valorizza la vocazione di ‘grande impianto sportivo’ in grado di ospitare manifestazioni sportive nazionali e internazionali; depotenzia le potenzialità dello stadio quale polo attrattore culturale». 

Inoltre, si legge nel documento: «La proposta depotenzia le funzionalità dello Stadio in virtù della riduzione del numero dei posti, dai 42 mila originari a 7500, e dell’introduzione di funzioni di carattere commerciale” con una rete “costituita da una struttura di vendita di 2.500 metri quadrati ed altre aree di vendita». 

Il Flaminio sarebbe pertanto stato trasformato in “un impianto polifunzionale” con una “pluridisciplinarità delle attività sportive previste, le quali, peraltro non arricchiscono l’offerta sportiva del quadrante territoriale di riferimento»

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, la porta inviolata è un miraggio: pochi tiri in porta, ma anche poche parate…

Una Lazio fragile e indifesa”. Ad analizzare momento i numeri del reparto difensivo di Marco Baroni è ‘Il Messaggero’ che ricorda come nell’ultimo turno le competitor Bologna, Juve, Roma e Fiorentina hanno chiuso la porta. Per la Lazio è un miraggio: ha la retroguardia più perforata delle prime 12 squadre della classe e con la media attuale chiuderebbe a 53 gol subiti in A, contro i 39 della scorsa annata e i 30 della precedente. Le uscite stagionali con la porta inviolata sono appena 9 (su 42), contro le 19 della Juve e le 15 di Bologna e Roma (6 delle ultime 7 in Italia). Provedel ha blindato i pali in sole 6 gare su 32 (19%), Mandas 3 volte su 10 (30%). Con questi numeri ogni velleità d’Europa pare utopia.

«Noi non concediamo tanto», rivendicava il tecnico dopo l’1-1 col Torino. Ha ragione: il suo portiere inamovibile è il penultimo di A per numero di interventi davanti a Skorupski (Bologna). Il punto è che Provedel ha la più bassa percentuale di parate in relazione alle conclusioni subite (il 59%, contro il 78% di Svilar). Vero, dopo Bologna, Napoli e Juve la Lazio è la squadra che concede meno tiri in porta (94). Ma Provedel è il peggior titolare di A per numero di gol evitati rispetto alla pericolosità dei tiri affrontati, nonché il peggiore delle prime 5 leghe del continente dopo Wiener del Kiel, ultimo in Germania.

Tra le mura amiche, un vero incubo. Il clean sheet all’Olimpico appena 3 volte su 22 (13%) è per distacco il peggior dato dell’era Lotito, la Lazio ne aveva racimolati sempre almeno il doppio. Un anno fa Sarri ne aveva lasciati in dote addirittura 12, come Reja nel 2011/12. Quattro volte tanto.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO 1900’ – Nebuloni: “L’Atalanta vuole blindare la Champions. Lazio? Per Bilbao…” (AUDIO)

Massimiliano Nebuloni (SkySport) in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Per l’Atalanta è un momento no: quando viene a mancare la possibilità di vincere lo Scudetto, il contraccolpo porta via le motivazioni che spesso sorreggono la squadra. A Firenze l’Atalanta sembrava svuotata di energie fisiche e mentali. Domenica sarà una sfida che vale doppio, Gasperini si aspetta una reazione d’orgoglio dopo due sconfitte consecutive. La Lazio è l’unica che non ha recuperato punti all’Atalanta dall’inizio del nuovo anno. Per la squadra bergamasca le cose andavano benissimo fino a Natale: poi grande difficoltà in casa, addirittura l’assenza di gol nelle ultime tre in casa. Evidentemente fra le mura amiche i giocatori avvertono una pressione crescente, ma è curioso che una squadra che propone così tanto, abbia segnato così poco in casa”.

Addio Gasp? Non sappiamo al 100% se sarà l’ultima stagione, come accade quasi ogni anno. Già nelle scorse stagioni sembrava un rapporto al termine, ma questa volta ci sono molti indizi sul fatto che non rinnoverà. Certezze, però, ancora non ce ne sono. C’è da finire la stagione e blindare un posto nella prossima Champions, soprattutto per continuare ad avere introiti importanti. Se dovesse lasciare, bisogna capire chi l’Atalanta andrebbe a prendere. Se si proseguirà su questo tipo di progetto, vendendo qualche pezzo pregiato. E’ inevitabile, comunque, che a un certo punto questo legame finisca”.

