Categorie
CALCIOMERCATO

Lazio, per Lazzari su muove anche il Monza: il punto

Manuel Lazzari è uno dei giocatori (scadenza 2027) per il quale la Lazio attende interessamenti concreti dal mercato. Qualcosa si muove; oltre al Sassuolo, come raccontato nei giorni scorsi, sul terzino biancoceleste sarebbe spuntato anche l’interesse da parte del Monza.

Come riportato da Alfredo Pedullà, il neopromosso club lombardo avrebbe messo gli occhi sul terzino biancoceleste. Con Floriani Mussolini destinato a rimanere a Formello, ecco che su quella corsia si libererebbe una casella in ottica mercato in uscita. Ipotizzato, dunque, una sorta di testa a testa tra brianzoli ed emiliani, ma il mercato deve ancora ufficialmente partire.

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Cardone: “A Formello vivono su Nettuno. Sentite dichiarazioni che non riducono le distanze” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Cortocircuito continuo. Ieri ho raccolto le reazioni dei tifosi: la lettera di Lotito è nata e pensata male, il muro contro muro continua e non so dove possa condurre tutto questo. Mi sembra che si continui su concetti e dichiarazioni che tutto fanno tranne che ricucire la situazione, o ridurre le distanze che ormai sono siderali. A Formello vivono su Nettuno, in un altro pianeta rispetto a ciò che succede.

Le iniziative della società che ben vengano, ma devono essere ponderate bene. L’obiettivo deve essere centrato al meglio perché per tutto ciò che si è creato non puoi permetterti un altro inciampo, un altro errore.

Nel momento in cui mancano i risultati la contestazione, che è sempre stata latente vista la mancanza di empatia, riemerge. Il malcontento dei tifosi viene fuori. A volte ho reputato le critiche sproporzionate rispetto ai fatti, ai risultati ottenuti, ai trofei, ai calciatori arrivati, quest’estate invece credo che sia assolutamente comprensibile”.

Categorie
TIFOSI

Desertificazione Lazio, L’Olimpico è il più vuoto d’Europa

La protesta dei tifosi della Lazio proseguirà, in casa, anche nella prossima stagione, al punto che non verranno sottoscritti gli abbonamenti; l’Olimpico, quindi, continuerà a restare deserto confermandosi come lo stadio più vuoto d’Europa.

Come riporta Il Messaggero, lo stadio Olimpico si conferma il più vuoto d’Europa. Con una media di 8mila spettatori presenti, la Lazio ha il numero più basso di tifosi presenti all’interno del proprio impianto. Numeri impietosi, certo, ma che descrivono perfettamente il punto di rottura e di non ritorno tra tifoseria e società.

Categorie
DICHIARAZIONI

Lazio, riecco il vero Lotito: “Reazioni alla lettera? Non mi interessa il dibattito. Stadio vuoto? Non mi fa paura”

Claudio Lotito intercettato dall’agenzia Dire nei corridoi del Senato:

“Io dormo tre ore a notte. Ho scritto questa lettera di notte e l’ho mandata, poi non mi son messo a guardare”. Le reazioni: “Se avessi voluto aprire il dibattito l’avrei fatto con chi l’ha creato strumentalmente…”. Il tifo organizzato, però, ha risposto picche: “Ormai è tardi”, hanno scritto i tifosi.

Non ha paura di uno stadio vuoto per la prossima stagione? “No- risponde – perché io non faccio le cose in termini materiali. Per me la Lazio è un’emozione e io voglio costruire emozioni. Non vogliono venire allo stadio? È legittimo. Io lavoro con responsabilità, senza interessi materiali”.

I sostenitori della Lazio continuano a chiedere un sogno, e lui osserva: “Pure io voglio sognare, ma io voglio sognare anche per il futuro, non solo per il presente. Io ho fatto una lettera aperta per riportare le cose come stanno, senza enfatizzare quello che ho fatto e quello che ho fatto io per il calcio non l’ha fatto nessuno nella storia. La Salernitana l’ho presa in eccellenza e l’ho portata in serie A”.

