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Lazio, Sarri in conferenza: “Taty, ora i gol semplici. Due punte se c’è equilibrio. Sugli infortunati e Basic…” (AUDIO)

 Il tecnico della Lazio Maurizio Sarri è intervenuto in conferenza stampa dallo stadio “Luigi Ferraris” per analizzare la sfida appena terminata contro il Genoa.

La soluzione dei due attaccanti può essere ripercorsa?
“Una situazione alternativa la è fin dall’inizio. Per quello che può valere il modulo. Quando giochi con questa applicazione e quando i quattro davanti fanno questo tipo di prestazione, giocare col vertice basso dei centrocampisti non penso faccia la differenza. E’ un’alternativa da tenere in forte considerazione se i quattro davanti possono fare il lavoro di oggi”.

Sei tornato a fare un po’ quello che faceva Baroni?
“Io questo modulo l’ho fatto dal 2002 al 2016 (sorride ndr). Ce lo dirà il tempo se questo è il nostro vestito migliore o no. La pericolosità offensiva però l’abbiamo espressa anche contro la Roma. Quattro-cinque palle-gol pulite le abbiamo avute. E’ un qualcosa che durante la stagione ci tornerà utile, se poi sarà il vestito che useremo di più o meno non te lo so dire”.

Castellanos può diventare il nuovo Luis Alberto?
“Sono più contento se fa gol semplici e lui ne può fare tanti. E’ un giocatore che a livello realizzativo può crescere. Stasera era una partita preparata per tirarlo fuori e far aprire gli spazi agli attaccanti esterni. E lui facendo così ha qualità per mandare in porta i compagni. E’ un giocatore forte di testa, forte in acrobazie e va alla conclusione con entrambi i piedi”.

Come stanno gli infortunati?
“Marusic sembra sia un risentimento su una vecchia cicatrice. In questo momento non lo sappiamo. Per Pellegrini è una piccola distorsione ma anche lì bisogna valutare. Vecino inizia a fare piccole parti di allenamento con il gruppo ma non era ancora pronto per scendere in campo. Penso sia più probabile dopo la sosta”.

E’ stato più difficile prepararla a livello psicologico o tattico?
“A livello psicologico sono stati i giocatori ad aiutare me perché hanno fatto una settimana di applicazione. Loro sono usciti dal derby meglio di me. A livello tattico ci avevamo già dedicato qualche allenamento e poi abbiamo fatto una full-immersion solo su quello”.

L’esclusione di Dele-Bashiru?
“Io e il direttore abbiamo fatto una riunione con i medici. Ci siamo fatti dare i tempi di recupero e chi aveva più tempo per recuperare era Dele-Bashiru e in attesa che guarisca vedremo chi inserire”.

Un pensiero su Furio Focolari.
“So che era uno di noi e facciamo le condoglianze, mie, del direttore e del presidente, alla famiglia. Perché se n’è andato uno di noi”.

Basic?
“L’ho visto bene e mi fa piacere. Quando a fine agosto abbiamo fatto le liste gli ho detto che finiva fuori lista ma non fuori rosa. Aveva ampia possibilità di rientrare. E’ successo, mi fa piacere soprattutto la risposta del ragazzo. Non ha mai mollato”.

Quanto è vicino la sua Lazio?
“Anche stasera è una squadra che ha alternato accelerazione, verticalizzazione e momenti di palleggio”.

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Lazio, Sarri in conferenza: “Anarchia e superficialità i nostri limiti. Mi fa male, spero anche alla squadra” (AUDIO)

Le parole di Maurizio Sarri in conferenza stampa, al termine del derby.

Solo sull’azione di Tavares si è perso il derby?

“Penso di sì. Fino a quel momento non avevamo concesso nemmeno dei tiri in porta. Eravamo stai pericolosi in due-tre occasioni, con Rovella, Guendouzi, Romagnoli. Poi abbiamo sbandato per dieci minuti dopo il gol e ripreso in mano la partita. Abbiamo sbagliato a quattro-cinque palle gol nitide. Ci rimane un grande rammarico, per la seconda partita consecutiva abbiamo concesso pochissimo e perso per banalità e superficialità, è il nostro limite in questo momento, oggi sembravamo anche più pericolosi del solito. Sul gol non siamo riusciti a uscire sulla sinistra e abbiamo insistito. Non contenti poi ci mettiamo anche due espulsioni. Il limite di questa squadra è evidente, ci dobbiamo togliere di dosso anarchia, superfiiclità e banalità. Così diventa difficile”.

Che ripercussione può avere il derby perso?

“La ripercussione è materiale, non mentale. Domenica contro il Genoa abbiamo un solo centrocampista a disposizione. Perdere un derby a me fa male, poi ti giri guardi la tribuna, la Curva e pensi che hai deluso un popolo. Spero faccia male anche ai giocatori”.

Gli obiettivi sono da rivedere?

“Può darsi che riusciamo a risolvere i nostri problemi, come anche no. Ho fatto giocare attaccanti di movimento per far inserire i centrocampisti, e così è successo. O si impara a giocare più così, sul piano della qualità pura qualcosa ci potrebbe mancare. Siamo comunque riusciti a tenere la partita equilibrata nonostante tutti gli episodi contrari”. 

Questa sembra non è essere la tua squadra, come se l’avessi presa in corsa…

“Queste sono tutte storie vere in parte. Io vado al Chelsea il 20 luglio, il campionato partiva il 9 agosto e ho fatto 13 risultati utili consecutivi, che è il record di un neo allenatore in Premier League. In certe situazioni non è stato così. Ci sono degli aspetti che questa squadra sta prendendo, come l’utilizzo dei centrocampisti. Il nostro vertice basso ha numeri da Jorginho, nella mia Lazio precedente non avevo questi dati. Ci stiamo anche appoggiando alle caratteristiche dei giocatori. Ancora non attacchiamo lo spazio con la giusta continuità, quando l’abbiamo fatto oggi siamo stati pericolosi. Qualcosa sta venendo fuori, la squadra per 70 minuti contro il Sassuolo non ha creato occasioni pericolose, contro la Roma sì. In quattro partite abbiamo subito quattro gol: uno da angolo, uno su punizione e uno oggi così. Ma stiamo concedendo poco. Vedo degli aspetti su cui insistere”.

