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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Mellone: “Lazio, la risposta dei tifosi merita lealtà, educazione e rispetto. Sarri non fa miracoli…” (AUDIO)

ANGELO MELLONE in collegamento a ‘NMM’

“Quello di Como da parte della Lazio è stato un messaggio allarmante, imbarazzante, ai limiti del disastroso. Contro il Verona, invece, abbiamo visto una squadra tonica, con un Castellanos che magari giocasse più spesso così. E’ stato un avvio senza mezzi termini, con una prima conferma che la squadra di Sarri contro le piccole vince.

La risposta del popolo laziale a questa estate brutta, surreale ed incomprensibile, o comprensibile che è peggio, è da sottolineare. Penso che, come spesso accade, il primo grazie vada dato alla gente che viene allo stadio. E’ una dimostrazione di potenza emotiva con pochi eguali. La società spostiva Lazio, di questa cosa, deve tenere conto. Che non significa approfittarne, ma avere un valore aggiunto in termini di rispetto, di educazione, lealtà e responsabilità nei confronti della tua gente.

Questa squadra è da sesto-ottavo posto, poi qualsiasi cosa venisse sopra il sesto posto sarà un miracolo. Non mi aspetto molto, Sarri è un grande allenatore ma non moltiplica i pani ed i pesci”.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, gennaio a saldo zero: Insigne attende, Simic piace

La Lazio ha chiuso il mercato estivo senza movimenti: nessun arrivo e nessuna partenza. Una sessione bloccata, frenata non solo dall’impossibilità di acquistare, ma anche dalle difficoltà nel liberarsi di giocatori fuori progetto come Gigot, Basic, Fares e Kamenovic. La società sperava di alleggerire il monte ingaggi per rientrare nei parametri del rapporto spese/ricavi dell’80%, necessario per ottenere piena libertà operativa a gennaio. Obiettivo mancato e ora si potrà intervenire solo vendendo e reinvestendo a pari cifra, sottolinea quest’oggi il Corriere dello Sport.

Gigot, con problemi fisici che potrebbero richiedere un’operazione, è rimasto in Francia per accertamenti. Il suo ingaggio da 1,8 milioni pesa, così come quelli di Basic (1,6), Fares (1) e Kamenovic (600mila), tutti in scadenza a giugno e fuori rosa. Anche se il centrocampista potrebbe rientrare utile quando Belahyane e Dele Bashiru saranno impegnati in Coppa d’Africa.

Intanto, il nome di Lorenzo Insigne resta sullo sfondo. L’ex Napoli, corteggiato dal Parma, ha preso tempo: attende un segnale da Sarri, che lo accoglierebbe volentieri. Dalla talent room biancoceleste spunta anche Jan Carlo Simic, giovane difensore serbo dell’Anderlecht, ex Milan. Il mercato è fermo, ma le manovre in vista di gennaio sono già iniziate.

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Lazio, Vecino e Isaksen verso il rientro: i tempi di recupero

Assenti in questa prima parte di stagione insieme a Patric e Gigot, i due sono in fase di recupero.

Out prima dell’amichevole contro il Burnley, Vecino è pronto a tornare a disposizione. Stando a quanto riporta il Corriere dello sport, dopo i tre mesi fuori a causa di una ricaduta a dicembre, i problemi muscolari stavolta hanno portato lo staff medico ad avere maggiore prudenza. Secondo il quotidiano il centrocampista potrebbe essere disponibile già per la trasferta in casa del Sassuolo, subito dopo la sosta. Isaksen, fermato invece in estate dalla mononucleosi, è atteso in gruppo tra giovedì e venerdì. Anche per lui, si legge, c’è la possibilità di strappare la convocazione in vista della sfida di domenica 14 settembre; il danese ha due settimane per farsi trovare pronto, almeno per la panchina.  Da monitorare infine il recupero di Patric, fermato da una lesione di medio grado al retto femorale della coscia sinistra dopo che aveva concluso il protocollo per l’operazione alla caviglia effettuata a marzo.

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Lazio, più realismo e meno sarrismo: ecco come il tecnico si è adattato a valori e caratteristiche della squadra

Un gioco senza tanti preliminari, senza l’ipnosi dei passaggi orizzontali, della bellezza a tutti i costi, cedendo alla sola legge della vittoria, senza per questo doversi piegare alla bruttezza della prestazione. E’ la Lazio che a Como aveva creato gli unici pericoli, è la Lazio che ha schiantato il Verona. Palla alta, lanci lunghi, qualche sventagliata, cross, sponde, contropiede. Un gioco più pratico ed efficace, adatto al momento storico e alle caratteristiche dei giocatori. Questa Lazio di Sarri è un qualcosa che dev’essere e che non è già. Che non ha palleggiatori fini, trequartisti d’oro. E’ una Lazio che deve costruire un buon numero di giocatori e fin quando non li avrà costruiti dovrà essere una squadra di realismo più che di sarrismo.

