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INFERMERIA

Lazio, tegola Rovella: dovrà operarsi. Valutazione sulle tempistiche. E per Genova c’è solo Cataldi

Di nuovo ko, dolorante in campo come a Sassuolo, e fuori
all’intervallo. Per Rovella non bastano più le infiltrazioni, l’unica via d’uscita sembra l’intervento. Il regista ha un ispessimento di due millimetri nella zona inguinale (“Groin Pain Syndrome”), lo stesso problema pubalgico risolto da Zaccagni il 24 giugno scorso. Nicolò – sottolinea Il Messaggero – , ha già fatto un consulto e ricevuto lo stesso triste responso: prima o poi dovrà operarsi e inserire una retina sul pube, bisogna solo decidere quando. Il nodo infatti sono i tempi di recupero: Zaccagni rientrò in gruppo soltanto il 22 luglio in ritiro, dopo quasi un mese di stop. La Lazio
non può permettersi di rinunciare a Rovella per così tanto, a stagione in corso.

A Formello riflettono, non solo sul regista, ma su chi schierare a centrocampo a Genova lunedì prossimo. Al momento Cataldi è l’unico mediano rimasto. Dele-Bashiru era già affaticato ed è uscito al 12′ dal derby con la borsa del ghiaccio sul flessore destro (si teme lo stiramento). Guendouzi e Belahyane hanno rimediato due rossi ingenui, Vecino è ancora out e, nei prossimi giorni, si capirà se si riuscirà a riabbracciarlo: «Ma nessuno dei nostri mediani è abile per giocare a due a centrocampo», le ultime parole di un Sarri nero in volto.

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SERIE A

Più Lazio che Roma, ma non basta. Tavares condanna i biancocelesti, Dia spreca, palo Cataldi: Sarri beffato

Finisce 0-1 il derby Lazio-Roma, gara valida per la quarta giornata di Serie A. In gol Pellegrini, a lungo criticato dai suoi e schierato a sorpresa da Gasperini per la prima volta in stagione.

PRIMO TEMPO

Acciaccati o meno, Sarri opta per l’11 migliore schierando Rovella dal 1′; titolare anche Pedro con Dia che prende il posto di Castellanos. Dunque, il tecnico toscano si affida a Provedel, con Marusic, Gila, Romagnoli e Tavares dietro; in mezzo al campo Guendouzi, Rovella appunto e Dele-Bashiru; davanti Pedrito con Dia e Zaccagni. Più Lazio che Roma nel primo tempo, ma non basta: Pellegrini, a lungo criticato dai suoi e schierato a sorpresa da Gasperini per la prima volta in stagione, sigla il vantaggio al 38′, complice un’indecisione clamorosa di Nuno Tavares. Fino a quel momento solo occasioni per i padroni di casa. Altra nota stonata per i biancocelesti, il cambio forzato per Sarri: al 14′ Dele-Bashiru si ferma, spazio a Belahyane. Spavento alla mezz’ora quando si è fermato Rovella, ma il centrocampista ha ripreso a giocare. La prima frazione di gioco termina con il vantaggio giallorosso.

SECONDO TEMPO

Subito due cambi per Sarri all’intervallo: fuori Tavares e Rovella, in campo Pellegrini e Cataldi. Comincia meglio la Roma ma l’occasione migliore capita sui piedi di Dia che spara alto (54′). Al 62′ Castellanos prende il posto di Dia. Al 75′ ci prova proprio il Taty con un tiro che inganna i tifosi ma che termina di poco fuori. Al 79′ cambio per la Lazio: Pedro out, dentro Noslin. Nel finale la Lazio resta in 10: rosso a Belahyane per fallo su Konè (86′). In pieno recupero Zaccagni mette in mezzo una palla invitante per Castellanos: para Svilar, ma l’arbitro ferma il gioco per un fallo in partenza del capitano laziale. Allo scadere Cataldi dalla distanza trova l’incrocio dei pali. A fine partita rosso anche a Guendouzi. Secondo derby perso per Sarri su 7 e testa alla prossima che sarà in casa del Genoa lunedì 29: la Lazio in queste prima 4 giornate ha rimediato solo un vittoria (in casa contro il Verona), poi tutte sconfitte.

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DICHIARAZIONI

Derby, Sarri: “Le difficoltà non contano, voglio una squadra che lotti per non deludere un popolo. No palleggio, ma coraggio. Dubbio Rovella, Dele ok”

Il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri, alla vigilia di Lazio-Roma, ha presentato la stracittadina in conferenza stampa:

“Le emozioni devono rimanere le stesse: è una partita particolare, estremamente sentita. Penso che queste siano tra le partite più sentite in Europa, uno dei derby più intensi e seguiti al mondo. Quindi, per forza di cose, le emozioni, così, come il livello di adrenalina, sono molto alte. Gli acciaccati non lo so. Castellanos sembra essere più avanti, sembra recuperabile. Rovella lo valutiamo oggi. Per il resto, gli altri infortunati sono sempre fuori, forse. Per quanto riguarda Patric, ieri ha fatto una parte dell’allenamento con la squadra, quindi potrebbe essere in panchina, ma in un ruolo più simbolico che effettivo”.

