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Lazio sempre più, attacco sempre peggio: 14 volte senza segnare e peggior cannoniere

Il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna evidenzia il problema del gol in casa Lazio all’indomani dal ko in casa del Torino per 2-0. 

Salgono a quota 14 su 27 le partite nelle quali la Lazio non è riuscita a trovare la via del gol in campionato. La Lazio ha il peggior cannoniere della Serie A (3 reti) e non va a segno da tre giornate consecutive, un dato che non si vedeva dal 2021 quando in panchina sedeva Simone Inzaghi. 

Nelle ultime tre gare inoltre sono arrivate due sconfitte, tante quanto nelle precedenti 11 giornate messe insieme. Al di là dell’occasione da titolare sprecata da Ratkov, il problema è collettivo e sta compromettendo anche i buoni risultati ottenuti fin qui da Sarri per quanto riguarda la fase difensiva. Il tecnico biancoceleste deve trovare una soluzione e in fretta, perché tra due giorni contro l’Atalanta in Coppa Italia la sua squadra si gioca un’intera stagione.

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Lazio, senza sosta: scarico e rifinitura, il piano pre-Atalanta

Tra poche ore la Lazio tornerà in campo: il piano d’allenamento di Sarri.

Scarico e rifinitura, il tempo è tiranno: il gruppo, riporta il Corriere dello Sport, si ritroverà oggi a Formello (ore 11.30), poi domani alle 16 verrà svolta la seduta della vigilia con le prove tattiche annesse. Un’altra sgambata, leggerissima, verrà effettuata la mattinata stessa della partita.

L’infermeria, conclude il quotidiano, è il solito dazio da pagare, il dilemma con cui fare i conti. Sarri non s’è espresso con ottimismo sul recupero dei calciatori rimasti a Roma: «Non lo so, ieri (sabato, ndr) non erano recuperabili. Mi auguro che migliorino con le cure di questi giorni, e che da martedì possa rientrare qualcuno».

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Lazio, Sarri massima fiducia a Taylor: tra i migliori acquisti invernale di tutta la Serie A

Il centrocampista, subito titolare, sta ripagando la fiducia del tecnico.

Nemmeno lui si aspettava di essere subito titolare. Nemmeno lui si aspettava di essere immediatamente insostituibile. Ma si sa, evidenzia Il Messaggero, quando un giocatore ha qualcosa di diverso Sarri lo manda in campo senza paura. Taylor domani contro il Torino giocherà la nona partita di fila dal primo minuto: da quando è atterrato nel mondo Lazio il Comandante non ne ha mai fatto a meno e ha ricevuto, come ringraziamento, prestazioni importanti e pure un gol. Oltre al rigore decisivo contro il Bologna negli ottavi di finale di Coppa Italia che ha permesso alla truppa biancoceleste di avere ancora un obiettivo in questa stagione maledetta.

L’ex Ajax, si legge, per l’impatto avuto è sicuramente il miglior acquisto invernale di tutta la Serie A. I 15 milioni più bonus investiti dalla Lazio sono ampiamente giustificati dalle prove del 23enne che ha pure fissato gli obiettivi di questo finale d’annata: «Vogliamo arrivare più in alto possibile – ha confermato a Sky – anche se il nostro target principale resta la Coppa Italia. La Serie A però non è finita e cercheremo di fare del nostro meglio per scalare posizioni».

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Lazio, numeri preoccupanti davanti: centravanti a secco nel 2026

Che l’attacco non sia il punto di forza della Lazio è ormai noto: il dato.

Zero reti nel 2026. È questo, fino a oggi, il (non) contributo degli attaccanti della Lazio da gennaio in poi. Noslin, Dia, Ratkov e Maldini, sottolinea il Corriere dello Sport, non sono ancora riusciti ad andare a segno nell’anno in corso, confermando l’enorme fatica della squadra di Sarri nel fare gol in generale e con il proprio terminale offensivo in particolare.

Dopo 26 giornate, si legge, nessun giocatore biancoceleste è oltre quota tre marcature in campionato. La fotografia è chiara: Pedro, Cataldi, Isaksen, Zaccagni e Cancellieri guidano la classifica interna dei marcatori con appena 3 gol ciascuno. Paradossalmente, in caso di un’altra autorete in favore della Lazio (al momento sono 2, Solet con l’Udinese e Nelsson con il Verona), anche il “signor autogol” sarebbe in vetta a questa graduatoria.


Nessun centravanti dominante, nessun riferimento stabile in area. Una distribuzione frammentata che racconta, conclude il quotidiano, la mancanza di un vero terminale offensivo.

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Lazio, sorpasso Ratkov. Convocazione a rischio per Maldini

Sarri studia le mosse in vista di Torino-Lazio di domani.

