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Lazio, senza Castellanos: ritorno al 4-3-3, ma serve il ritorno di Dia…

Continuano ad arrivare brutte notizie dall’infermeria della Lazio per Maurizio Sarri. Il tecnico toscano ha perso il Taty Castellanos per un mese. L’argentino si è fermato in allenamento, per lui dovrebbe trattarsi di uno stiramento. In vista della partita contro l’Atalanta di domenica, come riportato dal Corriere dello Sport, questa mattina in edicola, Sarri sta pensando di tornare al 433. Il mister toscano dovrebbe tornare al vecchio modulo, anche grazie al rientro dalla squalifica di Guendouzi . Il problema resta in avanti: Castellanos è fermo ai box e Dia non è al meglio. Il senegalese dovrebbe recuperare e giocare dal primo minuto contro la squadra di Juric.

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Lazio, emergenza stiramenti: dal ritiro sono sette. E Taty rischia un mese di stop

Continua il momento no in casa Lazio: con quello di Castellanos, arriva a il numero di stiramenti subiti dai calciatori biancocelesti da inizio stagione. Da Patric a Castellanos, ecco tutti i giocatori che sin qui hanno sofferto uno stiramento. 

Il numero di infortuni muscolari continua a crescere e preoccupa Maurizio Sarri: da luglio a oggi sono già sette glistiramenti registrati. L’ultimo riguarda Taty Castellanos, costretto a fermarsi per una lesione al retto femorale destro dopo settimane di fastidi. Già dopo la gara con il Sassuolo, il tecnico aveva accennato a qualche problema agli adduttori dell’argentino, poi impiegato solo nel finale del derby. Ora, però, il centravanti è nuovamente ai box. Oggi si sottoporrà agli esami per valutare l’entità dell’infortunio: in caso di lesione di primo grado lo stop sarà di circa 20 giorni, altrimenti di un mese. In ogni caso, il suo rientro è previsto non prima della sosta di novembre, insieme a quello di Rovella.

Castellanos va così ad aggiungersi a una lista già lunga. Prima di lui si erano fermati Zaccagni (lesione agli adduttori sinistri, nella stessa zona operata a giugno per pubalgia), Dele-Bashiru (bicipite femorale destro), Lazzari (polpaccio destro), Vecino (bicipite femorale sinistro) e Patric (retto femorale sinistro). A questi si somma Rovella, fermo per una pubalgia cronica definita “sindrome retto-adduttoria”, una fastidiosa infiammazione muscolare che lo tormenta da tempo.

Resta da capire cosa stia provocando una simile emergenza fisica, soprattutto considerando che la Lazio gioca una sola partita a settimana. Il Corriere dello Sport ha individuato due possibili cause: la rizollatura dei campi di Formello, completata in estate, e la gestione dei carichi di lavoro nella preparazione atletica. La società esclude problemi legati ai terreni di gioco, ma lo staff tecnico continua a monitorare la situazione, analizzando i metodi di allenamento basati sulla forza, pilastro del “protocollo Sarri”.

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Lazio, Gila il punto fermo di Sarri: obiettivo Bergamo e Nazionale

Lo spagnolo è l’unico calciatore di movimento a non aver saltato un minuto in questo avvio di campionato.

La certezza di Sarri al momento è Mario Gila: il centrale, come sottolinea il Corriere dello Sport, quando sono state consumate soltanto 6 giornate di campionato, è l’unico calciatore di movimento schierato titolare in tutte le partite fin qui disputate. Estraneo a traumi, affaticamenti e squalifiche. La Lazio è stata colpita da problematiche di ogni genere, bisogna tenersi
stretti quelli costanti e ancora in forma: lo spagnolo – oltre a Provedel – è stato il solo a non uscire mai dall’undici di partenza.

Finora, conclude il quotidiano, ha saltato solamente 6 minuti di gare ufficiali, quando ha lasciato il campo a Marassi a risultato totalmente acquisito (0-3). La Lazio, sempre più rabberciata, deve affidarsi alle sue certezze per rialzarsi e reagire alle avversità. Gila, al netto dei punti conquistati dalla Lazio, è stato uno dei migliori della rosa per rendimento. Non si è fatto distrarre dalle questioni contrattuali, è in scadenza nel 2027 e finora i confronti per il rinnovo non sono andati a buon fine. Situazione più che delicata. Gila sta vivendo la pausa a Formello con l’intento di farsi trovare nuovamente pronto dalla trasferta di Bergamo. E nel frattempo spero in una nuova convocazione dalla Spagna, dove non ha ami esordito.