Rovella? 

“Non era al 100%, l’azione in cui ha attaccato si era sviluppata in una maniera che poteva fare ben poco. Aveva dato la disponibilità a finire il primo tempo, spendere il secondo slot sarebbe stata dura da gestire fino alla fine. Il suo sembrava un fastidio a un piccolo tendine largo due millimetri, senza interesse a zone muscolari. Vediamo quello che viene fuori”.

Com’era il clima dentro lo spogliatoio?

“I giocatori sono sicuramente dispiaciuti a livello di gruppo, non vorrei che lo fossero solo per loro stessi, ma anche per i tifosi”. 

Chi può giocare a centrocampo a Genova? Chi è adattabile?

“A due secondo me nessuno. Vediamo in settimana, qualcosa bisogna fare”. 

Reinserire in lista Basic è una possibilità? 

“Può darsi sicuramente, mi sembra che abbiamo due slot. È un’eventualità da prendere in considerazione”.

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Derby, Sarri: “Le difficoltà non contano, voglio una squadra che lotti per non deludere un popolo. No palleggio, ma coraggio. Dubbio Rovella, Dele ok”

Il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri, alla vigilia di Lazio-Roma, ha presentato la stracittadina in conferenza stampa:

“Le emozioni devono rimanere le stesse: è una partita particolare, estremamente sentita. Penso che queste siano tra le partite più sentite in Europa, uno dei derby più intensi e seguiti al mondo. Quindi, per forza di cose, le emozioni, così, come il livello di adrenalina, sono molto alte. Gli acciaccati non lo so. Castellanos sembra essere più avanti, sembra recuperabile. Rovella lo valutiamo oggi. Per il resto, gli altri infortunati sono sempre fuori, forse. Per quanto riguarda Patric, ieri ha fatto una parte dell’allenamento con la squadra, quindi potrebbe essere in panchina, ma in un ruolo più simbolico che effettivo”.

Dele-Bashiru – “Il controllo è assolutamente negativo. Oggi si dovrebbe allenare e dovrebbe essere dentro. Non so se sarà titolare, vediamo. Non mi sono mai lamentato degli assenti, se non gioca uno gioca un altro”.

Sacchi dice che fisicamente la Roma è più avanti – “Le squadre di Gasperini sono sempre fisiche e aggressive e ti creano difficoltà, quindi è una valutazione abbastanza corretta; è chiaro che bisognerebbe essere su altissimi livelli tecnici per mandare a vuoto questo livello d’aggressività”.

Roma favorita? “Non mi importa niente, il derby è una partita fra due popoli che dal punto di vista sportivo si odiano e quindi io voglio solo che la mia squadra favorita o non favorita vada dentro e lotti per il proprio popolo. Poi chi è favorito non mi interessa, l’obiettivo è quello che noi dobbiamo lottare per il nostro popolo. 95-100 minuti, altrimenti sarà lunga la partita, a 35 gradi penso, perché dentro allo stadio ci saranno 35 gradi. Non mi importa di niente”.

Cosa chiedere alla sua squadra – “Domenica gli avversari si aspettavano un blocco difensivo abbastanza basso e noi abbiamo giocato contro questo blocco, andando poco a cercare di giocarci dentro. È chiaro che così fai fatica a diventare estremamente pericoloso. La partita ha dato la sensazione di essere sempre sotto controllo, perché i periodi difensivi non c’erano. Però poi si ha la sensazione che la squadra faccia il compitino invece di cercare di vincere ogni duello. Bisogna avere più coraggio nelle scelte, andare a giocare dentro e rendersi conto delle nostre caratteristiche. Noi siamo una squadra che deve attaccare gli spazi e non stare a palleggiare in una zona di campo troppo ampia. Quindi ho chiesto questo e stiamo lavorando su questo”.

Differenze nel preparare il derby – “La differenza è emozionale e motivazionale, e questo si riflette chiaramente in un livello di attenzione superiore da parte di tutti i giocatori. Queste partite hanno una componente motivazionale e emotiva che, secondo me, è superiore a quella di tante altre”.

Primo derby per Gasperini – “L’inconsapevolezza, appena entri in campo, prima del fischio d’inizio, diventa consapevolezza, e quella è un’altra storia. E quindi, io non lo so, mi sembrano sei i derby giocati, ne ho perso uno e mi ricordo solo quello. Mi ricordo questo disagio emotivo nei giorni successivi, questa tristezza infinita che mi entra addosso e che ti fa capire cosa significa il derby. Quasi una vergogna tornare al centro sportivo, io mi ricordo questo. E questa è la mia sensazione, il mio stato d’animo, ieri ne parlavo con i giocatori. È una partita in cui, se non fai tutto quello che devi fare, sotto tutti i punti di vista, rischi di deludere un po’. E se succede, te lo senti addosso in maniera pesante. Per cui, questo deve essere stampato nei nostri cervelli e nei nostri cuori. E da questo punto di vista non dobbiamo sbagliare niente. Qual è l’importanza di un derby se non per vincere? Io penso che il derby si giochi per vincere. Se può fare contento qualcuno, allora bisogna vincere”.

Pedro – “La partita la giocherà, non so se in parte o se dall’inizio, ancora non abbiamo deciso. C’è da valutare cosa ci rimane a disposizione per poter eventualmente cambiare la partita, ci sono tante cose da considerare. Però sicuramente su Pedro ci facciamo un grande affidamento. Un giocatore così nelle partite è importante, ha sempre fatto prestazioni significative, quindi ci facciamo affidamento, poi vediamo quando”.

Sarrri e Gasperini valori aggiunti ? – “Se dipendesse solo da noi, gli ultimi 20 campionati li avremmo vinti io e Gasperini, ma non è così. Io e Gasperini giochiamo contro da più di 20 anni e in tutto questo arco di tempo è cresciuto. Rispetto profondamente la valutazione che ho di lui come uomo e come persona. Giocare contro invece che dividerci, alla fine ci ha accomunato. Quindi è un grande allenatore, una persona che rispetto profondamente e che sicuramente in questa stagione alla Roma darà tanto. Ma domani è il derby, domani siamo parecchio contro”.

