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Lazio, le frizioni con Tudor e la stagione a Firenze: Cataldi si prepara a sfidare l’ex tecnico

Dopo un anno con la Fiorentina ora Danilo ha di nuovo il suo posto.

Il mancato riscatto da parte della Fiorentina, il blocco del mercato ed il ritorno di Sarri, hanno portato Danilo Cataldi a riprendersi un posto da protagonista nella Lazio. Complice anche lo stop di Rovella, il centrocampista in queste settimane è tra gli inamovibili di Sarri.

Pur avendo iniziato a giocare di meno con l’esplosione di Nicolò
(salvo nei big match), il 12 marzo 2024 Danilo, riporta Il Messaggero, era stato uno dei primi a catapultarsi a casa del Comandante per provare a farne rientrare le dimissioni dalla Lazio. Tentativo vano, ma oggi ripagato. Cataldi è di nuovo al centro del progetto, l’ancora di salvataggio sino a quando non si saprà se Rovella riuscirà a superare la pubalgia senza ricorrere all’intervento.

Adesso, conclude il quotidiano, arriva la Juve e il ritrovato vice capitano assapora già la vendetta a fuoco lento. Ad aprile 2024 Tudor aveva relegato costantemente Cataldi fra la panchina e uno scarno minutaggio, facendogli oltretutto perdere 200mila euro di bonus. Non è mai sbocciato il feeling col successore di Sarri, ma mai Danilo avrebbe immaginato di diventare poi in ritiro il capo dei ribelli o forse il capro espiatorio dell’abbandono del tecnico croato, né di finire un anno in esilio a Firenze dopo essere stato messo dalla società sul mercato. Quest’estate Sarri si è imposto per trattenerlo, dopo il mancato riscatto viola, perché aveva già riserve su Belahyane come vertice basso.

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Lazio, stallo per gennaio: perché il club non può dare garanzie a Sarri

(…) La società non sa ancora se potrà operare a saldo zero o liberamente. Nella prima ipotesi serviranno uscite per ogni entrata, alle stesse cifre. Nella seconda mercato aperto, è l’opzione che costringerebbe Lotito a spendere di più col rischio di appesantire le casse. Non può permetterselo visto che al 30 settembre 2026 la soglia ricavi-spese sarà entro il 70%. Lotito punta a fare trading con i giocatori in rosa, può sacrificarne un paio, non può smantellare. Sarri ascolterebbe offerte per Castellanos e Tavares. La società pensa di vendere Mandas, sempre più chiuso, pronto a partire per giocare, e forse Isaksen. Lo stallo, ad oggi, è su chi sceglierebbe gli eventuali sostituti. Si torna alla necessità dell’incontro: vanno riesaminati rapporti, idee, obiettivi. Sarri ha chiarito di lavorare per un solo obiettivo quest’anno, ossia creare un gruppo di 6-7 giocatori per il futuro. E a giugno valuterà «se c’è un progetto tecnico», parole sue. Lotito e Fabiani non si vedono dodicesimi, ma lo sono. Lo riporta il Corriere dello Sport

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Lazio, critiche e mercato: serve chiarimento tra Sarri e società. Il retroscena: contratto esteso fino al 2028

Retroscena, accordo tra Sarri e la Lazio a luglio per prolungare il suo contratto fino al 2028, annullando l’opzione. Ora, però, serve un chiarimento con il presidente Lotito, un confronto diretto con la società su alcuni punti.

E’ il Corriere dello Sport questa mattina a raccontare di un prolungamento di contratto fino al 2028 avvenuto a luglio. Un retroscena significativo considerate soprattutto le ultime dichiarazioni rilasciate dal tecnico toscano dopo la sfida con l’Atalanta a Bergamo. I punti di divergenza e contrasto sono stati molti, dalla notizia del mercato bloccato, all’acquisto di Insigne fino all’esclusione di Dele-Bashiru.

Il tecnico ha firmato due contratti. Uno a giugno, un biennale con opzione per il 2028, e uno a luglio – dopo il caso scoppiato – un triennale secco. Non è cambiato l’ingaggio, sempre 2,5 milioni di euro a stagione più bonus. E’ caduta soltanto l’opzione. Si tratta di una sorta di riparazione che il club ha voluto fare dopo il pesante torto subito da parte del tecnico toscano.

