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‘NMM’ – Iucca: “In Figc mi aspetto un profilo politico” – (AUDIO)

Il giornalista di calciomercato.it, Francesco Iucca, è intervenuto oggi pomeriggio ai microfoni di Radiosei per parlare del campionato, del momento dell’Italia e della Figc.

“Siamo ancora in attesa di capire gli assestamenti per la Figc. malagò da subito è sembrato il nime più caldo. Ci aspettiamo comunque un profilo politico”.

“A danneggiare il calcio anche i mancati rapporti tra politica e istituzioni calcistiche. Mi auguro si possa vivere meglio questa situazione per il bene comune. Penso anche alla Lega di A che viene dalla riforma dello Statuto. Né Lega di A, né Figc né il Governo hanno portato a casa risultati concreti”.

“Tolti alcuni errori, secondo me commessi con la Bosnia, Gattuso non aveva fatto male. Anche un po’ di sfortuna, vedi il mancato rosso per il fallo su Palestra”.

“La conferenza di Gravina mi sembrava preparata. Però dopo questo ko io non mi aspetto che Gravina scarichi le colpe. Avrebbe dovuto prendersi le sue responsabilità, poi magari, dopo il Consiglio Federale, avresti potuto dimetterti ma spiegando tutto ciò che non è andato. Come fa Buffon a dire ‘Siamo migliorati’?”.

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‘QUELLI CHE…’ – Paradiso: “Lazio, abbiamo un presidente che ci dice che non dobbiamo ambire. Non può spegnere la nostra passione” (AUDIO)

Tommaso Paradiso in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

”Se il presidente della tua squadra ti dice apertamente e chiaramente. in conferenza stampa, che i tifosi della Lazio non devo tifare per la competitività sportiva ma per la sua stabilità patrimoniale ed economico-finanziaria, allora è più che legittimo abbandonare lo stadio. Tu mi stai dicendo che mia squadra del cuore non deve ambire a risultati sportivi. Un concetto che va contro ai principi dello sport agonistico. Anche nei circoli romani c’è la competizione, se manca questo io a cosa mi devo attaccare. Non puoi dirmi così, almeno raccontami qualcosa che mi possa far sperare. Quando entro in campo, voglio giocare per vincere. Qui ci sono pochi tifosi laziali, miei amici compresi, che non hanno ambizioni. Sono nella comfort-zone, contenti solo se la Roma perde. Noi siamo la prima squadra della Capitale d’Italia. Qui si sta togliendo la passione nei confronti della Lazio. Con il suo atteggiamento e le sue dichiarazioni vuole far appassire la passione. Noi abbiamo il fuoco, non può spegnerlo”.

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‘QUELLI CHE…’ – Mirra: “Lazio, resettare quanto fatto col Parma e dare un segnale in vista della Coppa” (AUDIO)

VINCENZO MIRRA in studio durante ‘QUELLI CHE…’

“Mi sarei aspettato una crescita continua, cosa che invece non c’è stata e dispiace. L’obiettivo ormai è solo quello del 22 aprile. Quella contro il Parma è stata una di quelle gare non all’altezza, come è già successo di vedere in stagione dopo magari qualche uscita buona. Il Parma ha fatto la sua partita, dalla Lazio mi sarei aspettato molto, molto di più.

La Lazio che ha giocato contro il Parma ha poche possibilità di fare risultato lunedì, quella che invece mi aspetto è una Lazio consapevole. La Fiorentina ormai si può dire che è fuori dalla zona retrocessione, anche loro hanno avuto un anno travagliato, il 3-0 di Confence può farsi sentire a livello mentale e fisico. Mi aspetto che la Lazio cancelli quanto visto sabato e dia un segnale in vista del ritorno di Coppa Italia”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, solo l’Inter ha ottenuto più clean sheet esterni

Sicurezza dietro da mantenere: i numeri dei biancocelesti in trasferta.

Solo l’Inter ha collezionato più clean sheet esterni della Lazio (nove contro otto) nei cinque campionati top d’Europa. Solo una volta, riporta il Corriere dello Sport, i biancocelesti, nell’era dei tre punti, ne hanno collezionati di più: 13 nel 2022-23 (otto anche nel 1994-95 e nel 1999-00). Restano 7 partite totali e quattro trasferte (Firenze, Napoli, Cremona e Roma perché il ritorno del derby sarà in casa giallorossa). A Sarri, conclude il quotidiano, in campionato, non resta altro che provare a ad avvicinarsi questo primato. Poi è la Coppa Italia l’unica strada per onorare una stagione infausta e un popolo ferito.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, contro la Fiorentina per ottenere il quinto risultato utile consecutivo

L’obiettivo ora è restare imbattuti per cinque gare di fila di Serie A.

Il momento, almeno dal punto di vista dei risultati, è positivo. Ora serve conferma. La Lazio, sottolinea il Corriere dello Sport, arriva alla sfida contro la Fiorentina con una striscia aperta di quattro risultati utili consecutivi: tre vittorie contro Sassuolo, Milan e Bologna, seguite dal pareggio contro il Parma. Un percorso che ha ridato fiducia e slancio, ma che chiede un ulteriore passo per trasformarsi in continuità vera. L’obiettivo adesso è restare imbattuti per cinque gare consecutive di Serie A, un traguardo che manca da inizio stagione.