Il derby può accendere la Lazio – “Finora non si è accesa in parte, abbiamo fatto una bruttissima partita a Como, bene con il Verona, a Sassuolo se mi chiedi come siamo stati in campo la squadra è stata corta e ordinata. Dal punto di vista tattico è stata buona. Poi ci è mancato qualcosa a livello di pressione e di qualità offensiva. Negli ultimi 20 metri abbiamo avuto 12 palle inattive a favore e loro 2, e abbiamo perso da una palla ferma”.

Stesse emozioni della prima esperienza alla Lazio? – “Di più, forse di più, perché il tempo ti fa affezionare e amare sempre di più l’ambiente, la squadra, e quindi questo è inevitabile. Di più, perché diciamo che quest’anno sulle spalle me la sento maggiormente io, e quindi l’intensità dell’emotività è la stessa. Forse di più”.

Idee chiare? – “Io ho le idee chiarissime, la squadra è molto ordinata. L’obiettivo primario della società è dare una maggiore solidità alla squadra, stiamo lavorando per questo. Dobbiamo tirare fuori la qualità, poi non so se per ora non è venuta fuori per motivi tattici o perché non c’è. Vediamo, tra qualche mese avremo un’idea definitiva.

Modric e Pedro – “Sono due ruoli diversi. La prestanza fisica conta di più per Pedro. Cerchiamo di preservarlo, facendolo giocare senza metterlo a rischio nei 90 minuti a inizio stagione visto che non sappiamo la reazione. Ha avuto una tendinite bilaterale in tutto questo periodo, gli abbiamo fatto fare una settimana di riposo durante la sosta”.

Sulla prova di domani – “Voglio vedere da parte della squadra il lavoro sul campo che, in questo momento, non riusciamo a trasportare pienamente in partita. È tanto, e ti devo dire la verità, è fatto anche abbastanza bene. Ne parlavo con la squadra in questi giorni, siamo l’unica squadra che io ho allenato che mi lascia la sensazione di avere più ritmo e più intensità in allenamento che in partita. Quindi vuol dire che ancora qualcosa ci sta frenando in partita. Non lo so, dobbiamo essere più forti domani, caratterialmente”.

Gara alle 12:30 – “È chiaro, la probabilità che i ritmi siano alti è alta. Io penso che l’orario alla fine sia pesante per noi, è pesante per loro, ma l’orario di domani non è una sconfitta della Lazio o della Roma, è una sconfitta del calcio, secondo me anche delle istituzioni. Se chi vuole mantenere l’ordine pubblico prende queste decisioni, è una missione difficile mantenere l’ordine pubblico. Quindi è una sconfitta per il calcio, però abbiamo a quest’ora grandi difficoltà, e si torna all’unico discorso che sto facendo fin dall’inizio: non ce ne deve importare niente. Se c’è una partita per cui vale la pena lottare per il calcio, è questa”.

Zaccagni – “Sta crescendo piano piano, è chiaro che anche lui ha fatto l’estate con l’intervento, quindi le difficoltà iniziali erano inevitabili, però sta crescendo. A livello di maturità, come uomo, mi sembra cresciuto e, piano piano, potrebbe diventare un capitano importante”.

I tifosi della Lazio – “Nella stragrande maggioranza, i tifosi della Lazio sono persone molto pazienti. Poi ci può essere una frangia più piccola, ma nella stragrande maggioranza è così. Li accomuna un amore smisurato per questa maglia, un amore che io, in tanti anni di carriera, ho visto solo qui e a Napoli. E questo è il motivo per cui ti dico che da fuori è difficile capire, ma quando ci sei dentro, lo impari. E questo è il vero motivo: vedi proprio un attaccamento, un amore viscerale verso questa maglia. E questo, secondo me, è importantissimo, sarebbe fondamentale riuscire a trasmettere ai giocatori questo senso di appartenenza. Il calcio attuale non è qualcosa di estremamente semplice, però sarebbe molto importante e gradito”.

Rovella, Isaksen e Vecino – “Rovella lo valuteremo e lo butteremo dentro, tra mezz’ora si valuterà se ce la può fare o no. Ieri ha fatto solo una piccola parte dell’allenamento con la squadra, aveva ancora un po’ di dolore, oggi lo valutiamo. Vecino è ancora in mano all’area medica, sta facendo degli allenamenti differenziati e io spero che la prossima settimana ritorni perlomeno a disposizione per cominciare ad allenarsi con noi. Isaksen è un ragazzo che si sta allenando da poco, e questa è una parte del problema. Non è che si sta allenando da poco, non aveva una caviglia più gonfia ma era malato. Questa è la parte più grande del problema, quindi ci sarà un percorso per farlo tornare in grande condizione ma non è un percorso istantaneo”.

Che gara dobbiamo aspettarci – “Forse un gioco più lento potrebbe dipendere dalle temperature, poi queste partite dipende dall’evoluzione del match. Bisogna prepararsi a tutti gli eventi perché determineranno poi la via che la partita può prendere”.

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Derby, Gasperini: “Lazio ottima squadra con un ottimo allenatore. Wesley ed Hermoso…”

Il tecnico giallorosso Gian Piero Gasperini in conferenza stampa ha presentato la stracittadina in programma domani alle 12.30:

Wesley ed Hermoso – “Non sappiamo ancora oggi se saranno disponibili, Wesley ha avuto una gastroenterite, sembrava sulla via di guarigione ma ha avuto una ricaduta. Non ci sono indicazioni positive nemmeno per Hermoso, vediamo oggi”

Emozioni – “Il derby di Roma è famoso in tutto il mondo, soprattutto per lo spettacolo del pubblico, per le coreografiche, per il pubblico, è una partita diversa al di là della classifica e del campionato. È una rivalità cittadina in campo che rende tutto più bello e attento e con molta più tensione”.

