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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Scambio Brescianini-Dele-Bashiru? Lo farei subito ma tra lui e Samardzic…”(AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Scambio Brescianini-Dele-Bashiru? Lo farei subito; è un giocatore anche di centimetri che serve in area, sa posizionarsi e tatticamente è dinamico, pressa con i tempi giusti, tecnicamente è un buon giocatore, funzionale al gioco di Sarri.

L’allenatore non ha tempo in questo momento della stagione, serve qualcuno pronto, che conosca il campionato e sappia adattarsi alla richieste del tecnico. Brescianini è un nome che si può adattare.

Ad ogni modo, tra Brescianini e Samardzic mi prendo il secondo. Ma entro nella testa di Sarri: ad agosto lo avrebbe preferito anche lui, in questo momento dell’anno non lo so”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Guendouzi non è più incedibile: il club valuterà le offerte

Ancora nessuna offerta per il centrocampista laziale, ma non è più intoccabile.

Sarà out sabato a Udine per via del giallo rimediato contro la Cremonese da diffidato: Guendouzi aggrava ulteriormente la situazione a centrocampo dei biancocelesti, privi ancora di Rovella per infortunio e di Basic che sta scontato le due giornate dopo il rosso del Tardini.

Per Guendouzi, riporta Il Messaggero, la Lazio ascolterà le offerte. Qualora dovessero arrivare. In Premier League Matteo è monitorato dal Sunderland (servono tra i 20 e i 25 milioni) che però a Formello non ha ancora bussato. Dovesse rimanere nella Capitale tra poco più di un mese, sarà comunque al centro del progetto con l’obiettivo di fare meglio. Con la certezza di poter fare meglio. Il contratto fino al 2028 impone un suo impiego, nonostante tutto.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Isaksen: “Ho tanti amici in rosa, ci aiutiamo molto. Ecco qual è la squadra dei miei sogni…”

Isaksen protagonista dell’ultimo video su YouTube del canale danese ‘Jon og Drøger’.

“In squadra ho tanti buoni amici, per me è fantastico. Poi c’è anche un altro danese (Provstgaard, ndr.), ci aiutiamo molto. La famiglia e gli amici? Non è lo stesso vederli una volta al mese, quando abitavo ad Aarhus era diverso. Di questo sono un po’ triste, ma è il calcio è il mio sogno e la mia famiglia può fare tante belle esperienze e venirmi a vedere in campo. Il mio sogno come squadra in Europa? La mia famiglia è da sempre del Liverpool… ma non mio fratello, lui è dell’Arsenal (ride, ndr.)”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Sarri e Fabiani dicono cose diverse, chi avrà ragione? La posizione in classifica della Lazio è un miracolo” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Dopo una gara come quella di Parma, in genere si manda un arbitro di esperienza, in un buon momento di forma: Pairetto quest’anno aveva arbitrato solo tre partite, 23 arbitri erano stati utilizzati più di lui.

Le parole di Sarri? Bella e ironica la dichiarazione sul mercato e i segnali di fumo, che va unita a quello che Fabiani ha detto nel pre partita, ossia che il club sta lavorando sotto traccia. Il ds dice che si sono visti per pianificare il mercato, Sarri dice che non sa niente: a chi dobbiamo credere? Io un’idea ce l’ho, ma domani potremo fare chiarezza.

Bilancio fin qui? Prima di questo trittico (Parma, Cremonese e Udinese, ndr) dicevo che la Lazio doveva fare almeno 7 punti per rimanere agganciata al treno Europa, all’ultimo vagone utile. Ora per Udine l’emergenza continua e peggiora. La Lazio è lì in classifica e questo è un piccolo miracolo. Dopo la trasferta di sabato ci sarà il Napoli. Non vorrei che la squadra mollasse ad un certo punto, se capirà che magari non potrà arrivare in Europa. I calciatori scendono in campo e mettono impegno, ma servono degli obiettivi”.

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RASSEGNA STAMPA

Conceiçao si racconta: “Ho avuto contatti con la Lazio, ma non solo. Lo scudetto è il ricordo più bello. E su Inzaghi…”

L’ex biancoceleste, ora tecnico dell’Al-Ittihad, ha parlato a La Gazzetta dello Sport:

“Con la Lazio ho avuto contatti, ma non solo. E anche prima di firmare per l’Al-Itthiad ho avuto offerte. Qui il campionato è competitivo, le ambizioni alte, ci si allena nel pomeriggio e non la mattina. Bisogna adattarsi alle dinamiche culturali. Ma questa è una sfida, e io amo sfide così.

