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Lazio, servono interventi davanti: occhi su Alajbegovic e Schjelderup

Uno sguardo anche al futuro: le possibili mosse della Lazio.

In casa Lazio le strategie future si legano inevitabilmente alla permanenza di Sarri o al suo addio. Come sempre la società sarà chiamata a decidere se cambiare squadra o allenatore. Lotito, sottolinea il Corriere dello Sport, ha sempre optato per la seconda mossa. Quest’anno sarà più diffi cile perché Mau è blindato fino al 2028.

Presumibilmente, si legge, a giugno la società continuerà gli interventi in attacco. Si rivaluteranno offerte per Isaksen e Noslin. Già a gennaio Fabiani e i suoi uomini mercato avevano puntato due ali: Alajbegovic del Salisburgo e Schjelderup del Benfica. Un 2007 e un 2004. Al di là dei nomi è scontato pensare che il piano sarà riproposto. Isaksen è l’indiziato numero uno alla partenza, troppi alti e bassi. Può avere mercato in Olanda o in Premier. Noslin aveva
ricevuto un’offerta dal Monaco, solo in prestito. La Lazio s’era lanciata su Kerim Alajbegovic, compagno di squadra di Ratkov. L’offerta per il serbo è stata accettata, da 13 milioni. Quella per il bosniaco no. Poi è stato fatto un tentativo per Andreas Schjelderup, ma in quei giorni aveva firmato la super doppietta contro il Real Madrid ed è stato blindato da Mourinho. Alajbegovic ha 18 anni, ha segnato 7 gol nel campionato austriaco, 2 in Europa League e 2 nella Coppa austriaca. In tutto 11 reti in 32 presenze, anche tre assist. Gioca a sinistra. Il vice Zaccagni mancava e manca. Maldini
gioca centravanti. Noslin viene adattato quando non c’è Pedro.

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Lazio, Gila e Basic out a Torino: rincorsa per la semifinale di Coppa Italia

Non ci saranno domenica, Sarri spera di poterli avere mercoledì contro l’Atalanta.

Esclusi per essere reinseriti nella partita più importante, scrive il Corriere dello Sport. Gila e Basic fermi, ma lo stop di Torino è una rincorsa per la semifinale di Coppa Italia. Out domenica, in mercoledì sera: meglio non rischiare nulla visto l’appuntamento cruciale contro l’Atalanta, corsara due settimane fa all’Olimpico nel precedente di campionato. Due rinunce ragionate per Sarri, consapevole di quanto i novanta minuti di Torino siano preparatori al match successivo, l’unico che può tenere aperto lo spiraglio per una qualificazione alle prossime competizioni europee.

Gila e Basic anche ieri, si legge, non hanno svolto l’allenamento con la rosa (programmato di pomeriggio), hanno proseguito a lavorare a parte mentre il gruppo portava avanti le prove tattiche anti-Toro. Formazioni mischiate, tutti sulla corda e nessuno con il posto da titolare assicurato.

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Lazio, rinnovi e ‘costo del lavoro allargato’: Lotito tergiversa, a marzo nuova fotografia dei conti. E Romagnoli non aspetta più…

La società giurava che si sarebbe occupata dei rinnovi dopo febbraio.

Da Cancellieri a tutti gli altri, il capitolo rinnovi va affrontato in casa Lazio. L’ala romana, riporta Il Messaggero, ha sperato invano nell’assalto del Brentford, ora si è svalutato e ha pure il contratto biancoceleste in scadenza fra un anno e mezzo. La società giurava che si sarebbe occupata dei rinnovi, dopo febbraio. Al momento Marusic è l’unico ad aver firmato. C’è chi non aspetta nemmeno più una chiamata, chi (vedi Romagnoli) ha solo rimandato l’addio a giugno. Lotito tergiversa perché, conclude il quotidiano, gli stipendi incidono sul “costo del lavoro allargato” e la fotografia di marzo dovrà rientrare nel 70% per non incorrere in nuovi blocchi di mercato nel futuro.