Dele-Bashiru – “Il controllo è assolutamente negativo. Oggi si dovrebbe allenare e dovrebbe essere dentro. Non so se sarà titolare, vediamo. Non mi sono mai lamentato degli assenti, se non gioca uno gioca un altro”.

Sacchi dice che fisicamente la Roma è più avanti – “Le squadre di Gasperini sono sempre fisiche e aggressive e ti creano difficoltà, quindi è una valutazione abbastanza corretta; è chiaro che bisognerebbe essere su altissimi livelli tecnici per mandare a vuoto questo livello d’aggressività”.

Roma favorita? “Non mi importa niente, il derby è una partita fra due popoli che dal punto di vista sportivo si odiano e quindi io voglio solo che la mia squadra favorita o non favorita vada dentro e lotti per il proprio popolo. Poi chi è favorito non mi interessa, l’obiettivo è quello che noi dobbiamo lottare per il nostro popolo. 95-100 minuti, altrimenti sarà lunga la partita, a 35 gradi penso, perché dentro allo stadio ci saranno 35 gradi. Non mi importa di niente”.

Cosa chiedere alla sua squadra – “Domenica gli avversari si aspettavano un blocco difensivo abbastanza basso e noi abbiamo giocato contro questo blocco, andando poco a cercare di giocarci dentro. È chiaro che così fai fatica a diventare estremamente pericoloso. La partita ha dato la sensazione di essere sempre sotto controllo, perché i periodi difensivi non c’erano. Però poi si ha la sensazione che la squadra faccia il compitino invece di cercare di vincere ogni duello. Bisogna avere più coraggio nelle scelte, andare a giocare dentro e rendersi conto delle nostre caratteristiche. Noi siamo una squadra che deve attaccare gli spazi e non stare a palleggiare in una zona di campo troppo ampia. Quindi ho chiesto questo e stiamo lavorando su questo”.

Differenze nel preparare il derby – “La differenza è emozionale e motivazionale, e questo si riflette chiaramente in un livello di attenzione superiore da parte di tutti i giocatori. Queste partite hanno una componente motivazionale e emotiva che, secondo me, è superiore a quella di tante altre”.

Primo derby per Gasperini – “L’inconsapevolezza, appena entri in campo, prima del fischio d’inizio, diventa consapevolezza, e quella è un’altra storia. E quindi, io non lo so, mi sembrano sei i derby giocati, ne ho perso uno e mi ricordo solo quello. Mi ricordo questo disagio emotivo nei giorni successivi, questa tristezza infinita che mi entra addosso e che ti fa capire cosa significa il derby. Quasi una vergogna tornare al centro sportivo, io mi ricordo questo. E questa è la mia sensazione, il mio stato d’animo, ieri ne parlavo con i giocatori. È una partita in cui, se non fai tutto quello che devi fare, sotto tutti i punti di vista, rischi di deludere un po’. E se succede, te lo senti addosso in maniera pesante. Per cui, questo deve essere stampato nei nostri cervelli e nei nostri cuori. E da questo punto di vista non dobbiamo sbagliare niente. Qual è l’importanza di un derby se non per vincere? Io penso che il derby si giochi per vincere. Se può fare contento qualcuno, allora bisogna vincere”.

Pedro – “La partita la giocherà, non so se in parte o se dall’inizio, ancora non abbiamo deciso. C’è da valutare cosa ci rimane a disposizione per poter eventualmente cambiare la partita, ci sono tante cose da considerare. Però sicuramente su Pedro ci facciamo un grande affidamento. Un giocatore così nelle partite è importante, ha sempre fatto prestazioni significative, quindi ci facciamo affidamento, poi vediamo quando”.

Sarrri e Gasperini valori aggiunti ? – “Se dipendesse solo da noi, gli ultimi 20 campionati li avremmo vinti io e Gasperini, ma non è così. Io e Gasperini giochiamo contro da più di 20 anni e in tutto questo arco di tempo è cresciuto. Rispetto profondamente la valutazione che ho di lui come uomo e come persona. Giocare contro invece che dividerci, alla fine ci ha accomunato. Quindi è un grande allenatore, una persona che rispetto profondamente e che sicuramente in questa stagione alla Roma darà tanto. Ma domani è il derby, domani siamo parecchio contro”.

Il derby può accendere la Lazio – “Finora non si è accesa in parte, abbiamo fatto una bruttissima partita a Como, bene con il Verona, a Sassuolo se mi chiedi come siamo stati in campo la squadra è stata corta e ordinata. Dal punto di vista tattico è stata buona. Poi ci è mancato qualcosa a livello di pressione e di qualità offensiva. Negli ultimi 20 metri abbiamo avuto 12 palle inattive a favore e loro 2, e abbiamo perso da una palla ferma”.