La Lazio, nelle figure del presidente Lotito e del Ds Fabiani – crede ancora che la rosa a disposizione di mister Sarri sia competitiva e possa fare bene. Per queste ragioni, sempre secondo quanto riferito dal quotidiano romano, i due dirigenti biancocelesti sarebbero rimasti seccati da quanto dichiarato dal mister nel weekend prima di Atalanta-Lazio, e anche dopo.

Il Comandante -scrive Il Messaggero – sa che le sue battute hanno infastidito la società, ma lo considera un modo per scuoterla e, contemporaneamente, tenere uniti squadra e popolo in questo frangente così delicato. Il problema è che Lotito non ama essere messo in cattiva luce di fronte ai tifosi, né con le spalle al muro. Fabiani invece era convinto che, a differenza di Baroni, Sarri potesse riuscire a valorizzare il suo mercato. Invece questo non sta accadendo.

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Lazio, Guendouzi contro Tudor la 100ª in biancoceleste

Il francese domenica taglierà il traguardo delle 100 presenze con la Lazio.

In un momento difficile la Lazio si è dovuta privare anche di lui che al derby, dopo il triplice fischio, ha rimediato due giornate di squalifica: ora Guendouzi è tornato ed è pronto a tagliare un traguardo importante con la maglia biancoceleste.

Domenica il francese, riporta Il Messaggero, farà 100 presenze con la Lazio, che a novembre diverrà la squadra più vestita superando l’OM (103). Lo farà contro uno scricchiolante Tudor, dopo gli screzi al Marsiglia e frizioni mai sopite nel bimestre del croato a Formello. Per fatalità, le scorie tra i due furono dissimulate proprio grazie all’assist del subentrato Guendouzi per l’1-0 di Marusic alla Juve al 93’ nel giorno dell’esordio in biancoceleste del tecnico, con le telecamere pronte a immortalare il bacio dell’allenatore al mediano, fotografia di un disgelo solo apparente. L’occasione di dare una spallata a una panchina in bilico può ora fungere da scossa. Servirà ripartire dai dati positivi: al netto del vistoso calo, nelle 5 partite giocate l’ex Arsenal è rimasto al centro dell’azione e ha sempre chiuso da primatista per palloni giocati in verticale. La condizione fisica lo assiste: a Bergamo ha macinato 12 km, dietro al solo Cataldi (13,1) tra i 29 interpreti di movimento. Andare di corsa non basterà a cancellare l’avvio incolore. La Lazio ha un tremendo bisogno del suo smalto per risollevare un centrocampo fin qui senza padroni.

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Infortuni Lazio, è rebus rientri: dai casi Lazzari e Dele a Castellanos e Cancellieri

Verso la Juve ancora con assenze importanti: la situazione in casa biancoceleste.

L’emergenza piano piano ha colpito ogni reparto della Lazio. L’ultimo a fermarsi è stato Cancellieri, che ha alzato bandiera bianca al 2o’ della sfida in casa dell’Atalanta domenica scorsa.

Poco chiare ad oggi le indicazioni circa i recuperi di alcuni calciatori. Come evidenzia Il Messaggero, si era partiti con Lazzari e Vecino: le prime comunicazioni ufficiali li davano affaticati, salvo scoprire poi da Sarri che entrambi erano alle prese con una lesione di primo grado. È andata peggio a Dele-Bashiru: con il primo grado annunciato, in teoria il nigeriano doveva essere a disposizione il 19 ottobre a Bergamo. In tanti si chiedevano perché Sarri lo avesse fatto fuori dalla lista Serie A e lui aveva parlato di un lungo infortunio. E infatti dal ko nel derby è passato più di un mese senza rivederlo in campo.

Non è mai stato fatto mezzo comunicato, sottolinea il quotidiano, su Castellanos, dopo gli esami del 14 ottobre scorso. Si tratta ovviamente di una lesione di secondo grado al retto femorale della coscia destra, che costringerà l’argentino a rimanere fuori almeno un mese e mezzo, se non di più. Rischia la stessa infausta sorte Cancellieri, su cui ieri recitava il bollettino medico: «Ha riportato una lesione miotendinea di media entità a carico degli hamstring della coscia sinistra». In pratica, lo stiramento al bicipite femorale sarebbe ben oltre il primo grado, quasi un secondo, con interessamento anche del tendine, tale da temere di rivederlo a dicembre. Oltretutto ciò che sta mandando in confusione Sarri, lo staff e i giocatori è spesso una differenza di vedute interne sui ko fra il responsabile Rodia e il dottor Leo.