Ormai da luglio Sarri deve inventare soluzioni e ridare motivazioni a una squadra tormentata, e senza più nessun aiuto. I tifosi non ci saranno di nuovo né in Piemonte (trasferta vietata) né all’Olimpico con l’Atalanta, per la protesta a oltranza contro la gestione di Lotito. Non c’è più apertura al confronto da parte dei gruppi organizzati, nemmeno in un eventuale tavolo di fine marzo.

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INFERMERIA RASSEGNA STAMPA

Lazio, Gila e Basic verso il forfait. Torna Lazzari

Le ultime dall’infermeria biancoceleste in vista della gara di Torino contro i granata.

Doppia seduta a Formello e Gila e Basic, riporta il Corriere dello Sport, hanno continuato a lavorare a parte: lo spagnolo è alle prese con un’infiammazione al tendine rotuleo del ginocchio sinistro, il croato sempre con i fastidi all’adduttore (è fuori dal 7 gennaio). Sempre più probabile, si legge, il mancato recupero per Torino, a maggior ragione con l’imminente semifinale di Coppa Italia (ci riproveranno per mercoledì). Assenti anche Pedro, Rovella e Gigot che proseguono il loro programma riabilitativo dopo gli infortuni rimediati.

Riaggregato invece, conclude il quotidiano Lazzari, che ha smaltito la lesione al polpaccio.

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Lazio, a Torino non ci sarà Dia: staffetta Maldini-Ratkov

L’attaccante non partirà per la trasferta, Sarri conta di riaverlo in Coppa.

Ora pure l’influenza. Altro momento negativo per Boulaye Dia, un solo gol in 16 presenze stagionali con la Lazio. Prima e dopo la Coppa d’Africa con il Senegal, vinta giocando appena 37 minuti, delusioni in serie per il centravanti che dovrà essere riscattato in estate versando 11,3 milioni alla Salernitana. Sarri lo considerava un titolare, era arrivato a preferirlo a Castellanos nel derby, ora nelle gerarchie è stato superato dai due attaccanti approdati in biancoceleste a gennaio, Daniel Maldini e Ratkov.

Come riporta La Repubblica, Dia sperava in un’occasione domenica a Torino, ma è a letto con la febbre e a questo punto rischia di saltare la sfida con i granata. Al momento si profila una staffetta proprio tra Maldini e Ratkov, come a Cagliari: stavolta però potrebbe essere il giovane serbo a partire dall’inizio. Se recupererà in fretta, Dia parteciperà comunque alla corsa per il posto di centravanti nella semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta. Maldini e Ratkov cercano ancora il loro primo gol in biancoceleste, mentre il senegalese è a secco addirittura da sei mesi: il 31 agosto l’unica rete stagionale, con il Verona all’Olimpico.

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Lazio, Sarri verso Torino pensando alla Dea: le possibili rotazioni

Maurizio Sarri ha davanti a sé il doppio impegno con Torino e Atalanta, ma è chiaro che la sfida di Coppa Italia con i nerazzurri è l’appuntamento più importante della stagione biancoceleste. L’infermeria sta bloccando le rotazioni e sta obbligando Mau a delle scelte forzate: ecco le idee del tecnico toscano.

Come scrive il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, l’infermeria sta complicando e non poco i piani di mister Sarri e soprattutto sta cancellando le possibili rotazioni. Rovella si è operato e resterà fuori almeno 3 mesi, obbligando quindi Cataldi a un tour de force nei prossimi 180 minuti. Gila e Basic sono out, come anche Pedro, riducendo così ulteriormente le alternative in difesa, centrocampo e attacco.

Per quanto riguarda davanti, ora le soluzioni sono numericamente di più. Maldini potrebbe partire dalla panchina per la prima volta dal suo arrivo, spingono invece per una maglia da titolare sia Ratkov che Dia. Anche Cancellieri e Noslin, quest’ultimo utilizzabile sia al posto di Zaccagni che come prima punta, scalpitano per partire dal primo minuto. 

