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CALCIOMERCATO

Lazio-Torino, passi in avanti per lo scambio di prestiti: si ragiona sulle cifre dei riscatti

Come riportato dal Corriere dello Sport, la Lazio e il Torino hanno registrato l’apertura definitiva di Ivan Ilic e Noslinallo scambio che potrebbe concretizzarsi nel mercato di gennaio. Entrambi i giocatori hanno dato disponibilità al trasferimento, e le società stanno ora valutando formule e prezzo dei rispettivi riscatti.

Sarri ha individuato in Ilic la mezzala ideale per rinforzare il reparto, mentre Baroni vede in Noslin l’attaccante giusto per ridare profondità e soluzioni offensive al suo Toro. Ilic, dopo una stagione sottotono e un ruolo mai realmente decollato a Torino, accoglierebbe con entusiasmo la possibilità di rilanciarsi alla Lazio. Lo stesso vale per Noslin, che sotto la guida di Baroni a Verona aveva espresso una delle versioni migliori del suo calcio.

Le due società sono entrate nella fase operativa: si studia la formula del prestito con riscatto, valutando cifre considerate “ragionevoli” per entrambi. Per Ilic si ragiona su un’operazione da circa 15-16 milioni, mentre per Noslin la stima è leggermente inferiore, con un valore che ruota intorno ai 12 milioni. L’arrivo del centrocampista permetterebbe a Sarri di ampliare le rotazioni con un profilo tecnico e già pronto, mentre lo sbarco di Noslin consentirebbe al Torino un upgrade nel reparto avanti.

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Lazio, contro il Milan staffetta davanti. A sinistra Pellegrini in pole

Oggi la rifinitura ma il tecnico dovrebbe cambiare solo a centrocampo.

Ancora poco più di 24 ore per sciogliere i dubbi di formazione in vista di Lazio-Milan, ma Sarri sembra avere le idee chiare. Con lo stop di Cataldi, a San Siro ci sarà Vecino dal 1′ come play.

Castellanos è di nuovo a disposizione ma, come evidenzia il Corriere dello Sport, il piano di rientro, inevitabilmente, sarà graduale: minuti con il Milan in campionato, altri (se non partirà dall’avvio) nella sfida di Coppa Italia sempre contro i rossoneri, poi una possibile partenza da titolare nel match successivo contro il Bologna all’Olimpico. Domani, però, toccherà ancora a Dia aprire la partita: lui guiderà l’attacco a San Siro contro il Milan, poi nella ripresa arriverà il momento del Taty. Gli attaccanti della Lazio sono pronti per la staffetta.

Fronte terzini invece Pellegrini domenica ha avuto la meglio nel ballottaggio tra Tavares e Lazzari, con Marusic già sicuro della titolarità anche domani. Pellegrini, si legge, prova a resistere, soprattutto Nuno spinge per riprendersi il posto perso con l’infortunio. Le valutazioni di Sarri terranno conto dello stato di forma dei terzini e dei tre impegni nel giro di 8 giorni, dal primo di domani con il Milan alla sfida con il Bologna di domenica prossima. In mezzo ci sarà il bis di Coppa Italia con i rossoneri, da riaffrontare all’Olimpico per gli ottavi della competizione. Pellegrini cerca di strappare una nuova occasione in campionato, ogni decisione diventerà più chiara in giornata, dopo la rifinitura.

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Luis Alberto: “Ritorno alla Lazio? Se mi chiamasse Sarri potrei pensarci, se lo facesse Lotito no”

L’ex numero 10 laziale ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, queste le sue dichiarazioni:

Subito la domanda di mercato, si può dire che cosa è successo con il Milan in passato?
«Ho parlato con Maldini e Leonardo. Era il 2018-19. Ho sempre saputo però come va qui in Italia, non era facile portarmi via dalla Lazio».


In passato si è letto: “Luis Alberto voleva smettere col calcio e fare il pittore ma è stato convinto da Tare a continuare”. Tutto vero al 100%?
«Più o meno. Il primo anno alla Lazio non è stato facile, sono stati sei mesi difficili.C’è stato un momento in cui volevo smettere e tornare a casa. Mi sarei messo a giocare con gli amici, avrei forse fatto il cameriere che era il mio lavoro da ragazzo. Tare mi ha fatto cambiare idea, magari a San Siro guarderò Milan-Lazio con lui…».


Con Sarri che rapporto c’è? Vi sentite?
«No, da quando è andato via dalla Lazio non gli ho parlato, mi sento solo coi ragazzi del suo staff. A Sarri però voglio molto bene, mi piace perché è un uomo che vive sempre con la faccia in avanti».

E in campo che tipo di allenatore è, visto dallo spogliatoio?