(…) Mau già alla vigilia aveva parlato di sviluppo di gioco e non di modulo: «La mia esperienza alla Lazio non è mai stata di grande palleggio, quando parlo di come giocare non parlo del modulo ma di come si sviluppa il gioco. Io a Como già nel primo tempo avevo capito che potevamo far male agli avversari solo attaccando la profondità».

Mau nella conferenza di sabato l’ha detto: «Se la squadra non ha le caratteristiche adatte a me vuol dire che ha sbagliato chi mi ha chiamato». E’ rimasto e il cerino adesso è in mano a lui. Non crede che manchi qualità, è da affinare. Ha fissato degli obiettivi, vuole che si acquisisca «lucidità nelle scelte». Col Verona i passaggi totali sono stati 702, quelli riusciti 643. I passaggi nella metà campo avversaria sono stati 405, la precisione dell’88,4%. I palloni giocati in avanti (riusciti) 303. I passaggi lunghi, per centrare uno dei punti del cambiamento, sono stati 81 tra il Como e il Verona: 33 nella prima partita, 48 nella seconda. Sarri sfrutterà la pausa per lavorare a 360 gradi. L’attacco della profondità, finché i sincronismi non miglioreranno, sarà un’arma. In difesa ha spiegato che i meccanismi funzionano in allenamento, quando la linea lavora senza avversari, solo orientando i movimenti sul pallone. In partita riesce meno, la linea a 4 lavora un po’ sul pallone e un po’ sull’avversario. Prima il Sassuolo fuori, poi il derby. I lampi di domenica dovranno essere confermati a Reggio Emilia, prova generale della partitissima. Corriere dello Sport

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Lazio, Sarri con gli uomini contati in difesa. E Gigot si opera

Nonostante i zero gol subito nella sfida contro il Verona, la Lazio in difesa ha le risorse contate. Con Patric che resta un rebus e il suo rientro un’incognita e Gigot che si opera, il reparto arretrato biancoceleste è formato soltanto da Gila, Provstgaard e Romagnoli.

Come riporta Il Messaggero nella sua edizione odierna, la difesa della Lazio ha le risorse contate. Nonostante la buona prova contro il Verona e i zero gol subiti, i numeri nel reparto arretrato sono scarsi. Con Patric che è un rebus e il suo rientro un’incognita e Gigot che si deve operare, gli effettivi in difesa sono tre: Gila, Provstagaard e Romagnoli (di rientro dalle due giornate di squalifica). 

Sarri avrebbe anche tenuto Gigot, ma la voglia di giocare del francese e l’infortunio che lo ha colpito in fase di preparazione, hanno fatto saltare questo piano. L’ex OM avrebbe dovuto foraggiare il mercato in uscita, con diverse squadre interessate a lui, ma poi l’operazione e lo stop hanno fatto saltare tutto. Marusic sarà il quarto centrale adattato della Lazio.

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“QUELLI CHE…” – Mattei: “La Lazio deve smaltire le ‘zavorre’ per operare a gennaio. Ecco cosa dovrebbe fare la società” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Penso che il Napoli abbia fatto il mercato migliore, senza togliere ma solo aggiungendo. Per quanto riguarda la Lazio credo sia stato bloccato anche il mercato in uscita, con diversi calciatori che sono rimasti e il cui ingaggio peserà a bilancio.

Kamenovic, Fares, Basic, Gigot, Sana Fernandes: sono giocatori a bilancio che alla Lazio non servono, parliamo di 12-13 milioni lordi. Se a loro uniamo Lazzari, Noslin e Hysaj, arriviamo a 20 milioni di ingaggi.

Se la Lazio troverà i soldi per tampanare queste ‘zavvorre’ potrà fare qualcosa, altrimenti non potrà operare sul mercato a gennaio. Bisogna fare qualcosa perché il problema da solo non si rivolve anzi, si riproporrà più avanti.

Insigne non è giovane e guadagna tanto, non credo serva alla Lazio.

Gigot oltre ad essere fuori dal progetto è anche infortunato, quindi chiaro che tagliassero lui. Basic sta facendo per l’ultimo anno le sue ‘vacanze romane’. Le scelte erano queste. Lazzari può essere considerato il vice-Marusic, Hysaj ha uno stipendio monstre.

La Lazio dovrebbe partecipare all’ingaggio per liberarsi di qualche giocatore ma non vuole, quindi i calciatori restano a Roma”.

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Lazio, Sarri punta su Zac: il capitano cerca la doppia cifra

Il tecnico confida in lui e l’ex Verona con il toscano aveva già registrato numeri importanti.

In gol domenica alla prima in casa, il capitano biancoceleste vuole prendersi la Lazio sulle spalle anche perché buona parte della qualità di questa rosa passa dai suoi piedi. Come evidenzia il Corriere della Sera, il club, ormai un anno fa, lo ha reso il più pagato della rosa, lusingandolo pure con la fascia da capitano e la maglia numero 10. La scorsa stagione sono mancati i suoi gol (a secco da marzo in poi), così come i suoi assist (l’ultimo addirittura a febbraio).

