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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – D. Rossi: “Lazio, occasione persa. Mi aspettavo più coraggio, ma forse mancano le energie. E più giocatori di qualità…” (AUDIO)

DELIO ROSSI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Mi aspettavo una partita diversa, credevo che la Lazio potesse prendersi maggiori rischi, potesse dall’inizio imporre un ritmo diverso. Fino all’espulsione di Kalulu, la squadra di Conte ha gestito bene la gara, era in controllo totale. E’ stata un’occasione persa, non sempre ti capita di giocare contro una Juventus così. Ho la sensazione che la gara fatta dalla Lazio sia dovuta ad una mancanza di energia. Forse sapevano di non averne molte per fare un tipo di gara diverso. Anche la scelta di schierare Dele-Bashiru immagino dipenda da questa valutazione, dal timore di soffrire gli uno contro uno imposti dal modo di giocare dei bianconeri.

La luce la possono accendere in pochi. Pedro, Isaksen e Zaccagni, non vedo altri giocatori che abbiamo queste caratteristiche. C’è la mancanza di altri elementi che abbiano la giocata o che tirino da fuori area. Per questo, Baroni ha poi mandato in campo Vecino per riempire l’area di rigore.

Il pareggio è probabile, in vista della gara di Milano contro l’Inter, favorisca altri. Ma può essere anche un punto utile per andare in Europa League, anche perchè non sono così certo che questa Juventus possa vincere agevolmente le ultime due partite.

Scudetto? L’Inter sta cercando di tenerlo vivo, ma è tutto nelle mani del Napoli. Se batte il Parma, cosa non scontata, poi avrebbe molte possibilità di conservare il vantaggio”.

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STATISTICHE

Lazio, andata super e flessione ritorno. Ma i numeri parlano di una differenza sottile…

La dicotomia Baroni Lazio è partita alla grande per poi rallentare un po’ a gara in corso. Infatti l’ex tecnico gialloblù ha ottenuto dei punteggi quasi da record nel girone d’andata dove sono arrivati ben 35 punti che hanno dimostrato il grande stato di salute di una squadra che stava dominando anche l’Europa League.

Nel girone di ritorno le cose sono leggermente cambiate anche a causa della stanchezza dei giocatori e degli infortuni. Il bottino dei capitolini per il ritorno infatti vede solamente 29 punti a sole due giornate dal termine. Risulta quindi ancora possibile eguagliare lo stesso cammino fatto nei primi mesi vincendo le prossime due partite di campionato. 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio-Baroni alla resa dei conti. Ma il cortocircuito c’è stato per la gestione del mercato” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La partita con la Juventus è stata una ripetizione di Lazio-Parma. Per un’ora la Lazio non ha affondato i colpi, ha preso il solito gol ad inizio di ripresa ed con affanno è riuscita parzialmente a riprendere il risultato dovendosi accontentare del pareggio. In base ai risultati di ieri, il famoso rigore non concesso all’Inter contro la Roma, risulterà decisivo sia per lo scudetto che per la Champions. Oggi la squadra di Ranieri non avrebbe avuto la grande opportunità a Bergamo di prendersi il quarto posto.

Dele-Bashiru? Non si capisce che ruolo abbia, l’unica cosa che ha è l’accelerazione, per il resto è uno di quegli acquisti indecifrabili del mercato della Lazio. E’ questo il vero tema rispetto ai rapporti tra Baroni e la società, la gestione dei nuovi arrivati.

La Lazio attacca sempre in un solo modo. Va sull’esterno e cross al centro dell’area, ma in questo momento Isaksen e Zaccagni non sono in condizione ed i terzini non hanno qualità nell’assistenza. I fatti dicono che a due giornate della fine, la Lazio ha gli stessi punti della Juventus con un organico neanche paragonabile.

Stiamo arrivando alla resa dei conti di fine stagione rispetto alla permanenza di Baroni. Più che i risultati, ho la sensazione che il corto-circuito ci sia stato nel momento in cui il tecnico ha utilizzato meno i giocatori arrivati dal mercato. Nella Lazio funziona così, le cose si mettono male quando un allenatore inizia a fare scelte che vanno in controtendenza con il volere della società”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, parole di Baroni non casuali. Anche il tecnico sta riflettendo sul futuro…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Il punto della Lazio preso con la Juventus dovrebbe servire più per inseguire l’Europa League o la Conference, piuttosto che la Champions. Considerando gli scontri diretti, il quarto posto per la squadra di Baroni è un miracolo. Napoli-Genoa di ieri ci insegna che tutto nel calcio è possibile, per carità. La Lazio nei primi 60′ di sabato mi ha deluso.

