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DICHIARAZIONI

Lazio, Veron tuona: “Se non si è al passo dei desideri dei tifosi serve un passo indietro” (VD)

Juan Sebastian Veron, storico ex centrocampista della Lazio, in una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, ha parlato della situazione attuale in casa Lazio:

“Sono presidente di una squadra storica e importante come l’Estudiantes. Io mi sentirei male se il popolo si rivoltasse così contro di me. Bisogna ascoltare la gente. Capisco la necessità di amministrare i conti, ma il vero obiettivo deve essere inseguire i sogni. Se non ci sono i mezzi economici, è giusto farsi aiutare da nuovi investitori. Chiunque, dirigenti e giocatori, all’interno della Lazio, non possa stare al passo con i desideri dei tifosi, deve fare un passo indietro. Ricordo il calore dei laziali, vedere lo stadio vuoto è davvero impressionante”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, intorno ai giocatori più importanti va allestita una rosa competitiva. La società…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Motta non è in dubbio per il Parma. Credo si tornerà ad allenare già domani. Il suo è stato un rientro precauzionale per un fastidio lombare.

La preoccupazione generale non posso non condividerla. Finché non sarà la società stessa a tranquillizzarci sulla strategia, chiarendo che squadra verrà allestita, le perplessità rimarranno. Anche Sarri è molto curioso in base alla squadra che verrà fatta, dipenderà il suo futuro ma anche quello di diversi calciatori. Taylor ok, ma intorno ai giocatori più importanti va allestita una squadra competitiva. Capitolo rinnovi? Sono stati rinviati a maggio, quindi a fine campionato”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, la difesa torna di ferro ma è in bilico: 14 porte inviolate e tante incognite sul futuro

Bene dietro ma interpreti in scadenza: le ultime sui possibili partenti.

Finestra invernale e infortuni lo hanno privato degli incontristi Guendouzi, Vecino, Rovella e Basic, ma Sarri prosegue imperterrito a erigere una diga che ormai sa tanto di marchio di fabbrica. Mau, riporta Il Messaggero, riparte da 14 porte inviolate in Serie A, miglior dato delle prime dieci leghe europee dopo Porto (18), Inter (15) e Arsenal (15). Anche nella trionfale annata 2022/23 il segreto della Lazio fu una fase difensiva da urlo, tramutatasi nella porta più blindata del continente (21 gare) dopo quella di ter Stegen del Barcellona (26), un record storico per il club. Il secondo posto si costruì sulla quarta retroguardia meno battuta d’Europa dietro a blaugrana, Napoli e Lens.

Insieme a Marusic (rinnovato) e Casale (oggi del Bologna), i protagonisti della cavalcata e potenziali punti fermi per il futuro erano Provedel, Romagnoli, Gila, Patric e Lazzari, oltre al protettore della linea Cataldi e al gregario Basic (32 presenze). Da pilastri a incognite, oggi sono tutti in scadenza a giugno 2027. Come Gigot e
Pellegrini, approdati successivamente. L’altro comprimario Hysaj svuoterà l’armadietto già tra tre mesi.

Al di là di Pedro (diviso tra ritiro a giugno e suggestione Tenerife) e Cancellieri (2027), conclude il quotidiano, tra le dodici pedine della rosa in scadenza da qui a un anno ben dieci sono i fedelissimi del tecnico dalla cintola in giù. Tre anni fa alzarono un muro da record, oggi attendono chiamate tardive o preparano virtualmente i bagagli.

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PROGETTO STADIO

Lazio, il progetto Flaminio al bivio: il nodo Soprintendenza sull’attuale struttura

Il coefficiente di giallo è alto sul fronte Lazio-Flaminio. Ed è legato a quello che manca — ma che allo stato «non può proprio mancare», spiega Federsupporter — nel plico del progetto presentato dal patron Claudio Lotito. Perché tra le migliaia di pagine del dossier che «vale» investimenti sull’area da quasi mezzo miliardo, oltre ai focus su mobilità e parcheggi, non c’è ancora l’elemento imprescindibile: il nesso col Piano di Conservazione legato al programma «Keeping it modern» della Getty Foundation, strumento che garantisce il prezioso sì della Soprintendenza e blinda la polivalenza, unica in Italia, del Flaminio.

Il Piano preserva l’attuale struttura, sotterranei, campi e piscina, inclusi i «vecchi merletti» del capolavoro del Brutalismo architettonico firmato Nervi. Ed è stato adottato dal Campidoglio con delibera di giunta del 2018. Ergo, il progetto si è spinto fino al bivio: o lo spirito polifunzionale dello stadio resta tale quale, ma chissà se è compatibile con le aspettative di Lotito; o tocca annullare la delibera per ripartire alla conquista del prezioso sì dei Beni Culturali. Corriere della Sera

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, ripresa con conto alla rovescia: semifinale lontana per Zac, domani esami verità

La Lazio riparte dagli allenamenti a Formello con l’obiettivo di ritrovare gradualmente tutti gli indisponibili, ma le attenzioni principali restano puntate su Mattia Zaccagni. Il capitano biancoceleste, fermo dopo il problema fisico rimediato nella sfida contro il Milan del 15 marzo, è atteso da nuovi controlli medici che dovranno chiarire con maggiore precisione l’evoluzione del recupero. 