Stesse emozioni della prima esperienza alla Lazio? – “Di più, forse di più, perché il tempo ti fa affezionare e amare sempre di più l’ambiente, la squadra, e quindi questo è inevitabile. Di più, perché diciamo che quest’anno sulle spalle me la sento maggiormente io, e quindi l’intensità dell’emotività è la stessa. Forse di più”.

Idee chiare? – “Io ho le idee chiarissime, la squadra è molto ordinata. L’obiettivo primario della società è dare una maggiore solidità alla squadra, stiamo lavorando per questo. Dobbiamo tirare fuori la qualità, poi non so se per ora non è venuta fuori per motivi tattici o perché non c’è. Vediamo, tra qualche mese avremo un’idea definitiva.

Modric e Pedro – “Sono due ruoli diversi. La prestanza fisica conta di più per Pedro. Cerchiamo di preservarlo, facendolo giocare senza metterlo a rischio nei 90 minuti a inizio stagione visto che non sappiamo la reazione. Ha avuto una tendinite bilaterale in tutto questo periodo, gli abbiamo fatto fare una settimana di riposo durante la sosta”.

Sulla prova di domani – “Voglio vedere da parte della squadra il lavoro sul campo che, in questo momento, non riusciamo a trasportare pienamente in partita. È tanto, e ti devo dire la verità, è fatto anche abbastanza bene. Ne parlavo con la squadra in questi giorni, siamo l’unica squadra che io ho allenato che mi lascia la sensazione di avere più ritmo e più intensità in allenamento che in partita. Quindi vuol dire che ancora qualcosa ci sta frenando in partita. Non lo so, dobbiamo essere più forti domani, caratterialmente”.

Gara alle 12:30 – “È chiaro, la probabilità che i ritmi siano alti è alta. Io penso che l’orario alla fine sia pesante per noi, è pesante per loro, ma l’orario di domani non è una sconfitta della Lazio o della Roma, è una sconfitta del calcio, secondo me anche delle istituzioni. Se chi vuole mantenere l’ordine pubblico prende queste decisioni, è una missione difficile mantenere l’ordine pubblico. Quindi è una sconfitta per il calcio, però abbiamo a quest’ora grandi difficoltà, e si torna all’unico discorso che sto facendo fin dall’inizio: non ce ne deve importare niente. Se c’è una partita per cui vale la pena lottare per il calcio, è questa”.

Zaccagni – “Sta crescendo piano piano, è chiaro che anche lui ha fatto l’estate con l’intervento, quindi le difficoltà iniziali erano inevitabili, però sta crescendo. A livello di maturità, come uomo, mi sembra cresciuto e, piano piano, potrebbe diventare un capitano importante”.

I tifosi della Lazio – “Nella stragrande maggioranza, i tifosi della Lazio sono persone molto pazienti. Poi ci può essere una frangia più piccola, ma nella stragrande maggioranza è così. Li accomuna un amore smisurato per questa maglia, un amore che io, in tanti anni di carriera, ho visto solo qui e a Napoli. E questo è il motivo per cui ti dico che da fuori è difficile capire, ma quando ci sei dentro, lo impari. E questo è il vero motivo: vedi proprio un attaccamento, un amore viscerale verso questa maglia. E questo, secondo me, è importantissimo, sarebbe fondamentale riuscire a trasmettere ai giocatori questo senso di appartenenza. Il calcio attuale non è qualcosa di estremamente semplice, però sarebbe molto importante e gradito”.

Rovella, Isaksen e Vecino – “Rovella lo valuteremo e lo butteremo dentro, tra mezz’ora si valuterà se ce la può fare o no. Ieri ha fatto solo una piccola parte dell’allenamento con la squadra, aveva ancora un po’ di dolore, oggi lo valutiamo. Vecino è ancora in mano all’area medica, sta facendo degli allenamenti differenziati e io spero che la prossima settimana ritorni perlomeno a disposizione per cominciare ad allenarsi con noi. Isaksen è un ragazzo che si sta allenando da poco, e questa è una parte del problema. Non è che si sta allenando da poco, non aveva una caviglia più gonfia ma era malato. Questa è la parte più grande del problema, quindi ci sarà un percorso per farlo tornare in grande condizione ma non è un percorso istantaneo”.

Che gara dobbiamo aspettarci – “Forse un gioco più lento potrebbe dipendere dalle temperature, poi queste partite dipende dall’evoluzione del match. Bisogna prepararsi a tutti gli eventi perché determineranno poi la via che la partita può prendere”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, contratti in scadenza e rosa da ringiovanire: la situazione

Età media alta e sette contratti in scadenza il prossimo giugno: la situazione in casa biancoceleste.

Il progetto-giovani di cui si è tanto parlato a Formello ancora non partito. Come riporta il Corriere dello Sport, l’età media è alta (28,1 anni di media al momento attuale) e a giugno Pedro, Vecino, Marusic, Hysaj, Basic, Fares, Kamenovic andranno in scadenza.