L’idea di Baroni nello schierare Dele-Bashiru nasce per ripetere quello che era accaduto anche con l’Atalanta. Baroni voleva pressione su Locatelli, recupero del pallone alto ed inserimento alle spalle dei difensori. In tal senso il nigeriano si faceva preferire su Dia. Lui rispetto a Rovella e Guendouzi è più offensivo, per questo segna di più di questi due. Mancano i gol dei centrocampisti, in questo il tecnico ha avuto ragione nel cambio con Rovella.

Il rimpianto è che nella stagione in cui vinci undici gare in trasferta, fai sei pareggi di fila all’Olimpico. Bastava battere il Torino ed il Parma e sarebbe stata Champions. Non sono casuali le parole di Baroni a fine partita. Noi diamo sempre per scontato che sarà il club a decidere il futuro dell’allenatore, ma quel ‘anche Baroni tirerà una riga a fine stagione‘, dimostra che anche lui stia facendo delle valutazioni. Sono frasi molto simili a quelle di Fabiani nei suoi confronti di qualche mese fa”.

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CALCIOMERCATO

Lazio, “promesse” sospese e valutazioni: prove di rinnovo con Romagnoli e Vecino. In settimana…

Fabiani vuole dar seguito alle sue parole. “Proporremo i rinnovi ai nostri giocatori migliori”, aveva dichiarato il ds della Lazio in occasione della trasferta di Empoli. In settimana sono previsti incontri con i rispettivi agenti di Romagnoli e Vecino, i primi due di un elenco che comprende anche diversi altri elementi importanti su cui la  dirigenza biancoceleste intende costruire la squadra per la prossima stagione.

ROMAGNOLI – Della situazione del difensore centrale si è parlato molto negli ultimi giorni. Romagnoli quest’anno è stato decisivo oltre che con i suoi interventi, anche con i gol realizzati (5 fra campionato e coppa). Nello spogliatoio è considerato da tutti un capitano senza fascia e per lui stesso la Lazio rappresenza un sogno, visto che ne è anche tifoso sin da bambino. A tenere in bilico la sua posizione però c’è una promessa non ancora mantenuta da parte di Lotito. Quando arrivò a Roma, ormai tre anni fa, a parametro 0 dal Milan, firmò con i biancocelesti un contratto quinquennale accettando di rivedere a ribasso le cifre dei propri emolumenti. Col presidente però c’era una parola data per un futuro adeguamento di stipendio. Cosa che non è mai successa. “Avevo ricevuto delle promesse che fino ad oggi non sono state mantenute, però magari in settimana succederà. Speriamo”, ha dichiarato Romagnoli dopo il pareggio contro la Juventus. Si erano paventate anche offerte faraoniche dall’arabia saudita nelle scorse settimane, visto  che dal club continuavano a non arrivare segnali. Ora invece la permanenza del centrale di Anzio a Formello è di nuovo possibile. Attualmente guadagna 3 milioni di euro a stagione. L’offerta della Lazio potrebbe essere quella di pareggiare le cifre che percepisce Mattia Zaccagni, il più pagato della rosa (3,5 milioni), dando quindi concretezza alla considerazione che tutto l’ambiente biancoceleste dentro e fuori dallo spogliatoio ha di lui e della sua personalità importante per la squadra.
VECINO – L’altro nodo da sciogliere è in teoria più semplice. Matias Vecino è in scadenza a giugno, ma ha dato priorità alla Lazio prima di valutare possibili altre offerte, in particolare per andare a chiudere la carriera a casa sua, in Uruguay. Con il gol alla Juventus ha dimostrato  di poter essere ancora un giocatore decisivo. Baroni lo stima per la professionalità e l’impegno che mostra in ogni momento e se fosse per lui lo confermerebbe a lungo. Il classe ’91 però ad agosto compirà 34 anni e per ora si accontenterebbe anche di un altro anno solo di contratto, alle stesse cifre attuali. La Lazio sta facendo le sue valutazioni (e i conti, soprattutto), visto che ci saranno parametri stringenti in estate tra indice di liquidità e rapporto stipendi-ricavi. Intanto però un primo colloquio tra le parti andrà in scena in questi giorni per capire come potre impostare l’eventuale nuovo accordo.

