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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Mattei: “Termini di Lotito gravi. Sarà un’estate di cessioni, scommesse e di giocatori che non vorranno restare” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

L’argomento prossimo allenatore da zero a dieci mi interessa -5, perché non è mai stato un problema. Qui il problema è uno solo da 22 anni. C’è stato detto, pochi giorni fa, che tra 3-4 anni la Lazio varrà oltre tre miliardi. Faccio presente che l’Arsenal ne vale tre e qualcosa, il Paris quattro. Quindi, il messaggio che si fa passare è che la Lazio varrà quanto le finaliste di Champions League.

Voglio proprio vedere se domani sera, nel corso di Lazio-Pisa, le televisioni avranno il coraggio e la volontà di spiegare ai propri telespettatori la reale situazione che c’è nella Lazio. Oppure se si soffermeranno esclusivamente su aspetti tecnico-tattici che non hanno più nessun interesse. Un conto è dire o scrivere alcune cose, un altro è intraprendere una battaglia mediatica e pubblica. I termini utilizzati dal presidente della Lazio due giorni fa sono gravi.

Parere della commissione sul prossimo mercato solo a fine giugno? Una cosa è certa, sarà un’estate ancora più calda, con tanti nomi fatti. Ma la cosa più importante è capire chi vorrà restare, quale contratto potrà essere rinnovato. Prima ci saranno le cessioni e successivamente l’arrivo di scommesse, di ragazzi di 20 anni scoperto in Polonia. Poi qualcuno si sorprende se la Lazio si piazza al nono posto. Senza considerare la reazione di alcuni giocatori, sotto contratto fino al 2027, alle parole di Lotito sul loro conto”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE …’ – Lazio, Cardone: “Triennio deriva. Zaccagni? Futuro incerto. E l’allenatore…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Thiago Motta è destinato a scegliere una panchina all’estero. Per Palladino un sondaggio c’è stato, lui ha dato la sua disponibilità. Poi c’è la stima di Lotito nei confronti di Conceicao e Gattuso, e quella di Fabiani per Pisacane. Ieri Almeyda ha firmato per il Monterrey

Mi affiderei ad un ex Lazio, che allo stesso tempo è un valido tecnico, come Conceicao. Sogno una Lazio con Signori presidente di ‘garanzia’.

Per la permanenza di Zaccagni non ci sono più le certezze di un tempo.

Qui si parla di una coppia d’attacco Ratkovic-Sebastiano Esposito. Se la Lazio va verso Pisacane, uno dei calciatori a cui è più legato l’allenatore, anche perché è forte, è proprio Esposito. Questo quindi diventa uno scenario possibile.

Le parole di Fabiani? Bisogna capire se lui considera questa stagione un fallimento o meno. A questo punto tutto è relativo. L’ultimo triennio è fatto da un settimo posto, un altro settimo posto e poi quello attuale, che balla dal nono all’undicesimo. Erano anni che la Lazio non aveva una media così bassa. E spesso prima la Coppa Italia ha salvato le stagioni. Negli ultimi anni la deriva delle posizioni in classifica”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, lo Stoccarda alza il prezzo di Demirovic: Lotito e Fabiani sperano nel rilancio di Ratkov

Per lui dodici reti in venticinque partite di Bundesliga.

Un nome nuovo spuntato in Germania. Costoso, probabilmente troppo. È stato accostato Ermedin Demirovic, attaccante
dello Stoccarda e della nazionale bosniaca. Era in campo nella finale dei playoff che ha condannato l’Italia alla terza esclusione di fila
dai mondiali. Classe 1998, 28 anni compiuti il 25 marzo. In questa stagione – condizionata da un infortunio al piede che l’ha tenuto ai box tra ottobre e dicembre – ha segnato quindici reti in trentasette presenze. Sono state dodici in venticinque partite di Bundesliga. Con lo Stoccarda, in totale, dal 2024 ha totalizzato trentadue gol in ottantasei gare. Su di lui, riporta il Corriere dello Sport, c’è anche il forte interesse del Leeds, ecco perché i tedeschi non avrebbero nessuna intenzione di cederlo a un prezzo di “favore”. Anzi, stando a quanto riportato dai media tedeschi, la richiesta sarebbe di circa trenta milioni di euro. Una cifra che automaticamente lo metterebbe fuori dalla portata della Lazio (è stato scritto del possibile inserimento di contropartite tecniche per abbassare il costo del cartellino).