Le scadenze 2027 (Gila, Romagnoli, Lazzari, Provedel, Patric, Cataldi, Cancellieri, Gigot) favoriranno, si legge, un processo di ricostruzione, già parzialmente avviato con gli acquisti di gennaio (Provstgaard e Belahyane) e nelle sessioni precedenti (da Rovella a Isaksen passando per Guendouzi e Mandas).

Oggi Guendouzi, di fatto l’unico giocatore di livello internazionale, ha una valutazione di mercato pari a 32 milioni. Lo segue Mario Gila (30), uno dei casi più spinosi, perché è giovane e in scadenza 2027: difficilmente, conclude il quotidiano, verrà trovata un’intesa sul prolungamento. Sarri ha eletto titolare Provedel (31 anni, ancora giovane come portiere) ed è inevitabile che a gioco lungo andrà risolto il dualismo con Mandas, su cui punta la società e destinato a restare in panchina nelle prossime settimane. Tra i senatori, la Lazio ha puntato sul capitano Zaccagni. A lunga scadenza anche Nuno Tavares, Noslin, Mandas, Provstgaard e Belahyane, il più giovane in rosa. Anche in base all’andamento della stagione si capirà meglio quale sarà la Lazio del futuro.

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DICHIARAZIONI

Derby, Gasperini: “Lazio ottima squadra con un ottimo allenatore. Wesley ed Hermoso…”

Il tecnico giallorosso Gian Piero Gasperini in conferenza stampa ha presentato la stracittadina in programma domani alle 12.30:

Wesley ed Hermoso – “Non sappiamo ancora oggi se saranno disponibili, Wesley ha avuto una gastroenterite, sembrava sulla via di guarigione ma ha avuto una ricaduta. Non ci sono indicazioni positive nemmeno per Hermoso, vediamo oggi”

Emozioni – “Il derby di Roma è famoso in tutto il mondo, soprattutto per lo spettacolo del pubblico, per le coreografiche, per il pubblico, è una partita diversa al di là della classifica e del campionato. È una rivalità cittadina in campo che rende tutto più bello e attento e con molta più tensione”.

Vincere o pareggiare – “I derby che restano sono quelli che vinci, quelli che pareggi non li ricordi e quelli che perdi li dimentichi subito. Giocare alle 4ª giornata? È vero che è presto però è una parte iniziale della stagione dove forse le squadre sono rivolte più a pensare di costruirsi anziché migliorarsi. Il calendario ha detto questo, questa partita alza subito l’attenzione sul campionato. La Lazio è un’ottima squadra con un ottimo allenatore che ha fatto bene in tutte le piazze, non ha fatto mercato ed è rimasta la squadra dell’anno scorso che, tolti gli ultimi due mesi, aveva raggiunto risultati molto buoni, ho rispetto del valore di questa squadra e di alcuni giocatori. È una partita di livello”.

La Roma è la sfida più entusiasmante della sua carriera? – “In questo momento penso al presente, è una sfida, una bella sfida dove cerco di portare quella che è l’esperienza della mia carriera. Sono motivato a intraprendere questa strada a Roma, sono molto convinto della bontà della scelta di venire qui ma devo guardare al presente e ottenere il massimo di quello che abbiamo in questo momento. Probabilmente, dovrò uscire dalla mia zona di comfort che era quella di essere abituato a fare un certo tipo di calcio con un certo tipo di rose, ma magari è un’ulteriore sfida. Dovrò recuperare altre situazioni, pur mantenendo i miei principi di avere una squadra che ottenga risultati attraverso il gioco e lo scontro sportivo che richiede una partita di calcio”.

Sarri – “Ci conosciamo da anni, l’ho incontrato forse in C nel 2003-2004 la prima volta. Ha fatto una carriera facendo gavetta con squadre inferiori e ora le sue squadre giocano a calcio. Anche io sono partito dalle giovanili, la nostra carriera è stata costruita nel tempo attraverso i risultati”.

Cosa occorre in queste sfide – “Devi essere micidiale negli episodi, devi avere grande attenzione e concentrazione, pathos, cuore. Sono cose che abbiamo noi e gli avversari, devi essere bravo nel portare gli episodi dalla tua parte ed essere molto preciso quando hai situazioni a favore, ma questo contraddistingue tutte le partite dove c’è grande equilibrio. Sono le situazioni fondamentali che cambiano il risultato da una parte e dell’altra, al di là delle situazioni tattiche”.

Dovbyk – “Domenica scorsa non è entrato perché c’era un’altra situazione, posso dire che non abbiamo fatto peggio del Torino, abbiamo perso il match non giocando una buona gara subendo un tiro in porta. Non l’abbiamo preparata benissimo, ci sono stati i nazionali, abbiamo fatto una partita sottotono. Due partite vinte e una persa, stop. Devo guardare lo sviluppo della squadra, Dovbyk, Pellegrini e Baldanzi dovevano andare via durante il mercato e sono rimasti e ora devo recuperarli. Dovbyk deve fare molto bene, Pellegrini deve fare benissimo, Baldanzi deve fare bene. Adesso il mercato è chiuso, ci sono 22-23 giocatori e bisogna tirare fuori il meglio nelle prossime partite. Mi dispiace che ci siano partite dopo giochi sottotono, domani voglio vedere una squadra che sul piano del gioco, della corsa, faccia qualcosa di superiore rispetto all’ultima partita”.