«Posso dire che ho imparato tantissimo da Sarri, per me è un maestro. Forse lo vedrò in albergo prima della partita, mi farebbe sicuramente piacere».


E le partite della Lazio?
«Quelle le vedo spesso. Anche dal Qatar, un po’ di
tempo per la Lazio si trova sempre. Per otto anni è stata tutto per me. Mi sarebbe piaciuto finire lì la carriera ma ho visto cose che non mi sono piaciute nel progetto. E un anno e mezzo fa è finita».


Otto anni in una città sono lunghi. Guardando indietro, lo scudetto inseguito e poi svanito nel 2020 resta il ricordo più forte?
«Vi dico che, veramente, fino a febbraio di quella stagione ero convinto che avremmo vinto lo scudetto. Ero convinto al 100%.Abbiamo giocato contro il Bologna a fine febbraio, poi il campionato si fermato e il calcio è fatto così, lo sapete, cambia
ogni settimana. Prima dello stop vedevo la squadra felice, in quelle settimane con uno sguardo capivi che cosa volesse fare il compagno. Il Covid ci ha distrutto».


E lo scudetto quest’anno chi lo vince? Il Milan ha chance?
«Sì,perme è da scudetto e il derby vinto è stato un grande passo avanti. C’è Luka (Modric, ndr) che gestisce la palla, Fofana, Loftus-Cheek, Rabiot, in mezzo sono forti. E davanti con Pulisic e Leao la qualità è tanta. Senza le coppe sarà più facile, anche se ci sono tante squadre in lotta».


La Serie A è cambiata. C’è un giocatore che, anche dalla tv, fa innamorare?
«Nico Paz. Per me lui sarà fortissimo: ha qualità, gamba, visione di gioco, fa gol. È anche cresciuto tanto fisicamente. Io dico che sarà un giocatore di alto livello».


Che sarà invece di Luis Alberto?

«Intesta ho la voglia di continuare con il calcio, mi piacerebbe fare l’allenatore o il direttore sportivo ma adesso non ci voglio pensare. Ho 33 anni, posso giocare ancora per tre o quattro anni e divertirmi.
E poi tutti quelli che smettono mi dicono che l’addio è un momento difficile».


E se chiamasse una squadra italiana?

«Io in Italia mi vedo solo con la Lazio».

Allora, se chiamasse la Lazio?

«Se mi chiamasse Sarri forse potrei pensarci un po’ ma… se chiamasse Lotito, nulla da fare».

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Lazio, Dia e Dele a Milano per il rilancio prima della Coppa d’Africa

Uno titolare, l’altro reintegrato: ultime chances per loro prima di partire con le Nazionali.

Sia Dia che Dele-Bashiru prenderanno parte alla sfida di domani, il primo sarà titolare ed il secondo torna tra i convocati dopo il reintegro in lista. Come evidenzia Il Messaggero, Castellanos al rientro e l’incombente Coppa d’Africa, Dia ha la decima chance dal 1′ per sbloccarsi in extremis. Tre mesi e 9 gare da titolare senza gol rappresentano per il classe ‘96 l’astinenza più lunga in carriera dopo le 10 partite a secco col Reims a inizio 2021.

A gara in corso Sarri riproporrà dopo due mesi il rientrante Dele-Bashiru, reintegrato nella lista di A (al posto di Hysaj) dopo la lunga esclusione, o Belahyane. Per Vecino la titolarità è certa: l’uruguaiano non gioca 90′ da maggio.

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Lazio, a San Siro doppia missione Zac e un trend da invertire che riguarda anche Sarri

A Milano per sfatare diversi tabù: i numeri.

Domani l’impegno in casa del Milan, trasferta storicamente complicata per i biancocelesti. Ad ogni modo, come riporta Il Messaggero però, Zaccagni ha messo nel mirino l’avversario di turno e l’ultimo incrocio a San Siro con i rossoneri è dolcissimo: 271 giorni fa il numero 10 si tuffava per la zampata del vantaggio in quella che sarebbe stata una vittoria all’ultimo respiro grazie al rigore di Pedro. Appena la terza dal 1989 in Serie A nella tana del Milan, dato che lascia intuire quanto sarebbe complicato vincerne due di fila, exploit mai riuscito in campionato alla Lazio.

Il tutto, si legge, considerando pure lo storico di Sarri a San Siro da allenatore biancoceleste, sempre ko in 7 precedenti tra Mi- lan e Inter nelle varie competizioni. Tanti trend negativi che Zaccagni non vede l’ora di invertire scoccando una delle sue frecce e incrementando un bottino salito a 3 dopo il gran gol col Cagliari, seguito da un giuramento di fedeltà a Sarri e compagni: «Il mio obiettivo è la doppia cifra, ma prima ancora aiutare la squadra. Se in alcune partite c’è bisogno di fare il terzino, io lo faccio».