“Di profili ce ne sono tanti, l’Atalanta stima Thiago Motta, che era un profilo gradito anche in estate. A Bergamo conta anche molto la chimica che si è creata fra società e tifosi. Lazio? Ci vuole equilibrio. Ha messo tanto fieno in cascina prima, ora è in difficoltà. Il lavoro non è finito, ma esistono momenti in cui le cose non girano come prima. Poi c’è l’Europa, credo che la Lazio abbia possibilità di arrivare a Bilbao. Giocare su due fronti e arrivare in alto in entrambi è per pochi. C’è riuscita l’Atalanta la scorsa stagione, ma non è banale. Gli infortuni spesso complicano la vita ai tecnici”.

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LUTTO

Addio Suor Paola, Lotito in Campidoglio: “Perdo una sorella che parlava con il cuore” (VD)

All’uscita della camera ardente, allestita in Campidoglio, per ricordare Suor Paola, il presidente della Lazio Claudio Lotito non ha trattenuto le lacrime e ha parlato così, ai microfoni dei cronisti presenti, della sua “amica e sorella” scomparsa: “Sono veramente costernato perché perdo un’amica, una sorella. Una persona alla quale ero molto legato che si è sempre dimostrata non solo un’autentica tifosa con una passione smisurata, ma una persona che ha sacrificato una vita per aiutare i più deboli e meno fortunati, si è sempre spesa mettendoci la faccia con totale amore e trasporto verso gli altri incarnando i valori cristiani e cercando sempre di costruire sul piano umano rapporti indelebili. Mi rimarrà sempre impresso il suo sorriso, ero molto legato a lei. Era una persona vera che parlava col cuore, non aveva interessi personali ma sono verso gli altri. Resterà nel nostro cuore e nella nostra mente, sosterremo sempre quello che lei ha fatto”.

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FORMELLO

FORMELLO – Castellanos in gruppo, salgono le quotazioni di Dele-Bashiru. Noslin ancora fermo…

FORMELLO – Terzultima seduta prima della partenza per Bergamo. Marco Baroni ritrova Castellanos, dopo il secondo stop contro il Viktoria Plzen all’Olimpico. L’attaccante argentino ha completato il recupero clinico, già ieri aveva cominciato a riassaporare la sensazione del campo lavorando sì a parte, ma con il pallone. Oggi, nella seduta scattata alle ore 11, il Taty ha lavorato interamente in gruppo. Clinicamente recuperato, ma non basta. Quello di Castellanos sarà – verosimilmente – un percorso a tappe. La prima, l’Atalanta, dovrebbe saltarla. Al massimo, spuntare una convocazione per stare vicino ai compagni, ma senza correre rischi. La tabella di marcia potrebbe prevedere un ingresso giovedì contro il Bodo Glimt per averlo poi titolare al derby.

Discorso centravanti aperto, dunque, a diverse soluzioni in vista dell’Atalanta: oggi, come ieri, Noslin è rimasto a riposo. L’olandese è alle prese con un fastidio muscolare ed allo stato attuale salgono le possibilità di ri-vedere Dia a guida dell’attacco. Per il ruolo di trequartista, avanza ulteriormente la candidatura di Dele-Bashiru. Anche oggi il nigeriano è stato testato in alternativa a Pedro. Anche in questo caso, ragionamenti e scelti vanno tarata anche sull’impegno di coppa. Lo spagnolo con il Bodo e Dele contro gli orobici resta l’ipotesi più gettonata ad oggi. Nei due di centrocampo invece, le rotazioni appaiono più scontate. Guendouzi non ci sarà a Bergamo per squalifica; stessa sorte per Rovella, ma in Norvegia. Vecino diventa la chiave, a meno di improbabili esperimenti con Belahyane.

In difesa, da segnalare che solo in un’occasione da Bologna-Lazio, Baroni ha provato in tandem Gila e Romagnoli. Lo spagnolo ha spesso lavorato con Provstgaard, mentre l’italiano si è mosso con Gigot (coppia titolare, non a caso, contro il Torino). Occhio anche qui alle rotazioni, soprattutto in base alle caratteristiche degli avversari. Capitolo terzini: con il rientro di Tavares, Marusic resta la soluzione più quotata a destra.

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LUTTO

Addio Suor Paola, la camera ardente in Campidoglio: Lotito e Baroni guidano la delegazione Lazio (FT/VD)

A Roma, presso la Sala della Protomoteca allestita in Campidoglio, è possibile tributare un omaggio, dalle 10,00 alle 19,00 all’amata religiosa tifosa della Lazio. Domani i funerali alle ore 10.30 presso la Chiesa Gran Madre di Dio a Ponte Milvio con un corteo che trasporterà il feretro passando anche per lo stadio Olimpico.

Di seguito alcune immagini della giornata, compreso l’arrivo e la presenza della delegazione della Lazio guidata da Lotito, Cristina Mezzaroma, Baroni, Rovella, Pellegrini e Castellanos, Marusic ed Enrico Lotito.