Sarri gli ha lasciato la fascia, ma in conferenza, prima della partita col Verona, lo ha “pungolato”: «Mattia sa cosa penso di lui, per qualità fisica e tecnica deve raggiungere la doppia cifra tutti gli anni: se non ci riesce vuol dire che sbaglia qualcosa. Attacca poco l’area e deve migliorare in questo».

Detto, fatto. Solo con Sarri in panchina il numero 10 biancoceleste è arrivato a 10 gol in un unico campionato. Non ci è riuscito nemmeno quando giocava ancora nelle categorie inferiori. Un anno fa, con Baroni, è arrivato a 8 (seconda miglior stagione della sua carriera), con due rigori. Con il Comandante ben 9 gol erano arrivati su azione, uno dagli undici metri.

L’ ex Verona deve tornare in doppia cifra, anche per continuare a candidarsi per la nazionale di Gattuso che, per il momento, gli ha dimostrato fiducia convocandolo.

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‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, anticipo rate sponsor unico mezzo rimasto per un mercato libero. Ma sempre con limiti di risorse…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Mercato finito, per la Lazio non è mai iniziato. Da adesso ci sono due persone parallele da seguire, il campo e la società che deve fare in modo di liberarsi da questo blocco in modo che da gennaio possa operare non solo a saldo zero, ma senza vincoli. A livello di campo, prestazione e vittoria con il Verona ha sistemato un po’ le cose, sapendo che c’è necessità di confermare tutto con il Sassuolo.

E’ arrivata anche questa notizia di Gigot che, probabilmente, dovrà operarsi per un problema tra caviglia e anca. Si contava di cederlo per incassare qualcosa e risparmiare sull’ingaggio. La società, ora, sta lavorando sul famoso sponsor che potrebbe avere il suo peso rispetto al parametro costi/ricavi per liberare, appunto, il mercato di gennaio da vincoli. Sembra che Lotito si sia convinto a non chiedere cifre fuori mercato. Già mettere dentro 5 milioni di euro circa aiuta. Per sbloccare la situazione in ottica mercato invernale servirebbero una ventina di milioni entro il 30 settembre. Solo con lo sponsor non servirebbe, a meno di riuscire a farsi anticipare anche le rate successive.

Nell’eventualità riuscisse a sbloccare il mercato, dovrebbe comunque non sbilanciarsi troppo per evitare di ritrovarsi nella stessa situazione. Chiaro che, le scadenze di contratti di diversi giocatori nell’estate del 2026 aiuteranno i conti. La necessità di farsi aiutare per aumentare i ricavi ed una crescita commerciale generale resta, altrimenti si resterà sempre sul filo delle risorse investibili.

Se Insigne in questi giorni dovesse accettare il corteggiamento del Parma sarebbe un segnale. Il potere contrattuale della società nei confronti di Sarri, rispetto a tutto quello che è successo in estate è debole. Che fai, nel caso in cui insistesse, gli diresti di no anche per Insigne svincolato? Pensate che il club sia felice del fatto che Mandas abbia iniziato la stagione in panchina?”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Castellanos e Dia digiuno interrotto: ecco come Sarri prova ad esaltarli

Entrambi al gol nella vittoria casalinga contro il Verona: il tecnico ha saputo valorizzarli.

Taty e Dia di nuovo a segno. Come ricorda Il Messaggero, sembra quasi un deja-vu perché accadde il 31 agosto di un anno fa nel 2-2 contro il Milan all’Olimpico. Stessa data, avversario e risultato differenti, allenatore diverso.

Per l’argentino è il secondo debutto da sogno con Sarri all’Olimpico: il Taty aveva sfornato gol e assist con l’Atalanta, il suo esordio da titolare al primo anno di Lazio.

Ora, si legge, anche il Comandante si sta snaturando pur di andare a segno: vuole aiutare Castellanos e Dia, per questo ha iniziato a costruirgli il gioco intorno. Il Sarrismo ora va molto più in verticale che in palleggio, guarda la profondità e bada al sodo. Il primo lancio di Rovella è un segnale, ma non è l’unico.

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CALCIOMERCATO ESCLUSIVE

‘SVB’ – Mercato chiuso, Rambaudi: “Juve solida, Milan pronto a competere per i piani alti. L’Inter e l’Atalanta…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB

“Per me l’Atalanta non sarà protagonista quest’anno; a mio avviso c’era da cambiare tutto, come all’Inter. Dopo quattro anni di Inzaghi in cui hanno toccato i massimi livelli, i calciatori a mio avviso sono un po’ logori. Per quanto riguarda la Roma, stimo molto il tecnico, non ha straordinario materiale umano e già sta incidendo; è una squadra sul pezzo, che segue l’allenatore. La Juve è solida, forse le manca qualcosa a centrocampo, a me Locatelli non convince; Openda nell’ultimo terzo di campo ha velocità. Il Milan secondo me ha lavorato bene, lotterà per le prime posizioni”.