Vincere o pareggiare – “I derby che restano sono quelli che vinci, quelli che pareggi non li ricordi e quelli che perdi li dimentichi subito. Giocare alle 4ª giornata? È vero che è presto però è una parte iniziale della stagione dove forse le squadre sono rivolte più a pensare di costruirsi anziché migliorarsi. Il calendario ha detto questo, questa partita alza subito l’attenzione sul campionato. La Lazio è un’ottima squadra con un ottimo allenatore che ha fatto bene in tutte le piazze, non ha fatto mercato ed è rimasta la squadra dell’anno scorso che, tolti gli ultimi due mesi, aveva raggiunto risultati molto buoni, ho rispetto del valore di questa squadra e di alcuni giocatori. È una partita di livello”.

La Roma è la sfida più entusiasmante della sua carriera? – “In questo momento penso al presente, è una sfida, una bella sfida dove cerco di portare quella che è l’esperienza della mia carriera. Sono motivato a intraprendere questa strada a Roma, sono molto convinto della bontà della scelta di venire qui ma devo guardare al presente e ottenere il massimo di quello che abbiamo in questo momento. Probabilmente, dovrò uscire dalla mia zona di comfort che era quella di essere abituato a fare un certo tipo di calcio con un certo tipo di rose, ma magari è un’ulteriore sfida. Dovrò recuperare altre situazioni, pur mantenendo i miei principi di avere una squadra che ottenga risultati attraverso il gioco e lo scontro sportivo che richiede una partita di calcio”.

Sarri – “Ci conosciamo da anni, l’ho incontrato forse in C nel 2003-2004 la prima volta. Ha fatto una carriera facendo gavetta con squadre inferiori e ora le sue squadre giocano a calcio. Anche io sono partito dalle giovanili, la nostra carriera è stata costruita nel tempo attraverso i risultati”.

Cosa occorre in queste sfide – “Devi essere micidiale negli episodi, devi avere grande attenzione e concentrazione, pathos, cuore. Sono cose che abbiamo noi e gli avversari, devi essere bravo nel portare gli episodi dalla tua parte ed essere molto preciso quando hai situazioni a favore, ma questo contraddistingue tutte le partite dove c’è grande equilibrio. Sono le situazioni fondamentali che cambiano il risultato da una parte e dell’altra, al di là delle situazioni tattiche”.

Dovbyk – “Domenica scorsa non è entrato perché c’era un’altra situazione, posso dire che non abbiamo fatto peggio del Torino, abbiamo perso il match non giocando una buona gara subendo un tiro in porta. Non l’abbiamo preparata benissimo, ci sono stati i nazionali, abbiamo fatto una partita sottotono. Due partite vinte e una persa, stop. Devo guardare lo sviluppo della squadra, Dovbyk, Pellegrini e Baldanzi dovevano andare via durante il mercato e sono rimasti e ora devo recuperarli. Dovbyk deve fare molto bene, Pellegrini deve fare benissimo, Baldanzi deve fare bene. Adesso il mercato è chiuso, ci sono 22-23 giocatori e bisogna tirare fuori il meglio nelle prossime partite. Mi dispiace che ci siano partite dopo giochi sottotono, domani voglio vedere una squadra che sul piano del gioco, della corsa, faccia qualcosa di superiore rispetto all’ultima partita”.

Tsimikas e Pellegrini – “Tsimikas ha iniziato a inserirsi, ha iniziato a lavorare settimana scorsa con i compagni. Ora abbiamo un calendario fitto di impegni e giocherà, tempo di conoscersi e magari potrebbe giocare anche domani non lo so. Non dovete aver dubbi, prima o poi gioca, poi saranno le prestazioni a decidere. La condizione di Pellegrini? Allora, per me è un giocatore forte, potenzialmente molto forte. Vale un po’ il discorso di Dybala, poi ci sono le prestazioni. È fuori da mesi, questa partita va un po’ oltre, si sta allenando da tanto, ha fatto delle partitelle, poi quando è il momento di giocare non lo so, forse anche domani ma non lo so, quanto dura non lo so. Mi aspetto che diventi un giocatore di alto livello perché ha le potenzialità, se lo è stato a tratti anni indietro non lo so, ma è un giocatore da Nazionale, anzi Gattuso lo aspetta pure però c’è bisogno di altre prestazioni. Ha 29 anni, perché non deve correre e fare tutto? Può farlo, un po’ più avanzato è più forte. Domenica scorsa ha giocato El Aynaoui lì, ci può giocare Pellegrini, Pisilli e Cristante lì dove ha fatto diverso gol all’Atalanta. Pellegrini lo recupero da solo e va bene per la società, però se ormai è inviso alla piazza non lo posso fare, così come se è inviso alla società. Se lo devo recuperare è perché ci serve, altrimenti diventa un problema e vado su un altro giocatore. In questo momento devo recuperare tutti, quelli meno e quelli più considerati. Dove ho bisogno, giocano”.

Troppi infortuni – “Chiunque gioca deve esprimere il meglio, sono partite di grande attesa da parte della tifoseria. Dispiace che ci siano infortuni perché toglie qualcosa alla partita, però poi si gioca 11 contro 11 e chi va in campo farà bene”.

Sui possibili cambiamenti – “Dall’inizio della carriera mi hanno detto tante cose se giochi in Serie C o in Serie A o in Champions League devi cambiare i principi. Devo tener conto di alcune cose, Pellegrini non è un attaccante, Baldanzi è un trequartista, come attaccanti abbiamo Dybala e Bailey che sono fuori. Non sono convinto che abbiamo fatto così male, ora per una partita stiamo cancellando i due mesi precedenti fino a sabato scorso erano diversi i commenti. I miei principi non sono modificabili, ma devo tener conto delle caratteristiche dei giocatori, altrimenti dovrei snaturarmi e non voglio farlo e forse è andata bene così”.