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ARBITRI

Atalanta-Lazio, designazione arbitrale e precedenti

Atalanta-Lazio, designato l’arbitro Daniele Chiffi a dirigere il match di Bergamo valido per la trentunesima giornata di Serie A. Scatragli e Bahri saranno i suoi assistenti, IV Uomo Marinelli, al VER Di Paolo, con Abisso suo assistente. Per Chiffi sarà l’undicesimo incrocio con la Lazio, nei dieci precedenti sono arrivate 7 vittorie e tre sconfitte: nessun pareggio con il fischietto di Padova.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – D. Rossi: “Baroni? La differenza la fa sempre la società. Su Atalanta-Lazio…” (AUDIO)

Delio Rossi in collegamento a ‘NMM’

“Suor Paola era una ‘suora anomala’. Ti aspetti più assistenza spirituale, invece lei pensava ai fatti concreti. Paola aveva capito che per ottenere risultati concreti, una chiave era smuovere il mondo dello spettacolo, anche dello spettacolo sportivo. A me ha fatto fare di tutto, dal Babbo Natale al cameriere, fino all’arbitro in una partita fra carcerati. Era geniale, davvero. Mi auguro che ci sia qualcuno in grado di raccogliere la sua eredità. Mi ha dato la possibilità di conoscere un mondo meraviglioso, che è quello del volontariato. Persone incredibili, che si spendono per gli altri”.

“Atalanta-Lazio? Vedo che faticano a esprimere il loro calcio, sono in una fase calante. Ricorda un po’ il rendimento della Lazio stessa, paradossalmente. Adesso è il momento di rimanere vicini alla squadra, poi si tireranno le somme a fine stagione. Io credo che il tifoso apprezzi sempre la coerenza. Io penso che la differenza in positivo o negativo, non la faccia l’allenatore, ma la società. Vediamo il Bologna, dove cambiano i tecnici, ma c’è una società che continua ad ottenere risultati. Il Milan, con lo stesso criterio, sta andando malissimo e la società stessa, è giustamente criticata. Tornando alla Lazio, non ha senso mettere dubbio sulla permanenza del tecnico a 8 giornate dalla fine. Mettere su piazza ciò che si dovrebbe discutere nelle ‘segrete stanze'”.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Addio Suor Paola, il nipote: “Più di una zia. Ora raccolgo i suoi insegnamenti e porto avanti la sua missione” (AUDIO)

GIONATA, il nipote di Suor Paola, in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Per me Rita (nome di battesimo di Suor Paola, ndr) è stata più di una zia. Sono in Campidoglio per la camera ardente, sto vivendo una situazione surreale in mezzo a tanta gente. Io sono stato il parente più a stretto contatto con lei. Abbiamo condiviso tante cose e porto dentro tanti ricordi.

Fu lei a decidere il mio nome, Gionata. Fu lei a dire ad un arbitro durante una mia partita che la non doveva arrivare il fischio finale fino a quando non sarebbe arrivato il mio gol (ride, ndr). Lei da tempo non stava bene, eppure non ha mai smesso di praticare ed operare per le altre persone. Era da un anno che mi rendevo conto che non era più la stessa. La vedevo stanca, iniziava a delegare, cosa che non era da lui. C’è stata l’operazione, la convalescenza, poi un nuovo ricovero tre mesi fa che l’ha buttata giù definitivamente. Era una combattiva che nella fase finale si è lasciata un po’ andare. Ultimamente dormiva, ma con serenità. Noi cercavamo di spronarla con esiti non buoni. Poi c’è stato il peggioramento tra lunedì e martedì, quando mi è stato detto che non ce l’avrebbe più fatta.

A livello lavorativo, ora, non sono spaventato. Lo conosco, ci sono tante donne in difficoltà e reduci da violenze. I suoi insegnamenti sono stati preziosi, l’eredita che raccogliamo con la So.Spe. nasce da anni molto formativi. Ha sempre avuto fiducia in noi. Quello che mi spaventa, ora, è l’aspetto emotivo. Lei otteneva tutto ciò che si prefissava”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio settima nel girone di ritorno, Atalanta ottava: la classifica

La Lazio sta faticando ma analizzando i numeri e paragonandoli con quelli delle big di alta classifica la situazione in casa biancoceleste appare meno catastrofica.

Come riporta il Corriere dello Sport, al 10 gennaio a oggi (da Lazio-Como 1-1 in poi), i biancocelesti hanno raccolto 17 punti, gli stessi del Milan, uno in più rispetto ad Atalanta e Fiorentina. Più di loro, fin qui, hanno fatto il Torino (18), e ovviamente Napoli (20), Juventus (22), Bologna (24), Inter (25) e Roma (29).


A cambiare un po’ il quadro c’è il rendimento interno. All’Olimpico in Serie A, si legge, è arrivato un successo nelle ultime 17 partite, il 5-1 al Monza di quasi due mesi fa.