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‘NMM’ – Gregucci: “Milan-Lazio gara crocevia. E’ il momento di scoppiare i palloni…” (AUDIO)

Angelo Gregucci in collegamento a ‘NMM’

“Quella di Milano contro i rossoneri, è una gara crocevia a tutti gli effetti. La Lazio ha l’obbligo di metterci tanta intensità e tigna. Ieri il Bologna insegna: hanno fatto una partita aggressiva, molto, ma molto intensa prendendo subito il Milan con grande pressing. Serve una partita coraggiosa, la gara è davvero fondamentale. In base al risultato può diventare un altro campionato dal giorno dopo. Oltre la prestazione, serve un grande atteggiamento. Il Milan? A volte il loro atteggiamento è presuntuoso. Ricordiamoci che San Siro è uno stadio capace di influire anche negativamente sui padroni di casa. In un momento del genere per la squadra rossonera, potrebbero esserci mugugni e fischi. La Lazio deve essere brava a non dare fiducia a loro e allo stadio intero. Per la Lazio è arrivato il momento di ‘scoppiare i palloni'”.

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‘SVB’ – Zoff: “Var? Parlando con Rocchi avevo previsto tutto. Su Mandas e Provedel vi dico che…” – (AUDIO)

Dino Zoff è intervenuto stamattina in collegamento ai microfoni di Radiosei, nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’, par parlare di Var e del momento vissuto da Provedel e Mandas.

“Cosa avrei fatto se avessi preso il gol di Mandas a San Siro? Il fatto è che ora si protesta per tutto, quindi spesso le proteste risultano inutili. Tiro di Arnautovic parabile? No. Soprattutto i tiri al volo sono difficile da respingere”.

“La Var? Io ne avevo parlato con Gianluca Rocchi, incontrato in un evento a Vallelunga, prevedendo lo stato attuale. Si fischiano falli che tali non sono, si danno troppo rigorini. Il Var deve intervenire su fatti oggettivi come fuorigioco o palla dentro o fuori. Avevo previsto. Il calcio è uno sport dinamico, non statico. Concordo pienamente con quanto detto ieri a Radiosei dall’ex arbitro Pietro D’Elia”.

“Alternanza Mandas Provedel? Non credo sia un problema, è una scelta che non reputo sbagliata”.

GLP

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‘QUELLI CHE…’ – Pellegatti: “Il Milan ha sbagliato i due allenatori. Conceicao? I suoi messaggi sono chiari…” (AUDIO)

CARLO PELLEGATTI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Situazione brutta, reduci da un’altra sconfitta. Nelle ultime cinque gare: una vittoria, un pari e tre ko. Non penso ci saranno ‘turbolenze drammatiche’, però i messaggi di Conceicao di ieri sono stati chiari e non vanno sottovalutati.

La società ha sbagliato la scelta dei due allenatori: prima uno sulla falsa riga di Pioli, molto morbido, poi uno diverso. I calciatori non si adattano al gioco di Conceicao. Lui è un tecnico da squadra da prendere ad inizio stagione, non da campionato in corso, anche se a Nantes aveva fatto bene, però c’era un’altra situazione, altri giocatori e un’altra atmosfera.

Galliani nel Milan? La società ora è diversa, sta a Monza e vuole tentare di salvarlo. Il club deve trovare un direttore sportivo che poi cercherà l’allenatore.

La sconfitta con la Dinamo Zagabria non deve esistere. E’ un’onta storica.

Sarebbe assurdo cambiare tecnico ma una società serie parla con l’allenatore. Secondo me ora al portoghese pesa molto questa situazione del Milan. Screzio con Calabria? Fa parte delle cose ‘strane’ di questa stagione. Maldini? Ormai situazione lontana che non torna”.

