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CALCIOMERCATO

‘NMM’ – ‘Cardomercato’: “Rinnovi Lazio, passi avanti per Romagnoli e Pedro, Vecino verso l’addio” (AUDIO)

CARDOMERCATO: LA RUBRICA MERCATO CON GIULIO CARDONE (La Repubblica) A ‘NMM’

“Conosciamo Sarri, l’ideale per lui sarebbe avere la rosa al completo per il 14 luglio, quando inizierà il ritiro a Formello. Terzini? Parisi è un obiettivo di Sarri, Tavares il tecnico lo considera più un quinto e poco adatto ai movimenti di reparto di un terzino. E’ anche vero che la Lazio ha rifiutato un’offerta importante a gennaio per il portoghese, magari in una rosa equilibrata può comunque essere una soluzione interessante. Non diamo niente per scontato. Certo, l’interesse per Parisi testimonia qualcosa: se arrivasse un’offerta importante per Tavares, il terzino Viola potrebbe essere il sostituto. Romagnoli Sarri vuole che resti, ci sono avanzamenti per il rinnovo di contratto. Secondo me Vecino andrà via, per Pedro penso che una soluzione per proseguire insieme si troverà”.

Nell’appuntamento di questa mattina, Giulio Cardone ha aggiunto: “Poi trattenere i big è più difficile a dirsi che a farsi, non sarà facilissimo riuscire a realizzare questo scopo. Zaccagni non è la prima scelta di Conte e del Napoli, prima ci sono Ndoye e Chiesa. Sul capitano c’è il veto del tecnico. Il giocatore stesso si è trovato bene con il toscano. A prescindere da Inzaghi, l’intenzione dell’Inter è quell di aggiungere un mediano mobile come Rovella. E’ un obiettivo reale dei nerazzurri, ma Rovella vuole restare alla Lazio. La speranza è che si vada avanti su questa linea sia per l’attaccante che per il centrocampista.

Sarà fondamentale capire quali offerte e per quali giocatori arriveranno. Il fulcro di questo nuovo progetto Sarri è che lui abbia l’ultima parola su ogni decisione, tutto verrà discusso con lui. E’ evidente che se Sarri ti dice che su Rovella, per esempio, non vanno ascoltate offerte, sarebbe incoerente non farlo”.

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Panico: “Sarri ha calmato l’ambiente, ma questo non basta. Il tifoso della Lazio è stufo” (AUDIO)

PATRIZIO PANICO in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

Fresca vincitrice del campionato femminile francese con il Lione in finale contro il PSG? E’ stata una bella gara, un successo anche abbastanza agevole, tutto molto bello. In città si sente l’energia di quello che abbiamo fatto a livello femminile. Qui dal punto di vista strutturale ed organizzativo, il calcio femminile è avanti rispetto all’Italia. Devo dire che anche a livello fisico, per intensità qui sono avanti.

L’addio di Baroni ed il ritorno di Sarri? Devo essere sincera, mi dispiace molto per la separazione con Baroni. L’annata non è stata negativa, il finale di stagione non è all’altezza di quello che era stato fatto prima. Ma quello che abbiamo visto prima è stato un miracolo. Ho visto tanti giocatori fare più di quello che hanno sempre fatto e questo certifica che lavoro ha fatto sui singoli. Mi dispiace anche per componente umano. Sarri non si discute, ma l’addio di Baroni mi ha dispiaciuto, ha fatto il massimo con la squadra che aveva. Da Marusic ci si aspetta di più? Da Romagnoli ci si aspetta di più? Da Gila ci si aspetta di più? Io non credo, hanno fatto il massimo del loro potenziale. La Lazio nell’ultimo periodo non ha vissuto momenti monotoni, sono stati cambiati diversi allenatori in pochi mesi, l’aspetto dell’appagamento non credo ci sia.

Scegliendo Sarri, la società si è anche un po’ calmato l’ambiente. Lui è un tecnico che piace alla piazza, ma questo non basta. Il tifoso laziale è stanco, ha bisogno di tornare a sognare, di alzare il livello delle ambizioni”.

