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LUTTO

Morto Giorgio Armani, il re della moda: aveva 91 anni

E’ morto lo stilista Giorgio Armani. Aveva 91 anni. Lo ha annunciato il gruppo Armani. 

‘Con infinito cordoglio, il gruppo Armani annuncia la scomparsa del suo ideatore, fondatore e instancabile motore: Giorgio Armani. Il Signor Armani, come è sempre stato chiamato con rispetto e ammirazione da dipendenti e collaboratori, si è spento serenamente, circondato dai suoi cari. Infaticabile, ha lavorato fino agli ultimi giorni, dedicandosi all’azienda, alle collezioni, ai diversi e sempre nuovi progetti in essere e in divenire”, si legge nel comunicato firmato ‘I dipendenti e la sua famiglia’.

“Negli anni, Giorgio Armani ha creato una visione che dalla moda si è estesa a ogni aspetto del vivere, anticipando i tempi con straordinaria lucidità e concretezza. Lo ha guidato un’inesauribile curiosità, l’attenzione per il presente e le persone. In questo percorso ha creato un dialogo aperto con il pubblico, diventando una figura amata e rispettata per la capacità di comunicare con tutti. Sempre attento alle esigenze della comunità, si è impegnato su molti fronti, soprattutto verso la sua amata Milano”.

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Caravello: “Lazio, il blocco mi ha sconcertato, ora sono meno disfattista. Non pensavo che Lotito…” (AUDIO)

L’agente DANILO CARAVELLO in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Quando sono venuto a conoscenza che la Lazio non avrebbe potuto far mercato, conoscendo la scaltrezza in materia di bilanci di Lotito, ho avuto una prima fase di sconcerto. Non avrei mai pensato che il presidente della Lazio potesse incappare in una situazione del genere. Poi c’è subito la necessità di trovare soluzioni ed opportunità, avere un tecnico come Sarri aiuta. In un secondo momento, dunque, ho iniziato anche a volgere lo sguardo verso possibile elementi positivi che potevano essere colti nella difficoltà.

Il Como è una società in ascesa con una proprietà tra le più solide al mondo, ma in quel caso la Lazio non ha proprio giocato. Cosa che, in parte, ha fatto il Verona all’Olimpico. Dopo la sosta delle nazionali si inizierà a fare sul serio ed a ottobre avremo giù più contezza sul quadro generale.

Neanche sono così certo che alla fine il Como arriverà davanti alla Lazio. Può fare bene senza le pressioni della grande squadra. Vedendo anche le altre, rispetto alla squadra di Sarri non sono così disfattista. Vedo molti tecnici scontenti e quando inizierà l’Europa le cose saranno più complicate”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, calvario finito per Isaksen: ritorno in gruppo e possibile panchina con il Sassuolo

Come riporta il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, per Gustav Isaksen il calvario sembra essere finito. Il danese ieri è stato regolarmente in campo con i compagni e ha partecipato senza problemi alla ripresa di Formello. Con ogni probabilità si rivedrà tra i convocati per la sfida contro il Sassuolo. Ora ha più di una settimana di tempo per dimostrare di poter bruciare le tappe, guadagnare posizione dal punto di vista atletico. Il ritardo rispetto al resto della compagnia è scontato, è verosimile per lui una tabella di marcia graduale con la speranza che nel derby del 21 settembre possa giocarsi una maglia da titolare con Cancellieri e Pedro. Una freccia in più nell’arco del tecnico toscano e l’opportunità per l’ala scandinava di dimostrare sul campo la sua crescita rispetto al primo Sarri. La Lazio ha bisogno di alzare il livello, di rotazioni e di certezze in avanti. Isaksen è tornato, ora inizia davvero la sua stagione.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, derby a pranzo sconfitta di tutti. Quante conseguenze negative per quel settimo posto…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Il derby alle 12,30 è una sconfitta per tutti, significa che le due tifoserie non sono considerate pronte per godersi ancora uno spettacolo di sera. Tutti stanno semplicemente annotando questa novità, per me è una cosa molto triste. E’ stato anticipato all’ora di pranzo per ovvi motivi di ordine pubblico ed in virtù degli incidenti andati in scena nell’ultima stracittadina. C’è stato un solo tentativo di farlo giocare di sera e ci sono stati scontri ed un atmosfera di guerriglia. E’ un evento meraviglioso che tutto il mondo ci invidia anche per le scenografie meravigliosi, è un peccato che si riesca a vivere in modo diverso.