Tra settembre e novembre, infatti, la squadra di Sarri aveva costruito una serie di sei partite senza sconfitte, con tre vittorie e tre pareggi. Da allora, però, la continuità si è interrotta più volte, alternando buoni risultati a frenate improvvise.

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Lazio, assenze e dubbi: Sarri verso la 31esima formazione diversa in 32 gare

Il tecnico potrebbe essere costretto a cambiare ancora l’11 titolare.

Mai la stessa Lazio, eccezion fatta per una volta tra il Cagliari (3 novembre) e l’Inter (9 novembre). Qui Sarri, evidenzia il Corriere dello Sport, è riuscito a proporre la stessa squadra: Provedel, Lazzari, Gila, Romagnoli, Marusic, Guendouzi, Cataldi, Basic, Isaksen, Dia e Zaccagni. Per il resto ha dovuto mettere mano alla squadra, ha dovuto ritoccarla, aggiustarla, inventarla. E lo stesso dovrà fare a Firenze. Rispetto a Lazio-Parma c’è Dele-Bashiru affaticato, ieri fermo. In preallarme c’è Basic, in fase di ricarica dopo un lungo stop. Si è fermato anche Maldini, da verificare. In più va sciolto il ballottaggio Pedro-Noslin. Sono i ruoli che potrebbero variare rispetto al calco di sabato. In porta c’era e ci sarà Motta. In difesa sono confermati Marusic, Romagnoli, Provstgaard e
Tavares. Cataldi e Taylor a centrocampo. Isaksen rischia di essere l’unico confermato davanti.

Se Sarri dovrà cambiare anche solo una pedina, si legge, a Firenze presenterà la 31ª Lazio in 32 partite. Un bel record. E non sono mai state rotazioni volute, scientifiche. Direte, chi non ha o non ha avuto infortuni? Vero, ma nessuno come Sarri non ha avuto mercato o quando l’ha avuto è stato di smantellamento prima che di potenziamento. I cambi numericamente sono compresi da un minimo di 1 ad un massimo di 6 (contro Genoa e Sassuolo al ritorno).

Mau, conclude il quotidiano, i rinforzi se li è trovati in casa aggiungendo Basic, raccattato tra i fuori lista. Utilizzando Hysaj in allenamento e in panchina per tappare buchi. Inventando Marusic centrale o Patric regista. Ancora oggi deve rinunciare a Provedel, Gila, Rovella e Zaccagni (forse solo convocabile per la panchina a Firenze) più Gigot (comunque uno in meno) salvo forfait di Dele e Maldini. Il conto degli assenti è salito fino a 7 nei momenti peggiori. In tutto questo Sarri ha dovuto rinunciare al suo verbo, ha creato una Lazio di necessità.

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Lazio, stop Maldini, pronto Dia. E Sarri riflette sulla rivoluzione in attacco…

Pochi gol e possibili defezioni: il tecnico pensa ad un nuovo attacco.

Le 32 reti in 31 partite per il sesto peggior attacco della Serie A, i freddi numeri non mentono e sono un pugno nello stomaco per Sarri che ha fatto dell’estetica offensiva (non solo della granitica difesa) il proprio manifesto calcistico. La trasferta di Firenze è alle porte, ma è lo spettro di un mal di gol ormai cronico a togliere il sonno al tecnico. Stando a quanto riporta il Messaggero, Isaksen, Maldini e Pedro sono a rischio esclusione per lunedì sera al Franchi, nessuno ha più il posto assicurato. Sarri pretende più imprevedibilità, gas, maggiori spunti nell’uno contro uno. Nella ripresa di sabato Cancellieri, Dia e Noslin hanno garantito profondità e dinamismo, forse meritano un premio. Le gerarchie, fin qui abbastanza definite, possono riazzerarsi, ma Mau vuole rifletterci sino all’ultimo. Intanto tiene tutti strategicamente sul filo: nelle prossime due esterne (c’è anche il big match a Napoli sabato prossimo) serve rialzare la tensione per portarla all’apice nell’appuntamento clou del 22 aprile, il ritorno della semifinale di Coppa Italia a Bergamo.


La tentazione più forte, si legge, porta il nome di Noslin: appena quattro presenze da titolare in questa stagione, eppure è lui l’uomo con la media realizzativa più alta dell’intera Lazio. Sarri medita di regalargli un’altra chance dall’inizio, anche se finora Tj è la sua arma (4 gol) da subentrato. Discorso in parte simile per Dia, che già a Bologna aveva mostrato segnali incoraggianti di rinascita a gara in corso. La sua capacità di attaccare la profondità e di dare soluzioni diverse fa tremare Maldini, che finora ha goduto di un credito quasi infinito dal suo sbarco (dieci volte su undici dal 1′ e ieri fermo ai box a Formello), nonostante un bottino decisamente magro (un gol). Anche sugli esterni il momento è delicato, non solo perché Zaccagni è finito ko (ieri si è allenato in gruppo, eccezion fatta per la partitella) e i 38 anni di Pedro si sentono e si vedono. Pure Isaksen ora sembra la controfigura di se stesso, forse spento dalla delusione mondiale con la sua Danimarca, eliminata nei playoff. Cancellieri, al contrario, sputa fuoco dopo una sola partita da titolare nelle ultime undici, e le tre reti contro Genoa e Torino, ferme ormai a ottobre scorso: sulla corsia destra o sinistra, vuole bruciare ogni ballottaggio in vista del posticipo toscano.

