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Flaminio, spunta l’ipotesi della cessione alla Lazio: le ultime

Lotito continua a lavorare per lo stadio: gli sviluppi della vicenda.

La Lazio spinge per avere il Flaminio ed il Comune di Roma sta provando ad andare incontro alle esigenze di Lotito. Fogli in mano, è tempo di valutazioni. Stando a quanto riporta il Corriere della Sera, come trapela dagli scambi tra avvocati, il documento contempla anche l’ipotesi che porterebbe alla cessione dello stadio alla Lazio.


L’iter immaginato per la Lazio, si legge, doveva essere lo stesso avviato dalla Roma per l’area di Pietralata. Poi il presidente biancoceleste e senatore forzista ha cambiato idea. Adesso piace il modello già visto per Udine e Milano: va di moda il diritto di superficie. Una procedura diversa dalla concessione e incompatibile con il primo studio di fattibilità presentato in Campidoglio da Lotito. Ma, assicura il parere, comunque percorribile. Burocrazia e politica. Anche la seconda avrà il suo peso se si deciderà di andare avanti. Perché l’opzione che tanto piace al patron laziale prevede un passaggio non banale: lo stadio Flaminio è un bene sotto tutela e per svincolarlo serve una richiesta del Comune allo Stato. Magari con l’assicurazione di avere già in tasca il placet della Soprintendenza. Nessuno vuole imbarcarsi nell’impresa se c’è il rischio che alla fine non vada in porto.

A quel punto, conclude il quotidiano, se arrivasse il via libera, le possibilità sarebbero due. La prima è la vendita del Flaminio alla Lazio, che dovrebbe presentare un’offerta pari al prezzo stabilito dal Demanio o dall’Agenzia delle entrate. La seconda è l’attivazione dell’iter che va sotto l’etichetta “diritto di superficie”: il Comune affida al privato, in questo caso la Lazio, lo stadio da ristrutturare in cambio di una contropartita economica. Senza quindi perdere il controllo del bene. In astratto, tutto è possibile. Nel concreto è il Campidoglio di Gualtieri a dover decidere se avviare l’iter che può portare allo svincolo del Flaminio. Si deciderà nei prossimi giorni, dopo che il primo cittadino avrà letto e metabolizzato il dossier dell’avvocatura capitolina. A quel punto inizierà la fase del confronto con Lotito. Un faccia a faccia per capire quale sarà il grado di impegno che il presidente della Lazio assicurerà. Stando alle voci, dovrebbe essere alto. L’operazione permetterebbe infatti al patron biancoceleste di poter patrimonializzare lo stadio. Ovvero metterlo a bilancio, rendendo improvvisamente più ricca la sua Lazio. E appetibile, se mai volesse decidere di cedere il club.

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Lazio-Juventus, anche Marusic in dubbio. Sarri spera in Pellegrini, intanto prova Provstgaard

Il montenegrino ieri non si è allenato ma filtra ottimismo sul suo recupero.

L’emergenza in casa Lazio ormai prosegue da settimane. Come evidenzia il Corriere dello Sport, la carneficina di muscoli (adduttore, retto femorale e polpaccio) continua senza un motivo apparente o spiegato da dirigenti, staff tecnico e medico. «Alcuni ko sono pregressi», una delle spiegazioni di Sarri. «Abbiamo avuto un problema con i campi per una decina di giorni, ora non più», la seconda spiegazione. A Formello pensano alle macumbe, ma non si ha notizia per adesso della convocazione di Don Galloni, ci aveva pensato Lotito. In attesa di una benedizione o della grazia, è stato il presidente a indagare le cause.

Intanto Tavares si è stirato negli ultimi giorni e rimarrà fuori 20 giorni: «Ha riportato una lesione muscolare di basso grado a carico del soleo sinistro», il comunicato della Lazio. Si rivedrà dopo la sosta. Ma è imminente la partita con la Juve ed è riscoppiata l’emergenza terzini. Pellegrini, si legge, si è allenato solo ieri, è reduce da un edema ad un ginocchio causato da una distorsione. Forse è recuperabile solo per la panchina. Marusic ieri aveva la febbre, conta di allenarsi oggi. Sarri deve decidere il vice Tavares: Marusic spostato a sinistra o Provstgaard provato ieri sulla corsia mancina. Ha fatto il terzino nel finale di Bergamo. Se Marusic non recupererà, o sarà spostato di fascia, a destra toccherà a Lazzari o Hysaj.

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Lazio, amuleto Zaccagni e non solo: la lista dei gol che portano punti. E il digiuno di Pedro da interrompere

Il capitano è tornato a Bergamo e ora si attendono le sue reti.