Non era mai partito così male con 2 gol in 3 partite ai tempi dell’Atalanta – “Non parlerei di sfortuna. La fase offensiva, come quella difensiva, va fatta da tutti. Se hai una buona fase offensiva, metti in condizione gli attaccanti di fare più gol, così come è importante la fase difensiva. Se ti manca qualche gol, devi trovare delle soluzioni e dei miglioramenti in tutta la squadra, devi disimpegnare meglio e offrire agli attaccanti situazioni migliori, altrimenti sarebbe troppo facile. Evidentemente, sotto quell’aspetto, per quello che abbiamo visto, abbiamo fatto cose buone ma dobbiamo fare ancora meglio. Altrimenti è troppo facile dare la colpa a uno o quell’altro”.

El Aynaoui con Koné oppure alternativa – “Ha giocato avanzato con il Torino ed è un ruolo più facile, può fare tutti i ruoli del centrocampo, può giocare assolutamente in tutti i ruoli”.

Orario del derby – “Il problema di giocare alle 12:30 è dovuto alle temperature e riguarda tutte e due le squadre, vale per entrambi. Come ho detto domenica scorsa, giocare con queste temperature è una grande difficoltà per i giocatori”.

Soulé dietro le punte “È stato provato lì in allenamento, ma ci vuole tempo. Sta facendo bene, l’anno scorso giocava spesso come quinto, quest’anno gioca più offensivo ed è anche abbastanza prolifico. Non ci vedo grandi problemi, poi dietro le due punte devo verificare. El Shaarawy è entrato con il Torino, a parte quelli che abbiamo detto prima (Wesley ed Hermoso, ndr), stanno tutti bene”.

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Lazio, Ianni in conferenza: “Bottino magro, serve il coraggio di chi vuole vincere. Derby come un’opportunità per svoltare” (AUDIO)

Il vice di Sarri Marco Ianni in conferenza stampa dopo la sfida in casa del Sassuolo:

“Squadra poco coraggiosa? Il coraggio non l’abbiamo messo sul campo. Nel primo tempo la squadra era anche padrona del campo, ma era troppo lenta e il coraggio rientra in una di quelle qualità da tirare fuori quando vuoi vincere le partite. A volte diamo la sensazione di essere ordinati, di stare bene in campo, ma poi non tiriamo in porta. Nel secondo tempo abbiamo avuto l’occasione di Zaccagni ma è troppo poco per vincere le partite, a maggior ragione qui con che il Sassuolo è una buona squadra nonostante gli zero punti.

Situazione economica? Io non credo che la situazione societaria possa incidere. Se dovesse incidere sarebbe grave. Siamo professionisti e rappresentiamo una maglia prestigiosissima e non possiamo crearci alibi. Sconfitta brutta, la sensazione che avevo è che accettavamo il ritmo della partita senza arrivare a nulla. Se non alziamo l’intensità non c’è una grande differenza tecnica. Noi dobbiamo giocare con grande intensità e allora escono fuori delle differenze. Non possiamo permetterci di abbassare l’intensità con nessuno. La situazione del mercato è successa, è stata accettata e dobbiamo andare oltre.

Assenza di Sarri? Non avrebbe mai saltato la conferenza se non avesse avuto problemi famigliari. Dobbiamo noi in primis fare molto di più. Due sconfitte in tre partite è un bottino troppo magro. Il derby abbiamo l’obbligo di vederlo come un’opportunità, una svolta per la stagione.

Se ci sentiamo sotto processo? No, ma ci sentiamo in dovere di dimostrare qualcosa. Può essere una partita spartiacque, ma la dobbiamo vedere come un’opportunità. Se la vediamo come un’opportunità, può portare energia positiva, che dà coraggio, che fa andare oltre la fatica, per fare giocate che altrimenti non si farebbero. Se la vediamo come un’opportunità può svoltarci la stagione”.

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Lazio, Sarri: “Rischio superficialità. Nazionali spariti, Vecino out, problema Rovella sottovalutato. Gennaio? Il club si dice sereno, ma…” (AUDIO)

Il tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, in conferenza stampa a Formello alla vigilia del match di Reggio Emilia con il Sassuolo:

Si torna in campo dopo la sosta, come sta la squadra e i nazionali?
“Bisogna chiederlo ai commissari tecnici, due li ho visti solamente ieri in allenamenti che non danno indicazioni. Queste sono le difficoltà dei momenti, se pensi che i giocatori a fine anno tra quattro soste delle nazionali non li avrò per 48 giorni, 35 giorni di assenza per la Coppa d’Africa, 35 giorni per il mondiale e quattro settimane di vacanze. Sono pagati sei mesi per fare altro, bisogna rivedere i calendari”.

Come sta Rovella?
“Rovella e Zaccagni sono tornati acciaccati, Zaccagni sta meglio mentre invece Rovella non sappiamo ancora se sia disponibile, lo sapremo domani dopo l’esame. Questo fa parte delle convocazioni in nazionale, è inevitabile perché vengono convocati, i tempi di recupero sono rispettati meno rispetto ai club. Zaccagni ha preso un colpo in partita, vediamo chi riusciamo a recuperare e chi no. L’aspetto importante sarà l’atteggiamento mentale, se abbiamo l’atteggiamento dell’ultima partita ce la giocheremo, altrimenti non avremo chance”.

Romagnoli può essere un rinforzo?
“Romagnoli può darci esperienza, è il più bravo nel guidare la linea. È una scelta difficile perché Provstgaard ha fatto bene in queste due partite, sono due sinistri puri e bisogna fare una scelta”.

Che sfida si aspetta domani dal Sassuolo?
“Hanno iniziato male, ma il tridente Berardi, Pinamonti e Laurienté ce l’hanno poche squadre in Serie A. Non bisogna pensare che sarà facile, avranno poco a che a fare con la parte bassa della classifica. La superficialità si paga, questa è una partita difficile contro un avversario di ottimo livello, ci saranno difficoltà da superare. Se non sei pronto non sei in grado di affrontare queste difficoltà, il nostro tipo di approccio nel comprendere le difficoltà della partita sarà fondamentale”.

Come mai non ci sono rinforzi interni?
“Vecino è sempre fuori, Lazzari è fuori, Patric è sempre fuori, Gigot si opera lunedì. È una situazione pesante per noi, Vecino ha fatto degli esami strumentali che hanno dato esiti positivi, ma poi il campo ci ha detto che il ragazzo non si sente apposto. Siamo ripartiti con un lavoro diverso, sperando che le sue sensazioni siano in ordine la settimana prossima. Isaksen va considerato come gli altri giocatori della rosa il 20 luglio”.

