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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Un pareggio a Udine? Teoricamente sarebbe buono, ma poi c’è il ‘braccino’…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

Pareggio a Udine? “Loro sono una buona squadra, è chiaro che ci saranno delle difficoltà, ma la buona notizia riguarda il rientro di Vecino che chiaramente non potrà essere al massimo nel corso dei novanta minuti. Le difficoltà sono lì a centrocampo, la mediana di Sottil ha qualità, forza e fisicità, fanno molta densità. La Lazio deve cercare di tenere botta in quella zona, se lo fa per il resto non c’è storia. Bisogna tornare ad avere quella tenuta difensiva che ultimamente la squadra ha perso. Dei friulani mi piace molto Samardžić, non a caso c’è già il Napoli su di lui.

Pareggio a Udine?

Se diciamo che mancano tre punti per la Champions, considerando la probabile penalizzazione della Juventus, è chiaro che potrebbe bastare anche un pareggio ad Udine. Ma è un discorso teorico, c’è sempre il Milan che vincendo contro la Samp andrebbe a crearti pressione per il match successivo con la Cremonese. La Lazio deve davvero ragionare gara dopo gara, nulla è scontato. Noi facciamo tante tabelle, ma dobbiamo capire che domenica sera la Lazio scenderà in campo con la squadra di Pioli ad un punto. Si, certo, bastano tre punti per la Champions, ma poi c’è il campo, c’è la psicologia, la pressione da gestire. La Lazio ha chiaramente il ‘braccino’, è inutile che continuiamo a dire che basta poco e che c’è superiorità sulla carta nei confronti delle avversarie. L’aspetto psicologico è fondamentale. Penalizzazione Juventus? Credo che minimo avrà nove punti di penalizzazione. Non mi addentrerei troppo sulla questione della pena afflittiva, su quella non ho certezze”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Piscedda: “Lazio sei al bivio. Vai ad Udine con la consapevolezza della gara decisiva…” (AUDIO)

MASSIMO PISCEDDA in collegamento a ‘QUELLI CHE…’! “Gara decisiva”

“La gara con l’Udinese non sarà ovviamente facile. La Lazio deve entrare in campo con la mentalità della gara decisiva in chiave Champions. La squadra di Sottil è una buona squadra, ma con il giusto approccio mentale si può fare. In quel caso non vedo grandi difficoltà, onestamente. Mi fido molto del rientro di Vecino, anche se non sarà al cento per cento ha l’esperienza per gestirsi in corso d’opera. Dell’Udinese mi piace molto il loro modo di difendere che gli permette anche di essere poi insidiosa in avanti. Partono con una difesa a cinque, ma in fase di non possesso c’è uno scivolamento che gli permette di restare con quattro difensori. Questo gli consente, poi, una volta recuperato il pallone di trovare i riferimenti per essere pericolosi in contropiede. La Lazio deve essere brava ad essere veloce nel verticalizzare, il rischio di un giro palla lento è quello di dare tempo e modo alla squadra avversaria di ricomporsi in fase difensiva.

Se facciamo un calcolo sui punti, bisogna anche considerare che poi la Cremonese verrà all’Olimpico probabilmente già retrocessa. Se la Lazio non crede di battere queste squadre, malgrado la pressione, è inutile che ne parliamo. Non voglio pensare a quanti punti toglieranno alla Juventus, ma solo a vincere e chiudere il discorso. La Lazio è al bivio, troppe consolazioni ai calciatori non servono. Un po’ di timore serve, dipende da loro. Intanto si pensi a vincere questa gara decisiva”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, aspettando la Champions: il casting per la punta

Casting attacco, aspettando la Champions… Sarri frigge per parlare di mercato, Lotito rinvia ogni discorso a traguardo tagliato perché un conto è andarci e un conto è non andarci, è una scusa per prendere tempo. In mezzo a tutto sta il dilemma Tare: rinnova o non rinnova, resta o non resta? In tanti si sentono padroni del mercato della Lazio, ma è ancora un mercato di idee, di supposizioni più che di proiezioni. Lotito, questo sì, sa che deve investire le risorse maggiori della Champions per sostituire Milinkovic e regalare a Sarri un vice Ciro. Per il nuovo Sergej stanzierà 20 milioni, per l’attaccante 15-20 milioni. La Champions porterà una cinquantina di milioni, è una cifra che può lievitare con la cessione di Milinkovic, oscilla tra i 40 milioni chiesti da Lotito e i 20-30 che rischia di offrire il mercato.

