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RASSEGNA STAMPA

Lazio, oggi 8 nazionali in campo: gli impegni dei biancocelesti

Oggi ultimi impegni per i laziali impegnati in Nazionale, poi il rientro nella Capitale.

Otto calciatori in campo. Oggi, sottolinea il Corriere dello Sport, giocheranno tutti i nazionali di Sarri. Motta, chiamato dall’Italia Under 21, è l’unico già tornato alla base. La partita più importante è sicuramente quella dei danesi biancocelesti, in palio c’è la qualificazione ai Mondiali: Provstgaard, come Isaksen, è atteso stasera (20.45) dalla sfida decisiva contro la Repubblica Ceca.


Amichevoli per quasi tutti gli altri. Hysaj affronterà l’Ucraina con la sua Albania (ore 20.45). Il Montenegro di Marusic con la Slovenia (alle 18), la Nigeria di Dele-Bashiru con la Giordania (14), il Senegal di Dia con il Gambia (21), la Serbia di Ratkov con l’Arabia Saudita (18). Przyborek e la Polonia U19 contro la Serbia.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio, si cerca di nascondere il problema, mancano i soldi. Il piano quinquennale…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Il piano quinquennale doveva essere annunciato giorni fa, non vorrei venisse svelato il primo aprile. Lotito non è laziale e non ha nulla di laziale, ecco perché parla in quel modo della storia del club. Per lui la Lazio è nata nel 2004.

Io penso che da qui alla fine del campionato sarà così: stadio deserto, o quasi. Si chiede a 30mila persone che hanno pagato l’abbonamento e ad altre che pagano il biglietto, di fare un passo indietro quando il presidente non lo fa. Credo quindi che si andrà avanti in questo modo e io sono con i tifosi. Se il presidente non vuole fare niente, accetterà poi le conseguenze, anche economiche, di questa assenza. Se a Formello pensano che ci saranno ancora 30mila abbonati, si sbagliano.

Il problema è soltanto uno, anche se si cerca di nasconderlo: mancano i soldi. Il presidente è più interessato alla politica, poi se la Lazio arriva settima o ottava non gli cambia nulla, purché si galleggi”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, intorno ai giocatori più importanti va allestita una rosa competitiva. La società…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Motta non è in dubbio per il Parma. Credo si tornerà ad allenare già domani. Il suo è stato un rientro precauzionale per un fastidio lombare.

La preoccupazione generale non posso non condividerla. Finché non sarà la società stessa a tranquillizzarci sulla strategia, chiarendo che squadra verrà allestita, le perplessità rimarranno. Anche Sarri è molto curioso in base alla squadra che verrà fatta, dipenderà il suo futuro ma anche quello di diversi calciatori. Taylor ok, ma intorno ai giocatori più importanti va allestita una squadra competitiva. Capitolo rinnovi? Sono stati rinviati a maggio, quindi a fine campionato”.

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Lazio, la difesa torna di ferro ma è in bilico: 14 porte inviolate e tante incognite sul futuro

Bene dietro ma interpreti in scadenza: le ultime sui possibili partenti.

Finestra invernale e infortuni lo hanno privato degli incontristi Guendouzi, Vecino, Rovella e Basic, ma Sarri prosegue imperterrito a erigere una diga che ormai sa tanto di marchio di fabbrica. Mau, riporta Il Messaggero, riparte da 14 porte inviolate in Serie A, miglior dato delle prime dieci leghe europee dopo Porto (18), Inter (15) e Arsenal (15). Anche nella trionfale annata 2022/23 il segreto della Lazio fu una fase difensiva da urlo, tramutatasi nella porta più blindata del continente (21 gare) dopo quella di ter Stegen del Barcellona (26), un record storico per il club. Il secondo posto si costruì sulla quarta retroguardia meno battuta d’Europa dietro a blaugrana, Napoli e Lens.

Insieme a Marusic (rinnovato) e Casale (oggi del Bologna), i protagonisti della cavalcata e potenziali punti fermi per il futuro erano Provedel, Romagnoli, Gila, Patric e Lazzari, oltre al protettore della linea Cataldi e al gregario Basic (32 presenze). Da pilastri a incognite, oggi sono tutti in scadenza a giugno 2027. Come Gigot e
Pellegrini, approdati successivamente. L’altro comprimario Hysaj svuoterà l’armadietto già tra tre mesi.

Al di là di Pedro (diviso tra ritiro a giugno e suggestione Tenerife) e Cancellieri (2027), conclude il quotidiano, tra le dodici pedine della rosa in scadenza da qui a un anno ben dieci sono i fedelissimi del tecnico dalla cintola in giù. Tre anni fa alzarono un muro da record, oggi attendono chiamate tardive o preparano virtualmente i bagagli.