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Lazio, a Firenze convocazione simbolica per Zac. Con il recupero di Pellegrini ipotesi gestione per Tavares

Diversi dubbi di formazione per Sarri in vista del match di lunedì.

Zaccagni ha fatto tutta la seduta col gruppo tranne la partitella finale: vedremo se sarà simbolicamente convocato. Pellegrini, riporta Il Messaggero, ormai è pienamente recuperato e si candida per una maglia anche per far rifiatare Tavares che ha giocato undici partite di fila e quindi meriterebbe un po’ di riposo in vista di Bergamo.

Se ci dovesse essere questo cambio a sinistra, si legge, non è del tutto esclusa l’ipotesi di vedere pure Lazzari al posto di uno stritolato Marusic dal primo minuto. Insieme, l’ex Spal e il portoghese non possono giocare: «Avremmo problemi di equilibrio», il discorso del tecnico biancoceleste che non vuole concedere nulla agli avversari. In poche parole se da un lato c’è uno che spinge, dall’altro ci deve essere uno più bravo in fase di contenimento.

Gestione invece per Mario Gila che, conclude il quotidiano, ieri mattina si è allenato da solo: il difensore spagnolo lotta contro l’infiammazione al tendine rotuleo ma non dovrebbe essere a rischio per la semifinale di Coppa Italia. Lì ci sarà quasi sicuramente. Anche Patric è disponibile ma in mezzo al campo giocherà Cataldi. Oggi altra seduta, domani rifinitura prima della partenza direzione Toscana.

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Lazio, emergenza continua a centrocampo: si ferma Dele, torna Basic dal 1′

A Firenze rischia di non essere a disposizione Dele-Bashiru.

Una stagione in continua emergenza. Stando a quanto riporta Il Messaggero, Sarri per Firenze rischia di non avere a disposizione Dele-Bashiru: il centrocampista è affaticato e difficilmente sarà rischiato. Al massimo andrà in panchina. Ieri non ha lavorato con il resto della truppa (oggi dovrebbe comunque essere di nuovo in gruppo) dopo due allenamenti saltati, anche prima del riposo era rimasto a guardare. La notizia positiva è che tornerà Basic dopo la convocazione contro il Parma («L’accordo era che sarebbe entrato solamente in caso di necessità», le parole del Comandante dopo il match) che si candida, dopo oltre due mesi, a prendersi una maglia da titolare.

Lui, si legge, è pronto a giocare dall’inizio ma non nel suo ruolo naturale, quello di mezzo sinistro ma dall’altro lato, perché da quella parte del campo il posto è di Taylor ed è intoccabile. Non gioca dall’8 febbraio il centrocampista croato, uscito dopo 45’ allo Stadium. Da quel momento in poi un susseguirsi di notizie che sarebbe stato pronto a breve e invece lo slittamento continuo del ritorno in squadra fino alla scorsa settimana, quando ha lavorato tutti i giorni con il resto dei compagni.

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DICHIARAZIONI

Zàrate ricorda la Lazio: “Averla lasciata il mio rimpianto. Che scazzottata con Kolarov…”

Mauro Zarate, ex fantasista della Lazio e rimasto nella memoria dei tifosi biancocelesti, ha rilasciato un’intervista a Flashscore nella quale ha ripercorso le varie tappe della sua carriera, tra cui anche quella vissuta nella Capitale: ecco le sue parole.

Il ricordo della scazzottata con Kolarov ai tempi della Lazio e il rimpianto di aver lasciato il club capitolino forse troppo presto, così Mauro Zarate nel ricordare i suoi anni in biancoceleste: “Ho litigato nello spogliatoio, queste cose succedono. La più divertente è stata quella con Kolarov alla LazioAbbiamo fatto a cazzotti mentre andavamo verso lo spogliatoio. Poi mi si è avvicinato, ha fatto una battuta e si è messo a ridere. Beh, i serbi sono così. Non puoi farci nulla…”. Poi, sui rimpianti, ha aggiunto: “Rimpianti? Sì, aver lasciato la Lazio“.

Infine, Maurito, fa una piccola chiosa sulla vita militare e su cosa gli ha insegnato: “Il lavoro. A un certo punto si parlava della necessità di adattarsi alle cose, ma lui ha continuato con la sua idea di gioco e il suo modo di pensare, e ci ha fatto cambiare e migliorare. Ci ha convinto. Se non lo fai, non sarai mai un buon allenatore. In altre parole, se non convinci il giocatore, il giocatore vuole molti più strumenti e pretende molto di più da te”.