Lazio, chi sono i nomi per l’attacco
Casting italiano. La rosa dei nomi per il vice Immobile s’è ristretta a tre candidature, ma ne possono spuntare sempre delle altre. La prima è datata gennaio, porta a Mateo Retegui, l’uomo nuovo dell’Italia di Mancini. L’Inter è in pole da tempo, non ha ancora chiuso. Di Retegui a Formello s’era iniziato a parlare prima della convocazione in azzurro, ha fatto schizzare il prezzo. Oggi per Retegui servono almeno 15 milioni, quando era ancora sconosciuto ai più valeva meno della metà. Il Tigre ha in pugno il riscatto, punta a venderlo nella prossima finestra di mercato. Sarri non impazzisce per lui, ma non l’ha neppure bocciato. E’ una soluzione presa in considerazione, può decollare a precise condizioni: l’Inter deve sfilarsi, Sarri deve dare l’assenso finale e bisogna sciogliere il dubbio sulla convivenza con Immobile, sarebbero compagni nella Lazio e concorrenti in Nazionale. Sarri spinge per soluzioni italiane, a Retegui si aggiunge Andrea Pinamonti, 23 anni, riscattato dal Sassuolo per venti milioni, non è più di proprietà dell’Inter. Non ha vissuto una stagione felicissima in neroverde (29 presenze in A, 22 da titolare, 5 gol). Era esploso a Empoli nel 2021-22 segnando 13 gol in 36 presenze. E si sa che i giocatori che spiccano il volo dal Castellani attirano l’interesse di Mau. Pinamonti è gestito dal team Raiola, scuderia che cura gli interessi di Romagnoli e Pellegrini, il canale è aperto. Per prenderlo servono almeno 20 milioni, è la cifra che il Sassuolo ha speso di recente.

Casting all’estero per l’attacco della Lazio
Ci sono anche piste estere. L’ultima è spuntata dall’Olanda, porta a Rotterdam, a Santiago Gimenez, centravanti messicano di 22 anni, ha sfidato la Lazio in Europa League (tre gol in due partite tra andata e ritorno). Uno dei nomi che potrebbe fare Sarri è Rafa Silva del Benfica, lo segue da tempo. E’ in scadenza nel 2024, i portoghesi chiedono comunque 20 milioni. Il mercato offre Mariano Diaz, si svincola dal Real Madrid. Ha un ingaggio da oltre 5 milioni, vuole giocare in Italia, sa che deve dimezzarsi lo stipendio. E’ gestito dagli stessi manager di Luis Alberto. Nelle idee di Sarri in attacco serve anche un esterno. Felipe Anderson e Zaccagni sono intoccabili, spera nel rinnovo di Pedro. Ha già salutato Luka Romero, ha lasciato Formello per rispondere alla convocazione dell’Argentina under 20 e si svincolerà a luglio. E Cancellieri andrà ceduto in prestito per crescere. Il sogno di Sarri resta Berardi del Sassuolo, per lui potrebbe essere intavolata un’operazione con Cancellieri contropartita. La richiesta per Berardi mesi fa era di 40 milioni, si potrebbe ottenere uno sconto di dieci milioni, ne andrebbero versati almeno 25 cash. Venti milioni per il nuovo Milinkovic, 15-20 per il nuovo Ciro e un’altra ventina per un’ala. Le richieste di Sarri e i conti vanno regolati. Corriere dello Sport

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Immobile, i travagli non cambiamo la storia: può essere ancora il miglior italiano…

È marcato stretto da Zaccagni (10 gol), Orsolini (10) e Berardi (9), ma Immobile a tre giornate dalla fine rimane al comando della classifica marcatori degli italiani in campionato con 11 reti. Come sottolinea il Corriere della Sera, se dovesse rimanere lì davanti diventerebbe l’azzurro più prolifico per la 6a stagione di Serie A: nessuno come lui. Già adesso vanta un primato, perché dietro di lui c’è solo Di Natale, che fu il più prolifico per 4 campionati di fila.

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Anderson, per il record di presenze e la prima Champions con la Lazio

Come riportato dal Corriere della SeraFelipe Anderson può pareggiare a Udine il record presenze rispetto alla stagione 2021-22 e superarlo con le prossime due gare: quest’anno può arrivare a 50 partite perchè la Lazio ha giocato anche in campo internazionale. Con 12 gol all’attivo il brasiliano è il secondo miglior marcatore biancoceleste alle spalle di Immobile a quota 13. In carriera Anderson, che ha il contratto in scadenza nel 2024 (in estate si discuterà del rinnovo), ha giocato la fase a gironi della Champions solo col Porto (e solo per 61’) nel 2020. Con la Lazio si è fermato ai preliminari persi col Leverkusen nel 2015. Anche per questo vuole a tutti i costi finire il campionato fra le prime 4. In base ai risultati la Lazio potrebbe ottenere il pass per la fase a gironi della Champions già al termine del prossimo turno. Proprio in coincidenza col record personale da eguagliare, Felipe può riportare la Lazio nella massima competizione internazionale.

