Igor Tudor ai microfoni di Mediaset al termine di Lazio-Juventus 2-1: “Purtroppo non siamo passati. Abbiamo dato tutto, faccio i complimenti a loro e ai miei ragazzi. Castellanos? Ci sono tante note belle, a parte che non siamo passati. Sono felice di tutto, dei gol, della mentalità, di tutto. Mi dispiace per i ragazzi, ci credevano, eravamo là e purtroppo questo gol ci ha eliminati. Ora prepariamo la prossima, abbiamo tanti acciaccati, speriamo di recuperare. La Juve ha una grande fisicità, ha un livello di gambe, di fisico che è al massimo. Con i cambi volevo dare freschezza alla rosa, poi le cose sono andate così. La strada è giusta, abbiamo giocato contro la Juve e vinto due volte, sono soddisfatto. C’è da crescere chiaramente, ma siamo a buon punto. Contro l’Hellas sarà una partita importantissima, io sono qua da un mese, c’è tanta gente che può fare il mio gioco, poi sicuramente in estate dovremmo lavorare e completare quanto abbiamo impostato, anche con i profili giusti. Durante la preparazione si crescerà ancora”
Lazio-Juventus, Igor Tudor ai microfoni di Mediaset prima del fischio d’inizio: “C’è la voglia di far grande partita, provare a fare un’impresa, 2-0 è difficile ma nel calcio è successo tante volte, bisogna andare forte, stare in partita 90 minuti e non sbagliare niente. Bisogna mettere tutto, stare dietro non concedendo niente e davanti trovando soluzioni, bisogna stare entro la gara fino alla fine, poi vedremo che succede. Nervi? Sì quello è importante”.
Il tecnico biancoceleste Igor Tudor ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida di oggi contro la Juventus (ore 21:00) allo Stadio Olimpico di Roma.
La quiete, nel bel mezzo di due tempeste. La prima Matteo Guendouzi l’ha vissuta negli ultimi dieci giorni, da quel forfait nella vigilia di Lazio-Salernitana che tanto ha fatto discutere. La società ha parlato di un problema al polpaccio che lo ha tenuto ai box anche contro il Genoa, qualcuno ha parlato di un’accesa discussione con Tudor. Il rapporto tra il francese e il tecnico croato già ai tempi del Marsiglia aveva vissuto molti alti e bassi, con tante tempeste vissute al Velodrome. Dopo le due assenze con Salernitana e Genoa, Guendouzi ora è tornato a disposizione ed è pronto a essere nuovamente protagonista.
Già da sabato il centrocampista francese è tornato regolarmente a disposizione, lavorando sempre con il gruppo. La preparazione per la gara di questa sera è stata type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ ideale, tanto che Tudor punterà sull’ex Marsiglia dal primo minuto. La quiete è tornata a Formello, tre giorni di lavoro sereno hanno riportato Guendouzi al centro della mediana biancoceleste. Al suo fianco si muoverà Cataldi, una versione inedita del centrocampo targato Tudor. Cataldi non gioca titolare proprio dalla prima del tecnico croato contro la Juve in campionato. Guendouzi invece entrò dalla panchina e suonò la carica nel finale, servendo l’assist per il gol vittoria di Marusic.
Grinta, qualità e pazienza
Servirà personalità e aggressività alla Lazio di Tudor, per questo la scelta di Guendouzi dal primo minuto in mediana. Alla Lazio però non basterà solo questo, così come non basta solo il carattere. Lo ha detto in conferenza stampa lo stesso Tudor, per vincere in queste partite serve la qualità e quella la porteranno sulla trequarti Luis Alberto e Felipe Anderson. Dopo qualche partita per testare il gruppo, il tecnico croato ha trovato la formula giusta sulla trequarti. Toccherà a loro fare la differenza e creare le occasioni da gol per Castellanos prima e Immobile poi. Ne serviranno almeno due di reti per provare a prolungare la partita. Servirà un’impresa e Tudor riparte da Guendouzi, l’uomo che scatenò la tempesta proprio contro la Juventus non più tardi di 25 giorni fa. Tuttomercatoweb.com
Alla vigilia della semifinale di ritorno contro la Juventus, il tecnico della Lazio Igor Tudor, presenta la gara in conferenza stampa:
“Cosa chiede alla squadra e ai tifosi per centrare l’impresa?”