Il quadro non lascia spazio a troppo ottimismo. Gli esami effettuati dopo l’infortunio avevano evidenziato una lesione muscolare di media entità alla coscia destra, con tempi di stop valutati attorno ai quaranta giorni. Un’assenza pesante per Maurizio Sarri, che continua a fare i conti con una delle pedine più importanti del suo sistema offensivo. 

Tra gli appuntamenti segnati in rosso nel calendario laziale c’è la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta, in programma il 22 aprile. Proprio questa data rappresenta il vero spartiacque nella corsa contro il tempo di Zaccagni, ma al momento il suo recupero per quella sfida viene considerato molto complicato. 

La Lazio non vuole correre rischi inutili e lo stesso giocatore sta proseguendo il lavoro con prudenza, alternando le terapie anche al lavoro in piscina. L’obiettivo resta quello di tornare a disposizione nel momento più utile possibile, ma forzare i tempi potrebbe compromettere il finale di stagione e aggravare una situazione che richiede invece cautela. Questa, oggi, è la linea più probabile a Formello. 

Mentre Cataldi, Basic e Gila coltivano speranze di rientro già per la sfida contro il Parma, il discorso legato a Zaccagni appare più complesso. Il tecnico biancoceleste aspetta gli esiti dei controlli per capire se esista davvero uno spiraglio oppure se sarà necessario programmare il ritorno del capitano più avanti. 

In questa fase, la priorità della Lazio è avere certezze. Zaccagni resta un punto di riferimento tecnico e carismatico, ma il suo rientro non può prescindere da condizioni fisiche pienamente ristabilite. Il conto alla rovescia continua, anche se la Coppa, almeno per ora, sembra allontanarsi. Il Corriere dello Sport.

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Lazio, pilastro Marusic: nessuno come lui per minutaggio, è uno dei pupilli di Sarri

Tra i calciatori biancocelesti in scadenza, il montenegrino è l’unico che ha firmato il nuovo contratto.

Con i novanta minuti di Bologna ha superato Ivan Provedel: 2.660 contro 2.610, riporta Il Messaggero. E siccome il portiere ha chiuso – purtroppo – in anticipo la sua stagione, Adam Marusic è praticamente irraggiungibile. Nona annata alla Lazio per l’esterno montenegrino, un pilastro. Punto fermo dentro la truppa di Maurizio Sarri (347 presenze totali, 16 gol e 18 assist) che non riesce mai a privarsi di lui. E Adam ha sempre risposto presente: solito temperamento, solita grinta e concentrazione massima per onorare la maglia biancoceleste. Le 31 presenze stagionali tra campionato e Coppa Italia (solo contro il Torino per un problema muscolare e contro la Fiorentina perché squalificato non ha giocato) non sono un caso. Sono la fotografia di quanto il Comandante si fidi di uno dei suoi pupilli, uno di quelli che lo hanno accompagnato nella prima esperienza a Formello e che lo stanno scortando in questa seconda scampagnata biancoceleste.

In mezzo ai 12 calciatori biancocelesti che sono in scadenza oppure che potrebbero salutare a zero nel 2027, conclude il quotidiano, l’unico che ha messo nero su bianco sul nuovo contratto è stato Adam: accordo trovato fino al 30 giugno del 2028 con opzione per una ulteriore stagione. Una firma a vita praticamente perché alla chiusura di questo lungo ciclo avrà 37 anni e difficilmente avrà la voglia di continuare. Il tempo per pensare al post ci sarà, non c’è nessuna fretta, ma una personalità del genere potrebbe sicuramente tornare utile in società, quando sarà il momento. Intanto domani sera tornerà in campo con la sua nazionale: nella prima uscita è andato in tribuna solamente per via del turnover che è normale nelle amichevoli. Contro la Slovenia toccherà la presenza numero 69 (5 le reti) con la casacca del Montenegro. Anche in questo caso un pilastro.

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Lazio, Pedro ultimi due mesi per lasciare ancora il segno

Un campione che in estate saluterà la Capitale e che vuole chiudere in bellezza in biancoceleste.