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Lazio-Flaminio, acquisto o diritto di superficie: la situazione

La questione stadio e le richieste di Lotito: le ultime.

Da diverso tempo in casa Lazio tiene banco la questione legata al Flaminio, uno stadio dal valore particolare per tutti i sostenitori biancocelesti e il patron laziale Claudio Lotito è da tempo intenzionato a riportare i tifosi in quello stadio.

Stando a quanto riporta il Corriere della Sera, il presidente Lotito deve aspettare di avere l’approvazione di Roma Capitale per ottenere o il diritto di superficie sull’area intorno all’impianto sportivo o la proprietà dello stesso. Un consenso tutt’altro che scontato.

Lotito (che vorrebbe lasciare l’Olimpico entro il 2027, smettendo di pagare circa tre milioni l’anno per l’affitto) non accetta di sentir parlare di concessioni. Il presidente della Lazio, che deve ancora presentare il piano economico finanziario asseverato (vale a dire un documento che certifica la sostenibilità economica e finanziaria di un progetto), fa leva, si legge, non soltanto sullo stadio di Pietralata, ma anche su altri precedenti in Italia: il Bluenergy Stadium è di proprietà dell’Udinese, a Milano hanno deciso di vendere l’area di San Siro su cui verrà edificato il nuovo stadio (prima di demolire il Meazza).

Lotito, conclude il quotidiano, di fronte a un progetto di circa
430 milioni di euro, non può, anche nei confronti delle banche, accontentarsi della semplice concessione. Lo scorso 15 maggio il presidente della Lazio incontrò, fra gli altri, il deputato democratico Claudio Mancini, molto vicino al sindaco Gualtieri, presso la Casina di Macchia Madama: ci fu una lunga chiacchierata e, inevitabilmente, si era parlato pure dell’iter in corso per la riqualificazione dello stadio Flaminio, progettato da Antonio Nervi perle Olimpiadi del 1960. Cinque mesi e a solo un anno e mezzo dalle elezioni (si terranno nella primavera del 2027) c’è uno stallo. La tanto
attesa conferenza dei servizi, emergeva all’epoca, sarebbe dovuta partire al più tardi entro la prima metà del mese di
giugno. Lotito però, prima di presentare formalmente il
proprio progetto, vuole comprensibilmente abbassare al
minimo il rischio di un possibile rifiuto dalla varie Sovrintendenze. Al tempo, stesso è stato chiaro: per andare avanti deve ottenere o la proprietà o il diritto di superficie. La palla passa al Campidoglio, chiamato a valutare con la massima attenzione non solo il progetto, ma anche le richieste del presidente della Lazio, convinto, col proprio piano, di riqualificare tutta l’area intorno allo stadio.

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Lazio, Isaksen ha ritrovato il campo con la Danimarca: ora l’obiettivo Sarri

Fermato in estate dalla mononucleosi, il danese scalpita per ritrovare la titolarità.

Un’estate complicata la sua e una condizione ancora da ritrovare al 100%: Isaksen intanto è stato convocato dalla Danimarca e ha ritrovato il campo mentre spera di ritrovare anche un posto nella sua Lazio.

In Nazionale, ha giocato 64′ e, come evidenzia il Corriere dello Sport, Gustav Isaksen ha rimesso benzina nelle gambe, ritmo nel fiato e fiducia nella testa. Non ha segnato, non ha servito assist, ma il 6-0 rifilato dalla Danimarca alla Bielorussia è il segnale di un giocatore che sta finalmente tornando a sentirsi un calciatore.