“Una gara importante perché si gioca per entrare in finale, contro una squadra forte e con un risultato che non è facile. Va provato fino alla fine con tutte le forze di passare, bisogna credere e fare una partita perfetta. Non sbagliare niente e andare con tutte le forze, questo è un obiettivo nostro e vediamo cosa succede”.
“Quanto manca per vedere la Lazio di Tudor?”
“È sempre difficile parlare di percentuale, abbiamo sempre fatto buone partite da quando sono arrivato io. Non mi accontento mai, cerco sempre di crescere e di migliorare, come detto dopo il Genoa magari si può fare un passo indietro per farne due avanti. Stiamo però crescendo, vedo grande partecipazione e il piacere nei giocatori di ritrovarsi in questo calcio. Siamo sulla strada giusta”.
“La partita con la Juve in campionato può essere un modello da seguire?”
“Abbiamo fatto due partite contro di loro, ogni partita è diversa dall’altra. Cambiano gli interpreti, i dettagli sono quelli ma poi tante situazioni possono cambiare la partita. Bisogna credere, è il bello del calcio. Spero sarà una partita lunga, ho visto i ragazzi molto motivati e ci credono. Abbiamo fatto poco, dovevamo recuperare dopo il Genoa. Oggi facciamo rifinitura e scegliamo chi schierare”.
“Cosa manca a Castellanos? Immobile e Guendouzi come stanno?”
“Immobile si è allenato ieri, sta bene ed è convocato. Guendouzi ha fatto due allenamenti e ci sarà anche lui. Con Taty ho fatto una bella chiacchierata, a volte ci tiene anche troppo. Ha qualità importanti e sente di poter fare ancora di più, io cerco di tirare fuori il meglio da ogni giocatore. Per me con la Salernitana ha fatto un’ottima partita, poi come ogni attaccante quando non segna pensa al gol. Deve pensare invece a come gioca e a come arriva a creare le occasioni da gol”.
“Luis Alberto può giocare con continuità? Felipe Anderson può giocare stabilmente in attacco?”
“Anderson ha sempre giocato nel suo ruolo, può giocare sia da trequartista che sulla fascia. Ha sempre fatto ruolo d’attacco, ora gioca più centralmente prima ha giocato sulla fascia. Luis Alberto ha giocato tanto, anzi ha giocato quasi sempre”.
“Per fare l’impresa basta il suo carattere? Lazzari ce la fa a recuperare?”
Manuel è in dubbio, vediamo se riuscirà a recuperare. Le parole del presidente sono belle, piacciono a ogni allenatore. Poi quando si parla di un’impronta dell’allenatore bisogna considerare tutte le cose, il lavoro dell’allenatore è complicato e si basa su tante cose, non solo sul carattere, ma anche sullo stile di gioco e sulla mentalità. Bisogna fare analisi profonde, nella mia carriera ho visto tante etichette e tante esagerazioni, penso invece che bisogna analizzare più attentamente ogni allenatore. Per l’impresa serve tutto, serve fluidità ma aggressività, serve compattezza e saper difendere anche bassi. Non dobbiamo regalare niente e tenere per 90 minuti, anche magari nei supplementari. Su queste cose ci si lavora tutti i giorni, non si lavora solo col carattere. Se scegliamo giocatori solo per carattere non si vince, si vince con la qualità dei giocatori. L’allenatore è importante, ma poi serve la qualità. Se non hai Felipe che dà quella palla, se non hai Daichi che fa quella giocata e Vecino con quel velo non vinci le partite”.
“Cosa sta chiedendo alla difesa?”
“È una cosa che abbiamo analizzato, stiamo subendo qualche gol per degli errori difensivi. Qua c’erano tanti input sulla zona, ora lavoriamo tanto sul duello e andando tanto in avanti perdi la lucidità nel tornare indietro e coprire meglio. È difficile ottenere tutto, magari su alcune cose ottieni risposte migliori, più lavori su un aspetto più sei bravo, però magari perdi qualcosa su altro. Dobbiamo lavorare per avere quella solidità e per stare sul pezzo anche quando si difende bassi, quella cosa che la Juve fa in maniera ottima. Loro sono bravi in quello”.