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Lotito si muove per un nuovo DS: tentativo per Giuntoli, alternative Foggia e Accardi

Eppur si muove, Lotito si sta muovendo. Per lo meno finalmente inizia davvero a guardarsi intorno e ad alzare il telefono. E partita ieri la caccia a un eventuale nuovo DS per la Lazio. Guarda caso, subito dopo il confronto fra il pa-tron e Sarri, martedi a pranzo a Formello, Ufficialmente Maurizio non ha mai posto un aut aut fra lui e Tare, ma ha fatto più volte intendere al presidente che il rapporto col diesse è ormai compromesso e deteriorato in modo definitivo. Al di la delle divergenze caratteriali, il tecnico è convinto che leli non capisca proprio il suo calcio e quindi non riesca a sostenerlo e ad assecondarlo sul mercato, Lo ave va già intuito l’anno scorso, per questo aveva suggerito invano a Lotito il nome di Giuntoli per far decollare il suo progetto. Forse ora, strabiliato dall’epopea sotto il Vesuvio (com un monte ingaggi ridotto come quello della Lazio), il presidente ci sta ripensando, sia pure in ritardo: ieri si è fatto dare i numeri di Cristiano e del suo brac cio destro Pompilio. In realtà entrambi sono già d’accordo con la Juve, ma De Laurentiis non ha intenzione di liberarli. Giuntoli gli ha detto di non avere più motivazioni per restare il azzurro, ma Aurelio non ha intenzione di lasciarlo andare dall’acerrimo nemico bianconero. Chissà se invece per la Lazio farebbe uno sgarro. È difficile, al momento, sarebbe un colpo di teatro, Lotito non ha mai preso un ds più legato all’allenatore che a lui stesso. Fra i candidati rimbomba l’emergente Aronica dell’Empoli da diverso tempo. Il ritorno da dirigente dell’ex Foggia sarebbe invece un’operazione alla Tare, magari con Fabiani DG a supervisionarlo. Fabiani lavora nell’ombra, ha feeling con Sarri, ha vinto ovunque ed è uomo di fiducia assoluto del pa-tron. Di certo i movimenti di Lotito spingono Tare sempre più verso l’uscio e la scadenza di giugno. Tare ora accetterebbe anche un contratto in ritardo o al ribasso rispetto agli 1,2 milioni percepiti (a Napoli Giuntoli ne guadagna uno) pur di restare alla Lazio. Lotito ora sembra dirigersi sempre più verso Sarri. Non a caso, ha già fissato ufficiosamente con il suo staff il ritiro di Auronzo dall’11 al 28 luglio.Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Sarri il trasformista: Lazzari, Luis, Felipe, ecco tutte le metamorfosi…

La Lazio del comandante si riconosce dal calcio innovativo. E’ ormai evidente che Maurizio Sarri ha portato a Formello una ventata di cambiamento. Ma i vantaggi di avere un allenatore come Mau non si fermano qui. Con lui in panchina emerge in questi due anni il grande lavoro di trasformazione ed evoluzione operato su alcuni elementi della rosa. Ruoli che cambiano, qualità che emergono. Come riporta Il Corriere dello Sport, in alcuni la maturazione e la capacità di diventare versatili è evidente, a partire da Luis Alberto, diventato un regista d’emergenza della difesa a 4, Lazzari terzino e Patric un buonissimo centrale del reparto arretrato. Mentre Cataldi è cresciuto enormemente agli ordini del Comandante, altri si sono rivelati jolly preziosi in situazioni di emergenza, uno su tutti Felipe Anderson, un falso 9 reinventato, un vice Immobile che mette le toppe in modo esemplare quando bomber Ciro non c’è. Poi Zaccagni, specializzato ormai come esterno d’attacco, è la macchina da gol che la Lazio sperava. Dunque Sarri è la marcia in più, è il potenziale valore aggiunto nel club, in grado di trasformare in oro ciò che tocca.

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DICHIARAZIONI

Anderson e la corsa Champions: “Dobbiamo abituarci a questa tensione, stiamo lottando per qualcosa di grande” (VIDEO)

A margine dell’iniziativa ‘Lazio nelle Scuole‘, Felipe Anderson ha parlato anche del momento speciale della Lazio con i cronisti al seguito:

“Siamo arrivati ad un momento speciale, dobbiamo concentrarci a Udine perché è tutto nelle nostre mani e non possiamo sbagliare più. Noi stiamo parlando tanto e vogliamo vivere questa tensione perché significa che stiamo lottando per qualcosa di grande. Dobbiamo abituarci a questo.