Il Comandante, si legge, sa di avere tra le mani un giocatore ancora in fase di ricostruzione e Isaksen ha scelto la strada più semplice, quella del lavoro. Contro l’Atalanta Cancellieri sarà ancora il titolare della corsia destra, ma questo non deve rappresentare un limite per Isaksen. Senza Zaccagni Sarri ha bisogno di nuove soluzioni sugli esterni, sia dall’inizio che a gara in corso. E chissà, conclude il quotidiano, che proprio da Bergamo non possa partire la rinascita del danese, in quello stesso stadio in cui un anno fa decise la partita contro la Dea. Quella rete aveva segnato la sua consacrazione, il colpo di un giocatore capace di fare la differenza nei grandi appuntamenti. Adesso la storia ha un senso diverso: Isaksen non deve confermarsi, deve riconquistare tutto

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Lazio, Lazzari si candida per Bergamo: il terzino spera nel rilancio

Fermato da un infortunio, l’ex Spal punta l’Atalanta: le ultime.

Avvio di campionato difficile per la Lazio e anche per Lazzari, fermato da un infortunio. Ora il terzino è a disposizione e prova a otetnere la maglia da titolare in vista dell’impegno in casa dell’Atalanta in programma subito dopo la sosta per le Nazionali.

Come sottolinea il Corriere dello Sport, Lazzari è pronto e adesso la scelta di Sarri è tecnico-tattica, non c’entrano nulla le condizioni fisiche, almeno le sue. La pausa può agevolare la candidatura dell’ex Spal, anche se le scelte verranno prese a ridosso della trasferta di Bergamo, quando si capirà la lista dei disponibili e dei calciatori rimasti ai box. Marusic e Pellegrini devono smaltire i rispettivi problemi, Hysaj e Tavares sono 2 dei 4 nazionali impegnati durante la sosta. Lazzari, a conti fatti, è l’unico terzino regolarmente a Formello in questi giorni, dedicati alla totale gestione del gruppo vista l’assenza di impegni ufficiali.

Lazzari, conclude il quotidiano, spera nel rilancio dall’inizio. Era stato schierato titolare a Como, l’esordio fu un disastro a livello di atteggiamento collettivo, ne pagò comunque le conseguenze con la panchina nella partita successiva. Uno dei cambi per la seconda giornata con il Verona. Poi il guaio muscolare l’ha messo ko durante il break per le nazionali di settembre. Lesione di primo grado al polpaccio, l’ha tenuto fuori contro Sassuolo, Roma e Genoa, si è rivisto tra i convocati per la sfida con il Torino. Quasi una chiamata simbolica per sopperire all’emergenza sulle fasce. Non era ancora al meglio e per questo è stato sganciato soltanto all’89’. Adesso punta alla titolarità, dipenderà dall’infermeria e dalle volontà di Sarri.

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Lazio, tabù-riprese da sfatare: il rendimento dopo le soste è da migliorare

Dopo le pause i biancocelesti hanno trovato sempre difficoltà: la situazione.

Campionato fermo per gli impegni delle Nazionali e se da un lato Sarri può sorridere con la speranza che si svuoti l’infermeria, dall’altra deve fare i conti con il rendimento dei suoi dopo le soste.

Come evidenzia il Corriere dello Sport, Sarri non è più riuscito a trovare la giusta continuità al rientro dagli impegni delle nazionali (o comunque al rientro dopo una pausa). Le soste, per la sua Lazio, si sono spesso trasformate in trappole. Nell’ultimo anno prima delle
dimissioni del tecnico, i precedenti erano stati tre: una sola vittoria – con il Sassuolo – e due sconfi ttecontro Juventus e Salernitana.

Ampliando di più l’analisi, si legge, in generale il Comandante da quando è in biancoceleste ha guidato la squadra in 13 circostanze dopo uno stop di due o più settimane: in questi match ha ottenuto 6 vittorie, un pareggio e 6 sconfitte. E ben 3 di quest’ultime sono arrivate nelle ultime 4 occasioni, considerando anche il ko dello scorso settembre contro il Sassuolo al Mapei Stadium (arrivato al rientro dopo la pausa per le nazionali). Quando si rompe la routine, quando la macchina si ferma per qualche giorno, qualcosa si inceppa. Contro l’Atalanta, a Bergamo, non sarà facile ma i biancocelesti vogliono sfatare il tabù.

