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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Cardone: “Romagnoli è deluso. Sicuramente non finirà come con Ledesma e Pandev. Oggi confronto con Sarri” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Romagnoli più che arrabbiato è deluso. Ha salutato anche sui social sotto al post della Lazio, riguardante il suo saluto. Aveva avuto l’ok della società, quello di Sarri non lo ha mai avuto perché il tecnico ha sempre detto che è imprescindibile. Il cortocircuito nasce per non dare all’allenatore l’alibi di doversi privare di un calciatore fondamentale per lui, ma Sarri ne ha diversi di alibi in questa complicata stagione. Romagnoli è nel mezzo di questo braccio di ferro.

Sicuramente non finirà come con Ledesma e Pandev. Oggi si ritroveranno a Formello: se non verrà ceduto, Romagnoli nonostante lo stato d’animo andrà in campo. Almeno questo ho capito, poi qui le cose cambiano ogni minuto. Vedremo cosa uscirà fuori dall’ennesimo confronto Sarri-Romagnoli, che si terrà oggi. Questo treno poi potrebbe non ricapitare a giugno, per questo Romagnoli insiste: la società teoricamente sta rinunciando a 18 milioni, la stessa a cui deve rinunciare quindi anche il calciatore.

Fabiani ha dei messaggi a dimostrazione del sabotaggio di cui si parla. La situazione riguarda Taylor e Samardzic”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, i numeri sono quelli di Ballardini: Lotito ha solo due strade per il bene del club

Urge un cambio di rotta: il caos in casa Lazio è evidente.

Tra campo e faccende extra. La Lazio tutta è anche protagonista di faccende extra campo, con il futuro in bilico di diversi protagonisti. Intanto, come evidenzia Il Messaggero, l’ undicesima porta inviolata di Lecce conferma come la difesa sia l’ultima forma di resilienza di questa Lazio. Non è scontato che il dato rimanga tale senza il pilastro di Anzio. Anzi, giorni fa Mau aveva già paventato a Lotito il rischio di sprofondare nei bassi fondi, smontando il muro difensivo senza un centrocampo robusto.

Sabato sera ha espresso pubblicamente lo stesso concetto: «Spero in una salvezza serena a fine campionato». Sembra una provocazione a +12 punti dal terzultimo posto, ma c’è uno spauracchio del passato. In effetti, si legge, era dalla stagione 2009/10 che la Lazio non stava sotto quota 30 punti (ora sono 29) dopo ventidue giornate di campionato. Allora venne esonerato Ballardini, chiamato Reja, e furono presi i rinforzi giusti a gennaio. Così i biancocelesti si rialzarono pian piano sino al dodicesimo posto. Ora resta una settimana alla fine del mercato d’inverno. C’è urgente bisogno di una scossa di Lotito.


Il patron, conclude il quotidiano, ha salvato il bilancio (quasi 90 milioni di plusvalenze se alla fine partirà Romagnoli, oltre Mandas al Bournemouth), ed era necessario, anche se non vuole mai ammetterlo nemmeno a se stesso. Ma ora va fermato il fuggi fuggi da Formello. Se il presidente attribuisce le responsabilità a Sarri (e in qualche caso esistono, vedi Castellanos, ma «in qualsiasi squadra di 0 elementi ci sono scontenti perché giocano meno», l’ammissione del tecnico), allora deve licenziarlo, senza pensare al portafoglio. Se invece – come scrive nell’ultimo comunicato – vuole salvarsi insieme al Comandante, deve ridargli subito gli strumenti per farlo e non aspettare le sue dimissioni (che non arriveranno prima di giugno). Deve finire questa sfida pericolosa, senza esclusione di colpi, affinché uno faccia il primo passo avanti o indietro. Rischia di rimetterci solo la Lazio, lo spogliatoio è disorientato: «Si respira un’aria strana, le cose non funzionano bene perché non abbiamo la testa libera», la confessione di Marusic in Salento.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Gila verso il Milan a fine stagione. Gigot torna a Roma, Rovella da valutare

Lo spagnolo saluterà a fine stagione: le ultime sul centrle biancoceleste.

Da verificare le condizioni di Mario Gila, uscito ancora una volta dal campo a Lecce per problemi allo stomaco. As rilancia la prossima destinazione dello spagnolo: Lazio e Milan starebbero trattando per trovare l’intesa sul trasferimento a giugno sulla base di 20 milioni (al Real spetta il 50%) e sarebbe un affare alla luce della scadenza l’anno successivo.

Nel frattempo, riporta Il Messaggero, Gigot è tornato nella Capitale per completare la riatletizzazione dopo l’intervento alla caviglia di settembre scorso: potrebbe essere un indizio per il reinserimento in organico. Patric è alle prese con uno stiramento. Da valutare anche Rovella, rimasto a Roma per un affaticamento, dovuto ai carichi di lavoro dopo il lungo stop. Chissà se riuscirà a esserci venerdì sera contro il Genoa all’Olimpico.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, “manca ancora il sostituto di Guendouzi”: offerta per Iroegbunam respinta

Serve un innesto a centrocampo, o almeno questa è la priorità: la situazione.