Dopo lo stop è rientrato in casa dell’Atalanta domenica scorsa: Zaccagni ha giocato 75′ a buon livello e ora contro la Juventus vuole ripetersi, magari andando anche in gol.

Vista anche la grande emergenza, sottolinea Il Messaggero, Sarri si affida ai suoi portafortuna, Zaccagni su tutti. Dal gennaio 2023 la squadra è imbattuta nelle ultime 21 gare di di campionato in cui l’ex Verona ha trovato il gol (18 successi). Sono 10 vittorie su 10 con la fascia al braccio per il classe ’95, che ha già colpito i bianconeri su assist di tacco di Luis Alberto, nel 2-1 casalingo dell’aprile 2023. In verità, cabala alla mano, il capitano è in ottima compagnia. Infatti, segnare con l’aquila sul petto è al 100% sinonimo di punti per diversi compagni.


L’amuleto Dia, si legge, non ha mai trafitto la Vecchia Signora, ma vanta 9 trionfi e 3 pari nei 12 match chiusi da marcatore. Gli stessi di Vecino, che ha fatto persino meglio con 10 vittorie e 2 pari, andando a segno nel precedente di maggio. La mediana è piena di talismani. Il bottino di Cataldi recita 10 successi e 3 pari nelle 13 uscite in rete e comprende la gemma in Supercoppa alla Juve di Sarri, mentre le 5 reti laziali di Guendouzi son valse sempre i 3 punti: finora a portargli bene (con 2 gol a domicilio) è stata la Torino granata, ma nella serata delle 100 presenze può confermare il trend con l’altra piemontese. Quando è finito sul tabellino dei marcatori, al fischio finale ha sorriso puntualmente anche Romagnoli, con 4 vittorie e 3 pareggi su 7 gare marchiate a fuoco. L’asso dalla panchina risponde ancora al nome di Pedro, che mai in 16 anni di carriera coi grandi si è trovato a secco a fine ottobre. Lo spagnolo ha già punito 19 club in Italia, comprese romane, milanesi, Napoli, Atalanta e Fiorentina. La Juve è l’unica big fuori dalla lista. Il 38enne è stato fin qui un’arma letale contro la fattura: le 26 partite A in cui ha gonfiato la rete han portato in dote 19 vittorie, 6 pari e un solo ko, col Napoli nel febbraio 2022, quando però era entrato per l’ultimo quarto e a risultato quasi compromesso (0-2).

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Lazio, incontro Lotito-Sarri: infortuni ed uscite di gennaio i temi. Noslin e Bela sul mercato

Vertice tra il patron della Lazio e il suo allenatore: i temi sul tavolo.


Ieri al tramonto, riporta Il Messaggero, il presidente era a
Formello: non ha parlato con la squadra (già andata via), ma insieme a Fabiani ha incontrato Sarri, dopo le sue frecciate prima e dopo Bergamo. In realtà col diesse c’era già stato giovedì pomeriggio un primo chiarimento. Ma ora ciò che più preoccupa è un altro dato, quello sugli infortuni che sta diventando un bollettino di guerra, penalizzante tanto quanto il blocco del mercato estivo.

Lotito, conclude il quotidiano, ha voluto fare un punto con tutte le componenti per vederci più chiaro. Sarri e la squadra sono disorientati dalle differenze di valutazioni interne e dalla poca comunicazione fra il responsabile Rodia e il dottor Leo. L’ampliamento dello staff medico doveva essere un valore aggiunto, invece sembra aver creato ulteriore caos, tanto da spingere molti giocatori ad andare a curarsi altrove (come previsto dal contratto collettivo, vedi Gigot in Francia). La società chiede lumi sulla preparazione atletica di Losi e gli eccessivi carichi di lavoro, ma da dieci anni gli allenamenti di Sarri si svolgono in questa maniera e,
nel 2016 a Napoli, erano stati addirittura premiati dalla Uefa. Mai c’era si era verificata una simile situazione. Sicuramente può pesare l’età media della Lazio (27,8), la terza della Serie A per calciatori scesi in campo, dopo Inter (27,9) e Napoli (28.3). Ma nemmeno questa può essere l’unica ragione di un calvario. Guai a toccare a Lotito i terreni rizollati a Formello anche se, a sentire Mau, «due campi erano impraticabili per circa dieci giorni e può aver inciso». Nel frattempo c’è convergenza sulle prime uscite (anche Belahyane e Noslin), ieri un primo vertice è stato
fatto.