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AVVERSARIO

Inter, con la Lazio ultimo assalto allo scudetto: “Ma senza quattro giocatori”

La prossima partita di campionato rivelerà molte cose sulla nostra Serie A. Per questa ragione mister Inzaghi è molto preoccupato in vista di Inter Lazio per diversi motivi. In primis le ansie deriveranno dal fatto che si tratterà di un match decisivo in ottica scudetto al quale va aggiunto anche il fatto che, stando a quanto affermato dal tecnico ai microfoni di Sky Sport, ci saranno diverse assenze. Ecco chi rischia di saltare la sfida contro la Lazio.

«Adesso avremo qualche giorno libero; i ragazzi devono riposarsi. Per quanto riguarda chi non c’era, non penso di poter recuperare Frattesi, Mkhitaryan, Pavard e Lautaro per la prossima. Vediamo per l’ultima….

A noi mancano venti giorni; dobbiamo cercare di fare due buone partite e allenarci con serenità come facciamo sempre. L’ansia non aiuta; devono allenarsi bene come abbiamo fatto finora».

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, “sfogo” Baroni: risultati in linea con le richieste ma narrazione negativa. Ora vertice verità…

Due partite per finire bene la stagione, possibilmente con una qualificazione europea, poi il vertice per il futuro che deciderà le sorti di Marco Baroni. Come riportato dal Corriere dello Sport, questa mattina in edicola, il mister toscano si è lasciato andare nel post gara contro la Juventus a uno sfogo personale. L’ex Verona ritiene di aver fatto una stagione importante, di aver valorizzato la rosa e che più di questo non si poteva fare. Da qui la frase sibillina in conferenza stampa dopo il pari con la Juventus: «Metto il casco e arrivo in fondoTirerò anch’io una linea e vedremo».

L’impressione, scrive il Corriere dello Sport, è che il risultato dei calcoli di Baroni diano un risultato positivo. In una stagione in cui l’obiettivo era quello di gettare le basi per costruire il futuro, ha bruciato le tappe e ha portato la squadra in lotta per un posto in Champions League. Ma a quanto pare non basta per assicurarsi il futuro nella Lazio. Forse serviva di più, ma non è ben chiaro cosa. Nel girone d’andata ha conquistato 35 punti, in quello di ritorno 29 a due giornate dal termine: vuol dire che, per quanto se ne possa discutere, c’è la possibilità di eguagliare lo stesso cammino fatto nei primi mesi vincendo le prossime due».

La narrazione, però, ha un peso che Baroni deve portare sulle spalle. L’inverno è stato lungo e freddo, soprattutto nei rapporti tra lui e la società per una differenza di vedute sulla gestione della rosa. La primavera e una nuova gestione delle risorse avevano permesso un riavvicinamento, rinviando tutto all’estate. Ora che il vertice-verità, come lo chiama il quotidiano, si avvicina, l’impressione è che le prossime partite saranno ancor più importanti. I temi da trattare nel fatidico giorno saranno tantissimi: il rinnovo del contratto fino al 2027 (per il quale erano arrivati già dei segnali tra marzo e aprile), l’ingaggio e il mercato per costruire una Lazio che possa essere futuribile e che abbia come obiettivo costante la Champions League. Di lavoro da fare ce n’è se si vuole avere una crescita costante in tre anni e dare continuità a un progetto pluriennale di cui più volte ha parlato la stessa società».

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Gara interpretata bene contro la Juve. Pedro fondamentale. E su Dele-Bashiru…” – (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“La Lazio ha interpretato bene la gara contro un avversario forte come lei. Forse pretendiamo tanto. La qualità in alcune zone del campo non è determinante. La Lazio ha creato, ha giocato il suo calcio, non c’è da rimproverare nulla. Lo spartito c’è, poi determinanti sono i giocatori nelle scelte, nelle conclusioni.

Bisogna crederci, vincere a Milano può essere nelle corde di questa squadra.

L’ingresso di Pedro diventa fondamentale, con lui cambia la musica.

Il materiale non è eccelso per competere in queste posizioni, motivo in più per dire che è stato fatto un grande lavoro che va valorizzato.

Nel valutare la stagione mettiamoci anche che gli infortuni che ha subito la Lazio sono stati pesanti, Tavares, Castellanos, Vecino, Patric.

Dele? Scelta strategica, per affrontare una squadra con qualità. La sua prestazione rispecchia un po’ la partita, poteva far male in alcune occasioni ma c’è stato grande equilibrio nelle due squadre.