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Lazio, da Bela a Dele: i bocciati di Sarri in vista di gennaio

Maurizio Sarri nelle prossime settimane farà il primo bilancio – anche in virtù della sessione invernale di mercato – della rosa attuale. Come scritto dal Corriere dello Sport, molti calciatori sono in bilico. Da Noslin passando per Dele Bashiru per finire a Belahyane. Tutti calciatori che fin qui non hanno convinto il tecnico toscano che potrebbero partire a gennaio.

Sarri è rimasto contento, fin qui, solo di Provstgaard. Il danese è un calciatore che ha convinto lo staff tecnico. Il mister toscano è pronto a lavorare su di lui per farlo crescere e per portarlo nel giro di pochi anni ad essere il difensore titolare della Lazio.

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Lazio, altra multa alla Women: per il club è accanimento ingiustificato

Dopo le docce un altro problema in casa Lazio Women.

La scorsa settimana a tenere banco in casa Lazio Women è stata l’ammenda di 200 euro ai danni del club per la mancanza mancanza di acqua calda nello spogliatoio degli arbitri dopo la gara contro il Genoa. Ora il Giudice Sportivo ha emanato un altro comunicato in cui parla di una diffida di 500 euro nei confronti dei biancocelesti “per avere, al termine di Lazio-Juventus, consentito l’accesso allo spogliatoio della terna arbitrale a soggetto non inserito nella distinta di gara, non autorizzato e non appartenente all’organico della società, per verificare fosse assicurata l’erogazione di acqua calda, rivolgendo una critica di carattere generico, con toni irriguardosi e contenente espressione offensiva, non dirette né alla persona né all’operato del direttore di gara o dei componenti della quaterna arbitrale. Considerato i toni adoperati non risultavano alterati né minacciosi”.

Stando a quanto riportato da Il Corriere dello Sport, dopo questa nuova multa il pensiero a Formello è quello di un “accanimento ingiustificato” contro la società. “Il club – si legge – è irritato”.

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Lazio, 16 infortuni da luglio: per Sarri ed il suo staff mai un calvario simile

A Bergamo l’ennesimo infortunio: il calvario in casa Lazio non finisce.


Con lo stop di Cancellieri, sottolinea Il Messaggero, salgono a sedici gli infortuni da luglio, nove sono muscolari, in poco più di tre mesi e mezzo. Davide Losi, ormai al fianco di Sarri dal 2015 a Napoli, giura di aver predisposto la stessa preparazione dell’ultimo decennio, mai aveva affrontato un simile calvario, oltretutto con una sola competizione di mezzo. Basta tornare indietro. Il primo anno sotto il Vesuvio, si legge, passa liscio, se non per l’operazione al ginocchio di Grassi e la distorsione alla caviglia di Gabbiadini (un mese out). Nel 2016/17, annata Champions, una lesione al bicipite femorale per Albiol (ottobre-novembre) e lo stiramento al collaterale per Koulibaly (dicembre/gennaio). Per Tonelli e Chiriches fastidi al ginocchio. A Milik fa crac il crociato con ripercussioni nell’anno successivo. Si annovera solo una lesione per Chiriches al bicipite femorale nella stagione 2017/18 (a febbraio). Al Chelsea neanche si vedono i quattro acciacchi muscolari (Drinkwater, Marcos Alonso, Morata) più quelli a fine Premier (Palmieri e Rudiger), sopperiti da un organico vastissimo. Alla Juve solo Douglas Costa ha continui problemi muscolari alla coscia, De Sciglio e Chiellini finiscono dopo ko (adduttore e polpaccio). Demiral si rompe il crociato. Nel primo anno di Lazio (2021) Lazzari salta due mesi fra stiramenti al polpaccio (se lo trascina anche adesso), coscia e pube, Zaccagni salta i primi due mesi per fastidi alla coscia e al malleolo, Acerbi perde 11 gare per uno stiramento alla coscia (dicembre/febbraio). Nel 2022/23, a parte Radu a fine carriera e alle prese con la fascite plantare, Immobile salta 12 gare dall’inizio per vecchie cicatrici, che tornano anche l’anno successivo. Sarri lascia Formello a marzo con i ko muscolari di Romagnoli (novembre), Casale (ottobre) e Rovella, alle prese col solito tormento pubico.