Con l’addio di Sarri, tra l’altro, Lotito e Fabiani sperano che in attacco possa essere rilanciata la candidatura di Ratkov, acquistato a gennaio dal Salisburgo per quattordici milioni. Un investimento pesante, lontanissimo dalle caratteristiche richieste dal Comandante. La conseguenza: soli 228 minuti distribuiti in otto apparizioni. Nelle ultime settimane, conclude il quotidiano, diverse squadre della Bundes si sarebbero interessate. L’arrivo di un nuovo allenatore può cambiare le carte in tavola e le considerazioni sul serbo, questa almeno è l’augurio di presidente e ds biancocelesti.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, sollievo Motta ma chiuderà la stagione Furlanetto. Provedel futuro in dubbio e Mandas…

In estate la Lazio valuterà la situazione relativa ai portieri e il piano in vista del prossimo anno.

L’infortunio di Motta, riporta il Corriere dello Sport, è meno grave del previsto, a prescindere però dovrebbe saltare l’ultima giornata con il Pisa. Furlanetto rimane favorito per la titolarità di domani sera. Motta, dovesse ribadire il forfait, chiuderà la propria stagione con 11 presenze in biancoceleste: la prima all’Olimpico contro il Sassuolo, l’ultima nella finale di Coppa Italia. Il classe 2005, lunedì mattina, riceverà il Premio Ussi presso il Circolo Canottieri Aniene.

In estate, si legge, la Lazio valuterà la situazione relativa ai portieri e il piano in vista del prossimo anno. Provedel, arrivato a dodici mesi dalla scadenza, potrebbe finire all’Inter come nuovo dodicesimo di Chivu. La società, conclude il quotidiano, spera che Mandas, ceduto in prestito al Bournemouth a gennaio, venga riscattato nonostante il greco non sia riuscito nemmeno a debuttare in Premier League.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, a destra numeri da rivedere: Cancellieri e Isaksen sul mercato

Nemmeno insieme sono arrivati in doppia cifra: 5 reti il danese, 4 l’ex Parma.

Conti in sospeso sulla destra. Conti in rosso, quelli realizzativi: 9 gol in due, diventerebbero sufficienti soltanto sommandoli. Alternanza continua tra Isaksen e Cancellieri, ha comportato una titubanza costante. Senza risultati convincenti. Nemmeno insieme sono arrivati in doppia cifra: 5 reti il danese, 4 l’ex Parma, si sono spartiti il minutaggio e le gioie (le delusioni) sotto porta. Serve di più sulla fascia destra, che si tratti di un upgrade di chi rimarrà in rosa o della ricerca sul mercato di un’ala alternativa. In estate, riporta il Corriere dello Sport, si ascolteranno le offerte che verranno recapitate, tra i due partirà quello che riceverà una proposta migliore. Si tratta più di una questione economica, legata a una possibile plusvalenza, rispetto a un gradimento tecnico della società e di quello che diventerà il nuovo allenatore biancoceleste.

Il vero problema dei loro numeri – facendo un veloce recap – è che non sono così distanti dai record personali. Anzi, entrambi chiuderanno la stagione in corso con il primato in Serie A. Isaksen, conclude il quotidiano, ne aveva fatti 3 nel 2023-2024 (l’anno del debutto in Italia) e 4 nel 2024-2025. Numeri addirittura in crescendo. Cancellieri, da parte sua, ha eguagliato il bottino dei dodici mesi con la maglia dell’Empoli (4 nel 2023-2024). In prestito con il Parma, invece, era arrivato a quota 3 nel 2024-2025. Un rendimento che spingerà la Lazio a riflessioni attente, con la necessità e la volontà di considerarli tra le prime pedine cedibili.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, il punto più basso degli ultimi dieci anni. Dato che potrebbe peggiorare dopo la sfida col Pisa

Stagione da dimenticare, che terminerà domani all’Olimpico contro i toscani.