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CALCIOMERCATO

Torino, il nuovo corso Baroni riparte da un vecchio pallino? La Lazio non lo accontentò…

E’ tutto pronto per l’inizio di una nuova era al Torino. Il presidente Urbano Cairo ha sciolto le ultimissime riserve e ha optato per il cambio in panchina: Paolo Vanoli se ne va, Marco Baroni arriva. I granata saluteranno il tecnico di Varese dopo appena una stagione e con un anno d’anticipo rispetto al termine di contratto, l’ex Venezia chiude con 40 partite totali, 11 vittorie, 14 pareggi e 15 sconfitte, che danno una media di 1,18 punti a gara. Un cammino al di sotto delle aspettative per l’editore alessandrino, il quale ha deciso di virare con convinzione su Baroni, reduce dalla mancata qualificazione in Europa alla guida della Lazio. Il Toro cerca quel “maledetto” salto di qualità mai trovato, il tecnico vuole una rivincita personale dopo l’esperienza nella Capitale, Cairo opterà per il 17esimo allenatore diverso nei suoi 20 anni di gestione: sono tutti gli ingredienti per l’ennesimo cambio in panchina.

Così in via Viotti si può finalmente cominciare a programmare il mercato estivo e Baroni ha già indicato una sua vecchia fiamma. Il suo sogno proibito è rappresentato da Jacopo Fazzini, talentuoso fantasista classe 2003 che durante questa stagione è retrocesso in serie B con l’Empoli. Lui, però, il suo l’ha fatto, trovando sei gol e fornendo un assist nelle 22 apparizioni tra campionato e Coppa Italia.

Un giocatore come lui difficilmente scenderà di categoria, così il Toro è pronto a lanciare la sfida alla concorrenza: a gennaio i toscani chiedevano circa 15 milioni di euro, con la mancata salvezza dovranno rivedere al ribasso le richieste. Baroni lo aveva richiesto già a Lotito senza essere accontentato, ora ci riproverà con il presidente Cairo. E il mercato granata, con l’arrivo del nuovo allenatore, può iniziare ad entrare nel vivo.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Gregucci su Sarri: “Può cambiare le idee, non i principi. Provstgaard? Nei movimenti della linea…” (AUDIO)

Angelo Gregucci in collegamento a ‘NMM’

“Maurizio (Sarri, ndr) è un amico. Siamo partiti insieme, ma lui è stato più bravo di me. Parte 4-2-3-1, poi a Empoli cambia, passa a due punte fino a definirsi a Napoli col 4-3-3. Lui non cambia i principi, ma può cambiare le idee. Nell’ultima esperienza di Sarri alla Lazio, c’era un discorso anagrafico discordante. Tanti giocatori arrivati a fine percorso, mentre a Sarri piace costruire, crescere. Forse sotto questo punto di vista il contesto attuale può essere adeguato. Lui è un maniaco del lavoro sul campo, un maniaco. Se Sarri crede in una cosa, in un giocatore e ha del tempo, i risultati arrivano”.

Provstgaard? Sarri con l’addestramento lo può migliorare, magari ho qualche dubbio in più su Gigot, ad oggi. Sarri quando ti allena ti “sfonda”, nel senso che – specialmente per la difesa – i movimenti della linea devono essere automatizzati. Se vede i requisiti minimi di un difensore, può darti quel valore aggiunto in allenamento. La settimana pulita, senza coppe, in tal senso può essere un grande assist per il lavoro sul campo”.

L’Europa però, deve essere un obiettivo da raggiungere. A me dispiace molto che la Lazio sia fuori dalle competizioni UEFA la prossima stagione. Ne faccio anche una mera questione di opportunità, perché diventa un palcoscenico importante anche per far crescere i giovani, per fargli avere quello spazio che serve. Una partita Europea, non per forza al Bernabeu, ti da qualcosa in più”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Tavares: “A Roma sto bene, sono stato il terzino con più assist. Europa? Un peccato…”

Anche per Tavares è tempo di bilanci. Il terzino portoghese, recentemente escluso dalla Nazionale, ha rilasciato una lunga intervista al portale Diario de Noticias. “A prescindere dalle cose buone che sono successe individualmente e collettivamente, soprattutto all’inizio della stagione, la verità è che alla fine abbiamo mancato i posti in Europa e questo ha frustrato i nostri obiettivi e le aspettative dei tifosi. È anche per loro che giochiamo e in questo senso, ovviamente, non ero soddisfatto, anche perché ci hanno sostenuto molto fin dall’inizio”. Inizia così l’analisi della stagione biancoceleste per Tavares.