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Lazio, pilastro Marusic: nessuno come lui per minutaggio, è uno dei pupilli di Sarri

Tra i calciatori biancocelesti in scadenza, il montenegrino è l’unico che ha firmato il nuovo contratto.

Con i novanta minuti di Bologna ha superato Ivan Provedel: 2.660 contro 2.610, riporta Il Messaggero. E siccome il portiere ha chiuso – purtroppo – in anticipo la sua stagione, Adam Marusic è praticamente irraggiungibile. Nona annata alla Lazio per l’esterno montenegrino, un pilastro. Punto fermo dentro la truppa di Maurizio Sarri (347 presenze totali, 16 gol e 18 assist) che non riesce mai a privarsi di lui. E Adam ha sempre risposto presente: solito temperamento, solita grinta e concentrazione massima per onorare la maglia biancoceleste. Le 31 presenze stagionali tra campionato e Coppa Italia (solo contro il Torino per un problema muscolare e contro la Fiorentina perché squalificato non ha giocato) non sono un caso. Sono la fotografia di quanto il Comandante si fidi di uno dei suoi pupilli, uno di quelli che lo hanno accompagnato nella prima esperienza a Formello e che lo stanno scortando in questa seconda scampagnata biancoceleste.

In mezzo ai 12 calciatori biancocelesti che sono in scadenza oppure che potrebbero salutare a zero nel 2027, conclude il quotidiano, l’unico che ha messo nero su bianco sul nuovo contratto è stato Adam: accordo trovato fino al 30 giugno del 2028 con opzione per una ulteriore stagione. Una firma a vita praticamente perché alla chiusura di questo lungo ciclo avrà 37 anni e difficilmente avrà la voglia di continuare. Il tempo per pensare al post ci sarà, non c’è nessuna fretta, ma una personalità del genere potrebbe sicuramente tornare utile in società, quando sarà il momento. Intanto domani sera tornerà in campo con la sua nazionale: nella prima uscita è andato in tribuna solamente per via del turnover che è normale nelle amichevoli. Contro la Slovenia toccherà la presenza numero 69 (5 le reti) con la casacca del Montenegro. Anche in questo caso un pilastro.

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Lazio, Pedro ultimi due mesi per lasciare ancora il segno

Un campione che in estate saluterà la Capitale e che vuole chiudere in bellezza in biancoceleste.

Pedro punta a concludere in bellezza la sua avventura in Italia, il suo contratto scadrà il 30 giugno. Mancano due mesi al termine del campionato, prepara nuovi colpi per lasciare il segno nella fase finale della stagione. Sarri, evidenzia il Corriere dello Sport, dovrà decidere come gestirlo soprattutto nel periodo con Zaccagni fuori dai giochi. Pedro spera di recuperare una condizione top per dimostrare di poter ancora incidere con la sua classe. In questo campionato ha segnato 3 gol contro Fiorentina, Genoa e Juventus, li ha realizzati tutti nel giro di un mese, da inizio gennaio a inizio febbraio. Due calci di rigore perfetti (contro i viola con freddezza in pieno recupero) più il timbro di sinistro siglato nella trasferta di Torino, sbloccata nel primo tempo proprio grazie alla sua conclusione. Pedro non molla, cerca di convincere Sarri a concedergli altre opportunità, ha la testa e l’esperienza per aiutare la Lazio nei momenti delicati, al netto di un ruolo molto più dispendioso rispetto alla casella occupata con Baroni nella scorsa stagione. Da trequartista del 4-2- 3-1, in appoggio del centravanti, era costretto a meno corse e rincorse.

A Bologna, conclude il quotidiano, ha raggiunto la simbolica cifra delle 200 partite con la Lazio, gliene mancano 6 per pareggiare la quota delle gare disputate con il Chelsea (206), attualmente secondo club per numero di presenze in carriera. Il Barcellona è l’unica squadra staccata con 321 match complessivi. A quasi 39 anni è convinto di poter continuare a stupire, le sue giocate rimangono un regalo da scartare da qui a fine maggio.

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Lazio, Gigot spera nella prima chiamata: il futuro è comunque lontano da Roma

Il francese è nella lista del campionato, dunque convocabile e utilizzabile.

Fermo dall’estate per un problema ad una caviglia, operato a settembre: è stata lunga la riabilitazione di Gigot e, riporta il Corriere dello Sport, questa pausa potrebbe rilanciarlo. Il francese è nella lista del campionato, dunque convocabile e utilizzabile. Finora non è mai stato chiamato da Sarri, non è escluso che la convocazione arrivi nelle prossime partite. Sarebbe un centrale in più.