Ancora pochi giorni di mercato e diverse situazioni da chiarire. Come riporta il Corriere dello Sport, tutti gli sforzi ora tornano sulla mezzala mancante con un occhio all’attacco. Non si escludono altre cessioni, può partire uno tra Cancellieri, Isaksen e Noslin. Sempre che non arrivino offerte dalla Premier per Dia, è stato proposto ad alcuni club.

«Qualcosa serve, Guendouzi non è stato sostituito», il graffio di Sarri. La Lazio ha trattato Tim Iroegbunam dell’Everton, ha presentato un’offerta, subito respinta. Irrealizzabile il sì del club che è di proprietà dei Friedkin. Il diesse Fabiani, si legge, ha altri profili all’estero, il tempo inizia a stringere. Il mercato chiuderà tra una settimana. A centrocampo serve un colpo, l’arrivo di Taylor non basta, doveva essere uno in più da aggiungere a Guendouzi, non il sostituto.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Romagnoli e il braccio di ferro con Lotito: il difensore confida nell’aiuto di Sarri

Sembrava tutto fatto per il trasferimento di Romagnoli, poi il comunicato di ieri diramanto dalla Lazio h frenato la cessione.

Ad un passo dall’addio, poi il comunicato: “La S.S. Lazio ribadisce che Alessio Romagnoli non è mai stato inserito sul mercato e comunica che il difensore rimarrà un giocatore biancoceleste”. Stando a quanto riporta Il Messaggero, Romagnoli sarebbe parecchio irritato dalla situazione, ma è pronto a usare la diplomazia. Oggi tornerà a chiedere l’aiuto di Sarri per essere liberato. Alessio ha ricordato al tecnico quando Lotito provò a fermare le sue dimissioni a marzo 2024 e spera che l’allenatore gli venga incontro. Romagnoli andrà in scadenza nel 2027 e, senza una soluzione, non potrà che rispettare il contratto. Il braccio di ferro tra le due parti continuerà nelle prossime ore e la speranza del centrale è che si trovi una soluzione nel minor tempo possibile, così da non perdere l’occasione di andare al servizio di Roberto Mancini.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Ora il campionato deve essere una palestra per la Coppa Italia. Questione-Romagnoli? Dilettantismo” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Parliamo di una Lazio molto leggera, c’è molto poco da quel punto di vista, quello della qualità. Prima nel gruppo c’erano valori tecnici, poi perdendo dei protagonisti ti viene a mancare tanto. Servono obiettivi: siamo salvi è chiaro, ma è difficile pensare ad altro; ora il focus è sulla Coppa Italia, il campionato deve essere una palestra per quel cammino. Cerchi di giocare e fare bene, ma l’obiettivo primario è la coppa.

Poi c’è il resto, lo sbando, il punto di non ritorno, le dichiarazioni del tecnico che sono gravi ma giuste. Se ci fosse un presidente con le idee chiare e con ambizioni, lo manderebbe via. Inoltre saltano agli occhi le parole di Zaccagni ai tifosi. Ripeto: è un punto di non ritorno, fine.

Tenere Sarri significa non spendere soldi, quindi vorrà farlo dimettere, e poi nei confronti dei tifosi sarebbe ancora più impopolare come scelta quella di mandarlo via. Da questa storia tolgo anche il direttore sportivo: come fa a operare in questa situazione?

Maldini? Credo verrà utilizzato da prima punta, ma può anche darsi che possa essere l’alternativa a Zaccagni.

Questione-Romagnoli? Dilettantismo. Non va niente; non si è in grado di lavorare in un certo modo, ad un certo livello. Con lui andava presa una decisione e poi portata avanti, senza tutti questi cambi”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, continuano i problemi in attacco: senza gol in 11 gare su 22. Noslin potrebbe andare da Baroni

Se la difesa dà buone risposte, davanti si deve migliorare sicuramente: i numeri.

Il problema con il gol persiste. Da quando è andato via Ciro Immobile, sottolinea Il Messaggero, la società non ne ha trovato uno in grado di trovare la porta avversaria con regolarità. Quello che in poche parole ti permette di portare a casa punti anche immeritati ma pesantissimi con un pallone sporco che passa lì per caso dentro i sedici metri.

I numeri di questa stagione, si legge, timbrano come meglio non potrebbero questo fatto: undici gare su ventidue – quindi il 50% – senza segnare; prima Castellanos, poi Noslin, a seguire Dia e infine Ratkov (quello con meno colpe) che come bottino hanno cinque reti. Anche gli esterni non aiutano: Zaccagni e Cancellieri hanno esultato solamente tre volte (rimangono i migliori marcatori stagionali) e Isaksen due. Ora basta, eccezion fatta per Ratkov e il capitano, sono tutti sul mercato. In particolare, può uscire Noslin e raggiungere l’estimatore Baroni a Torino.

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DICHIARAZIONI

Sarri: “Lazio storia grossa, ad oggi è ridimensionamento. In questo momento non vedo luce, mantengo la promessa” (AUDIO)

Il tecnico della Lazio Maurizio Sarri a Sky dopo il pareggio in casa del Lecce:

“Alla gente della Lazio io ho detto tante cose, ho detto che quest’anno avrei fatto di tutto e accettato ogni tipo di compromesso: ho fatto una promessa a loro e la mantengo per il grande amore che mi stanno dimostrando. La Lazio ha una storia grossa che da fuori non si può capire, fatta di amore incondizionato.