Andare alla Lazio è stato molto importante per me. Sono riuscito a ritrovare la regolarità e l’influenza che ogni giocatore cerca e a realizzare il mio obiettivo di arrivare in Nazionale. Sono stato il terzino con più assist in Italia, sono stato anche tra i migliori a livello europeo in questo senso, perché avevo la possibilità di mostrare che anche un terzino può offrire un contributo offensivo. Volevo la nazionale ed è arrivata. La mancata convocazione è stata una scelta arrivata in modo molto naturale, quando sono con il Portogallo sono tra i migliori giocatori al mondo e l’allenatore deve fare delle scelte; tutto era un po’ in stand-by a causa della finale di Champions League, che i portoghesi del PSG hanno vinto in modo spettacolare e quando sono arrivati, ovviamente non potevamo rimanere tutti”.

La chiosa: “A livello individuale, le cose sono migliorate molto in questa stagione alla Lazio, dove sono riuscito a trovare opportunità e costanza nel mio calcio. Mi sono adattato molto bene alla città e al club, sono stato accolto molto bene da tutti e le prestazioni hanno iniziato a essere positive. Ora mi concentro sul riposo e sul tentativo di dare il meglio di me nella prossima stagione”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Agostinelli: “Sarri mossa furba, ma serve un mercato all’altezza. Mezzala priorità, sui terzini…” (AUDIO)

Andrea Agostinelli in collegamento a ‘NMM’

“Il ritorno di Sarri? E’ un nome che ‘tira’ ancora. Ha il fascino dell’allenatore sopra la media e senti anche un silenzio ingeneroso per Baroni. Con questa rosa, anche un allenatore di nome avrebbe fatto fatica a raggiungere determinati obiettivi, a mio avviso. La Lazio deve in assoluto dare parola all’allenatore per il mercato. C’è chi può spendere di più, chi meno, ma credo che Sarri – che c’è già passato – possa avere voce in capitolo. Spero che anche per lui, sia stata una scelta convinta e non di comodo. La gente credo si aspetti che abbia più che una parola sul mercato”.

“I nomi che leggo per il mercato mi convincono. Parisi ha mantenuto un buon livello, però io mi chiedo che fine faranno Pellegrini e Tavares. Io ripartirei da loro, credo che la Lazio abbia altre necessità. A questa squadra manca una mezzala di grande qualità. Fazzini, ad esempio, ha qualità e buona prospettiva. Che sia Fazzini o un altro profilo, alla Lazio serve una mezzala: è questa la priorità”.

“Negli ultimi 10 anni l’Europa è stata la base per la Lazio. Oggi però, la Lazio deve fare i conti con altre società, con fondi esteri che hanno immesso capitali importanti. Se pensi che il Como oggi sia un antagonista, comprendi come gli equilibri siano cambiati nel corso del tempo. L’arrivo di Sarri è una mossa intelligente, da quando è stato annunciato non si parla praticamente più di mercato, ma è quello che serve adesso alla Lazio”.

Isaksen? A fronte di una buona offerta per me non è incedibile. A Sarri piace Berardi, lo sappiamo, io lo andrei a prendere anche adesso. Nel mercato ci vuole intelligenza e furbizia: mezzala priorità, esterno d’attacco come seconda opzione. Pio Esposito? E’ un giocatore da prendere”.

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CALCIOMERCATO

Lazio, operazione sfoltimento: 11 esuberi, Tchaouna e Basic da tagliare. Cataldi e Floriani possono…

Con Maurizio Sarri e senza Europa. La Lazio – scrive il Corriere dello Sport – procederà innanzitutto con la scrematura della rosa, attualmente di 26 giocatori comprendendo Tchaouna e Basic, escludendo Ibrahimovic (non sarà riscattato). L’idea è portarla a 19 giocatori di movimento più tre portieri. Nella scrematura sono compresi gli 11 prestiti che torneranno alla base a luglio: Cataldi e Floriani Mussolini hanno chance di restare, non Marcos Antonio, Sanà Fernandes, Diego Gonzalez, Fares, Kamenovic, Artistico, Crespi, Bertini e Milani. André Anderson si libera il 30 giugno.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Dopo le parole di Lotito aspetto i fatti. E su Tare-Modric…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Parto da una della frasi famose di Lotito: ‘Io faccio i fatti e non le parole”; ecco, adesso io dopo le parole del presidente, aspetto i fatti.