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‘9 GENNAIO’ – F. Galli: “Milan, margini di errore finiti. La Champions passa dalla Lazio. Di Conceição non mi è piaciuto…”

Filippo Galli, ex difensore del Milan e Dirigente Sportivo in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Siamo stati inizialmente ingannati dalle prime due vittorie, la realtà che con l’arrivo di Conceiçao i problemi del Milan sono rimasti. E’ mancata continuità e c’è un problema di leadership interna, ora vedremo questa sera con il Bologna e la Lazio se arriveranno quei sei punti di cui hanno bisogno per rientrare in chiave Champions. Dal punto di vista della società, degli errori nelle scelte sono state fatte. Il calcio è complesso e quello che fai sul mercato passa sempre da una fase di adattamento. Credo che il club abbia capito a gennaio che erano stati fatti degli sbagli in estate. Gimenez è uno che la butta dentro, da Joao Felix ti aspetti sempre la giocata.

Di Conceição non è mi è piaciuto l’impatto iniziale in alcune sue dichiarazioni, se si pensa che il calcio sia una materia semplice c’è il rischio di andare un po’ fuori strada. Ora non ci sono più margini di errore dopo l’uscita dalla Champions, nelle prossime due partite non si può assolutamente sbagliare. La ricorsa è lunga, ma passa da questi 180′.

Milan troppo sbilanciato? E’ un tema forte quello dei Fab four più un centrocampista offensivo come Reijnders. Se non si mettono tutti a disposizione in fase di non possesso, i vantaggi sono pochi. Ci sono stati troppi momenti di black-out che hanno fatto si che questa squadra perdesse compattezza e fluidità di gioco. Credo ci sia bisogno di giocatori anche di gamba come Bondo. Ibrahimovic? Non so se la sua posizione sia indubbio, mi sembra sia sereno nella sua posizione di advisor. Lui è abituato ad essere al centro del ring, ma la posizione dirigenziale è diversa. Credo si stia anche lui sperimentando nel ruolo.

La Lazio è una squadra che inizia ad avere difficoltà, ma è quadrata. Baroni le ha dato un’identità precisa, verrà a Milano a fare la propria partita con individualità importanti. Sarà dura per il Milan…”

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‘NMM’ – D. Rossi: “Dia involuto, la Lazio ha difficoltà a leggere le partite. Arbitri? Spetta alla società…” (AUDIO)

Delio Rossi in collegamento a ‘NMM’

“Non voglio commentare l’episodio di Milano, ma la Lazio non ha fatto una brutta partita. Il rammarico è non aver sfruttato l’occasione con un Inter ai minimi termini. Ho visto una squadra col freno a mano tirato, non so se dovuto alla mancanza di alcuni giocatori. Non li ho visto come le altre volte, certamente meglio in quel primo tempo dell’Olimpico proprio contro i nerazzurri. Episodio? Lì è la società che dovrebbe farsi sentire, non il tecnico. La Lazio poi si è lasciata andare, io mi aspettavo qualcosa di più, che sfruttasse meglio le occasioni. Secondo me il 6-0 ha inciso mentalmente”.

“Questa è una squadra che non ha tanti giocatori capaci di leggere i momenti della partita. E’ una squadra da “on-off”, tutto o niente. Castellanos? Al netto della sua assenza, il vedo un Dia estremamente sottotono. Non vedo quel giocatore decisivo come in altri frangenti, sta rendendo al di sotto ora o stava rendendo troppo sopra prima. L’unico che sta giocando ad un ritmo diverso è Isaksen, oggi. Noslin e Tchaouna non stanno facendo bene, è chiaro che domenica metterà Pedro trequartista e Dia punta. Non credo al centrocampo a 3 contro il Milan, penso che Baroni non si metterà a fare sperimenti in corso d’opera”.

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‘NMM’ – Paglia: “Lazio-arbitri, responsabilità di Lotito. Flaminio? Mica crederete alla Befana?” (AUDIO)

L’ex Responsabile della Comunicazione della Lazio, GUIDO PAGLIA, in collegamento a ‘NMM’!