E ora, forse, ha messo gli occhi sulla Reggina. Magari per fare un favore all’amico di Forza Italia Francesco Cannizzaro, neo sindaco di Reggio Calabria? “Non è vero – risponde – sono solo chiacchiere…”.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, dalle risorse alle ‘nuove realtà’: le dieci domande di Bisignani a Lotito

Sulle colonne del quotidiano Il Tempo, Luigi Bisignani, colui il quale aveva dato il via a una serie di lettere pubblicate sul giornale di Piazza Colonna, è tornato a dialogare a distanza con il presidente Lotito, ponendogli dieci domande:

Caro Direttore, il dibattito aperto da Il Tempo sul futuro della Lazio ha avuto almeno un merito: far uscire Claudio Latito dal suo bunker. Era ora, soprattutto perché ha finalmente am messo che «non va tutto bene».  Il confronto ormai va oltre il calcio. Con il 2027 alle porte, anno di elezioni nazionali e romane, anche la politica osserva con attenzione una frattura che rischia di trasformarsi da contestazione sportiva a questione di rilevanza pubblica. La lunga lettera ai tifosi nasce probabilmente per riaprire un varco. Forse sarebbe stato più utile un intervento a voce, a braccio, perfino imperfetto, meno da IA.  Nella lettera si parla di sostenibilità, Acaderny, Flaminio, media company, internazionalizzazione. Obiettivi condivisibili. Resta da capire con quali risorse, con quali partner, con quali tempi, con quale governance, con quale rosa rafforzata e con quali investimenti sportivi la Lazio intenda tornare a crescere. Per questo, più che altre parole, oggi servono risposte. Le formulo in dieci domande.

1. PRESIDENTE, MA DOV’È LA PAROLA SCUSATE?

Era la sola parola che molti laziali aspettavano: per anni di fratture, di toni sbagliati, di distanza crescente, di tifosi trattati troppo spesso come un fastidio e quasi mai come il capitale più prezioso del club. Una lettera ai laziali poteva cominciare da lì. Avrebbe avuto un altro peso.

2. QUANTO CAPITALE INTENDE METTERE LA PROPRIETÀ NELLA LAZIO?

Lei parla di crescita e competitività. Bene: con quali risorse? Aumento di capitale, finanziamento soci, garanzie bancarie, partner industriali? Trenta milioni? Cinquanta? Cento? I tifosi chiedono di conoscere l’impegno diretto della proprietà. La sostenibilità ha valore quando accompagna l’ambizione. Diventa una formula comoda quando li salto di qualità viene sempre rimandato. Il calcio di oggi richiede capitali, strutture, management, tecnologia, rete commerciale, competenze internazionali. Il futuro costa. Nella sua lettera il futuro compare spesso, il conto resta fuori dalla pagina.

3. COME FINANZIERÀ IL FLAMINIO?

Il Flaminio è un progetto strategico: chi paga, con quali partner e con quali tempi? Uno stadio richiede una struttura finanziaria dedicata, autorizzazioni, cronoprogrammi. banche, garanzie, project financing, hospitality, naming right, gestione dei rischi. Dovrà essere sostenuto da una NewCo? Da capitale privato? Da debito? Da partner esterni? E soprattutto: come si evita che il sogno dello stadio assorba risorse dalla gestione sportiva? I laziali vogliono il Flaminio, ma vogliono anche una squadra competitiva. Le due cose vanno spiegate insieme. 

4. CHE FINE HA FATTO LAZIO 2032?

A febbraio fu annunciato «Lazio 2032 – II Sogno Responsabile», sviluppato con Deloitte e Luiss e presentato come piano pluriennale. La conferenza prevista per il 10 marzo è sparita. Quel piano esiste ancora? Un piano industriale, anche se presentato come teaser, contiene numeri investimenti, scadenze, obiettivi, responsabilità. Una lettera al giornale appartiene a un altro registro. Se Lazio 2032 esiste, venga presentato anche solo in forma ridotta. Altrimenti rischia di sembrare l’ennesimo slogan per tenere buona la piazza. 

5. PERCHÉ L’ACADEMY È ANCORA UNA PROMESSA?

Da anni si parla di Academy, formazione, giovani, futuro. I tifosi chiedono di sapere quanto costerà, quando aprirà, con quali tecnici, con quale budget e con quale modello. Doveva essere un progetto nato e cresciuto intorno a Formello. Di tutto questo, però, si vedono poche tracce. Un club moderno produce calciatori, identità e valore. Alla Lazio il vivaio appare ancora più evocato che decisivo.

6. PERCHÉ CATALDI RESTA UN’ECCEZIONE E NON DIVENTA UN MODELLO?

Danilo Cataldi è un figlio della Lazio. È cresciuto nel settore giovanile biancoceleste e dimostra che il percorso dal vivaio alla prima squadra è possibile. La domanda è perché accada così raramente. In giro per Roma si vedono molte società dilettantistiche affiliate all’AS Roma e perfino ad altri club italiani. La presenza della Lazio nel territorio giovanile dovrebbe essere più forte, più visibile, più organizzata. Un bambino laziale deve poter immaginare un percorso naturale verso Formello.