Lei sa se la Lazio potrà fare mercato a gennaio?
“Non faccio il commercialista, né lavoro nella Covisoc. La società mi ha detto che non ci sono problemi, sono sereni. Io non sapevo neanche del blocco estivo (ride, ndr).

Quanto è importante l’atteggiamento mentale in questa Lazio?
“Questo è abbastanza evidente, anche se l’ultima partita è stata la miglior partita di palleggio della mia Lazio in quattro anni. Abbiamo fatto mille passaggi, Rovella ha toccato 130 palloni e non era mai successo. Ci mancano 2-3 giocatori che ci davano una qualità individuale diversa e questo è indubbio, abbiamo riscontri fisici importanti con picchi di velocità superiori ai 32 all’ora, in ogni squadra ci sono due giocatori che non vanno mai oltre i 30 all’ora. Nel calcio d’oggi queste sono cose importanti, poi se riusciamo a evolvere e trovare un pizzico di qualità in più sarebbe meglio”.

Come ha ritrovato Tavares?
“Mi aspetto costanza di rendimento se dovesse giocare dall’inizio. Vediamo se gioca, se dovesse giocare mi aspetto ulteriore crescita nella fase difensiva. Altrimenti diventerà sempre un giocatore che con il risultato positivo verrà sostituito, con la gamba che ha lui fare una buona fase difensiva dovrebbe essere abbastanza semplice”.

Come sta Dele-Bashiru?
“È tornato giovedì pomeriggio dopo 16 ore di volo, non lo abbiamo fatto allenare. Abbiamo fatto due allenamenti tattici ieri e oggi, non abbiamo idee abbastanza chiare. Ha giocato martedì sera dall’altra parte del mondo, ha avuto un volo con scalo senza dormire. Per quello che si può vedere in questi allenamenti con poca intensità sembra che stia benino, ma è difficile dire. Belahyane avrà sempre possibilità dal primo minuto se cresce come sta dimostrando”.

Ci sarà possibilità di vedere Dia dall’inizio?
“Dia è uno di quelli sparito per 12 giorni, anche se è sembrato vivo e presente in questi due giorni. Sarà da vedere, io la maglia a casa a lavare non lo vado a dare a nessuno, ogni settimana bisogna guadagnarsi la maglia da titolare. Taty ha fatto una brutta partita come tutta la squadra nella prima giornata, poi si è riscattato. Ora sembra in crescita”.

Quanto è cresciuto Cancellieri?
“È sicuramente maturato e ha fatto bene con noi, giocarsi il posto con Felipe Anderson poi era dura due anni fa. Un giocatore straordinario che con un carattere diverso giocava dieci anni al livello top, in quel momento per Cancellieri giocarsi il posto con lui era difficile. È maturato come persona e migliorato come giocatore”.

Serviranno i raddoppi sui loro esterni? Cosa si aspetta da Isaksen e Dia in questo campionato?
“Vorrei vedere pochi raddoppi, vorrei che non ci fosse la necessità perché vorrei gestire al meglio gli uno contro uno. Loro hanno buoni giocatori e avremo delle difficoltà, bisogna avere la convinzione che anche noi possiamo affrontarli e fare la differenza. Sono una squadra di ottimo livello, serve la convinzione di giocare con tutti. Isaksen lo vediamo a breve, rispetto alla settimana scorsa mi sembra stare già meglio. Se fai un paragone è come chi si allenava al 20 luglio, ha 12 allenamenti nelle gambe. Dia sta facendo abbastanza bene, in questo momento abbiamo scelto Taty davanti ma non posso dire di essere deluso da Dia”.

C’è un titolare fisso anche in porta? Ci sono date di recupero per gli infortunati?
“Valuteremo di gara in gara, se ci fosse un programma per far esplodere un giocatore lo eseguirei subito. La vicenda di Vecino ci insegna che ci sono differenza tra la clinica e le sensazioni, dare una data solo in base agli esami strumentali è pericoloso. Bisogna seguire le sensazioni dei ragazzi”.

Guendouzi può arrivare vicino agli otto gol stagionali?
“La sua carriera dice che è arrivato massimo a cinque gol, è vero che sta entrando in una fase della carriera dove può esprimersi al top. Se segna sono contento, ma è un giocatore completo perché la sua fase difensiva per noi è importantissima. Se segna otto gol ma ce ne fa prendere cinque in più allora è meglio fermarsi a cinque. Può esprimere il meglio di sé nei prossimi 2-3 anni”.

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Lazio, Sarri: “Il riscatto passa da atteggiamento diverso. Se questa squadra non è adatta a me…”. Poi sull’Europa…

Vigilia di Lazio-Verona, Maurizio Sarri in conferenza stampa:

La settimana e la voglia di riscatto

“Ha lavorato in modo normale, ci siamo allenati lunedì e riposati di martedì. Mercoledì abbiamo fatto doppio allenamento, poi abbiamo preparato la gara nello specifico. La preparazione è stata normale, abbiamo lavorato di forza e per reparti. La voglia di riscatto deve essere forte, non vinciamo in casa da 6 mesi, deve essere enorme la voglia di dare una gioia ai nostri tifosi”.

L’Olimpico e le scelte

“Se si parte dal penalizzare qualcuno per la partita di Como, allora non ce la facciamo a cambiarli tutti. La prestazione è stata brutta a livello individuale e collettivo, va colpevolizzato l’atteggiamento nel collettivo. Non c’è uno più colpevole di altri, non sarà una discriminante. Mi fa piacere tornare all’Olimpico, quello che dobbiamo sentire forte è il voler dare una gioia ai tifosi. Quello va oltre alla mia voglia di tornare all’Olimpico”.