Dal calendario della Lazio, mi aspettavo qualche partita in più la domenica, ma è evidente che il settimo posto stia penalizzando tanto la Lazio anche nella formulazione dei calendari che ruotano intorno agli impegni europei delle italiane. Poi, nell’analisi di quel settimo posto c’è anche l’evidenza di una squadra che fino a 90′ dalla fine poteva andare ancora in Europa. Quella settimana prima della gara con il Lecce grida vendetta. Non è stata preparata bene, anche solo andare in Conference sarebbe stato meglio di questa attuale situazione”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, piano alternanza in porta: dopo il derby può scoccare l’ora di Mandas

“Lazio, Provedel-Mandas porta girevole. Sarri medita il cambio tra i pali” scrive Il Messaggero in edicola quest’oggi nella sua sezione sportiva. Sarri medita il cambio fra i pali dopo Lazio-Roma: al numero uno friulano subentrerà il greco, bloccato in estate sul mercato e ora seccato per la panchina.

Dopo cinque mesi in naftalina (ultima gara da titolare il 31 marzo col Torino), Ivan Provedel ha ritrovato più fiducia, sicurezza, ma deve comunque fare i conti con la concorrenza. Mandas potrebbe scendere in campo con Genoa e Torino ma gli agenti nel frattempo si guardano attorno. Lotito chiede 20 milioni di euro per la cessione.

In teoria, Provedel giocherà anche a Reggio Emilia col Sassuolo e – salvo imprevisti – il derby contro la Roma. Poi dovrebbe consumarsi lo switch con Mandas a Genova e col Toro in casa. È questo il piano dell’alternanza nella testa di Mau, anche per provare a placare il malumore dell’ex Ofi Creta.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE..’ – Mattei: “La Lazio è uscita dal calcio che conta. Lo si evince anche dal calendario…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Il discorso dei calendari è molto semplice. Tutto viene fatto sulla base del percorso delle squadre che fanno le coppe europee. Questa non è una colpa della Lega calcio, ma della Lazio che non partecipa a quelle competizioni. Se tu esci dal grande calcio che conta poi sei a rimorchio delle altre. Non a caso, la Lazio giocherà le gare alle 20,45 di sabato o domenica solo quando affronterà Juve, Inter e comunque i grandi club. In questo momento la Lazio è uscita dal calcio che conta, bisogna prendere atto della realtà.

Durante la settimana che ha preceduto la partita con il Lecce, la società che tipo di messaggio ha dato alla squadra? E’ stato fatto capire l’importanza di andare in Europa? Baroni era già con la valigia pronta che qualcuno gli ha fatto, per poi far credere che è stato lui a voler andar via”.

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NAZIONALI

Lazio, Sarri perde Tavares: Dalot Ko, ecco la convocazione del Portogallo

Nuno Tavares sorride, Sarri e la Lazio un po’ meno. Il tecnico toscano già pregustava tutti i benefici di una sosta con pochi nazionali in giro per il mondo. Solo sette inizialmente, fino al ritorno a Formello di Marusic, liberato dal Montenegro per una noia all’adduttore. Da sette a sei, da sei nuovamente a sette: il forfait del terzino del Manchester Diogo Dalot, infatti, ha riaperto le porte della seleção di Roberto Martinez che dopo la prima esclusione è corso ai ripari per gli impegni di qualificazione Mondale con l’Armenia (Sabato alle 18,00) e l’Ungheria (martedì 9 alle 20,45).

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Mercato Lazio, Insigne a dicembre solo se…

L’ex Napoli potrebbe riabbracciare Sarri, tutto però dipende dal blocco della Lazio: le ultime

Si è a lungo parlato di lui, svincolato e in attesa di una nuova avventura: Lorenzo Insigne temporeggia e attende la Lazio, sviando tutte le proposte che ha ricevuto in queste settimane.

Dopo un’estate con il mercato bloccato, stando a quanto riporta Il Messaggero, l’inverno ai biancocelesti potrebbe regalare Insigne. Se (entro fine novembre) la Lazio otterrà lo sblocco totale del mercato dalla nuova commissione indipendente, potrà tesserare il pupillo di Mau già a dicembre.

In caso di sblocco parziale, si legge, dovrebbe invece attendere il 2 gennaio, con l’uscita di un ingaggio equivalente. L’ultimo assist a Lotito proviene da Parma, unica pista concreta dell’estate. Ieri il nuovo a.d. Cherubini ha chiuso al suo approdo in Emilia. «L’atacco è a posto così». E il 34enne può riabbracciare il padre calcistico che gli ha regalato i migliori numeri in carriera.