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Lazio, da ‘esubero’ a protagonista: Cancellieri sogna la Nazionale

Rientrato dal prestito, l’esterno ora sta convincendo a suon di gol e non solo.

Tornato a Roma con l’obiettivo di dimostrare la sua crescita, Cancellieri ora si sta facendo valere con la maglia biancoceleste. Complice anche lo stop forzato di Isaksen in estate, Matteo si sta giocando la sua grande chance e per il momento è suo il posto titolare sulla corsia destra.

Come riporta La Gazzetta dello Sport, Cancellieri ha sorpreso un po’ tutti, fuori e dentro Formello, tranne Maurizio Sarri che nelle potenzialità dell’attaccante romano ha sempre creduto al punto da non avere esitazioni nel chiedere alla società di toglierlo dal mercato la scorsa estate e poi di puntare su di lui una volta che Isaksen è stato messo fuori causa dalla mononucleosi.

Tra i suoi estimatori, ricorda il quotidiano, in tempi non sospetti, pure l’ex ct della Nazionale Roberto Mancini, che nel 2022 lo convocò e lo fece anche debuttare in azzurro, contro la Germania in Nations League. Quella presenza è rimasta l’unica in Nazionale e, fino a pochi mesi fa, sarebbe stato impensabile pronosticarne un’altra a breve. La sua improvvisa crescita rende invece di nuovo attuale il sogno azzurro. Le sue prestazioni infatti, non sono sfuggite a Rino Gattuso, che continuerà a tenerlo d’occhio.

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Lazio, Patric il mini-rodaggio è terminato: per Sarri un recupero importante

Duttilità, serietà e attaccamento alla maglia: lo spagnolo è un aiuto prezioso per l’allenatore.

Un calvario durato diversi mesi, ora Patric è pronto a riprendersi la Lazio. Come sottolinea il Corriere dello Sport, per lo spagnolo la breve parentesi in campo contro il Genoa non è stata solo una comparsata, ma un punto di volta. Il segnale di un ritorno atteso da mesi, un nuovo inizio dopo quasi un anno scandito da operazioni e allenamenti individuali. Ora, finalmente, il difensore può tornare a essere parte del gruppo, e per Maurizio Sarri rappresenta un recupero di enorme valore tecnico e umano.

Con la Lazio, conclude il quotidiano, ha collezionato 229 presenze ufficiali, terzo tra i giocatori attualmente in rosa dietro soltanto a Cataldi (251) e Marusic (321). Numeri che raccontano continuità e appartenenza. Patric è oggi anche il giocatore con più stagioni consecutive in Serie A con la stessa maglia, un primato condiviso fino a qualche mese fa con Rafael Toloi dell’Atalanta, che in estate però ha fatto ritorno in Brasile. In questa particolare classifica è dietro solo a Domenico Berardi, alla 14esima stagione al Sassuolo ma fermo a 11 di seguito in massima serie per via del torneo in cadetteria dei neroverdi nel 2024-25.

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Lazio, Vecino obiettivo Bergamo. Il punto completo sugli infortunati

Ora la sosta poi la trasferta lombarda: Sarri fa i conti con l’infermeria.

Settimana di pausa dal campionato per dare spazio alle Nazionali. In casa Lazio, Sarri conta gli assenti e punta a svuotare l’infermeria. Non sono a disposizione in questi giorni Mandas, Hysay, Tavares e Isaksen che hanno risposto alle convocazioni dei rispettivi ct, mentre diversi calciatori sono ancora ai bix per infortunio.ù

Stando a quanto riporta il Corriere dello Sport, con la doppia seduta di allenamento scattano nuovi test per Vecino: se non ci saranno ulteriori rinvii, il centrocampista uruguaiano proverà di nuovo a lavorare in gruppo. L’obiettivo, si legge, è tornare tra i convocati a Bergamo. Prima servirà una settimana di lavoro full time con i compagni. Prima non si sentiva pronto Vecino, poi è stato il tecnico ad evitare rischi in prossimità della sosta.

Sarri, conclude il quotidiano, spera di recuperare anche Marusic e Pellegrini. Lazzari era già tra i convocati prima della pausa. Zaccagni prova il recupero in 20 giorni, per Rovella ci vuole un mesetto.