“Come si trova il coraggio per tirare in porta?”
“Si lavora sul coraggio di entrare in area con tanti giocatori, poi si lavora su alcune situazioni, ma questo è legato alle caratteristiche dei giocatori. Con la Salernitana ho visto quattro gol e ne potevamo fare altri, ho visto cose interessanti. A Genova è più complicato, ma su questo ci lavoriamo tutti i giorni, su dettagli che in realtà alla fine non sono dettagli”.
“Isaksen può essere un incursore della Lazio di Tudor del futuro?”
“Caratteristiche dei giocatori sono importanti, quando si fanno le rose a noi allenatori piace vedere le statistiche e vedere quanti gol fanno più o meno i giocatori. È chiaro che poi lo stile di gioco è importanti, i numeri possono salire se hai uno stile di gioco offensivo. Isaksen mi piace, è un ragazzo perbene che ha delle doti importanti, l’ho fatto giocare, poi magari qualcuno ha fatto meglio ma è lì e aspetta il suo momento. C’è ancora da crescere a livello di peso e personalità, la Serie A è un campionato difficile e bisogna crescere, lui è molto attento e si applica bene in allenamento, è una dote che mi piace. Decidono sempre i giocatori, è impossibile che un allenatore faccia giocare un giocatore più scarso di un altro”.
Cosa avete imparato dai precedenti contro la Juve?
“Non posso rispondere, ci sono state delle cose in cui sono stati più bravi e ne abbiamo parlato, ma di questo ne discutiamo nello spogliatoio”.
Come si prepara una partita del genere?
“Penso che ia giocatori piace fare questo tipo di gara, per me è più semplice da preparare. Aumenta l’attenzione sul non dover sbagliare niente”.
Kamada?
“Di Kamada ne abbiamo parlato tanto. Ci sono giocatori che giocano più con allenatori e meno con altri. Lui è un ragazzo completo, ha doti di ottimo livello”.
FORMELLO – In casa Lazio ci sarà turnover. Tudor dovrebbe mischiare un po’ le carte in vista della partita con la Juventus. Rispetto alla gara vinta con il Genoa a Marassi, i biancocelesti dovrebbero ritrovare Guendouzi e Cataldi. Fuori Vecino e Kamada. Sugli esterni inevitabili le scelte di Hysaj e Marusic, fuori Lazzari, infortunatosi venerdì scorso. In attacco gli stessi tre di Genova.
Probabile formazione (3-4-2-1): Mandas Patric Romagnoli Gila; Hysaj Guendouzi, Cataldi Marusic; F. Anderson Luis Alberto; Castellanos.
GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!
“Domani sera contro la Juventus è molto interessante immaginare le scelte di Tudor. Quello che filtra da Formello è che lui abbia intenzione di ripartire dal secondo tempo di Genoa. In questo caso, è chiaro, che sarebbe escluso il recuperato Guendouzi. E’ una possibilità con Hysaj e Marusic esterni.
Ci sarebbe l’opzione alternativa di mettere a destra Anderson. E’ ovvio che il brasiliano si esprima meglio sulla trequarti di campo. In questo caso, però, potresti recuperare il francese con l’avanzamento di Kamada sulla trequarti. E’ solo l’ipotesi alternativa. Lazzari farà un provino oggi, non c’è lesione al polpaccio, l’idea è quella di mandarlo in panchina.
Il Real Madrid su Gila? La necessità degli spagnoli è quella di rinnovare il parco difensori, per questo si parla della possibilità che vengano a richiedere alla Lazio il ragazzo. Lui è a tutti gli effetti biancoceleste, non sarebbe facile mettersi d’accordo sulla cifra visto che il Real vanta il 50 per cento sulla futura rivendita. Il prezzo lo fanno i capitolini, sarebbe ancora meglio se fosse un acquirente terzo a fare un’offerta dando poi al Real la possibilità di pareggiarla. Nel caso in cui dovesse tornare a Madrid, la Lazio riceverebbe la metà della cifra stabilita più i sei milioni sborsati due anni fa.