Sorpasso di Ratkov, per cedimento di concorrenti. Stando a quanto riporta il Corriere dello Sport, è in pole per Torino. Maldini è affaticato, le ha giocate tutte dall’arrivo, ieri era fermo, si deciderà oggi se convocarlo o no. Dia è convalescente dopo la febbre. Resta solo Noslin da sfi dare per il serbo, ma Sarri ha cucito addosso all’olandese il ruolo di spaccapartita in corsa. Quando funziona. Ratkov dunque può davvero giocarsi una carta per domani. Buona hance, improvvisa, anche se da terza scelta.

Ratkov, prosegue il quotidiano, s’è trovato in mezzo a Lotito-Fabiani e Sarri. Preso dalla società, arruolato solo una volta da titolare da Mau contro il Como. Il centravanti s’è trovato schiacciato nella morsa di una diatriba di mercato insolubile, compresso tra il rinnovamento imposto dal club e le esigenze denunciate dal tecnico. Sarri vuole intensità e palleggio a uno due tocchi in allenamento. Ratkov ha sofferto l’impatto fisico e tecnico. Lo staff di Mau sta lavorando per portarlo sui livelli standard richiesti, prevedendo allenamenti specifici. Che Sarri volesse un centravanti di opposte caratteristiche è noto. In qualche modo l’ha sfruttato, più che altro nei finali.

Col Genoa, si legge, l’impatto di Ratkov era stato decisivo per strappare il rigore del 3-2. A Cagliari s’era fatto trovare pronto su un tracciante di Tavares, sempre agli sgoccioli della partita; è stato anticipato sul più bello. Ci riprova per Torino o quantomeno spera di poterci riprovare.

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Lazio da rifare, rivoluzione e taglio costi: in 12 in scadenza tra giugno e il 2027

Tra pochi mesi la Lazio sarà ad un bivio: tutte le situazioni contrattuali da risolvere.

Tra i guasti di questa stagione, iniziata senza mercato e senza rinnovi, ci sono i contratti in scadenza 2026 e 2027. Dalla riapertura delle operazioni solo Marusic ha rinnovato. Nella lista “scadenze 2026”, riporta il Corriere dello Sport, figurano Basic, Hysaj e Pedro. Il primo ha detto sì all’offerta di fine dicembre, ma la società ha rinviato il caso a giugno. Hysaj e Pedro, si sa, lasceranno a zero. Lotito risparmierà rispettivamente 2,8 e 2,2 milioni netti. Nel 2027 c’è mezza squadra in uscita: Provedel, Gila, Romagnoli, Cataldi, Cancellieri, Lazzari, Pellegrini, Patric e Gigot. Nove giocatori col contratto a termine tra poco più di un anno, mezza squadra tra titolari e riserve. Gran parte dell’ossatura italiana.

Sarri, conclude il quotidiano, spinge da tempi non sospetti per blindare i giocatori necessari, ormai quelli rimasti. Sempre che resti. Quando parlava di 6-7 uomini su cui costruire il futuro si riferiva anche ai rinnovi, non a caso è stato decisivo per riaprire le trattative per Marusic e Basic. La società li ha chiamati su iniziativa di Mau, non li considerava più nei piani, aveva messo in conto il risparmio dei loro ingaggi (1,7 e 1,8 milioni a testa). La sensazione è che la conferma del croato sia stata legata alla permanenza o meno di Sarri. Basic si avvale ancora del Decreto Crescita. Sul tavolo restano i casi 2027. Provedel è tornato provvidenziale, ha sempre dichiarato di voler restare a vita. A giugno potrebbe rientrare Mandas, il riscatto del Bournemouth non è certo, scatta automaticamente con la Champions. Gli inglesi sono ottavi a meno dieci dal quarto posto. Gila e Romagnoli sono gli alfieri di Sarri, ma per entrambi le chance di conferma sono svanite.

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Lazio, incertezza Sarri: Bologna e Fiorentina alla finestra

Nessuna certezza per il futuro, compresa quella legata alla permanenza
di Sarri. “Accetterò tutto fino a giugno, poi vedremo. Ho fatto una promessa al popolo laziale“, ha ripetuto Mau dalla scoperta del blocco del mercato fino a oggi. Ne ha passate parecchie insieme alla sua squadra, ora gli obiettivi sono ben definiti: la stagione anonima della Lazio è ora incentrata sul migliorare il decimo posto in classifica che vede i biancocelesti lontanissimi dall’Europa, raggiungibile solo con un autentico miracolo da confezionare in Coppa Italia. Ci sta lavorando, Sarri, consapevole che il futuro riserverà ampie valutazioni. Sia lato Lazio, ma soprattutto lato Mau. La permanenza non è scontata, anzi: l’ipotesi di una separazione, al momento, è da tenere ampiamente in considerazione. Ma nulla è certo verso l’estate. Intanto, però, alcuni club di Serie A seguono la vicenda da spettatori interessati. Bologna e Fiorentina su tutte.

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Lazio, Coppa e Mondiale: Zaccagni cerca il doppio riscatto

Il capitano punta a mettere ancora minuti nelle gambe a Torino, per poi concentrarsi su Coppa Italia e Nazionale.