7. PERCHÉ IL MARCHIO LAZIO RENDE COSÌ POCO?

Nel bilancio al 30 giugno 2025 i ricavi da sponsorizzazioni, pubblicità e royalties valgono circa 18,5 milioni di euro. I merchandising circa 2,36 milioni. Sono numeri modesti per un club con la storia, il seguito e la città della Lazio. La AS Roma é visibile a Termini, a Fiumicino, nei punti nevralgici del turismo cittadino. La Lazio, invece, fatica a trasformare la propria identità in presenza commerciale quotidiana.  Qui servono investimenti. Retail, negozi, e-commerce, licensing, prodotto, distribuzione, contenuti, esperienza.

8. COME INTENDE VALORIZZARE LA CAPITALE SENZA LASCIARLA SULLO SFONDO?

Roma è una delle città più conosciute al mondo e la Lazio la più antica squadra della Capitale. Turismo, alberghi, ambasciate, moda, lusso, cinema, cultura, istituzioni, eventi internazionali. Ogni anno milioni di persone attraversano la città.  Quali investimenti intende fare la società per trasformare questo potenziale in ricavi? Qui il tema riguarda prima di tutto strumenti e risorse. Con budget ridotti, strutture limitate e poteri concentrati, anche le persone capaci arrivano fino a un certo punto. Servono CRM, dati sui tifosi, hospitality vera, pacchetti stadio-albergo. Roma può essere una piattaforma globale. La Lazio la usa ancora troppo spesso come sfondo.

9. LEI DICE DI VENDERE SOLIDE REALTÀ. QUALI SONO?

Lei in passato ha detto: «Non vendo sogni, ma solide realtà». È una frase efficace, molto lotitiana. Proprio per questo merita una verifica. Quali sono oggi le solide realtà promesse ai tifosi? Una rosa più forte? Investimenti sportivi visibili? Un’Academy aperta? Il Flaminio finanziato? Una crescita commerciale misurabile? Una governance più moderna? Un rapporto ricostruito con la tifoseria? Lei nella lettera cita anche Fabiani. E allora guardiamo un dato esterno, con il beneficio d’inventario che meritano sempre le valutazioni di Transfermarkt: oggi la rosa della Lazio vale circa 223 milioni di euro ed è decima in Serie A, dietro anche a Bologna, Fiorentina e Como. Dopo anni di solide realtà, un club che vuole crescere dovrebbe presentare un patrimonio tecnico in accelerazione. Quel dato, invece, fotografa una posizione lontana dalle ambizioni dichiarate. Il calcio vive anche di sogni, presidente. La Lazio è nata, cresciuta e sopravvissuta grazie a una comunità che ha saputo sognare perfino nei momenti più difficili. Ma dopo tanti anni i tifosi vorrebbero vedere anche qualche realtà nuova.

10. SE LA LAZIO VIENE PRIMA DI TUTTO, È DISPOSTO A CAMBIARE DAVVERO?

È disposto ad aprire la governance a competenze vere sul modello Atalanta? È disposto ad attrarre nuovi capitali? È disposto a presentare un piano pubblico, con scadenze e responsabilità? È disposto a dire quanto investirà la proprietà nei prossimi tre anni? È disposto a trasformare il rapporto con i tifosi da problema d’ordine pubblico a pilastro strategico del club? Presidente, i laziali hanno già ascoltato molte parole. Hanno letto comunicati, interviste, promesse, progetti, conferenze annunciate e poi sparite. Oggi chiedono altro: fatti, scadenze, capitali, responsabilità, cambiamento. Altrimenti si abbia Il coraggio di dirlo: questa Lazio può soltanto amministrare il presente mentre gli altri costruiscono il domani. Ora che ha riaperto un filo con i tifosi, da vecchio raccattapalle dell’era Lorenzo, attendo fiducioso le risposte. Grazie e Forza Lazio, sempre”.

Categorie
ESCLUSIVE

‘SVB’ – Lazio, Caprio: “Anche vincendo lo scudetto la mia posizione non cambierebbe: nessuno ha mai offeso così i laziali” (AUDIO)

MINO CAPRIO in collegamento a ‘SVB’

“‘Onofrio e la caldaia’, avrei titolato la mia lettera. a Il Tempo, nella quale credo di aver detto tutto. In questo momento viene fuori la nostra tristezza. Viviamo un periodo così brutto che in tanti anni di Lazio non abbiamo mai vissuto.

Gattuso potrebbe sorprenderci, ma ha bisogno anche di calciatori. Quando si parla del mercato della Lazio preferisco non ascoltare la radio perché mi sopraggiungono dei disturbi, degli scompensi.