La soddisfazione più grande in Italia? Da calciatore, lo scudetto del 2000 con la Lazio, il più incredibile di sempre. Io, Sinisa e Stankovic ascoltavamo la radio nello spogliatoio. Era un gruppo di personalità, pieno di piccole risse ogni giorno, ma Eriksson sapeva gestirci. Ricordo anche la Supercoppa Europea del 1999, con lo United: Ferguson disse che il suo più grande rimpianto fu quella sconfitta”. 

Arabia Saudita – “Con Inzaghi stavolta ci siamo salutati. Ci siamo sfidati a ottobre e ha vinto lui. Ero appena arrivato. Dopo Porto-Inter, dove i suoi ebbero un bel po’ di fortuna, non lo salutai perché in fondo sono così, durante le partite vado in trance, ma è un grande allenatore. Abbiamo vinto lo scudetto nel 2000. Il rapporto è buono”. 

Anche lì, lei fu subito decisivo. Con le ginocchia sbucciate.

“Avevo fatto un voto alla Madonna di Fatima, feci gli ultimi 500 metri in ginocchio e poi mi presentai in ritiro. Era il 1998, segnai alla Juventus all’ultimo minuto e vincemmo la Supercoppa. La fede è una parte fondamentale della mia vita. Sono un cattolico praticante, qui non posso ma a Milano andavo in chiesa ogni giorno. Qualche mese fa il Papa mi ha invitato al Giubileo per raccontare il mio percorso e le mie difficoltà”. 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio-Arbitri? La società deve tutelare la squadra. Crediti tv o immissione capitale, mi auguro che Lotito…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Quasi sicuramente la Lazio sarà costretta a fare mercato a saldo zero, però c’è questa novità delle modifiche delle Noif che rende meno complicato ripianare il deficit che una società ha. Tra i crediti dei diritti tv e la possibile immissione del presidente, mi auguro che il mercato sarà libero. Si potrebbero fare così i rinnovi in aumento, poi sani la recidiva, quindi non ti presenti ai controlli di marzo con la sanzione e non rischieresti dunque un altro blocco.

Questione arbitrale? Difficile giocare con questa situazione. Le gestioni delle gare creano difficoltà devastanti.

Il campionato della Lazio è falsato già da qualche tempo, la squadra va tutelata dalla società. Anche quello che ha detto con toni civili Pellegrini deve far riflettere: ‘Qualcosa non torna, ad esempio 9 falli della Cremonese e primo giallo a Pedro’, è una provocazione”.

LEGGI ANCHE: Lazio, Noif in soccorso di Lotito: ecco come può sbloccare il “saldo zero” ed evitare il blocco estivo

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Lazio, feste a Formello: il piano di lavoro dei biancocelesti

Natale a Formello per la Lazio, visto che sabato si tornerà in campo.

Archiviata la gara di sabato contro la Cremonese giocata all’Olimpico, la Lazio già pensa a quella di sabato prossimo in casa dell’Udinese. Sarri, riporta il Corriere dello Sport, ritroverà la squadra oggi alle 15, ha previsto allenamenti anche a Natale: domani doppia, 24 di pomeriggio, 25 di mattina, il 26 la rifinitura.

Il calendario della Lazio ora si presenta fitto di appuntamenti: dopo la gara in casa dell’Udinese infatti, i biancocelesti ospiteranno il Napoli nel lunch match di domenica 4 gennaio e poi ci sarà l’infrasettimanale, sempre nella Capitale, contro la Fiorentina (mercoledì 7 gennaio).

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Lazio, ricorso Basic: mercoledì il responso, filtra scarso ottimismo

Il croato ha rimediato due giornate di squalifica e difficilmente la pena verrà ridotta.

Il rosso del Tardini gli è costato due giornate: Toma Basic, ad oggi, salterà anche la gara di Udine dopo aver saltato quella casalinga di sabato. L’emergenza in casa Lazio continua, soprattutto a centrocampo con Rovella infortunato e Dele-Bashiru in Coppa d’Africa.

La Lazio, riporta Il Messaggero, ha inoltrato il ricorso per ottenere un turno di sconto per il croato, ma solo alla vigilia di Natale (il 24 dicembre) conoscerà il verdetto della Corte sportiva d’Appello. Il referto di Marchetti (arbitro di Parma) ha portato a due giornate di stop (più diecimila euro di multa) da parte del Giudice Sportivo. La sanzione è stata comminata per “condotta gravemente antisportiva”, ravvisata dal quarto uomo, a cui il club contesta la visuale (Basic copre Estevez nell’episodio) portando anche precedenti a supporto.