Zaccagni vuole esserci allo spareggio del 26 marzo, ha intenzione di tornare a segnare. Ha intenzione anche di caricarsi la sua Lazio sulle spalle e rendere meno amara questa stagione. Ventiquattro presenze per lui, evidenzia Il Messaggero, quattro gol e un assist in stagione contando anche la Coppa Italia. Il bottino è misero rispetto a quello che era riuscito a fare l’anno scorso quando aveva chiuso (parliamo solo del campionato, quest’anno niente Coppe) con 8 gol e 6 assist in 34 apparizioni. C’è tempo per aggiustare anche i numeri, per renderli più succulenti.


La maglia azzurra, si legge, è un ulteriore stimolo. Quell’emozione subito dopo il gol alla Croazia all’Europeo è sempre viva e ogni tanto torna in mente. Deve tornare a trascinare Zaccagni, anche per invertire il brutto trend che inchioda la stagione della Lazio. Mai in stagione questa squadra è riuscita a vincere una partita ribaltando una situazione di svantaggio. Solamente in due occasioni, su dieci, i biancocelesti hanno ripreso il match pareggiandolo.

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Torino-Lazio, il derby della protesta: Cairo e Lotito in piena bufera

Nel pomeriggio di domenica 1 marzo si giocherà Torino-Lazio. Sul campo non stanno raccogliendo quanto speravano e i tifosi sono ai ferri corti con le società e stanno portando avanti proteste per chiedere ai rispettivi presidenti di fare le valigie. Mentre il tifo biancoceleste porta avanti uno sciopero a oltranza e non entra allo stadio da settimane, quello granata ha pensato di organizzare un torneo di calcetto in contemporanea alla partita, per passare la giornata attorno a un campo, ma non quello dove giocano i loro beniamini.

Attorno al campo, lo stadio sarà caratterizzato da un surreale silenzio. I tifosi della Lazio hanno le trasferte vietate fino a fine stagione (o nuovo ordine) a causa di tafferugli avvenuti prima e dopo la trasferta di Lecce, mentre quelli del Torino resteranno volontariamente fuori dai cancelli.

La temporalità dei mandati di Lotito e Cairo è notevole: si tratta delle due presidenze più longeve in A. Lotito è in carica dal 19 luglio 2004, quando acquistò il 26,969% del capitale sociale, salvando la società dal fallimento dopo il crac del gruppo Cragnotti. Il presidente rivendica la conquista di sei trofei: tre coppe Italia, quelle del 2009, 2013 e 2019; e altrettante supercoppe di Lega, nel 2009, 2017 e 2019. In campo internazionale, la Lazio ha partecipato a tre edizioni di Champions League sotto di lui, a dodici di Europa League e a una di Conference. Nei ventidue anni di reggenza, sono stati rimessi a posto i conti, ma la ragioneria non è bastato per fare breccia nel cuore del popolo biancoceleste.

Lotito e Cairo, che dal 2005 non ha vinto nulla, sono invitati a togliere il disturbo. Il primo, però, non ha alcuna intenzione di mollare, come continua a ripetere. Il secondo, invece, si è detto pronto a valutare eventuali offerte, ma nessuno si è fatto sotto. Quanto sostiene Cairo è credibile, dal momento che il prodotto Serie A non sembra esattamente così appetibile.

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Lazio, Provedel fa 200: l’obiettivo è festeggiare con un altro clean sheet

Traguardo personale importante per l’estremo difensore laziale.

Domenica a Torino Ivan Provedel, evidenzia il Corriere dello Sport, taglierà un traguardo simbolico e pesante allo stesso tempo: la 200ª presenza nel massimo campionato. Oggi è a quota 199, costruite passo dopo passo tra Empoli (16), Spezia (60) e Lazio (123). Una scalata silenziosa, coerente con il suo carattere e con il percorso di un portiere che ha fatto della continuità la sua forza.

Arrivato nell’estate del 2022, si è imposto immediatamente, diventando un punto fermo della squadra ed entrando nella storia del club con il record di clean sheet in un singolo campionato, ben 21, eguagliando quello che in generale nell’era dei tre punti era riuscito solo a Gianluigi Buffon (due volte) e Morgan De Sanctis. Anche in questa stagione travagliata è rimasto centrale nel progetto tecnico. Anzi, nei momenti più delicati è stato spesso decisivo: 12 volte a porta inviolata in campionato finora, 13 considerando la Coppa Italia. Numeri di altissimo livello, soprattutto se rapportati all’andamento generale della Lazio. La solidità difensiva passa anche dalle sue mani. Reattività tra i pali, parate che valgono quanto dei gol segnati, letture sicure sulle uscite, leadership crescente nel guidare il reparto. Provedel non è soltanto un portiere affidabile: è diventato un riferimento.

Domenica, conclude il quotidiano, saranno 200 in Serie A. Un numero che certifica una carriera costruita con pazienza e rendimento costante. E per Provedel, che non ama le celebrazioni plateali, il regalo migliore sarebbe uno solo: un’altra porta inviolata, un altro passo avanti in una stagione che, nonostante tutto, continua a esaltare la sua affidabilità.