Quand’anche, nel giro di un anno o due, la Lazio vincesse il tricolore, lo dico fantasticando, io continuerei a dire ‘libera la Lazio’ perché le sue parole sono lance conficcate nel nostro stomaco. Nessun dirigente mai ha proferito parole del genere, così offensive. Sono laziale ed ho altri valori”.

Categorie
ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Serve buon senso. Ex Lazio in società? Ci vogliono attaccamento e competenza” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Per uscire da questa situazione bisogna essere bravi a fare un passo avanti ma bisogna usare il buon senso e l’amore per quello che si fa, se si ha. Una soluzione va trovata e al più presto, altrimenti si galleggia in una mezza misura che non sta bene.

Ora lo stato d’animo è questo, è normale dopo tanto tempo. Ripeto: serve un dialogo chiaro, trasparente e, soprattutto, costruttivo.

Mettere in società un ex Lazio competente, sarebbe un valore aggiunto. Ma, anche in questo caso, servono i presupposti giusti. Deve avere dei compiti; attaccamento sì, ma anche competenza”.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, lettera di Lotito ai tifosi: “Torniamo a parlarci e rispettarci. Anche io voglio vincere, ma con sostenibilità”

Sulle colonne de Il Messaggero, il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha scritto una lunga lettera ai tifosi biancocelesti:

“Cari tifosi laziali, desidero innanzitutto ringraziare il Direttore e il giornale che ospitano queste righe perché offrono spazio a una riflessione ampia, in un momento delicato. Essere tifoso significa contribuire a un comune sentimento, più lente e più utile alla Lazio. Scrivo a chi gioisce. A chi vive la Lazio ogni giorno. A chi la segue allo stadio, in televisione, in trasferta, nei Lazio Club, nelle famiglie, nei quartieri, nei ricordi e nelle speranze. Scrivo a chi gioisce, a chi soffre, a chi critica. Scrivo anche a chi si è allontanato, deluso, amareggiato. Non lo faccio per alimentare polemiche. Non lo faccio per chiedere indulgenza. Non lo faccio per dire che va tutto bene, perché non sarebbe vero e non sarebbe rispettoso della vostra intelligenza. Lo faccio perché mi sembra doveroso, da Presidente della S.S. Lazio, condividere con alcuni di voi alcune responsabilità e alcune prospettive. E soprattutto perché credo sia arrivato il momento di provare ad aprire una fase nuova: una fase di dialogo, di ascolto, di rispetto reciproco.

Si può non essere d’accordo con una scelta societaria, con una strategia societaria, con una stagione sportiva. Si può criticare il Presidente, la società, il mercato, il rapporto con la tifoseria. Ma ridurre vent’anni di lavoro, sacrifici, responsabilità personali, risultati ottenuti e battaglie istituzionali a una caricatura significa non leggere fino in fondo cosa sia diventato oggi il calcio moderno.

Il calcio di oggi è un sistema sempre più complesso, spietatamente appoggiato a volte privo di una visione autentica. Un sistema nel quale i fautori vengono raccontati come trofei, mentre dietro quei numeri si nascondono spese indebitate, fondi che entrano nel mercato senza controllo per costruire un ritorno di passione, ma per speculare sul valore di un brand e non come emissivo di una comunità. 
Ho sempre pensato che la Lazio dovesse restare padrona del proprio destino. Questa è stata, ed è rimasta una linea fondamentale. La Lazio deve competere, deve crescere, deve ambire alla vittoria. Ma deve farlo senza perdere dignità, autonomia, equilibrio e futuro. Il primo dovere di chi amministra un club non è inseguire l’applauso di un giorno. È garantire che quella società resti solida, libera e rispettata anche domani. So bene che questo principio, a volte, può apparire duro. So bene che il tifoso vuole vincere, vuole vedere la propria squadra sempre più forte. È giusto che sia così. Anch’io voglio una Lazio capace di vincere. Ma la sostenibilità non è il contrario dell’ambizione. È il modo più serio per dare un futuro. In questo anche ho sempre messo la faccia. Nelle scelte facili e in quelle difficili. Nei momenti positivi e in quelli complicati. Ho combattuto nelle istituzioni non soltanto per la Lazio, ma per difendere il sistema calcio nel suo complesso. Perché un calcio sano, senza regole, senza equilibrio, senza rispetto per i tifosi è un calcio destinato a perdere se stesso. Questo non significa non aver commesso errori. Chi decide sbaglia. Chi governa una società complessa come la Lazio sa di farlo in modo spesso complicato, contestato. In questo sono consapevole. È per questo che chiedo che il giudizio tenga conto dell’intero quadro, non soltanto della scelta singola o più conveniente da raccontare. E dentro questo quadro c’è anche chi vuole affrontare con chiarezza il rapporto con i tifosi: deve migliorare radicalmente. Lo dico senza ambiguità. La Lazio deve trovare forme nuove, serie e responsabili di ascolto, dialogo e coinvolgimento dellapropria gente. Esistono regole, vincoli attingenti, responsabilità giuridiche e istituzionali che spesso limitano il dialogo diretto e creano, in alcuni momenti, una barriera quasi invalicabile. Ma una barriera, se esiste, va affrontata. Non ignorata. Voglio dire qualcosa di molto personale: può essere accaduto che, in qualche occasione, in un clima di forte tensione, amareggiato da polemiche, offese e attacchi continui, io abbia risposto a telefono in modo avventato, con toni che non avrei voluto usare e che possono essere stati percepiti come distanza o chiusura. Se questo è accaduto, me ne assumo la responsabilità. Ma voglio essere chiaro: non è mai stata, né ci sarà mai, una mancanza di rispetto verso i tifosi della Lazio. Il rispetto per chi ama questi colori viene prima di tutto. Ogni tifoso che merita tempo, risposta, chiarimento, passione, sacrifici personali e familiari per seguire la Lazio merita uno schianto rispetto, ma gratitudine. Perché senza questo amore quotidiano, senza questa appartenenza profonda, nessun club avrebbe davvero un’anima. E io, che ho l’onore e la responsabilità di rappresentare la Lazio, non posso e non voglio dimenticarlo.