Tsimikas e Pellegrini – “Tsimikas ha iniziato a inserirsi, ha iniziato a lavorare settimana scorsa con i compagni. Ora abbiamo un calendario fitto di impegni e giocherà, tempo di conoscersi e magari potrebbe giocare anche domani non lo so. Non dovete aver dubbi, prima o poi gioca, poi saranno le prestazioni a decidere. La condizione di Pellegrini? Allora, per me è un giocatore forte, potenzialmente molto forte. Vale un po’ il discorso di Dybala, poi ci sono le prestazioni. È fuori da mesi, questa partita va un po’ oltre, si sta allenando da tanto, ha fatto delle partitelle, poi quando è il momento di giocare non lo so, forse anche domani ma non lo so, quanto dura non lo so. Mi aspetto che diventi un giocatore di alto livello perché ha le potenzialità, se lo è stato a tratti anni indietro non lo so, ma è un giocatore da Nazionale, anzi Gattuso lo aspetta pure però c’è bisogno di altre prestazioni. Ha 29 anni, perché non deve correre e fare tutto? Può farlo, un po’ più avanzato è più forte. Domenica scorsa ha giocato El Aynaoui lì, ci può giocare Pellegrini, Pisilli e Cristante lì dove ha fatto diverso gol all’Atalanta. Pellegrini lo recupero da solo e va bene per la società, però se ormai è inviso alla piazza non lo posso fare, così come se è inviso alla società. Se lo devo recuperare è perché ci serve, altrimenti diventa un problema e vado su un altro giocatore. In questo momento devo recuperare tutti, quelli meno e quelli più considerati. Dove ho bisogno, giocano”.

Troppi infortuni – “Chiunque gioca deve esprimere il meglio, sono partite di grande attesa da parte della tifoseria. Dispiace che ci siano infortuni perché toglie qualcosa alla partita, però poi si gioca 11 contro 11 e chi va in campo farà bene”.

Sui possibili cambiamenti – “Dall’inizio della carriera mi hanno detto tante cose se giochi in Serie C o in Serie A o in Champions League devi cambiare i principi. Devo tener conto di alcune cose, Pellegrini non è un attaccante, Baldanzi è un trequartista, come attaccanti abbiamo Dybala e Bailey che sono fuori. Non sono convinto che abbiamo fatto così male, ora per una partita stiamo cancellando i due mesi precedenti fino a sabato scorso erano diversi i commenti. I miei principi non sono modificabili, ma devo tener conto delle caratteristiche dei giocatori, altrimenti dovrei snaturarmi e non voglio farlo e forse è andata bene così”.

Non era mai partito così male con 2 gol in 3 partite ai tempi dell’Atalanta – “Non parlerei di sfortuna. La fase offensiva, come quella difensiva, va fatta da tutti. Se hai una buona fase offensiva, metti in condizione gli attaccanti di fare più gol, così come è importante la fase difensiva. Se ti manca qualche gol, devi trovare delle soluzioni e dei miglioramenti in tutta la squadra, devi disimpegnare meglio e offrire agli attaccanti situazioni migliori, altrimenti sarebbe troppo facile. Evidentemente, sotto quell’aspetto, per quello che abbiamo visto, abbiamo fatto cose buone ma dobbiamo fare ancora meglio. Altrimenti è troppo facile dare la colpa a uno o quell’altro”.

El Aynaoui con Koné oppure alternativa – “Ha giocato avanzato con il Torino ed è un ruolo più facile, può fare tutti i ruoli del centrocampo, può giocare assolutamente in tutti i ruoli”.

Orario del derby – “Il problema di giocare alle 12:30 è dovuto alle temperature e riguarda tutte e due le squadre, vale per entrambi. Come ho detto domenica scorsa, giocare con queste temperature è una grande difficoltà per i giocatori”.

Soulé dietro le punte “È stato provato lì in allenamento, ma ci vuole tempo. Sta facendo bene, l’anno scorso giocava spesso come quinto, quest’anno gioca più offensivo ed è anche abbastanza prolifico. Non ci vedo grandi problemi, poi dietro le due punte devo verificare. El Shaarawy è entrato con il Torino, a parte quelli che abbiamo detto prima (Wesley ed Hermoso, ndr), stanno tutti bene”.