“Questa situazione arbitrale mi sta massacrando e levando la passione per il calcio. Credo avrei avuto difficoltà a relazionarmi con la società odierna, forse saremmo andati allo scontro. La responsabilità di Lotito è evidente. Il presidente ha portato un attacco a Gravina e non dico che gli arbitro dipendano dalla FIGC, se non per la loro carriera. Se vogliono farla, quindi diventare internazionali e guadagnare di più, devono essere in buoni rapporti con la FIGC. Escludo categoricamente che sia lo stesso Gravina a ‘dare indicazioni’, credo più che sia proprio la classe arbitrale che voglia ‘farsi bella’ agli occhi della FIGC stessa. E’ il mio convincimento, non è un complotto di Gravina contro Lotito, ma una sorta di autocondizionamento dei fischietti. Ci sono una serie di episodi talmente chiari ed evidenti che meriterebbero un’indagine interna. La giustificazione dell’episodio contro l’Inter è pazzesca, onestamente”.

“Lotito ha rinunciato alla Lega, sa di essere emarginato. E’ consapevole, ma non gliene frega assolutamente niente. Non è mosso da una lazialità spinta come altri tifosi. Lui protegge il suo status da senatore, la sua carriera politica. La Lazio non è alla pari con questi interessi. Ad oggi, sa perfettamente che una campagna-arbitri condotta da lui, sarebbe controproducente anche per una questione di credibilità e non sa realmente come uscirne. Danno economico in caso di mancata Champions? E quanto ha speso la Juventus? Cioè, se non dovesse arrivare in Europa le colpe verrebbero scaricate sull’allenatore e la campagna acquisti verrebbe fatta di conseguenza. Flaminio? Ma voi credete ancora alla Befana? Non ci ho mai creduto. Credo sia una messa in scena, anche lì è stato presentato un piano che non sarà accettato. Il progetto della Roma Nuoto è più credibile e non stravolgerebbe un intero quartiere. Al Flaminio non credo dal 2000, quando provammo noi con Rutelli. Non c’è niente da fare: se scavi trovi i cocci romani, hai le mani legate anche per i posti a sedere”.

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‘QUELLI CHE…’ – Rocca (Pres. Regione Lazio): “Lazio, sogno l’Europa League” (AUDIO)

FRANCESCO ROCCA

(Pres. Regione Lazio) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“L’Europa League è qualcosa che ci manca, io ero a Birmingham quando abbiamo vinto la Coppa delle Coppe. Mi auguro possa ricapitare, sarebbe un sogno. Tra campionato ed Europa sceglierei la seconda in questo momento. Per la Lazio sarebbe il massimo”

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‘QUELLI CHE…’ – Genovese: “Follemente Lazio. Arbitri e black-out sempre dietro l’angolo” (AUDIO)

Il regista PAOLO GENOVESE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La Lazio è folle, ancora adesso i black-out sono sempre dietro l’angolo. L’uscita dalla Coppa Italia dispiace, ancora di più perché la prestazione è stata positiva e la direzione arbitrale è stata molto discutibile. Poi io sono uno di quelli che non cerca scuse e si riferisce poco agli errori arbitrali. Il fastidio di questo periodo è vero, reale, anche se il mio cruccio personale passa sempre dalle giornate come quelle di Venezia in cui la squadra è sembrata poco pronta al tipo di partite.

Nel film ‘Follemente’ c’è una mediazione tra la fede degli attori, ho rispettato le loro preferenze anche se poi nella gara che raccontiamo faccio vincere la Lazio. Sul set evitiamo di parlare di Lazio e Roma. C’è rispetto ed andiamo avanti (ride, ndr). Il racconto parte da un primo appuntamento tra Edoardo Leo e Pilar Fogliati con tutte le paure e le confusioni annesse”.

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‘SVB’ – D’Elia: “Il calcio statico della VAR non è calcio. A Rocchi direi di guardare anche come arbitrava lui…” – (AUDIO)

L’ex arbitro Pietro D’Elia è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei, nella trasmissione “Sei Volte Buongiorno”, per commentare le polemiche dopo Inter-Lazio, analizzando il momento vissuto dalla classe italiana degli arbitri, in particolare sull’utilizzo del VAR e sul ruolo di Rocchi.