Lazzari? Ci sta quel cambio, anche in superiorità numerica; lui ha la qualità di strappare con palla al piede o no, poi nell’ultimo terzo di campo non sa mettere la palla pericolosa.

È importante aver recuperato una gara che per la mole di occasioni potevi anche vincere. Sono fiducioso per Milano”.

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ESCLUSIVE

ANTEPRIMA SPECIALE 14 MAGGIO – Cragnotti: “Premio alla nostra grandezza con rimpianto Champions. Con Murdoch accordo per ulteriore sviluppo”. E sul Flaminio… (AUDIO)

Il presidente SERGIO CRAGNOTTI a Radiosei ricorda il 14 maggio 2000 a 25 anni dallo Scudetto:

“Venticinque anni sono tanti, ai tempi ne erano passati 26 dal precedente, è maturo il tempo per il terzo (ride,ndr). Eravamo arrivati in graduatoria FIFA primi nel mondo, avevamo i migliori giocatori che circolavano in Europa. C’è addirittura il rimpianto di aver vinto meno di quello che avremmo potuto. Un periodo aureo con la vittoria di quello scudetto incredibile, un titolo tribolato a conferma che la Lazio deve sempre vincere nella sofferenza. Non me l’aspettavo più, tanto che prima di quella giornata firmai anche un contratto con Siemens per gli anni successivi. Se avessi aspettato avrei strappato un accordo più importante ancora. Fu una grande soddisfazione, l’imprevisto di Perugia ci diede anche maggiore gioia. Ricordo l’altoparlante dello stadio che irradiava il match della Juventus. Eravamo una squadra all’altezza di qualsiasi situazione, avremmo vinto anche in caso di spareggio. Già l’anno precedente avremmo meritato, è sempre difficile vincere. Incontro tifosi che ancora mi raccontano di aver conservato le zolle dell’Olimpico di quel 14 Maggio. 

Resta il rimpianto di non aver disputato una finale di Champions, resta il fastidio per quella gara di andata con il Valencia. La grande ambizione di appartenere al grande calcio europeo venne a mancare. Eravamo troppo sicuri dopo la vittoria di Torino con il gol di Simeone. Avevamo fatto i conti senza oste. Forse ambiente e città non hanno permesso un ulteriore salto. Il fatalismo e l’aspetto culturale di Roma è parte in causa di questa città, poi fatalmente tutto il progetto cadde e non fu possibile andare oltre da quei fasti. Magari dopo lo scudetto subentrò anche appagamento. Anche nella stagione successiva c’era tutto per ripetersi, prendemmo Crespo. Fu una fatalità perdere quel match di Bari con l’Inter. 

Con Murdoch a Milano stipulammo accordi economici per far decollare ulteriormente il nostro progetto internazionale. Avevamo facile contatto con grandi gruppi finanziari mondiali. C’era un ulteriore piano di sviluppo. L’affetto che ancora oggi mi dimostrano i tifosi biancocelesti mi gratifica, li ringrazio con nostalgia. 

Stadio di proprietà? Lo stadio Flaminio fu il primo progetto che tentai, ma c’erano tanti problemi ed ostacoli. Se Lotito ci riuscisse sarebbe un grande affare, all’epoca anche il sindaco Rutelli mi consiglio di lasciar stare. C’erano proteste e trambusti, non procedemmo. Poi la burocrazia così lenta non ci permise di concretizzare altri progetti come quello nella zona della centrale del latte. Il progetto oggi è fattibile, ma all’epoca anche il Coni si oppose. Pensammo con la Roma anche a prelevare la proprietà dell’Olimpico, ma nonostante gli accordi non ci fu permesso”. 

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STATISTICHE

Lazio, Baroni eguaglia la ‘pareggite’ di Zoff di 34 anni fa: tre mesi senza successi in casa

Lazio-Juventus finisce 1-1 e la cosa non dovrebbe sorprendere nessuno. Per quanto il pareggio sia arrivato solo all’ultimo, grazie alla rete di Matias Vecino, la X è un risultato decisamente caro alle squadre di Marco Baroni e Igor Tudor.

Per la Lazio, nello specifico, si tratta del sesto pareggio consecutivo allo stadio Olimpico. Eguagliata la striscia di X di Zoff nella stagione 1990-91. Per trovare l’ultima vittoria casalinga dei biancocelesti bisogna tornare addirittura al 9 febbraio 2025, 5-1 sul Monza. L’ultima occasione di questo campionato sarà offerta dall’ultima giornata, quando a Roma arriverà il Lecce.