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Lazio, Castellanos: “Derby? Vogliamo onorare la nostra storia. Lavoriamo duro, saremo pronti”

In vista del derby della Capitale contro la Roma, il centravanti della Lazio Taty Castellanos è intervenuto ai microfoni di Radio Serie A. Di seguito le sue parole:

“Sono partite speciali, aspettiamo tutto l’anno per poter giocare gare come queste, che sono imprevedibili. Non importa da che posizione in classifica vieni: nel derby non c’è un favorito, devi essere sempre concentrato al 100%. È uno dei derby più difficili e sentiti di tutta Europa, in settimana si sente la tensione e la pressione in tutta la città. Alla Lazio sia in campo che fuori con i tifosi vogliamo rappresentare il club nel miglior modo possibile e onorare la nostra storia contro la Roma. È un bellissimo momento per la città, anche se in campo a volte non è uno spettacolo perché tutti hanno paura di sbagliare. Ma se ci assumiamo le nostre responsabilità e lavoriamo duro, saremo pronti alla sfida. Speriamo di vincere e di dare una gioia ai nostri tifosi”.

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Lazio, Pedro: “Nel derby servono forza e mentalità. Sarri? Può farci fare un passo in avanti. E sull’Europa…”

Quando ormai il derby alle porte, uno dei dei biancocelesti più rappresentativi ha presentato la sfida. Le parole di Pedro a Dazn:

“Abbiamo iniziato male, soprattutto dopo la brutta sconfitta contro il Sassuolo. Ora abbiamo l’opportunità di giocare il derby, sarà difficile, tosto, ma stiamo lavorando bene e speriamo di fare una bella prestazione per portare a casa il risultato. Il derby è una partita diversa, è molto importante per noi, per i tifosi, per la città e per la società. Sono sempre pronto, è una gara speciale che mi piace tanto giocare. Spero di fare una bella prestazione e di aiutare la squadra, per vincere ci serviranno forza e mentalità. Il derby di Roma si vive con più passione e più intensità delle altre partite. Se ne parla da tante settimane, già da inizio stagione. La gente ne parla sempre in tutti i posti, stanno vivendo una situazione difficile e fanno un grande sforzo per venire a vederci e a sostenerci. Noi dobbiamo dare una bella risposta e dare tutto in campo, senza dubbio”.

Sarri – “Lo conosco da tempo, da quando giocavo al Chelsea. È una persona con un carattere speciale, un brav’uomo, oltre che un allenatore con tanta esperienza che ha vinto diversi trofei e fatto bei campionati. Per noi è importantissimo avere un tecnico del suo livello, può farci fare un bel passo in avanti per il nostro percorso in futuro”.

La canzone della Carrà – “La conoscevo, l’avevo già sentita. Non pensavo che sarebbe diventata così importante per me, che sarei finito a ballarla con tutti i tifosi sotto la Curva Nord a fine partita o anche per strada. È una cosa bellissima che porto sempre nel cuore. Se vinciamo il derby la canto sicuro (ride, ndr.)”.

Messaggi da Napoli l’anno scorso – “Ne ho ricevuti tanti, anche dei video. Mi hanno scritto pure dei calciatori come Spinazzola e Juan Jesus con cui ho giocato alla Roma. È stato molto divertente, ma io non ho fatto nulla di che. Loro hanno fatto un grandissimo campionato, io ho solo aiutato la mia squadra per cercare di ottenere la vittoria. È un bell’aneddoto che ricordo con piacere, la gente per strada ancora mi ringrazia per lo Scudetto. Io però non ho fatto niente, loro hanno meritato di vincere”.

Lazio fuori dall’Europa – “Io preferisco sempre giocare nelle Coppe e giocare più partite possibili. Stai più dinamico in campo, hai più ritmo, anche se hai meno tempo per recuperare in campionato. Ma non si sa mai cos’è meglio. Io voglio sempre giocare in Europa e ogni tre giorni, è quello che mi sono abituato a fare. Preferisco scendere subito in campo che aspettare tutta la settimana la partita. Quest’anno però è così, dobbiamo affrontarlo e stare concentrati sul campionato per arrivare dove vogliamo arrivare”.

Poi lo spagnolo chiosa parlando sul suo impiego: “È difficile gestire il minutaggio. Magari a volte stai bene, sei in forma e vuoi giocare di più. Per avere questo ruolo e subentrare spesso bisogna gestire bene la situazione mentalmente, capire che devi entrare a gara in corso per aiutare la squadra, lavorare su pochi minuti e stare sempre al massimo. Poi bisogna avere anche una buona condizione fisica, perché l’età per me inizia a farsi sentire. Ma se si parla con l’allenatore e con i preparatori, tutto questo si può gestire bene. Ci sono anche giocatori più avanti con l’età che stanno molto bene come Modric, che ha fatto una grande carriera, è in forma e tiene ancora un livello alto. Bisogna avere sotto controllo tutto, come il riposo e il mangiare bene. Solo così si può allungare la carriera”.

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Lazio, Zaccagni: “Derby per noi e per la gente. Gestiamo la tensione e seguiamo Sarri”. Su blocco ed obiettivi…

Il capitano biancoceleste a Dazn a due giorni dal derby.