Pedro punta a concludere in bellezza la sua avventura in Italia, il suo contratto scadrà il 30 giugno. Mancano due mesi al termine del campionato, prepara nuovi colpi per lasciare il segno nella fase finale della stagione. Sarri, evidenzia il Corriere dello Sport, dovrà decidere come gestirlo soprattutto nel periodo con Zaccagni fuori dai giochi. Pedro spera di recuperare una condizione top per dimostrare di poter ancora incidere con la sua classe. In questo campionato ha segnato 3 gol contro Fiorentina, Genoa e Juventus, li ha realizzati tutti nel giro di un mese, da inizio gennaio a inizio febbraio. Due calci di rigore perfetti (contro i viola con freddezza in pieno recupero) più il timbro di sinistro siglato nella trasferta di Torino, sbloccata nel primo tempo proprio grazie alla sua conclusione. Pedro non molla, cerca di convincere Sarri a concedergli altre opportunità, ha la testa e l’esperienza per aiutare la Lazio nei momenti delicati, al netto di un ruolo molto più dispendioso rispetto alla casella occupata con Baroni nella scorsa stagione. Da trequartista del 4-2- 3-1, in appoggio del centravanti, era costretto a meno corse e rincorse.

A Bologna, conclude il quotidiano, ha raggiunto la simbolica cifra delle 200 partite con la Lazio, gliene mancano 6 per pareggiare la quota delle gare disputate con il Chelsea (206), attualmente secondo club per numero di presenze in carriera. Il Barcellona è l’unica squadra staccata con 321 match complessivi. A quasi 39 anni è convinto di poter continuare a stupire, le sue giocate rimangono un regalo da scartare da qui a fine maggio.

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Lazio, Gigot spera nella prima chiamata: il futuro è comunque lontano da Roma

Il francese è nella lista del campionato, dunque convocabile e utilizzabile.

Fermo dall’estate per un problema ad una caviglia, operato a settembre: è stata lunga la riabilitazione di Gigot e, riporta il Corriere dello Sport, questa pausa potrebbe rilanciarlo. Il francese è nella lista del campionato, dunque convocabile e utilizzabile. Finora non è mai stato chiamato da Sarri, non è escluso che la convocazione arrivi nelle prossime partite. Sarebbe un centrale in più.

Gigot è in scadenza nel giugno 2027, partirà in estate. Almeno ci spera. La società, si legge, spera che trovi un po’ di spazio per poterlo piazzare nella prossima finestra. Gigot era arrivato in prestito oneroso da 500 mila euro, più riscatto obbligatorio per altri 500 mila euro e premi per un totale di 3,2 milioni. In tutto 4,2 milioni. Una parte di questi soldi si proverà a recuperarla.

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Lazio, Isaksen e Tavares: il rilancio di Sarri ed i riflessi sul mercato

Nuno e Gustav sono tornati centrali nella Lazio, almeno nel blocco di riferimento.

Sarri ha cambiato rotta da gennaio: ha riconsegnato il posto a Tavares e ha interrotto l’alternanza tra Isaksen e Cancellieri. Nuno e Gustav sono tornati centrali nella Lazio, almeno nel blocco di riferimento che adesso prova a difendere l’ottavo posto in classifica conquistato a Bologna e a centrare un trionfo inaspettato in Coppa Italia. Il loro posto da titolare non è più in discussione. Sarri, sottolinea il Corriere dello Sport, è tornato a concedere fiducia con continuità a entrambi modificando o azzerando del tutto le gerarchie della fascia sinistra difensiva e di quella destra nel tridente d’attacco. Li aveva messi un po’ ai margini, li ha rilanciati nelle ultime giornate e ora, visto soprattutto il rendimento in netta crescita, difficilmente ci rinuncerà. Isaksen e Tavares soltanto a gennaio erano in bilico, potevano salutare Formello e invece nel giro di un mese sono tornati al centro del progetto tecnico biancoceleste.

Il doppio rilancio, si legge, potrebbe portare anche a nuove riflessioni di mercato. Di questo passo aumenteranno gli interessi sul loro conto, la Lazio è chiamata a valutare ogni offerta scegliendo chi confermare e chi vendere per aumentare il budget a disposizione in estate o in vista di eventuali cessioni per acquisti (saldo zero). Tavares e Isaksen, a prescindere, adesso rappresentano due pedine preziose in campo e in estate per eventuali trattative che potrebbero aprirsi. Molto dipenderà dalle proposte che verranno recapitate a Formello.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Italia superiore alla Bosnia, ma serve scendere bene in campo. Zac? Penalizzato dal modulo di Gattuso” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“L’Italia è superiore alla Bosnia, poi dipende sempre da come giochi e da come scendi in campo. Credo che la vittoria di giovedì abbia dato un po’ più di consapevolezza, ha tolto un po’ di negatività. Domani lo stadio sarà dalla loro; non ci dovrà essere frenesia, ma grande attenzione.

Formazione? Inizlmente servirà anche leadership, spirito di gruppo; poi c’è da tenere conto che a gara in corso serviranno calciatori pronti e Esposito sai che è pronto in questi casi, Retegui non lo so che impatto può avere subentrando.

Infortunio a parte, Zaccagni non penso sarebbe stato titolare, questo modulo lo penalizza.

Chi scegliere dell’Under 21 per la Lazio? Ndour. Anche Koleosho, che preferisce partire da sinistra, ma può giocare pure a destra

Il livello della Serie A è calato da 15 anni a questa parte. Sono arrivati tanti stranieri che non fanno la differenza e non aiutano ad avere qualità”.