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Lazio-Roma a pranzo: il piano sicurezza. E c’è un solo precedente…

Il programma domenicale del 21 settembre da ieri è stato stravolto per i tifosi di Roma e Lazio che si daranno appuntamento all’Olimpico alle 12.30 per il derby della Capitale numero 185. La notizia era nell’aria, ed ha aiutato anche a non calendarizzare troppo la domenica in questione, ieri è diventata ufficiale con la pubblicazione degli anticipi e posticipi delle prossime otto giornate di campionato. Le due squadre si affronteranno quindi nel lunch match (ma chi mangerà tra i tifosi durante un derby?), un orario anomalo e in un certo senso anche intrigante per una partita così sentita. Di certo a seconda del risultato una delle due tifoserie potrà avere tutto il tempo dopo la gara di smaltire l’eventuale delusione, oppure festeggiare tra le vie della Capitale. In caso di pareggio, beh, un pomeriggio in tranquillità e senza squilibri emotivi per tutti quanti. 

La decisione è stata presa dall’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive in virtù degli incidenti avvenuti lo scorso 13 aprile prima e dopo l’ultimo derby giocato in notturna. Una vera e propria guerriglia tra le tifoserie e le forze dell’ordine che provocò il ferimento di 24 agenti e il malore di un residente della zona Ponte Milvio dopo il lancio dei fumogeni. Ingenti anche i danni a veicoli e locali della zona. Insomma, gli avvertimenti della Questura alle due tifoserie prima della stracittadina non portarono alla quiete sperata. Così il primo provvedimento adottato fu quello di chiudere i settori ospiti di tre partite di campionato: per la Lazio quelle contro Genoa, Empoli e Inter, per la Roma le gare contro Inter, Atalanta e Torino. Inoltre il Viminale annunciò alla Figc che dalla prossima stagione “non sarà più consentito lo svolgimento in orario serale delle partite ad alto rischio, come il derby tra le squadre romane“. E così è stato. Ecco quindi la decisione di anticipare il derby alle 12.30 per garantire la massima sicurezza nel quadrante capitolino e lo schieramento di un migliaio di forze dell’ordine per l’intera giornata, senza quindi problemi di luce.

Il precedente all’ora di pranzo

Sicuramente un derby anomalo ma non da primato. Perché otto anni fa si giocò il primo all’ora di pranzo: era il 30 aprile 2017, la seconda stracittadina senza più le famose (per i tifosi famigerate) barriere all’interno delle curve, e per garantire il massimo controllo e ordine si optò per un derby in tarda mattinata. Nonostante l’allarme per un possibile arrivo di tifosi stranieri gemellati con romanisti e laziali, non ci furono disordini o problematiche nel pre e post partita. E chissà, magari perché tutti optarono per un buon piatto di pasta al sugo piuttosto che cercare gli scontri con la pancia vuota. 

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Lazio, Guendouzi ora ha più libertà: Sarri per i gol punta anche sul centrocampo

Con Sarri aveva collezionato 3 reti, lo scorso anno solo una: il francese vuole migliorare le marcature.

Un centrocampo da sistemare e da far funzionare alla perfezione: Sarri studia i suoi, con la certezza che Guendouzi e Rovella saranno protagonisti ancora. Entrambi infatti domenica contro il Verona hanno fatto bene, dimostrando di essere pronti nuovamente alle richieste del tecnico toscano.

Il centrocampista francese non è un goleador (nella stagione più prolifica è arrivato a 5 gol in 43 partite), ma con Sarri ha sicuramente più libertà di quante ne avesse un anno fa con Baroni. Ed è questo, sottolinea il Corriere della Sera, il più grande paradosso della Lazio 2025-26. Se la squadra, infatti, rispetto alla scorsa stagione è più bloccata, ed è più attenta alla fase difensiva, Guendouzi è l’unico che è molto più libero. Con Baroni era infatti lui a dover garantire l’equilibrio tattico. Con Sarri è invece chiamato a inserirsi di più.

D’altronde, da quando è arrivato in A con l’Empoli, si legge, il Comandante ha sempre avuto un ottimo contributo dai centrocampisti che aveva in squadra: Saponara segnò 7 gol, nel 2015-16, a Napoli, Hamsik ne fece 6, Allan 3. Un anno dopo Hamsik arrivò addirittura a quota 12, con il suo compagno di reparto Zielinski che ne realizzò altri 5. Simile la storia con la Lazio: nel 2021-22 Milinkovic in campionato segnò 11 volte, Luis Alberto 5. Giocatori come Hamsik, Milinkovic e Saponara hanno vissuto con Sarri il miglior campionato della carriera.

Proprio questo l’obiettivo per Guendouzi. Il centrocampo deve garantire più gol e il francese ne può trarre beneficio anche in ottica nazionale (è stato escluso dalle ultime convocazioni). Contro il Como l’unico tiro in porta della partita è stato suo, conclude il quotidiano, col Verona ha sbloccato il risultato. Ha già pareggiato le reti di tutta la scorsa stagione (quando, Coppe comprese, giocò 48 volte), nel 2023-24, sempre con Sarri, aveva chiuso a quota 3.