“Il gruppo è quello dello scorso campionato. Abbiamo visto questa cosa del mercato bloccato come un bicchiere mezzo pieno, perché – ha esordito Mattia Zaccagni – abbiamo avuto la possibilità di lavorare già dal primo giorno di ritiro di stare tutti insieme sapendo che non ci sarebbero stati nuovi arrivi o partenze. Di questo siamo contenti”.

Sarri – “È rimasto sempre lo stesso, ha la sua carica e la sua gioia che mette in campo. Siamo contenti che sia tornato, vedo che anche i nuovi stanno apprendendo velocemente quello che vuole. Sarri mi ha cambiato la carriera, soprattutto in fase realizzativa. Mi sprona sempre ad attaccare la porta, da quando c’è lui sono migliorato tanto e ho segnato di più”.

No Coppe – “Sicuramente avremo più energie per il campionato, però questa cosa ci pesa un po’. Eravamo abituati a giocare in Europa e dovremo tornarci il più presto possibile”.

Castellanos – “È un ragazzo serio e un grande lavoratore, si sacrifica tanto per la squadra. La rabona? Lui la fa anche in allenamento e spesso e volentieri gli riesce anche bene. Il gol contro il Verona? Lì per lì neanche me ne sono accorto che l’avesse fatta, poi me la sono trovata perfetta sul piede per controllarla e calciare in porta. Il Taty quest’anno arrivare almeno sopra i 15 gol, io posso garantirgli 5/6 assist”.

Capitano – “Indossare la fascia da capitano è un grande orgoglio. È un obiettivo che ti fissi durante la carriera, magari per dare l’esempio anche ai ragazzi più giovani. Sono molto contento di esserci riuscito e di com’è avvenuto in un lungo percorso di crescita. L’anno scorso credo di aver raggiunto la mia piena maturità”.

Obiettivi – “Voglio arrivare in doppia cifra, ma l’importante è che la squadra giri bene”.

Derby – “Una gara particolare, soprattutto qua a Roma. È partita già da inizio anno visto che si giocherà alla quarta giornata. I tifosi ci tengono tanto e anche noi ci teniamo. Non devi arrivare troppo carico perché rischi di fare qualcosa di sbagliato: va gestita la pressione, isolarsi e giocare come ci chiede il mister”.

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Lazio, Luis Alberto: “Sarri maestro, ma squadra non sua. Società? Tre errori decisivi, poi è subentrato chi non capisce tanto di calcio…”

L’ex numero 10 biancoceleste si racconta in un’intervista a Il Messagero.

Luis Alberto ha salutato la Lazio nell’estate del 2024 e si sta godendo la sua esperienza all’Al-Duhail. Di recente l’incontro, postato sui social con Milinkovic, appena ritrovato nella Champions League: “Non ci vedevamo da tanto. Con Sergej siamo molto amici. Abbiamo parlato della famiglia e di come si sente in Arabia. È felice, ma quest’anno gli scade il contratto. Può ancora giocare dove vuole“.

Com’è stato ritrovare Inzaghi?Per me è come un padre, una persona fantastica. Così come Ripert, Cecchi e gli altri dello staff. Abbiamo vissuto un periodo bellissimo alla Lazio. Alla fine del 2016-17 volevo trovare un’altra possibilità visto che giocavo poco, ma sia Igli che Inzaghi mi dissero che dovevo rimanere perché sarei stato importante. Alla fine è andato tutto secondo i piani“.

Subito la Supercoppa vinta contro la Juventus…Quella gara ha cambiato la mia storia. Lì giocai trequartista, quella dopo con la Spal da regista perché non c’era Leiva. Mi stavo allenando bene da diversi mesi, poi il mister mi ha dato fiducia. Il resto lo conosciamo“.

Ha vinto 5 derby segnando 3 gol. Com’era l’attesa?Pazzesca. I tifosi in quella settimana cambiano faccia, sbagliano anche a lavoro talmente sono distratti. In più so anche l’impegno che ci mette la Curva per quelle meravigliose scenografie. Il tifoso laziale è diverso dagli altri: la fede per la Lazio viene prima di tutto“.

I migliori ricordi nelle stracittadine?Direi la doppietta nel 3-0 del 15 gennaio 2021, peccato solo per lo stadio vuoto causa Covid. Poi il primo con Sarri, il 3-2 in cui segnano Sergej, Pedro e Felipe”.

Ce n’è un altro per il quale lei è celebre… Quello del ‘Se hanno sentido encu**’ (ride, ndc). Ero contento non per la vittoria in sé per sé, ma proprio per come andò. Loro avevano parlato tanto prima e alla fine erano tutti impazziti. Rimarrà nella storia per sempre“.

Con Sarri è stato odi et amo… Perché abbiamo un carattere simile, ma come in tutte le relazioni sane abbiamo preso la strada giusta“.