Per l’età che per il tanto tempo che sono qui mi sento leader della squadra. Sono amico di tutti, conosco l’ambiente e questa esperienza può anche aiutare i giovani e la squadra in questo periodo difficile. Ognuno ha un ruolo importante nello spogliatoio, la squadra ascolta tutti, anche i nuovi arrivati che sono sempre i benvenuti.

Nei momenti particolari bisogna restare uniti, come hanno già detto Immobile e Sarri, perché se ognuno pensa per sé non si va da nessuna parte. 

Fare il centravanti è sempre stato difficile ma soprattutto quest’anno mi sono messo a disposizione. Mi piace fare il centravanti, perché sei più vicino alla porta, hai più occasioni, ma sarò sempre disponibile sperando di migliorare ancora.

Ancora non ho realizzato che tra poco sarò papà. Mi dicono tutti che ogni giorno sarà meglio. Speriamo di regalargli la Champions”. 

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PRIMAVERA

Lazio, poker e Supercoppa: a Genova è 0-4

Poker e Supercoppa: la Lazio di Sanderra chiude al meglio la stagione. Dopo la promozione diretta in Primavera 1, arriva la ciliegina sulla torta: la Supercoppa. Battuto il Genoa 0-4 a Marassi grazie ai gol di Diego Gonzalez, doppietta di Sana Fernandes e autogol finale genoano.

GENOA-LAZIO 0-4

Marcatore: 9` Gonzalez, 40`, 86` Sana Fernandes, aut. Gagliardi 

GENOA (4-2-3-1): S. Calvani; Scaravilli (69` Gagliardi), G. Calvani, Bolcano, Lattuchella (58` Boti); Palella (58` Sarpa), Arboscello (75` Bornosuzob); Ambrosini, Accornero, Papadopoulos (58` Mosole), Debenedetti.

A disp.: Sattanino, Bogunovic, Pittino, Cagia, Toniato, Casagrane, Rimondo.

All.: Alessandro Agostini

LAZIO (4-3-3): Magro; Floriani, Dutu, Ruggeri, Bedini; G. Rossi, Coulibaly, Napolitano (75` Milani); Balde (90`+2` A. Rossi), Gonzalez (88` Di Tommaso), Sanà Fernandes (88` Petta).

A disp.: Maliszewski, Martinelli, Cesari, Serra, Bigonzoni, Crespi.

All.: Stefano Sanderra

Arbitro: Luca De Angeli (sez. Milano)

Assistenti: Gilberto Laghezza-Manuel Marchese

NOTE: 27` Ambrosini (G), 35` Gonzalez (L), 41` Sana Fernandes (L), 43` Papadopoulos (G), 65` Sarpa (G), 90` Dutu (L)

Recupero: 3` pt, 4` st.

Supercoppa Primavera 2

Giovedì 18 maggio 2023, ore 14:30

Stadio Luigi Ferraris, Genova

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Giordano: “City soffocante, non c’è stata partita. Diego Gonzalez? Ha qualità, ma deve strutturarsi” E su Luis Alberto… (AUDIO)

Bruno Giordano a ‘NMM’ “City soffocante, non c’è stata partita. Diego Gonzalez? Ha qualità, ma deve strutturarsi per…”

“City soffocante, non c’è stata partita. Diego Gonzalez? Ha qualità, ma deve strutturarsi per…”. Bruno Giordano analizza la semifinale di Champions League: “Il Real è stato messo alle corde fin da subito, non c’è stata mai partita, sono stati soffocati. Mi è sembrato di rivedere il Barcellona di Guardiola, quella riconquista alta che porta direttamente a tirare in porta. Mai visto il Real sbagliare tanto sotto il punto di vista tecnico, ma ci sono enormi meriti del City. Qualità dei singoli e qualità strutturali. I campioni del City hanno tutto: corsa, dinamismo e grande qualità. Tutti disposti al sacrificio nel momento del bisogno per poi andare a far male. I campioni sono questi. Nonostante la sconfitta abbiamo già intravisto il futuro del Madrid, tutti quei giocatori che prenderanno per mano la squadra nei prossimi mesi. Per la prima volta ho visto Modric in difficoltà”.

“Diego Gonzalez? Ha qualità tecniche, deve strutturarsi fisicamente per fare il salto di categoria. Ci si può lavorare. Dani Ceballos? E’ un ruolo un po’ particolare, ma il giocatore è ottimo. Luis Alberto invece è il manifesto di chi si migliora standoci con la testa. Il giocatore importante cerca di adattarsi per il bene della squadra e per venire incontro alle esigenze di mister Sarri. E’ continuo, senza grandi interruzioni. Fa capire che con il lavoro puoi arrivare a grandi livelli, i giocatori che sanno fare solo una cosa sono limitati”.