Problemi pregressi e nuovi, conclude il quotidiano, possono anche essere legati a diverse visioni mediche interne (al dottor Rodia si è aggiunto Leo, trascinato da Fabiani da Salerno), a fughe per curarsi altrove, e poi ci sono anche gli anni che passano. Ovviamente il discorso non vale per i giovani Cancellieri, Taty e Dele-Bashiru, ma la Lazio ha la terza età media (27,8) dei calciatori scesi in campo, dopo Inter (27,9) e Napoli (28.3), che hanno però una rosa più ampia e giocano anche la Champions. Alla vigilia dell’Atalanta è stato chiesto a Sarri se i guai possano ricondursi anche ai terreni rizollati o all’estate passata a Formello, invece che al fresco di Auronzo: «É improbabile che c’entri il ritiro fatto qui. Con i due campi abbiamo avuto un problema circa dieci giorni fa, ma ora sono di buon livello. In quei dieci giorni qualcosa può aver inciso. Alcuni erano diventati difficilmente praticabili, ma sono state comunque difficoltà momentanee che succedono a tante squadre. È difficile fare un’attenta valutazione con conferme certe su un motivo o un altro».

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Lazio, senza Cancellieri tocca ad Isaksen: per convicere Sarri e vendicarsi su Tudor

Il danese out ad inizio stagione, domenica potrebbe tornare titolare.

Quest’estate la mononucleosi non gli ha permesso di svolgere la preparazione insieme ai compagni, poi ha lavorato per ritrovare la miglior condizione mentre Cancellieri si è preso il posto sulla corsia destra: adesso Isaksen, visto lo stop del collega, ha la chance per provare a convincere.

Cancellieri, oltre alla Juventus, salterà anche Cagliari, Pisa e Inter prima della pausa Nazionali, con obiettivo Lecce per il rientro. La vera notizia, sottolinea Il Messaggero, considerate queste prime sette giornate di campionato, sono i 74 minuti (extra-time compreso) giocati dal danese alla New Balance Arena. Si è notata sicuramente una condizione ancora lontana da quella ottimale, soprattutto sul recupero subito nel primo tempo da Ederson, ma c’è stato anche qualche spunto, come dimostrano i 3 falli subiti e i 14 passaggi in avanti completati, con nel mezzo anche un pallone recuperato.

Per l’ex Midtjylland, conclude il quotidiano, sarebbe una doppia
soddisfazione prendersi la scena domenica perché probabilmente deciderebbe il futuro di Tudor, che nell’esperienza a Formello gli ha concesso appena 220 minuti sui 990 disponibili bocciandolo per il fisico troppo esile. Ci sono tutti i presupposti per la rivincita ed è proprio quello che spera la Lazio, chiamata a sbloccare l’attacco inceppato.

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Lazio, ancora sirene argentine per Castellanos: Lotito chiede almeno 40 milioni

Il River Plate sarebbe pronto a tornare alla carica per il Taty.

Non è la prima volta che in Argentina si parla di un interesse per Castellanos. Il River Plate, secondo quanto riportano i media locali, sarebbe pronto a tornare alla carica per l’attaccante della Lazio. Un interesse non nuovo, ma che stavolta sembra avere basi più concrete. Come riporta il Corriere dello Sport, i club di Buenos Aires, infatti, sta pianificando una rivoluzione nel reparto offensivo: Miguel Borja è in scadenza di contratto a dicembre e Marcelo Gallardo vorrebbe proprio lui al centro del nuovo progetto tecnico.

A Roma, si legge, il giocatore resta un patrimonio di valore (prima di infortunarsi ha segnato 2 gol e servito 3 assist) e di prospettiva, ma anche un nome che, in caso di necessità, potrebbe diventare una pedina di mercato importante (su di lui hanno avrebbero fatto sondaggi anche il Burnley e il West Ham in Premier League). Lotito, però, non intende svenderlo: per lasciarlo partire servono almeno 40 milioni di euro, quelli che il presidente della Lazio assicura di aver rifiutato in estate per l’argentino. Dal canto suo, Maurizio Sarri non chiude la porta a una cessione, a patto di avere piena libertà nella scelta dei sostituti.