Durante la pausa per il Mondiale 2022 stava per lasciare la Lazio: cosa successe? Volevo andare via perché non trovavo continuità, ma quando ho comunicato il mio pensiero Sarri mi ha risposto: ‘Tu non vai da nessuna parte. Per come ti stai allenando la formazione sarà Luis Alberto più altri dieci’. E così fu“.

E invece nell’estate del 2023? Lì dipendeva tutto dal rinnovo. Ogni giorno cambiavano le carte in tavola, ma il mister è sempre stato dalla mia parte“.

Che ne pensa del suo ritorno a Formello?Sarri deve avere determinati giocatori per fare il proprio calcio. Ha trovato una squadra costruita per un altro tecnico e senza poter fare acquisti. Però lui è un maestro e di sicuro troverà un modo per cambiare qualcosa in base al gruppo che ha, ma i giocatori dovranno mettersi a disposizione“.

La Lazio è stata l’unica squadra della Serie A a non poter fare mercato… Per un nuovo allenatore è difficile, io sarei arrabbiato, ma tanto sia per il tecnico che i tifosi sarebbe una guerra persa. Si può solo attendere gennaio“.

Con la dirigenza invece l’amore non è mai sbocciato…Ha sbagliato tante cose. Secondo me i tre momenti cruciali sono stati l’addio di Inzaghi, quello di Tare e infine quello di Sarri. Lì si era capito che non si sarebbe andati da nessuna parte. In più quando subentra gente che non ci capisce tanto di calcio diventa difficile e ora lo sarà ancora di più. O rinnovano tutto o sarà dura. Menomale che c’è un allenatore che dice quello che pensa e capisce di calcio, almeno lui. Ma se il resto delle persone non lo seguono…“.

A Formello ci sono diversi suoi ex compagni in attesa da tempo per il rinnovo, lei può capirli… Io quando mi stancavo delle parole non mantenute, non mi presentavo. La gente diceva che era solo per i soldi, ma il tifoso che mi conosce davvero sa che era una questione di rispetto. Non si cambiano gli accordi di giorno in giorno, i giocatori a lungo andare si stufano. Ma queste cose lì non cambieranno mai“.

Sente ancora qualcuno?Patric, che sta in un momento buio, Gila e Pedro. Poi Zaccagni, con cui in estate mi sono visto a Ibiza, mentre Cataldi l’ho visto a maggio a Roma insieme ai magazzinieri e i team manager. Roma è la mia seconda casa e chissà se un giorno non diventerà la prima (ride, ndc)”.

La squadra del 2019-20 oggi potrebbe lottare per lo Scudetto?Maledetto Covid, eravamo pazzeschi. Scudetto non lo so, il calcio è cambiato molto. Sicuro arriverebbe in Champions“.

Come va in Qatar?Non me l’aspettavo così bene. La mia famiglia è felicissima e quando le pressioni scendono si sta meglio. Purtroppo riesco a giocare meno a golf perché fa troppo caldo. È un’eterna estate“.

Piani per il futuro? Mi piacerebbe allenare, ma per ora voglio giocare almeno altri 3 o 4 anni se il corpo mi assiste“.

Quali modelli ha? Fabregas, Xabi Alonso e Guardiola. In più ho avuto la fortuna di essere allenato da Inzaghi e Sarri. Mi piace il 4-3-3 e il 4-2-3-1, e con me il 10 giocherà sempre“.

Ora alla Roma c’è Gasperini. Che derby si aspetta? Le partite con la sua Atalanta erano sempre toste. Nei derby cambia tutto, non si guarda la classifica. È come se fossero due gare secche durante l’anno. Ci sono due allenatori nuovi che hanno ancora bisogno di tempo per lavorare, per questo penso che sarà un match di attesa, quasi pauroso“.

Su chi scommette?Pedrito, sono le sue gare. Ma se devo pregare per qualcuno affinché segni, allora dico Cataldi. Sarebbe davvero bello“.

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‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Le parole di Lotito sono pericolose per l’ordine pubblico, una provocazione continua. E sul derby…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Quella di Lotito più che una sfida, è una provocazione, è il delirio di una persona che credo stia perdendo il controllo. Io mi rivolgo alle Istituzioni: queste sue parole stanno diventando pericolose ai fini dell’ordine pubblico; o si interviene o si rischia grosso. La Lazio è un palazzo in fiamme e il proprietario mette benzina. L’incendio sta diventando incontrollabile. Interveniamo prima che succeda qualcosa di irreparabile.

La Lazio, sempre grazie alle chiamate e ai comunicati del presidente, è messa nelle peggiori condizioni per affrontare il derby. Si continua a parlare di tutto, tranne che della stracittadina. La Lazio non ci arriva certo nelle migliori condizioni. E in questo derby rischia più la Lazio, anche a livello di classifica.

Partirei con Pedro che è un uomo a cui gli avversari devono prestare attenzione e che devono controllare, molti degli altri si controllano da soli.

Ieri c’è stata una riunione per gli stadi, la Lazio era assente. La Lazio non è stata convocata”.