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Lazio, rebus sul futuro di Gigot: società ad un bivio

Il francese sta smaltendo un infortunio che lo ha portato all’operazione alla caviglia.


Samuel Gigot non è mai stato a disposizione di Sarri dopo che in estate si è sottoposto all’intervento alla caviglia. Il suo futuro, sottolinea il Corriere dello Sport, è un rebus.

La Lazio, si legge, vorrebbe cederlo, ma non sarà semplice considerato che è rimasto fuori così a lungo. Se non dovesse riuscirci, lo farà di nuovo valutare dal Comandante nella seconda metà di stagione. L’obiettivo è non perdere i 4,489 milioni di euro (questa la cifra a bilancio) spesi per riscattarlo dal Marsiglia. Ma servirebbe il reintegro e non ci sono posti.

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Lazio, doppio Milan e Bologna: il piano di Sarri per il tour de force decisivo

Come riporta il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, nel giro di una settimana la Lazio ritrova l’ebbrezza di giocare tre partite tutte ravvicinate. Non gli succedeva dalla scorsa stagione, non giocando le competizioni europee quest’anno. Il Milan domani, in campionato, sempre i rossoneri in Coppa Italia il 4 dicembre e infine il Bologna, ancora in campionato, il 7 di dicembre. Un tour de force non indifferente per una squadra falcidiata dagli infortuni e dalle incognite tattiche.

Il mister è senza Rovella e Cataldi, i due centrali di centrocampo di riferimento della Lazio. Dele-Bashiru è rientrato in lista e ha preso il posto di Hysaj. Sarri deve prevedere il turnover in questa settimana. Ha strappato la permanenza di Dia, lui e Dele dovrebbero partire per la Coppa d’Africa il 9 dicembre ma la società starebbe spingendo per tenerli fino al 13. C’è il rischio che parta anche Belahyane. Vediamo cosa succede. 

In ogni caso, nel primo round contro Allegri non dovrebbero esserci dubbi per mister Sarri. Dia titolare in attacco con Castellanos pronto alla staffetta, giocherebbe in coppa o contro il Bologna. Vecino al posto di Cataldi, con Guendouzi e Basic mezzali. Marusic e Pellegrini terzini, Gila si è allenato regolarmente e dovrebbe giocare. Romagnoli regolarmente in campo. In coppa, invece, gli unici cambi sono immaginabili sulle fasce d’attacco se il Taty tornerà titolare. 

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Lazio, non devi aspettare il Milan. E su Modric e Leao…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“L’assenza di Pulisic è importante, ma loro hanno i sostituti; possono optare per Loftus-Cheek, che a me impiegato in quella zona piace; quando corre con palla al piede ti può mettere in difficioltà, veloce. Il Milan è una squadra forte, che sa quello che vuole; gioca in ripartenza, ma sa giocare anche nel chiuso.

La Lazio deve fare una prestazione super, di continuità nell’arco della partita; deve essere attenta e chiudere le fonti di gioco degli avversari. Bisogna stare fuori dall’area, allontanare Leao. Secondo me non si devono aspettare ma andare a chiudere su Modric che imposta l’azione e dà i tempi. Se ti chiudi davanti l’area il gol lo prendi sicuro e non è detto che lo fai”.

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SERIE A

UFFICIALE – Dele-Bashiru torna in lista Serie A: tagliato Hysaj

“Fisayo Dele-Bashiru torna in lista Lega Serie A della Lazio”. Switch effettuato e comunicato, con un piccolo colpo di scena sull’avvicendamento. Non è Nicolò Rovella a lasciare il posto al centrocampista nigeriano (che partirà per la Coppa d’Africa ad inizio dicembre) bensì Elseid Hysaj (potrà giocare in coppa Italia). Variazione rispetto alle intenzioni iniziali e malgrado l’operazione effettuata dall’azzurro di Sarri che lo riporterà in campo a gennaio inoltrato. Un centrocampista in più nelle prossime 2-3 gare, dunque, ed un terzino in meno. L’albanese, appunto, che già in apertura della sorsa stagione venne depennato dal gruppo degli over di campionato.

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STATISTICHE

Milan-Lazio, Maignan vs Provedel: due dei tre portieri più decisivi della Serie A. Il dato

Verso Milan-Lazio, dati Opta

Sfida tra due dei tre portieri che hanno evitato di subire più gol in questo campionato: in base infatti alla qualità dei tiri affrontati, calcolata con gli Expected Goals subiti in porta, Ivan Provedel avrebbe dovuto subire 15.2 gol mentre ne ha concessi nove (differenza di 6.2); Mike Maignan è terzo in questa graduatoria, anche lui ha concesso nove reti ma con un xG subiti in porta di 13.2 (differenza di 4.2) – tra loro troviamo Mile Svilar (4.6).