Gigot è in scadenza nel giugno 2027, partirà in estate. Almeno ci spera. La società, si legge, spera che trovi un po’ di spazio per poterlo piazzare nella prossima finestra. Gigot era arrivato in prestito oneroso da 500 mila euro, più riscatto obbligatorio per altri 500 mila euro e premi per un totale di 3,2 milioni. In tutto 4,2 milioni. Una parte di questi soldi si proverà a recuperarla.

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Lazio, Isaksen e Tavares: il rilancio di Sarri ed i riflessi sul mercato

Nuno e Gustav sono tornati centrali nella Lazio, almeno nel blocco di riferimento.

Sarri ha cambiato rotta da gennaio: ha riconsegnato il posto a Tavares e ha interrotto l’alternanza tra Isaksen e Cancellieri. Nuno e Gustav sono tornati centrali nella Lazio, almeno nel blocco di riferimento che adesso prova a difendere l’ottavo posto in classifica conquistato a Bologna e a centrare un trionfo inaspettato in Coppa Italia. Il loro posto da titolare non è più in discussione. Sarri, sottolinea il Corriere dello Sport, è tornato a concedere fiducia con continuità a entrambi modificando o azzerando del tutto le gerarchie della fascia sinistra difensiva e di quella destra nel tridente d’attacco. Li aveva messi un po’ ai margini, li ha rilanciati nelle ultime giornate e ora, visto soprattutto il rendimento in netta crescita, difficilmente ci rinuncerà. Isaksen e Tavares soltanto a gennaio erano in bilico, potevano salutare Formello e invece nel giro di un mese sono tornati al centro del progetto tecnico biancoceleste.

Il doppio rilancio, si legge, potrebbe portare anche a nuove riflessioni di mercato. Di questo passo aumenteranno gli interessi sul loro conto, la Lazio è chiamata a valutare ogni offerta scegliendo chi confermare e chi vendere per aumentare il budget a disposizione in estate o in vista di eventuali cessioni per acquisti (saldo zero). Tavares e Isaksen, a prescindere, adesso rappresentano due pedine preziose in campo e in estate per eventuali trattative che potrebbero aprirsi. Molto dipenderà dalle proposte che verranno recapitate a Formello.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Italia superiore alla Bosnia, ma serve scendere bene in campo. Zac? Penalizzato dal modulo di Gattuso” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“L’Italia è superiore alla Bosnia, poi dipende sempre da come giochi e da come scendi in campo. Credo che la vittoria di giovedì abbia dato un po’ più di consapevolezza, ha tolto un po’ di negatività. Domani lo stadio sarà dalla loro; non ci dovrà essere frenesia, ma grande attenzione.

Formazione? Inizlmente servirà anche leadership, spirito di gruppo; poi c’è da tenere conto che a gara in corso serviranno calciatori pronti e Esposito sai che è pronto in questi casi, Retegui non lo so che impatto può avere subentrando.

Infortunio a parte, Zaccagni non penso sarebbe stato titolare, questo modulo lo penalizza.

Chi scegliere dell’Under 21 per la Lazio? Ndour. Anche Koleosho, che preferisce partire da sinistra, ma può giocare pure a destra

Il livello della Serie A è calato da 15 anni a questa parte. Sono arrivati tanti stranieri che non fanno la differenza e non aiutano ad avere qualità”.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Italia, Mirra: “Ora tutti tifosi, poi a riflettori spenti? Serve qualcuno che prenda in mano la situazione” (AUDIO)

VINCENZO MIRRA in studio durante ‘QUELLI CHE…’

“Dovevamo passare e siamo passati, con molta amarezza pensando che l’Italia, campione del mondo più volte, debba giocarsi le qualificazioni per il rotto della cuffia. Al Mondiale dobbiamo andarci assolutamente, lo diciamo sempre, ma nel frattempo non si fa niente per migliorare. Ora sono tutti tifosi, poi a riflettori spenti nessuno cambia le cose. Mi auguro che prima o poi qualcuno prenda in mano la situazione, per rivedere l’Italia come è sempre stata.

Due Mondiali bruciati e nessuno ha preso una decisione per migliorare? Tutto è rimasto invariato, rimarrai nell’anonimato. Se andremo ai Mondiali, martedì saranno tutti sul carro dei vincitori ma la situazione non migliorerà.

Non si lavora più sui fondamentali. E la tattica viene messa davanti alla fantasia. Io sono un fautore del settore giovanile, ora i giovani crescono senza le basi. Il 90% dei gol subiti arriva da errori di tattica individuale. Bisognerebbe ripartire da zero”.