Passando a centrocampo, invece, ci sono due maglie da assegnare tra Dele-Bashiru, Taylor e Belahyane. In aggiunta, non va dimenticata la presenza del giovanissimo Przyborek, che si auspica l’esordio in biancoceleste magari a gara in corso. In difesa, con Gila ai box, il Corriere parla della coppia  Patric-Provstgaard se Romagnoli dovesse riposare, anche se così verrebbe meno la guida della linea. A sinistra continua il ballottaggio Tavares-Pellegrini; a destra Marusic è l’unico senza un vero cambio, a meno di un rilancio di Hysaj o del rientrante Lazzari.

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Lazio, la storia si ripete: quando le cose vanno male il tecnico diventa il caprio espiatorio

C’è un trend preoccupante attorno alla Lazio. Giunti a un certo punto della stagione, gli allenatori cominciano a vedersi chiusi gli spazi e scelgono di cambiare aria. Ultimamente sta capitando piuttosto spesso, nel primo o secondo anno sulla panchina biancoceleste. Anche Sarri potrebbe essere giunto a un punto di non ritorno con una società che gli addossa troppe colpe, incluse quelle che non può avere.

“Sembra di tornare a marzo 2024”. Secondo quanto racconta Il Messaggero, lo spogliatoio di Formello ha un solo pensiero in questi giorni. Come sta accadendo sovente, giunti a un certo pounto della stagione, i tecnici cominciano a essere considerati la causa degli insuccessi stagionali, diventando il capro espiatorio di tutto quello che non va alla Lazio, che spesso non c’entra nulla con il loro lavoro. Nonostante Delio Rossi vinse una Coppa Italia e portò i biancocelesti in Champions, l’anno dopo se ne andò, non vedendo una squadra all’altezza della competizione.

Poi venne Petkovic, il quale riportò la Lazio tra le prime 8 squadre di una competizione europea e vinse una storica Coppa Italia, quella del derby del 26 maggio. Invece di godersi quei trionfi, salutò per accettare l’incarico da ct della nazionale svizzera, ma forse, semplicemente, non vedeva sbocchi per quel progetto. Quando fu allenatore Pioli, gli aquilotti furono eliminati dal Bayer Leverkusen nel preliminare di Champions, al termine di una partita giocata senza centravanti perché la società non ne aveva acquistato nessuno. Anche questo tecnico se ne andò, dopo aver giocato bene per mesi, poiché non aveva risposte dal mercato. Simone Inzaghi fu il più longevo sotto la gestione Lotito. Se ne andò dopo 5 anni per approdare all’Inter e la sua ultima stagione, anch’essa condizionata da un mercato sotto le attese, fu liquidata come fallimentare a causa della sua fissazione con il 3-5-2 troppo rigido, quando i motivi degli insuccessi erano in realtà ben altri.

L’inizio trionfale dell’esperienza di Sarri, che lo portò a chiudere secondo dietro l’imprendibile Napoli di Spalletti, terminerà pochi mesi dopo, a causa delle terze dimissioni di un tecnico in 15 mesi. Questa volta, Lotito commentò dicendo che Sarri non era gradito ai giocatori. Tanto che lo ha richiamato.

Poi Tudor, Baroni e ora ancora Sarri. Tutti condizionati da critiche sul loro tatticismo tirate in ballo dalla società quando le cose vanno male. In Italia c’è un po’ il tarlo di prendersela con l’allenatore, ma bisognerebbe considerare che cosa gli sta attorno. La Lazio è decima per valore della rosa (223 milioni) ed è più vicina al Lecce terzultimo (92 milioni) che al quarto posto del Napoli (rosa da 422 milioni). Questa forbice è confermata dai punti in classifica, con il Lecce a -10 e il Napoli a +16.

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Lazio, il compromesso con i tifosi: Lotito studia gli Stati Generali

Sono al vaglio tre diverse location capienti per coinvolgere diverse componenti-tifosi.