Sarri aveva chiesto alla squadra uno scatto nel girone di ritorno. Un traguardo preciso, quasi simbolico: arrivare a 30 punti nella seconda metà del campionato. Non succederà, anche battendo il Pisa all’ultima giornata la Lazio si fermerebbe a quota 29. Il rendimento è comunque leggermente migliore rispetto al girone d’andata, chiuso con appena 25 punti. Ma resta troppo poco per una squadra che soltanto un anno fa sognava la Champions League. Il dato più pesante, riporta il Corriere dello Sport, riguarda però la classifica complessiva. Vincendo contro il Pisa, la Lazio chiuderebbe il campionato a 54 punti. Una quota che riporta immediatamente alla stagione 2015/16, una delle più deludenti dell’era Lotito, conclusa all’ottavo posto tra contestazioni, cambi di allenatore (da Pioli a Simone Inzaghi, più il caos Bielsa estivo) e un ambiente completamente sfaldato.

Ma il quadro, conclude il quotidiano, potrebbe persino peggiorare. Perché se la Lazio non dovesse battere il Pisa, bisognerebbe tornare addirittura al 2008/09 per trovare un finale peggiore. Quell’anno i biancocelesti chiusero a 50 punti e al decimo posto, in una stagione salvata soltanto dalla vittoria della Coppa Italia contro la Sampdoria. Questa volta, invece, non c’è nemmeno un trofeo a rendere meno amaro il bilancio.

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ESCLUSIVE

‘SVB – Maffei: “Lazio, anno peggiore di questa gestione. I saluti di Sarri? Mi aspetto bagarre con Lotito” (AUDIO)

FABRIZIO MAFFEI in collegamento a ‘NMM’

“Sono in preda allo scoramento più totale. Non cerco notizie sulla Lazio per timore di trovare ciò che poi effettivamente troviamo. Dichiarazioni, accuse al pubblico: perché mi debbo avvelenare il sangue? Tanto so che non cambierà, non ci sarà un passo avanti, un miglioramento. Non ho armi, argomenti. Sono come un pugile suonato al centro del ring, che cerca le corde su cui appoggiarsi. E le corde sono la speranza, ma credo siano corde cedevoli, come le tocchi vai giù dal ring.

Al di là dell’aspetto meramente tecnico, della posizione di classifica che non dovrebbe competere alla Lazio, è un anno orribile, l’anno peggiore di questa società.

Lui in testa ha un progetto, che continua a sbandierare, che dovrebbe prevedere un salto di qualità nel 2027, ma sono solo parole anche queste. Non c’è mai un fatto. Sono parole volte ad illudere, la comunicazione è questa. Chiede pazienza, più di quella che abbiamo avuto?

Chi pensa che con Sarri ci sarà un saluto con tanto di stretta di mano, è fuori strada. Mi aspetto bagarre, sono due personaggi molto decisi. Analizzando la stagione, dobbiamo dire che con tutti i problemi che ci sono stati, una responsabilità se la deve prendere anche il tecnico al netto, ripeto, delle difficoltà e degli infortuni; quest’anno la Lazio non mi è piaciuta, se non in rare occasioni. In finale di Coppa Italia ci siamo consegnati. Ma riconosco a Sarri la capacità di aver tenuto il timone dritto, poi della rotta si può anche parlare.

Quello che si sta verificando a Roma, sponda Lazio, è assolutamente un problema sociale”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Lazio, Rambaudi: “Lotito non può far finta di niente. Parla del coraggio dei calciatori, lui ha una strategia da zero a zero” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Lotito non può far finta di niente. Gli imprenditori ragionano sì sui numeri, ma devono sapere che nel calcio 1+1 non fa sempre 2: ci vuole spirito imprenditoriale, ma anche empatia per i tifosi. Parla di mancanza di coraggio dei calciatori, ma è lui in primis ad avere una strategia da zero a zero.

Nella vita, come nel calcio, servono emozioni. Mi auguro che qualcuno possa aprirgli una visuale diversa della vita. Lui attacca per non essere attaccato, non sa stare al confronto. Non mi piace il fatto di sapere che si comincerà un anno anche peggio dell’ultimo”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, annata da dimenticare per Dia: addio al Mondiale

Era uno dei nomi in bilico, poi è stato escluso da Thiaw.