Da quello che c’è stato detto dalla società la garanzia data a Sarri è in primis quella di non vendere i big e poi fare mercato ma non so con quali soldi. La Lazio non ha molti giocatori di un certo livello, se li inizi a togliere è difficile fare una squadra livello-Europa. Da non dimenticare poi i vari giocatori che rientrano dai prestiti, oltre ai vari Basic e Hysaj.

Tare alla Lazio ha sempre puntato su calciatori da scoprire mentre al Milan va su Modric, che ha un’età ma sappiamo benissimo la qualità che possiede.

Inzaghi ha sicuramente fatto bene in Europa, però non ha fatto altrettanto bene in Italia con il pontenziale tecnico che aveva a disposizione. La possibilità che salutasse c’era, dubito che il club stia scegliendo solo ora l’alternativa. Tuttavia, dopo quanto accaduto nella finale, sostengo che l’ammiraglio dovrebbe abbandonare per ultimo la nave. Ok i soldi, ma a quei livelli lì cambiano poco”.

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CALCIOMERCATO PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, l’ultima parola su ogni decisione a Sarri. Rovella e Zac vogliono restare…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

L’argomento forte che ha convinto Sarri a tornare è la garanzia che i giocatori che lui ritiene i migliori e più funzionali non saranno ceduti. Poi trattenere i big è più difficile a dirsi che a farsi, non sarà facilissimo riuscire a realizzare questo scopo. Zaccagni non è la prima scelta di Conte e del Napoli, prima ci sono Ndoye e Chiesa. Sul capitano c’è il veto del tecnico. Il giocatore stesso si è trovato bene con il toscano. A prescindere da Inzaghi, l’intenzione dell’Inter è quell di aggiungere un mediano mobile come Rovella. E’ un obiettivo reale dei nerazzurri, ma Rovella vuole restare alla Lazio. La speranza è che si vada avanti su questa linea sia per l’attaccante che per il centrocampista.

Sarà fondamentale capire quali offerte e per quali giocatori arriveranno. Il fulcro di questo nuovo progetto Sarri è che lui abbia l’ultima parola su ogni decisione, tutto verrà discusso con lui. E’ evidente che se Sarri ti dice che su Rovella, per esempio, non vanno ascoltate offerte, sarebbe incoerente non farlo”.

LEGGI ANCHE: Lazio, non solo Zaccagni: anche Rovella nel mirino di una big italiana

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, si decide il futuro di Marusic: tra cinque giorni scade…

Dopo otto anni nella Capitale Marusic sta valutando quale sarà il suo futuro.

Sembrava vicino all’addio, ora con il ritorno di Sarri qualcosa potrebbe cambiare per il montenegrino. Con il tecnico toscano potrebbe rilanciarsi e per l’allenatore sarebbe importante avere almeno tre quarti del reparto già collaudato (Adam ha già lavorato con Sarri per due stagioni ed ha assimilato concetti e meccanismi).

Come riporta il Corriere dello Sport però il futuro del calciatore resta avvolto nell’incertezza. Il contratto del classe ’92 scade nel giugno 2025, con un’opzione unilaterale che può estenderlo fino al 2026. Questa clausola è legata alla permanenza della Lazio in Serie A, condizione che si è ovviamente verificata. Tuttavia, Marusic si aspettava un adeguamento economico e un accordo più lungo, fino al 2027 con opzione per il 2028. Era una promessa verbale, mai messa nero su bianco. Un dettaglio che ora rischia di pesare tantissimo sul rapporto tra giocatore e società. In un incontro tra Lotito e l’agente del terzino, andato in scena alla vigilia della sfida con l’Udinese, il patron ha comunicato che considera già valido il contratto fino al 2026, chiudendo le porte a una risoluzione.

Questo irrigidimento, si legge, potrebbe così spingere Marusic a considerare una via alternativa per liberarsi, cioè l’articolo 17 del regolamento FIFA. Questo consente a un calciatore di liberarsi unilateralmente a determinate condizioni, a patto che siano rispettati limiti temporali precisi. Uno di questi, sono i 15 giorni di tempo (a partire dall’ultima partita giocata) a disposizione per usufruirne. Nel caso specifico, il montenegrino era in campo lo scorso 25 maggio contro il Lecce, epilogo della stagione. Ad oggi sono passati 10 giorni da quella gara, ne restano altri 5 per fare eventualmente questa mossa. Se il giocatore dovesse decidere di percorrere questa strada, comunque, non potrebbe trasferirsi in un club della Serie A nei successivi 12 mesi, ma potrebbe raggiungere campionati esteri.