Ridimensionamento? Fino a questo momento sì, poi faremo i conti alla fine. La società dice che vuole fare una squadra giovane con ragazzi di valore: per sinceramente l’anagrafe non conta niente, la qualità va bene a 20 e anche a 30 anni.

La squadra ha fatto quello che poteva fare dopo una settimana difficile, non ho niente da dirgli dal punto di vista tecnico-tattico; nel primo tempo ci siamo messi in difficoltà da soli, meglio nella ripresa salvo sparire negli ultimi 25 metri ma questo è un problema che ci portiamo dietro.

Dia, Ratkov e Noslin? Dia secondo me nei primi 10-15′ non ha neanche fatto male, poi perdevamo palle e quello non è il suo mestiere; Ratkovic l’ho visto in crescita, come Taylor. In questo momento abbiamo attaccanti che fanno fatica o forse la colpa nostra che non li mettiamo in condizione. Questo è difficile da valutare.

Se c’è la luce in fondo al tunnel? In questo momento non ne ho idea, a bocce ferme saprò dire qualcosa in più. Ora la sensazione di dire no è forte ma magari verrò smentito, aspettiamo”.

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SERIE A

Lazio, ecco il risvolto del campo: a Lecce vince la noia e finisce a reti inviolate

Termina 0-0 Lecce-Lazio, gara valida per la 22esima giornata di Serie A.

PRIMO TEMPO

Allo stadio Via del Mare Sarri parte con Provedel tra i pali; Lazzari, Gila, Romagnoli e Marusic dietro; in mezzo al campo Taylor, Vecino, e Basic con il tridente formato da Cancellieri, Dia e Zaccagni. La Lazio fa poco e niente nella prima frazione di gioco, non si fa vedere mai vedere dalle parti dei salentini, da registrare solo un paio di ripartenze ma non pericolose. I padroni di casa invece si fanno vedere più spesso dalle parti di Provedel: la prima conclusione è di Pierotti dopo neanche due minuti di gioco ma non trova lo specchio. Poi bravo il portiere laziale su una botta dalla distanza di Coulibaly, ma l’occasione più nitida è quella di Ramadani che colpisce la traversa con un tiro da fuori. Al duplice fischio il risultato non si sblocca.

SECONDO TEMPO

La ripresa è leggermente più viva, ma nessuna delle due squadre impensierisce l’altra. Le prime mosse di Sarri arrivano a mezz’ora dalla fine: fuori Gila, Vecino e Dia per Provstgaard, Dele-Bashiru e Ratkov; da valutare le condizioni dello spagnolo, non al meglio già prima dell’intervallo. Passano 10′ e la Lazio cambia ancora: Pellegrini prende il posto di Lazzari. Pochi guizzi e azioni degne di nota, al Via del Mare a regnare è la noia. A 10′ dal triplice fischio l’ultimo cambio: in campo Isaksen per Cancellieri. La gara comunque non subisce scosse e termina a reti inviolate. Ora la Lazio ospiterà il Genoa venerdì all’Olimpico, da capire quali saranno i difensori a disposizione di Sarri.

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DICHIARAZIONI

Lazio, la decisione del tifo organizzato in vista della gara col Genoa: “Ci sentiamo in dovere di non presenziare” (FT)

La replica al comunicato della Lazio:

“In questo periodo, in cui frustrazione ed isterismi governano i social, siamo obbligati a fare delle scelte, per noi dolorose, in risposta alle dichiarazioni di una società che non riesce ad essere rispettosa delle scelte dei propri tifosi, sangue e cuore della Lazio stessa.

Il comunicato diffuso nella serata di ieri dalla SS Lazio oltre ad essere minaccioso ed oltremodo offensivo nei riguardi della tifoseria biancoceleste, viola quello che è il diritto costituzionalmente sancito dall’art. 21 di poter esprimere il proprio pensiero di dissenso attraverso la parola, lo scritto o altre forme di comunicazione: Costituzione che ogni Senatore della Repubblica dovrebbe conoscere.

Nonostante la nostra ferma convinzione di non abbandonare lo stadio in maniera definitiva, ci sentiamo in dovere di NON PRESENZIARE sugli spalti durante la partita Lazio-Genoa e di decidere, passo dopo passo, l’evoluzione di una contestazione ormai troppo stretta nelle vesti dei soli quindici minuti del primo tempo di ogni partita.

Ogni tifoso è libero di scegliere ciò che ritiene sia meglio fare nel rispetto della propria coscienza: la nostra ci impone, dopo questo comunicato, di fugare quei dubbi che prima della sua uscita avevamo e di conseguenza NON ENTRARE. Per tutti coloro che liberamente decideranno di non entrare, diamo appuntamento dalle ore 18:00 a Ponte Milvio per ascoltare tutti insieme la cronaca della partita e tifare Lazio come solo noi sappiamo fare“.