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Lazio, la convivenza con Sarri passa da gennaio: il tecnico chiede Insigne e mezzala, il club ha bisogno di cessioni

Alla Lazio si tenta di mostrare una normalità di facciata, ma dietro i sorrisi di rito si consuma una tensione silente tra Sarri, Lotito e Fabiani. Nessuno scontro diretto, nessun chiarimento ufficiale e – scrive il Corriere dello Sport – il malessere è evidente. Il tecnico ha più volte espresso risentimento per quanto accaduto in estate, mentre dalla dirigenza trapela una stizza trattenuta. Si tratta di un clima già visto nelle stagioni precedenti, fatto di divisioni tecniche e di mercato puntualmente ricomposte, ma sempre pronte a riemergere.

Molto passerà dalle risposte del campo e dal mercato di gennaio. Sarri pretende maggiore voce nelle scelte, soprattutto in entrata: un’ala e una mezzala, con il nome di Insigne già sul tavolo come parametro zero. Lotito e Fabiani restano scettici, anche per motivi anagrafici, e pensano a uscite pesanti come Mandas o Isaksen. Le prossime settimane, con la definizione del budget disponibile una volta chiuso il bilancio al 30 settembre, diranno se si potrà intervenire con libertà o solo a saldo zero. Il futuro del progetto tecnico passa da qui. Un segnale forte, come una vittoria contro la Juventus, aiuterebbe a stemperare le tensioni, ma il vero giudizio è rinviato alla sessione invernale. Solo allora si capirà se convivere sarà ancora possibile o se il vaso rischia davvero di rompersi.

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Lazio, Guendouzi e Isaksen cercano la rivincita contro Tudor

Domenica all’Olimpico tornerà l’ex tecnico biancoceleste che non ha avuto un buon rapporto con l’intera rosa.

Con Guendouzi c’erano state frizioni a Marsiglia, ad Isaksen ha dato poco minutaggio: Igor Tudor tornerà all’Olimpico domenica da allenatore della Juventus e ritroverà alcuni calciatori che con lui non si sono espressi al massimo.

Una rivincita per due, scrive il Corriere della Sera, Gustav Isaksen e Matteo Guendouzi domenica si ritroveranno di fronte non solo la Juventus, ma soprattutto Igor Tudor. Entrambi hanno avuto
un rapporto pessimo con l’attuale tecnico bianconero. Il francese ci aveva discusso già quando entrambi lavoravano a Marsiglia, il danese è rimasto scottato dal riscontro assai negativo che l’allenatore, in poche settimane, gli aveva dato.

Ancora più difficile, si legge, il rapporto fra il tecnico croato e Guendouzi: Tudor lasciò in panchina il centrocampista già nella gara del proprio esordio (curiosamente contro la Juve), inserendolo solo a partita in corso. Il francese riuscì a servire l’assist vincente per Marusic, ed esultò rivolgendosi con un gesto di stizza proprio contro il proprio allenatore. Le tensioni erano palpabili, tanto che Tudor, prima di dimettersi, chiese al presidente Lotito e al direttore
sportivo Fabiani di cedere tutti e due i giocatori. Fu anche questo rifiuto della società a spingerlo ad andarsene. Domenica sia Isaksen che Guendouzi dovrebbero giocare titolari.

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Lazio, Sarri-Lotito tra rivendicazioni e risentimenti. Ed il confronto non c’è

Non tira aria buona in quel di Formello negli ultimi giorni. Le dichiarazioni di Sarri hanno riportato a galla vecchie ruggini, rivendicazioni, risentimenti per il mercato bloccato. Il presidente Lotito non ha preso bene le dichiarazioni del tecnico toscano, con il quale non ha ancora avuto un confronto chiarificatore.

Come sottolinea il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, tra Maurizio Sarri e il presidente Lotito i rapporti si sono raffreddati. Non che prima non ci fossero distanze, differenza di vedute, sensibilità diverse, ma ora la situazione è diversa. La Lazio è in difficoltà, il mercato se lo è trovato bloccato e non ne era a conoscenza al momento della firma, gli infortuni sono tanti e la società è un po’ assente.

L’atmosfera è di quelle non piacevoli, da separati in casa. Risentimenti e rivendicazioni ci sono, gli spigoli da smussare sono molti ma il tecnico toscano attende il mercato di gennaio per capire in che modo si muoverà la società (se si muoverà). Per ora, invece, nessun confronto. Si resta fermi sulle rispettive trincee ideologiche, in attesa di sviluppi.