Per questo l’idea di chiamare tutti i Lazio Club, avviare un percorso di riconoscimento ufficiale e coinvolgere gli aderenti al codice etico della società e del territorio. Non come progetto di immagine. Non come progetto astratto. Ma come strada concreta per ridare e ricostituire un rapporto ordinato, strutturato e rispettoso tra la società e il suo popolo. Una misura non è sufficiente. Ma deve essere una mediazione seria. Perché la mia preoccupazione è questa: che si possa diventare una guerra tra voi e i vincitori, tra la società e la tifoseria, tra la ragione istituzionale e la passione popolare. La Lazio è una idea. E se essa, se una barriera si costruisce, se una parte vuole scavare una separazione, la società deve ascoltare di più e meglio. Questo è quello che farò. Ma deve essere uno sbocco dentro la logica della cura e della responsabilità”

Categorie
CALCIOMERCATO

Lazio, Romagnoli-Al Sadd alla stretta finale. E Arnau Martinez…

Cambiamenti in vista nel reparto difensivo per la Lazio. È infatti praticamente fatta la cessione di Alessio Romagnoli all’Al-Saad. Tra stasera e domani ci sarà l’ultima revisione dei contatti, poi l’operazione sarà chiusa. Già vicino al club qatariota quest’inverno, il centrale classe 1995 lascerà i biancocelesti dopo quattro stagioni.

Un profilo da seguire per sostituirlo è quello di Arnau Martinez, spagnolo classe 2003 retrocesso con il Girona, squadra di cui è il capitano. Proprio la retrocessione del club agevola l’operazione, dal momento che la clausola rescissoria è scesa a 7,5 milioni di euro. Il suo acquisto sarebbe utile per Rino GattusoArnau Martinez può infatti giocare sia da centrale sia da terzino destro. Ruolo, quest’ultimo, che con l’addio di Lazzari sarà coperto da Marusic e Floriani Mussolini.

I NUMERI DI ARNAU MARTINEZ NELL’ULTIMA STAGIONE – Girona, nel 2025/26, Arnau Martinez ha giocato 35 partite di Liga sulle 38 totali, oltre a una presenza in Copa del Rey. Il calciatore spagnolo ha anche segnato due gol e fornito due assist, giocando prevalentemente sulla fascia destra. Gianlucadimarzio.com

Categorie
DICHIARAZIONI

Lazio, Min. Abodi: “Lotito? Mi piacerebbe una società in salute. Se nel calcio levi il cuore…”

“Sono un appassionato e un abbonato in Tribuna Tevere. Lo rifarò? Sono sotto spesa, devo fare economia e delle scelte (ride, ndr). A me piacerebbe una società in salute sia dal punto di vista finanziario che nelle relazioni con la comunità e nell’empatia”. Così Andrea Abodi, ministro per lo sport e i giovani, ospite a “Un giorno da pecora” su Rai Radio 1, rispondendo a una domanda sul momento vissuto dal club biancoceleste. “Lotito? Negli anni ha fatto squadre che hanno vinto diversi trofei. Ma se nel calcio levi il cuore levi una parte determinante“, conclude. Ansa