L’attaccante non è stato inserito tra i convocati per il Mondiale: escluso da Thiaw, che ha depennato il suo nome dalla lista. Era uno di quelli in bilico: già in Coppa d’Africa, con il Senegal arrivato fino alla finale con il Marocco, l’attaccante biancoceleste era stato schierato per soli 37 minuti (una presenza nel girone contro il Sudan). L’ultimo gol in nazionale, sottolinea il Corriere dello Sport, risale all’11 ottobre 2024. Dia ha pagato la pessima annata con la maglia del club: 2 reti in 29 partite totali, in campionato con il Verona ad agosto, in Coppa Italia con l’Atalanta a marzo. Troppo poco per convincere il ct del Senegal.

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DICHIARAZIONI

L’addio di Pedro: “Mi pesa lasciare questa maglia. Auguro il meglio a tutti voi e alla Lazio”. Lotito: “Un onore” (VIDEO)

Il campione spagnolo ha salutato ieri i compagni di squadra e tutto il team con una festa.

“È una giornata speciale, un giorno un po’ triste perché finisce qui la mia storia alla Lazio ma allo stesso tempo felice perché sono molto contento di essere qui con tutti voi. Ho condiviso tutti questi anni insieme a voi ragazzi, e mi avete sempre trattato nel migliore dei modi possibili. Mi avete fatto sentire molto importante e questo per me vale tantissimo. Auguro sempre il meglio a tutti voi e alla Lazio. Grazie per essere qui, ai familiari e a ognuno di voi: per me è davvero molto speciale.

Non voglio parlare troppo, ma auguro il meglio a questa famiglia. Sono sicuro che resterà sempre qualcosa di mio anche qui. Ho avuto la fortuna di vivere tanto questa maglia e lasciarla mi pesa. Però me ne vado con la testa alta, perché ho dato tutto. Mi avete sempre fatto sentire un giocatore importante, e questa per me è una famiglia vera. Sento tanto rispetto e tanta stima per questo gruppo. La festa adesso non finisce, inizia. C’è anche da ballare. Grazie a tutti quelli che hanno organizzato questa serata. Spero che vi stiate godendo questo momento insieme a me. Grazie mille a tutti e forza Lazio”.

Le parole del Presidente Lotito alla festa di Pedro: “Per me è un onore essere qui oggi. Ho voluto testimoniare la mia presenza per onorare un campione che rappresenta la storia del calcio e che incarna un modello di vita e un modello sportivo. Vorrei che tutto questo restasse impresso nei nostri cuori, perché Pedro deve essere un esempio per tutti. Non l’ho mai sentito alzare la voce, non gli ho mai visto un atteggiamento sbagliato. È sempre stato il primo ad andare in campo ad allenarsi, e il risultato si è visto: ha sempre giocato con la testa, dimostrando che il calcio ha bisogno di intelligenza prima ancora che di tecnica.

Essere qui stasera è un onore, perché testimonio la mia vicinanza a un grande campione, a una persona che è campione anche nella vita. Pedro è un esempio di dedizione, di determinazione, della voglia di non fermarsi mai. È stato un punto di riferimento, sempre in silenzio, senza mai alzare la voce. Ha tracciato un percorso importante alla Lazio, anche nei momenti più difficili, e lo ha fatto con coraggio, dimostrando che con il sacrificio, le capacità, lo spirito di gruppo e la voglia di vincere si possono raggiungere risultati straordinari. Lo ha testimoniato vincendo tantissimi trofei in carriera. Grazie per quello che hai fatto e per quello che hai dato alla Lazio. Grazie a tutti voi, buona serata. Scusatemi, purtroppo ho un’altra cena meno piacevole”.

Di seguito le parole nella sua lettera d’addio“Oggi è un giorno molto triste per me perché dico addio a questo bel percorso e alla splendida famiglia laziale. Vorrei ringraziare tutti i tifosi, i calciatori, gli allenatori e tutta la società, dipendenti e collaboratori compresi, per avermi permesso di far parte della storia gloriosa di questo club.

È vero che non ho portato trofei a questa che considero una casa meravigliosa, ma ho sempre difeso questa maglia con coraggio, umiltà, ambizione e passione, insieme ai miei compagni di squadra. Sono sicuro che presto si festeggerà qualcosa di importante con questi grandi uomini e calciatori. Ogni volta che entravo in campo ho alzato lo sguardo, ammirando fiero il nostro popolo.