Le caratteristiche della squadra

“La mia esperienza alla Lazio non è mai stata di grande palleggio, quando parlo di come giocare non parlo del modulo ma di come si sviluppa il gioco. Io a Como già nel primo tempo ho capito che potessimo far male agli avversari solo attaccando la profondità. A Como abbiamo dei numeri che sotto tutti i punti di vista sono di Serie C. La media del 66% dei passaggi riusciti per esempio. Questo, come paradosso, mi dà pure fiducia. Non possono essere i numeri nostri. Abbiamo perso per atteggiamento, volevamo pressare ma con l’atteggiamento di chi invece vuole aspettare. Detto che il Como forse ora può esserci superiore, sicuramente lo è dal punto di vista tecnico. Noi siamo rimasti a metà strada, il palleggio degli avversari così è stato esaltato”.

C’è un blocco psicologico della squadra?

“Non è un blocco psicologico, è un passaggio da un modo di gioccare all’altro. Ora la squadra gioca pensando, quindi si possono perdere dei tempi di gioco. Io penso di proporre un calcio semplice, che non vuol dire facile. Spero che sia una fase di transizione, l’aspetto misterioso è come si vada a lottare in amichevole e poi si sia così passivi in campionato”.

Dele-Bashiru?

“Siamo alla prefazione. Ha delle qualità enormi. Può esprimere accelerazioni da 35-36 km/h, in pochi possono riuscirci. Deve raffinarsi tecnicamente, ma ha qualità forti sotto certi punti di vista”.

L’allenatore che deve adattarsi alla squadra può essere un alibi?

“Cosa si intende per caratteristiche di queste squadra? L’anno scorso veniva criticata perché giocava col 4-2-3-1, ora perché gioca con il 4-3-3. Mi conosce tutta Europa da 15 anni, se questa squadra non è adatta a me hanno sbagliato a chiamarmi. Difficile che io diventi un altro dopo tutto questo tempo”.

Ha capito sulla carta quante squadre più forti della Lazio ci sono in questo campionato?

“Non l’ho capito assolutamente, non so cosa possiamo fare noi. Sulla carta la Lazio viene da un settimo posto. Dietro aveva il Milan, faccio fatica a immaginarlo ancora dietro. Anche il Bologna ha fatto bene in un torneo, meno in un altro. E poi c’è anche il Como che si gioca l’Europa, comincia a farsi dura quindi. Stiamo parlando di calcio sulla carta, di una squadra che nessuno di noi sa ancora come possa esprimersi”.

Cosa può portarsi dietro la Lazio di Baroni?

“Quelle tattiche sono masturbazioni mentali. La Lazio l’anno scorso ha fatto bene fino a quando ha spinto dal punto di vista mentale, non è stato un discorso tattico. Vediamo se riusciamo a innescare nuova energia, i segnali positivi purtroppo sono spariti alla prima di campionato”.

Zaccagni tira poco perché circola male la palla o è questione di caratteristiche?

“Le partite si possono vincere anche per continuità, i calciatori di qualità che possono fare la differenza quando le avversarie si chiudono sono pochi. Bisogna vedere se a livello di quantità si riesce a chiudere un’avversaria in una zona di campo critica. Alcune partite possono essere pericolose, vediamo come si può risolvere questo aspetto. L’anno scorso sono state da record 13 superiorità numeriche. Anche i 14 gol di Pedro spero siano ripetibili, però diventa difficile con gli anni che passano. Saranno le esperienze che si accumulano a farci venire in mente delle idee”.

Pedro può giocare dall’inizio?

“Zaccagni sa come la penso, per me può raggiungere la doppia cifra tutti gli anni, se non ci riesce vuol dire che sbaglia qualcosa. Attacca poco gli spazi e poco l’area, in questo può migliorare. Glielo devo ripetere. Pedro c’è sempre la possibilità che possa partire dall’inizio, tenendo sempre presente che dalla panchina è un’arma. Vediamo. A volte un’arma in panchina fa sempre estremamente comodo. Quando subentra può inventare qualsiasi cosa, non so se altre squadre hanno calciatori così”.

Infermeria?

“Vecino, Isaksen e Patric sono ancora sotto l’area medica, sembra che le evoluzioni siano positive. Il più vicino al rientro è Vecino ora, ma sono ancora 3 giocatori che si allenano a parte”.

Tavares?

“Dicesi terzino un difensore esterno, a livello di definizione. Si sta adattando a questo. Lui ha dei lavori in campo che mentalmente reputa importanti e li fa con grandi accelerazioni, altri un po’ meno. Se lo facesse in entrambe le fasi, diventerebbe di grandissimo livello. Penso possa riuscirci”.

Quali sono le basi per costruire un futuro solido?

“Quello di tornare in Europa immediatamente è un obiettivo che state dicendo voi, la società non me l’ha detto. Mi ha parlato di 3 anni partendo da una stagione di maggiore difficoltà, se noi ora riusciamo a creare 7-8 giocatori di un certo livello, poi allora ne serviranno soltanto 3 sul mercato. Altrimenti diventa un mercato difficile… A gennaio? Lo dovete chiedere alla società, io non sapevo nemmeno del blocco precedente. Bisogna costruire una base per tornare competitivi”.

Un bilancio dei primi 50 giorni di Lazio?

“Una settimana fa ti avrei detto che pensavo di essere più indietro. Dopo la prima, più avanti. Ho visto un buon precampionato contro squadre di livello, ho visto una squadra con voglia di lottare, soffrire e ottenere risultati. Domenica ho visto un’altra cosa. Non deve più mancarci l’energia. Ora la situazione è questa. La squadra ha lavorato bene durante il ritiro, tutto sommato mi sono piaciute le amichevoli. Poi sono uscito da Como come uno che fa fatica a capire ciò che ha visto”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Lazio, va trovato l’equilibrio in tutto. E sulla conferenza di Sarri…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB

“La conferenza di Sarri? Mi aspetto che non ci siano polemiche, critiche, parole di sfida. Qua secondo me nessuno vuole inventare calcio, si cerca di guardare quello che si ha. Mi auguro che ci siano dichiarazioni di grande umiltà, del tipo ‘ci sono cose che non vanno e lavoreremo per migliorarle’.

Il problema non è che manca Vecino. In questa squadra non ci sono campioni, ma allenati in un certo modo hanno fatto vedere buone cose. Sono ottimi calciatori.