I tre difensori di domani sera contro la Juventus, Patric-Romagnoli-Gila, sono davvero complementari e perfetti per quello che richiede Tudor in entrambe le fasi dai suoi centrali. Romagnoli non adatto all’uno contro uno di Tudor? Magari, rispetto al gioco posizionale, a campo aperto può andare maggiormente in difficoltà, ma sinceramente credo possa adeguarsi tranquillamente come già ha fatto vedere”.
“Le partite scontate non ci sono più, quando arrivi a fine stagione dinamismo e condizione sono molto più importanti della tecnica. La Lazio ha fatto un grande passo in avanti per l’Europa League, per la Champions è ancora molto distante. Ora vedo una squadra che inizia ad avere le sembianze del proprio allenatore. Inizio a vedere un’impronta, si iniziano a vedere i giocatori nelle zone di competenza. All’inizio alcune scelte di Tudor davano l’idea di tanta confusione, ma era dettato dal cambio di stile di gioco in cui le posizioni sono più dinamiche rispetto a quelle più ordinate di Sarri. Qualcosa di più si sta vedendo, poi sono i risultati che ti aiutano ad avere continuità.
Se pensiamo ai numeri è inutile augurarsi che la Lazio domani possa ribaltare il discorso qualificazione con la Juventus, ma si va con la speranza e mi auguro con la determinazione da parte dei giocatori di poterlo fare, di provarci fino all’ultimo. All’interno dei 90′ nelle coppe può accadere di tutto, un solo episodio può spostare anche le dinamiche psicologiche. La Lazio deve andare sull’onda della preoccupazione della Juventus, devi spingere subito sull’acceleratore, ma se non dovessi trovare subito il gol non andrebbe disperso equilibrio. Un gol può arrivare in qualsiasi momento, poi dopo averlo trovato si va all’arrembaggio. La Juventus se ha spazio è pericolosa, sta a noi scardinare e forzare la partita ma con molta intelligenza. La Juventus anche nei momenti di difficoltà non ha mai preso goleade. Non verranno a fare la gara, serve giudizio e calma. La cosa importante è l’atteggiamento, fare una prestazione gagliarda e combattiva“.
Castellanos o Immobile?
“Dipende da come sta Immobile, se sta bene e garantisce un’autonomia di 60′-65′ partirei con lui. Dal punto di vista della realizzazione fornisce più garanzie, anche se va detto che in questa stagione le punte non hanno avuto grandi occasioni. Detto questo, non più il momento di giocare a calcio, ma di fare gol. In una gara da dentro o fuori, Immobile fornisce maggiori certezze”.
Gila è l’unico difensore che non cederei mai… ERNESTO CALISTI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’
“Gila è l’unico difensore che non cederei mai. Al di là del discorso tattico, quando un difensore è forte, è forte. Ha tutto per fare bene ed è un difensore vecchia maniera. Casale invece per me ha avuto una involuzione. L’ho visto in grande difficoltà e mi sembra faccia fatica nella linea a tre nonostante ci abbia giocato con Tudor a Verona. Lo preferisco a due.
Romagnoli invece mi sembra assolutamente adatto a giocare a tre purché abbia gli esterni che facciano bene le diagonali e gli altri compagni di reparto più rapidi, cosa che la Lazio ha.
Io ad esempio Felipe Anderson per come gioca Tudor lo vedo solo dietro le punte. Farlo giocare come quinto, dove per forza di cose deve scivolare in basso, ti fa perdere qualità davanti e la Lazio ha bisogno di maggiore qualità davanti. Idem Kamada: non capisco perché debba giocare davanti alla difesa e non dietro alla punta viste le sue caratteristiche.
Domani mi piacerebbe vedere Guendouzi e Vecino davanti alla difesa con Anderson e Kamada dietro il Taty davanti. Anche perché Ciro ha solo un paio di allenamenti sulle spalle e non so se è il caso di partirci dal primo minuto”.