“Ci sono situazioni controverse. Il Var ha reso controverse troppe valutazione, il VAR ha inserito un regime visivo diverso, ora si basa più sulla staticità a danno di quello dinamico. Il calcio non è statico, ma è dinamico. Questa è la differenza principale tra il calcio del mio tempo e quello attuale. Il VAR opera per cercare falli o altro che in un regime dinamico non verrebbero individuate e sanzionate come falli”.

“Il VAR ha inibito la bellezza del calcio, queste interruzioni rischiano di rovinare questo gioco. Bisogna cambiare il protocollo, se si cerca il pelo nell’uovo e si va alla ricerca spasmodica del fallo, allora non è più calcio”.

“Inserire ex calciatori nel VAR? Credo che le polemiche sorgerebbero lo stesso per la natura del protocollo. Il problema non è solo nell’area di rigore. Bisogna ripristinare la volontarietà, il calcio è fatto di contatti. Ai miei tempi c’erano sì polemiche, ma non assistevamo a queste situazioni.

“Sono anni che non vado allo stadio perché vedo partite deprimenti. Il calcio è fatto di contatti e continuità. E’ diventato un calcio in sala d’attesa…”.

“Consigli a Rocchi? Gli direi di riguardare le partite che arbitrava. Non sono passati molti anni ma era tutto molto diverso. La tecnologia, usata così, è stata deleteria. Penso anche ai fuorigioco. Sarebbe meglio tornare al concetto della luce tra i due corpi. Il VAR a chiamata? Non cambierebbe nulla, sarebbe un’altra interruzione”.

    

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‘NMM’ – Liverani: “Tchaouna non può fare la prima punta. Dipendenza da Castellanos, delusione Pellegrini” (AUDIO)

FABIO LIVERANI in collegamento a ‘NMM’

“Purtroppo queste sfide si decidono con questi episodi qui, Arnautovic ha fatto un eurogol. La Lazio ha disputato una buona partita ma sicuramente senza Castellanos sono due gare in cui non c’è stata grande pericolosità davanti. Il Taty manca tanto, servirà trovare soluzioni, a partire dall’impegno importante di domenica in casa del Milan.

Sfumata la Coppa Italia, serve rimanere attaccati al treno Champions e pensare all’Europa League.

Dia non è una prima punta, è più pericoloso quando si muove, non dà riferimenti e sfrutta gli spazi creati dagli altri. Noslin male a Venezia, Tchaouna peggio a San Siro. Tchaouna non è in grado di fare la prima punta, soprattutto a Milano, in una partita importante.

Le soluzioni sono due: avanzare Dia con Pedro dietro oppure rimettere Noslin. Catellanos mancherà per un po’, le partite ora sono importanti, occorre trovare velocemente una soluzione. La sensazione è che la Lazio si stia scoprendo un po’ dipendente dalle sue caratteristiche. Lui permette anche agli altri di arrivare in zona gol. La Lazio punta sul suo gioco e la sua identità e su questi meccanismi, non su la giocata del singolo.

Corsa Champions? Il prima ti serve per il rush finale, in queste settimane si deciderà tutto; raggiungere il quarto posto significherebbe aver fatto un campionato incredibile, sopra alle aspettative.

Pellegrini? Fino a novembre credo abbia fatto il suo. La scorsa stagione non mi aveva entusiasmato, con la gestione Baroni è migliorato; l’ho visto centrato, dentro al gruppo, mi sembrava avesse fatto lo step di maturazione. A seguire c’è stato il blackout. La sua prestazione di ieri è stata deludente, ha dato la percezione di essere un giocatore che non ha la giusta concentrazione, che non ha la fame necessaria e l’attenzione. Io lo conosco e mi dispiace perché i primi mesi pensavo avesse fatto un passo avanti ma ieri non ha cambiato le gerarchie. Gli consiglierei di fare uno step: deve fare uno o due campionati da protagonista”.