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Lazio-Juve, incrocio con similitudine tra Sarri e Tudor: quelle divergenze di vedute che tornano

Come riporta il Corriere dello Sport, Igor Tudor e Maurizio Sarri, avversari nella prossima Lazio-Juventus prevista per domenica sera, non sono mai stati così vicini per filosofia di pensiero e modo di esprimersi. 

Prima, all’esito della sfida contro il Como, le parole di invidia verso il collega Fabregas, che ha avuto carta bianca sul mercato; poi, al termine della partita contro il Real Madrid, l’attacco al calendario e agli algoritmi. Tutte parole di Tudor che sarebbero potute uscire dalla bocca di Maurizio Sarri, maestro dell’adattamento. Arte già dimostrata dal tecnico toscano nel 2021, quando, alla guida di una Juventus mal costruita, riuscì a far convivere due centravanti – CR7 e Higuain – all’interno del 4-3-3, portando a casa lo scudetto. Allo stesso modo, oggi è costretto a trovare spazio a Noslin, che certamente non è Ronaldo, ma forse meriterebbe di vedere di più il campo.

Sarri e Tudor per la prima volta contro

Domenica sera sarà la prima volta in cui Tudor incontrerà il suo predecessore sulla panchina della Lazio. Il passaggio di consegne aveva avuto luogo nel marzo 2024. Da allora, una breve esperienza di appena due mesi, culminata con la qualificazione in Europa League, ma connotata da continue frizioni e rapporti complicati con lo spogliatoio. A giugno 2024 l’addio dopo confronti con la dirigenza che avevano confermato la divergenza di vedute. Una squadra forte secondo Lotito, ma che necessitava di un importante intervento, sul mercato secondo Tudor, la causa dell’addio. Tutte parole che risuonano come un ritornello oggi nella testa dei due allenatori, sia in casa Lazio che in casa Juve.

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Lazio, Basic in vantaggio ma Vecino scalpita. Il fedelissimo di Sarri ha già superato Belahyane

Si è rivisto a Bergamo e ora il centrocampista vuole riconquistarsi un posto.

Uno stop più lungo del previsto il suo, ora Vecino è tornato a disposizione e prova a riprendersi il suo posto in mezzo al campo. Domenica in casa dell’Atalanta ha giocato l’ultimo quarto d’ora di gara, è stato quello il suo esordio stagionale dopo l’infortunio rimediato in estate.

Quella di Bergamo, evidenzia il Corriere dello Sport, non è stata una chiamata simbolica: Sarri l’ha sganciato nella ripresa nel momento di maggiore difficoltà, quando la squadra di Juric spingeva e c’era da proteggere il pareggio a denti stretti. Il Comandante si fida di lui, è un suo fedelissimo.


Basic, si legge, parte in vantaggio rispetto alle altre opzioni
in mediana dopo le buone prestazioni contro Genoa, Torino e
Atalanta. L’uruguaiano però ha già superato Belahyane nelle gerarchie. Per Vecino quella di Bergamo non è stata una presenza come le altre: ha toccato quota 300 gare in Serie A, al momento sono 115 quelle complessive con la Lazio, è un dato da incrementare il più possibile da qui a fine annata. Deve recuperare il tempo perso tra inizio agosto e metà ottobre. In estate ha prolungato fino al 2026, il ritorno di Sarri è stato un incentivo in più, è l’allenatore con cui ha collezionato il numero maggiore di partite (112). Il secondo staccato
è Paulo Sousa con 78, Spalletti segue con 71.

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Lazio, incognita caviglia per Dia: Noslin e Pedro sempre in pre-allarme

Per quanto riguarda il resto della squadra in ottica Juventus, le carte non sono ancora tutte scoperte. Dia è da valutare, il problema alla caviglia lo tormenta da tempo e bisogna capire se ieri ha saltato la seduta in via precauzionale oppure per ragioni fisiche. Isaksen torna dal primo minuto, così come anche Basic confermato nel 4-3-3.

Come riporta il Corriere dello Sport, le incertezze in casa Lazio non sono mica finite. Boulaye Dia è dolorante per il fastidio alla caviglia che si trascina ormai da molto tempo. Ci convive, ha giocato con infiltrazioni e antidolorifici, ma bisogna capire finno a quando riuscirà a trascinarsi in queste condizioni. Se non dovesse esserci, le alternative al senegalese sarebbero Noslin e Pedro falso nueve. 

Per quanto riguarda il resto della squadra, Guendouzi, Cataldi e Basic saranno i tre di centrocampo. Il croato ormai è presenza fissa, con Gustav Isaksen che torna dal primo minuto complice l’infortunio di Cancellieri. Le alternative in mediana sono rappresentate da Vecino e Belahyane.