Dia? Al di là del modulo, vorrei vedere una squadra che giochi con più uomini sopra la linea della palla, che verticalizzi. Di punte ne posso mettere quante ne voglio, ma se non gioco in avanti non cambia nulla.

L’equilibrio va trovato in tutto. Stare solo in difesa non dà equilibrio”.

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DICHIARAZIONI

Como-Lazio, Sarri in conferenza: “Possiamo essere scarsi ma non docili. Ora non perdiamo la testa” (AUDIO)

La conferenza stampa di Maurizio Sarri dopo Como-Lazio:

È sembrata una lotta impari, su categorie e velocità diverse. Deluso o sconcertato?
“Oggi la lotta è stata impari, il tasso tecnico… non era un differenziale fisico. Abbiamo fatto fatica. Nel primo tempo tutti i palloni riconquistati sono stati degli avversari. Difficile uscire indenni in questo tipo di situazione. Sperando che questa sia stata una giornata no, perché di errori tecnici e scelte non logiche, è stata una brutta partita veramente. Contro una squadra che sapevamo fosse molto tecnica e forte nel palleggio. Non abbiamo fatto niente di quello che abbiamo deciso di fare. Sempre palla scoperta… già sono tecnici, così diventano ancora più tecnici. Fase di possesso disastrosa”.

Vede un progetto della Lazio un po’ diminuito come spessore? La Lazio è inferiore al Como?
“Se è vera la partita di oggi sì, netto. Dal punto di vista tecnico… dentro la partita qualche accelerazione può mettere in difficoltà ma se non sei dentro la partita è difficile. Speriamo sia una brutta giornata da parte nostra e che questo differenziale tecnico non sia reale. Anche se un po’ me l’aspettavo. Così è troppo…”.

Di solito i giocatori devono mettersi a disposizione, ma oggi è sembrato il contrario…
“Non so a cosa ti riferisca. Vediamo prima la realtà di questa squadra. Quanti giocatori avrei chiesto se avessi potuto fare col mercato? Domanda tendenziosa e mi avvalgo della facoltà di non rispondere. Mi mettete nella posizione di creare imbarazzo ai miei giocatori. Non dobbiamo perderci in tante cose. Possiamo essere scarsi ma non docili”.

Cosa vi siete detti lei e Fabregas?
“Io Cesc l’ho trovato come l’anno scorso, quando il Como era in zona molto bassa di classifica. Gli dissi lo scorso ottobre che il Como sarebbe arrivato nelle prime dieci. Si vedeva l’impronta. Ora penso che il Como giochi uno dei calci più belli d’Italia”.

La preoccupazione c’è per stasera però…
“Aumenta sicuramente con il rischio di andare in eccesso in una fase di stagione in cui le brutte partite potrebbero essere all’ordine del giorno, con la moderazione del caso. Probabilmente tra due mesi non saremo più questi. Facciamo valutazioni ma senza perdere la testa”.

Che effetto le fa in un campo totalmente diverso dopo anni di distanza?
“Campo bellissimo, stadio piccolino ma la grandezza di una società la misuri dal terreno di gioco. E qui…”.

Bukowski dice che si ride e poi si riparte. È così?
“In certe cose è attendibile, in altre… (ride, ndr). Siamo in una fase di stagione in cui la partita fallita completamente ci può anche stare. Analizziamo tutto, ma senza essere in discussione”.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Flaminio, Onorato: “Integrazione Lazio nei prossimi giorni. La data della possibile conferenza dei servizi…” (VD/AD)

ALESSANDRO ONORATO (Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda) ospite in studio a Radiosei nella trasmissione ‘QUELLI CHE…’

“Organizzare un grande evento a Roma è molto complicato, in passato Roma è stata la ‘città delle occasioni perse’. Non c’è dubbio che per me è una passione, un onore avere questo ruolo, amo la mia città. I grandi eventi e lo sport creano importanti ricadute. Ci sono stati anche ultimamente grandi appuntamenti musicali, della moda e dello sport.

Gli Oasis nella Capitale? Questi sono live di società che organizzano in tutto il mondo, l’aspetto economico è fondamentale. Ci sono delle trattative in corso.

Stadio Flaminio? La Lazio sta andando avanti in maniera molto seria su questo progetto, l’amministrazione Comunale ha chiesto delle integrazione 7-8 giorni fa; parliamo di integrazioni di chiarimento sul tipo di sviluppo del progetto, che è complesso, importante e prevede un investimento di un certo livello economico; le integrazioni riguardano anche i parcheggi e l’aspetto ambientale.

I nostri uffici sono in contatto con la Lazio che a breve credo, e dico credo perché c’è la volontà, integrerà queste carte. Integrare la documentazione prossimi giorni vuol dire che a fine mese, massimo inizio settembre, potrebbe cominciare la conferenza servizi, lo strumento tecnico dove sono chiamate tutte le Istituzioni coinvolte a dare il parere, tecnico appunto, sul progetto. Quindi non parliamo solo degli uffici del Comune, ma ci tanti organi coinvolti, circa 20.

Se si apre la conferenza servizi, come penso, vuol dire che i documenti ci sono tutti. Poi gli uffici diranno se il progetto è tecnicamente sostenibile.

Ad oggi la Lazio parla di uno stadio che si aggira attorno ai 50mila posti ma oggi parlare di questi numeri è prematuro, tutto questo sarà frutto della conferenza servizi. Io ora mi concentrerei sulla fattibilità tecnica.

Ostacoli ambientali? Il tema è tecnico, è evidente che chi abita intorno guarda con sospetto, se non timore e preoccupazione, al progetto. E parliamo di un quartiere che già oggi è penalizzato dalle partite di Roma e Lazio.

Lotito? Io lo vedo molto concentrato, convinto di questo progetto. Per noi poi conta poco l’aspetto umorale, contano i fatti. Da dicembre a oggi, con l’inizio dell’iter ufficiale, il presidente ha dimostrato grandissima professionalità.

Io sono nato e cresciuto a Ostia, nel club di Re Cecconi. Il mio idolo? Sono della nuova generazione, quindi direi Gascoigne, Signori”.