Il reclamo biancoceleste, conclude il quotidiano, ha poche chance di successo, questo va detto, ma Sarri spera almeno in questo regalo sotto l’albero. Altrimenti bisognerà reinventare di nuovo la Lazio. Era già successo a fine settembre, dopo i ko di Rovella e Dele, più le espulsioni di Guendouzi e Belahyane nel derby perso. A Marassi il Comandante reintegrò Basic e si inventò un 4-4-2 (o 4-2-3-1). Stavolta i centrocampisti a disposizione sarebbero tre, ma Mau potrebbe utilizzarne due dall’inizio (Cataldi e Vecino, più di Belahyane) e ripetere l’esperimento.

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Lazio, solida ma anche fragile: i due volti dei biancocelesti

Lo 0-0 dell’Olimpico contro la Cremonese riassume questo avvio di stagione della Lazio.

Squadra solida dietro, che fa fatica davanti: questa è la Lazio del momento. Come evidenzia il Corriere dello Sport, parliamo di una squadra solidissima dietro, quasi impermeabile, ma fragile e inconcludente quando si tratta di trasformare il possesso in gol. Due facce della stessa medaglia, che convivono e si condizionano a vicenda, alimentando una classifica fatta di rimpianti e occasioni mancate.

La difesa è il punto fermo. I numeri, si legge, certificano un’eccellenza a livello europeo: nessuno nei cinque maggiori campionati ha collezionato più clean sheet della Lazio, 9 come il Lione. Sabato all’Olimpico, Ivan Provedel ha messo a referto l’ultimo, in 16 presenze, diventando il simbolo di un reparto che funziona, protegge l’area e riduce al minimo i rischi. Il problema è proprio lì davanti. L’attacco continua a faticare, a spegnersi nei momenti decisivi, a non trovare continuità. Non è un’impressione, ma una tendenza ormai strutturale: la squadra di Sarri non ha segnato in 8 delle prime 16 gare di campionato, un dato che si è verificato per la quarta volta nella storia del club (era già successo nel 1988-89, nel 1984-85 e nel 1959-60).

Il dato sul rendimento casalingo nel 2025, conclude il quotidiano, racconta un’altra faccia della crisi off ensiva. La Lazio, nell’anno solare in corso, ha ottenuto solo 5 vittorie all’Olimpico (con 10 pareggi e 3 sconfitte): meno di 6 successi in casa in Serie A era successo soltanto una volta nell’era dei 3 punti, nel 2009. Troppi pareggi, spesso maturati in gare dominate ma non chiuse. La squadra di Sarri resta una squadra difficile da battere, però troppo spesso è anche una che fatica a vincere. Difesa di ferro, attacco impalpabile.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “L’emergenza si fa sentire, è mancata qualità. Arbitri? Non penso alla malafede, ma…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Sabato è mancata la qualità. Come dico spesso: con questo tipo di gioco, quando girano gli esterni d’attacco hai fluidità, imprevedibilità, superiorità; dettagli che sono mancati e non c’era neanche l’opzione b, tipo il tiro da fuori. Il ritmo è mancato, contro una squadra chiusa, che ti fa giocare male, la Cremonese ha densità e fisicità. Mancavano dei giocatori importanti e se a questa Lazio ne levi un paio di quelli fondamentali, si vede.

Il rigore per me è netto, l’altro si può dare perché ne sono stati dati tanti così. Con tutta la buona volontà non riesco a capire tanta incapacità, in campo e al Var. Non ti devono regalare niente, ma dare ciò che ti spetta. Difficile capire il perché, non credo alla malafede ma c’è una mediocrità assoluta nel valutare le situazioni. Se c’è un fatto oggettivo, è rigore, ma a volte si ragiona in maniera soggettiva.

Basic è quello che ha completato il puzzle dell’idea di Sarri, non tanto per il possesso quanto per il movimento senza palla che crea spazi.

Ad ogni modo, queste partite puoi anche perderle, la beffa poteva starci. Il rammarico è sulla continuità. Ora a Udine ti mancherà anche Guendouzi. Non ti devi piangere addosso, devi analizzare però il motivo che ha portato a questa prestazione. Secondo me oltre alle defezioni, ti è mancata la qualità. Sono mancati i nostri due esterni di attacco, che hanno fatto poco e niente”.