Prove di Stati Generali della Lazio, riporta Il Messaggero. Un compromesso storico con il tifo organizzato nel momento della più dura contestazione di sempre a Lotito (nemmeno duemila abbonati su 29mila hanno riscattato i biglietti per la semifinale del 4 marzo). Il ds Fabiani aveva lanciato l’idea di una tavola rotonda. Eorac’è un appuntamento-data da confermare: 30 marzo – in cui la società vorrebbe illustrare il suo piano quinquennale di rilancio in un confronto allargato. Sono al vaglio tre diverse location capienti per coinvolgere diverse componenti-tifosi, giornalisti, addetti ai lavori, mondo accademico- in un momento pubblico.

L’annuncio era arrivato dal responsabile della comunicazione, Emanuele Floridi, nel giorno della presentazione del Flaminio. Nel comunicato del giorno dopo, in cui annunciavano un altro sciopero, i gruppi organizzati avevano denunciato proprio di non essere stati consultati né invitati a Formello per il progetto del nuovo stadio.

Stavolta, si legge, il club vorrebbe coinvolgerli ma, per non venir meno alle regole Figc, il tutto dovrà essere organizzato dallo Slo Claudio Pinci in un contesto ben definito. È un modo per provare a placare il malcontento, in un frangente in cui soffia forte il tam tam mediatico su presunti interessi di magnati e offerte di fondi «privi di fondamento», come ribadisce la Lazio. Eppure ogni voce, audio, movimento viene interpretato come un indizio (anche ieri il titolo Lazio in borsa ha chiuso al rialzo al +7,22%).

In realtà, conclude il quotidiano, Lotito sogna lo stadio di proprietà e (tramite la Newco) di entrare anche al Nasdaq per rilanciarsi e provvedere al proprio auto-sostentamento. Chissà se riuscirà ad annunciare qualcosa di più concreto nei prossimi Stati Generali della Lazio.

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Lazio, gruppo stretto al fianco di Sarri: Zac e compagni chiedono spiegazioni a Lotito

Malumori e malcontento, ma anche una stagione da terminare al meglio per i biancocelesti.

Quando riemerge qualche mugugno, riporta Il Messaggero, va sempre trovato un compromesso. Il gruppo è ancora stretto al fianco di Sarri, lo ha sostenuto e ha chiesto spiegazioni a Lotito su quanto accaduto in estate e poi a gennaio. Ora l’allenatore deve andare incontro ai giocatori, alcuni dei quali chiedono meno schemi, meno ripiegamenti e più libertà di movimento. Zaccagni è appena tornato e ha inviato un messaggio: «Dobbiamo tenere di più la palla nella metà campo avversaria, gestire di più e imbucare quando è il momento, attaccare gli spazi e riempire di più l’area. Sono tante le cose su cui stiamo lavorando e dovremo iniziare a mettere in campo qualcosina in più». Un discorso da capitano, sottoscritto da Mau, che ha concesso due giorni di riposo perché capisce il momento. Il gioco di Sarri è dispendioso sia a livello mentale che fisico.

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Lazio, Przyborek e Ratkov la sfida di Sarri costata 20 milioni a gennaio

Due calciatori ancora da scoprire: il tecnico ci sta lavorando.

Venti milioni (commissioni e bonus compresi) in sospeso: Przyborek e Ratkov, due degli innesti del mercato invernale di Fabiani, sono ancora un mistero. Sarri, riporta Il Messaggero, considera il centrocampista tecnicamente valido ma non a livello tattico: per questo non gli ha ancora concesso nemmeno uno spezzone, ma potrebbe accadere presto, magari proprio a Torino. L’attaccante invece oltre al lavoro con la squadra sta facendo delle sedute sulla tecnica di base (quel pallone lisciato contro l’Atalanta a due metri dalla porta ha fatto il giro del web) e sull’intensità delle giocate.

Due diamanti grezzi, conclude il quotidiano, che il Comandante deve lavorare per portarli a sua immagine e somiglianza. Una sfida. Chissà chi la vincerà.